Colpo di scena per il Festival di Sanremo 2026. No, nessun annuncio di
co-conduttori o ospiti speciali, Carlo Conti con un filo di commozione
attraverso un video pubblicato sul suo canale ufficiale ha rivelato: “Oggi c’è
una grandissima notizia che riguarda il Festival di Sanremo. Dopo 76 edizioni,
per la prima volta, i protagonisti del Festival saranno ricevuti dal Presidente
della Repubblica. Venerdì 13 febbraio io, Laura Pausini e i Big in gara saremo
ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale. È una
gioia immensa, un grande onore e una grande emozione”.
L'articolo “Per la prima volta i protagonisti del Festival saranno ricevuti dal
Presidente della Repubblica Mattarella”: lo annuncia commosso Carlo Conti – IL
VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Noi non ci mescoliamo”. Così Leonardo Pieraccioni ha lanciato un video
pubblicato sui social in cui “prende in giro”, bonariamente, le scelte
dell’amico Carlo Conti che ha annunciato un nuovo co-conduttore di Sanremo: Can
Yaman. Conti ha lanciato l’ospite “travestendosi” da Sandokan, personaggio
interpretato dall’attore turco in una fiction Rai. Pieraccioni nella clip finge
di chiamare Giorgio Panariello, anche lui storico amico, decidendo di non andare
ospite all’Ariston: “Gli manca Spongebob, il trenino Thomas e Mary Poppins,
anche se ci chiama quest’anno non ci andiamo, non ci mescoliamo”.
L'articolo Sanremo 2026, Pieraccioni chiama Panariello e “prende in giro” Conti:
“Ha chiamato Sandokan, noi non ci mescoliamo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dall’isola di Mompracem alla Riviera ligure: Can Yaman sbarca a “Sanremo 2026”.
L’attore turco sarà il co-conduttore della prima serata del Festival martedì 24
febbraio, affiancherà Laura Pausini e Carlo Conti. Proprio il direttore
artistico in un post pubblicato sul suo profilo Instagram aveva lanciato un
importante indizio con un fotomontaggio dove appariva vestito da “Sandokan” e un
breve messaggio “Co-co”.
L’ufficialità è arrivata poche ore dopo, prima con una nota stampa e poi al Tg1
delle 20: “C’è una sfida lì con CarloCan, vediamo dovrei venire con la mia
spada. Sono molto contento perché so che è molto importante per gli italiani,
qualsiasi cosa che mi avvicina alla cultura italiana mi fa felice”, le prime
parole di Yaman che si aggiunge alla lista dei conduttori, con la presenza di
Achille Lauro prevista nella seconda serata in onda martedì 25 febbraio.
Can Yaman, 36 anni, è diventato noto in Italia grazie alle soap turche in onda
su Canale 5 dove, successivamente ha recitato, per due stagioni, in “Viola come
il mare” con Francesca Chillemi. Nei mesi scorsi l’exploit in Rai con il ruolo
da protagonista in “Sandokan” che avrà una seconda stagione. L’invito
all’edizione 2026 coincide con i 50 anni dal primo Sandokan interpretato da
Kabir Bedi.
Nelle scorse settimane era stato coinvolto in una triste vicenda, era circolata
la notizia di un suo arresto in Turchia nell’ambito di un’operazione antidroga
nei locali notturni, l’attore era stato rilasciato poche ore dopo. “Voglio
precisare che non c’è stato nessun arresto”, ha dichiarato Can nei giorni scorsi
al magazine americano “No Intervals”.
“È un locale dove vado sempre. È un posto dove le persone mi conoscono, faccio
tante foto, non è una novità che io sia lì. Faccio cinquecento foto, giorno e
notte. Quindi sapevano che ero lì e quello era un normale controllo di routine”,
aveva detto Yaman. Per poi ricostruire quanto accaduto: “La polizia arriva,
settantacinque agenti perquisiscono tutti e non trovano niente, mi hanno fermato
perché sono famoso. Loro fanno quello, devono controllare. È la loro procedura.
Non so perché lo abbiano fatto ma non hanno trovato niente su di me. Il che è
normale. E poi mi hanno lasciato andare in pochissimo tempo”.
Can Yaman aveva assicurato di aver collaborato con la polizia fin dal primo
momento: “Ho fatto dei test, ho collaborato con loro, gli ho dato subito il mio
telefono, la password per accedere e tutto il resto. Loro hanno controllato, mi
hanno prelevato un campione di capelli. Mi hanno prelevato il sangue per il
test. E poi mi hanno lasciato andare quindi ero libero di andare dove volevo.
