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RENAULT TWINGO E-TECH ELECTRIC
C’è qualcosa di familiare nella nuova Twingo elettrica, ma allo stesso tempo
tutto parla di futuro. La guardi e ti strappa un sorriso, proprio come faceva la
prima nel 1992. Solo che oggi siamo alla quarta generazione, e nel frattempo ne
sono state vendute oltre 4,15 milioni: un’eredità pesante, che questa versione a
elettroni prova a raccogliere senza nostalgia, ma con leggerezza.
Il progetto nasce in Francia, al Technocentre di Guyancourt, mentre la
produzione resta in Europa, nello stabilimento sloveno di Novo Mesto. Una scelta
coerente con l’idea di un’elettrica accessibile, concreta, pensata per la città
ma non solo, che condivide la piattaforma costruttiva (la AmpR Small) con
un’altra icona del passato “risorta” a batteria: la Renault 5. Anche il prezzo
segue questa filosofia: si parte da 19.500 euro, dunque al di sotto di quella
soglia psicologica dei 20 mila che può fare differenza.
A bordo la prima impressione è vivace, quasi giocosa. Il cruscotto è colorato,
ricco, pieno di elementi: forse anche un filo troppo “carico” e massiccio per
un’auto così compatta, ma nel complesso coerente con il carattere dell’auto.
Davanti agli occhi ci sono due schermi OpenR, uno da 7 pollici per la
strumentazione e uno centrale da 10 per l’infotainment, sempre presente su tutta
la gamma. Dentro, però, la sorpresa è lo spazio. La soluzione dei sedili
posteriori scorrevoli, per citarne una, è semplice quanto intelligente: puoi
guadagnare centimetri preziosi per le gambe o per il bagagliaio con un gesto
rapido.
La gamma è ridotta all’essenziale: una sola motorizzazione elettrica da 80
cavalli e due allestimenti, Evolution e Techno. Già la versione d’ingresso offre
una dotazione completa, ma è con la Techno che si entra in un territorio più
ricco, tra sistema multimediale evoluto con Google integrato, guida assistita
avanzata e funzione One Pedal. In generale, sorprende la presenza di tanti
sistemi di assistenza: dal mantenimento di corsia alla frenata automatica
d’emergenza, fino all’Adaptive Cruise Control e ai dispositivi pensati per il
traffico urbano e i parcheggi, con una dotazione che può arrivare fino a 24
ADAS. Anche i colori (tra cui spiccano Giallo Mango, Rosso Assoluto e Verde
Assoluto), fanno la loro parte.
Sotto il pianale c’è una batteria da 27,5 kWh con chimica litio-ferro-fosfato,
scelta interessante perché riduce i costi e limita l’uso di materiali critici.
Nella guida quotidiana si traduce in un’autonomia fino a 263 chilometri e in
tempi di ricarica piuttosto rapidi: in corrente continua si può passare dal 10
all’80% in circa mezz’ora, mentre in AC si arriva al pieno in poco più di due
ore e mezza. Il tutto con consumi dichiarati nell’ordine dei 12,2 kWh/100 km,
confermati nel corso del nostro test drive.
Nel traffico la Twingo E-Tech Electric è nel suo habitat naturale: silenziosa,
compatta, facile da infilare ovunque, anche grazie a un diametro di sterzata
inferiore ai 10 metri. Ma è appena fuori dal caos urbano che emerge il suo lato
meno scontato. L’assetto è più rigido di quanto ci si aspetterebbe da una
citycar: sulle buche si sente, è vero, ma tra le curve restituisce una guida più
precisa e piacevole, quasi sorprendente per la categoria.
E poi c’è lei, la funzione One Pedal, uno dei marchi di fabbrica dell’elettrico.
All’inizio spiazza: molli l’acceleratore e l’auto rallenta in modo deciso fino
quasi a fermarsi. Serve qualche chilometro per prenderci la mano, ma quando
succede cambia tutto: nel traffico diventa rilassante, quasi intuitiva.
Difficile farne a meno, dopo un po’ .
Il motore da 80 cavalli, nondimeno, non ha pretese sportive. Ma spinge quanto
basta, soprattutto ai bassi regimi, dove l’elettrico dà il meglio. La risposta è
pronta, adeguata per scatti al semaforo e cambi di ritmo continui. Come detto,
l’autonomia arriva fino a 263 chilometri, più che sufficienti per coprire un
utilizzo urbano senza ansia da ricarica, anche grazie a una gestione
dell’energia piuttosto efficiente. Quella leggerezza che non guasta.
L'articolo Renault Twingo E-Tech Electric, la prova de Il Fatto.it – Lo stile di
ieri, la guida di domani – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Renault
Renault avvia una nuova fase della sua strategia industriale con il piano di
medio termine “futuREady”, presentato dall’amministratore delegato François
Provost presso il centro tecnico del gruppo alle porte di Parigi. Un programma
che punta a consolidare i risultati ottenuti negli ultimi anni, ma in un
contesto automobilistico globale diventato più incerto e competitivo.
Il piano prevede il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030, di cui 22
destinati al mercato europeo e 14 ai mercati internazionali. Tra quelli
destinati all’Europa, 16 saranno elettrici, mentre la strategia continuerà a
puntare su un approccio multi-energia, che comprende anche ibride e veicoli
elettrici con autonomia estesa. Secondo il gruppo francese, questa scelta
consente di accompagnare la transizione energetica mantenendo flessibilità
industriale e commerciale.
Provost ha però rivisto al ribasso alcuni obiettivi finanziari fissati dal
precedente piano strategico guidato dall’ex amministratore delegato Luca de Meo.
Il nuovo target di margine operativo è compreso tra il 5% e il 7%, con un free
cash flow annuale di almeno 1,5 miliardi di euro. Nel piano del 2022, Renault
puntava invece a un margine dell’8% dal 2026 e oltre il 10% dal 2030.
Il nuovo amministratore delegato ha sottolineato che il settore automobilistico
è in una fase più complessa: “La nostra industria sta entrando in un ciclo più
difficile, veloce e imprevedibile“, ha dichiarato, evidenziando come il gruppo
debba dimostrare non solo di saper crescere, ma anche di mantenere risultati
solidi nel lungo periodo.
Il contesto globale è caratterizzato da maggiore concorrenza internazionale,
tensioni geopolitiche, pressioni sulle catene di approvvigionamento e normative
più stringenti, fattori che rendono necessario rafforzare la resilienza
industriale del gruppo.
Tra gli elementi centrali della strategia figurano anche significativi programmi
di riduzione dei costi. Renault punta a ridurre del 20% quelli di distribuzione,
del 40% quelli di sviluppo e del 30% le spese logistiche. Inoltre, una nuova
piattaforma elettrica per vetture compatte e medie dovrebbe consentire di
abbassare del 40% i costi di produzione rispetto agli attuali modelli EV.
Sul piano tecnologico, il gruppo lavorerà allo sviluppo della piattaforma RGEV
2.0, dotata di architettura a 800 volt e autonomia fino a 750 chilometri. Per
contenere i costi delle vetture elettriche saranno utilizzate anche batterie al
litio-ferro-fosfato (LFP) nei modelli più compatti.
Il piano futuREady definisce anche obiettivi specifici per i marchi del gruppo.
Il brand Renault punta a superare 2 milioni di vendite annuali a livello
globale, con metà dei volumi generati fuori dall’Europa. Dacia proseguirà invece
il proprio posizionamento verso segmenti più alti, mentre Alpine continuerà la
transizione verso modelli sportivi completamente elettrici.
Un altro pilastro della strategia riguarda le partnership industriali. Renault
intende rafforzare il ruolo di produttore conto terzi, arrivando a costruire
oltre 300.000 veicoli l’anno per partner come Ford, Geely, Nissan, Mitsubishi e
Volvo Trucks.
Per Provost l’obiettivo è chiaro: rafforzare la competitività del gruppo anche
di fronte alla crescente pressione dei costruttori asiatici. “L’ambizione di
Renault Group è competere con i produttori cinesi in termini di innovazione,
costi e velocità”, ha affermato il manager.
L'articolo Renault presenta il piano “futuREady”, 36 nuovi modelli entro il 2030
e più disciplina sui costi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 2025 si chiude in frenata per il gruppo Renault, che registra un calo del 15%
dell’utile operativo ma rivendica al tempo stesso resilienza e solidità
finanziaria in un contesto competitivo sempre più complesso. Il gruppo guidato
dal CEO Francois Provost ha riportato un utile operativo di 3,6 miliardi di
euro, pari al 6,3% del fatturato, in linea con le previsioni riviste a luglio. I
ricavi hanno raggiunto 57,9 miliardi, in crescita del 3% (+4,5% a cambi
costanti), sostenuti dall’espansione internazionale e dall’elettrificazione
della gamma.
Il risultato netto di pertinenza del gruppo è però negativo per 10,9 miliardi di
euro, a causa soprattutto della svalutazione non monetaria da 9,3 miliardi
legata al nuovo trattamento contabile della partecipazione in Nissan, oltre a
2,3 miliardi di contributi negativi da società collegate. Dopo l’operazione, i
risultati Nissan non saranno più consolidati nei conti Renault. Nonostante la
perdita, il gruppo proporrà un dividendo invariato di 2,20 euro per azione
all’assemblea del 30 aprile 2026.
Sul fronte finanziario, Renault sottolinea la forte generazione di cassa: il
free cash-flow del Ramo Auto è stato pari a 1,5 miliardi, includendo 300 milioni
di dividendi di Mobilize Financial Services. La posizione finanziaria netta ha
toccato un livello record di 7,4 miliardi a fine dicembre, con scorte
complessive sotto controllo a 539.000 unità. A rafforzare il quadro, il 18
dicembre 2025 S&P ha alzato il rating di Renault a BBB-, riportandolo in area
investment grade.
Resta però la pressione sui margini. Il 2026 viene indicato come un anno di
resilienza più che di crescita: il gruppo prevede un margine operativo intorno
al 5,5% e un free cash-flow di circa 1 miliardo, includendo 350 milioni di
dividendi da Mobilize. Nel medio termine l’obiettivo è mantenere margini tra il
5% e il 7%, livelli ben superiori alla media storica del 3,9% registrata tra il
2005 e il 2025.
Provost ha intanto avviato una revisione strategica rispetto all’era Luca de
Meo, puntando su tagli ai costi, reintegrazione delle attività elettriche e
maggiore disciplina sugli investimenti. Il gruppo mira a ridurre di circa 400
euro i costi variabili per veicolo ogni anno e a tagliare del 40% il “biglietto
d’ingresso” dei nuovi modelli.
La concorrenza in Europa si fa più intensa, con l’avanzata dei costruttori
cinesi. In parallelo, Renault continua a espandersi fuori dall’Europa per
ridurre la dipendenza dal mercato domestico, accettando nel breve termine una
minore redditività in cambio di volumi e scala. Nel 2025 le vendite globali sono
cresciute del 3,2% a 2,34 milioni di veicoli, mentre in Europa i volumi sono
rimasti stabili, penalizzati dal calo dei furgoni.
La nuova strategia sarà illustrata il 10 marzo al capital markets day presso il
centro tecnico vicino a Parigi. La sfida per Provost sarà dimostrare che,
nonostante la pressione sui prezzi e la transizione elettrica, Renault dispone
di basi sufficientemente solide per difendere i margini e crescere in modo
sostenibile nel lungo periodo.
L'articolo Renault, conti in chiaroscuro. Nel 2025 i margini si assottigliano ma
la cassa si rafforza proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cliorama non è una presentazione tradizionale né una semplice vetrina dedicata a
un modello storico. L’iniziativa voluta da Renault nasce con l’obiettivo di
raccontare Clio come fenomeno culturale, capace di attraversare generazioni e
cambiare insieme alle persone. Nel cuore di Milano, all’interno di RNLT, il
flagship store del marchio, lo spazio viene completamente trasformato per
diventare un luogo da vivere, non solo da visitare.
L’impressione, entrando, è quella di trovarsi dentro un racconto fatto di
immagini, suoni e suggestioni che riportano alla memoria momenti diversi, epoche
diverse, ma sempre legate allo stesso nome. Non si tratta di un evento chiuso
tra quattro mura, ma di un progetto che si espande all’esterno. Murales
dedicati, installazioni visive e una presenza diffusa nei luoghi simbolo di
Milano fanno sì che Clio diventi parte del paesaggio urbano.
Il calendario di eventi pensato da Renault alterna aperitivi musicali, cucina
d’autore e serate di condivisione, creando un’atmosfera informale ma curata. La
sensazione è quella di un luogo vivo, che cambia volto di sera in sera,
mantenendo però sempre una forte coerenza narrativa. Con questa iniziativa,
Renault sceglie di celebrare Clio senza nostalgia fine a sé stessa. Il passato
viene valorizzato, ma sempre con uno sguardo rivolto al futuro.
L'articolo Cliorama, Milano diventa il palcoscenico della storia di Renault Clio
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dal punto di vista commerciale, la Clio è il pilastro di Renault. Il costruttore
francese ne ha venduti 17 milioni di esemplari, dei quali 1,8 in Italia, dove ne
circolano ancora 800 mila. Il Belpaese è il secondo mercato del modello, che
debutta nella sua sesta generazione. Che è più lunga e più larga e anche più
sostenibile dal punto di vista ambientale (fino a 89 g/km di CO2) non solo
grazie al ricorso a materiali meno impattanti, ma anche per effetto
dell’adozione di nuove e più efficienti motorizzazioni che promettono fino a
1.000 e 1.450 chilometri di percorrenza. Il primo dato riguarda la nuova E-Tech
Full Hybrid da 160 Cv, il secondo la declinazione Eco-G a benzina e Gpl da 120.
Con l’avvento della Clio VI (lunga 4,12 metri) la filiale italiana di Renault si
aspetta volumi aggiuntivi, dopo che nel 2025 la marca ha venduto 87.394 veicoli
lungo lo stivale, pari al 5,1% di quota di mercato. Nel Belpaese l’offensiva
elettrificata è ibrida e a batteria. Lo scorso anno sono stati lanciate sia la
R5 sia la R4 in versione E-Tech Electric oltre che le inedite motorizzazione
Full Hybrid sulle Symbioz, Austral ed Espace.
Gli ordini della Clio sono stati aperti in ottobre e malgrado da Roma, dove si
trova il quartier generale del costruttore francese in Italia, non vengano
forniti numeri precisi trapela una certa fiducia perché si parla di “un ottimo
riscontro di pubblico”. Le indicazioni fornite dai primi contratti sono
interessanti anche in relazione a allestimenti e motorizzazioni, con una elevata
richiesta per il Full Hybrid e per la variante top di gamma Esprit Alpine.
