Il mondo del cinema e delle arti marziali perde una delle sue icone più assolute
e amate. Chuck Norris è morto all’età di 86 anni a causa di un malore improvviso
mentre si trovava in vacanza alle Hawaii peril quale era stato ricoverato nelle
scorse ore. La notizia, lanciata in anteprima dal portale americano TMZ, è stata
confermata nelle scorse ore dalla famiglia dell’attore attraverso un commosso
comunicato pubblicato su Instagram.
IL MALORE IMPROVVISO E IL RICOVERO
Secondo le ricostruzioni, il decesso è avvenuto nella mattinata di giovedì in
seguito a un’emergenza medica clinica inaspettata che ne ha richiesto il
ricovero d’urgenza. Una scomparsa che ha colto tutti di sorpresa: una fonte ha
rivelato a TMZ di aver parlato con l’attore soltanto mercoledì, descrivendolo di
ottimo umore, gioviale e reduce dalla sua consueta sessione di allenamento
quotidiano. Proprio all’inizio di questo mese, infatti, il leggendario
interprete texano aveva festeggiato il suo 86esimo compleanno condividendo sui
social un video in cui si allenava con grande energia. In quell’occasione aveva
scritto: “Oggi compio 86 anni! Niente come un po’ di azione in una giornata di
sole per farti sentire giovane. Sono grato per un altro anno, per la buona
salute e per la possibilità di continuare a fare ciò che amo”.
IL COMUNICATO DELLA FAMIGLIA
“È con il cuore pesante che la nostra famiglia condivide la scomparsa improvvisa
del nostro amato Chuck Norris, avvenuta ieri mattina”, si legge nel post
condiviso dai familiari per annunciare la tragedia.
Mantenendo il massimo riserbo sulle esatte cause cliniche del decesso, la
famiglia ha voluto rassicurare i milioni di fan sparsi per il mondo: “Sebbene
desideriamo mantenere private le circostanze, sappiate che era circondato dalla
sua famiglia ed era in pace”. Il comunicato lo ricorda come un “marito devoto,
un padre e nonno amorevole, un fratello incredibile e il cuore della nostra
famiglia”, sottolineando come l’attore abbia vissuto la sua vita “con fede,
scopo e un impegno incrollabile verso le persone che amava. Attraverso il suo
lavoro, la sua disciplina e la sua gentilezza, ha ispirato milioni di persone e
ha lasciato un impatto duraturo su tantissime vite”.
L’EREDITÀ DI UN’ICONA IMMORTALE
Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia dell’intrattenimento globale.
Maestro indiscusso di arti marziali e guru del fitness, Chuck Norris ha segnato
l’immaginario collettivo degli anni Ottanta e Novanta con pellicole cult
d’azione come “Rombo di tuono” (Missing in Action) e “Delta Force”.
L'articolo È morto Chuck Norris, addio alla leggenda del cinema action: fatale
un malore mentre era in vacanza alle Hawaii proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Hollywood
Dopo due Oscar vinti per La La Land e Poor Things, Emma Stone torna protagonista
della stagione dei premi con Bugonia, diretto da Yorgos Lanthimos. L’attrice è
candidata agli Academy Awards 2026 sia come miglior attrice protagonista sia
come produttrice del miglior film. Se sul grande schermo convince con
interpretazioni intense, fuori dal set Stone continua a incuriosire anche per il
suo approccio al benessere. L’attrice ha più volte chiarito di non seguire diete
drastiche: preferisce un equilibrio fatto di alimentazione consapevole,
movimento e ascolto del proprio corpo.
Ma, oltre alla carriera, Stone continua a far parlare di sé anche per
l’approccio equilibrato al benessere. Interrogata più volte sulla sua forma
fisica, l’attrice ha sempre chiarito di non affidarsi a diete estreme. Al
contrario, nel tempo ha costruito una routine basata su alimentazione
bilanciata, movimento e ascolto del proprio corpo.
