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Musk definisce Sanchez “un tiranno” e Madrid si indigna rilanciando il pericolo della tecno-casta. L’Ue resta tiepida
“Un tiranno e un traditore del popolo spagnolo”. Così Elon Musk ha definito il primo ministro spagnolo Sanchez, dopo che quest’ultimo aveva annunciato la nuova legge che sbarrerà l’accesso ai social ai minori di sedici anni. Il premier aveva anticipato le caratteristiche di questa iniziativa durante il suo intervento al World Government Summit di Dubai, definendo i canali social “uno Stato fallito, in cui le leggi vengono ignorate e i reati tollerati”. Aveva poi menzionato lo stesso Musk che aveva criticato la nuova norma mirata a regolarizzare un certo numero di migranti in Spagna. Il multimiliardario non ha fatto attendere la sua replica e sul social X di sua proprietà ha lanciato i suoi improperi su “dirty Sanchez”. Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea per la sovranità tecnologica è intervenuto: “Apprezziamo sempre il rispetto, anche se si tratta di un contesto online, anche se si tratta di un post sui social media. È così che lavoriamo. È così che funziona l’Europa, la Commissione europea. Detto questo, è possibile collaborare con una piattaforma come X? Sì, speriamo che sia possibile collaborare con una piattaforma come X”. Ma Regnier ha aggiunto: “Gli amministratori delegati possono essere ritenuti responsabili in via generale di ciò che accade sulle loro piattaforme? È un dibattito che dura da anni, sia all’interno della Commissione che con gli Stati membri, ed è stato presente anche durante i negoziati sul DSA (Digital Service Act), in relazione all’esenzione da responsabilità: un amministratore delegato è responsabile di ciò che pubblica online? Io, in quanto amministratore delegato, sono responsabile di ciò che pubblica online? È molto complicato”. Si intravede, dunque, lo scarso entusiasmo di Bruxelles per la posizione netta presa dalla Spagna. Certamente più vigorosa la presa di posizione di Madrid in difesa del suo leader. Felix Bolanos, ministro della Presidenza e della Giustizia spagnolo ha rilanciato il concetto di tecno-casta già usato da Sanchex nel 2025 per indicare il pericolo che arriva dalla Silicon Valley per le democrazie europee: “Per molti anni abbiamo visto come i miliardari ingrassassero i loro servitori politici affinché potessero realizzare programmi per ridurre i diritti , per attaccare la convivenza, per attaccare la democrazia. Ora hanno fatto un passo avanti, e questa tecno-casta, questi predatori di tutti, ora partecipano direttamente alla politica, entrano nel dibattito pubblico e minacciano il nostro rispetto, la nostra convivenza, i nostri diritti, la nostra democrazia”. Per Bolanos “il dilemma è chiaro: o mille miliardari che minacciano la democrazia, i valori e lo Stato sociale, o politici progressisti e coraggiosi come Sanchez, che tengono testa difendendo ciò che è di tutti”. Il braccio di ferro tra Madrid e Musk è in corso. Il governo spagnolo intende approvare la prossima settimana il progetto di legge che introdurrà la responsabilità penale per i responsabili delle piattaforme digitali. L'articolo Musk definisce Sanchez “un tiranno” e Madrid si indigna rilanciando il pericolo della tecno-casta. L’Ue resta tiepida proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il garante privacy inglese indaga su X per i contenuti a sfondo sessuale generati da Grok
Si ingrossa il fronte contro Grok, il sistema di intelligenza artificiale inserito nel social X, di proprietà di Elon Musk. Il garante britannico per la protezione dei dati (Information Commissioner’s Office) ha annunciato l’apertura di un’indagine nei confronti del social network X e della società di intelligenza artificiale xAI, entrambi di proprietà di Elon Musk. L’obiettivo dell’indagine è il chatbot Grok, colpevole di generare deepfake a sfondo sessuale e per cui è finito al centro di un’ondata di indignazione mondiale. “La creazione e la diffusione di tali contenuti sollevano gravi preoccupazioni ai sensi della legge britannica sulla protezione dei dati e presentano un rischio di potenziale danno significativo per il pubblico”, si legge nella nota. In precedenza anche Ofcom, l’autorità di regolamentazione dei media, aveva avviato un’indagine sul caso, per le presunte violazioni dell’Online Safety Act. L'articolo Il garante privacy inglese indaga su X per i contenuti a sfondo sessuale generati da Grok proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Elon Musk convocato dalla procura di Parigi il 20 aprile. Perquisita la sede della piattaforma X nella capitale francese
