Ermal Meta è stato ospite a “Verissimo“, ieri 22 marzo, per parlare del suo
essere padre tre volte: “Mi sono svegliato un giorno con la casa piena di
persone. È stato un grande regalo”. Il cantautore è diventato papà di Fortuna
nel 2024, mentre ha adottato Klodjana e Lumturije, entrambe di 19 anni.
“Ho sempre pensato di non volere avere figli, mi dicevo: ‘Al massimo adotterò’.-
ha dichiarato a Silvia Toffanin – Questo pensiero mi ha accompagnato per tanto
tempo. Poi è arrivata Fortuna e contemporaneamente Klodjana e Lumturije. Forse
Dio ha altri piani per le persone e i nostri piani vanno a farsi benedire. E
forse è giusto così”.
Poi un ricordo commovente: “Quando le persone vanno negli orfanotrofi, vogliono
conoscere bambini piccoli perché chi vuole adottare di solito vorrebbe un
bambino piccolo, quelli grandi vengono messi da parte. Loro mi dissero: ‘A noi
grandi non ci vuole mai nessuno’. Questa frase ha fatto breccia nel mio cuore.
Ho pensato: ‘Forse vi voglio io’. Mi sono spaventato all’inizio all’idea di dare
una speranza troppo grande in un momento troppo piccolo. È come se l’anima
avesse già preso una decisione, avesse già fatto una scelta e doveva solo
comunicarla alla mente”.
Reduce dal Festival di Sanremo 2026 dove si è presentato in gara con “Stella
Stellina”, dedicato ai bimbi in guerra, ha dichiarato: “Il mio settimo Sanremo,
ne ho fatti quattro nei Big e tre nei Giovani. L’ho vissuto bene, quest’anno,
sapendo il significato della canzone che portavo sul palco. Avvertivo una certa
responsabilità, anche e soprattutto nei riguardi di me stesso”.
L’artista dal 6 maggio a Firenze sarà in tour nei club di tutta Italia, per poi
proseguire durante l’estate.
L'articolo “Quando in orfanotrofio ho visto Klodjana e Lumturije mi hanno detto
‘a noi grandi non ci vuole mai nessuno’. Hanno fatto breccia nel mio cuore”:
così Ermal Meta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ermal Meta ieri sera, 25 febbraio, è riuscito ad entrare nella Top5 tra i 15 big
che si sono esibiti al Festival di Sanremo. Qualche ora dopo ha commentato a
caldo “Stella stellina” in conferenza stampa: “Questa canzone, forse ne siete
accorti, ma è una canzone che porta con sé un paradosso. Facciamo scrolling e
vediamo gattini, feste, palestra, bambini che muoiono, e poi di nuovo macchine,
tv, il cantante di turno. Questa canzone, forse ne siete accorti, ma è una
canzone che porta con sé un paradosso, è il paradosso dei buoni. Se non si
ascolta il testo, magari qualcuno avrebbe anche voglia di ballare, ma non è
casuale, è stato fatto così apposta. Poi chi ascolta il testo si frena per un
momento e poi riprende a ballare. Questo assomiglia allo scrolling della nostra
realtà, quello che noi facciamo tutti i giorni. Non c’è niente che ci metta in
pausa, noi viviamo di tante micro-pause tra un sentimento e l’altro, tra una
foto e l’altra. Io voluto fare una canzone così, come se fosse uno specchio, uno
specchio di quello che è del mondo in cui noi viviamo”.
Sono Ermal Meta, Fulminacci e Maria Antonietta e Colombre i primi della classe
nella ‘pagella linguistica del Festival di Sanremo 2026: conquistano un voto tra
il 7 e l’8. Lo ha stabilito il professor Lorenzo Coveri, accademico
dell’Accademia della Crusca e già professore ordinario dell’Università di
Genova. Ermal Meta ha aggiunto: “Viviamo in un’epoca in cui si scrivono i testi
per catturare l’algoritmo social. Il livello generale si è abbassato
drasticamente”.
