“Tutti gli italiani hanno capito bene come sono andate le cose”, è il commento
del Senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato. “Un sottosegretario alla
Giustizia che fa una società con dei riciclatori per dei mafiosi tra i più
importanti d’Italia. Se non ha capito con chi si metteva” in affari “è un
incapace che deve dare le dimissioni da sottosegretario, se invece l’ha capito è
bene che se ne vada subito. E inutile che ci giriamo intorno – prosegue
Scarpinato – questo referendum è un momento in cui noi dobbiamo decidere se ci
sarà una Magistratura che domani potrà fare indagini sui rapporti tra i potenti,
i colletti bianchi e la Mafia senza l’intimidazione di procedimenti
disciplinari, trasferimento d’ufficio da parte del potere politico, come ci
garantisce la Costituzione oppure se i Magistrati, prima di fare queste
indagini, dovranno pensare ‘e se mi fanno un provvedimento disciplinare e se mi
trasferiscono?’. Decidete in quale Paese dovete vivere. La richiesta di
dimissioni e critica per le parole di Giorgia Meloni anche da parte dei
parlamentari pentastellati Silvestri e Patuanelli.
L'articolo M5S chiede le dimissioni di Delmastro. Scarpinato: “O incapace o se
ha capito con chi era in affari deve andare andare dal governo” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
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A partire dalle 17 è in programma l’evento finale organizzato dal Movimento 5
stelle in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Tanto gli ospiti che saliranno sul palco del Palazzo dei Congressi (Eur) a Roma,
tra cui il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio. A chiudere la
serata il presidente del M5s, Giuseppe Conte.
L'articolo “La risposta è No”: la diretta dell’evento conclusivo del M5s per il
referendum con Conte e Travaglio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo il caso Salerno, esplode il caso Portici (Napoli). Sono le città campane
dove il Campo Largo dell’elezione di Roberto Fico sta abortendo in partenza. A
Salerno c’è Vincenzo De Luca che corre da solo e contro tutto e tutti, contro Pd
e M5s e l’universo mondo. A Portici da poche ore è ufficiale la candidatura a
sindaco di Fernando Farroni, il renziano leader di una coalizione che spazia da
Casa Riformista ad Avs a Mastella ai Cinque Stelle, fino ai socialisti e a
diverse civiche. Dove però manca il Pd dell’ex senatore Vincenzo Cuomo, il
sindaco di quattro mandati a Portici, che nel 2022 fu eletto con percentuali da
regime comunista e ora aspira a scegliersi il successore.
Anche qui il problema è serio. Perché Farroni, a leggere le dichiarazioni del
parlamentare locale M5s Alessandro Caramiello, è stato scelto a valle di un
percorso al quale ha dato il suo assenso anche Fico. Ma il presidente della
Campania ha tra i suoi assessori Cuomo, al quale ha assegnato deleghe pesanti,
governo del territorio e patrimonio. Per entrare in giunta con Fico, Cuomo si è
dimesso da sindaco subito dopo le elezioni regionali, affrontando il rischio di
un ricorso su una presunta incompatibilità non sanata in tempo, presentato
dall’ex consigliere regionale leghista Carmela Rescigno. Ed è per questo che
Portici torna al voto con un anno di anticipo.
Farroni fu vice sindaco di Cuomo quasi dieci anni fa, ma la sua candidatura
odierna nasce da una richiesta di discontinuità, e nel solco dei pessimi
rapporti tra l’ex primo cittadino e i pentastellati di Portici, nati quando Pd e
M5s erano su barricate opposte e proseguiti anche quando i due partiti hanno
iniziato ad allearsi per andare insieme al governo nazionale e regionale.
Lo stesso ingresso di Cuomo nella giunta Fico ha trovato ostacoli sotterranei
nel M5s di Portici. Rimostranze che non hanno trovato sponda sul tavolo della
decisione finale. Cuomo era stato designato dal deputato Marco Sarracino, che in
Campania è sinonimo di Elly Schlein. Fico, espressione di un accordo di ferro
tra Schlein e Conte con la benedizione del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi,
ha preso atto: non si rischia la tenuta del governo di una regione di 6 milioni
di abitanti per spegnere un conflitto in una città di 52mila anime.
Ed allora, registrata la storica debolezza del centrodestra, che nel 2022 non fu
capace nemmeno di eleggere il candidato sindaco, sarà battaglia tra Farroni e il
candidato del ‘campo Cuomo’. Composto dal Pd e dalle forze civico-politiche che
nel 2022 lo elessero con l’81,74% al primo turno, roba da guinness dei primati.
Va ancora individuato. Nel frattempo si sanno già quasi con certezza i nomi di
due candidati al consiglio comunale nelle liste dem. Si tratta di Pietro e
Annamaria Cuomo. Sono fratello e sorella. Sono i figli di Vincenzo Cuomo.
L'articolo Il Campo Largo nasce monco del Pd anche a Portici (Napoli).
Coalizione in rotta con l’ex sindaco dem ora in giunta con Fico proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Questa è una riforma della giustizia che non serve ai cittadini, e che non
entrerà nel cuore dei problemi. Il cuore dei problemi è il ritardo nel ricevere
le sentenze”. Lo ha detto a Brindisi l’europarlamentare del Movimento 5 stelle
Giuseppe Antoci partecipando ad un incontro nell’ambito delle iniziative per la
campagna referendaria sulle ragioni del ‘No’, per la riforma della giustizia, in
vista del voto che si terrà il 22 ed il 23 marzo prossimi.
“Si tratta di una riforma per colpire la magistratura. A ricordarcelo è la
presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, uno giorno sì ed un giorno no, fa
le sue dirette contro i magistrati. Non sarà una riforma – ha sottolineato
l’eurodeputata M5s Valentina Palmisano – che toccherà la giustizia nel senso di
velocizzare o efficientare i processi”.
L'articolo “Referendum? Finalmente anche il centrodestra dice che la riforma
Nordio non servirà ai cittadini”: l’incontro M5s a Brindisi proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Dopo le rivelazioni del Fatto Quotidiano su una possibile cessione della nave
Garibaldi all’Indonesia, il Movimento 5 stelle ha deciso di presentare
un’interrogazione parlamentare. “Crosetto chiarisca l’interesse pubblico della
Garibaldi e quello privato della Drass Spa. Come si conciliano queste due
operazioni?”, chiede il parlamentare Mario Turco, vicepresidente M5s e
componente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche, in un video
pubblicato sui social.
“Vi ricordate la presenza di Crosetto a Dubai? Non era solo in vacanza.
Apprendiamo da fonti giornalistiche che in quei giorni c’era il socio e
presidente della Drass spa e sappiamo da fonti giornalistiche dell’esistenza di
una lettera d’intenti tra il governo italiano e quello indonesiano per una
doppia operazione – spiega il parlamentare – Da una parte il governo italiano
cede gratuitamente la nave Garibaldi, dal valore di 54 milione, e dall’altra
parte si parla di una compensazione con una commessa affidata alla Drass spa,
vicina al ministro Crosetto e che scopriamo ha finanziato la campagna elettorale
di Fratelli d’Italia”.
Turco fa riferimento a diversi articoli usciti sul Fatto Quotidiano a firma di
Marco Lillo e Valeria Pacelli che approfondiscono il caso della nave Garibaldi e
di alcune lettere, non mostrate dall’esecutivo al Parlamento, inviate dal capo
dell’Agenzia Logistica del ministero della Difesa indonesiano, l’Air Marshall
Yusuf Jahuari e dirette al capo della Direzione nazionale armamento del nostro
ministero della Difesa italiano, Giacinto Ottaviani.
L'articolo “Crosetto chiarisca sulla nave Garibaldi e l’interesse privato della
Drass”: M5s presenta un’interrogazione parlamentare dopo le rivelazioni del
Fatto proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Abbiamo un gruppo di bianchi affamati di sangue, che possiamo definire
‘coalizione Epstein’, che nel Board of peace ha deciso di bombardare e
precipitare nel caos una parte di mondo. Chi è che vela tutto questo di
ipocrisia? Voi, come dei servi sciocchi. E ci volete far credere che vi
interessa qualcosa delle donne iraniane? Se domani arriverà un dittatore
sanguinario amico di Trump, andrà benissimo a tutti quanti”. Lo ha detto il
capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi in Aula a Palazzo Montecitorio nella
discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo e sulla
crisi in Medio Oriente rivolgendosi alla presidente del Consiglio, Giorgia
Meloni.
“Mentre interviene sulla famiglia del bosco ignora la voce di una bambina
palestinese crivellata da centinaia di colpi”, ha proseguito. “Il suo
atteggiamento non è responsabile, ma è quello di chi striscia per non inciampare
mai”, ha aggiunto. “Il vero pericolo per l’umanità siete voi”, ha concluso.
L'articolo Ricciardi (M5s) attacca Meloni: “Siete servi sciocchi della
‘coalizione Epstein'” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Siamo profondamente contrari all’uso delle basi per attacchi militari in una
zona di guerra che sta esplodendo e ampliando le aree di conflitto”. Stefano
Patuanelli, senatore e vicepresidente del M5s, interviene a 24 Mattino, su
Radio24, sulla linea italiana circa la crisi mediorientale dopo gli attacchi
contro l’Iran avviati da Stati Uniti e Israele e le successive rappresaglie
iraniane contro vari Paesi del Golfo.
In Parlamento il governo ha ribadito, con le comunicazioni del ministro degli
Esteri Antonio Tajani e del ministro della Difesa Guido Crosetto, una posizione
improntata alla solidarietà difensiva verso gli alleati. La risoluzione della
maggioranza prevede infatti sostegno militare difensivo ai Paesi del Golfo
minacciati (in particolare difesa aerea, anti-missilistica e anti-drone) e la
disponibilità delle basi italiane agli Stati Uniti secondo l’accordo bilaterale
del 1954, mentre eventuali utilizzi per operazioni offensive contro l’Iran
dovrebbero tornare al voto del Parlamento.
L’opposizione prova invece a costruire una posizione comune per escludere
qualsiasi partecipazione italiana a operazioni militari. “Assieme alle altre
forze d’opposizione, stiamo lavorando un testo per una risoluzione unitaria di
tutto il campo progressista, confidiamo di riuscire a farlo – spiega Patuanelli,
che indica come modello l’atteggiamento mostrato dal governo spagnolo – Nelle
ultime 48 ore il presidente spagnolo Pedro Sanchez ha mostrato che esiste anche
un’alternativa ad abbassare sempre il capo con gli americani. Credo che ci si
possa approcciare in modo diverso a Trump”.
Per l’esponente pentastellato la scelta militare compiuta da Washington e Tel
Aviv rappresenta un errore strategico destinato ad aggravare l’instabilità della
regione. “La storia ci ha insegnato che la destabilizzazione di aree così
delicate non ha mai portato né a pace né a prosperità, soprattutto per i popoli
che le vivono, né l’Occidente ne ha tratto vantaggio, quindi abbiamo ritenuto un
errore l’attacco unilaterale fatto da Israele e dagli Stati Uniti e continuiamo
a pensare che sia così. Vorremmo che il nostro governo si esprimesse in tal
senso”.
Patuanelli sottolinea inoltre come restino poco chiare le motivazioni che hanno
portato all’operazione militare contro l’Iran e invita a riportare la gestione
della crisi sul terreno negoziale: “Credo che il primo elemento da mettere sul
campo è lo spostare sul piano negoziale la gestione di ogni conflitto e
oggettivamente non si è capito esattamente qual è stata la goccia che ha
scatenato l’attacco americano-israeliano“. Il senatore ricorda che erano stati
già colpiti siti legati al programma nucleare iraniano: “A giugno dell’anno
scorso ci furono 12 giorni di bombardamenti di aree dove si stava realizzando,
secondo fonti americane, la bomba nucleare iraniana e si disse che per i
prossimi 30 anni l’Iran non avrebbe più potuto avere la bomba atomica. Adesso
sembra che entro due settimane l’avessero pronta, quindi è del tutto evidente
che le motivazioni sono altre e riteniamo che non si possono fare guerre per la
gestione del petrolio“.
Il vicepresidente del M5s collega poi la crisi internazionale agli effetti
economici già visibili sui mercati energetici: “In queste ore si è verificato un
aumento netto nei prezzi dei carburanti, sicuramente ci sarà un effetto
immediato sia sulle bollette che alla pompa di benzina e ovviamente il riflesso
sulla bolletta sia elettrica che di gas sarà importante per le famiglie e le
aziende”.
Per contenere l’impatto, secondo Patuanelli, servirebbero misure strutturali sul
mercato dell’energia: “La prima cosa sarebbe instaurare quel meccanismo di
disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica dal prezzo del gas che
metterebbe quantomeno in sicurezza tutta la parte di bollette elettriche, posto
che grazie a molti investimenti fatti soprattutto col Pnrr questo paese ha fatto
un passo in avanti sulla produzione di fonti rinnovabili importante”. A questo,
aggiunge, dovrebbero affiancarsi interventi di sostegno economico per famiglie e
imprese, ricordando che “nell’ultima legge di bilancio il governo ha aumentato
le accise sul diesel, forse quantomeno sarebbe opportuno trovare dei sistemi di
aiuto e sostegno a famiglie e imprese che non possono sopportare questi
aumenti”.
E conclude: “Il punto centrale è che se continuiamo a dire che l’elettrico fa
schifo, il produttore di fonti rinnovabili fa schifo e che bisogna mantenere
gas, benzina e petrolio, la situazione che abbiamo oggi la avremo per sempre.
Noi sono almeno 10 anni che diciamo che la transizione verso l’elettrico deve
essere fatta in modo convinto, ma mi sembra che le destre di tutti i paesi
abbiano invece la volontà di mantenere il petrolio e la fonte fossile come fonte
principale di produzione di energia e questo è il risultato – chiosa – Non ci si
può lamentare se quando accadono queste cose i prezzi aumentano. Noi diciamo che
è la strada sbagliata, che va programmata una transizione verso la produzione di
fonti rinnovabili che è possibile, che si può fare, però è una volontà politica,
noi ce l’abbiamo, la destra no e questi sono i risultati”.
L'articolo Iran, Patuanelli (M5s): “Non dobbiamo abbassare sempre il capo con
gli Usa, esiste un’alternativa e Sanchez lo ha dimostrato” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La Camera dei deputati affonda definitivamente la proposta delle opposizioni
sulla settimana lavorativa da 32 ore, anziché 40: la cosiddetta settimana corta
a parità di salario. Con parere favorevole del governo è stato approvato
l’emendamento soppressivo della proposta di legge di Avs, M5s e Pd: primo
firmatario Nicola Fratoianni insieme ai tre leader Giuseppe Conte, Angelo
Bonelli e Elly Schlein. La proposta prevede l’introduzione di una
sperimentazione triennale affidata alla contrattazione. I favorevoli
all’emendamento per cassare la proposta (che recepiva il parere contrario della
commissione Bilancio sul testo) sono stati 132, 90 i no e 9 gli astenuti. Già il
12 febbraio la proposta era stata rimandata in Commissione. Secondo il Censis,
il 71% dei lavoratori è favorevole alla riduzione del tempo di lavoro a 4 giorni
settimanali, perché ci sarebbero le condizioni tecnologiche ed economiche. Il
dato è emerso dal nono rapporto con Eudaimon sul welfare aziendale, pubblicato
il 24 febbraio.
Il capogruppo del M5S in commissione Lavoro Dario Carotenuto attacca il governo:
“Siamo davanti a un copione che abbiamo già visto. Sul salario minimo, sui
congedi paritari. Ora tocca alla ‘settimana corta’, affossata, ancora una volta,
con un emendamento soppressivo senza alcuna discussione di merito. Questo è un
calcio al futuro del Paese, significa rinnegare i dati e voltare le spalle a
esperienze che arrivano da tutto il mondo nonché da aziende italiane che già la
stanno testando. Paesi come Islanda, Spagna e Giappone hanno avuto il coraggio
di sperimentare modelli diversi, scoprendo che lavorando meno si può produrre di
più. Il 70% degli italiani è favorevole alla riduzione dell’orario di lavoro a
parità di salario”.
Fratelli d’Italia con Walter Rizzetto ha ribadito a Montecitorio l’assenza di
coperture, soprattutto per le ricadute della norma sui dipendenti pubblici: “In
seno alla pdl non c’è una espressa esclusione della pubblica amministrazione.
Quindi la settimana corta si applicherebbe anche a tutta la Pa, con ricadute
certamente pesanti perché avrebbe un fabbisogno aggiuntivo di personale è questo
potrebbe essere un primo grosso problema”.
L'articolo Settimana corta a parità di salario, la Camera affossa la proposta
delle opposizioni per mancanza di coperture proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dal Movimento 5 Stelle a Forza Italia, passando dal movimento scissionista di
Luigi Di Maio e al Partito democratico. E’ la parabola politica di Daniela
Rondinelli, approdata oggi nel partito guidato da Antonio Tajani. L’annuncio è
stato dato nel corso di una conferenza stampa della sezione romana del partito
azzurro, affrontando “i ritardi sullo stato dei lavori giubilari e le mancanze
nella manutenzione del verde pubblico della Capitale”.
Nel 2019 l’ex pentastellata è stata eletta al Parlamento europeo nelle fila del
Movimento, dove è stata componente della Commissione Occupazione e Affari
speciali e Agricoltura. Nel 2022 ha aderito al neonato movimento di Luigi Di
Maio, al tempo ministro degli Esteri del governo Draghi, in rotta con il M5s.
Tanto che il 23 giugno 2022 Rondinelli scriveva sulla piattaforma X: “Il
progetto politico, con Luigi Di Maio, è un percorso in divenire, in cui ho
fiducia”. Impegno civico, la sigla dell’attuale professore del King’s college di
Londra, alle urne del 2022 non raggiunse l’un per cento. Nel 2024 si è
Rondinelli si è ricandidata a Strasburgo con il Partito Democratico, ma non è
stata eletta malgrado 10mila preferenze. Ora l’avventura con Forza Italia, i
rivali di un tempo. “Oggi per me è una giornata bellissima, sono molto
orgogliosa di poter continuare un impegno politico in Forza Italia, che è una
grande famiglia politica, non soltanto in Italia, ma anche in Europa con il
Partito Popolare Europeo, che è la più grande forza politica europea. Sono molto
orgogliosa e contenta di poter dare il mio contributo per la crescita di Forza
Italia su Roma e Lazio” ha commentato Rondinelli.
L'articolo L’ex M5s Daniela Rondinelli entra in Forza Italia: “Giornata
bellissima, orgogliosa di dare il mio contributo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un incontro pubblico per non distogliere lo sguardo dal genocidio ancora in
corso, attraverso le voci di chi quella terra l’ha vissuta in prima persona. È
questo l’obiettivo dell’evento “PALESTINA. Il racconto della verità”, in
programma sabato 28 febbraio alle 17 nella Sala Search, in Largo Carlo Felice 2,
a Cagliari. L’iniziativa è promossa dal Movimento 5 Stelle.
In un contesto internazionale in cui – spiegano gli organizzatori – la
narrazione degli eventi spesso non rispetta i fatti reali, l’intento è quello di
dare spazio a testimonianze dirette, lontane da ricostruzioni considerate
distanti dalla realtà. Cuore dell’incontro sarà il racconto di chi era a bordo
della Global Sumud Flotilla, la spedizione salpata lo scorso 30 agosto con
l’obiettivo di tentare di rompere l’isolamento delle coste palestinesi. Durante
il pomeriggio sarà proiettato un video documentale inedito, registrato in mare
nel corso dell’esperienza, che verrà commentato dal senatore del Movimento 5
Stelle Marco Croatti, presente sulla flotta e testimone diretto degli eventi.
Insieme a lui interverranno anche Marco Loi, soccorritore professionale
imbarcato sulla spedizione, e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Alessandro
Mantovani, che ha seguito tutta la vicenda della Flotilla a bordo della Otaria,
una delle imbarcazioni che facevano parte della Flotilla.
Ad aprire l’incontro sarà il consigliere comunale pentastellato Luciano Congiu
mentre la moderazione sarà affidata a Nicola Marini, rappresentante del gruppo
territoriale. Oltre alle testimonianze dei partecipanti alla Flotilla, sono
previsti contributi di approfondimento del dottor Fawzi Ismail, presidente
dell’Associazione Amicizia Sardegna-Palestina, e Mariella Setzu
dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Le
conclusioni e i saluti finali saranno affidati al senatore Ettore Licheri.
L'articolo A Cagliari l’incontro “Palestina. Il racconto della verità”:
testimonianze dirette dalla Flotilla. Tra gli ospiti il cronista del Fatto
Alessandro Mantovani proviene da Il Fatto Quotidiano.