I “finti nudi” firmati Grok e diffusi sul social X potrebbero costare cari a Elon Musk. L’uomo più ricco del mondo è stato convocato dalla procura di Parigi il prossimo 20 aprile per “audizioni libere”, cioè senza stato di fermo, nell’ambito di un’indagine sulla piattaforma social. Insieme al fondatore di Tesla gli inquirenti hanno convocato anche Linda Yaccarino, l’ex amministratrice delegata della piattaforma X. Oggi nella capitale francese sono state effettuate perquisizioni nella sede locale di X, al centro di un’indagine avviata all’inizio dello scorso anno sugli algoritmi del social, definiti “distorti”. L’inchiesta della procura è stata ampliata a gennaio 2026, dopo l’esposto di due parlamentari francesi – Arthur Delaporte ed Eric Bothorel – sulle migliaia di deepfake sessuali generati dall’intelligenza artificiale Grok, a disposizione degli utenti. Anche i dipendenti della piattaforma X saranno convocati tra il 20 al 24 aprile 2026, per essere ascoltati come testimoni. Durante le audizioni la dirigenza di X potrà presentare la propria versione dei fatti e, se necessario, delineare le misure previste per il rispetto delle disposizioni della magistratura. “Lo svolgimento di questa indagine rientra in questa fase in un approccio costruttivo, il cui obiettivo ultimo è garantire la conformità della piattaforma X alle leggi francesi, nella misura in cui opera sul territorio nazionale”, è scritto nella nota della procura parigina. THE VERGE: “GROK CONTINUA A SVESTIRE GLI UOMINI” Nonostante xAi, l’azienda di Elon Musk che sviluppa l’intelligenza artificiale e gestisce l’ex Twitter, abbia affermato di aver limitato la generazione di immagini sessualmente esplicite a partire da foto reali, un test di The Verge mostra che l’IA può ancora svestire i soggetti maschili. Il giornalista Robert Hart è riuscito a spogliare alcune sue foto tramite il chatbot. “Grok ha prontamente generato immagini di me in abiti fetish”, scrive su The Verge, “e in una serie di posizioni sessuali provocanti in vari stati di nudità. Come se non bastasse, ha creato un compagno praticamente nudo con cui interagire in modi suggestivi, se non del tutto espliciti”. Per l’esperimento, Hart ha usato la versione gratuita di Grok sia sul social X che tramite il sito web dedicato (grok.com), senza la necessità di un account. Secondo un’analisi dell’organizzazione britannica no-profit Center for Countering Digital Hate, dal 29 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026, su Grok sono state prodotte o modificate 3 milioni di immagini ritraenti persone reali in scene sessualmente esplicite e non consensuali. Di queste, 23.000 hanno come soggetto i minori. Il 9 gennaio, xAi ha limitato la possibilità di spogliare persone reali con Grok agli abbonati a X. Cinque giorni dopo, il 14 gennaio, il limite è stato esteso a tutti, a seguito delle proteste di governi e istituzioni mondiali. A fine gennaio, l’Unione Europea ha avviato un’indagine sui deepfake generati dal chatbot. “Gran parte dell’indignazione pubblica si è comprensibilmente concentrata su donne e bambini”, conclude Hart, “ma è ancora possibile aggirare molte restrizioni con formulazioni diverse o creative”. L'articolo Elon Musk convocato dalla procura di Parigi il 20 aprile. Perquisita la sede della piattaforma X nella capitale francese proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Anche la Spagna vieterà l’accesso ai social media per gli under 16. L’annuncio di Sanchez che attacca Musk: “Ha creato disinformazione”
