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Renault Twingo E-Tech Electric, la prova de Il Fatto.it – Lo stile di ieri, la guida di domani – FOTO
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Prove su strada
Prova su strada
Renault
Auto Elettriche
Renault presenta il piano “futuREady”, 36 nuovi modelli entro il 2030 e più disciplina sui costi
Renault avvia una nuova fase della sua strategia industriale con il piano di medio termine “futuREady”, presentato dall’amministratore delegato François Provost presso il centro tecnico del gruppo alle porte di Parigi. Un programma che punta a consolidare i risultati ottenuti negli ultimi anni, ma in un contesto automobilistico globale diventato più incerto e competitivo. Il piano prevede il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030, di cui 22 destinati al mercato europeo e 14 ai mercati internazionali. Tra quelli destinati all’Europa, 16 saranno elettrici, mentre la strategia continuerà a puntare su un approccio multi-energia, che comprende anche ibride e veicoli elettrici con autonomia estesa. Secondo il gruppo francese, questa scelta consente di accompagnare la transizione energetica mantenendo flessibilità industriale e commerciale. Provost ha però rivisto al ribasso alcuni obiettivi finanziari fissati dal precedente piano strategico guidato dall’ex amministratore delegato Luca de Meo. Il nuovo target di margine operativo è compreso tra il 5% e il 7%, con un free cash flow annuale di almeno 1,5 miliardi di euro. Nel piano del 2022, Renault puntava invece a un margine dell’8% dal 2026 e oltre il 10% dal 2030. Il nuovo amministratore delegato ha sottolineato che il settore automobilistico è in una fase più complessa: “La nostra industria sta entrando in un ciclo più difficile, veloce e imprevedibile“, ha dichiarato, evidenziando come il gruppo debba dimostrare non solo di saper crescere, ma anche di mantenere risultati solidi nel lungo periodo. Il contesto globale è caratterizzato da maggiore concorrenza internazionale, tensioni geopolitiche, pressioni sulle catene di approvvigionamento e normative più stringenti, fattori che rendono necessario rafforzare la resilienza industriale del gruppo. Tra gli elementi centrali della strategia figurano anche significativi programmi di riduzione dei costi. Renault punta a ridurre del 20% quelli di distribuzione, del 40% quelli di sviluppo e del 30% le spese logistiche. Inoltre, una nuova piattaforma elettrica per vetture compatte e medie dovrebbe consentire di abbassare del 40% i costi di produzione rispetto agli attuali modelli EV. Sul piano tecnologico, il gruppo lavorerà allo sviluppo della piattaforma RGEV 2.0, dotata di architettura a 800 volt e autonomia fino a 750 chilometri. Per contenere i costi delle vetture elettriche saranno utilizzate anche batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) nei modelli più compatti. Il piano futuREady definisce anche obiettivi specifici per i marchi del gruppo. Il brand Renault punta a superare 2 milioni di vendite annuali a livello globale, con metà dei volumi generati fuori dall’Europa. Dacia proseguirà invece il proprio posizionamento verso segmenti più alti, mentre Alpine continuerà la transizione verso modelli sportivi completamente elettrici. Un altro pilastro della strategia riguarda le partnership industriali. Renault intende rafforzare il ruolo di produttore conto terzi, arrivando a costruire oltre 300.000 veicoli l’anno per partner come Ford, Geely, Nissan, Mitsubishi e Volvo Trucks. Per Provost l’obiettivo è chiaro: rafforzare la competitività del gruppo anche di fronte alla crescente pressione dei costruttori asiatici. “L’ambizione di Renault Group è competere con i produttori cinesi in termini di innovazione, costi e velocità”, ha affermato il manager. L'articolo Renault presenta il piano “futuREady”, 36 nuovi modelli entro il 2030 e più disciplina sui costi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Piano Industriale
Renault, conti in chiaroscuro. Nel 2025 i margini si assottigliano ma la cassa si rafforza
