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“Mio padre Gianni Morandi non voleva duettare con me, diceva ‘Ti daranno del raccomandato, poi ti rovini'”: il retroscena di Tredici Pietro su Sanremo
Gianni Morandi non era inizialmente convinto di duettare con Tredici Pietro, suo figlio, nella serata delle cover a Sanremo 2026. Lo rivela lo stesso Pietro ospite di Mara Venier nello speciale di Domenica In dedicato al Festival. Come noto i due si sono esibiti sulle note di Vita, brano che a suo tempo Morandi cantò con Dalla. Un duetto molto applaudito all’Ariston, ma che ha rischiato di non vedere la luce per i timori di Gianni. IL RETROSCENA SVELATO DA TREDICI PIETRO Tredici Pietro racconta a Mara Venier e agli opinionisti come la scelta sia caduta su Vita perché è il suo “preferito della discografia di mio padre”. L’artista rivendica di aver voluto prendere le distanze dal genitore facendo un proprio percorso, “ma una volta che sono arrivato qui, spero con le mie forze, ho detto: ‘Ti devo invitare a cantare insieme. Sarebbe un disonore non onorare insieme questa storia, soprattutto perché non c’è da nascondersi dietro una foglia”. A Venier che gli chiede se il padre abbia accettato subito l’invito, Tredici Pietro risponde: “No”, e imitando la voce del papà prosegue: ” Tutta la vita che scappi da me, tu sei matto? Ti danno del raccomandato, poi ti rovini”. Ma il giovane non ha voluto sentire ragioni: “Non me ne frega niente degli altri, voglio cantare con te, questa cosa ce la terremo addosso come un tatuaggio per sempre“. L'articolo “Mio padre Gianni Morandi non voleva duettare con me, diceva ‘Ti daranno del raccomandato, poi ti rovini'”: il retroscena di Tredici Pietro su Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La polemica di Alessandro Gassmann? Nessun veto di parentela al Festival, solo scelta di non pubblicizzare le fiction”: il chiarimento di Carlo Conti. La stoccata di Leo: “Noi andiamo oltre”
A innescare il caso è stato Alessandro Gassmann, rimasto visibilmente infastidito dalla presenza di Gianni Morandi sul palco, giunto in Riviera per duettare con il figlio in gara, Tredici Pietro. Un’apparizione che ha scoperchiato un malumore covato dall’attore romano da diverse settimane, sfociato in un duro sfogo social, successivamente rimosso, che ha richiesto l’intervento diretto della direzione artistica per ristabilire la realtà dei fatti. IL CORTOCIRCUITO SOCIAL E LE “REGOLE NON UGUALI PER TUTTI” L’origine del nervosismo di Gassmann risale a una precedente conferenza stampa, durante la quale aveva spiegato ai giornalisti di non poter andare a Sanremo come ospite per lanciare la sua nuova fiction Rai, Guerrieri – La regola dell’equilibrio (in onda da lunedì 9 marzo e tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio). A suo dire, gli era stato opposto un presunto cavillo regolamentare: “Esiste una regola che dice che se c’è un cantante a Sanremo, non possono andare anche come ospiti sul palco i suoi parenti“, aveva dichiarato, riferendosi alla partecipazione in gara del figlio Leo Gassmann. Vedendo Morandi padre e figlio esibirsi insieme, l’attore ha affidato a Instagram tutta la sua frustrazione: “Ah, quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival. Sono assolutamente d’accordo, regola senza senso”. Per poi affondare il colpo: “Mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante… vabbè dai, regole NON uguali per tutti”. LE REAZIONI: IL CRIPTICO LEO E L’IRONIA DI MARCO MORANDI Prima che il post venisse cancellato, il tribunale del web si era già infiammato, raccogliendo commenti illustri. Tra questi, spiccava l’intervento spiccatamente ironico di Marco Morandi, altro figlio di Gianni: “Anche io credevo fosse così! Pensa che io sono anni che provo ad andare ma ogni volta ci va mio padre per qualche motivo… ora mio fratello. L’anno prossimo ci andiamo insieme?!”