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Tom Cruise lascia Londra: venduto l’attico in centro città dal valore di 40 milioni di euro. Il motivo? Una rapina in pieno giorno
Tom Cruise avrebbe venduto il suo attico a Knightsbridge, quartiere di Londra, per oltre 40 milioni di euro. Il motivo? Un furto in pieno giorno, avvenuto lo scorso 20 gennaio, in una gioielleria Rolex nei pressi della residenza. A riportarlo è il Daily Mail, che ha reso nota la decisione dell’attore di tornare negli Stati Uniti e vendere l’attico londinese. La star di Hollywood aveva acquistato l’appartamento nel 2021, una casa che si estende per circa 1670 metri quadrati, con soffitti altre 8 metri e che dispone di 5 camere da letto con bagno privato, camini in vetro e una cucina dallo stile orientale. L’appartamento affaccia su Hyde Park e veniva sfruttata dal 63enne durante i suoi soggiorni europei, in ultimo una serata di gala trascorsa con William e Kate. Dopo il furto alla boutique Rolex, Tom Cruise non riterrebbe Londra una città sicura e, per questo motivo, avrebbe deciso di vendere l’attico. Negli scorsi giorni, alcuni collaboratori di Cruise sarebbero stati fotografati mentre uscivano dal suo appartamento con degli scatoloni. L'articolo Tom Cruise lascia Londra: venduto l’attico in centro città dal valore di 40 milioni di euro. Il motivo? Una rapina in pieno giorno proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sydney Sweeney appende i reggiseni sulla iconica scritta Hollywood per pubblicità. La Camera di Commercio furibonda: “Non aveva nessuna autorizzazione”
Sydney Sweeney, attrice diventata famosa nel mondo per la sua partecipazione in due serie tv cult “Euphoria” e “The White Lotus” ma anche “Everything Sucks!”, “The Handmaid’s Tale” e “Sharp Object”, ha escogitato una campagna marketing d’effetto per lanciare la nuova linea di lingerie. Così l’attrice per fare pubblicità ha pensato di appendere i reggiseni sulla iconica scritta di Hollywood a Los Angeles in California. Secondo TMZ, però, l’attrice non avrebbe potuto farlo. Avrebbe dovuto, infatti, richiedere un’autorizzazione alla Camera di Commercio di Hollywood che detiene i diritti dell’insegna, ma non l’ha fatto. Nel video si vede Sweeney che di notte si arrampica fino alla cima delle lettere e con una corda, aiutata dal suo staff, appende i reggiseni. La Camera di Commercio di Hollywood è furibonda e ha fatto sapere di “non aver concesso alcuna licenza o autorizzazione di alcun tipo alla produzione né qualcuno ha richiesto una licenza o un’autorizzazione alla Camera per quella produzione”. Secondo il regolamento un generico permesso delle autorità cittadine per filmare non è sufficiente. Riprendere la scritta richiede un’autorizzazione specifica e il pagamento di una tassa. Una parte del denaro va a un fondo fiduciario che contribuisce alla manutenzione della scritta Hollywood. L’accesso è rigorosamente limitato. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Sydney Sweeney (@sydney_sweeney) L'articolo Sydney Sweeney appende i reggiseni sulla iconica scritta Hollywood per pubblicità. La Camera di Commercio furibonda: “Non aveva nessuna autorizzazione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Dai 22 ai 26 anni ho vissuto come se mi avessero tirato via il tappeto da sotto i piedi. Resto lucido, cerco di spegnere il ‘rumore’ che c’è attorno a me”: così Timothée Chalamet