SKINCARE AL COCCO E DIETA FLESSIBILE: I SEGRETI DI BENESSERE DI EMMA STONE
Alcuni dettagli della sua routine sono emersi in varie interviste e tra i
rituali più curiosi c’è quello legato alla skincare. In un’intervista a
Cosmopolitan ha raccontato di usare olio di cocco o di oliva come esfoliante per
il viso, scherzando: “Odoro come una focaccia, è davvero sexy“. A tavola
privilegia cibi semplici e bilanciati come lo yogurt greco, frutta, verdura,
cereali integrali e proteine magre, ma non rinuncia a qualche sfizio. Il suo
snack preferito? Mele con burro d’arachidi. Nella routine quotidiana non mancano
acqua e limone, frullati proteici e l’ashwagandha, adattogeno naturale utile
contro stress e ansia (da assumere però solo dopo aver consultato un esperto).
Qualche sfizio, di tanto in tanto, è concesso: pizza, hamburger, patatine fritte
e altri piatti poco salutari non sono banditi dalla tavola di Emma Stone.
L’attrice ha spiegato di seguire un approccio alimentare flessibile, che adatta
alle proprie esigenze di benessere e non alle pressioni estetiche dell’industria
cinematografica. Una scelta che, come ha raccontato, è guidata soprattutto dalla
ricerca della sua “armonia psico-fisica”, più che dalla volontà di aderire a
determinati standard di bellezza o di prepararsi a un ruolo specifico. Nella
maggior parte dei lavori sul set, infatti, la sua naturale corporatura slanciata
si è rivelata già perfettamente adatta alle esigenze di scena.
“NON POSSO FARNE A MENO”: LA RIVELAZIONE DELL’ATTRICE
Quando però il copione lo richiede, la trasformazione non la spaventa. È
accaduto con Battle of the Sexes (2017), il film in cui ha interpretato la
tennista Billie Jean King: per rendere credibile il personaggio ha aumentato la
massa muscolare di quasi sette chili, portando l’apporto calorico quotidiano a
circa 2.500–3.000 kcal. Il percorso è stato seguito dal trainer Jason Walsh, che
ha affiancato a un piano alimentare mirato un intenso programma di allenamenti
con pesi ad alto carico e sessioni cardio.
Lontano dal set, però, Stone preferisce attività che lei stessa definisce “più
piacevoli”: arrampicata su roccia, pilates e jogging. E soprattutto lunghe
passeggiate, che ama praticare anche durante i viaggi: “Sono un modo
meraviglioso per stimolare le endorfine. Non posso proprio farne a meno“, ha
raccontato. “Aiutano non solo il corpo, ma anche la mente. Che è il motivo per
cui mi “muovo”.
L'articolo “Odoro come una focaccia, è davvero sexy. Uso l’ashwagandha come
antistress, ho dovuto mettere su 7 chili di muscoli per un film”: parla Emma
Stone proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’anello di fidanzamento di Lily Collins è tornato al dito dell’attrice. Ci è
voluto del tempo, nello specifico 3 anni, prima che ciò accadesse. Nelle storie
di Instagram la star di “Emily in Paris” si è detta senza parole dopo che la
gioielleria Hakimian Imports di Chicago è riuscita a recuperare l’anello con
diamante taglio rosa disegnato da Irene Neuwirth che le era stato rubato 3 anni
prima. “Avere questo a casa significa molto per noi”, ha scritto in un selfie in
cui mostra il prezioso. “Sono ancora senza parole, è di nuovo al mio dito”.
