“Separando le carriere, creiamo due Csm separati, così evitiamo le commistioni,
i condizionamenti, che questi magistrati vadano alle stesse feste di compleanno
o che si prendano il caffè insieme“. Con questa curiosa immagine, a Piazzapulita
(La7) la giornalista Annalisa Chirico ha tentato di illustrare il cuore della
riforma Nordio sulla separazione delle carriere, promossa dal referendum del
22-23 marzo.
Il collegamento con la prevenzione di “stupri o scontri di piazza”, chiesto dal
conduttore Corrado Formigli, è rimasto un po’ sospeso nell’aria, mentre in
studio la storica Michela Ponzani e l’ex magistrato Gianrico Carofiglio
scoppiavano a ridere.
Chirico ha poi menzionato quello che definisce ‘il terzo pilastro’ della riforma
Nordio, l’Alta corte disciplinare: “Noi vogliamo vivere in un paese dove il
magistrato taglia le gomme dell’auto della collega e viene promosso?“.
Il tono surreale ha raggiunto l’apice quando l’opinionista ha bollato come
“provinciali” le obiezioni secondo cui, nei paesi con separazione delle
carriere, il pm finisce sottoposto all’esecutivo: “Possiamo anche fare le
comparazioni, ma allora facciamole tutte”.
Formigli ha provato a riportare il discorso su un terreno più serio: “Tutta
questa criminalizzazione dell’associazionismo la trovo anche un po’ barbara. Si
parla dell’Anm come si parla della ’ndrangheta, della cupola mafiosa o della
Yakuza giapponese”.
Chirico ha replicato: “Le associazioni sono legittime, ma non devono entrare nei
tribunali. Le associazioni sono nate storicamente come associazioni culturali
nell’Italia post-fascista, abbiamo fatto con Il Foglio tante inchieste, queste
associazioni culturali nascono proprio in reazione al regime”.
Lo scivolone storico è stato immediatamente corretto da Ponzani, visto che
l’associazionismo giudiziario italiano affonda le radici nel primo Novecento
liberale, quando nel 1904 un gruppo di magistrati del distretto di Trani
pubblicò il “Proclama di Trani” per spingere riforme ordinamentali e nel 1906 si
organizzò il primo Congresso Nazionale della Magistratura (celebrato poi nel
1911 a Roma).
Le fa eco Carofiglio, che, rivolgendosi alla giornalista, ha chiosato:
“Esistevano molto prima. Diciamo, un po’ di studio di storia“.
L'articolo “Così giudici e pm non andranno più alle stesse feste di compleanno”:
l’obiettivo del Sì secondo Annalisa Chirico. Su La7 proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Gianrico Carofiglio
Durissimo scontro a Piazzapulita (La7) tra la giornalista Annalisa Chirico e
l’ex maagistrato Gianrico Carofiglio sul referendum sulla giustizia, in
programma i prossimi 22 e 23 marzo.
Chirico, supporter del Sì, difende a spada tratta la riforma Nordio e le
bizzarre argomentazioni della premier Giorgia Meloni, ma quando la parola passa
all’ex senatore del Pd, che invece sostiene il No, non riesce a non
interromperlo sistematicamente.
Carofiglio osserva: “Non è un caso che i sostenitori del Sì evitino
accuratamente di affrontare il tema centrale di questa riforma: la nomina di due
organismi di rilievo costituzionale col sistema della lotteria. È bene chiarire
una volta per tutte che questo è un sistema che non esiste in nessun altro paese
del mondo. Chi dice che esiste anche in Grecia o è ignorante o in malafede“.
“Esiste in Italia coi giudici delle Corti di Assise, che sono estratti a sorte”,
insorge Chirico, bloccando più volte ogni tentativo di Carofiglio di completare
il suo intervento.
“Adesso le insegno qualcosa di diritto, materia sui cui evidentemente è poco
competente – replica lo scrittore – Volevo dire ai telespettatori che, quando la
dottoressa Chirico mi interrompe, è perché l’argomento le dà molto fastidio,
come a tutti loro dà fastidio quando si fa notare che quello del sorteggio è un
sistema barbaro e costituzionalmente inaccettabile“.
Chirico fa diverse smorfie, guadagnandosi il rimbrotto di Carofiglio: “Non
faccia queste smorfie, non è uno spettacolo decoroso in tv“.
“Sistema barbaro? – replica la giornalista – Capisco che lei era magistrato e
che per voi le correnti sono importanti”.
Carofiglio ignora le punzecchiature di Chirico e spiega che i giudici popolari
nelle Corti d’Assise (quelli estratti a sorte) non hanno un ruolo di “governo” o
di esercizio di potere statale come invece si potrebbe pensare per organi come
il Csm: servono a introdurre un elemento di partecipazione democratica popolare,
ma sempre sotto la guida tecnica dei magistrati professionisti, senza
stravolgere la natura specialistica del giudizio.
E aggiunge: “Sapete qual è l’unico organismo rappresentativo con sorteggio in
Italia? Quello dei detenuti. Io mi chiedo se l’hanno davvero pensata apposta
questa cosa oppure se è venuta per caso. È proprio una mossa geniale. Il
riferimento ai giudici della Corte d’Assise, poi, è un segno di analfabetismo
costituzionale“.