Dopo aver conquistato il Golden Globe (considerato l’anti-camera degli Oscar) come Miglior attore in un film commedia, Timothée Chalamet ha presentato alla stampa italiana “Marty Supreme” di Josh Safdie, dal 22 gennaio nelle sale. Il film è ispirato alla vera storia della leggenda del ping-pong Marty Reisman. Ambientato nella New York degli Anni 50, il film racconta di Marty, un giovane pieno di ambizione che fa il commesso in un negozio di scarpe, ma sogna di diventare campione mondiale di ping pong. La pellicola è un ritratto dell’ossessione per il successo, della fame – non sana – di diventare qualcuno e dell’essere disposti a tutto – anche mentire e truffare – pur di raggiungere i propri obiettivi. “Recitare in ‘Marty Supreme’ mi ha ricordato l’ambizione degli inizi, – ha detto l’attore – quando non accettavo i ‘no’. Soprattutto nel mondo cinema, dove all’inizio solitamente ricevi moltissimi no e l’unica persona che crede in te sei tu. Marty non è di certo il personaggio più ammirevole, ma è quello che più somiglia a chi ero prima che la mia carriera prendesse il via”. Così Il successo, però, ha un prezzo: “Dai 22 ai 26 anni ho vissuto come se mi avessero tirato via il tappeto da sotto i piedi”. L’esplosione di ‘Chiamami col tuo nome’, le nomination, l’attenzione globale: tutto insieme, tutto troppo in fretta. Oggi, a 30 anni, rivendica una nuova consapevolezza. “Sto vivendo in una specie di Truman Show, ma positivo. È tutto un sogno, ma resto lucido e cerco di spegnere il ‘rumore’ che c’è attorno a me”. Sul set il telefono resta spento (“ti porta via la concentrazione”) e la disciplina è quasi atletica: “Il dono della mia vita è poter lavorare come attore al massimo livello. Sono cambiato e sento di non voler più fuggire da questo. E vorrei che anche gli altri miei colleghi si sentano a proprio agio nel dire che sono alla ricerca della grandezza, proprio come Marty. C’è un’energia nella cultura che è molto diversa da quando ero adolescente. L’hip hop che ascoltavo nel 2010, per esempio, era aspirazionale. Ora c’è un clima di risentimento verso quelle che sono percepite – a prescindere dal torto o dalla ragione – istituzioni ‘elitarie’, Hollywood compresa. Tutti hanno paura di dire qualcosa e hanno sensi di colpa”. La speranza dell’attore è che molti giovani “si riconoscano nel personaggio di Marty Supreme, soprattutto quelli cresciuti nel periodo del Covid. È come il passaggio dai Beatles ai Sex Pistols. I Beatles facevano musica incredibile, poi sono arrivati i Sex Pistols che, con la loro attitudine punk, hanno detto: ‘Fanculo, ora troveremo il nostro modo di stare al mondo’. E questo lo rivedo nelle nuove generazioni. Spero che possano vedere il film e comprendere che possono inseguire i loro sogni senza vergogna e mirare in alto”. L’attore, però, “come Bob Dylan (che ha interpretato in “A Complete Unknown”) non vuole essere una bussola morale. Ma non voglio essere nemmeno l’opposto: voglio solo fare cose belle e concentrarmi sul lavoro“. Un ruolo che gli ha fatto conquistare un Golden Globe come Miglior attore e un posto di diritto tra i favoriti nella corsa all’Oscar. È tra i favoriti, ma davanti a lui c’è un avversario che potrebbe complicargli il cammino: Leonardo DiCaprio per ‘Una battaglia dopo l’altra’. La cerimonia degli Academy Award è domenica 15 marzo. L'articolo “Dai 22 ai 26 anni ho vissuto come se mi avessero tirato via il tappeto da sotto i piedi. Resto lucido, cerco di spegnere il ‘rumore’ che c’è attorno a me”: così Timothée Chalamet proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho subito aggressioni misogine, ma a soli 12 anni avevo già un certo potere e questo mi ha protetta dagli abusi di sessuali”: lo rivela Jodie Foster
