L’emergenza sanitaria innescata dal devastante incendio di Crans-Montana si è
intrecciata, nei giorni successivi, anche con un tema delicato come la
disponibilità dei farmaci per trattare i grandi ustionati. A chiarire la
situazione è intervenuta l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dopo le notizie
circolate sulla presunta carenza di un prodotto fondamentale utilizzato nella
cura dei ragazzi rimasti gravemente ustionati nel rogo.
In una nota ufficiale, l’Aifa ha spiegato di aver verificato le segnalazioni di
carenza relative a un medicinale impiegato nello “sbrigliamento enzimatico
dell’escara dell’ustione”, precisando che il problema non riguarda la mancanza
di alternative terapeutiche altrettanto efficaci. L’agenzia ha inoltre
autorizzato già da novembre 2025 l’importazione dall’estero del prodotto
carente, per far fronte alle esigenze delle strutture sanitarie coinvolte.
La criticità, chiarisce l’Aifa, è legata anche a una produzione insufficiente
rispetto all’elevata domanda globale, aumentata negli ultimi anni in seguito a
recenti eventi bellici e a grandi emergenze. Problemi strutturali che, viene
sottolineato, sono in via di risoluzione. In ogni caso, l’agenzia ricorda che
questo tipo di trattamento può essere effettuato solo in centri altamente
specializzati per ustioni gravi e deve essere applicato entro cinque giorni
dall’evento traumatico, come previsto dalle linee guida italiane.
Rispetto alla situazione concreta legata all’incendio di Crans-Montana, l’Aifa
ha assicurato che vi è stata una compensazione collaborativa tra strutture
sanitarie pubbliche, con forniture condivise come la staffetta tra Villa Scassi
di Genova e il Niguarda di Milano dove sono ricoverati dodici pazienti.
L’agenzia ha inoltre contattato direttamente il titolare del farmaco per
verificare ulteriori disponibilità, in particolare per supportare le necessità
dell’ospedale Niguarda di Milano, uno dei centri di riferimento per i grandi
ustionati.
PERCHÉ È UN FARMACO IMPORTANTE
Il medicinale in questione è considerato una delle innovazioni più importanti
degli ultimi decenni nella cura delle ustioni profonde. Il suo principio attivo
è la bromelina, un concentrato di enzimi estratti dal gambo dell’ananas. Una
sostanza che, applicata in forma di gel direttamente sull’ustione, è in grado di
rimuovere selettivamente il tessuto necrotico senza danneggiare quello sano, con
una precisione che arriva fino al 98%.
Nelle ustioni gravi, infatti, la pelle bruciata forma rapidamente un’escara, una
crosta apparentemente protettiva che in realtà rappresenta un terreno ideale per
infezioni potenzialmente letali. La rimozione chirurgica tradizionale comporta
interventi invasivi, sanguinamenti, anestesia generale e ulteriore stress per
pazienti già in condizioni critiche. Il gel enzimatico, invece, agisce in circa
quattro ore e consente di staccare l’escara con un semplice lavaggio, preparando
la ferita a eventuali innesti cutanei, con meno dolore, meno infezioni e meno
cicatrici.
Come spiegato più volte da specialisti del settore, tra cui il direttore del
Centro Grandi Ustionati di Villa Scassi, Giuseppe Perniciaro, questa terapia ha
rivoluzionato l’approccio alla fase acuta: se in passato si attendevano anche
5-7 giorni prima di intervenire chirurgicamente, oggi è possibile agire nelle
primissime ore dopo il trauma, aumentando in modo significativo le possibilità
di sopravvivenza.
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novembre 2025 l’importazione del farmaco” per trattare ferite proviene da Il
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