Sono tornato in Italia il giorno dopo ed era tutto normale”.
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L'articolo “Dovrei venire con la mia spada”: Can Yaman sbarca a Sanremo 2026 e
Carlo Conti lo accoglie travestito da Sandokan proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il figlio, l’artista, l’uomo. Carlo Conti si racconta per la prima volta a
“Verissimo” nella puntata in onda domenica 1 febbraio, a partire dagli esordi
professionali: “Il mio primo contrattino in Rai è datato 1985 con ‘Disco Ring’,
lo scorso anno ho festeggiato i 40 anni, anche di fedeltà verso la Rai. Prima
avevo iniziato con le radio, facendo un po’ di tutto. Io scherzo sempre dicendo
che quelle erano radio private, perché erano private di tutto, c’erano un mixer,
un microfono, parlavi. Era un momento bellissimo, abbiamo conquistato l’etere e
imparato moltissimo, parlo al plurale perché riguarda me ma anche tanti amici e
colleghi che oggi sono i protagonisti della tv”.
IL RICORDO DELLA MAMMA LOLETTE
Ben presto il discorso si sposta sul piano privato. Silvia Toffanin fa notare
come Conti sia molto legato alla parola “babbo” pur non avendola potuta mai
pronunciare: “Il mio babbo è morto quando io avevo 18 mesi, la mia mamma è stata
molto forte, avrei potuto chiamare babbo la mia mamma perché aveva due attributi
notevoli, si è rimboccata le maniche e mi ha tirato su da sola. Mi sono chiesto:
‘Chissà se fosse successo il contrario, se avessi perso mia mamma e mi avesse
cresciuto il mio babbo se sarei stato quello che sono, non lo so. Molto merito
di quello che sono ce l’ha quella signora lì (spiega osservando con commozione
una foto della mamma, ndr)”.
Carlo Conti sottolinea una volta di più la forza d’animo della madre: “Abbiamo
speso tutti i soldi per curare il babbo, ha avuto un tumore ai polmoni, abbiamo
fatto tutte le prove sperimentali possibili negli anni ’60, poi lei diceva che
quando non ha avuto più gli occhi per piangere le hanno detto che non c’era più
niente da fare. Ha ritrovato grande forza per rimboccarsi le maniche e tirare su
questo Calimero, che qualche soddisfazione gliel’ha data”. “Se sono stato un
bravo figlio? Non lo so, lei non mi ha mai detto ‘bravo’, però probabilmente,
sotto sotto… Non mi dava tanta soddisfazione, ma sono sicuro che sia stata
contenta. Mi ha fatto da babbo, faceva mille lavori per tirarmi su, ma non c’è
mai stato un giorno in cui tornavo da scuola e la tavola non fosse
apparecchiata. Era quel momento in cui io e lei ci ritrovavamo per
chiacchierare, ed era importante”.
Per amor suo, Conti ha anche tentato la strada rassicurante del posto fisso
accettando in un primo momento un impiego in banca: “Finite le scuole,
casualmente vinco un concorso in banca e mi son trovato col posto fisso, però
tutti i giorni mi obbligavo per 8 ore a fare qualcosa che non mi piaceva”. Da lì
la decisione di lasciare: “Quando mi licenziai dalla banca, mia madre è svenuta”
racconta alle telecamere di Canale 5. “Ricordo che (mia madre, ndr) capì che
qualcosa era cambiato quando feci un programma che si chiamava In Bocca al Lupo.
Qui a Canale 5 provarono a batterlo con un certo Passaparola”, scherza con la
conduttrice, che proprio a “Passaparola” iniziò a muovere i primi passi nel
mondo dello spettacolo come letterina.
L’AMORE PER IL FIGLIO MATTEO
Quanto invece al proprio modo di essere genitore del piccolo Matteo, il
conduttore, divenuto papà dopo i 50 anni, fa sapere: “Cerco di togliere il
telefonino a mio figlio, sembra una convenzione internazionale averlo in prima
media, io e mia moglie abbiamo ceduto, dosandolo perché credo sia uno dei
problemi delle nuove generazioni. Parliamo di dipendenza dalle droghe, ma quella
dal telefonino deve essere osservata con attenzione, è già una dipendenza per
noi, inizia a esserlo per le nuove generazioni”. Per godersi di più la famiglia,
Carlo Conti ha rivisto le proprie priorità: “Ho fatto una scelta di vita
lasciando il preserale, così non ho un impegno quotidiano, ci siamo trasferiti a
Firenze e mi godo di più la famiglia. Con il matrimonio sono passato dall’io al
noi, e con la nascita di Matteo le priorità sono cambiate, grazie a Dio ho avuto
la fortuna gigantesca di poter rallentare il lavoro, visto che le disponibilità
economiche non mancano per fortuna, anche se sono partito da zero, anzi forse da
meno zero”.