IL FURTO 3 ANNI FA
L’anello di fidanzamento di Collins, insieme alla fede nuziale e ad altri
effetti personali, erano stati rubati da un hotel di West Hollywood il 6 maggio
2023. All’epoca, lo Sceriffo di Los Angeles confermò a People che gli agenti
erano intervenuti in seguito a una chiamata per furto con scasso all’Edition
Hotel su Sunset Boulevard, dopo che gli effetti personali di una nota celebrità
femminile erano stati rubati da un armadietto di sicurezza. L’attrice alloggiava
in hotel quando si recò alla spa e chiuse a chiave i suoi effetti personali, e
al suo ritorno non li trovò più.
NEI PANNI DI AUDREY HEPBURN
Collins e suo marito Charlie McDowell si erano fidanzati nel settembre 2020, per
poi sposarsi il 4 settembre 2021 a Dunton, in Colorado. Ben presto l’attrice
vestirà i panni di Audrey Hepburn in un nuovo film sulla realizzazione di
Colazione da Tiffany. “Dopo quasi 10 anni di lavoro e una vita di ammirazione e
adorazione per Audrey, finalmente posso condividere questa notizia. Onorata ed
entusiasta non rendono minimamente l’idea di come mi sento”, aveva scritto di
recente nel dare la notizia.
L'articolo “È tornato al mio dito, sono senza parole”: Lily Collins ritrova
l’anello di fidanzamento che le era stato rubato 3 anni fa proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Elijah Blue Allman, figlio di Cher, sarebbe stato accusato di aver causato
disordini in una scuola privata d’élite nel New Hampshire. Il musicista, 49
anni, è stato arrestato venerdì 27 febbraio, come confermato a People dal
Dipartimento di Polizia di Concord (CPD).
I FATTI
Le autorità sono intervenute alla St. Paul’s School di Concord intorno alle
18:00 ora locale, in seguito alla segnalazione di un ospite indesiderato,
secondo quanto riportato dalla testata locale WMUR. L’individuo, successivamente
identificato come Allman, avrebbe causato disordini e si sarebbe comportato in
modo aggressivo nella sala da pranzo, ha affermato la testata. Allman è stato
fermato dalla polizia e accusato di due capi d’imputazione per aggressione
semplice, violazione di domicilio, minacce e disturbo della quiete pubblica. È
stato processato presso la prigione della contea di Merrimack e rilasciato su
cauzione personale, un accordo in base al quale non deve pagare alcuna cauzione
e promette di comparire in tribunale in futuro. Le autorità hanno dichiarato che
Allman non ha alcun legame con la scuola. Quanto avvenuto è ancora oggetto di
indagine. People ha chiesto un commento al portavoce di Cher, non ottenendo però
risposta.
IL PRECEDENTE
Nel giugno scorso il figlio della cantante era stato ricoverato d’urgenza alcuni
giorni in una clinica dopo essere stato trovato in stato confusionale nella
propria abitazione, nella quale gli agenti avevano trovato della droga,
Elijah Blue Allman è il secondo figlio di Cher, nato dall’amore con il defunto
musicista rock Gregg Allmann nel 1976.
L'articolo Cher, arrestato il figlio Elijah Blue Allman: “Ha causato disordini
in una scuola”. Ecco che cosa è successo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Bobby J. Brown, che interpretava il poliziotto nella serie di successo della HBO
“The Wire“, è morto a 62 anni dopo essere rimasto coinvolto in un incendio in un
fienile, secondo quanto appreso da TMZ. La figlia dell’attore ha dichiarato alla
testata che il padre è morto martedì per inalazione di fumo.
LA CAUSA DELLA MORTE
L’ufficio del medico legale capo del Maryland ha confermato a TMZ che la causa
della morte di Brown (accidentale) è stata accertata come lesione termica
diffusa e inalazione di fumo.
L’INCIDENTE
Il tragico incendio è scoppiato dopo che Brown è entrato nel fienile per avviare
un veicolo. Poco dopo, ha chiamato un familiare per chiedere un estintore, ma
quando la famiglia è arrivata al fienile per spegnere l’incendio, il fienile era
già avvolto dalle fiamme. Sua moglie ha riportato gravi ustioni nel tentativo di
salvarlo.