I dati del 2025 rivelano come gli automobilisti stiano progressivamente
modificando le proprie abitudini di acquisto: in Italia la quota elettrificata
di Renault è pari a un terzo del totale (32,4%), ossia il podio del mercato
nazionale “green”. Sul fronte squisitamente a emissioni zero, la Renault 5
E-Tech Electric è stata immatricolata in 2.329 esemplari. E nel 2026 arriva
anche la nuova e attesissima Twingo, anch’essa solo a batteria. Con la Clio (che
malgrado la fase di “run out” è rimasta nella Top 10 delle auto più vendute
dell’anno, nona con oltre 29.000 unità registrate), Renault vuole soddisfare gli
automobilisti che hanno diverse esigenze. Perché oltre alla declinazione Full
Hybrid e “alternativa” a Gpl, c’è sempre quella a benzina da 115 Cv, un tre
cilindri TCe. “Guardiamo al 2026 con grande entusiasmo”, sintetizza Sébastien
Guigues, a capo delle operazioni italiane del gruppo (che includono i veicoli
commerciali e i marchi Dacia e Alpine). Che aggiunge: “L’arrivo di nuova Clio e
di Twingo E-Tech Electric ci permetterà di ampliare ulteriormente la nostra
proposta e di continuare a guidare la transizione energetica con soluzioni
accessibili, concrete e adatte alla vita reale dei nostri clienti”.
L'articolo Renault Clio e Italia, un legame solido. Il Belpaese è il suo secondo
mercato più importante proviene da Il Fatto Quotidiano.
La nuova Clio non è elettrica, ma è comunque più sostenibile. E non solo per via
della motorizzazione E-Tech Full Hybrid e dell’opzione bi-fuel Eco-G a Gpl da
120 Cv con trasmissione EDC. Ma per via delle scelte di Renault, che ha
investito da tempo su soluzioni destinate a contenere l’impronta carbonica. Il
costruttore ha diffuso alcuni numeri che evidenziano l’impegno di ridurre
l’impatto ambientale di questo come di altri modelli.
Un primo esempio riguarda il peso: il 33,9% di quello della Clio VI è costituito
da materiali provenienti dall’economia circolare e il 17,3% del peso della
plastica proviene da materiali riciclati, inclusa la totalità di quella
dell’assorbitore del paraurti posteriore. Il 92% dei tessuti delle sellerie è
costituto da fibre riciclate. La metà della struttura del cruscotto è in
polimeri riciclati e il 50% dei cerchi Esprit Alpine è in alluminio riciclato,
con un risparmio di 350 kg di CO2 o l’equivalente di 4.000 km percorsi dalla
nuova Clio.
Lo stesso contributo della motorizzazione full hybrid da 160 Cv con la quale
Renault ha attinto anche all’esperienza in Formula 1 è importante: “Colpisce per
le prestazioni e per l’efficienza energetica con consumi record”, rivendica
Bruno Vanel, vice presidente prodotto della Losanga. Che aggiunge: “La nuova
Clio fonde la compattezza di un’auto del segmento B con le prestazioni, la
tecnologia e il comfort dei modelli del segmento superiore. Questa berlina dal
design super-potenziato ridefinisce gli standard della categoria offrendo
un’esperienza di guida dinamica e confortevole”.
L’autonomia raggiunge i 1.000 chilometri, con emissioni di CO2 scesi a 89 g/km,
per la variante Full Hybrid e può toccare i 1.450 per quella a Gpl. Il sistema
ibrido è più efficiente e performante rispetto a quello precedente: vanta fino
al 40% di riduzione dei consumi rispetto ai motori benzina ed è in grado di
circolare in modalità elettrica fino all’80% del tempo in città. Senza
dimenticare che a completare l’offerta sulla gamma motori è anche disponibile il
benzina da 115 Cv, un tre cilindri TCe.
L'articolo Motori efficienti e scelte sostenibili. La nuova Clio guarda al
futuro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Renault si appresta a sciogliere Ampère, il suo ramo da 12.000 dipendenti
dedicato ai veicoli elettrici e ai software. La società era stata creata alla
fine del 2023 ed era uno dei progetti di punta dell’ex Ceo Luca De Meo. Ma ora,
secondo quanto riporta Le Figaro, il costruttore automobilistico francese ha
presentato ai sindacati la sua intenzione di chiudere la società entro il
prossimo luglio.