L'articolo “Viviamo di scrolling tra gattini e bimbi morti. Il livello delle
canzoni è bassissimo a causa dei social e dell’IA”: così Ermal Meta a Sanremo
2026 – VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo tra i Big della 76esima edizione
con il brano “Stella stellina” “che si ispira a quello che sta accadendo a Gaza.
parla di una bambina sconosciuta, di una bambina senza nome e di un popolo senza
voce”, racconta a FqMagazine il cantautore. Nella serata delle cover Meta
proporrà “Golden Hour” con Dardust, co-autore di “Stella Stellina”. Il brano
sanremese sarà incluso nel nuovo album “Funzioni Vitali” , il sesto album di
inediti di Ermal Meta, in uscita il 27 febbraio.
Secondo te i bambini che vivono la guerra che uomini e donne potranno diventare
da grandi?
I bambini che vivono la guerra non possono che crescere con quella guerra dentro
gli occhi. Credo sia una di quelle cose che immagino non vada via facilmente,
anzi che non vada via via per niente, cambia irrimediabilmente i bambini e li
trasforma in qualcosa di diverso in quello che saranno gli uomini e le donne di
domani.
C’è una speranza secondo te per salvare i poveri innocenti dalla crudeltà degli
adulti?
Credo che l’unico modo sia quello che i bambini di oggi siano preservati , in
modo che non possano diventare i crudeli adulti di domani.
Cosa rappresentano e quali sono per te le funzioni vitali?
Per me le funzioni vitali sono le piccole cose, sono le piccole coordinate
giornaliere dove all’interno ci muoviamo. E tutto è riferito al qui ed ora. In
questo momento, perché è il momento in cui esistiamo, è il momento in cui
respiriamo, un respiro dopo l’altro.
Di quale funzione vitale non puoi fare a meno?
Ci sono diverse cose in realtà, però è quella di occuparmi della mia famiglia,
quella è la mia funzione vitale.
“Levi’s 501” parla del passato, qual è il ricordo a cui tieni particolarmente?
Se parliamo di infanzia un ricordo del quale non posso fare a meno e quando
d’estate andavo al mare con mio fratello e quando poi la sera si stava tutti
insieme a casa, io e mio fratello e mia sorelle.
“Spaghetti in bianco” è il riflesso delle trasparenza delle relazioni
interpersonali. Qual è la tua radiografia personale – dal punto di vista umano –
della società nella quale stiamo vivendo?
Non sono capace di fare una radiografia della società però ci sono pezzi di essa
che vengono in superficie. Spaghetti in bianco è un modo per dire che
probabilmente ci salveranno le cose semplici. La società in cui agiamo è troppo
veloce ma questo non lo dico solo io lo sappiamo tutti. Noi sappiamo molto bene
dove si trova il pedale dell’accelerazione e del freno, ma facciamo fatica a
trovare quest’ultimo, eppure è lì sotto il piede vicino, ma siamo tenuti a non
spingerlo mai. Noi viviamo all ‘interno del sistema occidentale che è quello
della velocità. Dobbiamo sempre correre perché in mancanza della corsa siamo
costretti a guardarci indietro, ma la vita non è una gara e noi continuiamo a
gareggiare come dei criceti sulla ruota.
Qual è la prima cosa che ha insegnato tua figlia Fortuna Marie e cosa ti auguri
per lei?
La prima cosa che le ho insegnato era riconoscere a distinguere la chitarra dal
pianoforte (ride, ndr) e distinguere gli strumenti perché in casa se ne trovano
abbastanza. Mi auguro per lei di non crescere in un mondo spaventoso.
L'articolo “A Sanremo 2026 per parlare dei bambini e di quello che sta accadendo
a Gaza. La guerra nei loro occhi non andrà mai più via, vanno salvati”: così
Ermal Meta proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sul palco del Festival di Sanremo Ermal Meta non è solo. O almeno, non lo è
simbolicamente. Il cantautore si è infatti esibito nella prima serata della
kermesse ‘indossando’ i nomi di bambine palestinesi scritti di suo pugno e fatti
cucire sui suoi abiti. Ogni sera un nome diverso. “La protagonista di Stella
stellina è una bambina senza nome, ma forse ha tutti i nomi. Aysha, Amal, Layla,
Nour, Hind, che importa, forse niente, forse tutto. Figlie di nessuno, figlie di
tutti”. Ieri, in particolare, si è esibito con il nome Amal scritto sullo collo
della camicia. Il brano che porta all’Ariston, Stella stellina, racconta infatti
la vita spezzata di una bambina a Gaza.
