Fresco di divorzio dalla Lega, Roberto Vannacci sceglie un evento a Modena sulla
remigrazione come prima uscita pubblica per lanciare il suo nuovo partito Futuro
Nazionale. Ed è a Matteo Salvini che il generale dedica le sue prime parole,
tutt’altro che concilianti: “Io sleale? È lui che ha tradito le promesse“,
incalza Vannacci in un colloquio con Repubblica prima della conferenza. “È stato
Matteo Salvini, o meglio il suo partito, che continua a promuovere determinate
idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in
un’altra direzione“.
Così elenca i temi da lui contestati: “Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche
sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita
invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che
invece la promuove e la conferma”. Arrivato a Modena, l’europarlamentare spiega
i motivi della sua decisione di dire addio alla Lega che lo ha candidato nel
2024 e del quale era stato nominato meno di un anno fa anche vicesegretario:
“Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire
immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto
fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un
libro” su certi valori. Il riferimento evidente è alle parole di ieri di
Salvini: “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà
abbiano un significato preciso, specie per chi ha indossato una divisa”, aveva
scritto in un posto il vicepremier che lo ha definito un “ingrato“.
“La Lega mi aveva portato come persona che portava principi, valori e ideali.
Nel momento in cui non vengono rispettati non rimango in un contenitore che
tradisce la mia identità“, spiega l’ex paracadutista in conferenza stampa. “Io
non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me
interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo
zaino, bussola e cartina”, ha aggiunto. Così lancia il suo Futuro Nazionale: “Un
partito come quello che mi approccio a fondare – precisa – è interlocutore
naturale della destra. Presenta principi valori e ideali portati avanti. Forse
qualcuno se n’è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro”. Così dice
che con il suo nuovo partito vuole fungere “da sveglia, adunata del mattino” per
il centrodestra. Forse con gli squilli di tromba “qualcuno si sveglia e dice
‘abbiamo preso una direzione sbagliata meglio tornare sui passi che avevamo
promesso agli elettori'”, ha aggiunto. Cita anche le stime del primo sondaggio
di YouTrend per SkyTg24: “Presentava qualcosa che ancora non esiste al 4,2%,
mica male come rampa di lancio. Significa che c’è qualcuno che apprezza i valori
del mio partito che ho specificato nel mio manifesto”, commenta.
L'articolo Vannacci attacca Salvini: “È lui il traditore. Su armi a Kiev e legge
Fornero si mette in posizione prona” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Per me il capitolo è chiuso. Ho la tessera della Lega dal 1991 e quindi ne ho
visti tanti, anche alcuni che non hanno mantenuto la parola e gli impegni,
ingrati”. Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa sul referendum
della giustizia alla Camera risponde a quattro domande concesse dallo staff. Due
riguardano, ovviamente il caso del giorno. “Quelli di Vannacci sono 500mila voti
della Lega, non porta via niente. Dispiace umanamente, ma non preoccupa”. Ma il
leader della Lega, alla domanda su una sua eventuale autocritica per aver
portato Vannacci nella Lega, rilancia. “Gli abbiamo spalancato le porte di casa
quando tutti lo attaccavano. Il ringraziamento è stato ‘mi tengo il posto,
arrivederci’. Finito, capitolo chiuso. La Lega è la Lega. C’era prima, c’è più
forte oggi. Non porto rancore, ognuno fa le sue scelte, io mi tengo ben stretta
la mia comunità”, ha concluso il ministro delle Infrastrutture e trasporti e
vicepresidente del Consiglio.
L'articolo Salvini: “L’addio di Vannacci? Oggi la Lega è più forte. Ho visto
tanti ingrati passare da qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non sarà indolore per il centrodestra la scissione di Roberto Vannacci dalla
Lega. La lista Futuro Nazionale del generale e ormai ex vicesegretario del
Carroccio, stando a un sondaggio di YouTrend per Sky TG24, è destinata a dragare
voti principalmente alla coalizione. E, sorpresa, ne toglierà più a Fratelli
d’Italia che al partito guidato da Matteo Salvini pescando in seconda battuta
anche da indecisi e astenuti. Risultato finale? La prima rilevazione realizzata
per il canale all news colloca Futuro Nazionale al 4,2%, risultando poco al di
sopra della soglia di sbarramento nazionale anche in caso di aumento dal 3% al
4%.