. Dal canto suo, Leo Gassmann ha preferito non alimentare direttamente la polemica del padre, optando per una narrazione più emotiva. In una sibillina storia su Instagram, il giovane cantautore ha scritto: “Noi non siamo e non saremo mai da classifica. Noi ci mettiamo il cuore. Noi andiamo oltre. Noi siamo famiglia”. IL CHIARIMENTO DI CARLO CONTI A spegnere l’incendio, riportando la questione su un piano strettamente televisivo e fattuale, ha pensato Carlo Conti durante la conferenza stampa odierna. Interpellato sul caso, il direttore artistico ha smontato la tesi del presunto “veto di parentela”, spiegando come il divieto fosse in realtà legato a logiche di palinsesto molto più pragmatiche. “Il regolamento del Festival non prevede il divieto di venire sul palco con un parente”, ha chiarito Conti con pacatezza, ricordando come durante le serate siano regolarmente apparsi familiari dei concorrenti (come la mamma di Sayf o la figlia di Raf). La questione, ha spiegato il conduttore, riguardava esclusivamente lo spazio dedicato alle promozioni istituzionali: “Quest’anno avevamo fatto la scelta di non pubblicizzare le fiction Rai perché ce ne sono tantissime. Abbiamo fatto la scelta di non ospitare nessuno, contrariamente al mio interesse di aumentare gli spot di rete”. Alla base di questa decisione c’è la dura legge dei blocchi pubblicitari: quest’anno le pause durano circa sei minuti, contro i quattro e mezzo della passata edizione. Inserire le proverbiali “marchette” per le fiction avrebbe fatto collassare una scaletta già di per sé mastodontica. Conti ha infine teso un ramoscello d’ulivo, ribadendo la stima per la famiglia Gassmann ma chiarendo la natura dell’invito mancato: “Se Alessandro mi avesse chiamato per fare un duetto cantato con Leo, subito, tutta la vita”. L'articolo “La polemica di Alessandro Gassmann? Nessun veto di parentela al Festival, solo scelta di non pubblicizzare le fiction”: il chiarimento di Carlo Conti. La stoccata di Leo: “Noi andiamo oltre” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Alessandro Gassmann s’infuria per Gianni Morandi sul palco di Sanremo: “Mi rode il cul*, le regole non sono uguali per tutti”. Poi: “Dovevo presentare la mia serie, mi hanno detto ‘no'”
Leo Gassmann non si è ancora esibito quando suo papà Alessandro accende la miccia della polemica sui social. “Le regole non sono uguali per tutti”, scrive. Il motivo? Com’è ormai noto, durante la serata delle cover, Gianni Morandi è salito sul palco dell’Ariston per cantare Vita, assieme al figlio Tredici Pietro. Un’esibizione commovente e anche una rara volta in cui si è visto Morandi papà piangere. “DICO SEMPRE QUELLO CHE PENSO” Ma Gassmann non ci sta: “Quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al Festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso”, continua sul post social. E poi l’affondo: “Perché io sarei dovuto andare al festival per presentare Guerrieri, la serie che parte su Rai1 da lunedì 9 marzo, tratta dai meravigliosi romanzi di Gianrico Carofiglio, però mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante. Dico sempre quello che penso, mi rode il c**o“. Al momento nessuna replica da parte di Morandi e di Tredici Pietro. Quest’anno a Sanremo i ‘figli d’arte’ sono tre, tutti con storie e gavette differenti alle spalle: Tredici Pietro, LDA (figlio di Gigi D’Alessio) e, appunto, Leo Gassmann. L'articolo Alessandro Gassmann s’infuria per Gianni Morandi sul palco di Sanremo: “Mi rode il cul*, le regole non sono uguali per tutti”. Poi: “Dovevo presentare la mia serie, mi hanno detto ‘no'” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sanremo 2026, top e flop della quarta puntata: Morandi-Tredici Pietro commoventi (9), Patty Pravo cade bruscamente dall’Olimpo (5), Moro oscura Brock, ma lo salva (5), Sayf sorprendente! (9)