CHI ERA BOBBY J. BROWN
Oltre a “The Wire”, Brown ha avuto ruoli importanti anche in “Law & Order: Unità
vittime speciali” e “We Own This City”. “Sono sconvolto e rattristato. Era un
attore e una persona così brava. Era totalmente dedito all’arte della
recitazione ed è stato un piacere lavorare con lui”, ha dichiarato il suo
agente, Albert Bramante.
L'articolo Addio a Bobby J. Brown, è morto in un incendio l’attore di “The Wire”
e “Law & Order” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il “Thank u, next” (in italiano “Grazie, il prossimo”) cantato da Ariana Grande
in una delle sue più celebri canzoni le si è ritorto contro. Come riporta
Dailydot, l’ex star di Nickelodeon era tra le principali candidate al ruolo di
Audrey Hepburn nel film biografico sulla realizzazione di “Colazione da
Tiffany”. Alla fine, la produzione ha scelto di puntare su Lily Collins, nota
per il ruolo di Emily in “Emily in Paris”. I fan di Ariana sono insorti sul web,
sottolineando come Collins sia anche produttrice del film e, quindi, che si sia
auto-selezionata per il ruolo di Hepburn.
La decisione è stata presa e Lily interpreterà Audrey nel film – ancora senza
titolo – che racconta la realizzazione del cult cinematografico, focalizzandosi
sulle controversie pre produzione e sugli incidenti avvenuti sul set. Ad
annunciare l’assegnazione del ruolo da protagonista è stata la stessa Collins,
che ha condiviso la sua gioia con i followers su Instagram.
Sotto il post in cui è ripresa una foto di Hepburn nei panni di Holly Golightly
ha scritto: “Dopo quasi 10 anni di lavoro e una vita di ammirazione e adorazione
per Audrey, finalmente posso condividere questa notizia. Onorata ed entusiasta
non rendono minimamente l’idea di come mi sento”. Il film sarà ricco di
curiosità. Tra queste, secondo quanto riferito da alcuni insiders, il fatto che
Truman Capote (autore del libro da cui è tratto l’omonimo film) volesse vedere
Marylin Monroe nei panni di Holly Golightly e non Audrey Hepburn, scelta dalla
Paramount.
La maggior parte delle reazioni al “furto” di Lily Collins nei confronti di
Ariana Grande sono state negative. Un utente ha commentato la notizia su X
scrivendo: “Lily Collins ha un disturbo alimentare molto grave, mentre Audrey
era magra perché da bambina era stata denutrita durante la guerra”. Un’altra
persona ha scritto: “Non sono contraria ai film biografici in sé, ma se si vuole
realizzare un film su Audrey, questa è la parte meno interessante della sua vita
su cui concentrarsi”. I fan di Collins sono accorsi per difendere la loro
beniamina. Un follower ha scritto: “È la prima volta che Hollywood ha davvero
ascoltato e scelto la persona perfetta per il ruolo, GRAZIE”.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da Lily Collins (@lilyjcollins)
L'articolo Lily Collins “ruba” il ruolo ad Ariana Grande: sarà lei a
interpretare Audrey Hepburn nel prossimo film. I followers della cantante contro
l’attrice: “Si è auto-scelta” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Robert Carradine, noto per i suoi ruoli in “La rivincita dei nerds” e “Lizzie
McGuire”, è morto all’età di 71 anni. Carradine si è suicidato dopo anni di
convivenza con il disturbo bipolare, ha dichiarato la famiglia in una nota,
nella speranza di sensibilizzare l’opinione pubblica. “È con profonda tristezza
che dobbiamo annunciare la scomparsa del nostro amato padre, nonno, zio e
fratello Robert Carradine”, ha dichiarato la famiglia in una nota a Deadline
lunedì.
