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Figli nati con gestazione per altri all’estero, la Cassazione rimette la questione alle Sezioni Unite
Il destino anagrafico dei figli nati con gestazione per altri sarà deciso dalla Cassazione a Sezioni Unite. È stata la I sezione a investirla di una questione definita di “massima importanza”: in gioco c’è lo stato di figli di bambini, che nati dove la Gpa è legale e regolamentata, non ha un certificato anagrafico completo o non ce l’hanno per niente. Il caso – come informa l’Associazione Coscioni – riguarda una famiglia pugliese e il loro figlio, oggi vicino ai sei anni. Il bambino è nato all’estero in uno Stato dove è legale ricorrere alla procreazione medicalmente assistita con gravidanza per altri. In quel Paese il rapporto di filiazione con i genitori è stato regolarmente riconosciuto e certificato.Quando però la famiglia ha chiesto la trascrizione integrale del certificato di nascita in Italia, l’ufficiale di stato civile del Comune di residenza si è rifiutato. La motivazione è quella già emersa in altri casi simili: la trascrizione completa dell’atto, secondo questa interpretazione, sarebbe contraria all’ordine pubblico. Eppure, sottolinea l’Associazione Luca Coscioni che ha reso nota la vicenda, la Procura ha accertato che la coppia non ha commesso alcun reato secondo la legge italiana. I genitori, inoltre, non sono mai decaduti né sono stati limitati nella responsabilità genitoriale. Nonostante questo, il tribunale ha confermato il rifiuto del Comune. Secondo questa impostazione, la madre dovrebbe adottare il proprio figlio per ottenere il pieno riconoscimento giuridico del rapporto. Il paradosso è che la situazione non è uniforme sul territorio nazionale. A pochi chilometri dal Comune di residenza della famiglia, altri uffici di stato civile trascrivono integralmente certificati di nascita formati all’estero in casi analoghi. Il ricorso è stato presentato dai genitori del bambino, assistiti dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, insieme a un collegio di difesa. Nell’ordinanza con cui ha rimesso la questione alle Sezioni Unite, la Cassazione chiarisce che il punto non è stabilire se la tecnica procreativa utilizzata sia lecita o meno (in Italia la maternità surrogata è diventato un reato universale sotto il governo Meloni). Il problema giuridico è un altro: capire se e come debba essere riconosciuto in Italia lo status di figlio di un minore che all’estero è già titolare di un rapporto di filiazione valido. Nel caso esaminato, osservano i giudici, il rapporto familiare è reale e continuativo e i genitori non hanno mai perso la responsabilità genitoriale. La Corte richiama inoltre la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, secondo cui i figli non possono subire limitazioni nei loro diritti a causa delle scelte procreative degli adulti. In questi casi, sottolineano le pronunce europee e costituzionali, deve essere garantita una tutela effettiva dell’identità e della vita familiare del minore. Per l’avvocata Filomena Gallo è proprio questo il punto centrale della vicenda: “£Non è in discussione la tecnica procreativa — spiega — ma i diritti di un minore che vive con i propri genitori e che da sei anni attende il pieno riconoscimento del suo status di figlio, già valido all’estero ma non trascritto in Italia”. La parola passa ora alle Sezioni Unite della Cassazione, chiamate a stabilire se e in che modo l’ordinamento italiano debba riconoscere gli effetti di uno status di filiazione già formato all’estero, mettendo fine alle decisioni divergenti dei Comuni e dei tribunali. L'articolo Figli nati con gestazione per altri all’estero, la Cassazione rimette la questione alle Sezioni Unite proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ginecologo inseminava le pazienti a loro insaputa: i figli potrebbero avere una malattia genetica ereditaria. L’ospedale sta svolgendo test del DNA per rintracciarli
