Botta e risposta a distanza a mezzo stampa. Quando succede, il segnale non è mai
dei migliori. In questo momento, al netto della buona notizia legata allo
sblocco del mercato, in casa Lazio il clima è pesante. Influiscono i risultati
(e il 3-0 subìto contro il Como è lì a testimoniarlo), influiscono i mancati
acquisti che Maurizio Sarri avrebbe voluto, influiscono le cessioni di giocatori
importanti che il tecnico non avrebbe voluto. “Il mercato lo stabilisce la
società”, ha tuonato più volte Claudio Lotito. “Il presidente ha detto così, io
mi chiamo fuori”, ha risposto Sarri qualche giorno dopo. Anche se di dimissioni
non vuole nemmeno parlare. Non questa volta.
Era già successo che l’allenatore salutasse la Lazio, perché sentiva di non
avere più la squadra in pugno. Questa volta è diverso, solo che la squadra gli
sta sfuggendo dalle mani. Proprio numericamente. Castellanos è andato al West
Ham perché giocava poco; probabilmente saluteranno anche Nuno Tavares, per lo
stesso motivo; Mandas (in prestito con diritto di riscatto, perché magari l’anno
prossimo potrebbe anche tornare e fare pure il titolare, se dovesse salutare
Provedel). Ma la cessione di Guendouzi in Turchia è stata vista come un colpo
basso (è arrivato Taylor, che ha ottime prospettive ma va conosciuto), così come
sarebbe quasi esiziale quella di Romagnoli, che ha il contratto in scadenza tra
un anno ma che è tentatissimo dalla ricca offerta dell’Al-Sadd di Roberto
Mancini. Ricca per il giocatore ma anche per il club: 7 milioni di euro per il
trentunenne non sono soldi da lasciare così facilmente cadere nel vuoto.
Lotito e Fabiani valutano e ascoltano. Sarri, invece, preferisce non saperne.
“Tutte le volte è come se fosse un anno zero”, aveva detto prima della partita
contro il Verona. Quello stesso Verona da cui l’allenatore potrebbe ricevere il
brasiliano Giovane. Un altro, si scusi il gioco di parole, giovane di belle
speranze da sgrezzare. Ma non per forza adatto a puntare subito all’obiettivo
europeo che in qualche modo Sarri si è posto, pur avendo dichiarato che, dalla
società, non gli è arrivato nessun diktat particolare. È tutto parte di una
strategia comunicativa volta a sottolineare una fase di stallo a cui
l’allenatore fatica a volersi sottoporre davvero. Ma che in qualche modo gli è
imposta. Con tutte le tensioni del caso.
L'articolo Sarri vede la Lazio sfuggirgli dalle mani: le tensioni con Lotito e
il caso Romagnoli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ratkov? È un giocatore che non conosco, non so che dire“. È un Maurizio Sarri
polemico quello visto in conferenza stampa dopo la sfida tra Lazio e Fiorentina,
terminata 2-2 con il rigore al 95esimo segnato da Pedro. Il riferimento è al
mercato e agli ormai certi nuovi arrivi in casa Lazio. Tra questi c’è Petar
Ratkov, attaccante 22enne che arriva dal Salisburgo e che nel corso di questo
campionato austriaco ha già segnato 9 gol.
Non sarà tra i più noti in Europa, ma neanche uno sconosciuto. Motivo per cui la
Lazio ha deciso di fare un investimento importante di 13 milioni di euro
complessivi. “Imparerò a conoscerlo, vedremo le qualità, pregi e difetti e come
poterlo sfruttare. Non è una polemica, è solo una constatazione“, ha spiegato
Sarri. Le sue parole però sembrano proprio una polemica nei confronti della
società e dell’operato sul mercato.
E a proposito di ciò ha parlato anche Claudio Lotito in conferenza stampa nel
post gara. Sull’argomento il presidente biancoceleste ha risposto così: “Sarri
fa l’allenatore, mica conosce tutti i giocatori. I giocatori li sceglie la
società e lui li deve allenare. Io pure non conosco tutti, a differenza delle
altre società ho messo su una sala scouting di otto persone che lavora
continuamente e segue calciatori in tutto il mondo”, ha affermato con fierezza
il presidente biancoceleste, anche se lo scouting è una pratica diffusa da
diversi anni nel calcio.
