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Ceduti no ma esternalizzati: perché il piano B di Tim per Telecontact inguaia noi dipendenti più di prima
di Enzo Ravanelli Ebbene sì, nonostante giorni fa sia stata annunciata la rinuncia alla cessione di Telecontact a DNA ex art. 47, la TIM – grazie al rinnovo del CCNL di settore che era fermo da 35 mesi, e con la complicità dei Sindacati, i quali, prima hanno spinto colpevolmente affinché i lavoratori approvassero la bozza di accordo da loro siglata a novembre, poi hanno cercato di convincere noi di Telecontact che nell’accordo era prevista la non applicazione di condizioni contrattuali svantaggiose – ci ha comunicato che ci verrà applicata la disciplina del CRM/BPO (Customer Relationship Management/Business Process Outsourcing, cioè l’esternalizzazione della gestione delle relazioni con i clienti a fornitori specializzati, nda). Questo cosa vuol dire? In primis, prenderemo un aumento di stipendio di soli 50 euro lordi ad aprile 2026 (per il 5° livello) anziché di 100 euro lordi a gennaio 2026 (per il 5° livello) come il resto delle aziende facenti parte del Gruppo Tim. Saremo trattati da azienda in outsourcing, prima passo per una futura vendita (probabilmente ce ne sarà una nuova ex art. 47) e conseguente uscita dal Gruppo TIM. Tutto questo nel silenzio – assordante – dell’azionista di riferimento, cioè Poste Italiane. Nel frattempo è partita l’annunciata “ristrutturazione” con la sostituzione di alcuni dei vertici aziendali di Telecontact. Ovviamente noi dipendenti siamo intenzionati a continuare la nostra battaglia che, ovviamente, sarà rivolta non solo al mantenimento dei nostri posti di lavoro, ma anche a rimanere all’interno del Gruppo Tim, eliminando la disciplina del CRM/BPO ed applicando quella del CCNL delle Telecomunicazioni. IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA SOSTENITORE E DIVENTANDO COSÌ PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA COMMUNITY. TRA I POST INVIATI, PETER GOMEZ E LA REDAZIONE SELEZIONERANNO E PUBBLICHERANNO QUELLI PIÙ INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL VOSTRO SPAZIO. DIVENTARE SOSTENITORE SIGNIFICA ANCHE METTERCI LA FACCIA, LA FIRMA O L’IMPEGNO: ADERISCI ALLE NOSTRE CAMPAGNE, PENSATE PERCHÉ TU ABBIA UN RUOLO ATTIVO! SE VUOI PARTECIPARE, AL PREZZO DI “UN CAPPUCCINO ALLA SETTIMANA” POTRAI ANCHE SEGUIRE IN DIRETTA STREAMING LA RIUNIONE DI REDAZIONE DEL GIOVEDÌ – MANDANDOCI IN TEMPO REALE SUGGERIMENTI, NOTIZIE E IDEE – E ACCEDERE AL FORUM RISERVATO DOVE DISCUTERE E INTERAGIRE CON LA REDAZIONE. L'articolo Ceduti no ma esternalizzati: perché il piano B di Tim per Telecontact inguaia noi dipendenti più di prima proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Contenzioso sul canone, Ansa: “La Cassazione a favore di Tim sul ricorso per la restituzione di oltre 1 miliardo”
Potrebbe essere stata scritta la parola fine a un contenzioso che dura due decenni. La Cassazione, secondo l’Ansa, ha sciolto i suoi dubbi e, secondo indiscrezioni, si sarebbe espressa a favore di Tim sul ricorso per la restituzione di un canone da oltre 1 miliardo di euro, versato nel 1998 allo Stato. Una sentenza che confermerebbe quanto già deciso dalla Corte d’Appello di Roma che aveva stabilito lo scorso gennaio che lo Stato dovrà restituire al gruppo i soldi. Questo perché era stato stato rigettato il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio in cui si chiedeva la sospensiva della restituzione già disposta in appello. Si tratta del canone concessorio preteso per il 1998, l’anno successivo alla liberalizzazione del settore. La somma dovuta è pari al canone originario, di poco