Nell’ultimo quarto di secolo la poesia turca ha visto il moltiplicarsi di voci
che rappresentano le molteplici identità e istanze della Turchia contemporanea:
dalla componente curda alle rivendicazioni queer e femministe, fino alla poesia
di stampo religioso e conservatore, in un vero e proprio caleidoscopio
letterario. Deniz Durukan (1966) è una delle autrici più attente alla
riflessione tra corpo e potere. Nei suoi versi si innestano elementi pulp e
ironici su un substrato lirico, in una trasgressione straniante che punta a
minare il senso del pudore di stampo patriarcale, proprio partendo dalla
corporeità.
N. V.
***
ognuno ha un’ombra che si allunga su di sé
tante donne sono entrate nella mia vita
le ho ammazzate tutte con un amore fascista
nei capelli rossi di una diciassettenne
sono avvenute esplosioni
nelle sue vene hanno trovato frecce miste a sangue
bisogna camminare, anzi correre
nelle vie miste alle fogne
come strumenti ad arco
allungarsi avanti e indietro
non ti ho dimenticato, dici
con voce ostinata nascondi il tuo respiro
traversiamo strade lastricate di pietra
– di verde non ce n’è –
le ragazze che hanno superato i trenta
lasciano penzolare le gambe nel vuoto
è tutto qui.
***
come
come le persiane delle case dagli alti soffitti
sbatti sul mio muro ed esplode il mio ultimo pudore
sul sedile posteriore di un’auto
faccio sogni in frammenti
ad esempio parliamo di rose e candelieri d’argento
di una donna che si piega a sistemarsi le calze…
moriamo dalla paura della solitudine
passo con vergogna, con timore la strada
svolto per una vita nera e irsuta
un uomo cinese dalla pelle nuda
si stende in me, e altipiani dritti, cervi scarlatti
un piombo bagnato che esce dalla canna…
abbiamo una paura folle di essere dimenticati
parliamo di gerani
non ci interessano il profumo delle violette
la biancheria intima appesa al filo…
ieri è ormai un faro spento; ai piani bassi
di case strette tra loro, ci stringiamo come boccioli
più si invecchia, più ci si concede una chance
***
morso
in te c’è l’odore dell’alga
un ramo capovolto
la fitta profonda che cela le incrinature
eppure la primavera è colma di fiori
sono venuta a te con una cesta
avevo tagliato il ramo su cui ero salita
infranto la monotonia delle strade
corri, vieni a me
dalle vie dove si allineano solenni dimore
spiccano il volo tendaggi a due ali
nemmeno i barattoli resistono all’ozio
rotolano nella loro ristrettezza
la tua carne non entra nell’alveare del buco nero
come una schiuma bianchissima
agli angoli di marciapiede si allineano uomini piccoli e ordinari
spalla a spalla, come per un ballo
accogliamo lo squallido odore dell’aria
ecco, io amo le ragazze, le donne venditrici
il raccoglitore di carta che cammina di lato
io amo quel morso sulle tue labbra carnose
***
fantasia epica
ho la possibilità di germogliare
conservate i miei semi
o gettateli via dal mio gambo
non appartengo più al bouquet
cammino su me stessa con la miseria
di questo quartiere, di questi pavimenti lucidi
mi espando esaurendomi
forse provo interesse per me stessa,
ti bacio persino in quella parte di me
come un drago di komodo
ho indossato la tunica romana
lunga sei metri esatti
avvolgendola dalla vita alle spalle
su questo letto povero
il parlamento pagherà forse
o farà pagare il suo tesoro
con un pugnale di rame?
di’ un po’, chi ci ha infilato in testa questa grammatica
chi ha scritto questo testo sullo specchio di bronzo?
guarda, tocco me stessa
ormai non sono più una sola
sono molte cose
che dicano quel che vogliono
non c’è una lista di cose da fare
cioè possiamo cadere nel buco nero
con un suono che viene dall’ignoto
possiamo perdere l’equilibrio
la vita non è acciaio inox
è arte di carte
ciò che scrivi è ciò che rimane
***
Deniz Durukan è nata nel 1966 a Istanbul, dove vive. Ha pubblicato il suo primo
libro di poesie, Şakağına Daya Beni (Appoggiami sulla tua tempia) nel 2005 e il
suo secondo libro, Rugan (Cuoio), nel 2009. La sua terza silloge, Dokuz Katlı
Sıdıka (I nove piani di Sıdıka) è uscita nel 2016.
