Dal punto di vista commerciale, la Clio è il pilastro di Renault. Il costruttore
francese ne ha venduti 17 milioni di esemplari, dei quali 1,8 in Italia, dove ne
circolano ancora 800 mila. Il Belpaese è il secondo mercato del modello, che
debutta nella sua sesta generazione. Che è più lunga e più larga e anche più
sostenibile dal punto di vista ambientale (fino a 89 g/km di CO2) non solo
grazie al ricorso a materiali meno impattanti, ma anche per effetto
dell’adozione di nuove e più efficienti motorizzazioni che promettono fino a
1.000 e 1.450 chilometri di percorrenza. Il primo dato riguarda la nuova E-Tech
Full Hybrid da 160 Cv, il secondo la declinazione Eco-G a benzina e Gpl da 120.
Con l’avvento della Clio VI (lunga 4,12 metri) la filiale italiana di Renault si
aspetta volumi aggiuntivi, dopo che nel 2025 la marca ha venduto 87.394 veicoli
lungo lo stivale, pari al 5,1% di quota di mercato. Nel Belpaese l’offensiva
elettrificata è ibrida e a batteria. Lo scorso anno sono stati lanciate sia la
R5 sia la R4 in versione E-Tech Electric oltre che le inedite motorizzazione
Full Hybrid sulle Symbioz, Austral ed Espace.
Gli ordini della Clio sono stati aperti in ottobre e malgrado da Roma, dove si
trova il quartier generale del costruttore francese in Italia, non vengano
forniti numeri precisi trapela una certa fiducia perché si parla di “un ottimo
riscontro di pubblico”. Le indicazioni fornite dai primi contratti sono
interessanti anche in relazione a allestimenti e motorizzazioni, con una elevata
richiesta per il Full Hybrid e per la variante top di gamma Esprit Alpine.
I dati del 2025 rivelano come gli automobilisti stiano progressivamente
modificando le proprie abitudini di acquisto: in Italia la quota elettrificata
di Renault è pari a un terzo del totale (32,4%), ossia il podio del mercato
nazionale “green”. Sul fronte squisitamente a emissioni zero, la Renault 5
E-Tech Electric è stata immatricolata in 2.329 esemplari. E nel 2026 arriva
anche la nuova e attesissima Twingo, anch’essa solo a batteria. Con la Clio (che
malgrado la fase di “run out” è rimasta nella Top 10 delle auto più vendute
dell’anno, nona con oltre 29.000 unità registrate), Renault vuole soddisfare gli
automobilisti che hanno diverse esigenze. Perché oltre alla declinazione Full
Hybrid e “alternativa” a Gpl, c’è sempre quella a benzina da 115 Cv, un tre
cilindri TCe. “Guardiamo al 2026 con grande entusiasmo”, sintetizza Sébastien
Guigues, a capo delle operazioni italiane del gruppo (che includono i veicoli
commerciali e i marchi Dacia e Alpine). Che aggiunge: “L’arrivo di nuova Clio e
di Twingo E-Tech Electric ci permetterà di ampliare ulteriormente la nostra
proposta e di continuare a guidare la transizione energetica con soluzioni
accessibili, concrete e adatte alla vita reale dei nostri clienti”.
L'articolo Renault Clio e Italia, un legame solido. Il Belpaese è il suo secondo
mercato più importante proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La nuova Clio non è elettrica, ma è comunque più sostenibile. E non solo per via
della motorizzazione E-Tech Full Hybrid e dell’opzione bi-fuel Eco-G a Gpl da
120 Cv con trasmissione EDC. Ma per via delle scelte di Renault, che ha
investito da tempo su soluzioni destinate a contenere l’impronta carbonica. Il
costruttore ha diffuso alcuni numeri che evidenziano l’impegno di ridurre
l’impatto ambientale di questo come di altri modelli.
Un primo esempio riguarda il peso: il 33,9% di quello della Clio VI è costituito
da materiali provenienti dall’economia circolare e il 17,3% del peso della
plastica proviene da materiali riciclati, inclusa la totalità di quella
dell’assorbitore del paraurti posteriore. Il 92% dei tessuti delle sellerie è
costituto da fibre riciclate. La metà della struttura del cruscotto è in
polimeri riciclati e il 50% dei cerchi Esprit Alpine è in alluminio riciclato,
con un risparmio di 350 kg di CO2 o l’equivalente di 4.000 km percorsi dalla
nuova Clio.