Una decisione che sarebbe a impatto zero sui dipendenti: “Ingegneri e operai
verranno direttamente ricollocati nel gruppo Renault”, precisa Le Figaro
aggiungendo che il nome Ampère resterà soltanto per la batteria elettrica
denominata ‘Ampère Energy’ e il cosiddetto ‘Ampère Software’. Renault – che era
stato il primo gruppo a creare un’apposita società per le attività legate
all’elettrico – assicura che l’operazione sarà assolutamente ”neutra sul piano
sociale”.
L’obiettivo, garantiscono dalla sede di Boulogne-Billancourt, è solo migliorare
”l’organizzazione e i processi” nonché ”accelerare la performance dei siti
produttivi”. Della fine di Ampère si parlava già da tempo tra Parigi e
Boulogne-Billancourt ma la nuova dirigenza di Renault, scrive Le Figaro, ”non
voleva cancellare troppo rapidamente l’opera di Luca de Meo”, il dirigente
italiano passato di recente alla guida di Kering.
L'articolo Renault chiude Ampère, la società dedicata all’elettrico: era il
progetto di punta di De Meo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Renault ha scelto le strade del Portogallo per le prove su strada della sesta
generazione di Clio, da anni uno dei modelli più venduti e perché per
proporzioni e caratteristiche si adatta bene agli utilizzi delle famiglie del
Vecchio Continente.
Ad esempio per quel diametro di volta di 10,4 metri che la rende decisamente
maneggevole nello stretto. Ma anche per quel bagagliaio la cui soglia di carico
è stata abbassata di 40 millimetri e la cui capacità è compresa fra 391 e 1.176
litri. Non deve necessariamente, ma può anche essere la sola auto di famiglia,
come dimostrano le sue prestazioni.
Il test drive con la pepata ma efficiente variante Full Hybrid da 160 Cv nei
dintorni di Lisbona ha confermato l’efficienza del sistema, sviluppato anche
sulla base dell’esperienza che Renault ha raccolto in anni di presenza in
Formula 1. Il consumo dichiarato è di 3,9 l/100 km con emissioni omologate di 89
g/km di CO2, quello rilevato dal computer di bordo ha avvicinato i 5: un dato
convincente, anche perché la guida ibrida richiede determinate attenzioni. In
ambito urbano, dove si effettuano molte frenate e ripartenze, Renault parla di
una guida a zero emissioni per l’80% del tempo. Tradotto in percorrenza
significa parecchio, perché la riduzione dei consumi può arrivare al 40%.
Oltre che intrigare per via di linee fedeli alla tradizione, ma in qualche modo
anche “ardite” (di sicuro non passa inosservata) per gli esterni, Clio VI ha
anche un abitacolo piacevolmente confortevole, dove spiccano i due schermi da
10,1”. Come pure un volante che, con 2,6 giri tra finecorsa, garantisce uno
sterzata diretta e reattiva che si fa apprezzare in modo particolare quando si
affrontano con una certa “allegria” le strade più nervose lungo la costa
atlantica. Impostando le modalità di guida si ottengono risposte differenti
dalla vettura. Lo stesso volante integra anche il comando Multi-Sense che
modifica anche la tonalità degli interni. A chi piace viaggiare ascoltando
musica, Renault offre (in opzione) l’impianto audio griffato Harman Kardon con 5
ambienti sonori sviluppati assieme a Jean-Michel Jarre. La potenza totale
raggiunge i 410 watt.
Dal punto di vista tecnico e meccanico, “Tutto il lavoro di messa a punto è
stato effettuato per giungere con successo allo stesso livello di comodità e
dinamicità di Clio V, che era il punto di riferimento assoluto del segmento”,
informa la casa automobilistica francese. Un obiettivo ambizioso, soprattutto
perché l’incremento di peso, in base alle versioni (esclusa quella Eco-G a Gpl)
è compreso tra 4 e 49 kg.