Chirico protesta, ripetendo i trascorsi di Carofiglio come magistrato e
riproponendo l’accusa sulla difesa delle correnti. L’ex parlamentare dem
ribadisce: “Il suo è analfabetismo costituzionale. Se uno studia il diritto
costituzionale comparato, si accorge che non esiste in nessun paese del mondo
questo sistema barbaro del sorteggio”.
La giornalista continua a interrompere: “Io mi sto addormentando, è tardi. Sono
stanca“.
“E se è stanca, non parli allora“, chiosa Carofiglio.
L'articolo Referendum, Carofiglio a La7: “Sorteggio magistrati? Sistema barbaro
e costituzionalmente inaccettabile”. Scontro con Chirico proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“La somiglianza tra Ice e squadre fasciste? Non è che somigliano, sono
tecnicamente quella roba lì. Sono disgustato come tutti da quello a cui stiamo
assistendo, ma non sono così pessimista su quello che accadrà”. Così Gianrico
Carofiglio ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi con la
partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove.
“Non dobbiamo parlare di quello che farà Trump – ha proseguito lo scrittore –
Trump già da tempo è fuori dal circuito delle decisioni. Qui parliamo di un
paziente geriatrico con gravi problemi cognitivi che peggioreranno
progressivamente come qualsiasi addetto ai lavori può dire, anche se tutti
naturalmente dicono che non possiamo fare diagnosi a distanza. È evidente a
tutti”.
“Questo vuol dire che non c’è un problema? No, che c’è un problema più grosso –
ha continuato Carofiglio – perché chi prende le decisioni, chi elabora queste
spaventose procedure e queste strategie sono soggetti che sono collocati in una
zona opaca dietro il presidente, senza responsabilità politica. Parliamo prima
di tutto di quello Stephen Miller – consigliere per la sicurezza interna degli
Usa – che è davvero l’artefice, l’ideologo, il progettista di queste porcherie”.
Carofiglio ha poi concluso: “Se seguiamo dall’interno le notizie che arrivano
dagli Stati Uniti, sappiamo che è già partita la guerra interna alla Casa
Bianca. Vedremo uno spettacolo piuttosto disgustoso nei prossimi mesi, ma io non
credo che fermeranno le elezioni di midterm. L’America ha gli anticorpi“.
L'articolo Carofiglio sul Nove: “Trump paziente geriatrico con problemi
cognitivi, ma gli Usa hanno anticorpi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La rimonta del No nei sondaggi sul referendum sulla giustizia? Il motivo
principale è chiarissimo: prima la gente non ne sapeva assolutamente nulla e
adesso si comincia a saperne qualcosa“. Sono le parole dell’ex magistrato
Gianrico Carofiglio, intervenuto a L’aria che tira (La7) sul referendum sulla
giustizia, mentre i sondaggi registrano una rimonta del fronte contrario alla
riforma Nordio. Secondo l’istituto Ixè, il quadro è ormai di quasi perfetta
parità: 49,9% per il no e 50,1% per il sì.
Lo scrittore individua nella maggiore circolazione di informazioni la ragione
principale del cambiamento di scenario, ma avverte: “Il livello di
disinformazione su questo tema è ancora altissimo ed è altissimo non per un
fatto casuale. La maggioranza di governo, che ha proposto e approvato con queste
modalità quasi militari una riforma costituzionale che richiederebbe soprattutto
su questi temi accordo e collaborazione fra le diverse forze, non vuole che le
persone sappiano qual è il centro doloroso, pulsante e pericoloso di questa
riforma, ovvero un vero e proprio scardinamento di alcuni meccanismi
costituzionali fondamentali”.
Il riferimento è in particolare al Csm: “Si vorrebbe con questa riforma, se il
referendum passasse, cosa che io non credo, che il Csm, organo di rilievo
costituzionale, fosse nominato per sorteggio, cioè la tombola“.
E incalza il conduttore David Parenzo con una domanda retorica: “Tu vorresti che
il tuo Consiglio Circoscrizionale o il tuo Consiglio Comunale o il Consiglio
Regionale fossero nominati per sorteggio? No, non lo vorrebbe nessuno e nemmeno
loro lo vorrebbero”.
Parenzo gli mostra un cartello con la scritta “Sinistra per il sì”, accompagnata
dai volti di Pina Picierno, Anna Paola Concia, Raffaella Paita, Claudio
Petruccioli, Stefano Esposito, Stefano Ceccanti, Augusto Barbera, Cesare Salvi
ed Enrico Morando, osservando che “ci sono però anche alcuni esponenti del
centrosinistra che hanno deciso di votare sì”.
Tranchant la replica di Carofiglio: “Non vedo molta gente di sinistra lì, di
sinistra proprio non ne vedo. Sicuramente persone ampiamente rispettabili e di
gran qualità, però faccio un po’ di fatica a definirle di sinistra”.
L'articolo Referendum, Carofiglio gela il fronte del Sì, da Picierno a Concia:
“Non vedo gente di sinistra lì”. Su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano.