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Esplosione ad Adelfia, crollata una palazzina: si cercano persone sotto le macerie
Una esplosione è avvenuta poco dopo le ore 13 ad Adelfia, nel Barese: è crollato un edificio al piano terra di via Oberdan. I vigili del fuoco sono al lavoro per spegnere l’incendio e cercare eventuali persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Sul posto ci sono anche i carabinieri. A provocare l’esplosione, secondo una prima ricostruzione, una fuoriuscita da una bombola di gas. Articolo in aggiornamento L'articolo Esplosione ad Adelfia, crollata una palazzina: si cercano persone sotto le macerie proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Spegne i macchinati che tengono in vita la madre malata: arrestato per tentato omicidio
Quando è arrivato il 118 aveva dichiarato che il suo scopo era di volersi “rimettere alla volontà di Dio” e adesso è gli arresti domiciliari per aver tentato di uccidere sua madre anziana e malata oncologica: lo scorso 15 dicembre, l’uomo aveva spento i macchinari che tenevano in vita la donna, allettata da tempo nella propria abitazione. A chiamare i soccorsi era stata un’infermiera che era venuta in casa per prestare assistenza alla signora, notando subito che tubi e sondini erano a terra. L’ambulanza è intervenuta sul posto e ha portato la vittima all’ospedale Di Venere: la donna è ancora ricoverata in condizioni molto gravi. Suo figlio è un professionista ed è l’unico parente che vive con lei. Arrestato per tentato omicidio, il 48enne è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Montemurro ma si era avvalso della facoltà di non rispondere. La Procura di Bari ne aveva chiesto il divieto di avvicinamento alla madre, ma l’interessato aveva rifiutato il braccialetto elettronico e gli è stata disposta la custodia cautelare in casa. L'articolo Spegne i macchinati che tengono in vita la madre malata: arrestato per tentato omicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Risolto il mistero del meteorite caduto a Casamassima, la spiegazione degli scienziati “Niente Ufo, il bagliore e il boato sono stati causati da un grosso petardo”
Il cielo di Bari non è stato attraversato da alcun meteorite lo scorso 10 gennaio. L’ipotesi che circolava sul web è stata smentita da Prisma (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) che, tramite le sue telecamere, ha escluso che il boato e il forte bagliore registratisi a Casamassima siano frutto della caduta di una roccia spaziale. L’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha fatto chiarezza: il solco nel terreno è stato causato da un’altra tipologia di deflagrazione. Secondo le autorità, la luce e il forte rumore sono la conseguenza di un grosso petardo o un fuoco d’artificio esploso in un campo. Sulla questione è intervenuto anche Albino Carbognani, astronomo dell’Inaf. Lo scienziato ha smentito l’ipotesi della caduta di un meteorite. L’esperto ha dichiarato: “Un oggetto di questo tipo avrebbe creato un cratere di 100 metri di diametro. Ma non ci sono crateri”. L’astronomo ha aggiunto che la detonazione sarebbe legata a un petardo o a un fuoco d’artificio: “Può darsi che qualcuno dovesse smaltire gli avanzi di Capodanno”. > Nella serata tra il 10 e l’11 gennaio 2026, numerose segnalazioni in Puglia, > in particolare nel Barese, hanno riferito di un forte boato e di un improvviso > bagliore nel cielo. L’istante è stato catturato da una telecamera a > Casamassima e diffuso su Facebook dal gruppo Amo… pic.twitter.com/Rc4NU2X9fs > > — Repubblica (@repubblica) January 12, 2026 L'articolo Risolto il mistero del meteorite caduto a Casamassima, la spiegazione degli scienziati “Niente Ufo, il bagliore e il boato sono stati causati da un grosso petardo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Leggere queste parole ha aperto una voragine nel mio cuore”: lo sfogo di Castrovilli dopo gli insulti social ricevuti
“Che il cancro vi divori tutti! Che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiono!”. Questo il messaggio diffuso da Rachele Risaliti, moglie di Gaetano Castrovilli, centrocampista del Bari contro l’Avellino. Messaggi ricevuti in direct da un utente e condiviso dalla moglie del centrocampista, che ha scritto: “Sempre più spesso – scrive Risaliti – si leggono commenti e/o messaggi di questo spessore, uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente. Il calcio dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono veramente amareggiata, triste e schifata da tutto questo”. A prendere posizione a distanza di qualche giorno è stato lo stesso Castrovilli nelle sue storie Instagram, dove ha condiviso un messaggio del capitano Francesco Vicari. “L’intento di questo post che ho sentito di voler pubblicare non è quello di ‘fare di tutta l’erba un fascio’, ma di ricordare che nel mondo del calcio ci sono principi, valori e persone che, ad ogni livello, concorrono a fare di questo sport uno spettacolo straordinario. Tifosi, addetti ai lavori, calciatori, dirigenti, società sono l’anima di questo GIOCO. Uniamoci e diciamo basta a tutto ciò che non è in linea con il senso profondo dello sport”, così Castrovilli