IL SONDAGGIO SU FUTURO NAZIONALE: DOVE PRENDE I VOTI
Stando alle intenzioni di voto, Vannacci eroderebbe consensi soprattutto a
destra: Fratelli d’Italia perderebbe l’1,1% e la Lega lo 0,9%, mentre sarebbe
contenuto l’impatto su Forza Italia (-0,2%). L’analisi dei flussi elettorali
chiarisce la natura della nuova lista: poco meno della metà degli elettori della
lista Vannacci proviene dall’area della destra parlamentare, ma una quota
rilevante arriva da formazioni minori, dall’area sovranista extraparlamentare
comprese Italia Sovrana e Popolare di Marco Rizzo e Alternativa Popolare di
Stefano Bandecchi. Solo il 13,5% dei voti di Futuro Nazionale sarebbe invece
frutto del ritorno alle urne di astenuti e indecisi. “Nel complesso, i dati
suggeriscono – sostiene YouTrend – che in questa prima fase la lista di Vannacci
potrebbe emergere più come fattore di redistribuzione interna all’area di destra
e come canale di mobilitazione di elettori periferici o disallineati”.
LA FIDUCIA IN VANNACCI AL 14%
Per quanto riguarda la fiducia personale nell’europarlamentare, al momento si
ferma al 14% tra chi lo conosce. Mentre ben il 53% non ripone fiducia nel nuovo
leader di Futuro Nazionale. Il giudizio è ovviamente particolarmente
polarizzato: “Giudizi relativamente più positivi tra gli elettori di Fratelli
d’Italia, Forza Italia e Lega, e livelli di sfiducia quasi totali tra gli
elettori di Pd e Alleanza Verdi-Sinistra”, sentenzia YouTrend. Una quota
rilevante di elettori di centrodestra sospende invece il giudizio, rifugiandosi
nel “non so”: una posizione che accomuna il 48% degli elettori leghisti prende
questa posizione.
L'articolo Il primo sondaggio su Futuro Nazionale: è oltre il 4%, Vannacci ruba
più voti a FdI che alla Lega proviene da Il Fatto Quotidiano.
È domenica 21 settembre. Roberto Vannacci sale sullo storico palco della Lega di
Pontida: “Mi accusano di usare la Lega come un taxi, come un pulmino. Mi dicono
“eh, ora Vannacci se ne va”. E invece eccomi qui con voi. Perché io credo
nell’onore e nella parola data. Ancora ci credo, e andremo avanti tutti
insieme”. Il video con le dichiarazioni dell’ex generale, che oggi ha lasciato
ufficialmente il Carroccio (e dunque a distanza di quattro mesi da quel giorno a
Pontida), è stato rilanciato sui social proprio da Matteo Salvini.
L'articolo Quando Vannacci a Pontida diceva: “Mi accusano di usare la Lega come
un taxi, e invece sono qui con voi. Credo nella parola data” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
L’ufficializzazione del divorzio tra Roberto Vannacci e la Lega e il lancio del
suo nuovo movimento Futuro Nazionale (che da simbolo diventa oggi a tutti gli
effetti un soggetto politico) apre un altro fronte interno al Carroccio. Nel
partito di Matteo Salvini, infatti, in tanti si chiedono che cosa faranno adesso
i tre parlamentari “vannacciani“. Domenico Furgiuele, Rossano Sasso ed Edoardo
Ziello sono infatti considerati dei fedelissimi del generale: negli ultimi mesi
l’avvicinamento alle posizioni di Vannacci, infatti, è stato sempre più evidente
ed esplicito. Se dovessero seguire le orme dell’europarlamentare, Futuro
Nazionale potrebbe già contare su tre deputati. E a questi potrebbe aggiungersi
un quarto: l’ex Fratelli d’Italia oggi nel Gruppo misto, Emanuele Pozzolo,
cacciato dal partito di Giorgia Meloni dopo la nota vicenda dello sparo di
capodanno. Una formazione che è pronta a schierarsi all’estrema destra,
staccando Lega e Fdi. Con tutti i dubbi sul posizionamento: dentro o fuori dalla
maggioranza?
EDOARDO ZIELLO, EX ASSESSORE DI CECCARDI
Edoardo Ziello e Rossano Sasso hanno messo in evidenza la loro posizione lo
scorso 15 gennaio quando si sono smarcati dalla risoluzione di maggioranza sulla
proroga dell’invio di armi all’Ucraina. I due leghisti hanno votato contro
nonostante l’accordo raggiunto tra Meloni e Salvini. “Sono in piena sintonia con
il generale Roberto Vannacci”, scriveva Ziello sui social il 29 dicembre scorso,
postando le parole del parà sul decreto Ucraina tanto contestato e anticipando
la sua contrarietà. Trentatreenne pisano, Ziello ha aderito alla Lega nel 2013 e
due anni dopo viene eletto segretario provinciale del Movimento giovani padani.
