La prospettiva di un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Bologna
riaccende il confronto tra Governo e amministrazioni locali. E quello tra il
ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sindaco del capoluogo emiliano dopo
gli scontri di novembre in città durante la manifestazione contro la partita di
Eurolega Virtus–Maccabi. Il Viminale ha formalizzato la volontà di procedere con
l’apertura di una struttura, inviando una lettera al presidente della Regione
Emilia-Romagna, Michele de Pascale. Un passaggio che porta il tema dal piano
delle dichiarazioni a quello istituzionale e che interviene in un dibattito già
acceso all’interno della maggioranza regionale.
L’annuncio è arrivato durante la visita del ministro in città per la
presentazione del suo libro, dopo giorni di tensione tra Regione e Comune. Il
sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha ribadito la propria contrarietà. “Rinnovo
la richiesta di un confronto sui temi della sicurezza urbana a Bologna, però
credo che la proposta di portare qui un nuovo Cpr è sbagliata”, ha dichiarato.
Secondo Lepore, il dialogo con il Governo “deve esserci sulle cose reali che
servono, non su un ennesimo spreco di denaro per portare a Bologna una cosa che
non funziona e che in questa città è già stata chiusa”.
Il sindaco ha richiamato anche la posizione del Partito Democratico, sostenendo
che “la linea nazionale è molto chiara, di contrarietà alla gestione
dell’accoglienza e della sicurezza da parte di questo Governo”. A suo giudizio,
“il sistema dei rimpatri e dell’accoglienza è un fallimento” e, ha aggiunto, lo
stesso presidente de Pascale condividerebbe l’idea che “un Cpr a Bologna non
serve”.
Più tardi è arrivata la precisazione del governatore emiliano-romagnolo, che ha
confermato un approccio prudente. De Pascale ha spiegato di aver detto sia al
sindaco sia al ministro che considera “un errore far iniziare questo dialogo da
un singolo strumento, il Cpr, e circoscriverlo a una singola città, Bologna”,
già gravata – come tutti i capoluoghi di Regione – da tensioni e difficoltà
superiori rispetto ad altre aree del territorio.
L'articolo “Cpr a Bologna”, è scontro tra Piantedosi e Lepore. Il sindaco: “I
centri non funzionano” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Come sindaco della città voglio ribadire la mia forte preoccupazione per lo
svolgimento della partita Virtus-Maccabi prevista al PalaDozza per il prossimo
21 novembre”. Così Matteo Lepore, sindaco di Bologna, in una nota ufficiale a
tre giorni dal match di Eurolega previsto tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel
Aviv, società di basket israeliana. “Non ci sono le condizioni di ordine
pubblico, a mio avviso, per gestire con serenità tale evento. I rischi per
l’incolumità dei cittadini, i negozi e la città sono altissimi” aggiunge ancora
il primo cittadino del capoluogo emiliano.
A preoccupare è la gestione dell’ordine pubblico, viste le manifestazioni di
protesta annunciate proprio per venerdì. Nei giorni scorsi l’Assemblea
Blocchiamo Tutto, che riunisce diverse realtà, tra cui Potere al Popolo, Usb,
Giovani Palestinesi e Cambiare Rotta, ha invitato i tifosi bolognesi a unirsi
alla protesta, portando vessilli palestinesi, boicottando le partite o unendosi
alla manifestazione già in programma per le 18 di venerdì a Bologna.
“Quello di cui si è macchiato, e si sta macchiando ancora oggi lo Stato
Sionista, è inaccettabile e non può passare sotto silenzio. È per questo che le
partite programmate della Virtus prima con il Maccabi e poi con l’Hapoel, non
possono non essere oggetto di contestazione. In particolare nessuno può ignorare
che la tifoseria del Maccabi non è composta da ‘normali tifosi del basket’ ma da
riservisti dell’esercito israeliano che creano aggressioni ovunque giochino in
Europa”, si legge nella lettera dell’associazione.
Motivo per cui il sindaco continua a non nascondere la preoccupazione: “Trovo
questa situazione totalmente inaccettabile e irrispettosa per la città di
Bologna. Dalla rete apprendiamo che saranno presenti a Bologna probabilmente
almeno 5-10 mila manifestanti da tutta Italia e oltre. Immagino che le forze
dell’ordine saranno mobilitate in modo straordinario a seguito della scelta del
Viminale di giocare la partita in queste condizioni, nonostante le valutazioni e
le richieste espresse dal Comune in sede di Comitato per l’ordine pubblico nei
giorni scorsi”, ha dichiarato Lepore, che ha poi concluso: “Siamo ancora in
tempo per spostare la partita ad altra data e altro luogo. Chiedo al ministro
Piantedosi di ripensarci per il bene di tutti”.
Nei mesi scorsi, anche se in altri sport, sono state già diverse le proteste
contro i team israeliani presenti nelle varie competizioni: da quelle nel calcio
in Spagna e fino al giorno di Italia-Israele a Udine passando per quelle durante
la Vuelta, classica del ciclismo internazionale che si svolge in Spagna, che
hanno fermato anche l’ultima tappa. Senza dimenticare la notte di violenza ad
Amsterdam di poco più di un anno fa quando i tifosi israeliani furono aggrediti.
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sono le condizioni, cambiamo data e luogo” proviene da Il Fatto Quotidiano.