E così è arrivata la serata “karaoke” del Festival di Sanremo 2026. Tutti e 30 i Big sono tornati sul palco del Teatro Ariston per proporre le cover scelte assieme a colleghi e amici. C’è da dire che la prima parte della serata è stata abbastanza debole soprattutto perché molte scelte non sono state proprio azzeccate. Alcune hit storiche infatti dal punto della resa si sono indebolite. Con il grande rispetto per la divina Patty Pravo e la stella del Teatro alla Scala, Timofej Andrijashenko, ma “Ti lascio una canzone” non è stata proprio memorabile, anche se la dedica dolce all’amica Ornella Vanoni ha strappato un lungo applauso. Mara Sattei e Mecna hanno osato (plauso al coraggio) con uno dei brani più belli di Carmen Consoli, “L’ultimo bacio”. Ma anche qui il risultato non è stato proprio ottimale. Poi nella seconda parte la svolta grazie anche a Tullio De Piscopo con LDA e Aka 7even, J-Ax che ha omaggiato Enzo Jannacci, e TonyPitony con Ditonellapiaga. Fuori classifica qui un bel 9 per Sayf che elegantissimo, in salsa swing e soul si è fatto accompagnare da due artisti del calibro di Mario Biondi e Alex Britti su “Hit the Road Jack”. Scatenato e con una voce davvero sorprendente il cantante ha spettinato le prime file. Qui di seguito i 5 flop e top della Serata delle Cover L'articolo Sanremo 2026, top e flop della quarta puntata: Morandi-Tredici Pietro commoventi (9), Patty Pravo cade bruscamente dall’Olimpo (5), Moro oscura Brock, ma lo salva (5), Sayf sorprendente! (9) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Dovevo fare le foto per la copertina e mi dovevo buttare a peso morto su un materasso. Sono precipitato e mi sono mezzo aperto dietro la testa”: Tredici Pietro a Sanremo con L’Uomo che Cade
Tredici Pietro, il figlio di Gianni Morandi (è ancora necessario ricordarlo?), si esibirà al Festival di Sanremo sulle note del brano “Uomo che Cade”. Il titolo, purtroppo per Pietro, oltre che metaforico, si è rivelato essere una dolorosa realtà. Infatti, “durante lo shooting per la copertina del pezzo – ha raccontato il rapper a “Supernova” -, mi ritrovo su questa scala alta 1,5/2 metri e poi mi dovevo buttare ad angelo, a peso morto, su un materasso. C’era un acrobata che mi seguiva e mi spiegava come fare le cose. Non ho firmato nessuna liberatoria, quindi potrei intentare cause all’acrobata (ride, ndr). Sono precipitato e mi sono mezzo aperto dietro la testa”. Nella sfortuna e nel dolore, il rovescio della medaglia è che “la ripresa dello scatto” in questione è una delle migliori. “Però – ha continuato Pietro – non c’è la ripresa video, né annesse bestemmie che ho detto off-camera”. Il brano sanremese “parla del fatto che non esiste punto d’arrivo né punto di partenza, ma esiste solo il percorso ed è importante goderselo. Nasciamo e moriamo, ma non ci accorgiamo né di una né dell’altra cosa. Tutto il resto va colorato”. Nella canzone del rapper si parla di “percorso”, senza che se ne consideri però l’inizio o la sua fine. Ma la domanda è: dove e quando è nato il “Pietro artista”? Tutto ha avuto inizio in un parchetto a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna quando, in un pomeriggio apparentemente come gli altri, un amico di Pietro gli aveva dato l’idea di mettere il numero “Tredici” davanti al suo nome d’arte. Il motivo? Perché tredici sarebbe il numero dei suoi più cari amici. GLI INSULTI PER “L’ASSOCIAZIONE CON MIO PAPA’” E LA SINDROME DELL’IMPOSTORE Pietro, a differenza di quanto si possa (anche comprensibilmente) credere, non è mai stato un “figlio di papà”. E il merito è sia dello stesso artista che, ovviamente, dei suoi genitori, Gianni Morandi ed Anna Dan. “Ho sempre cercato di fare e di non chiedere mai nulla ai miei genitori. Ho lavorato al supermercato, come cassiere e portapizze”, aveva rivelato più di sei anna fa a Fanpage.it. “Il mio sogno era quello di potermi almeno giocare la possibilità di lavorare nel campo della musica. Piano piano dimostreremo quello che dovremo dimostrare. Stupiremo chi dovremo stupire”, aveva detto da ventunenne. Ora gli anni di Pietro sono 28 e, quella previsione a medio/lungo termine, si sta sempre più avverando. Le