Nel 2016 è eletto consigliere comunale a Cascina e viene nominato dalla sindaca
Susanna Ceccardi assessore al Welfare. Approda in Parlamento nel 2018 candidato
alla Camera nel collegio uninominale e viene rieletto nel 2022. È stato anche
assessore speciale alla sicurezza urbana del comune di Pisa con la giunta di
centrodestra presieduta da Michele Conti.
ROSSANO SASSO, IL PUGLIESE CONTRO L’ISLAMIZZAZIONE DELLE SCUOLE
Anche Sasso ha votato no alla risoluzione. Cinquantenne pugliese, è entrato a
Montecitorio con la Lega nel 2018 e nel governo Draghi ha ricoperto il ruolo di
sottosegretario all’Istruzione. Oggi è capogruppo del Carroccio in commissione
scuola. Negli anni si è distinto per le sue battaglie contro le “teorie gender“,
contro l’educazione sessuale per gli alunni più piccoli e “l’islamizzazione
delle scuole”. Nel 2018 organizzò un flash mob tra i lidi di Castellaneta
Marina, in provincia di Taranto, contro un marocchino accusato di aver
violentato una minorenne su una spiaggia. Sasso lo definì un “bastardo
irregolare”. Durante il processo però emersero delle contraddizioni da parte
della presunta vittima e del suo fidanzato e il 31enne venne assolto (dopo avere
trascorso 4 mesi in cella) con formula piena “perché il fatto non sussiste”.
DOMENICO FURGIUELE E LA CONFERENZA DI CASAPOUND
Calabrese classe 1983 e deputato della Lega dal 2018, Domenico Furgiuele non ha
votato la risoluzione sulle armi a Kiev perché assente. Anche lui è considerato
un fedelissimo di Vannacci. Per Furgiuele, nel febbraio del 2022, la Direzione
distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha chiesto il processo con l’accusa di
turbativa d’asta in concorso nell’ambito dell’inchiesta “Waterfront”, su
presunti illeciti in una serie di gare d’appalto bandite da amministrazioni
pubbliche del Reggino. Il processo è attualmente in corso. Il deputato è stato
anche recentemente al centro della polemica per la conferenza stampa saltata
alla Camera del “Comitato Remigrazione e Riconquista”, di cui fa parte
Casapound. Una conferenza richiesta proprio da Furgiuele. A esprimergli
solidarietà e sostegno era stato lo stesso Vannacci. Furgiuele nel 2024 fu
espulso dall’Aula di Montecitorio per aver fatto la croce della X Mas.
EMANUELE POZZOLO, DALLO SPARO AL GRUPPO MISTO
Ai tre leghisti potrebbe aggiungersi anche l’ex Fdi Emanuele Pozzolo. Anche lui
ha votato contro la risoluzione della maggioranza. Il 40enne di Vercelli ha un
passato nella Lega. Eletto alla Camera nel 2022 con Fratelli d’Italia ne esce in
malo modo dopo il caso dello sparo di Capodanno che lo ha coinvolto. A fine
ottobre 2025 per quel caso è stato condannato a un anno e tre mesi per porto
d’arma abusivo. Attualmente nel Gruppo misto, Pozzolo potrebbe aderire a Futuro
Nazionale. Il 10 dicembre scorso si è intrattenuto a lungo a parlare con
l’allora vicesegretario della Lega tra la buvette e il Transatlantico della
Camera: “Ci parliamo sulla base di idee”, “c’è una comunanza di visioni con
molte posizioni del generale”, aveva commentato ai giornalisti. Adesso gli occhi
dei partiti di maggioranza sono puntati su di lui e sui tre leghisti, per capire
i loro prossimi passi.
L'articolo Chi seguirà il generale nel nuovo partito dopo l’addio al Carroccio?