Un ginecologo olandese era il padre biologico di 16 figli, e madri, inconsapevoli. Come riportato da dutchnews.nl attraverso un ex ginecologo dell’ospedale Rijnstate di Arnhem ha utilizzato il proprio sperma per generare almeno 16 figli tra gli anni ’70 e ’80. L’uomo, identificato dall’ospedale come Alexander Schmoutziguer, ha ammesso di aver agito senza informare i futuri genitori e di aver utilizzato il proprio sperma in assenza di sperma fresco di donatore. Non è stato utilizzato quindi sperma congelato. L’indagine ha inoltre rivelato che Schmoutziguer è portatore di una malattia ereditaria non specificata. L’ospedale ha così invitato le donne che sono state curate presso la struttura e i loro figli a sottoporsi al test del DNA. “Le azioni del medico sono inaccettabili, anche alla luce delle circostanze del momento. Non c’è dubbio che l’utilizzo del proprio sperma nei trattamenti per la fertilità costituisca una violazione delle norme”, ha affermato Hans Schoo, membro del consiglio di amministrazione dell’ospedale. Dal 2025 nei Pesi Bassi sono entrate in vigore nuove norme sulla donazione di sperma per impedire agli uomini di generare centinaia di figli registrandosi presso diverse cliniche. È stato istituito un registro nazionale e un sistema di codici per far rispettare il limite di 12 famiglie per donatore. A ciascun donatore viene assegnato un codice personale e 12 codici materni, che vengono utilizzati ogni volta che una donna rimane incinta grazie al suo sperma. Una volta scaduti tutti e 12 i codici, l’uomo non può più donare sperma. Il limite di 12 famiglie era già sancito dalla legge olandese, ma non esisteva alcun meccanismo per farlo rispettare, né per far rispettare il precedente limite di 25 figli, poiché la divulgazione dell’identità dei donatori era considerata una violazione della loro privacy. Una recente inchiesta di Nieuwsuur ha mostrato che la mancata applicazione dei limiti ha portato ad almeno 85 casi di donazione di massa, esponendo i loro figli a un maggiore rischio di incesto. È ormai noto che anche diversi medici di cliniche private per la fertilità siano stati donatori di massa. L'articolo Ginecologo inseminava le pazienti a loro insaputa: i figli potrebbero avere una malattia genetica ereditaria. L’ospedale sta svolgendo test del DNA per rintracciarli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mia figlia è nata prematura, pesava 450 grammi ed era viola. Ha fatto sei trasfusioni di sangue per tre mesi”: il momento difficile di Nick Jonas
Nick Jonas del celebre gruppo Jonas Brothers ha raccontato un momento molto intimo e difficile durante una chiacchierata al podcast On Purpose di Jay Shetty. L’artista ha toccato diversi tempi dalla crescita sotto i riflettori alla sua vita con la moglie Priyanka Chopra Jonas. Il discorso si è, inevitabilmente, spostato sulla paternità e su tutto ciò che la vita gli ha insegnato. In particolare modo si è parlato della figlia Malti Marie, che lui e Chopra hanno avuto tramite madre surrogata nel gennaio 2022. La piccola è nata tre mesi prima della data prevista del parto. “È venuta al mondo in circostanze molto intense, di cui non ho mai parlato – ha raccontato Jonas -. Ci aspettavamo che nascesse ad aprile dell’anno in cui è nata e ci hanno chiamato, dicendo che sarebbe arrivata prima”. “In pratica siamo entrati in azione subito – ha continuato -. Siamo arrivati in ospedale e lei è nata. Pesava 450 grammi ed era viola. Ripensando a quel momento terrificante, voglio esprimere la mia gratitudine per le infermiere della terapia intensiva neonatale che si sono prese cura di Malti molto rapidamente”. E ancora: “Mia figlia ha lottato ogni giorno per tre mesi e mezzo, ha ricevuto sei trasfusioni di sangue e ha iniziato a riprendere gradualmente peso. Sento che sa come è venuta al mondo e com’è stato quel primo capitolo della sua vita, quindi ogni giorno è un dono. Lo si può effettivamente percepire in lei, nel modo in cui si comporta e in quanto sia emozionante tutto”. Jonas e Chopra hanno trascorso tutto il tempo in ospedale, facendo turni di 12 ore, con altre famiglie che stavano attraversando situazioni simili. “Era allo stesso tempo confortante e spaventoso essere lì ogni giorno”, ha ricordato. Oggi la famiglia vive serena: “È magica in ogni senso della parola. Ha compiuto quattro anni solo un paio di settimane fa, mi lascia senza fiato. La guardo e vedo il suo futuro. So che farà cose straordinarie. E sono sbalordito di poter vivere la sua magia”. L'articolo “Mia figlia è nata prematura, pesava 450 grammi ed era viola. Ha fatto sei trasfusioni di sangue per tre mesi”: il momento difficile di Nick Jonas proviene da Il Fatto Quotidiano.
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