Lo scenario culturale e mediale italiano sta vivendo una fase che si potrebbe
anche definire effervescente, se non fosse che ancora una volta permane un
grande deficit di trasparenza e quindi prevale inquietante confusione, che rende
ulteriormente debole l’azione di controllo e regolazione della mano pubblica:
basti pensare alla modestia dell’intervento del Sottosegretario all’Informazione
e Editoria Alberto Barachini (Forza Italia) in relazione alla imminente vendita
del Gruppo Gedi, ovvero La Repubblica, La Stampa e HuffPost Italia e altro
ancora…
E che dire delle impetuose dinamiche erratiche di un imprenditore corsaro come
il giovane (39 anni) imprenditore italo-canadese Andrea Iervolino?! Anche nel
caso di Iervolino, la trasparenza non è certo la caratteristica dominante dei
suoi business: per esempio, in questi ultimi tempi si muove con un ulteriore
veicolo societario, la Taic Funding, di cui però non si riesce a sapere molto,
se non che “Taic” è l’acronimo di The Andrea Iervolino Company…
Non brilla per trasparenza, però, nemmeno il Ministero della Cultura ovvero la
Direzione Cinema e Audiovisivo, che gli ha congelato 66 milioni di euro di “tax
credit” sulla base di procedure piuttosto opache: su Iervolino stanno indagando
la Guardia di Finanza e la Procura di Roma, ma – per quanto è dato sapere – non
è ancora nemmeno stato rinviato a giudizio, e forse dovrebbe prevalere la
presunzione di innocenza… Stranamente nessun commento dal ministro Alessandro
Giuli o dalla Sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni.
Andrea Iervolino sembra essere in grado di muovere capitali significativi nel
sistema mediale italiano, avendo sottoposto a Gedi un’offerta di ben 240 milioni
di euro, 10 milioni superiore a quella del gruppo ellenico Antenna, ma parrebbe
che la sua iniziativa non sia stata granché apprezzata… Anche l’offerta di 22,5
milioni per l’acquisto de La Stampa non è andata in porto, perché evidentemente
un outsider così eccentrico non viene accolto nei “salotti buoni” dell’editoria
e della finanza italiana.
Salotti che pure non brillano per correttezza procedurale, come viene confermato
dai comunicati del Comitato di Redazione de la Repubblica, costretto a
sguinzagliare alcuni colleghi per capire “chi” è realmente il potenziale
acquirente ovvero il Gruppo Antenna, la holding della famiglia Kyriakou…
Lunedì 26 gennaio, Andrea Iervolino ha annunciato che sarà Bobby Moresco, premio
Oscar per la sceneggiatura (con Paul Haggis) per l’eccellente Crash, a dirigere
il biopic su Giorgio Armani, che verrà prodotto dalla sua Taic Funding.
L’annuncio del nome del regista, già dietro la macchina da presa per altri
lungometraggi realizzati da Iervolino come Lamborghini (2022) e Maserati (in
uscita nel 2026), è stato dato a seguito di una riunione del cda di Taic il 23
gennaio, che ha deliberato che il film non sarà girato in Italia e verrà invece
interamente prodotto in Ungheria.
Il biopic su Armani prevede un investimento di 135 milioni di dollari. La
decisione relativa al luogo delle riprese – ha spiegato Iervolino – è maturata
alla luce di un’analisi critica “dell’attuale contesto produttivo e
amministrativo italiano”. La scelta arriva a pochi giorni dalla decisione di
Taic di trasferire all’estero anche la produzione di Bugatti – The Genius, un
progetto da oltre 200 milioni di dollari…
In sostanza, nell’arco di pochi giorni sarebbero sfuggiti 335 milioni di dollari
dal territorio nazionale… Perché? “Sono profondamente legato all’Italia e
all’identità italiana – ha spiegato il produttore – pur essendo italo-canadese,
resto un italiano orgoglioso. Continuerò a sviluppare progetti dedicati alle
grandi icone del nostro Paese… Il paradosso che emerge da questa situazione è
evidente: film che celebrano l’eccellenza, la cultura e l’identità italiana
vengono realizzati fuori dall’Italia, non per mancanza di visione o di spirito
italiano, ma a causa di una crescente perdita di fiducia nel quadro
istituzionale e amministrativo”.
In altre parole, questa sarebbe anche una reazione al blocco dei crediti messo
in atto dal Ministero della Cultura verso le sue società.
Intanto continua la fase delle audizioni in Commissione Cultura della Camera,
sulla possibile riforma dell’intervento pubblico nel settore cinematografico e
audiovisivo, settore che registra un rallentamento produttivo anche a causa
delle nuove controverse regole sul credito d’imposta. La notizia non è stata
rilanciata – incredibilmente – da nessuna testata giornalistica, ma martedì 27
si è saputo che potrebbe slittare al 1° gennaio 2027 l’entrata in vigore delle
disposizioni previste dall’ultima Legge di Bilancio in materia di “tax credit”
cine-audiovisivo.