Il 2025 si chiude in frenata per il gruppo Renault, che registra un calo del 15% dell’utile operativo ma rivendica al tempo stesso resilienza e solidità finanziaria in un contesto competitivo sempre più complesso. Il gruppo guidato dal CEO Francois Provost ha riportato un utile operativo di 3,6 miliardi di euro, pari al 6,3% del fatturato, in linea con le previsioni riviste a luglio. I ricavi hanno raggiunto 57,9 miliardi, in crescita del 3% (+4,5% a cambi costanti), sostenuti dall’espansione internazionale e dall’elettrificazione della gamma. Il risultato netto di pertinenza del gruppo è però negativo per 10,9 miliardi di euro, a causa soprattutto della svalutazione non monetaria da 9,3 miliardi legata al nuovo trattamento contabile della partecipazione in Nissan, oltre a 2,3 miliardi di contributi negativi da società collegate. Dopo l’operazione, i risultati Nissan non saranno più consolidati nei conti Renault. Nonostante la perdita, il gruppo proporrà un dividendo invariato di 2,20 euro per azione all’assemblea del 30 aprile 2026. Sul fronte finanziario, Renault sottolinea la forte generazione di cassa: il free cash-flow del Ramo Auto è stato pari a 1,5 miliardi, includendo 300 milioni di dividendi di Mobilize Financial Services. La posizione finanziaria netta ha toccato un livello record di 7,4 miliardi a fine dicembre, con scorte complessive sotto controllo a 539.000 unità. A rafforzare il quadro, il 18 dicembre 2025 S&P ha alzato il rating di Renault a BBB-, riportandolo in area investment grade. Resta però la pressione sui margini. Il 2026 viene indicato come un anno di resilienza più che di crescita: il gruppo prevede un margine operativo intorno al 5,5% e un free cash-flow di circa 1 miliardo, includendo 350 milioni di dividendi da Mobilize. Nel medio termine l’obiettivo è mantenere margini tra il 5% e il 7%, livelli ben superiori alla media storica del 3,9% registrata tra il 2005 e il 2025. Provost ha intanto avviato una revisione strategica rispetto all’era Luca de Meo, puntando su tagli ai costi, reintegrazione delle attività elettriche e maggiore disciplina sugli investimenti. Il gruppo mira a ridurre di circa 400 euro i costi variabili per veicolo ogni anno e a tagliare del 40% il “biglietto d’ingresso” dei nuovi modelli. La concorrenza in Europa si fa più intensa, con l’avanzata dei costruttori cinesi. In parallelo, Renault continua a espandersi fuori dall’Europa per ridurre la dipendenza dal mercato domestico, accettando nel breve termine una minore redditività in cambio di volumi e scala. Nel 2025 le vendite globali sono cresciute del 3,2% a 2,34 milioni di veicoli, mentre in Europa i volumi sono rimasti stabili, penalizzati dal calo dei furgoni. La nuova strategia sarà illustrata il 10 marzo al capital markets day presso il centro tecnico vicino a Parigi. La sfida per Provost sarà dimostrare che, nonostante la pressione sui prezzi e la transizione elettrica, Renault dispone di basi sufficientemente solide per difendere i margini e crescere in modo sostenibile nel lungo periodo. L'articolo Renault, conti in chiaroscuro. Nel 2025 i margini si assottigliano ma la cassa si rafforza proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Cliorama, Milano diventa il palcoscenico della storia di Renault Clio
Cliorama non è una presentazione tradizionale né una semplice vetrina dedicata a un modello storico. L’iniziativa voluta da Renault nasce con l’obiettivo di raccontare Clio come fenomeno culturale, capace di attraversare generazioni e cambiare insieme alle persone. Nel cuore di Milano, all’interno di RNLT, il flagship store del marchio, lo spazio viene completamente trasformato per diventare un luogo da vivere, non solo da visitare. L’impressione, entrando, è quella di trovarsi dentro un racconto fatto di immagini, suoni e suggestioni che riportano alla memoria momenti diversi, epoche diverse, ma sempre legate allo stesso nome. Non si tratta di un evento chiuso tra quattro mura, ma di un progetto che si espande all’esterno. Murales dedicati, installazioni visive e una presenza diffusa nei luoghi simbolo di Milano fanno sì che Clio diventi parte del paesaggio urbano. Il calendario di eventi pensato da Renault alterna aperitivi musicali, cucina d’autore e serate di condivisione, creando un’atmosfera informale ma curata. La sensazione è quella di un luogo vivo, che cambia volto di sera in sera, mantenendo però sempre una forte coerenza narrativa. Con questa iniziativa, Renault sceglie di celebrare Clio senza nostalgia fine a sé stessa. Il passato viene valorizzato, ma sempre con uno sguardo rivolto al futuro. L'articolo Cliorama, Milano diventa il palcoscenico della storia di Renault Clio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Milano
Renault
Foto del giorno
Renault Clio e Italia, un legame solido. Il Belpaese è il suo secondo mercato più importante
Dal punto di vista commerciale, la Clio è il pilastro di Renault. Il costruttore francese ne ha venduti 17 milioni di esemplari, dei quali 1,8 in Italia, dove ne circolano ancora 800 mila. Il Belpaese è il secondo mercato del modello, che debutta nella sua sesta generazione. Che è più lunga e più larga e anche più sostenibile dal punto di vista ambientale (fino a 89 g/km di CO2) non solo grazie al ricorso a materiali meno impattanti, ma anche per effetto dell’adozione di nuove e più efficienti motorizzazioni che promettono fino a 1.000 e 1.450 chilometri di percorrenza. Il primo dato riguarda la nuova E-Tech Full Hybrid da 160 Cv, il secondo la declinazione Eco-G a benzina e Gpl da 120. Con l’avvento della Clio VI (lunga 4,12 metri) la filiale italiana di Renault si aspetta volumi aggiuntivi, dopo che nel 2025 la marca ha venduto 87.394 veicoli lungo lo stivale, pari al 5,1% di quota di mercato. Nel Belpaese l’offensiva elettrificata è ibrida e a batteria. Lo scorso anno sono stati lanciate sia la R5 sia la R4 in versione E-Tech Electric oltre che le inedite motorizzazione Full Hybrid sulle Symbioz, Austral ed Espace. Gli ordini della Clio sono stati aperti in ottobre e malgrado da Roma, dove si trova il quartier generale del costruttore francese in Italia, non vengano forniti numeri precisi trapela una certa fiducia perché si parla di “un ottimo riscontro di pubblico”. Le indicazioni fornite dai primi contratti sono interessanti anche in relazione a allestimenti e motorizzazioni, con una elevata richiesta per il Full Hybrid e per la variante top di gamma Esprit Alpine. I dati del 2025 rivelano come gli automobilisti stiano progressivamente modificando le proprie abitudini di acquisto: in Italia la quota elettrificata di Renault è pari a un terzo del totale (32,4%), ossia il podio del mercato nazionale “green”. Sul fronte squisitamente a emissioni zero, la Renault 5 E-Tech Electric è stata immatricolata in 2.329 esemplari. E nel 2026 arriva anche la nuova e attesissima Twingo, anch’essa solo a batteria. Con la Clio (che malgrado la fase di “run out” è rimasta nella Top 10 delle auto più vendute dell’anno, nona con oltre 29.000 unità registrate), Renault vuole soddisfare gli automobilisti che hanno diverse esigenze. Perché oltre alla declinazione Full Hybrid e “alternativa” a Gpl, c’è sempre quella a benzina da 115 Cv, un tre cilindri TCe. “Guardiamo al 2026 con grande entusiasmo”, sintetizza Sébastien Guigues, a capo delle operazioni italiane del gruppo (che includono i veicoli commerciali e i marchi Dacia e Alpine). Che aggiunge: “L’arrivo di nuova Clio e di Twingo E-Tech Electric ci permetterà di ampliare ulteriormente la nostra proposta e di continuare a guidare la transizione energetica con soluzioni accessibili, concrete e adatte alla vita reale dei nostri clienti”. L'articolo Renault Clio e Italia, un legame solido. Il Belpaese è il suo secondo mercato più importante proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Motori efficienti e scelte sostenibili. La nuova Clio guarda al futuro
La nuova Clio non è elettrica, ma è comunque più sostenibile. E non solo per via della motorizzazione E-Tech Full Hybrid e dell’opzione bi-fuel Eco-G a Gpl da 120 Cv con trasmissione EDC. Ma per via delle scelte di Renault, che ha investito da tempo su soluzioni destinate a contenere l’impronta carbonica. Il costruttore ha diffuso alcuni numeri che evidenziano l’impegno di ridurre l’impatto ambientale di questo come di altri modelli. Un primo esempio riguarda il peso: il 33,9% di quello della Clio VI è costituito da materiali provenienti dall’economia circolare e il 17,3% del peso della plastica proviene da materiali riciclati, inclusa la totalità di quella dell’assorbitore del paraurti posteriore. Il 92% dei tessuti delle sellerie è costituto da fibre riciclate. La metà della struttura del cruscotto è in polimeri riciclati e il 50% dei cerchi Esprit Alpine è in alluminio riciclato, con un risparmio di 350 kg di CO2 o l’equivalente di 4.000 km percorsi dalla nuova Clio. Lo stesso contributo della motorizzazione full hybrid da 160 Cv con la quale Renault ha attinto