Lo stesso contributo della motorizzazione full hybrid da 160 Cv con la quale
Renault ha attinto anche all’esperienza in Formula 1 è importante: “Colpisce per
le prestazioni e per l’efficienza energetica con consumi record”, rivendica
Bruno Vanel, vice presidente prodotto della Losanga. Che aggiunge: “La nuova
Clio fonde la compattezza di un’auto del segmento B con le prestazioni, la
tecnologia e il comfort dei modelli del segmento superiore. Questa berlina dal
design super-potenziato ridefinisce gli standard della categoria offrendo
un’esperienza di guida dinamica e confortevole”.
L’autonomia raggiunge i 1.000 chilometri, con emissioni di CO2 scesi a 89 g/km,
per la variante Full Hybrid e può toccare i 1.450 per quella a Gpl. Il sistema
ibrido è più efficiente e performante rispetto a quello precedente: vanta fino
al 40% di riduzione dei consumi rispetto ai motori benzina ed è in grado di
circolare in modalità elettrica fino all’80% del tempo in città. Senza
dimenticare che a completare l’offerta sulla gamma motori è anche disponibile il
benzina da 115 Cv, un tre cilindri TCe.
L'articolo Motori efficienti e scelte sostenibili. La nuova Clio guarda al
futuro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Renault si appresta a sciogliere Ampère, il suo ramo da 12.000 dipendenti
dedicato ai veicoli elettrici e ai software. La società era stata creata alla
fine del 2023 ed era uno dei progetti di punta dell’ex Ceo Luca De Meo. Ma ora,
secondo quanto riporta Le Figaro, il costruttore automobilistico francese ha
presentato ai sindacati la sua intenzione di chiudere la società entro il
prossimo luglio.
Una decisione che sarebbe a impatto zero sui dipendenti: “Ingegneri e operai
verranno direttamente ricollocati nel gruppo Renault”, precisa Le Figaro
aggiungendo che il nome Ampère resterà soltanto per la batteria elettrica
denominata ‘Ampère Energy’ e il cosiddetto ‘Ampère Software’. Renault – che era
stato il primo gruppo a creare un’apposita società per le attività legate
all’elettrico – assicura che l’operazione sarà assolutamente ”neutra sul piano
sociale”.
L’obiettivo, garantiscono dalla sede di Boulogne-Billancourt, è solo migliorare
”l’organizzazione e i processi” nonché ”accelerare la performance dei siti
produttivi”. Della fine di Ampère si parlava già da tempo tra Parigi e
Boulogne-Billancourt ma la nuova dirigenza di Renault, scrive Le Figaro, ”non
voleva cancellare troppo rapidamente l’opera di Luca de Meo”, il dirigente
italiano passato di recente alla guida di Kering.
L'articolo Renault chiude Ampère, la società dedicata all’elettrico: era il
progetto di punta di De Meo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Renault ha scelto le strade del Portogallo per le prove su strada della sesta
generazione di Clio, da anni uno dei modelli più venduti e perché per
proporzioni e caratteristiche si adatta bene agli utilizzi delle famiglie del
Vecchio Continente.
Ad esempio per quel diametro di volta di 10,4 metri che la rende decisamente
maneggevole nello stretto. Ma anche per quel bagagliaio la cui soglia di carico
è stata abbassata di 40 millimetri e la cui capacità è compresa fra 391 e 1.176
litri. Non deve necessariamente, ma può anche essere la sola auto di famiglia,
come dimostrano le sue prestazioni.
Il test drive con la pepata ma efficiente variante Full Hybrid da 160 Cv nei
dintorni di Lisbona ha confermato l’efficienza del sistema, sviluppato anche
sulla base dell’esperienza che Renault ha raccolto in anni di presenza in
Formula 1. Il consumo dichiarato è di 3,9 l/100 km con emissioni omologate di 89
g/km di CO2, quello rilevato dal computer di bordo ha avvicinato i 5: un dato
convincente, anche perché la guida ibrida richiede determinate attenzioni. In
ambito urbano, dove si effettuano molte frenate e ripartenze, Renault parla di
una guida a zero emissioni per l’80% del tempo. Tradotto in percorrenza
significa parecchio, perché la riduzione dei consumi può arrivare al 40%.
Oltre che intrigare per via di linee fedeli alla tradizione, ma in qualche modo
anche “ardite” (di sicuro non passa inosservata) per gli esterni, Clio VI ha
anche un abitacolo piacevolmente confortevole, dove spiccano i due schermi da
10,1”. Come pure un volante che, con 2,6 giri tra finecorsa, garantisce uno
sterzata diretta e reattiva che si fa apprezzare in modo particolare quando si
affrontano con una certa “allegria” le strade più nervose lungo la costa
atlantica. Impostando le modalità di guida si ottengono risposte differenti
dalla vettura. Lo stesso volante integra anche il comando Multi-Sense che
modifica anche la tonalità degli interni. A chi piace viaggiare ascoltando
musica, Renault offre (in opzione) l’impianto audio griffato Harman Kardon con 5
ambienti sonori sviluppati assieme a Jean-Michel Jarre. La potenza totale
raggiunge i 410 watt.
Dal punto di vista tecnico e meccanico, “Tutto il lavoro di messa a punto è
stato effettuato per giungere con successo allo stesso livello di comodità e
dinamicità di Clio V, che era il punto di riferimento assoluto del segmento”,
informa la casa automobilistica francese. Un obiettivo ambizioso, soprattutto
perché l’incremento di peso, in base alle versioni (esclusa quella Eco-G a Gpl)
è compreso tra 4 e 49 kg.
Renault ha anche messo a punto due diverse regolazioni del telaio in base al
peso della versione, che rientra in un range che va da 1.155 kg a 1.316 kg a
seconda del propulsore: “Il lavoro si è concentrato sulla barra antirollio
anteriore e sulla taratura degli ammortizzatori anteriori e posteriori”,
spiegano gli ingegneri francesi. “Il risultato finale è completamente invisibile
per il conducente che, stando al volante, non si accorge della differenza tra i
due telai”.
Sempre a garanzia del comfort, sulla Clio VI ci sono livelli di filtraggio del
suono e delle vibrazioni che da Parigi non hanno esitato a definire
“straordinarie”. Il design specifico dei retrovisori riduce il rumore dell’aria,
mentre i montanti dei finestrini anteriori sono dotati di una schiuma isolante:
“Queste ottimizzazioni contribuiscono a un notevole grado di silenziosità per la
categoria, offrendo una sensazione di calma e comfort degna del segmento
superiore”, fa sapere Renault.
L'articolo Al volante della nuova Clio. Equilibrio riuscito tra efficienza,
agilità e piacere proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ammicca alle auto sportive la nuova Clio, non solo per via dei fari posteriori e
del volante di dimensioni contenute ripreso da Austral e Rafale. Ci sono anche
un design distintivo e dotazioni destinate a evocare “alti livelli di
tecnicità”, tipo il freno di stazionamento automatico o l’Adaptive Cruise
Control, entrambi di serie a partire dalla declinazione Evolution. Inoltre, la
telecamera per il parcheggio e la camera con visione a 360° si avvalgono di
riprese ad alta definizione: in previsione della norma GSR2.3, Renault ne ha già
inserita una interna, nel montante del parabrezza per rilevare i momenti di
stanchezza e distrazione del conducente.
Una chicca? Il sistema multimediale OpenR Link con Google integrato, che in
questo segmento è per ora inedito. Assieme ai due schermi da 10,1” ci sono un
infotainment di livello elevato, la connettività con le mappe di Google che
comprende l’assistente vocale di Mountain View (anche per i comandi di alcune
funzioni del veicolo) e l’accesso a Google Play con oltre 100 App disponibili.