prime tracce del rapper sono uscite sette anni fa e “mi sono preso una bella marea d’insulti perché c’era l’associazione con mio papà e all’inizio questa roba non la sapevo gestire”, aveva ammesso Tredici Pietro. “Sono diventato famoso come ‘figlio di’ e si sono accesi i riflettori (…). Inizialmente non sapevo come percepirmi. Non sapevo se fossi bravo o se lo ero per il mio nome (…). Da qui la sindrome dell’impostore che per fortuna, via via, si è affievolita fino a che è sceso l’interesse mediatico su di me e avevo meno occhi addosso. Magari facevo dei numeri più piccoli, ma erano ‘veri’”, aveva dichiarato a FqMagazine. E, a proposito di numeri, “Ho la fortuna di avere più pubblico reale, rispetto a quello di TikTok (…). Da una parte non sono stato accolto dalla scena, ma dall’altro non mi sono nemmeno associato io. E questa cosa mi ha permesso di rimanere nel mio mondo. E così quando vedi Tredici Pietro, comprendi che non è etichettabile. Mi gasa essere sulla mia strada e di non dipendere dall’hype associativo con altri”, aveva detto l’artista al canale YouTube di esse. IL LETTINO DELLO PSICOLOGO È IL NUOVO PANTHEON Ad aprile 2025 era uscito il disco “Non Guardare Giù”. “Il titolo (…) racchiude proprio il nostro momento, cioè quello che facciamo noi spesso quando ci arriva davanti la notizia dei 350 persone morte sulla Striscia di Gaza. L’istinto ci porta a spegnere la tv e a non guardare giù. Questo accade perché vogliamo vedere solo la nostra vita e occuparci delle nostre cose. È un momento difficile perché sarebbe da scendere in piazza, giù tutti insieme, a fare la rivoluzione. Però ci si blocca perché abbiamo pensieri e preoccupazioni come ad esempio: c’è da pagare prima l’affitto”, aveva dichiarato a FqMagazine. E ancora: “Il cambiamento parte dal singolo (…). Quello che posso fare io è lanciare la pietra e lanciare la provocazione però ci deve essere qualcuno che la prenda. Poi sono tutti discorsi metaforici, poco pratici, in un momento in cui abbiamo tutti delle priorità di un altro tipo. Qui parte anche un po’ di incoerenza perché non sai come c***o cambiare le cose! Io mi ritrovo senza soluzioni, ma non voglio nemmeno essere quello che dice ‘dobbiamo cambiare’”, aveva proseguito. E sulla Generazione Z: “Vedo un disagio enorme, un’incapacità di azione perché appunto ci ritroviamo qua a dire ‘io so che c’è da fare la rivoluzione, ma come?’ (…). Siamo come congelati: se i nostri genitori si sono comprati la casa facendo anche meno cose rispetto ad oggi…Noi dobbiamo cercare di comprare la casa facendo i miracoli. Quindi come la facciamo la rivoluzione? Prima comprati casa, poi si vede”. Qual è il rapporto che, secondo Pietro, lega la Generazione Z con la politica e le istituzioni? “Siamo una generazione molto poco politica, facciamo musica poco politica. Ma non è che non siamo attenti politicamente, è che abbiamo altre priorità, quindi tutto il resto passa in secondo piano. Ho votato in passato, ma è anche successo che non ci andassi a votare. Me ne sono vergognato perché bisogna andare, piuttosto meglio lasciare scheda bianca. Però mi chiedo anche chi dobbiamo votare se non ci informiamo e non abbiamo nemmeno l’interesse per informarci”. Inoltre, “se c’è una cosa che abbiamo tutti in comune della nostra generazione è che alle istituzioni per come sono adesso non crede più nessuno – ha aggiunto, sempre a FqMagazine -. Nessuno crede delle forme di istituzioni tradizionali. Ho letto del sondaggio della Bocconi dei ragazzi che votano a Destra e vogliono ‘l’uomo forte’. Pensa un po’. (…) i miei pari non hanno per fortuna il mito dell’uomo forte. Però in giro la vediamo questa distorsione della memoria storica e di attenzione. L’unica soluzione che mi sembra plausibile è violenta. Ci vuole un bello schiaffone per creare uno scossone che risvegli dall’intorpidimento in cui stiamo vivendo”. Per Tredici Pietro, la psicologia è la nuova religione: “Quella dello psicanalista