Deniz Durukan è anche
saggista e critica musicale: nei primi anni Duemila ha pubblicato due volumi sul
rock turco, oltre a scrivere numerosi articoli sulla scena punk. Nel 2012 ha
curato per la casa editrice Everest un’ampia raccolta di saggi sull’immagine
della donna nella poesia turca contemporanea. Tra il 2015 e il 2016 ha diretto
la rivista di cultura femminista Pulbiber. Nel 2021 è stata pubblicata la
raccolta di poesie complete dal titolo Yakın Temas (Contatto ravvicinato) dalla
prestigiosa casa editrice Kırmızı Kedi. Deniz Durukan continua la sua attività
giornalistica per numerosi quotidiani e portali culturali.
L'articolo Deniz Durukan: corpo, musica e potere (Traduzione di Nicola
Verderame) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Femminismo
“Maria è veramente libera. Libera perché sa obbedire. Maria è la donna veramente
più libera del mondo, dovremmo dirlo a qualche femminista. Maria è la donna più
libera del mondo perché ha saputo obbedire”. Polemica per le frasi choc
monsignor Giuseppe Laterza, nunzio apostolico in Repubblica Centrafricana e
Ciad, pronunciate durante l’omelia nel quinto giorno di novena in preparazione
al Natale nella cattedrale di Conversano, a Bari. La celebrazione è stata
trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Cattedrale e il video sta già
facendo discutere.
“Maria continua a far discutere”, scrive sui social Tea Dubois, coordinatrice
per la Puglia della ‘Rete delle donne costituenti’, parlando di “cultura
patriarcale“. “Ciò che colpisce – aggiunge – è usarla contro le donne per
continuare a dire loro come devono vivere, cosa devono fare del proprio corpo,
quanto sacrificarsi”. “Per me semplicemente una donna – continua – umile ebrea
rifugiata, che sceglie di mettere a rischio la sua reputazione, sicurezza e
vita. Maria – conclude Dubois – si espone senza garanzie, non si sottomette, è
coraggio femminile quello che ancora oggi segna le difficoltà di tante donne
nell’esercizio dell’autodeterminazione”.
L'articolo “Maria è veramente libera perché sa obbedire. Dovremmo dirlo a
qualche femminista”: frasi choc nell’omelia di monsignor Laterza proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Il 14 novembre Juliet Turner, 29 anni, ecologa ed biologa evolutiva
all’Università di Oxford, annuncia su X di aver superato la sua viva (l’esame
orale per il dottorato) con un post semplice e gioioso e una foto che la ritrae
sorridente sullo sfondo del suo college: “I passed my viva exam! After 4 years
of research, I successfully defended my thesis. You can call me Doctor” (Ho
superato la viva! Dopo circa 4 anni di ricerca, ho difeso con successo la mia
tesi. Potete chiamarmi dottoressa). La tesi, intitolata “Evolution of
cooperation and division of labour in insects” (Evoluzione della cooperazione e
della divisione del lavoro negli insetti), esplora i meccanismi della socialità
negli insetti, un campo con applicazioni in biologia cellulare, robotica swarm,
economia e persino oncologia, come ha chiarito Turner in risposte successive ai
critici. Non si tratta di un lavoro astratto: gli insetti, che rappresentano
oltre il 90% delle specie animali, sono cruciali per gli ecosistemi terrestri, e
lo studio della loro cooperazione documenta transizioni evolutive fondamentali.
Il post raccoglie complimenti da colleghi e amici, ma passa sostanzialmente
inosservato. Fino al giorno dopo, il 15 novembre, quando viene ripreso da
Richard Cooper, 52 anni, imprenditore canadese e autore di The Unplugged Alpha
(2020), un manuale red-pill che elenca 21 “red flags” femminili da evitare, tra
cui l’istruzione avanzata, vista come predittore di divorzio e scarsa
“sposabilità”, e The Top Shelf Man, una sorta di manuale per uomini sedicenti
Alfa. Cooper, con 225.000 follower su X e 1,2 milioni su YouTube, quota la foto
di Turner con il commento “Just look at the degree on that chick. No man ever“
(Guarda che laurea ha quella tipa. Nessun uomo, mai), accompagnata da uno
screenshot. Il tweet, con oltre 19 milioni di visualizzazioni, 3.700 like e
2.100 quote, prova a ridurre un dottorato a un attributo irrilevante per
l’attrattività femminile. Niente di nuovo, per chi conosce la retorica della
“manosfera“, l’ecosistema online maschi frustrati che vede il femminismo e i
successi femminili come minacce al patriarcato e alla propria identità.
