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La Juventus ci prova per Icardi: ritroverebbe Spalletti, che all’Inter lo mise fuori rosa (e gli tolse la fascia da capitano)
Luciano Spalletti potrebbe riaccogliere Mauro Icardi. E no, non siamo tornati indietro di sette anni, ma parliamo di strettissima attualità. La Juventus ha infatti chiesto informazioni per l’attaccante del Galatasaray – prossimo avversario proprio dei bianconeri nel playoff di Champions League – visto che per Kolo Muani non arrivano aperture e la chiusura del calciomercato è imminente. Una trattativa come le altre, se non fosse che tra Mauro Icardi e Luciano Spalletti c’è un precedente del 2019, all’Inter, non proprio amichevole. Ai tempi Icardi era il calciatore più rappresentativo dell’Inter, che viveva anni bui, senza trofei. Icardi era il capitano. Poi a febbraio successe qualcosa: Spalletti discusse sia con l’argentino che con l’allora moglie Wanda Nara e dopo – secondo le parole dell’ex ct della nazionale – il rifiuto di Icardi di giocare in Europa League il 13 febbraio contro il Rapid Vienna, Spalletti lo mise fuori rosa (togliendogli anche la fascia da capitano e consegnandola ad Handanovic) per sei partite, compreso il derby contro il Milan. Da lì si è rotto tutto. Poi, a fine anno, doppio addio: Spalletti via, Icardi al Psg. Ma recentemente Luciano Spalletti aveva ricostruito quei mesi, sia nella sua autobiografia che nel corso di alcune interviste. Cosa sia realmente successo non si sa e probabilmente non si saprà mai, ma Spalletti spiegò che l’invadenza dell’ex moglie e agente Wanda Nara compromise tutto. Le parole di Wanda Nara a quei tempi avevano reso insanabile la rottura tra lo stesso Icardi, lo spogliatoio e Luciano Spalletti. Adesso che la showgirl non è più la moglie dell’argentino, un ritorno di Icardi da Spalletti non è da escludere. Anche perché tra i due c’è stima reciproca, professionalmente parlando. L’ha ribadito anche Spalletti nell’ultima conferenza stampa: “Hanno il numero 9 come gruppo sanguigno – aveva dichiarato Spalletti parlando di Osimhen e Icardi -. Victor è devastante, Mauro è uno dei più grandi finalizzatori che abbia mai allenato. Con loro devi solo decidere se citofonare o spaccare la porta”. E con il senno di poi – a distanza di 24 ore – forse le parole di Spalletti erano di un allenatore che sapeva già in che direzione si stesse muovendo il club bianconero, che sembra aver abbandonato la pista Kolo Muani. A causa del grave infortunio al ginocchio dell’anno scorso, Icardi è finito indietro nelle gerarchie al Galatasaray (anche se ha già segnato 10 gol in stagione), ma l’argentino sa come si fa gol. È senza dubbio uno dei più grandi finalizzatori che la Serie A abbia visto nel nuovo millennio. E adesso che la Juve ha urgentemente bisogno di un attaccante, cerca certezze immediate. E Icardi resta una di quelle: scomoda, divisiva, ma che ha un senso. Spalletti lo sa meglio di chiunque altro. E può essere l’occasione giusta per ritrovarsi. L'articolo La Juventus ci prova per Icardi: ritroverebbe Spalletti, che all’Inter lo mise fuori rosa (e gli tolse la fascia da capitano) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Deve portare rispetto e stare attento quando parla, ha detto una frase infelice”: Conte durissimo contro Spalletti
“Una frase infelice perché anzitutto noi abbiamo ancora lo scudetto sulla maglia e bisogna portare rispetto. Deve stare un po’ più attento quando parla”. Antonio Conte torna nella sua versione “battagliera” e attacca Luciano Spalletti. L’allenatore del Napoli, che nel corso di questo anno e mezzo sulla panchina azzurra ha sempre mostrato il suo lato da combattente, spavaldo e con diverse frecciate ai colleghi, dopo la netta sconfitta contro la Juventus per 3-0 sembrava quasi essersi arreso e rassegnato. E invece no. Alla vigilia della sfida decisiva di Champions League contro il Chelsea al “Maradona”, il tecnico ha parlato in conferenza stampa ed è passato di nuovo all’offensiva nei confronti del collega bianconero, che in precedenza aveva definito il Napoli “la squadra ex campione d’Italia“. Frase che a Conte non è piaciuta, come ha sottolineato in conferenza stampa: “Non lo sapevo. Se l’ha detta questa è una frase infelice perché anzitutto noi abbiamo ancora lo scudetto sulla maglia e bisogna portare rispetto. Spalletti è un bravissimo allenatore, ma se ha detto questo, deve stare un po’ più attento quando parla“, ha tuonato Conte, che ha poi fatto la morale al collega: “Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere. Innanzitutto perché mancano ancora sedici partite. Poi magari lui ci ha visti male e ci ha tolto già lo scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto. Gli auguro buona fortuna”. Successivamente Conte ha voltato pagina, chiudendo la parentesi Juventus–Napoli e parlando di Chelsea e dell’emergenza infortuni: “Al peggio non c’è mai fine, però dobbiamo essere ottimisti – ha sottolineato sorridendo -. Non possiamo sapere se ci saranno situazioni peggiori. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre e invece no. Lo dicevo quando stava emergendo Neres ed eravamo già in crisi numerica”. Alla lunga lista composta da De Bruyne, Gilmour, Politano, Rrahmani, Anguissa, Milinkovic–Savic e Mazzocchi, si è aggiunto David Neres, che si è operato alla caviglia. “Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest’anno ha dell’inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno degli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano. Avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare”, ha concluso Conte. L'articolo “Deve portare rispetto e stare attento quando parla, ha detto una frase infelice”: Conte durissimo contro Spalletti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“A Bodo ci avete fatto due palle così. Ma che discorsi sono?”: Spalletti nervoso dopo (e durante) Juve-Benfica
La Juventus vince 2-0 contro il Benfica, si qualifica ai playoff di Champions League e Spalletti fa show nelle varie interviste post gara. L’allenatore bianconero – togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe – ha mostrato nervosismo nelle dichiarazioni post gara, pur mantenendo un tono di voce ironico. Prima a Prime Video – intervistato da Giulia Mizzoni a bordocampo – alla domanda “è sereno?“, ha risposto: “Lei è serena? Io sono più sereno di lei. Siamo ai playoff, so tutto, anche se ho il timore di non farcela anche quando ce l’ho fatta”. Successivamente ha analizzato la partita e in chiusura ha punzecchiato ancora una volta la giornalista: “È tranquilla?“, con Giulia Mizzoni che ha risposto: “Sì sì, come prima. Anche con la mano gelata”. Poi è arrivato lo sfogo in zona mista: “Vi riporto tutti a Bodo, dove ci avete fatto due palle così perché si doveva stravincere. E poi si vede i risultati che fa contro le squadre che gioca… ‘E ora non si avrà mica paura anche del Bodo Glimt?’. Ma che discorsi sono? Questo vuol dire avere scarse conoscenze di quello che succede. Si vuol togliere per forza qualcosa per dare addosso a qualcuno”, si è sfogato Spalletti. Già durante la partita Luciano Spalletti aveva dato il meglio di sé sia con un tifoso che con Lois Openda. Partendo dall’episodio con il tifoso, a un certo punto del match – intorno al 53esimo – con la Juve che aveva sofferto parecchio nel primo tempo, l’allenatore si è girato e dal labiale in tv si è percepito un: “Stai a casa”. A spiegare bene l’episodio nel post gara è stato lo stesso Spalletti rispondendo a una domanda: “Siete 1500 e in 1499 mi avete chiesto del tifoso. Io non ho battibeccato con nessuno. Voi siete quelli degli aggettivi a peggiorare le situazioni, non ne migliorate mai una, le peggiorate e basta. Lui ogni giocatore che toccava palla diceva: ‘Levalo‘. Cambiaso levalo, Kelly levalo, questo levalo, quell’altro levalo. Allora mi sono girato e gli ho detto: ‘C’ho 5 cambi. Se non ti garba nessuno stai a casa‘”. Infine sempre durante il match, le telecamere di Prime Video hanno beccato anche Spalletti “rimproverare” un Lois Openda sorridente prima dell’ingresso in campo: “Ti devi svegliare”, ha esclamato il tecnico bianconero. L'articolo “A Bodo ci avete fatto due palle così. Ma che discorsi sono?”: Spalletti nervoso dopo (e durante) Juve-Benfica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fanno video con il cellulare in mano e devono dire loro chi deve battere il rigore perché hanno amici da altre parti”: l’attacco di Spalletti