Jodie Foster, durante una intervista nel programma “Fresh Air” in onda sull’emittente radiofonica Npr, ha parlato del mondo del cinema e soprattutto di come sia stato difficile farsi spazio, in un ambiente maschilista soprattutto agli inizi della carriera. Anche se è stata salvata proprio dal suo talento. L’attrice e regista 63enne ha dichiarato di essere riuscita a sfuggire alle violenze sessuali nel mondo del cinema grazie al potere acquisito in giovane età: “Il successo precoce mi ha protetta dagli abusi a Hollywood” Intervistata nel programma “Fresh Air” in onda sull’emittente radiofonica Npr, la 63enne attrice e regista statunitense ha spiegato che la sua nomination all’Oscar del 1977 per “Taxi Driver”, all’età di 14 anni, in cui interpretava una giovane prostituta, le avrebbe probabilmente “salvato la vita” dai predatori dell’industria cinematografica. “Ho dovuto riflettere a lungo su come sono stata salvata – ha detto Foster -. Ci sono state piccole aggressioni, certo. Chiunque lavori ha subito micro aggressioni misogine. Ma ciò che mi ha protetta da esperienze terribili è stato il fatto che, già a 12 anni, avevo un certo potere. Quando arrivò la mia prima nomination all’Oscar, ero in una categoria diversa di persone con potere: ero troppo pericolosa da toccare. Potevo rovinare le carriere o denunciare, quindi non ero alla mercé di nessuno”. Jodie Foster ha aggiunto che la sua forte personalità l’ha ulteriormente aiutata a difendersi da comportamenti inaccettabili. “È molto difficile manipolarmi emotivamente – ha confessato – perché non opero con le emozioni in superficie. I predatori usano ciò che possono per manipolare, e questo è più facile quando la persona è giovane, più debole o priva di potere”. L'articolo “Ho subito aggressioni misogine, ma a soli 12 anni avevo già un certo potere e questo mi ha protetta dagli abusi di sessuali”: lo rivela Jodie Foster proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Eliminerò te, la tua fott*ta famiglia e i tuoi amici del ca**o. Chiunque ti somiglia è morto”: lo sfogo di Jennifer Lawrence contro il suo cane Pippi
“Un cane ha morso mio figlio e ho pensato ‘Eliminerò te, la tua fott*ta famiglia, chiunque ti somiglia è morto‘”. Non usa giri di parole Jennifer Lawrence. In occasione della presentazione dell’ultimo film “Die my love“, l’attrice ha parlato così del suo cane Pippi, raccontando questo episodio e la decisione che ne è conseguita. La star di “Hunger Games” aveva adottato la cagnolina nel 2017 da un canile ma ora ha svelato di aver lasciato ai genitori l’animale dopo che quest’ultimo ha morso suo figlio Cy. “Non le piaceva New York e io abitavo vicino al parco proprio per lei. Dopo che sono diventata mamma ho iniziato ad avere paura dei cani, come se avessi una repulsione e li vedessi come una minaccia” ha dichiarato Lawrence. Poi la rivelazione: “Uno di loro ha morso mio figlio e questo ha fatto sparire ogni cane dalla mia vita. Ho pensato ‘Eliminerò te, la tua fott*ta famiglia, i tuoi amici del ca**o, andrò fino in Cina e mi occuperò anche di loro’. Chiunque ti somigli è morto”. Da qui la decisione di non voler più tenere cani e dare via la sua Pippi affidandola ai suoi genitori. Neanche a dirlo, queste sue dichiarazioni hanno fatto subito il giro del web, suscitando indignazione. Come riporta Huffpost, sui social network alcuni utenti hanno attaccato l’attrice, mentre altri si sono schierati dalla sua parte. LE CRITICHE E IL SOSTEGNO Alcuni hanno definito la vincitrice del premio Oscar “insensibile”, altri le hanno ricordato che la salute di un animale conta tanto quanto quella di una persona. Non tutti, però, si sono schierati contro Jennifer. Su Reddit un utente ha scritto: “Sono completamente d’accordo. Ho lavorato a lungo nel campo della sicurezza dei bambini e vorrei che più persone fossero aperte a questo”. Un’altra persona ha commentato così: “Molti cani hanno reazioni inaspettate nei confronti dei bambini in casa, anche se prima andavano d’accordo con loro. Lo stigma e la vergogna che circondano il reinserimento non sono d’aiuto e non garantiscono la sicurezza dei bambini“. > Ünlü sinema