È solo l’ultima provocazione di Cooper, che da questi exploits guadagna: nel
2020 aveva definito “disgustosi” gli addominali femminili, commentando “Non è
quello che vogliono gli uomini“, e scatenando una tempesta social simile; nel
2019 aveva elencato “sei modi per tenere un uomo”, enfatizzando ruoli e
stereotipi medievali, per cui le donne sono desiderabili solo se ignoranti e
ventenni. Ma stavolta, il tweet ha innescato una reazione a catena.
Le prime risposte sono state un torrente di misoginia. Utenti della manosfera,
spesso già seguaci di Cooper, hanno attaccato Turner con insulti coordinati:
“PhD = Pretty huge Divorce risk” (Dottorato = rischio divorzio enorme), “Dopo i
30 è dottoressa ma single con tre gatti”, “Hai speso 100.000 sterline per morire
sola. Altri hanno indentificato il suo profilo su ResearchGate, lasciando
recensioni sarcastiche come “Speriamo che almeno sappia cucinare” o deridendo la
tesi “su inutili formiche” le sue applicazioni reali. Sono emerse minacce
esplicite di violenza sessuale, con almeno 40-50 account segnalati, tanto che la
polizia di Oxfordshire ha aperto un’indagine per harassment online. È una furia
e una violenza che riflettono l’ansia principale della manosfera: l’istruzione
femminile, che nel Regno Unito vede le donne al 57,3% degli iscritti
universitari (dati UCAS 2025) e al 41% delle laureate STEM, è percepita come un
attacco allo status maschile, un effetto perverso del femminismo che rende le
donne “meno femminili” e “infelici”.
Ma la grande sorpresa è venuta dalla reazione femminile. Le donne hanno
trasformato l’insulto in celebrazione dei loro successi. Dal 16 novembre è
esploso l’hashtag #DegreeOnThatChick: migliaia di post con foto di lauree (dai
diplomi delle superiori ai master e dottorati), ribaltando la frase in senso
positivo. Leggerli è una fonte di ispirazione. “Just look at the degree on that
chick – said my husband while crying” (Detto da mio marito mentre piangeva), “E
sono pure primaria di chirurgia”, “Due lauree e, al lavoro sulla terza”.
Giovanissime, donne più mature, rifugiate che postano storie di incredibile
perseveranza e straordinario successo. Un trend globale, con testimonianze in
inglese, francese, spagnolo, indonesiano e decine di migliaia di video online,
tanto che Yahoo lo definisce il miglior trend internet degli ultimi tempi.
La platea maschile si è divisa nettamente. I fedelissimi di Cooper hanno
scatenato tutto il loro odio: “State dimostrando il mio punto: ego smisurato e
zero anello al dito”. “Postate la pergamena ma non il numero di figli”, o “È
sulle formiche, non medicina o ingegneria”. Questi commenti insistono sul trope
del “wall” (il muro oltre i 30 anni oltre il quale una donna non troverà mai una
relazione stabile, a causa della perdita di potenziale sessuale) e attaccano il
femminismo come causa della crisi della coppia.
Ma un fronte più ampio ha difeso Turner: “Mia moglie ha due lauree e una
carriera di decenni – non ascoltate questi tipi”, “Mia moglie ha due master ed è
la donna più sexy che conosca”, “Il QI si eredita dalla madre – congratulazioni,
dottoressa!”. Molti hanno ribaltato il messaggio iniziale: “Just look at the
degree on that guy – No woman ever”, o elogiato padri che piangono di emozione
ed orgoglio alla laurea delle figlie. Su Reddit r/exredpill, ex-redpiller, cioè
quelli che erano come lui e si sono evoluti, criticano Cooper come “mercante di
insicurezze”.
Le neo dottoressa ha risposto con umorismo: “Quello che è successo sarebbe
devastante se avessi presso il PhD per impressionare tipi come lui… Per fortuna
non è così, quindi rido”.
I suoi follower sono passati da 4.800 a oltre 70.000; la tesi (non ancora
pubblicata) ha attirato interesse, con dipartimenti che la contattano per
collaborazioni. Intanto Cooper si è, apparentemente, scavato la fossa: non ha
rimosso il tweet né si è scusato, anzi ha raddoppiato gli attacchi con lo slogan
La verità fa male. Le recensioni dei suoi corsi su Trustpilot sono calate da 4,1
a 1,9 stelle.
L'articolo “La laurea delle donne favorisce i divorzi”: il trend mondiale nato
dall’imprenditore canadese Cooper viene ribaltato (anche) dagli uomini proviene
da Il Fatto Quotidiano.