IL LEGAME CON LA MOGLIE FRANCESCA
Molto riservato sulla sfera privata, Conti accenna comunque al rapporto con la
moglie Francesca Vaccaro, a cui è legato da oltre 20 anni: “C’è stata una prima
fase di alti e bassi per colpa mia, non ero pronto, volevo essere maturo e
consapevole, diciamo così. Antonella Clerici è stata complice, nella fase dei
tira e molla io ho detto: ‘Ho capito che la donna della mia vita è Francesca’,
lei quindi mi ha detto: ‘O vai e le porti un bell’anellino e le dici ti sposo
seriamente, se no non ti presentare’, e così ho fatto. Dopo pochi mesi siamo
arrivati alle nozze”. E ancora: “Sono un bravo marito? Devi chiedere a lei, ma
credo di sì, almeno ci provo, anche con delle piccole cose e piccoli gesti,
svegliarsi la mattina e portare il caffè a letto è un piccolo gesto e io lo
faccio. Ho letto, prendete nota, che se uscendo di casa si dà un bacio alla
moglie si vive più a lungo, io lo faccio tutte le mattine. C’è molta complicità,
ci piacciono le stesse cose, una vita normale, uno dei momenti più belli è la
spesa al supermercato insieme”.
IL “SEGRETO” DELL’ABBRONZATURA
Abituato com’è ai riflettori, Conti dice di non emozionarsi facilmente quando è
in scena. Qualche eccezione però c’è stata: “A Sanremo è successo solo due
volte, nel 2015 alla mia prima puntata, e nel 2017 quando sono arrivati dal
fondo Pieraccioni e Panariello come ospiti, lì ho detto: ‘Guarda dove siamo
arrivati’”. La strada in effetti non è stata sempre in discesa artisticamente
parlando: “Ci sono stati anche alti e bassi, stai per fare un programma per il
quale ti han chiamato e invece c’è un altro (conduttore, ndr) all’ultimo
momento. Ma io ho fatto tutto con un unico riferimento, il pubblico” spiega.
“Quando ho capito che ce l’avevo fatta? Mai, l’ho capito dal conto corrente, lì
ho visto che era cambiato qualcosa dai giorni della radio a oggi. Per il resto
dentro sono rimasto lo stesso. Credo che la mia normalità sia la mia fortuna,
qualcuno la critica, dice che sono troppo normale, ma io sono così”.
Nel congedarsi, l’ospite si concede una battuta parlando della sua iconica
abbronzatura: “Forse l’avete intuito, una cosa che mi piace è stare l’estate a
prendere il sole”. Non farebbe però uso di lampade: “Ho una pelle leggermente
scura e non ho la fase del rosso a differenza di voi umani. Uso sempre la
protezione, ma se c’è un raggio di sole è mio”. Esilarante l’aneddoto con cui
chiude l’intervista: “Al mare, da piccolino, a mia mamma chiesero se fossi stato
adottato. Io risentito dissi: ‘Caro signore, sono fiorentino purosangue’”.
L'articolo “Non ho mai potuto dire la parola ‘babbo’, è morto quando avevo 18
mesi. Mia mamma ha speso tutti i soldi per provare a curarlo”: Carlo Conti si
commuove proviene da Il Fatto Quotidiano.
Al termine degli ascolti di oggi alla sede Rai di Milano in Corso Sempione è
balzato subito un dubbio: ma era necessario aumentare il numero dei Big da 26
(come da regolamento iniziale), poi 28 e infine 30?
Carlo Conti, presente negli studi dove si registrano trasmissioni come “TvTalk”,
ha subito messo le mani avanti e ha risposto a FqMagazine: “Ho preso quello che
le discografiche mi offrivano per il bouquet musicale più possibile variegato,
non a caso c’è il country, c’è il pop, il rap e tanto altro”. Ma il dubbio è se
Conti era certo entrasse qualche Big che poi si è sfilato all’ultimo,
lasciandolo col cerino in mano e la promessa dei 30 Big: “No, escludo questa
ipotesi”, ha risposto.