Renault ha anche messo a punto due diverse regolazioni del telaio in base al
peso della versione, che rientra in un range che va da 1.155 kg a 1.316 kg a
seconda del propulsore: “Il lavoro si è concentrato sulla barra antirollio
anteriore e sulla taratura degli ammortizzatori anteriori e posteriori”,
spiegano gli ingegneri francesi. “Il risultato finale è completamente invisibile
per il conducente che, stando al volante, non si accorge della differenza tra i
due telai”.
Sempre a garanzia del comfort, sulla Clio VI ci sono livelli di filtraggio del
suono e delle vibrazioni che da Parigi non hanno esitato a definire
“straordinarie”. Il design specifico dei retrovisori riduce il rumore dell’aria,
mentre i montanti dei finestrini anteriori sono dotati di una schiuma isolante:
“Queste ottimizzazioni contribuiscono a un notevole grado di silenziosità per la
categoria, offrendo una sensazione di calma e comfort degna del segmento
superiore”, fa sapere Renault.
L'articolo Al volante della nuova Clio. Equilibrio riuscito tra efficienza,
agilità e piacere proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ammicca alle auto sportive la nuova Clio, non solo per via dei fari posteriori e
del volante di dimensioni contenute ripreso da Austral e Rafale. Ci sono anche
un design distintivo e dotazioni destinate a evocare “alti livelli di
tecnicità”, tipo il freno di stazionamento automatico o l’Adaptive Cruise
Control, entrambi di serie a partire dalla declinazione Evolution. Inoltre, la
telecamera per il parcheggio e la camera con visione a 360° si avvalgono di
riprese ad alta definizione: in previsione della norma GSR2.3, Renault ne ha già
inserita una interna, nel montante del parabrezza per rilevare i momenti di
stanchezza e distrazione del conducente.
Una chicca? Il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, che in
questo segmento è per ora inedito. Assieme ai due schermi da 10,1” ci sono un
infotainment di livello elevato, la connettività con le mappe di Google che
comprende l’assistente vocale di Mountain View (anche per i comandi di alcune
funzioni del veicolo) e l’accesso a Google Play con oltre 100 App disponibili.
Tra queste anche esclusive applicazioni dei partner: pratici tool di navigazione
ottimizzati, le migliori radio del mondo con Radioplayer for Renault,
piattaforme musicali in alta definizione come Amazon Music, i must del video
streaming come Prime Video. C’è anche l’accesso diretto a internet con il
browser Vivaldi. Il costruttore ha anticipato che per utilizzare le App
scaricate da Google Play, la prima volta – per 3 anni o fino alla fine del
contratto di noleggio del veicolo con Mobilize Financial Services – sono inclusi
2 GB/mese di dati. Che tradotto significa 40 ore di musica in audio streaming
oppure 3 di video streaming.
C’è anche una crescita della qualità percepita che traspare dall’integrazione di
nuovi materiali e dalla cura dedicata all’ambient lighting. A seconda degli
allestimenti, il rivestimento di fronte al passeggero è in tessuto e integra una
fonte luminosa LED retroilluminata la cui tinta si può selezionare tra una
tavolozza di 48 colori.
Sulla variante top di gamma Esprit Alpine è stato scelto l’Alcantara, mentre le
estremità della plancia hanno una colorazione Spectral Titanium ottenuta con
un’innovativa tecnica di cromatura e che richiama gli scarichi delle auto da
corsa.
Con i suoi 4,12 metri di lunghezza e un passo di 2,59, la nuova Clio ha
nondimeno il primato di abitabilità: per questo i passeggeri sono coccolati con
“sedili posteriori come nessun altro veicolo del segmento”. C’è più spazio per
le ginocchia di chi viaggia dietro per effetto dell’adozione delle sedute
anteriori con schienali meno “ingombranti” e comunque capaci di garantire un
sostegno migliore grazie all’inserimento di un filo di acciaio all’interno dei
supporti laterali, che permettono di far scivolare facilmente i piedi sul
pavimento.