“Per proteggerci dal Far West digitale dobbiamo riprendere il controllo”. Intervenendo al World Government Summit di Dubai, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez annuncia che il suo Paese “vieterà l’accesso ai social media ai minori di 16 anni”. Sanchez ha dichiarato che sarà operativo un pacchetto di cinque misure legislative per mettere un freno a quelli che ui ha definito gli “abusi” delle grandi piattaforme e per garantire “un ambiente digitale sicuro, democratico e rispettoso dei diritti fondamentali”. Sanchez è entrato nel dettaglio sulle nuove norme. Al primo punto, ha dichiarato il premier, ci deve essere la fine dell’impunità dei dirigenti dei grandi network; saranno loro a essere legalmente responsabili delle violazioni commesse sulle piattaforme digitali che gestiscono. Dunque, gli amministratori delegati saranno perseguibili penalmente, se non rimuoveranno contenuti illegali e di incitamento all’odio. Secondo punto: la manipolazione degli algoritmi e l’amplificazione di contenuti illegali a scopo di lucro saranno considerati un reato. Terzo punto: le piattaforme dovranno mettere in atto sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti, in modo da sbarrare l’accesso ai minori di 16 anni. Quarto punto: la creazione di un sistema di tracciamento per frenare “la diffusione dell’odio”; comportamenti che avranno “conseguenze legali ed economiche”. Quinto punto: il governo collaborerà con la Procura per avviare indagini su potenziali violazioni da parte di Grok, TikTok e Instagram. Tutto questo si trova in un pacchetto normativo promosso dal ministero della Gioventù e dell’Infanzia che dovrebbe essere approvato la settimana prossima dal Consiglio dei ministri. Il colpo sparato da Sanchez è stato ad alzo zero: “Ci è stato detto che i social media sarebbero stati uno strumento di comprensione e cooperazione globale, un veicolo di libertà, trasparenza e responsabilità. Uno spazio in cui video e algoritmi avrebbero contribuito a migliorare le nostre società e le nostre vite. Ma è successo il contrario. I social media sono diventati uno stato fallito, un luogo in cui le leggi vengono ignorate, dove i crimini sono tollerati, dove la disinformazione è più preziosa della verità e dove metà degli utenti subisce attacchi d’odio”. In questo contesto, il primo ministro spagnolo ha criticato anche Elon Musk: “Nonostante sia un immigrato”, ha utilizzato il suo account personale “per amplificare la disinformazione su una decisione sovrana del mio governo: la regolarizzazione di 500.000 immigrati che vivono, lavorano e contribuiscono al successo del nostro Paese. La stessa piattaforma che ha permesso alla sua intelligenza artificiale, Grok, di generare contenuti sessuali illegali”. Con questa decisione, la Spagna segue Portogallo, Francia, Australia che hanno vietato l’accesso ai social ai minori di 15 anni; il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che propone di fissare a 16 anni l’età per interagire sui network digitali. L'articolo Anche la Spagna vieterà l’accesso ai social media per gli under 16. L’annuncio di Sanchez che attacca Musk: “Ha creato disinformazione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Elon Musk fonde SpaceX e xAI: nasce colosso dei data center spaziali
SpaceX di Elon Musk ha acquisito la sua azienda di intelligenza artificiale xAI. Musk ha deciso di unire le due aziende di sua proprietà in un’unica compagnia. L’acquisizione, come si legge nella nota di Musk, ha come obiettivo la creazione del “motore di innovazione verticalmente integrato più ambizioso sulla Terra (e fuori dalla Terra)”. Un obiettivo che il magnate conta di raggiungere con l’unione delle capacità missilistiche di SpaceX e la tecnologia di xAI. L’obiettivo è implementare il sistema di data center spaziali, infrastrutture informatiche avanzate, posizionate nell’orbita terrestre, e capaci di archiviare ed elaborare dati. La fusione giunge in un periodo storico in cui i finanziamenti per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale iniziano a mostrare segni di tensione: la crescente domanda di elettricità per l’elaborazione dei dati dell’intelligenza artificiale potrebbe iniziare a creare gravi problemi ambientali; per questo motivo Musk vuole lanciare