È un Luciano Spalletti polemico quello visto in sala stampa dopo la netta vittoria della Juventus sul campo del Sassuolo per 0-3. Protagonista del match è stato Jonathan David con gol e assist. L’attaccante canadese – già al centro di numerose discussioni nelle scorse settimane – era però stato protagonista in negativo del match casalingo contro il Lecce: aveva sbagliato il rigore decisivo con uno scavetto lento, basso e centrale. E proprio quel rigore è stato oggetto di discussione durante la conferenza stampa di Luciano Spalletti post Sassuolo. Il tecnico – dopo il gol dello 0-3 dell’attaccante ex Lille – ha esultato insieme alla squadra e a David: “Perché si ricevono delle offese, non è che si ricevono frasi da un punto di vista sportivo, tipo ‘ha preso una decisione sbagliata’, no, sono proprio offese”. Poi l’attacco: “Ci son quelli che poi hanno a cuore gli amici che hanno dall’altra parte e tentano di mettere confusione con questi video che si fanno con il cellulare in mano, proferendo offese di tutti i generi perché hanno a cuore l’amico che allena da altre parti, un’altra squadra. E fanno i fenomeni, perché devono dire loro chi deve battere il rigore”. Spalletti ha poi spiegato: “Come tutti i calci piazzati e come tutte le situazioni di fase di possesso e fase di non possesso, sono dette, fatte vedere, scritte prima di ogni partita all’interno dello spogliatoio“, spegnendo ogni polemica sull’accaduto. Non si sa con chi ce l’avesse Luciano Spalletti, che ha fatto riferimento probabilmente a qualcuno che dopo il rigore sbagliato da David ha preso posizione sui social. Il tecnico toscano ha ribadito poi ancora che per i rigori esiste una gerarchia e se in campo si decide di cambiare tiratore, la cosa fondamentale è condividere con lui la scelta. Nel caso specifico di David, poi, la decisione è stata del capitano-rigorista Locatelli: “Poi è stata fatta questa cosa e mi fa piacere vedere che il capitano ha personalità di scegliere di fare questa cosa, però la prossima volta che vuol fare qualcosa di testa sua me lo deve dire anche a me. Ma poi dire che ‘lì c’è casino, non sanno chi lo batte, piglia il primo che prende la palla’, l’abbiamo fatto battere a uno che su 25-26 rigori ne ha fatti più di 20 in carriera. Per cui tutto questo pandemonio che si è voluto scatenare è ad arte per creare confusione qui dentro”. L'articolo “Fanno video con il cellulare in mano e devono dire loro chi deve battere il rigore perché hanno amici da altre parti”: l’attacco di Spalletti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La Juventus vuole Sandro Tonali: il piano per convincere il Newcastle, a gennaio solo un rinforzo low-cost per Spalletti
Il sogno della Juventus ha un nome e un cognome: Sandro Tonali. Proprio lui, il bianconero di Newcastle che in Piemonte sognano di far diventare ‘il bianconero di Torino’. Un’operazione complessa, impossibile per gennaio. Veramente impossibile. Ma un’operazione (che sarebbe anche un ottimo biglietto da visite per Comolli) già allo studio per giugno. E che in qualche modo determinerà i piani di mercato societari per questo gennaio ormai alle porte. Per convincere il Newcastle a cedere il giocatore, infatti, serviranno tanti soldi. Tantissimi. È stato pagato quasi 61 milioni di euro, bonus inclusi, due anni fa e Transfermarkt stima il suo attuale valore sui 75 milioni (un dato derivato da algoritmi, quindi tutto da stabilire secondo parametri più umani). È evidente che un’operazione come questa difficilmente potrà essere imbastita e chiusa in inverno, quando i costi lievitano ancora di più e soprattutto è quasi impossibile l’intenzione di una squadra di privarsi di un big come il centrocampista. Ma a Spalletti serve un playmaker e Tonali sarebbe perfetto. Per giugno. E per l’inverno? Un nome c’è: si chiama Guido Rodriguez, è un classe 1994 argentino e gioca nel West Ham. Gioco poco a dire il vero: 5 partite in Premier (tutti spezzoni) che lo rendono decisamente cedibile per questo inverno. E senza costi eccessivi. Sarebbe una soluzione tampone proprio in vista dell’estate, ma