IL MESSAGGIO DELLA FAMIGLIA
“In un mondo che può sembrare così buio, Bobby è sempre stato un faro di luce
per tutti coloro che lo circondavano. Siamo addolorati per la perdita di questa
splendida anima e vogliamo rendere omaggio alla coraggiosa lotta di Bobby contro
la sua battaglia, durata quasi vent’anni, contro il disturbo bipolare. Speriamo
che il suo percorso possa illuminare e incoraggiare ad affrontare lo stigma
associato alla malattia mentale. In questo momento chiediamo la massima
riservatezza per elaborare il lutto per questa perdita insondabile. Con
gratitudine per la vostra comprensione e compassione”.
LE PAROLE DEL FRATELLO KEITH
Suo fratello maggiore Keith Carradine, anche lui attore, ha dichiarato a
Deadline che la famiglia voleva che il mondo sapesse della malattia mentale del
fratello. “Vogliamo che la gente lo sappia, e non c’è nulla di cui vergognarsi“,
ha fatto sapere. “Voglio celebrarlo per la sua lotta contro la malattia e
celebrare la sua anima meravigliosa. Ci mancherà ogni giorno. Troveremo conforto
nel vedere quanto potesse essere divertente, quanto fosse saggio, profondamente
tollerante. Ecco chi era il mio fratellino”.
CHI ERA ROBERT CARRADINE
Nel 2009, il fratellastro maggiore di Carradine, David, morì all’età di 72 anni
per asfissia in una stanza d’albergo in Thailandia. Robert in seguito affermò
che la sua malattia mentale era stata scatenata proprio dalla morte del
fratello. Nato nel 1954, Carradine era il figlio più giovane dell’attore John
Carradine. Aveva due fratellastri maggiori, David e Bruce, nati dal primo
matrimonio del padre, e due fratelli maggiori, Keith e Christopher; tutti,
tranne Christopher, si sono dedicati alla recitazione.
Il debutto cinematografico è stato al fianco di John Wayne in “The Cowboys” nel
1972, seguito in rapida successione da una parte nel film premio Oscar “Tornando
a casa” e da un piccolo ruolo nel film di Martin Scorsese del 1973 “Mean
Streets”. E poi: “I cavalieri dalle lunghe ombre” e la commedia del 1984 “La
rivincita dei nerds”, in cui interpretava il protagonista Lewis Skolnick.
L’attore è riuscito a farsi conoscere e apprezzare anche dalle generazioni
successive interpretando il padre di Lizzie McGuire, Sam, apparendo al fianco di
Hilary Duff nella omonima serie tra il 2001 e il 2004.
L'articolo È morto Robert Carradine, addio all’attore de “La rivincita dei
nerds” e “Lizzie McGuire”: “Lottava con un disturbo bipolare, vogliamo che si
sappia, non c’è nulla di cui vergognarsi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ci sono due donne che in questo momento stanno attraversando lo stesso dolore, e
per questo sono più vicine che mai. Si tratta di Kimberly Van Der Beek e Rebecca
Gayheart, rispettivamente vedove di James Van Der Beek e Eric Dane, morti a
distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, entrambi molto giovani. Kimberly ha
voluto manifestare la propria vicinanza a Rebecca con un gesto social. Tra le
storie di Instagram, infatti, la vedova Van Der Beek ha condiviso una foto del
2017 in cui sono presenti lei con il marito insieme ad Eric Dane e sua moglie e
le figlie. Giorni felici che lasciano tanta malinconia: “RIP Eric Dane. Ti
amiamo Rebecca. Ci mancheranno le risate che i nostri ragazzi facevano insieme
alle feste di Natale” ha scritto Kimberly, e Rebecca ha condiviso il contenuto
tra le proprie storie, in segno di ringraziamento per il sostegno e la
vicinanza.