una costellazione di satelliti con funzione di data center orbitali “senza imporre difficoltà alle comunità e all’ambiente della Terra”, così da “sfruttare direttamente l’energia solare pressoché costante con costi operativi e di manutenzione ridotti”. Queste le parole dell’imprenditore sudafricano nella nota. Musk aveva già fuso X con xAI dopo aver acquisito Twitter alla fine del 2022. xAI, che gestisce il chatbot Grok, è stata valutata 230 miliardi di dollari in un round di finanziamento di gennaio. La nuova società, frutto della fusione, riunirebbe capitali, risorse informatiche e talenti per diventare la nuova guida nel settore dell’intelligenza artificiale. L'articolo Elon Musk fonde SpaceX e xAI: nasce colosso dei data center spaziali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tesla dice addio alle ammiraglie per fare spazio a umanoidi e robotaxi. Elon Musk: “E’ il momento giusto”
Tesla si prepara a voltare pagina in modo radicale, come riporta il sito specializzato Autonews.com. A partire dal prossimo trimestre, la casa americana interromperà la produzione di Model S e Model X per liberare spazio nello stabilimento di Fremont, in California, dove sorgerà una linea dedicata all’assemblaggio di Optimus, il robot umanoide su cui Elon Musk punta per il futuro dell’azienda. L’annuncio segna la fine di un’era. La Model S, lanciata nel 2012, è stata la prima berlina elettrica di grande serie capace di imporsi per autonomia, prestazioni e design, contribuendo in modo decisivo alla fama globale di Tesla. La Model X, arrivata nel 2015 con le sue scenografiche portiere “falcon wing”, ha portato la tecnologia a elettroni nel segmento dei suv premium. Del resto, i volumi di entrambe sono calati: insieme a Cybertruck, le loro vendite sono scese del 40% nel 2025, fermandosi a poco più di 50.000 unità complessive. Per Musk, però, la scelta è coerente con la nuova identità che vuole dare all’azienda. Tesla non si considera più soltanto un costruttore di auto, ma un protagonista dell’intelligenza artificiale applicata al mondo fisico. L’obiettivo dichiarato è puntare su veicoli completamente autonomi, servizi di robotaxi e, soprattutto, robot umanoidi. “È il momento di concludere con onore i programmi Model S e X”, ha detto Musk, spiegando che il futuro sarà dominato dall’autonomia. Lo spazio liberato a Fremont servirà a costruire una fabbrica per Optimus con un traguardo ambizioso: arrivare, nel lungo periodo, a un milione di robot l’anno. La produzione su larga scala, però, non dovrebbe partire prima della fine dell’anno. Secondo Musk, in prospettiva questi robot contribuiranno a creare un’economia in cui gran parte della ricchezza sarà generata da macchine autonome. La stessa visione guida lo sviluppo dei robotaxi. Tesla ha avviato un servizio pilota ad Austin e prevede di espanderlo in diverse città statunitensi nei prossimi mesi. Intanto, in Texas sono in fase di installazione le linee per il Cybercab, un veicolo pensato esclusivamente per la guida autonoma e privo di comandi tradizionali. Questa trasformazione arriva in una fase finanziaria complessa. Nel quarto trimestre Tesla ha registrato ricavi in calo del 3% e un utile netto sceso del 61%. Anche le consegne globali di veicoli sono diminuite. Nonostante ciò, l’azienda prevede di aumentare fortemente gli investimenti, inclusi 2 miliardi di dollari nella società di intelligenza artificiale xAI. Tesla non è sola in questa corsa ai robot umanoidi. Anche altri costruttori e aziende tecnologiche stanno esplorando applicazioni industriali per macchine capaci di muoversi e lavorare come esseri umani. Secondo diverse stime, nei prossimi decenni questi sistemi saranno impiegati soprattutto in compiti ripetitivi e strutturati, ma in numeri enormi. Per Musk, è lì che si giocherà la prossima grande rivoluzione industriale. L'articolo Tesla dice addio alle ammiraglie per fare spazio a umanoidi e robotaxi. Elon Musk: “E’ il momento giusto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il board è peace o piece?”: Elon Musk a Davos prende in giro Trump e ironizza su Groenlandia e Venezuela – Video