yıldızı Jennifer Lawrence: > > “Çocuk sahibi olduktan sonra köpekler korkutucu olmaya başladı. Bir kere > bebeğimi ısırdı. > > Artık onları tehdit olarak görmeye başladım. Köpeğim hayatta ama anneme > verdim.” > pic.twitter.com/YHmsJDpWxY > > — Güvenli Şehirler (@GuvenliSehirler) January 10, 2026 L'articolo “Eliminerò te, la tua fott*ta famiglia e i tuoi amici del ca**o. Chiunque ti somiglia è morto”: lo sfogo di Jennifer Lawrence contro il suo cane Pippi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mi hanno licenziato dal set di un film perché mi sono separata da Chris Martin”: lo sfogo di Gwyneth Paltrow
Mi hanno licenziato dal set di un film perché mi sono separata da Chris Martin. Parola di Gwyneth Paltrow. La 53enne star di Hollywood e fondatrice di Goop ha parlato apertamente dell’impatto inaspettato della fine del suo matrimonio con il frontman dei Coldplay in una intervista del podcast Good hang with Amy Poehler. “A un certo punto avrei dovuto fare un film, ed è successo subito dopo la separazione consapevole con Chris, e c’erano un sacco di commenti duri sulla stampa”, ha spiegato Paltrow. “Credo che a quel punto il produttore abbia pensato: ‘Forse meglio non sfiorare la questione Martin’. È stato fantastico: prima ho divorziato e poi sono stata licenziata”. Nel 2014 Paltrow e Martin annunciarono la loro intenzione di “separarsi consapevolmente”, Paltrow, che ha una figlia, Apple, di 21 anni, e un figlio, Moses, di 19, con Martin, si è risposata nel 2018 con il produttore Brad Falchuk. La Paltrow è apparsa di nuovo in un ruolo importante, dopo parecchi anni di piccole parti nei blockbuster Marvel o di pause prolungate come coprotagonista dell’acclamato Marty Supreme, film già pronto a fare incetta di Oscar nel marzo 2026. L'articolo “Mi hanno licenziato dal set di un film perché mi sono separata da Chris Martin”: lo sfogo di Gwyneth Paltrow proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Rispettate la privacy in questo momento difficile”: l’appello di Tommy Lee Jones dopo morte della figlia Victoria. Il Daily Mail: “Decesso per overdose”
Tommy Lee Jones e la sua famiglia hanno rotto il silenzio sulla morte della figlia Victoria, avvenuta all’età di 34 anni: “Apprezziamo tutte le gentili parole, i pensieri e le preghiere. Vi preghiamo di rispettare la nostra privacy in questo momento difficile. Grazie”. Ma sul decesso emergono dettagli inquietanti. I paramedici sono arrivati all’esclusivo hotel Fairmont di San Francisco alle 2:52 del mattino di Capodanno, in seguito alla segnalazione di “una sospetta overdose” con una vittima che aveva subito un “cambiamento di colore”. Il Daily Mail ha ottenuto l’audio del 911 da Broadcastify, che indica che Victoria è stata chiamata con “codice 3 per overdose, cambiamento di colore”, laddove il codice 3 indica un’emergenza che richiede un intervento immediato e sirene spiegate. Nonostante il personale di emergenza abbia tentato di rianimare Victoria, è stata dichiarata morta sul posto. Fonti delle forze dell’ordine hanno affermato che “le sue labbra e le sue unghie presentavano una sfumatura bluastra all’arrivo dei primi soccorritori”, alimentando i sospetti di un’overdose. Si suppone che la donna si trovasse all’hotel per festeggiare il Capodanno con un gruppo di tre o quattro persone che hanno poi parlato con gli operatori sanitari. Una testimone ha riferito che Victoria aveva fatto uso di cocaina quella notte, secondo quanto riportato dalle fonti a TMZ. La causa della morte di Victoria non è stata ufficialmente determinata e si prevede che verrà eseguita un’autopsia per portare alla luce ulteriori informazioni. Una fonte delle forze dell’ordine ha riferito al Daily Mail che non c’erano segni di violenza, come traumi sul corpo di