HOLLYWOOD PIANGE LE SUE STELLE
Nel giro di poche settimane Hollywood ha perso due star: prima James Van der
Beek, il Dawson Leery di “Dawson’s Creek”, morto a 48 anni per un cancro al
colon-retto, poi Eric Dane, il dottor Mark Sloan di “Grey’s Anatomy”, scomparso
all’età di 53 anni a causa della sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Dopo la
sua morte, su Netflix è stata caricata la sua ultima intervista, nella quale
rivolge parole dolci e al tempo stesso strazianti alle figlie, condividendo con
loro e con i suoi fan gli insegnamenti che – nonostante tutto – è riuscito a
trarre dalla malattia.
L'articolo “Ci mancheranno i nostri ragazzi”: il gesto di Kimberly Van Der Beek
dopo la morte di Eric Dane e il messaggio per la vedova Rebecca proviene da Il
Fatto Quotidiano.
A pochi giorni dal suo 80° compleanno (che cadrà il 12 marzo), Liza Minnelli si
racconta nel memoir “Kids, Wait Till You Hear This” in uscita il 10 marzo e di
cui People pubblica alcuni estratti in anteprima. Il libro si basa su oltre 10
anni di storie e interviste raccontate al suo migliore amico, il pianista
Michael Feinstein. Amori, delusioni, dipendenze e successi: Liza, che si
dichiara sobria da 11 anni, si svela come mai prima d’ora.
IL TRADIMENTO DEL MARITO
Nel 1967 Liza Minnelli sposa il cantautore Peter Allen: “Un pomeriggio, di
ritorno presto da una scorpacciata di shopping sfrenato, entrai nel nostro
appartamento e trovai Peter che faceva sesso appassionato. Con un uomo. Nel
nostro letto! Peter si avvicinò a me e mi strinse forte. Iniziammo entrambi a
piangere. Mi disse per la prima volta: ‘Liza, ti amo più di chiunque altro al
mondo… e sono gay'”.
LA MORTE DELLA MADRE
La vita della star cambia per sempre il 22 giugno 1969, quando sua madre muore
per overdose accidentale: “Piansi per otto giorni di fila” racconta, spiegando
come quello sia stato per lei l’inizio della dipendenza da sostanze. “Lo stress
e la tensione mi sopraffacevano. Ero sconvolta e un medico mi prescrisse del
Valium per aiutarmi a rilassarmi poco prima del funerale. Quella che era
iniziata come una benedizione di un giorno si trasformò presto in un’abitudine,
poi in una vera e propria dipendenza negli anni a venire“.
IL MATRIMONIO CON DAVID GEST
È il 2001 quando Minnelli conosce David Gest sul set dello speciale concerto di
Michael Jackson per la CBS. L’anno dopo i due convolano a nozze, ma la loro
storia assomiglia di più a una prigionia, per Liza. Si legge ancora nel memoir:
“Non controllava solo tutto quello che mangiavo, dalla mattina alla sera,
controllava anche le persone che vedevo e con cui parlavo al telefono. Filtrava
le mie chiamate. In verità, ero sua prigioniera”.
L’EPISODIO DEGLI OSCAR CON LADY GAGA
Nel 2022 le viene chiesto di presentare l’Oscar per il miglior film con Lady
Gaga. Si aspetta di sedersi su una sedia da regista, ma i piani cambiano
all’ultimo minuto. “Mi è stato inspiegabilmente ordinato – non mi è stato
nemmeno chiesto – di sedermi su una sedia a rotelle o di non apparire affatto.
Mi è stato detto che era per via della mia età e per motivi di sicurezza, perché
avrei potuto scivolare dalla sedia da regista, il che era una stronzata. Non mi
farò trattare in questo modo, ho detto. La mia co-presentatrice ha insistito che
non sarebbe salita sul palco con me a meno che non fossi su una sedia a rotelle.
Ero disperata”.
Il racconto prosegue così: “Ero molto più in basso di quanto sarei stata sulla
sedia da regista. Ora non riuscivo a leggere facilmente il gobbo sopra di me.