Anche Elon Musk ha partecipato al World Economic Forum di Davos. Il magnate ha ironizzato sulla formazione del Board of Peace, di cui Donald Trump sarà presidente a vita. “È per la peace (pace) o per il piece (un pezzo, cioè la conquista ndr.)? – ha scherzato l’amministratore di Tesla – Un pezzo di Groenlandia, un pezzo di Venezuela”. Musk ha giocato con la somiglianza tra le parole peace, appunto pace in inglese, e piece, pezzo, in inglese. L'articolo “Il board è peace o piece?”: Elon Musk a Davos prende in giro Trump e ironizza su Groenlandia e Venezuela – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tesla, Musk frena sul futuro. Robotaxi e umanoidi partono al rallentatore
La rivoluzione promessa da Tesla si farà attendere ancora un po’. Il debutto produttivo del Cybercab (nella foto), il robotaxi completamente autonomo, e di Optimus, il robot umanoide destinato a cambiare il lavoro industriale e domestico, sarà molto più lento del previsto. A dirlo senza giri di parole è Elon Musk, che ha definito la fase iniziale della produzione “agonizingly slow”, agonizzante, prima di un’accelerazione prevista solo più avanti nel tempo. Il Cybercab, veicolo elettrico privo di volante e pedali, rappresenta uno dei progetti più ambiziosi di Tesla. Secondo Musk, la produzione su larga scala non partirà prima del 2026, dopo una lunga fase di messa a punto delle linee industriali e dei processi produttivi. Il problema non è solo tecnologico, ma anche manifatturiero: si tratta di un mezzo radicalmente diverso dalle auto attuali, che richiede componenti inedite e una catena di fornitura completamente nuova. Stesso discorso per Optimus, il robot umanoide che Tesla vede come un futuro pilastro del proprio business. Anche in questo caso, l’avvio della produzione sarà lento e graduale, con i primi esemplari destinati soprattutto all’uso interno nelle fabbriche del gruppo. Solo in una fase successiva si potrà parlare di diffusione su larga scala e di commercializzazione vera e propria. Le dichiarazioni di Musk arrivano in un momento delicato per Tesla. Le vendite di auto elettriche restano il cuore dei ricavi, ma la crescita si è fatta più complessa e la concorrenza, soprattutto cinese, è sempre più aggressiva. Per questo gli investitori guardano con grande attenzione ai progetti di guida autonoma e robotica, considerati fondamentali per sostenere la valutazione futura del gruppo. L'articolo Tesla, Musk frena sul futuro. Robotaxi e umanoidi partono al rallentatore proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Quanto mi può costare comprarti Ryanair?”: Elon Musk lancia il sondaggio su X e partono gli insulti. L’ad della compagnia aerea O’Leary: “È un idiota, molto ricco”
Tra Musk e O’Leary è guerra di insulti. È bastata una scontata proposta commerciale del patron di X per far andare su tutte le furie il vulcanico padrone di Ryanair. Musk aveva infatti proposto alla compagnia privata di volo irlandese di installare sui suoi Boeing 737 (circa 600 velivoli ndr) i servizi satellitari di Starlink in modo da rendere gli aerei Ryanair dotati di una rete wi-fi durante il volo. L’ad della compagnia aerea Michael O’Leary aveva però rifiutato la proposta: la resistenza dell’antennina del wi-fi a livello aerodinamico avrebbe incrementato il consumo di carburante degli aerei di almeno il 2% corrispondente pressappoco a una perdita di 250 milioni di dollari l’anno. O’Leary aveva anche aggiunto che il wi-fi sarebbe stato “superfluo” per i voli di breve chilometraggio e durata, anche perché la politica di Ryanair per tenere i prezzi bassi richiede l’oramai proverbiale digiuno del superfluo in volo a livello di servizi. Musk, che ha già venduto il servizio Starlink a compagnie come Lufthansa e Scandinavian Airlines, si è permesso di rilanciare sostenendo educatamente che forse O’Leary è “male informato” sulla questione dei costi relativi al consumo superiore di carburante. Apriti cielo. O’Leary, che non in quanto a freni e coloritura nella comunicazione non ha mai badato a limiti, in una intervista ad una radio irlandese ha definito Musk “un idiota” e X “una fogna”: “Non sa niente di aviazione e di resistenza