Victoria, “né sono stati rinvenuti strumenti per il consumo di droga vicino a lei”. Venerdì 2 gennaio è stato rivelato che Victoria è stata arrestata due volte l’anno scorso. Il Daily Mail ha ottenuto in esclusiva una foto segnaletica di giugno in cui appariva con quello che sembrava essere un livido sotto un occhio. Il primo fermo risale ad aprile, quando la polizia della Napa Valley, intervenuta per un controllo sanitario, l’ha accusata di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, possesso di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale. A giugno è stata nuovamente arrestata per un presunto caso di violenza domestica presso il Carneros Resort and Spa di Napa, struttura con tariffe a partire da 500 dollari a notte. Documenti giudiziari esaminati dal Daily Mail rivelano ulteriori accuse di maltrattamenti verso anziani. Victoria si è dichiarata non colpevole di tutte le imputazioni e dovrebbe comparire in tribunale per l’udienza di conciliazione alla fine del mese corrente. L'articolo “Rispettate la privacy in questo momento difficile”: l’appello di Tommy Lee Jones dopo morte della figlia Victoria. Il Daily Mail: “Decesso per overdose” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mickey Rourke a rischio fratto: l’attore ha ricevuto un avviso di pagamento di oltre 50mila dollari di affitto arretrato. Il proprietario è furibondo
Guai finanziari per Mickey Rourke. L’attore ha ricevuto un avviso di pagamento pari a 59.100 dollari di affitto arretrato. La star di Hollywood, qualora non saldasse il conto entro 3 giorni, dovrà sgomberare la casa in cui vive. Il sito People ha ottenuto il documento della denuncia presentata da Eric Goldie, proprietario della casa di Los Angeles, contro Rourke. Secondo quanto si legge, il 73enne avrebbe dovuto saldare i conti entro lo scorso 21 dicembre. L’avviso, che secondo la denuncia Rourke avrebbe “omesso di rispettare”, è stato affisso nei locali e inviato per posta al diretto interessato. Secondo quanto si legge nel documento, l’attore ha iniziato ad affittare l’immobile nel marzo del 2025, con un canone mensile iniziale di 5.200 dollari. Successivamente la cifra è salita a 7 mila dollari. Goldie chiede la cifra mai versata da Rourke, oltre al rimborso delle spese legali. La casa, di quasi 150 metri quadrati, comprende tre camere da letto e due bagni completi. Si tratta di un antico bungalow costruito nel 1926. ROURKE CONTRO CELEBRITY BIG BROTHER UK Come riporta People, Mickey Rourke ha iniziato ad affittare la proprietà poco prima di intraprendere un’azione legale contro Celebrity Big Brother UK, per una presunta controversia salariale. All’epoca la manager di Rourke, Kimberly Hines, aveva commentato sempre a People la controversa eliminazione del suo assistito dal reality britannico. L’agente aveva dichiarato che gli autori avevano mancato di rispetto all’attore “mettendolo pubblicamente in imbarazzo” e rifiutando di pagare il compenso dovuto. La donna aveva aggiunto: “Non c’è dubbio che quando Big Brother ha ingaggiato Mickey Rourke, era pienamente consapevole sia della sua immagine pubblica che di come questa fosse in linea con la sua immagine di ribelle di Hollywood”. L'articolo Mickey Rourke a rischio fratto: l’attore ha ricevuto un avviso di pagamento di oltre 50mila dollari di affitto arretrato. Il proprietario è furibondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Kevin Costner nei guai: “Non ha pagato il noleggio dei costumi del suo ultimo film, deve un risarcimento da 440 mila dollari”