“La scelta delle canzoni è la cosa più difficile e ogni direttore artistico
sente la responsabilità di questo”, ha continuato Conti. Facciamo notare che lui
stesso ha detto al podcast Pezzi la frase “lavoro per chi verrà il prossimo
anno”. “È vero che l’ho detto – ha risposto -, ma era riferito al fatto che
molti artisti avevano altri impegni, altri non potevano, altri ancora magari non
erano a disposizione. Quindi ho cercato di fare del mio meglio, finché c’è
orecchio (ride, ndr)”.
I titoli delle cover scelte dai 30 Big per la serata dedicata arriveranno
presto: “Li chiuderò entro questa settimana e sicuramente faremo l’annuncio al
Tg1, come di consueto“.
Ma adesso la parola passa allo show vero e proprio. Ufficializzata la presenza
alla co-conduzione di Laura Pausini, c’è ancora da capire chi arriverà sul palco
dell’Ariston, stavolta per comporre il bouquet televisivo di Rai Uno.
L'articolo “Trenta brani a Sanremo 2026 sono troppi? Ho preso quello che le
discografiche mi offrivano per il bouquet. Non ho fatto calcoli sui Big, ho
lavorato per chi verrà il prossimo anno”: così Carlo Conti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Sanremo 2027? Intanto facciamo questo, ma spero che il prossimo anno ci sia
qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio”. Carlo Conti mette le
mani avanti e sembra fare il ritratto di Stefano De Martino, durante il suo
intervento al podcast “Pezzi”.
Sulle polemiche che sono divampate dopo l’annuncio dei 30 Big in gara e sul
fatto che ci siano molti “sconosciuti” al grande pubblico, il conduttore e
direttore artistico ha spiegato: “Non credo che Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè,
Masini e Fedez, Malika, Arisa e potrei andare avanti, non siano Big. Molti sono
venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito:
ho lavorato per chi ci sarà il prossimo anno”.
“Ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, del
country, il rap puro, suoni e ritmi latini, il pop, il brano classico ma senza
ritornello. – ha annunciato – La direzione artistica è la parte più
entusiasmante del lavoro. Per me il festival è finito quando ho annunciato i
nomi al Tg1. Il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro
normale”.
Occhi puntati sugli ascolti: “Meglio qualche punto in meno di Auditel.
L’importante è non esaltarsi con il record dell’altr’anno e non fare una
tragedia se ci sarà qualche punto in meno questa volta. Anzi, sarà fisiologico
perché c’è competitor diverso nelle prime due ore, La ruota della fortuna”.
Intanto Tiziano Ferro potrebbe tornare da superospite musicale al Festival di
Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio al Teatro Ariston. Secondo quanto
apprende l’Adnkronos è questa una delle ipotesi su cui è al lavoro Carlo Conti.
Ferro, che ha pubblicato il nuovo album “Sono un grande” il 24 ottobre scorso,
tornerebbe al Festival dopo 6 anni dall’edizione del 2020, dove è stato ospite
fisso della prima edizione guidata da Amadeus.
L'articolo “Sanremo 2027? Spero ci sia un altro più giovane, aitante e
belloccio”: Carlo Conti fa il ritratto di Stefano De Martino. Trattative aperte
per Tiziano Ferro ospite proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il primo “attapirato” del 2026 è Rosario Fiorello. Nella scorsa puntata di
“Striscia la notizia“, Valerio Staffelli ha premiato lo showman con una versione
speciale del tapiro decorato con gli strass. Il motivo? Non essere mai stato
menzionato in nessuno dei recenti scandali dei vip. Fermato per strada da
Staffelli, il conduttore radiofonico de “La Pennicanza” ha scherzato: “Mi stavo
dicendo, ma questo con sto furgone che blocca i motorini della Rai? Qui non può
stare. Guarda chi è? Staffelli!”. Lo showman ha fatto una battuta sul pizzetto
dell’inviato di Striscia dicendo: “Si tinge, ha le sfumature bionde”.
Il 65enne ha poi telefonato a Fabrizio Biggio, co-conduttore de “La Pennicanza“.
