Una notizia ha scosso il cinema statunitense. L’attrice Victoria Jones, 34 anni,
è stata trovata morta nella sua camera d’hotel di San Francisco, in California.
Secondo quanto riportato da Tmz, le cause del decesso sono ancora ignote. I
vigili del fuoco hanno confermato a People di essere intervenuti per
un’emergenza al Fairmont, un lussuoso hotel di San Francisco, intorno alle ore
2:50 dell’1 gennaio 2026.
La polizia della città ha confermato che gli agenti sono intervenuti alle 3:14
per la segnalazione di una persona deceduta. Il medico legale ha fatto un primo
sopralluogo, senza riuscire a identificare le cause del decesso. L’attrice era
figlia di Tommy Lee Jones e la sua prima moglie Kimberlea Cloughey. Il debutto
da attrice di Victoria era arrivato nel 2002, nel film “Men in Black II“. La
donna aveva recitato anche nella serie televisiva “One Tree Hill” e nel film “Le
tre sepolture” diretto dal padre. Al momento non sono arrivate dichiarazioni
ufficiali da parte dei rappresentanti di Tommy Lee Jones.
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camera d’hotel a San Francisco. Le cause del decesso dell’attrice sono ignote
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Un blackout può mettere in difficoltà una città intera. E a quanto pare, anche
le auto che guidano (o dovrebbero farlo) da sole. È quello che è successo a San
Francisco nel fine settimana, quando una vasta interruzione di corrente ha
mandato in tilt semafori, negozi, trasporti pubblici e anche i robotaxi di
Waymo.
Il blackout, causato da un incendio in una sottostazione elettrica, ha lasciato
senza corrente fino a 130 mila utenze in diverse zone della città, proprio nel
pieno del periodo di shopping natalizio. Con i semafori spenti in molti incroci
chiave, la circolazione è diventata caotica e i sistemi di guida autonoma si
sono trovati ad affrontare uno scenario tutt’altro che semplice. In diverse
strade, i robotaxi Waymo si sono fermati improvvisamente in mezzo alla
carreggiata, spesso agli incroci più trafficati, con le luci di emergenza
accese.
Le immagini e i video diffusi sui social mostrano chiaramente la situazione:
auto senza conducente immobili, mentre pedoni e automobilisti cercavano di
orientarsi in assenza di regole chiare. In pratica, le vetture hanno adottato un
comportamento estremamente prudente, preferendo bloccarsi piuttosto che
attraversare incroci senza segnaletica funzionante e con persone che
attraversavano in modo imprevedibile.
Di fronte al problema, Waymo ha deciso di sospendere temporaneamente il servizio
di ride-hailing in diverse città della Bay Area, segnalando lo stop direttamente
nell’app. L’azienda ha spiegato di stare lavorando a stretto contatto con le
autorità locali per riportare i servizi online in sicurezza, una volta
ristabilite le condizioni minime di funzionamento dell’infrastruttura urbana.
Nel frattempo, PG&E ha avviato le operazioni di ripristino della corrente,
riuscendo a riattivare l’elettricità per la maggior parte degli utenti già entro
la giornata di domenica, anche se alcune migliaia di persone sono rimaste senza
luce più a lungo. Con il ritorno graduale dell’energia, anche i robotaxi hanno
ripreso a circolare, seppur con cautela.
L’episodio ha riacceso il dibattito sull’affidabilità dei veicoli autonomi in
situazioni di emergenza. Se da un lato la scelta di fermarsi viene letta come
una dimostrazione di attenzione alla sicurezza, dall’altro emergono i limiti di
sistemi che dipendono fortemente da infrastrutture funzionanti e da scenari
ordinati. Non sono mancati nemmeno i commenti ironici e le critiche online.
A intervenire è stato anche Elon Musk, che sui social ha sottolineato come i
robotaxi di Tesla non sarebbero stati colpiti dal blackout, alimentando il
confronto tra approcci tecnologici diversi alla guida autonoma. Al di là delle
rivalità, quanto accaduto a San Francisco manda un messaggio chiaro: la
tecnologia dei robotaxi è ormai avanzata, ma resta strettamente legata alla
solidità delle infrastrutture urbane. E quando queste fanno cilecca, anche
l’intelligenza artificiale più evoluta preferisce fermarsi e aspettare.
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sotto stress proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un vasto blackout ha colpito San Francisco, lasciando senza corrente elettrica
circa 130mila residenti. Nelle immagini diffuse dalle autorità e sui social,
molte strade della città appaiono immerse nel buio, illuminate solo dai fari
delle auto in transito. L’interruzione di corrente ha interessato diversi
quartieri, causando disagi alla viabilità e ai servizi. In seguito alla
situazione, le autorità cittadine hanno invitato la popolazione a rimanere in
casa e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario, in attesa del
ripristino dell’elettricità. Le cause del blackout sono in fase di accertamento,
mentre le squadre tecniche sono al lavoro per riportare la situazione alla
normalità
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elettrica. Le strade immerse nel buio – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.