oggi sembra essere la verità assoluta, siamo in una posizione simile a quella di un prete, ambasciatore di Dio in terra. C’era un luogo, era la Chiesa, il luogo del giusto e dello sbagliato. Dallo psicologo, visto come figura assoluta, esistono verità assolute. Lo psicologo, è quasi una provocazione, sembra abbia sostituito la Chiesa. Il lettino nello studio è quel luogo dove tu metti tutto te stesso la tua verità e dove si espiano i peccati. È il nuovo pantheon. Oggi usciamo dallo psicologo ognuno con la sua storia risollevati e senza un peso dentro (…). Lo psicologo dovrebbe essere un servizio a disposizione per tutti e non a pagamento, non tutti possono permettersi 70 o 100 euro a seduta. Abbiamo un sistema sanitario che permette ai medici di prendere uno stipendio statale importante, andrebbe dato uno stipendio statale importante agli psicologi, perché sono figure fondamentali”, aveva dichiarato il rapper. GLI PSICOFARMACI E LA GRANDE RINASCITA Il periodo antecedente alla pubblicazione di “Non Guardare Giù”, è stato tutt’altro che roseo per il figlio di Gianni Morandi. In un’intervista a “Il Messaggero”, Tredici Pietro aveva rivelato di aver abusato di psicofarmaci. “Non la cocaina, che in realtà non mi ha mai attratto, anche se la cito nel pezzo. E neppure le droghe in generale”. L’artista avrebbe fatto un “mischione” tra medicinali e psicofarmaci, ma senza entrare troppo nei particolari. A Milano, “bisogna essere fighi a tutti i costi, seguire le mode, farsi vedere sempre. Banalmente, non ci si può prendere un anno di tempo per fare un disco. Sono andato in tilt e ho cominciato ad avere comportamenti autolesionistici”. Pietro, come riportato anche da Today, non avrebbe mai avuto pensieri suicidi, però si faceva “male usando sostanze”. “Mi ero trasferito da Bologna a Milano. Non solo per lavoro, ma anche per vivere insieme alla mia ex ragazza. È andato tutto male, però. La relazione è finita. E a Milano mi sono perso. Mi sentivo uno sfigato”. Ed è proprio quando si tocca il fondo che, molto spesso, si riesce a risalire (alla grande). È ciò che ha fatto anche Pietro che, dopo un bel disco, ha duettato con Fabri Fibra in “Che Gusto C’è”, uno dei brani più piacevoli da ascoltare durante l’estate 2025 e, inoltre, ha registrato sold out nel tour che lo ha portato ad esibirsi nei club di Bologna, Roma e Milano. Quella di Tredici Pietro è una favola partita dal basso. Una storia che poteva avvalersi di diversi escamotage ma che, invece, è frutto di una lunga gavetta artistica. Talent esclusi, anche perché “Non ho mai pensato di partecipare ad un talent. Non penso sia una via sana per raggiungere quello che voglio – aveva detto all’Adnkronos -. Avrei dovuto cantare ed interpretare parole di altri, ma io principalmente scrivo”. E sì, questa dichiarazione trasuda rap. All’artista, che nella serata delle cover si esibirà con Galeffi, Fudasca e band sulle note di “Vita” (Lucio Dalla e Gianni Morandi), ci sentiamo – senza alcun tipo di presunzione ma, anzi, con un velo di ironia, che durante la kermesse potrà solo che portare bene – di dare un piccolo consiglio. Ovvero di fare l’opposto rispetto al titolo del suo ultimo disco, “Non guardare giù”. Serve prestare molta attenzione alle temute scale dell’Ariston. La sfortunato volo durante lo shooting prefestival è già stata fatto. Uomo avvisato mezzo salvato. L'articolo “Dovevo fare le foto per la copertina e mi dovevo buttare a peso morto su un materasso. Sono precipitato e mi sono mezzo aperto dietro la testa”: Tredici Pietro a Sanremo con L’Uomo che Cade proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Paolo Bonolis e la rissa con Gianni Morandi: “Così mi spacchi una gamba”. Il fallo e il pugno “dritto al mento”