Tra queste anche esclusive applicazioni dei partner: pratici tool di navigazione
ottimizzati, le migliori radio del mondo con Radioplayer for Renault,
piattaforme musicali in alta definizione come Amazon Music, i must del video
streaming come Prime Video. C’è anche l’accesso diretto a internet con il
browser Vivaldi. Il costruttore ha anticipato che per utilizzare le App
scaricate da Google Play, la prima volta – per 3 anni o fino alla fine del
contratto di noleggio del veicolo con Mobilize Financial Services – sono inclusi
2 GB/mese di dati. Che tradotto significa 40 ore di musica in audio streaming
oppure 3 di video streaming.
C’è anche una crescita della qualità percepita che traspare dall’integrazione di
nuovi materiali e dalla cura dedicata all’ambient lighting. A seconda degli
allestimenti, il rivestimento di fronte al passeggero è in tessuto e integra una
fonte luminosa LED retroilluminata la cui tinta si può selezionare tra una
tavolozza di 48 colori.
Sulla variante top di gamma Esprit Alpine è stato scelto l’Alcantara, mentre le
estremità della plancia hanno una colorazione Spectral Titanium ottenuta con
un’innovativa tecnica di cromatura e che richiama gli scarichi delle auto da
corsa.
Con i suoi 4,12 metri di lunghezza e un passo di 2,59, la nuova Clio ha
nondimeno il primato di abitabilità: per questo i passeggeri sono coccolati con
“sedili posteriori come nessun altro veicolo del segmento”. C’è più spazio per
le ginocchia di chi viaggia dietro per effetto dell’adozione delle sedute
anteriori con schienali meno “ingombranti” e comunque capaci di garantire un
sostegno migliore grazie all’inserimento di un filo di acciaio all’interno dei
supporti laterali, che permettono di far scivolare facilmente i piedi sul
pavimento.
La sesta generazione della compatta transalpina dispone poi di più vani
portaoggetti rispetto al modello precedente: la consolle centrale ha uno
scompartimento chiuso da un coperchio flessibile articolato (secondo le
versioni), proprio come la custodia dei tablet. L’abitacolo ospita anche due
prese Usb-C all’anteriore, caricatore a induzione (in base agli allestimenti) e
presa da 12 V al posteriore. In sostanza è possibile sia collegare un adattatore
Usb oppure alimentare un apparecchio, tipo un piccolo frigorifero portatile o,
per fare un esempio, un compressore di gonfiaggio.
Capitolo sicurezza. Oltre ai 29 sistemi di assistenza alla guida (Adas), mai
così tanti anche se non tutti di serie, il tecno-armamentario della nuova
Renault Clio include anche il Safety Score e il Safety Coach. Il primo, dopo
ogni viaggio assegna un punteggio tra 0 a 100 sulla conduzione, il secondo
personalizza i consigli per migliorare la “guida sicura”.
La citycar francese, che ha sempre ottenuto le cinque stelle (il massimo dei
voti) ai crash test condotti nell’ambito del programma continentale EuroNcap,
grazie a questi equipaggiamenti non avrà problemi a confermarsi nelle nuove
verifiche. Anche perché i tecnici transalpini garantiscono “dotazioni di bordo
delle gamme superiori di Renault”.
L'articolo Più spazio bordo, sicurezza al top e soluzioni digitali da categoria
superiore. La ricetta di Clio proviene da Il Fatto Quotidiano.
La nuova Renault Clio “parla” con i fari. L’inedita firma luminosa, con le
grandi luci diurne che richiamano la losanga del logo, è uno degli elementi che
caratterizza la sesta generazione, che esteticamente esibisce anche passaruota
neri (opachi sulla variante di accesso e lucidi negli allestimenti più pregiati)
che ne accentuano la sportività assieme ai generosi cerchi che possono essere
anche da 18”.
E, infatti, Paula Fabregat-Andreu, direttrice dei progetti di design, parla
della Clio VI come di quella “più espressiva e più dinamica che mai, sempre
fedele alla sua identità con una carrozzeria, quasi liquida, che avvolge con
eleganza gli elementi ultra-tecnici”, precisa.
Retrovisori esterni, fondo piatto, cerchi, spoiler e fari posteriori: sono gli
elementi sui quali designer e ingegneri di Renault sono intervenuti per
migliorare l’aerodinamica della Clio VI. Il relativo approfondito lavoro nella
galleria del vento ha comportato ad una significativa riduzione del coefficiente
di penetrazione: il Cx è sceso da 0,32 a 0,30 con un inevitabile e positivo
impatto sulle emissioni che beneficiano anche dell’adozione di pneumatici a
basso consumo.
