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“Sono innocente e siamo innocenti. Non ho mai fatto del male a Serena Mollicone”, le parole di Marco Mottola ai giudici dell’Assise
Marco Mottola, uno degli imputati nel processo di Appello bis per l’omicidio di Serena Mollicone, ha rilasciato oggi dichiarazioni spontanee davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Roma, negando con forza qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio della 18enne di Arce, uccisa nel 2001. “Sono innocente e siamo innocenti. Non ho mai fatto del male a Serena Mollicone”, ha dichiarato l’imputato, cercando di ribadire la sua posizione di fronte ai giudici. Il 38enne, che risponde insieme al padre Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce, e alla madre Annamaria, per il delitto di Serena Mollicone, ha precisato che l’ipotesi accusatoria secondo cui avrebbe spinto la giovane contro la porta della caserma è “falsa” e lo sta “rovinando la vita”. Gli imputati stanno affrontando un nuovo appello dopo che la Cassazione ha annullato l’assoluzione del primo processo di secondo grado. Mottola ha voluto esprimere la sua versione dei fatti, negando di aver avuto qualsiasi tipo di relazione con Serena Mollicone, sia sentimentale che sessuale. “Con Serena non ho mai avuto relazioni sentimentali o sessuali e non ho mai litigato con lei”, ha affermato, respingendo decisamente le accuse di un presunto conflitto con la ragazza. In merito al giorno della sua scomparsa, il 1° giugno 2001, ha dichiarato di essere sceso tardi dalla sua stanza e di aver parlato con il suo amico Davide Bove quella mattina, ma di non aver visto nessuno in caserma. “Sicuramente non sono andato al bar Chioppetelle“, ha aggiunto, contraddicendo alcune testimonianze e ipotesi investigative che lo vedevano coinvolto in una frequentazione con la giovane. Mottola ha anche smentito le dichiarazioni di Luciano Tuzi, il carabiniere morto suicida, che in passato aveva raccontato di aver visto la 18enne in caserma. “Tuzi ha inventato una menzogna contro di me”, ha dichiarato, aggiungendo che l’uomo “aveva sicuramente qualcosa da nascondere”. Mottola ha ricordato che Tuzi si è successivamente pentito delle sue dichiarazioni, ritraendole, per poi ritrattare ancora. Ma sul punto Tuzi, ovviamente, non può replicare. Mottola ha anche spiegato di non aver saputo nulla della porta della caserma rotta, come invece era stato riportato nelle indagini, fino al 28 marzo 2008, quando suo padre gli riferì che era stato lui a romperla. La superperizia di Cristina Cattaneo nel processo davanti al Tribunale di Cassino: “Compatibilità ottimale tra il trauma cranico e la porta della caserma di Arce”. La giovane era scomparsa il 1° giugno 2001 e il suo corpo fu trovato due giorni dopo il delitto; era stato spostato nel boschetto dell’Anitrella dove poi fu trovato con mani e piedi legati dal nastro adesivo e una busta di plastica in testa. L'articolo “Sono innocente e siamo innocenti. Non ho mai fatto del male a Serena Mollicone”, le parole di Marco Mottola ai giudici dell’Assise proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Stellantis, Cassino riparte a singhiozzo dopo l’anno nero. E l’azienda taglia in Polonia: 740 esuberi
