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‘La ragazza di vicolo Pandolfini’, così Nando dalla Chiesa omaggia la moglie Emilia Cestelli
Spesso quando stai vivendo una tragedia, le persone a te vicine consigliano di scrivere un libro, una terapia per cercare di prendere una distanza di salvataggio da quello che ti sta accadendo. Non è questo il caso de La ragazza di vicolo Pandolfini. Infatti l’ultimo libro di Nando dalla Chiesa è soprattutto uno stupendo omaggio, un riconoscimento alla donna con la quale Nando ha condiviso una vita meravigliosa e difficile, interrotta “per decisione del destino”. Un libro che ha alle spalle anni di condivisioni, pensieri, accadimenti, lotte, storie di famiglia e dell’Italia che non ti decidi mai a scrivere e che alla fine sei costretto a rincorrere per poterlo donare alla sua protagonista prima che sia troppo tardi. Conosco Nando dai tempi dell’università, lui al Pensionato Bocconi, io che studiavo al Centro San Ferdinando nella stessa università, insieme nel Movimento Studentesco e poi nel Mls, fino al PdUP. Ma in realtà ho cominciato a conoscerlo da vicino, in amicizia, da quando la mafia ha ucciso il Generale suo padre, assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo il 3 settembre 1982 al culmine dei nevralgici “100 giorni a Palermo”. Quell’estate avevamo visto assieme Italia-Brasile ed eravamo scesi a festeggiare quella mitica vittoria in corteo fino in piazza del Duomo a Milano. Il libro avrebbe potuto essere intitolato poeticamente “A Emilia” ma non avrebbe espresso completamente la dimensione di una personalità che ha scelto di costruire, fianco a fianco, un pezzo della nostra Storia culturale e sociale, in un multi-multitasking che solo le donne sanno sviluppare, Emilia in particolare. Leggendolo mi è venuto alla mente il Cyrano di Bergerac, con la particolarità che qui lo scrittore impersona sia la figura di Cyrano che quella di Cristiano, voce narrante, suggeritore, soggetto, amato e innamorato. Scelta quasi obbligata, per poter fondere pubblico e privato, con un nodo alla gola “come colui che piange e dice” nel quinto canto dell’Inferno dantesco. E’ la straordinarietà di due vite che hanno intrecciato il loro amore in anni di luce e buio del nostro Paese, vitali ma minacciati dal dramma. Il vicolo Pandolfini a Palermo ormai non è più un vicolo, ma in quel luogo è nato qualcosa che non possiamo dimenticare e che rimane impresso nella mente di chi ha conosciuto la ragazza dagli occhi di smalto turchese, di cui Nando dalla Chiesa è stato ragazzo e marito. L'articolo ‘La ragazza di vicolo Pandolfini’, così Nando dalla Chiesa omaggia la moglie Emilia Cestelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nando dalla Chiesa a La Confessione di Gomez (Rai3): L’omicidio di mio padre? Quando un delitto è firmato, si voltano tutti per non leggere la firma”
“Quando un delitto è firmato, tutti si voltano dall’altra parte per non leggere la firma”. Così Nando dalla Chiesa a La Confessione di Peter Gomez, in onda sabato 21 febbraio alle 20.20 su Rai 3, a proposito dell’omicidio del padre, il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ucciso a Palermo dalla mafia il 3 settembre 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. “Lei ha detto di essersi pentito di una cosa sola, di aver creduto che non sarebbe stato ucciso. Perché era così fiducioso?”, ha chiesto il conduttore. “Ero fiducioso perché mi dicevo ‘con quello che sta succedendo, con tutte le prese di posizione esplicite contro di lui, se lo uccidono è un delitto firmato” – ha risposto il sociologo e studioso del fenomeno mafioso – “È ovvio che, per quello che veniva detto, alcune persone si sarebbero assunte la responsabilità di un omicidio”. Quello che io non sapevo perché ero giovane – avevo 32 anni e non conoscevo abbastanza la politica e il mondo – è che se il delitto è firmato, tutti si voltano da un’altra parte per non leggere la firma. Questa è stata la grande scoperta”, ha concluso Nando dalla Chiesa, in libreria con ‘La ragazza di vicolo Pandolfini’, libro che intreccia 50 anni di storia d’Italia con la vita privata dell’autore insieme alla moglie Emilia Cestelli. L'articolo Nando dalla Chiesa a La Confessione di Gomez (Rai3): L’omicidio di mio padre? Quando un delitto è firmato, si voltano tutti per non leggere la firma” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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