Tra le varie soluzioni adottate dal c’è anche la valvola mobile situata nella
presa d’aria del paraurti anteriore, che permette di regolarne l’apertura in
base alla velocità. Per una migliore gestione del rollio, alla nuova Renault
Clio sono state allargate le carreggiate: di 39 millimetri all’anteriore
(identiche a quelle della Captur) e di 10 al posteriore. Il costruttore ha
pertanto potuto ritoccare il diametro massimo delle ruote (da 17” a 18”):
“L’altezza dei fianchi degli pneumatici resta invariata per preservare il
comfort”, precisa tuttavia Renault.
La sesta generazione, infine, è disponibile con una tavolozza di sette colori:
oltre alle confermate bianco Ghiaccio, grigio Aviation, grigio Scisto, nero
Étoilé e blu Iron ci sono le inedite rosso Assoluto (con vernice colorata) e
verde Assoluto.
L'articolo Uno stile che accende la passione. La nuova Clio si riconosce al
primo sguardo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Erede di una leggenda come la Renault 5, la Renault Clio debutta nel 1990 con un
obiettivo chiaro: diventare la citycar di riferimento in Europa. Compatta,
moderna e ben equipaggiata per l’epoca, centra subito il bersaglio conquistando
il titolo di Auto dell’Anno 1991 e avviando una carriera commerciale
straordinaria.
Negli anni Novanta e Duemila la Clio evolve senza snaturarsi. La seconda e la
terza generazione migliorano comfort, sicurezza e qualità costruttiva, mentre
l’immagine si rafforza anche grazie alle versioni sportive, dalla Williams alle
successive RS, che ne consolidano il mito.
Con la quarta serie, lanciata nel 2012, arriva una svolta stilistica: linee più
personali e un design coerente con il nuovo corso Renault. La quinta generazione
del 2019 segna un salto tecnologico, con interni più raffinati e l’introduzione
dell’ibrido E-Tech.
Ma è nel 2025 che la Clio compie un ulteriore passo avanti con la sesta
generazione (nella foto): design più maturo, forte digitalizzazione
dell’abitacolo, sistemi di assistenza evoluti e una gamma motori sempre più
orientata all’efficienza. Anche per questo il costruttore francese assicura che
“oggi Clio VI rifà la rivoluzione non solo all’interno, ma anche all’esterno”.
Già al debutto, come detto nel 1990, fu la prima citycar a soddisfare gli
standard del segmento superiore e aveva “tutto di una grande”, uno slogan
inossidabile che Renault ha voluto trasferire a tutte le generazioni. Si tratta,
del resto, dell’auto francese più venduta di tutti i tempi: se i 17 milioni di
esemplari commercializzati in questi 35 anni in 120 nazioni venissero messi in
fila, si otterrebbe una colonna di 68.000 chilometri, pari a 1,7 volte la
circonferenza della Terra. Per soddisfare la richiesta dei clienti, lo
stabilimento di Bursa viaggia al ritmo di oltre 1.000 unità prodotte al giorno.
Dopo aver collezionato record, dunque, la Clio continua a rinnovarsi restando
fedele al suo ruolo chiave nel segmento B europeo.
L'articolo Renault Clio, 35 anni di successi. Da icona della mobilità urbana a
modello globale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La prima impressione, guardandola, è che Renault abbia voluto realizzare un auto
“di presenza”, quasi una dichiarazione di intenti. Filante non entra in punta di
piedi: arriva, si prende la scena e dice chiaramente che la Losanga vuole
tornare a contare fuori dall’Europa.
Non è solo una nuova vettura, ma un tassello strategico: un crossover di fascia
alta pensato per mercati internazionali in crescita e per un tipo di clientela
che chiede tecnologia, comfort e status, ma non necessariamente
un’elettrificazione “alla spina”.
