Il colosso musicale Sony Music ha dichiarato di aver richiesto la rimozione di
oltre 135mila brani creati da truffatori che si spacciavano per i suoi artisti
sulle piattaforme di streaming. I cosiddetti “deepfake” sono stati creati
utilizzando l’intelligenza artificiale generativa e prendevano di mira alcuni
dei più grandi artisti dell’azienda, tra cui Beyoncé, i Queen e Harry Styles. La
decisione è stata resa nota mercoledì a Londra, in occasione del lancio del
Global Music Report, il rapporto sull’industria musicale.
La proliferazione di tali contraffazioni causa “danni commerciali diretti agli
artisti discografici legittimi”, ha affermato Sony con una nota diffusa alla
stampa, e prendono di mira deliberatamente i musicisti che stanno promuovendo un
nuovo album.
“Nei casi peggiori, i deepfake possono danneggiare una campagna di lancio o
infangare la reputazione di un artista”, ha dichiarato Dennis Kooker, presidente
della divisione digitale globale di Sony.
L’azienda afferma che “il numero di brani generati in questo modo è in costante
aumento, poiché la tecnologia dell’intelligenza artificiale diventa più
economica e accessibile. I 135.000 brani scoperti fin ad ora rappresentano solo
una percentuale del totale caricato sulle piattaforme di streaming”.
“Il problema dei deepfake è che sono un fenomeno guidato dalla domanda – ha
affermato Kooker -. Si stanno approfittando del fatto che un artista sta
promuovendo la propria musica. È in questi casi che i deepfake raggiungono il
loro apice: sfruttano e traggono vantaggio dalla domanda creata dall’artista,
finendo per distogliere l’attenzione da ciò che l’artista sta cercando di
realizzare”.
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rimozione di oltre 135mila brani creati da truffatori che si spacciavano per i
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Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha diffuso nella scorsa settimana
3 milioni di documenti dagli archivi di Jeffrey Epstein, inclusi 2mila video e
180mila immagini, e l’ultimo lotto tra questi includeva celebrità come Jay-Z,
Pusha T, rapper del Bronx reduce dalla reunion con i Clipse, e Harvey Weinstein.
Al momento nessuno di questi tre personaggi è indagato per questi fatti o ha a
carico dei procedimenti penali e il fatto che i loro nomi sono presenti in
questi file non suggerisce in alcun modo una colpevolezza rispetto alle accuse
formulate. In ogni caso, i lori nomi sono saltati fuori non da dei registri
personali di Epstein, ma da una segnalazione inviata all’FBI archiviata come
parte dell’indagine su Epstein.
È una segnalazione che proviene dal pubblico e, proprio per le regole
dell’Epstein Files Transaparency Act, firmato da Donald Trump nel novembre del
2025, tutto ciò che è stato inviato all’FBI dal pubblico deve essere reso
pubblico, con tutti i possibili errori del caso. Nel file riguardante Jay-Z,
Pusha-T e Harvey Weinstein proviene da una vittima anonima che ha affermato di
essere stata drogata e abusata sessualmente in diverse occasioni nel corso degli
anni.
In questo quadro, Pusha-T (Terrence LeVarr Thornton) sarebbe stato il suo
“gestore”. La presunta vittima ha raccontato di essersi svegliata una volta in
una stanza con Jay-Z ed Harvey Weinstein, il noto produttore cinematografico
condannato a 16 anni di detenzione per stupro e violenza sessuale. Nel documento
si legge che poiché la vittima era stata drogata in entrambe le circostanze, i
suoi ricordi risultavano confusi e poco lineari. I legali di Push-T e Jay-Z non
hanno rilasciato dichiarazioni.
Ricordiamo che non è la prima volta che il marito di Beyoncè finisce al centro
di una questione di abusi. Infatti, nel dicembre del 2024, una donna che già era
stata violentata da Sean Combs, in arte Puff Daddy, aveva accusato anche il
produttore americano Shawn Carter (Jay-Z) di molestie. Il fatto denunciato
sarebbe avvenuto dopo gli Mtv Music Awards del 2000. Il discografico all’epoca
aveva subito respinto le accuse definendole terribili. Dopo pochi mesi, però,
nel febbraio del 2025, la querelante aveva deciso volontariamente di abbandonare
il procedimento, facendo di fatto cadere ogni accusa sul rapper. Jay-Z aveva
definito il ritiro delle accuse come una vittoria.
Questa volta, invece, non c’è alcuna possibilità di smentita. E pare che anche
l’immagine di Beyoncè ne stia risentendo. Alcuni siti americani segnalano come
la regina del pop stia continuando a perdere follower su Instagram. Ciò però non
sta avvenendo nella misura di milioni di utenti, come si poteva apprendere da
alcuni screenshot che circolavano online che pare siano stati manipolati.
Dal sito Instrack, che monitora l’andamento numerico dei profili Instagram, si
può notare un calo dei follower coincidente all’uscita della notizia che ha
coinvolto Jay-Z, misurabile però in un ordine di decine di migliaia di unità. Il
calo più evidente partirebbe, secondo i dati, da inizio gennaio, quando Beyonce
contava all’attivo circa 308 milioni e 250mila follower. La notizia è uscita
venerdì 30 gennaio, quando Queen B aveva 308 milioni e 80 mila follower. Ad oggi
ne conta 307 milioni e 996 mila. Quindi sì, il calo c’è stato ed è anche
probabile che sia asseribile all’uscita della notizia, ma si tratta di circa 100
mila follower negli ultimi 5 giorni.
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Pusha T”: la denuncia di una presunta vittima nei file di Jeffrey Epstein
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