anche all’esperienza in Formula 1 è importante: “Colpisce per le prestazioni e per l’efficienza energetica con consumi record”, rivendica Bruno Vanel, vice presidente prodotto della Losanga. Che aggiunge: “La nuova Clio fonde la compattezza di un’auto del segmento B con le prestazioni, la tecnologia e il comfort dei modelli del segmento superiore. Questa berlina dal design super-potenziato ridefinisce gli standard della categoria offrendo un’esperienza di guida dinamica e confortevole”. L’autonomia raggiunge i 1.000 chilometri, con emissioni di CO2 scesi a 89 g/km, per la variante Full Hybrid e può toccare i 1.450 per quella a Gpl. Il sistema ibrido è più efficiente e performante rispetto a quello precedente: vanta fino al 40% di riduzione dei consumi rispetto ai motori benzina ed è in grado di circolare in modalità elettrica fino all’80% del tempo in città. Senza dimenticare che a completare l’offerta sulla gamma motori è anche disponibile il benzina da 115 Cv, un tre cilindri TCe. L'articolo Motori efficienti e scelte sostenibili. La nuova Clio guarda al futuro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Renault chiude Ampère, la società dedicata all’elettrico: era il progetto di punta di De Meo
Renault si appresta a sciogliere Ampère, il suo ramo da 12.000 dipendenti dedicato ai veicoli elettrici e ai software. La società era stata creata alla fine del 2023 ed era uno dei progetti di punta dell’ex Ceo Luca De Meo. Ma ora, secondo quanto riporta Le Figaro, il costruttore automobilistico francese ha presentato ai sindacati la sua intenzione di chiudere la società entro il prossimo luglio. Una decisione che sarebbe a impatto zero sui dipendenti: “Ingegneri e operai verranno direttamente ricollocati nel gruppo Renault”, precisa Le Figaro aggiungendo che il nome Ampère resterà soltanto per la batteria elettrica denominata ‘Ampère Energy’ e il cosiddetto ‘Ampère Software’. Renault – che era stato il primo gruppo a creare un’apposita società per le attività legate all’elettrico – assicura che l’operazione sarà assolutamente ”neutra sul piano sociale”. L’obiettivo, garantiscono dalla sede di Boulogne-Billancourt, è solo migliorare ”l’organizzazione e i processi” nonché ”accelerare la performance dei siti produttivi”. Della fine di Ampère si parlava già da tempo tra Parigi e Boulogne-Billancourt ma la nuova dirigenza di Renault, scrive Le Figaro, ”non voleva cancellare troppo rapidamente l’opera di Luca de Meo”, il dirigente italiano passato di recente alla guida di Kering. L'articolo Renault chiude Ampère, la società dedicata all’elettrico: era il progetto di punta di De Meo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Al volante della nuova Clio. Equilibrio riuscito tra efficienza, agilità e piacere
Renault ha scelto le strade del Portogallo per le prove su strada della sesta generazione di Clio, da anni uno dei modelli più venduti e perché per proporzioni e caratteristiche si adatta bene agli utilizzi delle famiglie del Vecchio Continente. Ad esempio per quel diametro di volta di 10,4 metri che la rende decisamente maneggevole nello stretto. Ma anche per quel bagagliaio la cui soglia di carico è stata abbassata di 40 millimetri e la cui capacità è compresa fra 391 e 1.176 litri. Non deve necessariamente, ma può anche essere la sola auto di famiglia, come dimostrano le sue prestazioni. Il test drive con la pepata ma efficiente variante Full Hybrid da 160 Cv nei dintorni di Lisbona ha confermato l’efficienza del sistema, sviluppato anche sulla base dell’esperienza che Renault ha raccolto in anni di presenza in Formula 1. Il consumo dichiarato è di 3,9 l/100 km con emissioni omologate di 89 g/km di CO2, quello rilevato dal computer di bordo ha avvicinato i 5: un dato convincente, anche perché la guida ibrida richiede determinate attenzioni. In ambito urbano, dove si effettuano molte frenate e ripartenze, Renault parla di una guida a zero emissioni per l’80% del tempo. Tradotto in percorrenza significa parecchio, perché la riduzione dei consumi può arrivare al 40%. Oltre che intrigare per via di linee fedeli alla tradizione, ma in qualche modo anche “ardite” (di sicuro non passa inosservata) per gli esterni, Clio VI ha anche un abitacolo piacevolmente confortevole, dove spiccano i due schermi da 10,1”. Come pure un volante che, con 2,6 giri tra finecorsa, garantisce