È stato il Presidente della Commissione Federico Mollicone ad annunciarlo in
anteprima: lo slittamento di un anno è previsto da una serie di emendamenti
identici al “Milleproroghe” presentati dallo stesso Mollicone (Fdi), da Matteo
Orfini (Pd), Valentina Grippo (Azione), Giorgia Latini (Lega), Maria Elena
Boschi (IV); Gaetano Amato (M5s) ha invece presentato un emendamento
circoscritto alle imprese dell’esercizio cinematografico… Iniziative che
confermano come si stia (mal) governando il settore, che versa in uno stato
confusionale.
Intanto, tra poche settimane vedrà la luce il nuovo quotidiano La Sintesi, che
Iervolino ha affidato ad un altro eccentrico, qual è Rocco Casalino, l’ex
portavoce del già Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Casalino ha invitato
potenziali collaboratori a candidarsi: sono arrivati circa 1.400 curricula
(corredati da un video autopromozionale di tre minuti) e ne sono stati
pre-selezionati circa 100, per arrivare poi ad una redazione di una ventina di
giornalisti (tra Roma e Milano)…
E Andrea Iervolino starebbe per tirar fuori dal suo “cappello magico” ulteriori
sorprese, di cui l’acquisto del quotidiano online Open rappresenterebbe soltanto
la punta di un iceberg…
L'articolo L’outsider Iervolino porta in Ungheria il biopic su Armani: una
reazione al blocco dei crediti? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Rocco Casalino
“Era il momento giusto per cambiare e per lasciare la politica. Al momento sto
bene e vorrei fermare il tempo perché è come se tutto fosse al posto giusto”,
queste le parole pronunciate da Rocco Casalino a “Verissimo“. Nelle scorse
settimane ha rassegnato le dimissioni dallo staff della comunicazione del
Movimento 5 Stelle, con alle spalle il ruolo di portavoce di Giuseppe Conte a
Palazzo Chigi. Per lui in arrivo la direzione di una testata online e tante
novità anche sul fronte amoroso.
Al suo fianco ora c’è il nuovo compagno Alejandro, si tratta di un imprenditore
colombiano, proprietario di una fabbrica di caffè, ma impegnato anche alla
conduzione di un programma televisivo che si occupa di salute: “In tutte le mie
relazioni ero sempre convinto che la persona con cui stavo in quel momento non
era la persona definitiva, con cui potessi costruire veramente il futuro. Quando
ho incontrato lui, dopo poco che ci siamo parlati, ho capito che lui rappresenta
la persona che ho sempre desiderato. Tutti nella vita cerchiamo il fidanzato
perfetto, quello che io chiamo l’unicorno. Poi a un certo punto della vita ti
accontenti e ti dici che non esiste questo fidanzato perfetto. Io ho aspettato
tanto e alla fine l’ho trovato questo unicorno. Lui mi ha dato la fiducia di
credere nel futuro”, ha spiegato nel salotto di Silvia Toffanin.
Un amore che ha fatto nascere in lui un desiderio di paternità: “Io non ho mai
desiderato di diventare papà perché non trovavo mai la persona con cui
immaginavo di poter costruire una famiglia. Lui è l’unica persona con cui mi
immagino papà. Io vivo con l’ansia di non essere un buon padre, non avendo avuto
un buon padre. Io sono sicuro – ha aggiunto il comunicatore – che un figlio suo,
visto che amo tanto lui, sarei in grado di amarlo tanto e quindi potrei essere
un buon padre”. Un rapporto solido ma che deve fare i conti con la distanza,
anche se ora Alejandro trascorrerà due mesi in Italia: “Questi due mesi saranno
importantissimi perché vivremo insieme e capiremo tante cose. Sto scoprendo che
il rapporto a distanza ha anche tante cose belle, perché poi quando si sta
insieme si vive tutto a mille”. Nel corso dell’intervista Casalino ha ricordato
il suo ruolo politico come forma di riscatto: “Per me arrivare a Chigi e
diventare portavoce del Presidente del Consiglio è stato il riscatto della mia
vita: dove sono arrivato mi ha reso orgoglioso”.
A sorpresa ha ricevuto un videomessaggio da Giuseppe Conte: “Ciao Rocco, abbiamo
lavorato per anni insieme e so chi sei. Sono sicuro che affrontando questa nuova
sfida professionale non farai bene, farai benissimo. Conosco e ho sempre
apprezzato la tua libertà di pensiero e la tua autonomia di giudizio. Immagino
che sarai una voce scomoda, autentica e quindi porterai una ventata di
freschezza in un mondo dell’informazione che oggi, più che mai, mi appare molto
appiattito” “Abbiamo avuto anche dei confronti dialettici perché tu rifuggi gli
schemi precostituiti, i pregiudizi ideologici e questa è anche la tua forza.