Nuovi guai legali e finanziari per Kevin Costner. L’attore è stato citato in giudizio dalla società Western Costume per il mancato pagamento dei costi di noleggio dei costumi utilizzati nel secondo capitolo della sua saga western “Horizon: An American Saga“. Come riporta The Hollywood Reporter, la causa per una violazione contrattuale è stata intentata presso un tribunale statale della California contro Costner e la sua casa di produzione Territory Pictures. L’azienda Western Costume chiede un risarcimento di circa 440 mila dollari. La compagnia che affitta abiti da scena sostiene che una parte significativa delle fatture non è mai stata saldata e che alcuni abiti sono stati restituiti danneggiati. Secondo l’atto di citazione, nel 2024 la Western Costume aveva emesso una fattura di circa 134 mila dollari per il noleggio degli abiti di scena. Come riporta The Hollywood Reporter, all’inizio del 2025 la Territory Picture di Costner aveva raggiunto un accordo transattivo per una causa simile, legata ai costumi utilizzati nelle prime due serie della saga. FLOP AL BOTTEGHINO La saga “Horizon: An American Saga” di Kevin Costner ha riscontrato problemi di budget. L’attore è alla costante ricerca di nuovi finanziamenti per completare la serie di film, concepita in 4 capitoli. Il secondo di questi sarebbe dovuto uscire nelle sale nel 2024, ma il flop all’esordio ha bloccato la pubblicazione del sequel. Per il primo capitolo, infatti, erano stati stanziati 100 milioni, mentre l’incasso è stato di appena 38.7 milioni di dollari. La terza pellicola di Costner non risulta ancora del tutto finanziata. Intanto, l’attore e produttore cinematografico deve fare i conti con la legge. Per marzo 2026 è prevista un’udienza arbitrale che vede contrapposte, per presunte violazione di un accordo di co-finanziamento, la società di Costner, la banca finanziatrice City National Bank e il distributore New Line Cinema. La star hollywoodiana deve fare i conti anche con una causa intentata da una stunt performer del secondo capitolo, che ha accusato la prodizione di discriminazione sessuale oltre a molestie e ritorsioni in relazione a una scena non prevista dal copione e girata senza la presenza del coordinatore dell’intimità. L'articolo Kevin Costner nei guai: “Non ha pagato il noleggio dei costumi del suo ultimo film, deve un risarcimento da 440 mila dollari” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jennifer Lopez e Ben Affleck paparazzati insieme a fare shopping: ritorno di fiamma dopo il divorzio?
La magia del Natale ha fatto riappacificare Jennifer Lopez e Ben Affleck. L’ex coppia è stata paparazzata al Brentwood Country Mart insieme a Samuel, il figlio dell’attore. Come riporta Page six, Affleck è arrivato al Farmshop con il ragazzo, mentre Lopez ha raggiunto i due in un secondo momento. Gli ex coniugi e il tredicenne hanno trascorso il pomeriggio tra le boutique di Los Angeles per dedicarsi allo shopping natalizio. J-Lo ha poi salutato Ben Affleck e suo figlio ed è tornata a casa da sola. La showgirl e l’attore di Hollywood sono stati paparazzati insieme a quasi un anno di distanza dalla data del loro divorzio. LA VICENDA DEL TATUAGGIO La relazione traJennifer Lopez e Ben Affleck è stata breve ma intensa. I due si sono fidanzati nel 2002 e si sarebbero dovuti sposare nel 2004. Poco prima delle nozze, i “Bennifer” si sono lasciati. Dal 2021 la cantante ha ripreso a frequentare la star hollywoodiana. Un anno più tardi la coppia ha annunciato il fidanzamento e a luglio 2022 si è celebrato il matrimonio. Ad aprile 2024 Jennifer Lopez ha poi annunciato la separazione da Affleck e a settembre l’attrice ha cancellato il tatuaggio dedicato al marito (il simbolo dell’infinito). Lo scorso 6 gennaio i coniugi hanno firmato le carte del divorzio. L'articolo Jennifer Lopez e Ben Affleck paparazzati insieme a fare shopping: ritorno di fiamma dopo il divorzio? proviene da Il Fatto Quotidiano.
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