potrebbe dare una mano durante questa seconda parte di stagione e, perché no, meritarsi comunque una riconferma. La Juventus pensa quindi a un rinforzo a centrocampo (più lontana l’ipotesi Frattesi, che non è un vero playmaker e che costa molto) e a uno in attacco. Precisamente sulla fascia mancina, dove serve trovare un ricambio sensato per Kenan Yildiz. Il turco è al centro del progetto Juventus: con lui si sta trattando il rinnovo di contratto ma ha bisogno ogni tanto di rifiatare, senza il bisogno di reinvetare l’impalcatura della squadra. Ed è per questo che si guarda alle alternative, con un nome che porta in Spagna, a Madrid. Si tratta di Gonzalo Garcia, classe 2004 che nel Real ha avuto qualche occasione di mettersi in mostra (ha anche giocato al Mondiale per Club, segnando alla Juventus). Può essere un nome giusto, giovane ma con un buon pedigree, per poter permettere a Spalletti di avere un’alternativa più che valida per il reparto. Che verrà puntellato in inverno, sì, ma di nuovo senza grosse spese. Perché la fiche più importante è già stata predisposta. Ma con sviluppi e esiti tutti da conoscere. L'articolo La Juventus vuole Sandro Tonali: il piano per convincere il Newcastle, a gennaio solo un rinforzo low-cost per Spalletti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La Juventus rivede la vetta, Spalletti frena: “Se gli altri non giocano si può anche andar primi” | La nuova classifica di Serie A
Quarta vittoria di fila, la terza in Serie A. La Juventus riassapora i piani alti della classifica grazie alla vittoria per 2 a 0 contro il Pisa, portandosi momentaneamente a un punto dall’Inter, che però ha due partite in meno. “La vetta distante un punto? Se gli altri non giocano si può anche andar primi, noi qualche punto qua e là riusciamo a farlo…”, commenta scherzando Luciano Spalletti, che ai microfoni di Dazn prova a inquadrare il periodo bianconero, tra rinnovato entusiasmo e limiti ancora evidenti. I bianconeri infatti soffrono contro il Pisa: tra la fine del primo tempo e l’avvio di ripresa gli avversari colpiscono un palo e una traversa. Poi riescono a risolverla nel finale grazie a un gol di Kalulu o autogol di Calabresi (le interpretazioni divergono) al 73esimo e alla rete di Yildiz al 92esimo. “Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio con gli innesti, il Pisa è stato sfortunato con i due pali però si sapeva che la partita sarebbe stata difficile”, ha ammesso anche Spalletti. In classifica la Juventus sale a quota 32 punti, nel gruppo di cui fanno parte le contendenti allo scudetto. “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare, queste sono partite che dobbiamo tentare di portare a casa – ha spiegato però Spalletti – Noi dobbiamo sapere che abbiamo quell’ambizione lì, non di fare ciò che abbiamo fatto ma ciò che dobbiamo aspirare a fare. Si riparte dall’aver portato a casa un buon risultato, con la consapevolezza che dobbiamo fare meglio”. LA NUOVA CLASSIFICA DI SERIE A OGGI 1. Inter 33 2. Milan 32 3. Juventus 32 4. Napoli 31 5. Roma 30 6. Como 27 7. Bologna 25 8. Lazio 22 9. Atalanta 22 10. Udinese 22 11. Sassuolo 21 12. Cremonese 21 13. Torino 20 14. Cagliari 18 15. Parma 17 16. Lecce 16 17. Genoa 14 18. Verona 12 19. Pisa 11 20. Fiorentina 9 L'articolo La Juventus rivede la vetta, Spalletti frena: “Se gli altri non giocano si può anche andar primi” | La nuova classifica di Serie A proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il caso David e il “parmigiano sulla pasta con le vongole”: Spalletti e Gatti negano divisioni nello spogliatoio della Juventus
