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Borja Iglesias vittima di insulti omofobi: tifosi e giocatori del Celta Vigo si dipingono le unghie di celeste in segno di solidarietà
Ancora una volta l’impegno politico e sociale di Borja Iglesias non è stato compreso. “Spero tu muoia, fr*cio di m*rda”. E ancora: “Svergognato, vai a casa”. Il costante supporto dell’attaccante del Celta Vigo alla comunità LGBTQ+ ha un caro prezzo da pagare se sei un calciatore. Soprattutto se giochi in Spagna. Da anni vittima di insulti omofobi negli stadi (e sui social), contro il Siviglia è arrivato l’ennesimo attacco gratuito nei suoi confronti. Disponibile e sorridente all’esterno dello stadio – dopo la partita – per firmare maglie e autografi, alcuni notano le sue unghie colorate. “Continua a dipingerti le unghie, fr*cio”. La risposta sui social del classe ’93 è stata immediata. E ironica. “Strano, nel calcio non succede mai”. In sua difesa e appoggio, il Celta Vigo ha usato prima le parole. “Il rispetto non è negoziabile. L’odio non ha posto nel calcio. Orgogliosi di Borja, dentro e fuori dal campo”. Poi, i fatti. Contro il Rayo Vallecano, i “Carcamans Celestes”, gruppo di tifosi del Celta Vigo, hanno organizzato un’iniziativa che ha fatto il giro del web: “Questa domenica noi andremo allo stadio con le unghie curate e con lo smalto, chi si unisce?”. I presenti all’Estadio Balaídos hanno risposto alla grande. Compresi i compagni di squadra e la presidente Marián Mouriño Terrazo (che sulle proprie unghie ha anche fatto disegnare un panda, ovvero il soprannome di Iglesias sin dalle giovanili). La notizia più bella? Ovviamente non la vittoria per 3-0, ma il messaggio veicolato. Lo striscione “Un calcio all’omofobia” ne è la conferma. IGLESIAS VITTIMA DI INSULTI OMOFOBI: NON È LA PRIMA VOLTA Eterosessuale, fidanzato da tempo con una influencer ma comunque bersagliato da numerose offese. Un altro spiacevole episodio risale allo scorso aprile. Iglesias segna una tripletta contro il Barcellona, ma l’attenzione si sposta su quello che fa fuori dal campo. “Continuiamo a vivere in una società in cui il rispetto per gli altri è ancora un concetto lontano. Non sorprende che ci siano insulti razzisti e omofobi sui campi da calcio”. Esposto pubblicamente sul tema dell’omofobia, i primi insulti arrivano quando l’attaccante decise di dipingersi le proprie unghie con i colori della bandiera LGBT+. “È questione di tempo. Man mano che la situazione si normalizzerà, la gente capirà che non succede nulla. Indipendentemente dal fatto che ti piaccia un uomo o una donna, il tuo lavoro puoi farlo ugualmente bene. È importante che a poco a poco creiamo quello spazio più sicuro affinché le persone possano essere ciò che vogliono essere”. Iglesias, però, non si è mai preoccupato dell’odio nei suoi confronti: “A me non interessa, ma se qualcuno soffre perché non ha uno spazio, perché si sente giudicato o trattato male… Cavolo, allora abbiamo un problema serio. La cosa normale sarebbe che, qualunque sia il tuo modo di essere, tutti ti rispettino, ma a volte non è così”, aveva dichiarato a El Pais. DAL SOSTEGNO DEL MOVIMENTO BLM ALLE PROTESTE PRO-PAL DURANTE LA VUELTA Dichiaratamente di sinistra, nel 2020 si era messo lo smalto nero in sostegno al movimento Black Lives Matter. “È un modo per sensibilizzare e combattere il razzismo dalla mia posizione, ma credo che sia utile anche contro l’omofobia. Inoltre, devo ammettere che mi piacciono”. Sostegno sociale e politico. Contro il razzismo, l’omofobia e la questione palestinese. Le proteste pro-pal che hanno bloccato la Vuelta sono state il pretesto per condividere il suo pensiero: “Mi sorprende che diamo più importanza alla sospensione di un evento sportivo che a un genocidio. È un qualcosa che non riesco a capire bene. Dobbiamo essere consapevoli della situazione che stiamo vivendo e, a volte, alzarci in piedi per rivendicare i diritti umani e il rispetto. Ogni occasione è buona per farlo e prendere coscienza delle ingiustizie che esistono nel mondo”. Insomma, sarà anche un calciatore. Ma Iglesias non è mai banale. Soprattutto contro chi “vive ancora nella preistoria: mando un grande incoraggiamento. Deve essere molto difficile non evolversi e continuare a condizionarsi invece di godersi quanto sia preziosa la vita”. L'articolo Borja Iglesias vittima di insulti omofobi: tifosi e giocatori del Celta Vigo si dipingono le unghie di celeste in segno di solidarietà proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ti taglio la gola, fr***o, ti spezzo le ginocchia”: Artem di Mare “Fuori” choc, minacce di morte e insulti omofobi ad un follower