Il posizionamento lo raccontano già le dimensioni: 4,92 metri di lunghezza, 1,89
di larghezza e 1,64 di altezza, numeri da D/E-SUV che mettono Filante nel
territorio delle grandi ammiraglie. Il design lavora proprio su questo: suv
nelle proporzioni, quasi coupé nella tensione delle superfici. Il frontale è
scenografico, con una calandra tridimensionale e una firma luminosa pensata
anche per i rituali di accoglienza e congedo (welcome e departure lighting). Al
posteriore l’andamento del lunotto e l’alettone sospeso cercano l’effetto
“filante” senza rinunciare a un’impronta solida. L’obiettivo è evidente:
distinguersi in un segmento pieno di modelli simili.
All’interno l’impostazione è da lounge, con un forte accento su digitalizzazione
e atmosfera. La plancia è dominata da tre schermi da 12,3 pollici riuniti
nell’OpenR Panorama Screen, più un head-up display in realtà aumentata da 25,6
pollici. Renault lavora anche su qualità e comfort acustico – dettaglio
fondamentale nel segmento alto – e su un ambiente “premium” che passa da
illuminazione, materiali e insonorizzazione.
Il cuore tecnico è la scelta della motorizzazione: Filante adotta un Full Hybrid
E-Tech da 250 cavalli, composto da una unità termica 1.5 turbo benzina a
iniezione diretta abbinato a due unità elettriche, batteria compatta e
trasmissione DHT Pro.
La logica industriale è chiara: nei mercati extra-europei l’ibrido è la strada
più rapida per crescere, perché offre consumi ridotti e guida elettrica in città
senza dipendere dall’infrastruttura di ricarica. Renault indica percentuali
elevate di utilizzo in elettrico nella guida urbana e un miglioramento sensibile
dei consumi rispetto a un benzina tradizionale equivalente: al netto dei numeri
da omologazione, il messaggio è che Filante vuole essere “moderna” senza
complicare la vita al cliente.
Sul fronte sicurezza e assistenza alla guida, è disponibile un pacchetto
completo. Oltre 30 ADAS, con funzioni ad alto valore percepito e utili nella
guida reale, dalla gestione avanzata delle manovre ai sistemi di monitoraggio
pensati per il traffico urbano.
Il punto forse più interessante, però, è la geografia del progetto. Filante
nasce e viene prodotta in Corea, nello stabilimento di Busan, e la traiettoria
commerciale dice molto della nuova Renault globale: debutto in Corea del Sud da
marzo 2026, poi esportazione verso alcuni mercati del Sud America e infine
arrivo nei Paesi del Golfo entro l’inizio del 2027. È un modello pensato per
crescere dove la domanda sta salendo e dove l’elettrificazione deve essere
pragmatica, non ideologica.
La nuova nata si inserisce infatti nell’International Game Plan 2027, la
strategia con cui Renault vuole rafforzare la propria presenza fuori dall’Europa
con nuovi modelli e con una quota crescente di veicoli elettrificati. Il metodo
è “market by market”, anche nelle partnership: collaborazioni diverse a seconda
delle aree, con un approccio industriale pragmatico e flessibile.
In questo senso Filante è una vettura bandiera, ma non da vetrina fine a sé
stessa. E’ un’ammiraglia globale pensata per fare volumi, margini e reputazione.
E il segnale è chiaro: Renault non sta semplicemente lanciando un modello, sta
ridisegnando la mappa delle proprie ambizioni.
L'articolo Renault Filante, l’ammiraglia ibrida che segna il ritorno globale
della Losanga – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
La Renault Filante Record 2025 ha stabilito un nuovo primato di efficienza
energetica, percorrendo 1.008 chilometri in meno di 10 ore con una velocità
media di circa 102 km/h e consumando appena 7,8 kWh ogni 100 km. L’impresa è
stata realizzata senza alcuna ricarica intermedia, grazie a una batteria da 87
kWh, dimostrando come l’elettrico possa spingersi ben oltre i limiti comunemente
associati all’autonomia.
Al termine della prova, la vettura disponeva ancora di circa l’11% di carica
residua, sufficiente per percorrere oltre 120 chilometri alla stessa andatura.