Nel mentre, Staffelli ha ribadito all’artista il motivo per il quale ha ricevuto
il tapiro. L’inviato ha detto: “Un personaggio così importante come lei non è
considerato da nessuno in questo periodo di scandali e di rivelazioni”. Fiorello
ha chiesto se fosse un fattore positivo o negativo, con Staffelli che ha
risposto “tanto positiva quanto negativa”. Lo showman è tornato sulla telefonata
a Fabrizio Corona andata in onda in diretta a “La Pennicanza”, in cui il
conduttore di “Falsissimo” aveva confermato che Fiorello non è invischiato in
scandali. Corona aveva detto: “L’unico vero e pulito in questo lavoro è Rosario
Fiorello”.
Biggio ha poi raggiunto i due in strada e hanno guardato tutti insieme la
compilation di baci dati dallo showman durante i programmi televisivi – da Pippo
Baudo a Tiziano Ferro – per poi passare a una serie di video in cui Fiorello
bacia proprio Staffelli. I tre si sono spostati in un bar per prendere un caffè.
Lì, il conduttore de “La Pennicanza” ha dichiarato: “Io non faccio scandali,
posso fare un contromano qui fuori o bere un 30 centilitri di vino. Se so dei
segreti su personaggi famosi? Ne so più di Corona, ma sono voci di corridoio.
Riguardano Mediaset”. Successivamente, ha chiamato Amadeus (senza risposta) e
Carlo Conti. Il presentatore di Sanremo ha risposto alla videochiamata
dichiarando “Guarda che formazione! Ti hanno dato il tapiro?”. Fiorello,
rivolgendo lo schermo verso la telecamera, ha risposto: “Volevamo che Carlo
Conti, almeno una volta, fosse in prima serata su Canale 5“.
L'articolo “So più cose di Corona ma…”: Staffelli consegna a Fiorello il Tapiro
d’Oro, il botta e risposta è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Al Bano è tornato a parlare del Festival di Sanremo 2026, dove anche quest’anno
non sarà presente. L’ultima partecipazione risale al 2017, quando il direttore
artistico e presentatore era proprio Carlo Conti. A Un giorno da pecora su Rai
Radio1, il cantante ha fatto una battuta: “Uno che è un re della musica leggera
italiana non può andare da un ‘conte’, semmai è il contrario”. Il riferimento
era proprio a Carlo Conti.
Poi ha continuato: “Ero abituato a un signore come Pippo Baudo. Amadeus e Conti
mi hanno dimostrato che il mondo è cambiato. Quando ti invitano a presentare un
brano possono dirti sì o no, ma non devono farti passare per coglione. Io non
devo passare esami con loro: semmai loro con me, per l’età e l’esperienza che
ho”.
La sentenza è definitiva: “Su Sanremo ho messo una croce. L’ho fatto a
malincuore, con molta amarezza, ma non torno indietro. Basta! Il mondo è
cambiato”.
L'articolo “Quando ti invitano a presentare un brano possono dirti sì o no, ma
non devono farti passare per cog**ne. Ero abituato a un signore come Pippo
Baudo”: così Al Bano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sarà Laura Pausini ad affiancare Carlo Conti nella conduzione della 76esima
edizione del Festival di Sanremo. L’annuncio è stato dato dallo stesso direttore
artistico e conduttore, Carlo Conti, in collegamento con l’edizione delle 20 del
Tg1. La cantautrice salirà sul palco del Teatro Ariston per tutte e cinque le
serate della kermesse musicale, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026.
L'articolo Laura Pausini co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026, l’annuncio
di Carlo Conti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ha debuttato ieri sera su Rai 1 la quinta edizione di “Tali e Quali”, lo spin
off dedicato alle persone comuni del celebre programma del venerdì sera dove
abitualmente sono personaggi famosi a interpretare cantanti del presente e del
passato. Per la prima volta da quando il programma è in onda, sia nella sua
versione vip che in quella nip, alla conduzione non c’è Carlo Conti, bensì
Nicola Savino, che ha avuto così la possibilità di debuttare in prima serata su
Rai 1. Si registra un cambiamento anche nel terzetto in giuria, dove al posto di
Giorgio Panariello è arrivato Massimo Lopez. Per inaugurare questa nuova
edizione di “Tali e Quali” – che ha totalizzato ieri sera 2.628.000
telespettatori pari al 16,4% di share – non poteva però mancare l’abituale
padrone di casa. Così Carlo Conti, nella puntata di venerdì 9 gennaio, ha
rivestito i panni di quarto giudice, occupando la sedia sulla quale il prossimo
venerdì siederà Francesco Totti.