Il 2026 di Artem Tkachuk inizia a suon di minacce di morte e insulti omofobi rivolti a un follower che sui social gli ha commentato una storia dicendo: “Ma è perz a cap” (“Hai perso la testa”, ndr). Tanto è bastato per far esplodere l’attore di “Mare fuori” che ha verbalmente aggredito il proprio interlocutore. “Figlio del maccarone, ti taglio la gola come un maialino” gli ha scritto taggandolo. “Figlio di buona donna, tuo padre è un cocainomane, è pure ludopatico. Quel figlio di buona donna” – ha proseguito Artem, come riporta il sito Biccy.it pubblicando gli screen della chat tra i due. Vedendo che il follower in questione aveva come foto profilo l’immagine di un ragazzo che gioca a calcio, l’attore ha poi continuato a insultarlo tirando fuori dal cilindro epiteti omofobi: “La maggior parte dei calciatori, tutti ricc****i e f***i, figli di pu****a, dovete solo correre dietro alle palle che non avete, gay”. E ancora: “Figlio dei grandi drogati, calciatore con le ginocchia spezzate sei, figlio di pu****a”. Come se non bastasse, Artem ha rincarato la dose incitato da un altro utente che lo esortava a passare dalle parole ai fatti (“Rompilo a sto cogl***e”) rivolgendo al follower calciatore nuove minacce di natura fisica: “Appena lo becco, e sono sicuro che lo becco per strada, avrà quattro ginocchiate in petto e un’anaconda nelle gambe, il ginocchio fa crack. Giocatore finito, figlio della mig****a”. E dire che solo poche settimane fa, Tkachuk aveva annunciato ai fan che avrebbe abbandonato i social per dedicarsi “al mio lavoro spirituale e mentale”. In quell’occasione aveva anche dato la propria versione su quel che sarebbe accaduto all’Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli dove, presentatosi in “codice rosso e in forte stato agitazione, avrebbe dato in escandescenza rendendo necessario l’intervento della sicurezza”, prendendosi una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio. “Nell’ambulatorio avevo solo stracciato la flebo dalle vene per uscire a fumare una sigaretta per calmarmi” aveva spiegato il mese scorso, “e quando sono rientrato con calma mi hanno abbattuto come un elefante e mi sono svegliato per 13 giorni nel TSO in mezzo ai veri pazzi. Non è stata esposta nessuna denuncia perché non avevo rotto niente”. Le sue parole avevano allarmato i fan, specialmente quando sfogandosi aveva rivelato: “Non provo più niente in questa vita, né dolore né niente”. L'articolo “Ti taglio la gola, fr***o, ti spezzo le ginocchia”: Artem di Mare “Fuori” choc, minacce di morte e insulti omofobi ad un follower proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Aggressione omofoba a Roma, denunciati tre ragazzi di 17 anni per lesioni personali
Nonostante il volto tumefatto e le costole rotte, Alessandro Ansaldo non si era tirato indietro e ha cercato i testimoni dell’aggressione omofoba di cui è stato vittima nella notte tra il 13 il 14 settembre in corso Vittorio Emanuele II, a Roma. E adesso, la svolta nelle indagini: i carabinieri della stazione di piazza Farnese hanno identificato e denunciato tre ragazzi romani di 17 anni, ritenuti i responsabili. I tre minori sono stati denunciati per lesioni personali aggravate dalla finalità della discriminazione omofoba. “Due mi picchiavano, gli altri ridevano. Mi gridavano: ‘F***** di m****” ha raccontato la vittima che ha riportato un trauma cranio-facciale, la frattura del naso e contusioni costali, con 20 giorni di prognosi. L’uomo stava tornando a casa da una festa nella zona di Piazza Venezia. Su corso Vittorio Emanuele II, all’altezza di Largo Argentina, è sbucato n gruppetto di ragazzi da via del Paradiso. Uno di loro si è avvicinato e gli ha strappato il ventaglio dalle mani, dopodiché ha cominciato a provocarlo cercando una reazione. Gli spintoni sono diventati pugni e il resto del branco si è unito al pestaggio del ragazzo. Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata dalla vittima, la mattina successiva all’aggressione. Oltre all’analisi delle testimonianze raccolte, i carabinieri hanno seguito le tracce digitali lasciate dai membri del gruppo, tra cui i pagamenti POS e l’attività sui social. L'articolo Aggressione omofoba a Roma, denunciati tre ragazzi di 17 anni per lesioni personali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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