Un risultato reso possibile da un lavoro estremamente accurato su aerodinamica,
peso e gestione dell’energia. La Filante Record 2025 è infatti una monoposto
elettrica progettata come laboratorio sperimentale, con forme esasperate,
materiali ultraleggeri e soluzioni tecniche avanzate.
Fondamentale il contributo delle tecnologie steer-by-wire e brake-by-wire, che
eliminano i collegamenti meccanici tradizionali, migliorando precisione e
riducendo le dispersioni. Anche l’ergonomia del posto guida e la gestione
elettronica dei sistemi sono state ottimizzate per garantire la massima
efficienza durante tutta la prova.
Il progetto rappresenta, infine, un forte richiamo alla tradizione della Renault
nelle sfide tecnologiche e nei record di velocità ed efficienza. Il nome e il
design della Filante Record 2025 richiamano infatti le storiche vetture da
record del marchio, reinterpretate in chiave moderna ed elettrica.
L'articolo Renault Filante Record 2025, oltre 1.000 km senza ricarica e nuovo
primato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ford e Renault si alleano in Europa in nome dell’auto elettrica (e non solo): la
partnership è “volta ad ampliare l’offerta di veicoli elettrici Ford per i
clienti europei” ed è anche destinata a rafforzare “la competitività di entrambe
le aziende in un panorama automobilistico europeo in rapida evoluzione”.
Il costruttore americano punta a progettare due veicoli a batteria che saranno
assemblati da Renault e basati su piattaforma francese a partire dal 2028,
presso il polo industriale di Douai, nel nord della Francia, dove nasce la nuova
R5 elettrica (la cui architettura è sfruttata pure dalla Nissan Micra). Questa
nuova alleanza franco-americana potrebbe però essere estesa pure ai veicoli
commerciali leggeri e all’ibrido.
Tornando ai due futuri modelli Ford a elettroni, questi ultimi potrebbero finire
per competere nei segmenti A e B, ovvero quelli lasciati sguarniti dal
pensionamento di modelli come Ka e Fiesta, un tempo colonne portanti del
business Ford nel vecchio continente.
“L’annuncio odierno con Renault Group raccoglie l’eredità di storie di
partnership di successo che Ford ha portato avanti in Europa con Koç Holding e
Volkswagen”, afferma proprio l’azienda americana, sottolineando che “l’alleanza
con Volkswagen ha permesso a Ford di rafforzare congiuntamente sia il business
dei veicoli commerciali sia quello delle vetture”.
Il target di Ford è ridimensionare le sue attività industriali europee e
spingere sulle collaborazioni coi costruttori locali. Una “strategia incentrata
su agilità ed efficienza” al fine di ottimizzare i costi. “Stiamo sfruttando
partnership strategiche per garantire la nostra competitività, concentrandoci
senza esitazioni sul prodotto”, spiega Jim Baumbick, presidente di Ford Europa.
Al contempo, però, coerentemente con le reali richieste di mercato (tarate
soprattutto sulla tecnologia ibrida), Ford si prepara a offrire una nuova
offerta di prodotti con diverse tipologia di alimentazione. Non solo elettrica,
quindi.
“Ford sta ulteriormente sviluppando le sue attività produttive in Europa, per
sostenere e guidare il passaggio a veicoli a più alimentazioni, che permettano
maggiore scelta per i clienti”, sottolinea l’azienda: “La strategia di Ford per
l’Europa è pensata per affrontare le normative in evoluzione sulle emissioni di
CO2 in Europa, fornendo ai clienti una scelta di alimentazioni varia e
accessibile durante la transizione all’elettrificazione”.
Ecco perché Baumbick chiede di “consentire a tutti di beneficiare
dell’elettrificazione e lasciare che i clienti scelgano che si tratti di veicoli
completamente elettrici o ibridi: si tratta di rendere la transizione più
attraente e più accessibile per tutti i consumatori e le aziende, stimolando la
domanda senza soffocarla”. Per Ford, ciò “include dare ai consumatori la
possibilità di guidare veicoli ibridi più a lungo, colmando il divario piuttosto
che forzando un salto (verso l’elettrico, ndr) che non sono pronti a fare”.
L'articolo Ford e Renault uniscono le forze, svolta strategica per la mobilità
elettrica. E non solo proviene da Il Fatto Quotidiano.