La bella vittoria di Bologna, adesso la notizia del rientro di Milik: in casa Juve è stata una settimana ricca di notizie e di temi. Ma ce n’è uno che sta tenendo banco negli ultimi giorni: il caso David. O meglio, lato bianconero si parla di “non caso” David. Ma partiamo dalle origini. La notizia che si è diffusa nei giorni scorsi è quella di un Jonathan David escluso dal gruppo, talmente ai margini al punto da non essere nemmeno invitato alle cene tra calciatori. Insomma, problemi d’ambientamento per l’attaccante canadese. Indiscrezioni smentite dagli stessi calciatori della Juventus. Prima Manuel Locatelli ha condiviso una storia Instagram che lo ritrae con David accompagnata da tre cuori, quasi a voler sottolineare l’affetto nei confronti del compagno. Poi anche Mattia Perin – in una storia Instagram con Khephren Thuram e lo stesso David – ha scritto: “My bros”. Miei fratelli. A prendere posizione sul tema è stato Federico Gatti, che in una Instagram story di solo testo ha scritto: “Voglio spendere due minuti per chiarire una situazione. Trovo inconcepibile che possano circolare notizie totalmente prive di fondamento, costruite dal nulla, per di più alla vigilia di una partita così importante come quella di sabato”, ha esordito il difensore bianconero. Che ha proseguito: “Ancora più sorprendente è vedere quanta gente creda a notizie che non hanno il minimo di verità. L’unica cosa che conta ora è la partita. Il resto è solo rumore”. ‹ › 1 / 3 ‹ › 2 / 3 ‹ › 3 / 3 Meno serio invece Luciano Spalletti, che alla domanda sul tema nella classica conferenza stampa pre partita contro la Roma, ha parlato così del caso David: “Hanno fatto bene a non portarlo a cena: la prima volta che l’hanno invitato ha grattato il parmigiano sulla pasta alle vongole e loro non l’hanno più portato”, ha scherzato il tecnico bianconero, chiudendo così cpn una battuta ogni tipo di polemica. La strategia migliore per compattare i bianconeri alla vigilia di una sfida che vale tantissimo per la classifica e per il futuro della stagione. L'articolo Il caso David e il “parmigiano sulla pasta con le vongole”: Spalletti e Gatti negano divisioni nello spogliatoio della Juventus proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Finalmente Milik: torna tra i convocati della Juventus dopo 574 giorni di mistero. Spalletti: “È felice come un bambino”
Arkadiusz Milik torna tra i convocati di Luciano Spalletti per la sfida della Juventus contro la Roma a 574 giorni dall’ultima presenza con la maglia bianconera. Era il 25 maggio 2024, la Juve batteva 2-0 il Monza all’ultima giornata e Milik era rimasto in campo per 73 minuti. Da lì, non ha mai più messo piede in campo per una partita ufficiale. A giugno 2024 – prima degli europei – la rottura dei legamenti del ginocchio. A gennaio 2025 sembrava pronto per tornare, ma non è mai rientrato. Se si controlla la sua tabella infortuni su Transfermarkt, dopo l’infortunio al ginocchio ci sono altri due generici “problema muscolare” (90 giorni fuori) e “problema fisico” (147 giorni). Perché effettivamente dopo il ginocchio non si è mai capito bene quale fosse realmente la natura dello stop di Milik. Le sue condizioni sono rimaste avvolte nel mistero per diversi mesi fino a qualche giorno fa, quando si è sparsa la notizia del suo rientro in gruppo con i compagni. Adesso Milik tornerà tra i convocati di Luciano Spalletti, che in conferenza stampa ha annunciato così il ritorno per il match di sabato alle 20:45: “Sabato Milik sarà convocato, è come un bambino felice. Ha la possibilità di rifare il gioco che gli è sempre piaciuto – ha dichiarato l’allenatore sull’attaccante classe 1994 – e ha caratteristiche importanti, sa fare molto bene il suo ruolo”. La forma fisica non sarà sicuramente delle migliori, visto che adesso dovrà pian piano ritrovare il ritmo gara, ma per Spalletti potrebbe diventare una buona alternativa a livello tecnico. Prima dei tanti lunghissimi stop, Milik in Serie A era stato capace di segnare 17 gol in un campionato con il Napoli, 9 l’anno successivo. E in bianconero – nel primo anno, arrivato nell’estate del 2022 – aveva segnato 7 gol in 27 presenze. IL RINNOVO DI CONTRATTO Ad aprile 2025 la Juventus annunciò anche il rinnovo di contratto fino al 2027: stranissimo se pensiamo che era già fuori da circa un anno. Ma la ragione era solo una: alla base di questo rinnovo a sorpresa c’era soltanto la sostenibilità del club. L’ex attaccante del Napoli aveva infatti allungato il suo accordo di un anno in modo da spalmare su due stagioni l’ingaggio che avrebbe dovuto percepire fino al 30 giugno 2026: la scelta della Juventus era quindi esclusivamente di natura economica. Lo stipendio di Milik da 3,5 milioni di euro netti all’anno fu dimezzato a circa 1,75 milioni di euro netti