Sarri non ha però preso benissimo anche la cessione di Mattéo Guendouzi,
centrocampista della Lazio che si trasferirà al Fenerbahce per una cifra vicina
ai 30 milioni di euro. È la seconda cessione pesante in questo inizio di
calciomercato invernale per la formazione biancoceleste dopo quella del Taty
Castellanos al West Ham, sempre per circa 30 milioni. “L’addio di Guendouzi? Io
pensavo che fosse uno dei 7-8 giocatori su cui porre le basi per il futuro, poi
noi siamo una realtà che quando arrivano offerte di queste dimensioni diventa
difficile rifiutare”.
Lotito ha però ribadito: “Castellanos e Guendouzi sono due ragazzi bravi. Sono
il presidente più longevo nella storia del calcio italiano. L’esperienza mi dice
che i calciatori che non vogliono restare non devono essere trattenuti.
Castellanos voleva andar via, così come Guendouzi per questo li abbiamo lasciati
andare e loro sono stati correttissimi nei loro comportamenti”. Insomma, lo
sblocco del calciomercato in casa biancoceleste poteva far pensare a un
ricongiungimento definitivo tra Sarri e Lotito dopo gli attriti per il mercato
estivo inesistente a causa di un blocco. Ma fin qui così non è stato, nonostante
gli ormai certi arrivi di Ratkov in attacco e Taylor dall’Ajax a centrocampo per
rimpiazzare numericamente Guendouzi.
L'articolo “Io Ratkov non lo conosco, non so che dirvi”. Sarri fa scena muta,
poi in conferenza stampa arriva Lotito: è scontro sul mercato proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Maurizio Sarri è stato operato al cuore oggi al Policlinico Tor Vergata di Roma.
L’intervento si è reso necessario per risolvere una fibrillazione atriale. Per
Sarri – che già in estate era andato in ospedale dopo un presunto malore – si è
trattato di un intervento di routine, già programmato da tempo e per il quale
non c’era alcuna urgenza. L’allenatore della Lazio sarà dimesso entro 24 ore e
già nei prossimi giorni tornerà a dirigere gli allenamenti a Formello.
“La S.S. Lazio comunica che il mister Maurizio Sarri, a seguito di un riscontro
di fibrillazione atriale, è stato sottoposto presso il Policlinico Tor Vergata a
un intervento di ablazione transcatetere con tecnologia Pfa”. Così la Lazio in
una nota sul proprio sito ufficiale dopo l’operazione del tecnico toscano svolta
in mattinata.
“L’intervento, eseguito dal professor Andrea Natale, pioniere a livello
internazionale e con oltre trent’anni di esperienza nel trattamento di tale
patologia, si è svolto con esito positivo. All’intervento era presente il medico
sociale della S.S. Lazio, Italo Leo. Il mister riprenderà regolarmente nei
prossimi giorni la guida della squadra. La S.S. Lazio e il mister ringraziano il
Policlinico Tor Vergata e l’équipe del professor Natale per l’elevata
professionalità e per la qualità delle cure garantite quotidianamente a tutti i
pazienti”.
Sarri dovrebbe saltare le sedute di oggi (lunedì), martedì e mercoledì. In ogni
caso non è al momento in dubbio la sua presenza a Formello per gli ultimi
allenamenti della settimana e soprattutto per il big match che domenica la Lazio
giocherà contro il Napoli all’Olimpico. L’Intervento era stato programmato da
tempo dopo che all’allenatore della Lazio erano state riscontrate delle anomalie
di vario genere. Anomalie che però non compromettevano il lavoro quotidiano,
tanto che l’intervento è stato programmato senza alcuna urgenza.
L'articolo Maurizio Sarri operato al cuore: il comunicato della Lazio. Come sta
l’allenatore proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Lazio batte il Milan agli ottavi di Coppa Italia per 1-0 grazie al gol di
Mattia Zaccagni, lo elimina dalla Coppa Italia e riscatta la sconfitta di
domenica scorsa proprio contro i rossoneri. Una partita che i biancocelesti
hanno vinto sotto gli occhi di Sergej Milinkovic-Savic, calciatore che ha
giocato con la Lazio tra il 2015 e il 2023, lasciando un gran ricordo tra i
tifosi.