Come ti sentiresti se venissi spinta fuori, contro la tua volontà, per esibirti
di fronte a un pubblico dal vivo, e non riuscissi a vedere chiaramente?”. E
lancia una frecciatina a Lady Gaga: “Così, quando ho inciampato in qualche
parola, Gaga, che era al mio fianco, non ha perso un colpo per recitare la parte
dell’eroina dal cuore d’oro davanti a tutto il mondo. ‘Ti proteggo io’, ha
detto, chinandosi su di me”. Dopo aver saputo del suo disagio, Gaga è andata nel
camerino di Liza e le ha chiesto: “Stai bene?”. “L’ho guardata e le ho detto
semplicemente: ‘Sono una sua grande fan’. Ho imparato questa lezione anni fa da
mamma e papà. Nei momenti di forte stress, si rimane gentili” fa sapere
Minnelli, che in 80 anni di vita, tra alti e bassi, cadute e trionfi, ha
imparato una cosa: “C’è sempre un arcobaleno, se sai dove cercarlo”.
L'articolo “Agli Oscar mi hanno obbligato a stare su una sedia a rotelle, e Lady
Gaga non ha perso occasione per recitare la parte dell’eroina dal cuore d’oro
davanti al mondo”: Liza Minnelli al vetriolo proviene da Il Fatto Quotidiano.
James Van Der Beek è diventato famoso interpretando il dolce e sognatore Dawson
Leery, ma il mese prossimo, giusto poche settimane dopo la sua morte, i fan lo
ritroveranno nelle inedite vesti di un personaggio sinistro e misterioso. Van
Der Beek è infatti nel cast di The Gates, in uscita il 13 marzo tramite
Lionsgate Premiere. L’attore prematuramente scomparso lo scorso 11 febbraio
all’età di 48 anni veste i panni del pastore omicida Jacob, che dà la caccia a
tre giovani uomini di colore in una comunità chiusa e ostile dopo che questi lo
hanno visto uccidere qualcuno. Scritto e diretto da John Burr, il thriller vede
la partecipazione anche di Mason Gooding, Algee Smith e Keith Powers.
IL REGISTA JOHN BURR PARLA DI JAMES VAN DER BEEK
In una dichiarazione condivisa con Deadline in seguito alla scomparsa di Van Der
Beek, Burr ha ringraziato la famiglia dell’attore per “averci concesso il tempo
prezioso che abbiamo avuto con lui” durante le riprese di The Gates. “Siamo
stati incredibilmente fortunati ad aver lavorato con lui in questo film. Ha
portato esperienza e prospettiva al ruolo, e ha costruito relazioni profonde con
i suoi colleghi del cast e con la troupe”, ha detto. “E pur essendo
profondamente dedito alla sua interpretazione dell’imperfetto e amorale
antagonista della nostra storia, tra una scena e l’altra si è trasformato senza
sforzo nel conversatore pragmatico e affascinante che era nel profondo”. Quanto
invece alle sue conversazioni via messaggio con Van Der Beek negli ultimi mesi,
ha aggiunto: “Le sue parole erano piene di energia e punteggiate da punti
esclamativi, nonostante la sua salute dovesse essere in declino”.
GLI ULTIMI LAVORI PRIMA DI MORIRE
Benché provato dalla malattia, James Van Der Beek ha continuato – per quanto
possibile – a lavorare. Oltre a The Gates, l’attore apparirà anche nella
prossima serie di Prime Video e Amazon MGM Studios Elle, prequel del film di
successo La rivincita delle bionde, in uscita il 1° luglio. Interpreterà Dean
Wilson, il nuovo candidato sindaco della città e attuale sovrintendente del
distretto scolastico.
L'articolo James Van Der Beek, l’ultima volta al cinema prima della morte: in
“The Gates” è un pastore omicida proviene da Il Fatto Quotidiano.