aerodinamica, per cui non è necessario prestare attenzione a quello che dice. È un idiota, molto ricco, ma pur sempre un idiota che controlla una piattaforma come X che è una fogna”. Non perdere la pazienza sarebbe stato difficile anche per un Giobbe, figuriamoci per un altro fumantino come Musk. “Il CEO di Ryanair è un completo idiota: licenziatelo”, ha risposto Musk su X accusando poi O’Leary di aver sbagliato”di un fattore 10” l’impatto di Starlink sul consumo di carburante. Tra i tanti commenti un utente suggerisce poi a Musk di silurare direttamente O’Leary, acquisendo Ryanair. A Musk l’onore della chiosa: “Buona idea”. L'articolo “Quanto mi può costare comprarti Ryanair?”: Elon Musk lancia il sondaggio su X e partono gli insulti. L’ad della compagnia aerea O’Leary: “È un idiota, molto ricco” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Deepfake porno su X, l’Ue avvisa Elon Musk: “Possibili divieti nel quadro della legge sull’Intelligenza artificiale”
Dopo lo scandalo degli utenti social spogliati con Grok e rilanciati sulla piattaforma X di Elon Musk, l’Unione europea evoca la possibilità di mettere fuorilegge i deepfake sessuali nel quadro della legge sull’intelligenza artificiale. Grok è il software di Ia incorporato nel social network un tempo chiamato Twitter: in questo modo, diffondere le finte immagini di persone denudate (donne soprattutto) è facilissimo. “Il divieto di pratiche dannose nell’ambito dell’IA potrebbe essere rilevante per affrontare il problema dei deepfake sessuali non consensuali e del materiale pedopornografico. Dipende dal tipo di danno che causano”, ha spiegato la vice presidente della Commissione europea Henna Virkkunen intervenendo alla plenaria a Strasburgo. L’esponente dei Popolari ha ricordato come la Commissione abbia inviato una richiesta di informazioni a X in merito a Grok, nel quadro dell’indagine avviata sulla piattaforma ai sensi della legge sui servizi digitali (Dsa). “Abbiamo ordinato alla piattaforma di conservare tutti i documenti e i dati interni ad essa relativi fino alla fine dell’anno. Stiamo ora esaminando in quale misura X possa in ogni caso violare il Dsa (Digital service act, ndr) e non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni se le prove lo suggeriranno”. La piattaforma X non è l’unico strumento per “spogliare” chiunque e senza consenso: il codice sorgente dei cosiddetti “nudifyers” è open source, pubblico, sempre disponibile per creare nuovi strumenti. Il caso era esploso all’inizio dell’anno: secondo Cnn, tra il 5 e il 6 gennaio almeno 6.700 foto con utenti denudati grazie a Grok sono apparse sul social network X, generando la reazione di diversi Paesi. Il Regno unito ha aperto un’indagine formale con l’Autorità di regolamentazione Ofcom; Malesia e Indonesia hanno bloccato la piattaforma. “Se non agiranno, lo faremo noi”, aveva sottolineato l’Ue, mentre nei giorni scorsi. Dal Garante Privacy italiano era partito un avvertimento “per rischio violazione dei diritti”. Perfino la madre di uno dei figli di Musk ha intentato una causa conto Grok per via di finte foto che la ritraevano nuda. Musk era corso ai ripari limitando ai soli utenti a pagamento la possibilità di generare immagini deepfake pornografiche, ma all’Ue non basta. La limitazione “non cambia la nostra posizione di fondo. Che si tratti di abbonamenti a pagamento o gratuiti, non vogliamo vedere immagini di questo tipo”, aveva affermato l’Ue in una nota il 13 gennaio. Già una settimana prima l’Ue aveva ordinato a X di conservare l’intero fascicolo su Grok, con documenti e dati interni fino alla fine del 2026. Musk aveva accusato l’Europa di censurare X con l’alibi del deepfake. Ma “tracciare un parallelo tra la libertà di espressione e lo strumento di intelligenza artificiale che genera materiale pedopornografico è una pericolosa assurdità”, ha risposto il portavoce della Commissione Ue Thomas Regnier. L'articolo Deepfake porno su X, l’Ue avvisa Elon Musk: “Possibili divieti nel quadro della legge sull’Intelligenza artificiale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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