L’assemblea dei giornalisti di La7 è pronta allo sciopero in assenza di risposte
da parte dell’azienda su questioni ritenute centrali, a partire dai “forfait
irrisori per aggirare i contratti e le incidenze domenicali non pagate”. È
quanto si legge in una nota diffusa al termine di un’assemblea, martedì.
I giornalisti spiegano di prendere atto “con sconcerto del rifiuto dell’azienda
di riconoscere ai colleghi neoassunti la corretta applicazione del contratto
collettivo nazionale e degli accordi integrativi aziendali, elusi attraverso
forfait palesemente irrisori e incongrui”. L’assemblea sottolinea inoltre “con
altrettanto sconcerto” il dietrofront dell’azienda sul pagamento delle incidenze
domenicali, dopo che al tavolo sindacale aveva comunicato la volontà di
uniformarsi a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione: “I giudici hanno
riconosciuto ai giornalisti de La7 il diritto a percepire in busta paga questa
voce del contratto nazionale così come avviene per tutti i colleghi delle altre
testate, anche nel gruppo Cairo”, si legge ancora nella nota.
Alla luce di questa situazione, l’assemblea chiede al comitato di redazione di
“attivarsi anche legalmente per ottenere il rispetto dei contratti collettivo e
integrativo per i neoassunti e la concreta applicazione della decisione della
Cassazione anche per il pregresso”. Inoltre, viene richiesto di utilizzare “con
effetto immediato il pacchetto di giorni di sciopero già affidato al Cdr nel
caso di esito negativo dell’imminente incontro – sui due punti in questione – in
programma con l’azienda”.
Già a maggio del 2025 c’era stata una mobilitazione sindacale: all’epoca era
stato confermato in assemblea un pacchetto di tre giornate di sciopero per
protestare contro le condizioni di lavoro imposte “nonostante gli ottimi dati di
bilancio e gli straordinari risultati di ascolto, spinti proprio dai Tg e dai
programmi di informazione e dalla crescita su tutte le piattaforme”. Il
documento approvato quasi all’unanimità denunciava “stipendi ridotti per i
neoassunti”, organici insufficienti della redazione del Tg dopo numerosi
pensionamenti, carriere e retribuzioni bloccate da anni e lontane da quelle
delle altre televisioni nazionali, nonché l’assenza di un chiaro piano di
sviluppo e di investimenti, “nonostante gli ottimi dati di bilancio e gli
straordinari risultati di ascolto, spinti proprio dai Tg e dai programmi di
informazione e dalla crescita su tutte le piattaforme, che trainano l’intero
gruppo editoriale”.
L'articolo La7, giornalisti pronti allo sciopero: “Contratto collettivo e
accordi integrativi non rispettati, forfait irrisori” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Intelligenza artificiale e algoritmi dei proprietari delle piattaforme social.
Il giornalismo è attraversato da una rivoluzione digitale dalla portata e dalle
conseguenze ancora difficili da analizzare. Nel pomeriggio di approfondimento
dedicato al tema alla camera dei Deputati, su impulso della presidente della
Commissione di parlamentare di Vigilanza RAI, la pentastellata Barbara Floridia,
tanti i volti e le firme di rilievo che hanno preso la parola. All’evento oltre
Giovabnni, Floris, Luisella Costamagna, Veronica Gentili, c’erano anche i
direttori Peter Gomez e Marco Travaglio. “Il giornalista deve continuare a
cercare e dare notizie possibilmente esclusive come l’ultima che abbiamo dato
sul Fatto Quotidiano, grazie a Stefania Maurizi, come l’irruzione dell’ICE alle
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina” afferma Travaglio che aggiunge “e poi
seguendo la cronaca cercando di non adagiarsi al mainstream che è assecondato
dagli algoritmi che tendono a considerare vero e giusto quello che dicono tutti
e sbagliato e da cancellare le voci stonate, invece io credo che l’informazione
si salvi proprio a stonare nel coro dei pecoroni”.
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algoritmi e piattaforme” proviene da Il Fatto Quotidiano.