superiore a 500 milioni di euro, più la rivalutazione e gli interessi maturati, per un totale pari appunto a circa 1 miliardo. I giudici della Corte d’appello di Roma avevano valutato che lo Stato ha la liquidità necessaria per pagare. Il ricorso si fondava, appunto, sul presupposto del “grave e irreparabile danno” per la concessione della sospensiva e sull’assunto che “la dimensione della somma portata dalla sentenza rende evidente l’impossibilità per il bilancio dello Stato di reperire la liquidità necessaria ad un ipotetico pagamento integrale ed immediato, rendendosi necessario, a questo fine, inevitabilmente apportare modifiche alle previsioni di cassa stabilite dalla vigente legge di bilancio attraverso uno specifico intervento legislativo”. Sulla vicenda era intervenuta in più occasioni la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, segnalando il contrasto tra la direttiva sulla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni e le norme nazionali che avevano prorogato per il 1998 l’obbligo di pagamento del canone a carico dei concessionari di settore. In particolare, nel 2020 la magistratura europea aveva stabilito che il sistema normativo comunitario non consentiva a una normativa nazionale di prorogare per l’esercizio 1998 l’obbligo imposto a un’impresa di telecomunicazioni, precedentemente concessionaria (come TIM), di versare un canone calcolato in funzione del fatturato, ma permetteva soltanto la richiesta di pagamento dei costi amministrativi connessi al rilascio, alla gestione, al controllo e all’attuazione del regime di autorizzazioni generali e di licenze individuali. L'articolo Contenzioso sul canone, Ansa: “La Cassazione a favore di Tim sul ricorso per la restituzione di oltre 1 miliardo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Cessione Telecontact, una prima vittoria l’abbiamo ottenuta ma il problema più grande non è risolto
di Enzo Ravanelli Mi sto dirigendo a via Flavia a Roma, una delle sedi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dove, insieme ai miei colleghi, saremo di presidio, autorizzato dalle autorità competenti, durante la prosecuzione dell’incontro che si svolge in modalità ibrida tra i rappresentanti dei Ministeri competenti, Tim, Distribuzione Italia/DNA ed Organizzazioni Sindacali nel quale verrà discussa oltre alla cessione di ramo d’azienda a DNA S.r.l., la concessione degli incentivi statali previsti per questo tipo di operazione. Ciò che speriamo è che durante questo incontro le OO.SS. ribadiranno il loro no all’operazione non apponendo le loro firme sui documenti e così, come primo risultato, non verranno erogati i fondi, ottenendo come conseguenza l’annullamento della cessione di Telecontact a DNA. Sono le 12:45 e si è appena concluso l’incontro ed i rappresentanti sindacali presenti sono usciti dal Ministero e ci hanno comunicato che non c’è stato l’accordo per gli incentivi e che in ogni caso Tim è intenzionata a continuare con la procedura ex articolo 47 e, nel frattempo, ad effettuare una ristrutturazione di TCC in quanto, oltre alla perdita degli incentivi per la cessione di ramo d’azienda, termineranno anche quelli della Solidarietà, così come riportato nel Verbale di mancato accordo. Ciò che auspicavamo è effettivamente successo anche se il problema più grande non è stato risolto ma, ripensandoci meglio a mente fredda, si tratta di una vittoria questa (cioè il no della firma delle OO.SS. per gli incentivi statali sulle fusioni societarie) praticamente scontata in partenza in quanto, con una eventuale loro firma sull’accordo, tutti i loro iscritti, fra i dipendenti di Telecontact, avrebbero strappato la