Motivo per cui la curva della Lazio lo ha accolto con uno striscione
emblematico: “In mezzo a noi perché uno di noi. Bentornato Sergej!”.
Milinkovic-Savic – oggi in forza all’Al Hilal di Simone Inzaghi – è stato
accolto dai tifosi tra cori e striscioni, ma soprattutto ha seguito la partita
proprio insieme a loro come testimoniano i tantissimi video apparsi sui social.
Tra questi anche un video negli attimi immediatamente dopo il gol di Zaccagni,
con l’Olimpico che è esploso di gioia e Milinkovic-Savic si è lasciato andare a
un’esultanza sfrenata per la sua ex squadra. Una serata magica per la Lazio e
per il centrocampista, che è rimasto nel cuore dei tifosi biancocelesti.
Sabato a San Siro c’era Luis Alberto, dopo qualche giorno è arrivato anche
Sergej Milinkovic-Savic. E Sarri ha commentato così in conferenza stampa:
“Milinkovic e Luis Alberto? Penso si stiano abituando a stipendi che qui non
prendono, felice che sono rimasti legati a questi colori. Ho visto l’esultanza
di Sergio al gol, sembra che faccia ancora parte del gruppo. Hanno situazioni
economiche difficilmente proponibili”.
Ma se dovesse fare un pensierino a riprenderli, Sarri non saprebbe chi
scegliere: “Uno ha qualità tecnica e numero di assist, l’altro negli ultimi anni
ha sempre fatto doppia cifra. Ci farebbero comodo entrambi”, ha dichiarato il
tecnico biancoceleste.
L'articolo Lazio-Milan, Milinkovic-Savic esulta tra i tifosi e Sarri ammette:
“Lui e Luis Alberto ci farebbero comodo, ma ormai sono abituati ad altre cifre”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Mi viene in mente un suggerimento: mettiamo le postazioni Var dalla parte
opposta delle panchine. L’arbitro deve prendere delle decisioni in una
tranquillità diversa da quella che ho visto”. La proposta arriva da Maurizio
Sarri – allenatore della Lazio – a Sport Mediaset. Il riferimento è ovviamente
al rigore richiesto dalla squadra biancoceleste nel finale della gara di
campionato con il Milan. L’allenatore della Lazio però non vuole sentire parlare
di vendette. “Rivalsa? Noi dobbiamo giocare per i nostri obiettivi, di tutto
abbiamo bisogno meno che di una partita nervosa”.
In una delle ultime azioni della sfida tra Milan e Lazio – con i rossoneri in
vantaggio per 1-0 per il gol di Rafael Leao – su un cross in area, infatti, il
difensore della Lazio Alessio Romagnoli calcia al volo con il piattone di
sinistro, ma Pavlovic – di spalle – devia con il gomito. L’arbitro Collu assegna
un calcio d’angolo, ma viene richiamato dal var Di Bello (che adesso sarà
fermato per un turno prima di ripartire dalla Serie B) dopo un check da Lissone.
Una situazione che – tra on field review e dialogo tra var e arbitro – dura
tantissimo, oltre sei minuti (con anche pressioni dietro da parte dei membri
delle due panchine), e che poi porta Collu all’annuncio a centrocampo: Pavlovic
commette fallo di mano, ma prima subisce fallo da Marusic. Quindi si riparte con
un calcio di punizione in favore del club rossonero. Decisione non condivisa dal
designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che ha sentenziato: la decisione corretta
sarebbe stata ripartire con un calcio d’angolo.
Adesso la Lazio riaffronterà il Milan in Coppa Italia giovedì, ma Maurizio Sarri
non ha dubbi. “Se facciamo per 90 minuti quello che abbiamo fatto nel primo
tempo va benissimo, non possiamo pensare di azzerare la pericolosità del Milan,
un avversario che può farti gol in tanti modi. La Coppa Italia? Come sapete è
una formula che non mi piace, giocheremo turno per turno senza fare progetti a
lungo periodo”, ha proseguito Sarri che ha poi parlato del mercato.