uno sterzata diretta e reattiva che si fa apprezzare in modo particolare quando si affrontano con una certa “allegria” le strade più nervose lungo la costa atlantica. Impostando le modalità di guida si ottengono risposte differenti dalla vettura. Lo stesso volante integra anche il comando Multi-Sense che modifica anche la tonalità degli interni. A chi piace viaggiare ascoltando musica, Renault offre (in opzione) l’impianto audio griffato Harman Kardon con 5 ambienti sonori sviluppati assieme a Jean-Michel Jarre. La potenza totale raggiunge i 410 watt. Dal punto di vista tecnico e meccanico, “Tutto il lavoro di messa a punto è stato effettuato per giungere con successo allo stesso livello di comodità e dinamicità di Clio V, che era il punto di riferimento assoluto del segmento”, informa la casa automobilistica francese. Un obiettivo ambizioso, soprattutto perché l’incremento di peso, in base alle versioni (esclusa quella Eco-G a Gpl) è compreso tra 4 e 49 kg. Renault ha anche messo a punto due diverse regolazioni del telaio in base al peso della versione, che rientra in un range che va da 1.155 kg a 1.316 kg a seconda del propulsore: “Il lavoro si è concentrato sulla barra antirollio anteriore e sulla taratura degli ammortizzatori anteriori e posteriori”, spiegano gli ingegneri francesi. “Il risultato finale è completamente invisibile per il conducente che, stando al volante, non si accorge della differenza tra i due telai”. Sempre a garanzia del comfort, sulla Clio VI ci sono livelli di filtraggio del suono e delle vibrazioni che da Parigi non hanno esitato a definire “straordinarie”. Il design specifico dei retrovisori riduce il rumore dell’aria, mentre i montanti dei finestrini anteriori sono dotati di una schiuma isolante: “Queste ottimizzazioni contribuiscono a un notevole grado di silenziosità per la categoria, offrendo una sensazione di calma e comfort degna del segmento superiore”, fa sapere Renault. L'articolo Al volante della nuova Clio. Equilibrio riuscito tra efficienza, agilità e piacere proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Più spazio bordo, sicurezza al top e soluzioni digitali da categoria superiore. La ricetta di Clio
Ammicca alle auto sportive la nuova Clio, non solo per via dei fari posteriori e del volante di dimensioni contenute ripreso da Austral e Rafale. Ci sono anche un design distintivo e dotazioni destinate a evocare “alti livelli di tecnicità”, tipo il freno di stazionamento automatico o l’Adaptive Cruise Control, entrambi di serie a partire dalla declinazione Evolution. Inoltre, la telecamera per il parcheggio e la camera con visione a 360° si avvalgono di riprese ad alta definizione: in previsione della norma GSR2.3, Renault ne ha già inserita una interna, nel montante del parabrezza per rilevare i momenti di stanchezza e distrazione del conducente. Una chicca? Il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, che in questo segmento è per ora inedito. Assieme ai due schermi da 10,1” ci sono un infotainment di livello elevato, la connettività con le mappe di Google che comprende l’assistente vocale di Mountain View (anche per i comandi di alcune funzioni del veicolo) e l’accesso a Google Play con oltre 100 App disponibili. Tra queste anche esclusive applicazioni dei partner: pratici tool di navigazione ottimizzati, le migliori radio del mondo con Radioplayer for Renault, piattaforme musicali in alta definizione come Amazon Music, i must del video streaming come Prime Video. C’è anche l’accesso diretto a internet con il browser Vivaldi. Il costruttore ha anticipato che per utilizzare le App scaricate da Google Play, la prima volta – per 3 anni o fino alla fine del contratto di noleggio del veicolo con Mobilize Financial Services – sono inclusi 2 GB/mese di dati. Che tradotto significa 40 ore di musica in audio streaming oppure 3 di video streaming. C’è anche una crescita della qualità percepita che traspare dall’integrazione di nuovi materiali e dalla cura dedicata all’ambient lighting. A seconda degli allestimenti, il rivestimento di fronte al passeggero è in tessuto e integra una fonte luminosa LED retroilluminata la cui tinta si può selezionare tra una tavolozza di 48 colori. Sulla variante top di gamma Esprit Alpine è stato scelto l’Alcantara, mentre le estremità della plancia hanno una colorazione Spectral Titanium