all’anno per due stagioni. L’INCONTRO CON ALCARAZ Da metà 2024 si erano letteralmente perse le sue tracce – calcisticamente parlando – fino all’incontro all’Inalpi Arena con Carlos Alcaraz durante le Atp Finals. In quella circostanza lo spagnolo aveva chiesto a Milik della partita della Juve del giorno prima e lui aveva risposto: “Non ho giocato, al momento sono infortunato“, scatenando le reazioni social di diversi appassionati di calcio. L'articolo Finalmente Milik: torna tra i convocati della Juventus dopo 574 giorni di mistero. Spalletti: “È felice come un bambino” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“È la vittoria più importante da quando sono qui”: perché Spalletti è così felice della sua Juventus (e cosa ancora non va)
“Sicuramente è la vittoria più bella e importante da quando alleno la Juventus, perché affrontavamo una squadra con un valore e una forza definiti, che ha entusiasmo, costruita bene”. A parlare è Luciano Spalletti dopo il successo della sua Juve per 0-1 sul campo del Bologna grazie al gol di Juan Cabal. Una vittoria fondamentale per più motivi: per la classifica in primis, per il morale, per dare continuità in trasferta, per ritrovare serenità dopo le questioni extra campo degli ultimi giorni, con l’offerta di Tether Investments per rilevare il club e il “no” secco di Exor. Perché con questi tre punti la Juventus rivede il quarto posto (-1 dalla Roma, che però giocherà questa sera, 15 dicembre, contro il Como) e ottiene la quinta vittoria in sei partite tra tutte le competizioni. Unica sconfitta: quella per 2-1 sul campo del Napoli. “Questa sera ai ragazzi ho detto ‘bravi veramente’. Avevo visto delle cose fatte bene durante gli allenamenti, soprattutto in questa settimana li avevo trovati energici e reattivi. C’era bisogno di una prestazione che desse tranquillità”, ha spiegato Spalletti. Una vittoria che ha senza dubbio un gusto diverso da quella ottenuta in Champions League contro il Pafos, in cui Spalletti era stato parecchio critico nei confronti della sua squadra: “In alcuni momenti abbiamo fatto proprio il minimo, ci sono state anche delle situazioni imbarazzanti nel primo tempo”, aveva dichiarato il tecnico. Adesso invece è felice della prova dei suoi, dell’approccio, della gestione e della solidità mostrata. LE NOTE LIETE Non ci sono soltanto vittoria e clean sheet tra le note liete dello 0-1 di Bologna per Luciano Spalletti. Ci sono anche le prestazioni di alcuni singoli: partendo dall’uomo partita Juan Cabal, che è entrato, ha fatto gol e poi galvanizzato dalla situazione ha tirato fuori una super prestazione. E ancora il ritorno di Gleison Bremer: il difensore non giocava dal 27 settembre per infortunio, è tornato in campo per circa 20 minuti ed è sicuramente il recupero più importante in casa Juve. Lo è per diversi motivi: per il valore del giocatore in primis, ovviamente. Ma anche perché Bremer è quel centrale che Spalletti aspettava per attuare una rivoluzione e passare alla difesa a quattro, nei suoi pensieri sin da quando è arrivato. E poi c’è Lois Openda, che da subentrato ha tirato fuori forse la sua miglior prestazione stagionale: “Openda l’ho visto molto bene e anche in questo caso bisogna sottolineare la prestazione. Lui è un calciatore differente da David, ha i 60 metri di strappo fatti di potenza pura”. LE NOTE NEGATIVE C’è però ancora qualcosa da aggiustare. Partendo da Jonathan David: l’attaccante canadese non riesce a trovare continuità e anche contro il Bologna è stato un corpo estraneo, con una prestazione decisamente insufficiente. “È uno che lega il gioco e a volte mi sembra più una seconda punta che una prima punta, proprio per questa sua capacità”, ha spiegato Spalletti. David, ma anche Andrea Cambiaso che è stato sostituito da Juan Cabal dopo un’altra prestazione negativa. Tassello dopo tassello però adesso Luciano Spalletti comincia a intravedere la “sua” Juve. L'articolo “È la vittoria più importante da quando sono qui”: perché Spalletti è così felice della sua Juventus (e cosa ancora non va) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scudetto lontano e zona Champions a -4: la Juve è al ridimensionamento anche con Spalletti?