La sesta generazione della compatta transalpina dispone poi di più vani
portaoggetti rispetto al modello precedente: la consolle centrale ha uno
scompartimento chiuso da un coperchio flessibile articolato (secondo le
versioni), proprio come la custodia dei tablet. L’abitacolo ospita anche due
prese Usb-C all’anteriore, caricatore a induzione (in base agli allestimenti) e
presa da 12 V al posteriore. In sostanza è possibile sia collegare un adattatore
Usb oppure alimentare un apparecchio, tipo un piccolo frigorifero portatile o,
per fare un esempio, un compressore di gonfiaggio.
Capitolo sicurezza. Oltre ai 29 sistemi di assistenza alla guida (Adas), mai
così tanti anche se non tutti di serie, il tecno-armamentario della nuova
Renault Clio include anche il Safety Score e il Safety Coach. Il primo, dopo
ogni viaggio assegna un punteggio tra 0 a 100 sulla conduzione, il secondo
personalizza i consigli per migliorare la “guida sicura”.
La citycar francese, che ha sempre ottenuto le cinque stelle (il massimo dei
voti) ai crash test condotti nell’ambito del programma continentale EuroNcap,
grazie a questi equipaggiamenti non avrà problemi a confermarsi nelle nuove
verifiche. Anche perché i tecnici transalpini garantiscono “dotazioni di bordo
delle gamme superiori di Renault”.
L'articolo Più spazio bordo, sicurezza al top e soluzioni digitali da categoria
superiore. La ricetta di Clio proviene da Il Fatto Quotidiano.
La nuova Renault Clio “parla” con i fari. L’inedita firma luminosa, con le
grandi luci diurne che richiamano la losanga del logo, è uno degli elementi che
caratterizza la sesta generazione, che esteticamente esibisce anche passaruota
neri (opachi sulla variante di accesso e lucidi negli allestimenti più pregiati)
che ne accentuano la sportività assieme ai generosi cerchi che possono essere
anche da 18”.
E, infatti, Paula Fabregat-Andreu, direttrice dei progetti di design, parla
della Clio VI come di quella “più espressiva e più dinamica che mai, sempre
fedele alla sua identità con una carrozzeria, quasi liquida, che avvolge con
eleganza gli elementi ultra-tecnici”, precisa.
Retrovisori esterni, fondo piatto, cerchi, spoiler e fari posteriori: sono gli
elementi sui quali designer e ingegneri di Renault sono intervenuti per
migliorare l’aerodinamica della Clio VI. Il relativo approfondito lavoro nella
galleria del vento ha comportato ad una significativa riduzione del coefficiente
di penetrazione: il Cx è sceso da 0,32 a 0,30 con un inevitabile e positivo
impatto sulle emissioni che beneficiano anche dell’adozione di pneumatici a
basso consumo.
Tra le varie soluzioni adottate dal c’è anche la valvola mobile situata nella
presa d’aria del paraurti anteriore, che permette di regolarne l’apertura in
base alla velocità. Per una migliore gestione del rollio, alla nuova Renault
Clio sono state allargate le carreggiate: di 39 millimetri all’anteriore
(identiche a quelle della Captur) e di 10 al posteriore. Il costruttore ha
pertanto potuto ritoccare il diametro massimo delle ruote (da 17” a 18”):
“L’altezza dei fianchi degli pneumatici resta invariata per preservare il
comfort”, precisa tuttavia Renault.
La sesta generazione, infine, è disponibile con una tavolozza di sette colori:
oltre alle confermate bianco Ghiaccio, grigio Aviation, grigio Scisto, nero
Étoilé e blu Iron ci sono le inedite rosso Assoluto (con vernice colorata) e
verde Assoluto.
L'articolo Uno stile che accende la passione. La nuova Clio si riconosce al
primo sguardo proviene da Il Fatto Quotidiano.