Ecco chi sono i “vannacciani”: i tre leghisti fedelissimi, più un ex Fdi
proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ufficializzazione della rottura sarebbe solo questione di ore. Roberto
Vannacci è pronto a lasciare la Lega, trapela da fonti vicine
all’europarlamentare. L’annuncio potrebbe arrivare dopo il consiglio federale
del Carroccio, convocato per oggi pomeriggio alle 16 in via Bellerio. Lunedì
sera Vannacci, che oggi è anche vicesegretario della Lega, ha incontrato il
leader del partito Matteo Salvini: un faccia a faccia molto atteso dopo le
tensioni provocate dal deposito del simbolo di Futuro Nazionale. Il confronto
però non sarebbe stato utile a risolvere la questione: la strappo sarebbe ormai
definitivo.
L’avvenire di Vannacci, salvo riconciliazione durante il consiglio federale,
sembrerebbe abbastanza chiaro: Futuro Nazionale da logo diventerebbe il suo
nuovo partito. Un simbolo che nelle scorse ore ha provocato anche la reazione di
Nazione Futura di Francesco Giubilei che lo presentato un’opposizione formale
all’ufficio europeo dei brevetti, per bloccare il marchio: è ritenuto troppo
simile al loro e quindi a rischio confusione.
Nei giorni scorsi, tra l’altro, il Corriere della Sera aveva pubblicato un
retroscena politico: Vannacci avrebbe incontrato almeno due volte in maniera
riservata Matteo Renzi, per elaborare una strategia anti-Meloni. Una notizia che
ha scatenato la durissima reazione del leader di Italia Viva: “Mai incontrato,
tutto inventato“, ha detto Renzi. Poi però è arrivata la contro-replica del
Corriere, firmata dallo stesso autore dell’articolo: “Due fonti autorevoli e
degne di fede confermano che l’onorevole Renzi e l’onorevole Vannacci si sono
visti. Abbiamo anche riscontri sulla sede dell’ultimo incontro, avvenuto circa
due settimane fa“, ha scritto.
Il sottosegretario leghista Claudio Durigon in un’intervista a Il Giornale oggi
in edicola aveva lanciato un appello a Vannacci: “Conto” che “resti nella Lega,
senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla
sinistra e quindi un danno per l’Italia”.
L'articolo “Il generale Roberto Vannacci pronto a lasciare la Lega”: atteso a
ore l’annuncio dell’europarlamentare proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 14 settembre 2023 – a meno di un mese dall’inizio delle polemiche per la
pubblicazione de “Il Mondo al contrario“ – era stata la prima associazione a
organizzare una presentazione a livello nazionale del libro del generale Roberto
Vannacci. Ma a quasi due anni e mezzo da quell’incontro il rapporto tra l’ex
paracadutisa, oggi europarlamentare e vicesegretario della Lega, e il movimento
Nazione Futura è definitivamente compromesso. Nazione Futura ha infatti deciso
di impugnare il simbolo Futuro Nazionale depositato da Vannacci perché ritenuto
troppo simile al loro e quindi a rischio confusione.
“Ci faremo valere in tribunale”, aveva annunciato nei giorni scorsi Francesco
Giubilei, fondatore della rivista e think tank, uno dei principali poli
culturali del conservatorismo italiano vicino a Fratelli d’Italia. E dalle
parole è passato ai fatti: Nazione Futura ha infatti presentato un’opposizione
formale all’ufficio europeo dei brevetti, per bloccare il marchio. La risposta è
attesa entro tre mesi. L’ombra di un nuovo partito guidato da Vannacci pertanto
non agita solo la Lega. L’associazione accusa il leghista di fare “il gioco
della sinistra” picconando, dall’interno, il Carroccio e la coalizione.
Vannacci replica a tono: “Me ne frego“, risponde sui social riprendendo un motto
molto utilizzato dai fascisti. Per l’europarlamentare, l’impugnazione del logo è
“un’insulsa e infondata diatriba simbologica” mirata a far crescere gli iscritti
dei conservatori. E conclude provocatorio con un “La paura fa 90!“.
In comune, i due loghi hanno i colori: sfondo blu e il Tricolore su una specie
di ala, che è più stilizzata per Vannacci e più lineare per i conservatori.
Oltre alla somiglianza del nome con le parole invertite. Per il direttivo di
Nazione Futura, il logo vannacciano può “generare confusione nel pubblico,
specie se i segni sono identici o altamente simili e coprono ambiti di attività
sovrapponibili“. Da qui la richiesta di uno stop.
Intanto resta in standby l’incontro tra Vannacci e il leader della Lega Matteo
Salvini. “Ci sarà, ma con quello che accade in Italia è l’ultima cosa che
interessa“, svicola il segretario in mattinata. E smina così le polemiche:
“Nella Lega c’è spazio per tutti: Vannacci, Zaia, Giorgetti”. Intanto si
riuniscono i vertici del partito a Milano per il consiglio federale. Le priorità
sono il pacchetto sicurezza e la manifestazione del 18 aprile pro remigrazione.