Se non di confusione, quantomeno di ridimensionamento in casa Juventus si può parlare. Si deve, anzi. Al netto di tutte le difficoltà che anche uno come Luciano Spalletti sta trovando nel suo percorso: una squadra che fatica a trovare la via del gol, che fatica a trovare anche la via del gioco. E che sta perdendo pezzi importanti, come Vlahovic e Gatti, assenze pesantissime rese ancora più marcate dopo la sconfitta per 2-1 contro il Napoli di domenica, che ha messo in mostra tutte le lacune a cui lo stesso allenatore deve trovare rimedio. “Bisogna farlo velocemente, o diventa difficile”, Spalletti dixit. È GIÀ ADDIO ALLO SCUDETTO E A RISCHIO LA CHAMPIONS? In effetti, il ruolino di marcia non sembra di molto migliorato, anche se la flessione positiva c’è: rispetto alle 11 partite complessive stagionali con Tudor, in cui sono arrivate 3 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, nelle 8 gare con il nuovo allenatore si è vinto 4 volte, pareggiato tre e perso una, proprio contro il Napoli. Ma si tratta della terza sconfitta in campionato della stagione, che porta la Juventus a -8 dallo scudetto e soprattutto a -4 dalla zona Champions dopo 15 partite giocate. Cosa vuol dire? Che lo scudetto, individuato dallo stesso Spalletti nel giorno del suo insediamento come obiettivo, sembra davvero difficile da raggiungere. Ed è qui che il ‘ridimensionamento’ prende forma. Ma sarebbe esiziale non entrare in Champions. Per questione di prestigio, certo, ma anche di conti. CANTIERE APERTO Il problema è che questa Juventus continua a faticare a trovare la sua identità, sia dal mero punto di vista tattico, sia da quello più squisitamente mentale. La prova di maturità contro il Napoli è fallita non solo (o non tanto) per il risultato, ma da come questo sia maturato: per un’ora la Juventus ha fatto molto poco, si è risvegliata con Yildiz (unica nota “quasi” positiva) ed è poi tornata in balìa degli avversari. “Abbiamo fatto troppe cose scolastiche – ha confermato Spalletti – senza mai forzare la situazione”. Il riferimento va soprattutto alla fase offensiva che anche contro il Napoli è sembrata molto deficitaria. Perché Zhegrova, entrato nel secondo tempo, resta in ritardo di condizione (“Dovremo aspettarlo ancora”, ha detto l’allenatore) e i due attaccanti, David e Openda, continuano a non convincere. PAFOS E BOLOGNA: C’È L’ESAME DI MATURITÀ Per questo motivo è stato sperimentato un modulo con Yildiz falso nueve che non ha particolarmente brillato in quella posizione, al netto del gol. È sembrato l’ennesimo tentativo di trovare una quadratura del cerchio: un esperimento che, nel caso, è rimandato ad altra occasione. Forse non contro quel Pafos che, sulla carta, sembra un avversario abbordabile ma che in Grecia è al primo posto e viene da un 2-2 contro il Monaco in Champions. Sarà un altro esame di maturità per la Juventus, senza dubbio. “Questo lo abbiamo sbagliato”, ha detto Spalletti, che potrebbe proporre ancora delle novità in vista anche della partita delicatissima contro il Bologna di domenica prossima. Lì, forse, gli esperimenti saranno di meno. Anche se le certezze, per ora, non si trovano. Non del tutto. L'articolo Scudetto lontano e zona Champions a -4: la Juve è al ridimensionamento anche con Spalletti? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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