“Bisognerà vedere se a gennaio sarà a zero, se sarà libero, se proprio ci sarà
un mercato. Per noi sarà decisivo quello di giugno. Ho detto quello che secondo
me può mancare a livello di ruoli e di qualità, poi individuare i nomi è compito
della società”, ha concluso Sarri.
L'articolo “Spostiamo le postazioni var lontane dalle panchine, così l’arbitro
decide in tranquillità”: la proposta di Maurizio Sarri proviene da Il Fatto
Quotidiano.
A San Siro è il minuto 95′ di un combattuto Milan-Lazio. Il biancoceleste
Alessio Romagnoli sfrutta, al volo, l’utile pallone messo in mezzo da Nuno
Tavares e colpisce il gomito del difensore di casa Strahinja Pavlovic. Rigore?
L’arbitro Collu concede calcio d’angolo prima di essere sommerso dalla
rivendicazioni laziali e di venir richiamato all’on-field review dal Var Di
Paolo.
Il direttore di gara a rivedere l’azione ci arriverà diversi minuti dopo.
Intanto sul campo inizia la tipica sceneggiata passionale delle panchine,
guidata dai più disparati collaboratori e assistenti e, ovviamente, da
Massimiliano Allegri. Il livornese inizia a sentir stretta la giacca, improvvisa
l’ormai iconico gesto e si rivolge prima al quarto uomo e poi allo stesso Collu.
All’arbitro dice così: “ogni volta che ci sei te è un casino”. Parole che
probabilmente gli costano l’espulsione. A fare il giro di internet sarà
l’espressione del tecnico colta dalla body-cam.
Prima di abbandonare il terreno di gioco l’allenatore, figura oltre il
carismatico del nostro calcio, ha il tempo per un’altra uscita ad effetto.
Litiga con Marco Ianni, il secondo di Sarri, che lo prende per un braccio. In
quei sette minuti e mezzo che passano tra il contatto fisico palla-gomito e la
ripresa del gioco, Milan-Lazio è una nave ingovernabile.
Il direttore fa letteralmente fatica a raggiungere il monitor e una volta
raggiunto fa fatica a utilizzarlo. Alla fine, dopo aver rivisto l’azione, Collu
riconosce il braccio largo del serbo ma punisce una trattenuta del terzino
Marusic ai suoi danni, prima dell’infrazione. Punizione per il Milan battuta nel
boato di San Siro.
In casa Lazio, ovviamente, c’è incredulità per la decisione durante e dopo la
gara. I più accesi negli ultimi minuti sono Guendouzi e Zaccagni, la partita si
conclude al minuto 103 con un pratico 1 a 0 per il diavolo, il terzo nelle
ultime quattro gare che porta Allegri primo in attesa della Roma. E se nel post
partita il tecnico rossonero conferma la sua frase rivolta verso il direttore di
gara a farsi sentire è il silenzio della Lazio.
La squadra capitolina chiama il silenzio stampa e pubblica su Instagram il video
del galeotto fallo di mano. Accompagnato dalla descrizione: “Ci dispiace non
andare in sala stampa, questa sera le immagini parlano per noi”. Ciò che si
lamenta sempre più spesso nel nostro calcio non è però tanto la chiarezza degli
avvenimenti, quanto l’interpretazione che le immagini possono avere. Fotogrammi
che sembrano poter dire tutto e il contrario di tutto, guardate a fondo e a
ritroso come accade, possono sempre riscontrare irregolarità pregresse.
Ad ogni modo, già ad inizio mese il tecnico Maurizio Sarri aveva lamentato un
certo disagio verso la classe arbitrale, chiedendo che venissero noleggiati
arbitri dall’estero per sopperire al basso livello dei direttori italiani. In
quel contesto la società di Lotito si dissociò immediatamente, ma le polemiche
arbitrali (sebbene rimangano ataviche nel nostro calcio) da un paio d’anni non
accennano a fermarsi. L’ospite inquietante nei soliti discorsi non è più però
tanto il potere o lo strapotere “politico” dei grandi club, quanto una presa
d’atto di un basso livello qualitativo all’interno della scuderia dei dirigenti
di gara.
L'articolo Milan-Lazio: il (forse) rigore, la giacca di Allegri e le polemiche.
E la squadra di Sarri va in silenzio stampa proviene da Il Fatto Quotidiano.