Un tema molto caro a Vannacci, che domani però non ci sarà: “Sono a Bruxelles,
forse mi collegherò“. Anche se assente, il generale continua comunque a
provocare malumori.
L'articolo Nazione Futura di Giubilei impugna il simbolo Futuro Nazionale
depositato da Vannacci: “Troppo simile al nostro” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Vannacci ha lanciato un partito o un movimento, che ha il nome assolutamente
uguale al nostro e un logo anch’esso simile al nostro. Ci faremo valere nelle
sedi competenti“. Lo annuncia nella trasmissione Calibro 9, su Radio Cusano
Campus, Francesco Giubilei, fondatore della rivista e think tank Nazione Futura,
uno dei principali poli culturali del conservatorismo italiano vicino a Fratelli
d’Italia.
Il 27 gennaio scorso Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario della Lega,
ha depositato il marchio “Futuro Nazionale” per un possibile nuovo soggetto
politico, da molti interpretato come preludio a un partito sovranista alla
destra della Lega. Il logo depositato è uno sfondo blu scuro, con la scritta
bianca “Futuro Nazionale”, una stilizzazione tricolore e il nome “Vannacci” in
giallo: tutte caratteristiche ravvisabili sia nel nome, sia nel simbolo
dell’associazione creata da Giubilei nel 2017.
“La lealtà e la correttezza, in teoria, sono dei valori di destra – esordisce
Giubilei – Prima di entrare in politica, il primo grande evento con decine di
giornalisti lo fece nel 2023 a Roma e fu organizzato da Nazione Futura. Noi
l’abbiamo invitato a Roma e a Torino, io l’ho sempre anche difeso pubblicamente
in decine di trasmissioni televisive, siamo sempre stati corretti. Dopo quello
che ha fatto, gli ho scritto e mi ha risposto che nome e simbolo non erano
uguali al nostro. Ma io non sono l’unico a dirlo. Come me, lo ha detto anche
gente di sinistra, gente di destra, giornali, tutti. E quindi noi stiamo
cercando di tutelarci”.
E aggiunge: “Questo è un danno per noi da un punto di vista di immagine, da un
punto di vista politico, perché poi si crea una gran confusione di collegamento,
e da un punto di vista legale. È una grandissima scorrettezza. Ma poi con tutti
i nomi e con tutti i loghi che si potevano scegliere, c’era davvero il bisogno
di fare una cosa oggettivamente uguale a un’associazione di centrodestra, che è
sempre stata corretta e leale nei confronti di tutti nell’area, che ti ha
difeso, che ti ha invitato ai tuoi eventi?”.
Francesco Borgonovo, conduttore della trasmissione e vicedirettore de La Verità,
ironizza: “Come si diceva nell’ambiente di destra molti anni fa, camerata,
camerata, fregatura assicurata“.
Giubilei poi rivela: “Io non farò mai nomi neanche sotto tortura, ma abbiamo
ricevuto decine di telefonate da parte di esponenti di primo piano della Lega,
che hanno detto: ‘Avete fatto bene a ricorrere alle vie legali, perché Vannacci
ha dei modi di agire scorretti, anche dentro il partito”. Non solo io, ma
centinaia di nostri iscritti sul territorio subiamo un sopruso così grande”.
E conclude: “Se l’idea di Vannacci era questa, non si doveva candidare alle
elezioni europee con la Lega. Non è che usi un partito, prendi il voto di
preferenza, vieni nominato vicesegretario federale all’interno del tuo partito e
poi fai come ti pare. In ogni partito ci sono delle regole, non puoi muoverti
come ti pare facendo arrabbiare quasi tutto il partito, come sta effettivamente
accadendo dentro la Lega pubblicamente e privatamente”.
