“La somiglianza tra Ice e squadre fasciste? Non è che somigliano, sono
tecnicamente quella roba lì. Sono disgustato come tutti da quello a cui stiamo
assistendo, ma non sono così pessimista su quello che accadrà”. Così Gianrico
Carofiglio ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi con la
partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove.
“Non dobbiamo parlare di quello che farà Trump – ha proseguito lo scrittore –
Trump già da tempo è fuori dal circuito delle decisioni. Qui parliamo di un
paziente geriatrico con gravi problemi cognitivi che peggioreranno
progressivamente come qualsiasi addetto ai lavori può dire, anche se tutti
naturalmente dicono che non possiamo fare diagnosi a distanza. È evidente a
tutti”.
“Questo vuol dire che non c’è un problema? No, che c’è un problema più grosso –
ha continuato Carofiglio – perché chi prende le decisioni, chi elabora queste
spaventose procedure e queste strategie sono soggetti che sono collocati in una
zona opaca dietro il presidente, senza responsabilità politica. Parliamo prima
di tutto di quello Stephen Miller – consigliere per la sicurezza interna degli
Usa – che è davvero l’artefice, l’ideologo, il progettista di queste porcherie”.
Carofiglio ha poi concluso: “Se seguiamo dall’interno le notizie che arrivano
dagli Stati Uniti, sappiamo che è già partita la guerra interna alla Casa
Bianca. Vedremo uno spettacolo piuttosto disgustoso nei prossimi mesi, ma io non
credo che fermeranno le elezioni di midterm. L’America ha gli anticorpi“.
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cognitivi, ma gli Usa hanno anticorpi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La rimonta del No nei sondaggi sul referendum sulla giustizia? Il motivo
principale è chiarissimo: prima la gente non ne sapeva assolutamente nulla e
adesso si comincia a saperne qualcosa“. Sono le parole dell’ex magistrato
Gianrico Carofiglio, intervenuto a L’aria che tira (La7) sul referendum sulla
giustizia, mentre i sondaggi registrano una rimonta del fronte contrario alla
riforma Nordio. Secondo l’istituto Ixè, il quadro è ormai di quasi perfetta
parità: 49,9% per il no e 50,1% per il sì.
Lo scrittore individua nella maggiore circolazione di informazioni la ragione
principale del cambiamento di scenario, ma avverte: “Il livello di
disinformazione su questo tema è ancora altissimo ed è altissimo non per un
fatto casuale. La maggioranza di governo, che ha proposto e approvato con queste
modalità quasi militari una riforma costituzionale che richiederebbe soprattutto
su questi temi accordo e collaborazione fra le diverse forze, non vuole che le
persone sappiano qual è il centro doloroso, pulsante e pericoloso di questa
riforma, ovvero un vero e proprio scardinamento di alcuni meccanismi
costituzionali fondamentali”.
Il riferimento è in particolare al Csm: “Si vorrebbe con questa riforma, se il
referendum passasse, cosa che io non credo, che il Csm, organo di rilievo
costituzionale, fosse nominato per sorteggio, cioè la tombola“.
E incalza il conduttore David Parenzo con una domanda retorica: “Tu vorresti che
il tuo Consiglio Circoscrizionale o il tuo Consiglio Comunale o il Consiglio
Regionale fossero nominati per sorteggio? No, non lo vorrebbe nessuno e nemmeno
loro lo vorrebbero”.
Parenzo gli mostra un cartello con la scritta “Sinistra per il sì”, accompagnata
dai volti di Pina Picierno, Anna Paola Concia, Raffaella Paita, Claudio
Petruccioli, Stefano Esposito, Stefano Ceccanti, Augusto Barbera, Cesare Salvi
ed Enrico Morando, osservando che “ci sono però anche alcuni esponenti del
centrosinistra che hanno deciso di votare sì”.
Tranchant la replica di Carofiglio: “Non vedo molta gente di sinistra lì, di
sinistra proprio non ne vedo. Sicuramente persone ampiamente rispettabili e di
gran qualità, però faccio un po’ di fatica a definirle di sinistra”.
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“Non vedo gente di sinistra lì”. Su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano.