Crescita a doppia cifra e forte spinta da elettrico e full hybrid: MG Motor
festeggia la milionesima auto immatricolata in Europa, consolidando la propria
presenza in 34 Paesi con oltre 1.300 concessionari. Dal ritorno nel Regno Unito
nel 2011, il marchio ha costruito un percorso in costante ascesa, superando
anche le 300.000 elettriche consegnate grazie al successo della MG4 EV e
all’immagine distintiva della roadster Cyberster.
Il Regno Unito resta il primo mercato con 386.000 unità complessive, mentre
l’Italia è oggi il principale mercato UE e il secondo in Europa. Tornata nel
2021, MG nel nostro Paese ha superato le 50.000 unità nel 2025, con una quota
oltre il 3% e una rete capillare di 70 concessionari, circa 150 punti vendita e
140 centri di assistenza.
A trainare l’espansione è soprattutto l’Hybrid+, l’“ibrido vero” introdotto nel
2024 su MG3 (nella foto) e oggi protagonista anche su ZS. In Italia le versioni
full hybrid rappresentano il 57% del mix, in crescita del 26% sull’anno
precedente, portando il brand ai vertici del segmento HEV.
Per il 2026 sono attese ulteriori novità di prodotto, a conferma di una
strategia che punta su tecnologie accessibili e su un’offerta sempre più ampia
tra elettrico e ibrido.
L'articolo MG raggiunge il traguardo di un milione di vetture vendute in Europa
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mamma, li cinesi!”. Sembra quasi di sentirli i sales manager dei costruttori
che fino a oggi erano stati protagonisti indiscussi del mercato del vecchio
continente – car maker europei, giapponesi e coreani – mentre guardano con
stupore (e apprensione) i dati di vendita dei “new comers” di Pechino. Che
crescono a livelli non meno che esponenziali.
Emblematico il caso BYD. “Entro fine 2026, raddoppieremo il numero di punti
vendita in Europa arrivando a quota 2 mila”, aveva annunciato a metà novembre
scorso Maria Grazia Davino, direttore regionale BYD per il Vecchio Continente
(ed ex manager di Stellantis): “In linea coi concorrenti di successo, dobbiamo
conquistare la vicinanza ai clienti”. Secondo i dati ACEA (Associazione dei
Costruttori Europei di Automobili) relativi all’area UE + EFTA + UK, le vendite
del brand nel 2025 sono più che triplicate rispetto al 2024: BYD ha consegnato
187.657 veicoli (+268,6%), rispetto ai circa 50.912 dell’anno precedente. Mentre
la sua quota di mercato è balzata dallo 0,4% del 2024 all’1,2% nel 2025
(all’interno della sola Unione Europea la quota è arrivata all’1,4%).
Tutto mentre il costruttore si prepara ad avviare la sua prima fabbrica europea,
situata in Ungheria, a Szeged: le linee di assemblaggio si accenderanno dal
secondo trimestre del 2026, dando lavoro, una volta a regime, a 2.000 persone.
La produzione europea consentirà al colosso cinese di dribblare i dazi di
Bruxelles sull’import dalla Repubblica Popolare. Il complesso – esteso su una
superficie di 300 ettari – potrà sfornare qualcosa come 200 mila veicoli
all’anno e potrebbe fare da apripista per altri stabilimenti continentali:
Turchia e Spagna sono le migliori candidate ma in lizza potrebbe finire anche
l’Italia.
Operazione che avrebbe in mente di fare anche Geely, seppur in maniera diversa.
Ovvero sfruttando alcuni tra i già esistenti stabilimenti produttivi Ford, nella
fattispecie dovrebbe trattarsi di quello di Valencia, per fabbricare
direttamente nel vecchio continente. Il tutto dopo essere da poco sbarcata in
diversi paesi, tra cui l’Italia, con il proprio marchio. E presto anche con
quello di lusso Zeekr.
A proposito di Italia, a gennaio 2026, con un mercato in crescita del 6,2%, BYD
ha totalizzato 3.553 immatricolazioni: una crescita che sfiora il 330% (erano
state 827 le immatricolazioni a gennaio 2025), e che vale a Byd una quota di
mercato del 2,5% (era dello 0,62% nel 2025), sufficiente per arrivare col fiato
sul collo di brand arcinoti, come Hyundai, Kia e Opel e per mettersi alla
spalle, marche storiche, come Nissan e Skoda. Merito pure dell’espansione della
rete di vendita e assistenza, che ormai ha toccato i 101 punti distribuiti su
tutto il territorio nazionale. Da sottolineare come diversi top manager della
divisione europea di BYD siano italiani e/o in arrivo da Stellantis; il che ha
certamente contribuito all’accelerazione della marca nel nostro Paese. Tuttavia,
le cose per BYD vanno bene pure nel Regno Unito, dove il costruttore ha
raggiunto una quota di mercato del 2,8% a gennaio 2026 (+130%) e 4.021
immatricolazioni (+149%). Mentre in Spagna si posiziona nella top 20 del mercato
con il 2,3% di quota (in crescita del 38%).
Gli affari vanno a gonfie vele anche per Omoda&Jaecoo. Le immatricolazioni
italiane sono passate dalle 546 del gennaio 2025 alle 2.496 del gennaio 2026; un
salto che arriva quasi al +360%, con una quota di mercato che passa dallo 0,41%
all’1,76%, consentendo alla marca di superare nelle vendite mensili brand
consolidatissimi nell’immaginario collettivo, come Suzuki, Alfa Romeo, Mini,
Volvo e Mazda. Giova ricordare che nel 2024 Omoda&Jaecoo era una realtà al
debutto in pochi mercati selezionati, mentre il 2025 si è chiuso per il
costruttore con 135.000 immatricolazioni a livello europeo (solo nei primi sei
mesi del 2025 le vendite erano già aumentate del 1.135% rispetto allo stesso
periodo del 2024) e il marchio è passato a presidiare stabilmente 16 paesi
europei. Nel 2025, in Italia, Omoda&Jaecoo ha consegnato 15.500 auto e ha chiuso
l’anno raggiungendo il 2% di quota di mercato a dicembre 2025.
Anche Omoda&Jaecoo ha stabilito una base produttiva strategica in Europa per
servire il mercato locale e aggirare i dazi di Bruxelles sulle importazioni di
vetture dalla Repubblica Popolare: la fabbrica di Barcellona (Spagna) è il cuore
produttivo continentale del gruppo. Chery (che detiene Omoda&Jaecoo) ha stretto
una joint venture con la società spagnola EV Motors per riattivare l’ex
stabilimento Nissan nella zona franca di Barcellona: la produzione è stata
avviata progressivamente tra la fine del 2024 e il 2025, con l’assemblaggio di
Omoda 5 (sia benzina, sia elettrica) e Jaecoo 7. La fabbrica punta a una
produzione a regime di circa 150.000 veicoli l’anno entro il 2029. Sono peraltro
in corso discussioni avanzate per utilizzare la capacità produttiva in eccesso
negli stabilimenti del gruppo JLR, nel Regno Unito, per assemblare modelli Chery
(inclusi Omoda e Jaecoo).
E poi c’è il caso Leapmotor. Nel 2023, il gruppo Stellantis ne ha acquisito
circa il 20%, creando una joint venture col costruttore cinese. Grazie a
quest’ultima il sodalizio franco-italiano gestisce la distribuzione e la
produzione dei modelli Leapmotor fuori dalla Cina, sfruttando la sua rete di
concessionari. Il modello di business del brand è particolare perchè non prevede
solo importazioni, bensì una partnership industriale profonda con un un colosso
europeo dell’automotive. Ciò permette di aggirare in parte i dazi doganali
(alcuni modelli, come la T03, vengono assemblati nello stabilimento Stellantis
in Polonia; mentre nella seconda metà del 2026 sarà avviata la produzione del
Suv B10 a Saragozza, in Spagn) e di offrire un’assistenza post-vendita
capillare, che è spesso il punto debole dei nuovi marchi in arrivo dalla Cina.
Nel 2025, Leapmotor ha registrato un forte successo in Italia con 7.469
immatricolazioni. Ma nel 2026 tale numero potrebbe raddoppiare: a gennaio, sul
mercato italiano, la marca ha immatricolato 1.118 auto (+595%), contro le 161
del gennaio 2025. Il che le ha permesso di superare Lancia, Honda e persino
Tesla e di “marcare a uomo” Mazda.
Più consolidata la situazione di MG (che da qualche anno appartiene al colosso
cinese SAIC). Al momento il brand non produce ancora in Europa, ma dovrebbe
aprire nel giro di qualche mese il suo primo stabilimento nel Vecchio Continente
per evitare i sopracitati dazi (il paese favorito per il nuovo polo produttivo
sarebbe l’Ungheria, seguita dalla Spagna), con l’obiettivo di avviare le linee
produttive già nel 2027. Il che avrebbe un effetto immediato sulla competitività
della marca sul mercato continentale, dove oltretutto gli affari vanno a gonfie
vele: nel 2025 il marchio ha registrato una crescita del 30%, trainata
soprattutto dai nuovi modelli ibridi, passando da immatricolare 233 mila auto e
targarne 300 mila (+30%). A gennaio 2026 MG ha venduto in Italia 4.240 vetture,
con una quota di mercato del 3%, lasciandosi alle spalle Opel, Kia e Hyundai.
L'articolo Byd e i suoi “fratelli”. L’inarrestabile avanzata dei marchi cinesi
nel vecchio continente proviene da Il Fatto Quotidiano.
MG Motor consolida la propria presenza nel mondo sportivo mettendo a
disposizione una flotta di 40 vetture ibride in occasione della Coppa Davis
Final 8, ospitata a Bologna fino al 23 novembre. L’iniziativa prevede l’impiego
dei modelli MG HS e MG ZS nelle versioni Hybrid+ e Plug-in Hybrid, destinati
agli spostamenti di giocatori, staff e ospiti del torneo.
La collaborazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia di crescita del
marchio, che in poco più di quattro anni ha superato le 120.000 immatricolazioni
sul mercato italiano. Una progressione sostenuta da una gamma ampia, tecnologie
orientate alla sostenibilità, competitività di prodotto e una rete commerciale
in costante espansione, composta oggi da 70 MG Store e oltre 150 punti vendita e
assistenza.
Per l’occasione, MG ha selezionato i propri SUV dotati di motorizzazioni full
hybrid e plug-in. La tecnologia Hybrid+, che oggi rappresenta oltre metà delle
vendite nazionali del brand, punta su un utilizzo esteso della componente
elettrica e ha consentito al marchio di posizionarsi stabilmente tra i
protagonisti del mercato ibrido, con MG ZS Hybrid+ e MG3 Hybrid+ ai vertici dei
rispettivi segmenti. Con MG HS Hybrid+, introdotta a luglio, il brand ha
ampliato la propria presenza anche nel segmento C.
La flotta dedicata al torneo comprende MG HS, SUV di segmento C disponibile con
powertrain Hybrid+ e Plug-in Hybrid, e MG ZS, il modello più venduto del marchio
in Italia, proposto in versione Hybrid+. Le vetture accompagneranno gli ospiti
fino alle aree centrali del villaggio tennistico all’interno della Fiera di
Bologna.
Oltre al servizio di mobilità, MG sarà presente con un’esposizione dedicata.
Accanto al campo centrale sarà mostrata la roadster elettrica MG Cyberster,
mentre nel Fan Village il pubblico potrà conoscere le novità della gamma, tra
cui il nuovo B-SUV elettrico MGS5 e i modelli protagonisti della flotta
ufficiale.
Il Country Manager e Vice President SAIC Motor Italy, Andrea Bartolomeo, ha
commentato: “Siamo orgogliosi di essere al fianco di un evento che esprime
valori di eccellenza e performance, gli stessi che guidano la nostra crescita”.
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del torneo proviene da Il Fatto Quotidiano.