L'articolo L’ira di Giubilei contro Vannacci: “Ci ha copiato nome e simbolo, ci
faremo valere in tribunale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Noi ce li ricordiamo bene chi sono quelli della X Mas, quelli che combattevano
insieme ai nazisti tedeschi e uccidevano degli italiani innocenti, proprio come
a Forno. Non abbiamo paura di loro. L’antifascismo deve tornare a essere una
pratica quotidiana”. Lo ha detto il capogruppo del M5s alla Camera, Riccardo
Ricciardi, riferendosi all’eccidio nazifascista del 1944 a Forno, frazione di
Massa. Ricciardi ha postato uk video girato oggi durante l’occupazione della
sala stampa a Montecitorio da parte delle opposizioni per impedire la conferenza
stampa chiesta dal deputato leghista Domenico Furgiuele. Come si vede nel
filmato, Ricciardi cita la X Mas indicando Furgiuele, che nel 2024 fu espulso
dall’Aula per aver fatto la croce della X Mas. Nel video si vede il leghista
rispondere ricordando che “il presidente della Camera mi ha cacciato” e
ribadendo di aver mostrato la Decima.
L'articolo Tensione tra Ricciardi (M5s) e Furgiuele (Lega): “Vieni a fare la X
Mas nel mio paese, dove sono stati uccisi italiani innocenti” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Futuro Nazionale”, simbolo depositato da Roberto Vannacci – per molti il primo
passo verso la costituzione di una nuova forza politica più a destra – continua
ad agitare in questi giorni la Lega. Il simbolo è apparso sui social ed è
composto da un cerchio blu, con in alto la scritta bianca Futuro Nazionale e in
basso Vannacci in giallo, accompagnate dall’ala tricolore. Sullo sfondo la
bandiera italiana. Tutto in stile littorio. Un logo che ha scosso la Lega e
adesso c’è attesa per il chiarimento tra il segretario, Matteo Salvini – che sta
gestendo la vicenda in prima persona – e il suo vice ed europarlamentare. Una
data ancora non c’è, ma Salvini ha espresso più volte nelle scorse settimane
l’intenzione di incontrarlo. “Lo vedo quando ritengo di vederlo, è già tutto
fissato”, ha spiegato il leader leghista a margine di un evento alla Camera.
Un faccia a faccia potrebbe sciogliere i nodi. “Non esiste nessun problema. Tra
decreto sicurezza, ricostruzione, olimpiadi, cantieri ferroviari, l’ultima mia
preoccupazione sono problemi e litigi. Ci vediamo con calma, chiariamo tutto ma
è un problema per i giornalisti, non per gli italiani e non per la Lega”, ha
concluso Matteo Salvini. “In Lega c’è spazio per sensibilità diverse, da che
mondo e mondo”.
Più diretto e meno sfuggente Attilio Fontana, presidente della Regione
Lombardia, prima della presentazione del Salone del mobile: “Vannacci? Il mio
primo pensiero è che è una anomalia. È un anomalo all’interno del nostro
movimento. Nel senso che io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon,
all’interno di un partito se ci sono delle impostazioni diverse, possono essere
motivo di arricchimento – ha aggiunto -. Ma creare circoli, fare le
manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo,
fare un nuovo sito è un’anomalia, poi queste sono valutazioni che farà il
segretario“, ha concluso Fontana.
Nel partito si attendono un tentativo di chiarire la situazione per andare
avanti insieme. Intanto Vannacci in queste settimane ha glissato alle domande su
un possibile nuovo partito con un “mai dire mai” e un ambiguo “è solo un
simbolo“, ma il dominio futuronazionale.it, sito di riferimento di un eventuale
partito di Roberto Vannacci, è stato registrato il 31 ottobre 2025 a nome del
suo assistente al parlamento europeo, Giulio Battaglini (ex Fratelli d’Italia),
che evidentemente aveva provveduto a bloccare il nome.
Vannacci in un’intervista al Corriere della Sera ha dichiarato: “Io non mi
accontento, non sono un tipo che si accontenta. Punto in alto. Voglio di più. Il
6, il 10, il 15, il 20%”, salvo poi rispondere in maniera schietta alla domanda
sull’aver informato Salvini o meno del nuovo simbolo: “Non ho l’abitudine di
comunicare a Salvini quante volte mi alleno e cosa mangio“.
Tutto ciò accade dopo l’esperienza che in poco più di un anno lo ha portato a
scalare la Lega a suon di preferenze personali (mezzo milione alle Europee) e
diventando vicesegretario. Un bottino di consenso politico che spinge a guardare
con attenzione le prossime mosse dell’europarlamentare. Lo fanno i leghisti, ma
anche i loro alleati e pure i partiti di opposizione, in ragionamenti già
proiettati alle elezioni politiche del 2027.
L'articolo “Futuro Nazionale” di Vannacci agita la Lega: “Voglio il 20%”. Verso
un faccia a faccia con Salvini. Fontana attacca: “Il generale è un’anomalia”
proviene da Il Fatto Quotidiano.