propria tessera. IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA SOSTENITORE E DIVENTANDO COSÌ PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA COMMUNITY. TRA I POST INVIATI, PETER GOMEZ E LA REDAZIONE SELEZIONERANNO E PUBBLICHERANNO QUELLI PIÙ INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL VOSTRO SPAZIO. DIVENTARE SOSTENITORE SIGNIFICA ANCHE METTERCI LA FACCIA, LA FIRMA O L’IMPEGNO: ADERISCI ALLE NOSTRE CAMPAGNE, PENSATE PERCHÉ TU ABBIA UN RUOLO ATTIVO! SE VUOI PARTECIPARE, AL PREZZO DI “UN CAPPUCCINO ALLA SETTIMANA” POTRAI ANCHE SEGUIRE IN DIRETTA STREAMING LA RIUNIONE DI REDAZIONE DEL GIOVEDÌ – MANDANDOCI IN TEMPO REALE SUGGERIMENTI, NOTIZIE E IDEE – E ACCEDERE AL FORUM RISERVATO DOVE DISCUTERE E INTERAGIRE CON LA REDAZIONE. SCOPRI TUTTI I VANTAGGI! L'articolo Cessione Telecontact, una prima vittoria l’abbiamo ottenuta ma il problema più grande non è risolto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Noi dipendenti di Telecontact chiediamo che Tim annulli questa esternalizzazione
di Enzo Ravanelli È sempre più evidente il disegno dietro al quale si cela la cessione di Telecontact a DNA, ovvero il licenziamento dei dipendenti del contact center di Tim. A tale proposito, ciò che noi dipendenti chiediamo con forza anche attraverso le nostre azioni presenti e future alla Casa Madre, ai Sindacati e alle Istituzioni non è il mancato riconoscimento degli incentivi previsti in questi casi dalla legge, ma l’annullamento di tutta questa operazione messa in piedi mesi or sono. Non è difficile provare che non si tratta “solamente” di un’esternalizzazione, ma di un licenziamento mascherato. E, come si suol dire, tre indizi fanno una prova. Primo indizio: la “prospettata” possibilità di avere nuove committenze anche nell’ambito della digitalizzazione, facendo fare corsi appositi ai dipendenti della newco. Purtroppo, però, sfugge il piccolo particolare che in questi casi, come prevede la legge, vadano vinte delle gare d’appalto e che non c’è mai, a prescindere, la certezza di vincerle e di vincere tutte quelle a cui si partecipa. Secondo indizio: la recente creazione di DNA, creata appositamente a questo scopo e che si tratta di una Società a responsabilità limitata con capitale versato di soli 10.000 euro, nella quale confluiscono anche 1.591 lavoratori provenienti da una Società per Azioni. Terzo e ultimo indizio: le solite voci di esuberi che girano da anni nel gruppo Tim e che hanno portato, tra le altre, alla cessione della rete (con il benestare di un governo che si definisce sovranista) e dei dipendenti ad essa collegati al fondo americano Kkr. Pertanto, tutti noi 1.591 dipendenti di Telecontact ribadiamo ad alta voce il nostro no a questo matrimonio. IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA SOSTENITORE E DIVENTANDO COSÌ PARTE ATTIVA DELLA NOSTRA COMMUNITY. TRA I POST INVIATI, PETER GOMEZ E LA REDAZIONE SELEZIONERANNO E PUBBLICHERANNO QUELLI PIÙ INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL VOSTRO SPAZIO. DIVENTARE SOSTENITORE SIGNIFICA ANCHE METTERCI LA FACCIA, LA FIRMA O L’IMPEGNO: ADERISCI ALLE NOSTRE CAMPAGNE, PENSATE PERCHÉ TU ABBIA UN RUOLO ATTIVO! SE VUOI PARTECIPARE, AL PREZZO DI “UN CAPPUCCINO ALLA SETTIMANA” POTRAI ANCHE SEGUIRE IN DIRETTA STREAMING LA RIUNIONE DI REDAZIONE DEL GIOVEDÌ – MANDANDOCI IN TEMPO REALE SUGGERIMENTI, NOTIZIE E IDEE – E ACCEDERE AL FORUM RISERVATO DOVE DISCUTERE E INTERAGIRE CON LA REDAZIONE. SCOPRI TUTTI I VANTAGGI! L'articolo Noi dipendenti di Telecontact chiediamo che Tim annulli questa esternalizzazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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