LE PAROLE DI CARLO CONTI SULLA GUERRA
Al termine dell’esibizione di Ermal Meta, il conduttore Carlo Conti ha speso
qualche parola per la situazione palestinese: “E che i fiori siano solo per far
festa e non sulle tombe dei bambini che non c’entrano niente con le follie degli
uomini”.
L'articolo Ermal Meta omaggia i bimbi di Gaza a Sanremo, il dettaglio sull’abito
e le parole di Carlo Conti: “I bambini non c’entrano niente con la follia degli
uomini” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ermal Meta torna in gara al Festival di Sanremo tra i Big della 76esima edizione
con il brano “Stella stellina”, una canzone di resistenza e speranza, nonostante
tutto. Il brano è contenuto nell’album “Funzioni Vitali” che esce il 27
febbraio. “Stella stellina” racconta, attraverso un testo poetico la storia di
una bambina palestinese che non ha volutamente un nome, diventando così
rappresentazione di tutti i bambini innocenti colpiti dalla violenza. Il punto
di vista è quello di un uomo – forse un padre, forse un vicino di casa – che
osserva e restituisce uno sguardo intimo e umano su una tragedia collettiva. Le
sonorità mediorientali che caratterizzano la produzione curata da Ermal e
Dardust.
Il suo percorso al Festival di Sanremo è ricco di tappe significative. Nel 2016,
nella sezione Nuove Proposte, si fa conoscere con “Odio le favole”,
classificandosi al terzo posto. Nel 2017 debutta tra i Big con “Vietato morire”,
ottenendo nuovamente il terzo posto e il Premio della Critica “Mia Martini”. Nel
2018 vince la 68esima edizione del Festival in coppia con Fabrizio Moro con “Non
mi avete fatto niente”, brano simbolo di reazione collettiva contro la violenza,
che li porta a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest di Lisbona,
dove si classificano quinti. Nel 2021 torna in gara con “Un milione di cose da
dirti”, raggiungendo ancora una volta il podio.
Dopo Sanremo, a partire da maggio 2026, l’artista sarà in tour nei club di tutta
Italia, per poi proseguire durante l’estate. Il cantautore torna a esibirsi nei
principali club italiani dopo il recente e fortunato tour teatrale,
caratterizzato da una formula narrativa speciale che intrecciava racconti e
musica, registrando ovunque sold out e apprezzamento da pubblico e critica.
La storia del cantautore è segnata da una difficile infanzia in Albania, da cui
è fuggito all’età di 13 anni insieme alla madre violinista e ai fratelli per
sottrarsi a un padre violento, trasferendosi a Bari, che poi è diventata a tutti
gli effetti la sua città d’adozione. Il cantautore sentimentalmente è legato a
Chiara Sturdà, dalla la quale ha avuto la figlia Fortuna nel 2024. Nel 2025 ha
rivelato di aver accolto in famiglia anche due figlie adottive, Klodjana e
Lumturije.
Ermal Meta ha anche parlato in passato del suo problema con l’angioedema da
stress, una condizione che provoca il rigonfiamento di parti del viso e della
testa a causa di un aumento della permeabilità dei vasi sanguigni. Il cantautore
ha dovuto interrompere alcuni impegni lavorativi per curarsi. “È un aumento
della permeabilità dei piccoli vasi sanguigni della cute e delle mucose con
conseguente fuoriuscita di liquido e rigonfiamenti. Sembravo un pallone.
Un’esplosione dettata dallo stress. In più ero giù di morale e non ben
collegato. I medici mi hanno consigliato di stare fermo per un po’ e anche per
questo mi sono trasferito in Puglia, serviva un’altra dimensione”, aveva
dichiarato a La Stampa. Il cantante infatti ha dovuto annullare concerti nel
2022 e 2024.
L'articolo “Ho sofferto di angioedema da stress. Sembravo un pallone.
Un’esplosione dettata dallo stress.I medici mi hanno consigliato di stare fermo
per un po’”: così Ermal Meta proviene da Il Fatto Quotidiano.