ottenuta con un’innovativa tecnica di cromatura e che richiama gli scarichi delle auto da corsa. Con i suoi 4,12 metri di lunghezza e un passo di 2,59, la nuova Clio ha nondimeno il primato di abitabilità: per questo i passeggeri sono coccolati con “sedili posteriori come nessun altro veicolo del segmento”. C’è più spazio per le ginocchia di chi viaggia dietro per effetto dell’adozione delle sedute anteriori con schienali meno “ingombranti” e comunque capaci di garantire un sostegno migliore grazie all’inserimento di un filo di acciaio all’interno dei supporti laterali, che permettono di far scivolare facilmente i piedi sul pavimento. La sesta generazione della compatta transalpina dispone poi di più vani portaoggetti rispetto al modello precedente: la consolle centrale ha uno scompartimento chiuso da un coperchio flessibile articolato (secondo le versioni), proprio come la custodia dei tablet. L’abitacolo ospita anche due prese Usb-C all’anteriore, caricatore a induzione (in base agli allestimenti) e presa da 12 V al posteriore. In sostanza è possibile sia collegare un adattatore Usb oppure alimentare un apparecchio, tipo un piccolo frigorifero portatile o, per fare un esempio, un compressore di gonfiaggio. Capitolo sicurezza. Oltre ai 29 sistemi di assistenza alla guida (Adas), mai così tanti anche se non tutti di serie, il tecno-armamentario della nuova Renault Clio include anche il Safety Score e il Safety Coach. Il primo, dopo ogni viaggio assegna un punteggio tra 0 a 100 sulla conduzione, il secondo personalizza i consigli per migliorare la “guida sicura”. La citycar francese, che ha sempre ottenuto le cinque stelle (il massimo dei voti) ai crash test condotti nell’ambito del programma continentale EuroNcap, grazie a questi equipaggiamenti non avrà problemi a confermarsi nelle nuove verifiche. Anche perché i tecnici transalpini garantiscono “dotazioni di bordo delle gamme superiori di Renault”. L'articolo Più spazio bordo, sicurezza al top e soluzioni digitali da categoria superiore. La ricetta di Clio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Renault
Uno stile che accende la passione. La nuova Clio si riconosce al primo sguardo
La nuova Renault Clio “parla” con i fari. L’inedita firma luminosa, con le grandi luci diurne che richiamano la losanga del logo, è uno degli elementi che caratterizza la sesta generazione, che esteticamente esibisce anche passaruota neri (opachi sulla variante di accesso e lucidi negli allestimenti più pregiati) che ne accentuano la sportività assieme ai generosi cerchi che possono essere anche da 18”. E, infatti, Paula Fabregat-Andreu, direttrice dei progetti di design, parla della Clio VI come di quella “più espressiva e più dinamica che mai, sempre fedele alla sua identità con una carrozzeria, quasi liquida, che avvolge con eleganza gli elementi ultra-tecnici”, precisa. Retrovisori esterni, fondo piatto, cerchi, spoiler e fari posteriori: sono gli elementi sui quali designer e ingegneri di Renault sono intervenuti per migliorare l’aerodinamica della Clio VI. Il relativo approfondito lavoro nella galleria del vento ha comportato ad una significativa riduzione del coefficiente di penetrazione: il Cx è sceso da 0,32 a 0,30 con un inevitabile e positivo impatto sulle emissioni che beneficiano anche dell’adozione di pneumatici a basso consumo. Tra le varie soluzioni adottate dal c’è anche la valvola mobile situata nella presa d’aria del paraurti anteriore, che permette di regolarne l’apertura in base alla velocità. Per una migliore gestione del rollio, alla nuova Renault Clio sono state allargate le carreggiate: di 39 millimetri all’anteriore (identiche a quelle della Captur) e di 10 al posteriore. Il costruttore ha pertanto potuto ritoccare il diametro massimo delle ruote (da 17” a 18”): “L’altezza dei fianchi degli pneumatici resta invariata per preservare il comfort”, precisa tuttavia Renault. La sesta generazione, infine, è disponibile con una tavolozza di sette colori: oltre alle confermate bianco Ghiaccio, grigio Aviation, grigio Scisto, nero Étoilé e blu Iron ci sono le inedite rosso Assoluto (con vernice colorata) e verde Assoluto. L'articolo Uno stile che accende la passione. La nuova Clio si riconosce al primo sguardo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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