L’anno nero della fabbrica di Cassino vive la sua coda lunga anche in questo inizio di 2026. Il sito frusinate di Stellantis avrebbe dovuto rientrare al lavoro in maniera completa, dopo un primo rinvio, il 16 gennaio. Ma così non sarà. E almeno fino al 27 gennaio lo stabilimento non girerà mai a pieno ritmo confermando una ripartenza lenta che continua a coinvolgere molte fabbriche del gruppo franco-italiano in Europa. Basti pensare a come sta accadendo in Polonia: nella storica sede di Tychy, la “Mirafiori dell’Est”, Stellantis ha annunciato 320 esuberi strutturali che, sospettano i sindacati, diventeranno 740 con i contratti a termine in scadenza. Il 2026, insomma, non ha finora conosciuto una nuova spinta e le difficoltà dello scorso anno, con la produzione crollata in Italia ai livelli del 1954, non sembrano superate. Domani, 15 gennaio, Cassino riavvierà l’impianto di lastratura che lavorerà regolarmente il giorno seguente. Il 19 gennaio, invece, si fermerà l’intera fabbrica. Il giorno dopo lavorerà la sola lastratura e inizierà il riavvio dell’impianto di verniciatura. Il 22 lavoreranno entrambe le linee, ferme il 23 perché è il giorno del santo patrono di Cassino. Il 26 gennaio la fabbrica si fermerà nuovamente. Solo il 27 gennaio – finalmente – torneranno al lavoro tutti e tre i reparti, compreso il montaggio. Continua quindi l’agonia dopo i 105 giorni di fermo produttivo del 2025, anno in cui l’impianto ha prodotto appena 19.364 auto registrando un pesante -27,9% rispetto al 2024: si tratta del dato peggiore nella storia del sito. Basti pensare che nel 2017, primo anno con le produzioni Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, si raggiunsero le 135.263 unità. Le difficoltà sono legate soprattutto al rinvio delle produzioni delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, inizialmente previste negli scorsi mesi. Un’altra Alfa, la Junior, è tra le concause dei prolemi in Polonia, insieme a Fiat 600 e Jeep Avenger. La scarsa domanda, insieme ai costi dell’energia elettrica, hanno portato Stellantis ad avviare una procedura di licenziamento collettivo, che entrerà nel vivo prima della fine di aprile. La riduzione iniziale sarà di 320 posti (su 2.378 dipendenti) ma i sindacati fanno notare che l’impatto potrebbe arrivare a 740 operai e impiegati alla luce dei contratti in scadenza nel primo trimestre del 2026 che con ogni probabilità non verranno rinnovati. Come già avvenuto in Italia, Stellantis gestirà gli esuberi con la formula dell’esodo volontario incentivando le uscite. L'articolo Stellantis, Cassino riparte a singhiozzo dopo l’anno nero. E l’azienda taglia in Polonia: 740 esuberi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scuolabus si ribalta in provincia di Frosinone: a bordo sette bambini delle elementari
Momenti di forte apprensione nel pomeriggio a Cervaro, in provincia di Frosinone, dove uno scuolabus con a bordo sette bambini delle elementari si è ribaltato su un fianco al termine di una ripida discesa. L’incidente è avvenuto in via Fionda, all’altezza dell’incrocio con via Pacitti, mentre il mezzo stava affrontando una curva. Secondo le prime ricostruzioni, il veicolo avrebbe perso aderenza proprio lungo il tratto in pendenza. I piccoli passeggeri sono stati fatti uscire rompendo il vetro posteriore: nessuno di loro ha riportato ferite serie, anche se lo spavento è stato notevole. Un bambino è stato accompagnato in via precauzionale al pronto soccorso di Cassino dopo aver battuto la testa e riportato un lieve livido; le sue condizioni non destano preoccupazione. Per accertamenti è stato condotto in ospedale anche l’autista. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, insieme alla polizia locale e ai soccorsi, per mettere in sicurezza l’area ed effettuare i rilievi necessari a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella del possibile surriscaldamento dei freni. A poche ore dall’episodio, il Comune di Cervaro ha diffuso una nota ufficiale per rassicurare la cittadinanza e le famiglie coinvolte: oltre alle forze dell’ordine, anche il sindaco Ennio Marrocco si è recato immediatamente sul luogo dell’incidente. L'articolo Scuolabus si ribalta in provincia di Frosinone: a bordo sette bambini delle elementari proviene da Il Fatto Quotidiano.
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