NICOLA SAVINO, ANCORA NON CI CREDE: VOTO 6,5
Lo stato emotivo dominante per Nicola Savino è sembrata essere l’incredulità,
come se fosse in qualche modo ancora sorpreso di ritrovarsi alla conduzione di
una prima serata su Rai 1. Così non si è visto un Savino al 100% delle sue
potenzialità, ma un conduttore con esperienza che decide di non stravolgere
nulla dello stile e della ritualità di colui che gli ha lasciato metaforicamente
le chiavi di casa. Per un debutto è stata una prova sufficiente, ma per
dimostrare di aver meritato dopo decenni di carriera una prima serata su Rai 1
serve qualcosa in più.
CARLO CONTI, L’OSPITE INGOMBRANTE: VOTO 5
Ieri sera Carlo Conti sembrava il padrone di casa che presiede alla prima visita
dei futuri acquirenti, lì pronto a dare tutte le indicazioni necessarie su come
muoversi e cosa evitare. Velatamente – o forse nemmeno troppo – ha cercato di
guidare nella sua prima puntata Nicola Savino, con l’effetto spesso di oscurarlo
e di ricordare al pubblico che il vero padrone di casa resta lui. Il garbo di
prestarsi a ricoprire il ruolo di quarto giudice per la prima puntata è stato
apprezzabile, ma la sua presenza ha in qualche modo sminuito le capacità di
Savino.
MASSIMO LOPEZ, IL TERZO MALGIOGLIO: VOTO 5,5
L’altro debuttante della serata di ieri è stato Massimo Lopez, che, dopo essere
già stato concorrente di “Tale e Quale Show”, questa volta riveste i panni di
giurato. La sinergia che si era creata tra Panariello e Malgioglio non sarà
facilmente replicabile, anche perché , più che essere complementare al
cantautore, ne può fornire una divertente copia, qualità che lo accomuna a
Savino, altro imitatore di Malgioglio. Per il suo pedigree professionale, la
presenza di Lopez non risulta fuori contesto, ma serve ancora tempo per vedere
un buon amalgama con il resto della giuria.
ALESSIA MARCUZZI, UN RUOLO CHE NON LE SI ADDICE: VOTO 5
È la prima edizione di “Tali e Quali” per Alessia Marcuzzi, che però già da due
edizioni ricopre il ruolo di giurata a “Tale e Quale Show”. Si può quindi dire
con certezza che il ruolo di giurata non è quello che meglio la valorizza in
televisione. Questo però è il ruolo che maggiormente le ha assegnato in queste
ultime due stagioni la tv generalista, dove in aggiunta ha avuto la possibilità
di co-condurre una non indimenticabile finale del Festival di Sanremo con Carlo
Conti e un programma del tutto trascurabile come “Obbligo o verità”. Marcuzzi
merita decisamente di più e il successo di “The Traitors” ha ricordato la sua
versatilità alla conduzione. È lì che la vogliamo vedere!
CRISTIANO MALGIOGLIO, NON ESCE PIÙ DAL PERSONAGGIO: VOTO 5,5
Per “Tale e Quale Show” Cristiano Malgioglio si è costruito un personaggio dal
quale non riesce a uscire neanche per lo spin off condotto ora da Nicola Savino.
Mitiga per ora la sua spietatezza nei giudizi contro le persone comuni, ma viene
meno anche la freschezza e l’imprevedibilità degli scambi che aveva con Giorgio
Panariello. Al di là, dunque, del giudizio sulla maschera che indossa, quella di
Malgioglio di ieri sera è sembrata una presenza depotenziata rispetto agli
standard a cui ha abituato.
CARMEN DI PIETRO, UNA PRESENZA NON NECESSARIA: VOTO 4,5
Il voto dato a Carmen Di Pietro condensa tanto la sua incapacità a cantare
quanto la povertà di idee degli autori del programma che si rifugiano in un
personaggio già visto nelle ultime due edizioni di “Tale e Quale Show” per
incuriosire il pubblico da casa. La trovata, infatti, è quella di far
impersonare ogni settimana a Di Pietro una persona comune diversa, che si
presenterà a “Tali e Quali” per fare un’imitazione. Insomma, serviva giusto un
pretesto per rivederla ancora una volta con le sue sgangherate imitazioni.
L'articolo Le pagelle della prima puntata di Tali e Quali Show: Nicola Savino
ancora non ci crede (6,5), Alessia Maruzzi in un ruolo ‘non suo’ (5,5), Carmen
Di Pietro… Tutti i voti proviene da Il Fatto Quotidiano.