La scazzottata che non ti aspetti ha per protagonisti Paolo Bonolis e Gianni Morandi, due che, almeno sulla carta, è davvero difficile immaginare come individui rissosi. Eppure la competizione sul campo da calcio tutto può. Questo almeno emerge dal racconto che il conduttore fa ospite della tappa romana di “Viva el Tour”, il progetto live di “Viva el Futbol”, il podcast di Antonio Cassano, Daniele Adani e Nicola Ventola. LA SCAZZOTTATA TRA BONOLIS E MORANDI L’aneddoto di Bonolis risale a una trentina di anni fa, quando lui e Morandi si trovarono a disputare una partita di beneficenza tra la nazionale attori e quella cantanti. “È un fatto accaduto realmente” anticipa il conduttore, che prende a raccontare: “Correvano tanti anni fa i Derby del cuore, giochiamo la partita contro i cantanti, io avevo 23-24 anni facevo Bim Bum Bam e lui era già più maturo. Gianni Morandi entra a piedi pari così, qua (indica la gamba, ndr), io ero giovane, salto e poi faccio: ‘Maestro, è una partita di beneficenza, se fa così mi spacca una gamba‘, e Gianni Morandi mi fa: ‘Ma gioca’ (e simula uno schiaffo sulla guancia, ndr)”. Bonolis non ci avrebbe visto più e avrebbe reagito: “Dritto al mento e mi è andato giù il cantante. È partita una rissa di una bellezza…”. Incredulo Cassano, che domanda: “Stai scherzando? È una roba vera?”. “È una roba vera, parla con Morandi che te lo racconta” gli risponde il conduttore, che, alla domanda se avesse poi rivisto il cantante, risponde: “Vivo? Sì. No, ma lo sa, lui”. L'articolo Paolo Bonolis e la rissa con Gianni Morandi: “Così mi spacchi una gamba”. Il fallo e il pugno “dritto al mento” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gianni Morandi e il commovente messaggio per il figlio Trecidi Pietro in gara a Sanremo: “Resti il nostro bambino. Sarà un orgoglio vederti”. E il giovane cantante risponde: “Babbo non farmi piangere”
“Riguardo questa foto e mi sembra ieri. Tu sulle mie spalle, piccolo, con il mondo davanti agli occhi”: inizia così il messaggio che Gianni Morandi ha scritto per il figlio, Tredici Pietro, che questa sera salirà sul palco dell’Ariston per la prima volta. “Stasera salirai sul palco di Sanremo. La mamma ed io ti guarderemo emozionati, in silenzio. Per tutti sei Tredici Pietro. Per noi resti il nostro bambino. Comunque andrà, sarà un orgoglio vederti lì, con il tuo coraggio e la tua verità. Ti vogliamo bene. Mamma e Papà”, scrive ancora babbo Gianni. E tanti sono i commenti, primo fra tutti proprio quello di Tredici Pietro: “Non mi fare piangere babbo!“. Anche Olly, il vincitore di Sanremo dello scorso anno, ha commentato con un cuore rosso così come Emma Marrone. E anche i fratelli Marco e Marianna Morandi hanno dato sostegno a Pietro. UOMO CHE CADE: IL BRANO PRESENTATO ALL’ARISTON Tredici Pietro sarà sul palco con Uomo che Cade, un brano che racconta il percorso della vita come un movimento continuo, fatto di ricerca, cadute e ripartenze. La canzone esplora la naturale ricerca dell’essere umano, quella spinta a non accontentarsi mai e a rimettersi costantemente in gioco, cadendo e ricominciando in un ciclo che è parte integrante dell’esistenza. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Gianni Morandi (@morandi_official) L'articolo Gianni Morandi e il commovente messaggio per il figlio Trecidi Pietro in gara a Sanremo: “Resti il nostro bambino. Sarà un orgoglio vederti”. E il giovane cantante risponde: “Babbo non farmi piangere” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gianni Morandi a Sinner: “L’Italia nel mondo è famosa per la Ferrari, Armani e… tu” – Video
“Ho ascolto prima, mi ha portato fortuna”. Esordisce così Jannik Sinner, fresco di vittoria delle Atp Finals nella finale contro Carlos Alcaraz, quando incontra Gianni Morandi. Morandi si è esibito ieri all’Inalpi Arena di Torino, prima del match conclusivo del torneo. Tra strette di mano e abbracci, il cantante emiliano replica: “In Italia ci sono Ferrari, Armani e tu… nel mondo”. L'articolo Gianni Morandi a Sinner: “L’Italia nel mondo è famosa per la Ferrari, Armani e… tu” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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