Rifuggi anche le facili sirene, quindi credo davvero che farai molto bene. Ci
predisponiamo tutti ad ascoltare la tua voce vera e autentica”. Parole che hanno
stupito ed emozionato Casalino, che mai si sarebbe aspettato un messaggio da
Conte, per cui ha lavorato per tre come portavoce quando era a Palazzo Chigi”,
ha concluso il leader Movimento 5 Stelle. È tanta roba, mai mi sarei aspettato
un video così. È una persona straordinaria, è stato per me un fratello, un
padre, un amico. Lo voglio ringraziare pubblicamente perché è una persona
perbene che mi ha insegnato tantissimo. Grazie Giuseppe perché mai avrei pensato
che mi facessi una sorpresa così, grazie davvero di cuore”, il commento stupito
di Casalino.
L'articolo Rocco Casalino a Verissimo: “Alejandro è il mio ‘unicorno’, il
fidanzato perfetto. Lui è l’unica persona con cui mi immagino papà” proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Prove tecniche di “pace” a Otto e mezzo (La7) tra il M5s e Italia Viva: nella
trasmissione condotta da Lilli Gruber, il senatore Matteo Renzi e l’ex portavoce
di Giuseppe Conte, Rocco Casalino, dialogano sul futuro del centrosinistra
unito, non senza colpi di fioretto per il turbolento passato.
Pur essendo concordi sulla necessità di unire il centrosinistra contro la destra
e di scegliere il candidato premier attraverso le primarie, le scintille
avvengono quando Renzi rievoca gli attriti coi 5 Stelle: “Il passato vede una
divisione profonda tra la nostra esperienza e l’esperienza del M5s. Ed è inutile
stare a rivangarla, perché è scritta nell’esperienza di Mario Draghi“.
Casalino obietta: “Ma non è arrivato il momento che lei si possa pentire, visto
che quella esperienza da lei interrotta poi ci ha portato a 5 anni di governo
Meloni? Non crede che sia arrivato il momento di chiedere pubblicamente scusa e
di ammettere che ha sbagliato? Forse se non avesse fatto cadere Conte, avrebbe
rivinto il centrosinistra e non ci sarebbe stata la Meloni al governo. È
arrivato il momento di fare un’analisi anche di quegli errori”.
“A me scappa da ridere – ribatte Renzi – Mi piace la categoria del pentimento e
che la invochi il mio amico Rocco Casalino. Se c’è qualcuno che si deve pentire
è chi ha fatto il governo con la Lega, non io. Io non l’ho fatto il governo con
Salvini“.
“Abbiamo fatto il governo con la Lega perché lei, che era a capo del Pd, ha
detto di no – ricorda Casalino – Noi siamo venuti prima da lei e ha rifiutato la
nostra proposta”.
“Io non ho da pentirmi per il governo con la Lega. Io”, ripete Renzi.
“Ma ci ha mandato lei dalla Lega – ribadisce Casalino – Altrimenti saremmo
dovuti tornare al voto”.
“Effettivamente c’ho la bandiera verde sulla giacca – rilancia Renzi – Io non ho
da pentirmi di un bel niente. Io voglio ragionare del futuro perché c’è una
situazione devastante nel Paese. E di fronte a questo, il centrosinistra,
sondaggi o non sondaggi, se sta insieme vince. Se sta diviso perde. Allora, se
vogliamo ragionare del passato, perdiamo tempo”.
“Ma lei pensa di essere credibile in questa sua volontà adesso di unire il
centrosinistra?”, chiede Lilli Gruber.
“Assolutamente sì – risponde il leader di Italia Viva – perché lei ha visto che
quel successo quando i 5 Stelle hanno messo il veto su di noi: in Liguria
abbiamo perso. Quando hanno tolto il veto a Genova, abbiamo vinto. Dico Genova
ma potrei dire la Toscana e la Campania. Quando noi facciamo il 9% in Toscana e
il 6% in Campania o il 5% in Calabria, peraltro appoggiando un candidato 5
stelle, non sono numeri di sondaggi, sono numeri veri”.
E aggiunge: “Come si fa a stare insieme? Innanzitutto, i leader scelti con le
primarie se c’è una legge elettorale nuova, e qui Casalino ha ragione. Non vedo
alternative. Non credo che rimanga questa legge elettorale, perché la Meloni non
è molto brava a fare politica, ma sui conti è la numero uno. E sa benissimo che
con questa legge elettorale – conclude – se non parliamo del passato e non ci
mettiamo a rivendicare il passato, vinciamo noi. Perché da Firenze in giù,
quanti collegi prende il centrodestra? Magari qualcuno sì, ma non tanti. Il
terzo punto cruciale, sul quale penso che ci sia davvero la possibilità di
costruire una coalizione vera, sono i contenuti”.
L'articolo Battibecco Casalino-Renzi. “Chieda scusa per aver fatto cadere
Conte”. “Pentitevi voi per aver governato con Salvini”. Su La7 proviene da Il
Fatto Quotidiano.