nelle storie su Instagram. “Leggere queste parole non solo mi ha profondamente disgustato, ma ha aperto una voragine nel mio cuore perché augurare la malattia a qualcuno è INACCETTABILE. In questo mondo delirante stiamo normalizzando e banalizzando comportamenti gravissimi. E non penso solo alle persone che hanno ricevuto quelle minacce ma a tutti coloro che lottano per sopravvivere”. Il riferimento è appunto agli insulti ricevuti dalla moglie su Instagram, con parole pesantissime. “Personalmente ho visto bambini malati nelle corsie di ospedali che avevano ancora voglia di giocare nonostante il loro tempo fosse limitato. Invece noi “ADULTI” abbiamo dimenticato che il calcio nasce come un gioco e tale dovrebbe restare. Trovo INAMMISSIBILE ledere la dignità di un calciatore che, prima di tutto, è una Persona. PARLO come uomo, come padre, marito e come figlio. In questi giorni di festa dove le città sono vestite di addobbi luminosi abbiamo dimenticato il senso profondo del Natale: Pace, amore, speranza e perdono”, ha proseguito il centrocampista del Bari riportando il messaggio del capitano del Bari, Francesco Vicari. “Riflettiamo sui valori profondi della vita, spesso oscurati dalla frenesia quotidiana e dal senso di rabbia che alberga dentro di noi. Mi sento profondamente vicino alle persone che in questo momento stanno vivendo nel dolore della malattia e a chi viene insultato e minacciato”, si legge ancora nel messaggio. Poi conclude: “Vorrei che scegliessimo con cura le parole che utilizziamo perché la violenza verbale non è molto diversa da quella fisica e può avere effetti devastanti su chi non ha la forza di andare oltre certe parole. Amo ciò che faccio e posso dire lo stesso di tutti i miei compagni che ammiro e ringrazio per non aver mollato nonostante le difficoltà”. L'articolo “Leggere queste parole ha aperto una voragine nel mio cuore”: lo sfogo di Castrovilli dopo gli insulti social ricevuti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bari, maxi-incendio in un capannone industriale: “Restate in casa con finestre chiuse”. Il video del rogo
Il sindaco di Rutigliano, Giuseppe Valenzano, ha firmato un’ordinanza a tutela della salute pubblica a seguito dell’incendio di un capannone industriale all’interno del centro logistico Terminal Puglia, sulla strada provinciale 84 che collega Rutigliano ad Adelfia, nel Barese. Nell’ordinanza il sindaco dispone di “limitare le uscite all’aperto e le attività fisiche esterne” e “tenere chiuse porte e finestre”, oltre al “divieto temporaneo di consumo di frutta e verdura provenienti da orti e giardini privati”, con “particolare tutela per bambini, anziani e soggetti fragili”. Le prescrizione hanno effetto immediato, fino alla trasmissione dei risultati Arpa, quando potrebbero essere presi ulteriori e diversi provvedimenti. “L’evento – si legge nel provvedimento comunale – ha determinato una significativa emissione di fumi potenzialmente nocivi per la salute umana e per l’ambiente”. Il sindaco fa sapere che Arpa Puglia è intervenuta con propri tecnici per effettuare rilievi, campionamenti ambientali e l’analisi dei fumi scaturiti dall’incendio. “Allo stato attuale – spiega – non sono ancora disponibili gli esiti delle analisi” e, per questo, “sussiste una situazione di potenziale rischio per la salute pubblica”. Per l’area interessata dalle emissioni potenzialmente nocive, è stata disposta la trasmissione dell’ordinanza anche ai Comuni di Casamassima, Turi e Sammichele di Bari. Il sindaco, con un’altra ordinanza, ha poi ha attivato il Centro operativo comunale per la gestione dell’emergenza, evidenziando che l’evento “potrebbe comportare rischi per la popolazione e per i lavoratori delle aree limitrofe”. Video Facebook L'articolo Bari, maxi-incendio in un capannone industriale: “Restate in casa con finestre chiuse”. Il video del rogo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono un pericolo per la circolazione”: stop alle auto “albero di Natale”. La moda impazza sui social ma scattano le multe
Le feste 2025 a Bari hanno avuto anche una moda insolita: auto trasformate in veri e propri alberi di Natale, ricoperte di luci colorate e giochi luminosi. Immagini che hanno fatto rapidamente il giro dei social, attirando curiosità e commenti. Ma quella che per qualcuno era una trovata scenografica si è trasformata in un problema di sicurezza stradale. Come riporta il Corriere, una Mercedes GLC completamente rivestita di mini led multicolore e dotata di effetti luminosi “animati” è stata fermata dalla polizia stradale di Bari durante i controlli nel centro cittadino e sulla tangenziale. Secondo quanto spiegato dagli agenti in un comunicato, le luci “rappresentavano un potenziale pericolo per la circolazione, disturbando la visibilità degli altri automobilisti e creando possibile confusione con la segnaletica stradale e semaforica”. Dagli accertamenti è inoltre emerso che il veicolo era stato modificato senza le necessarie autorizzazioni della Motorizzazione Civile. Il conducente, un trentenne, è stato sanzionato e alla Mercedes è stata vietata la circolazione fino al completo ripristino delle condizioni originali. Il caso non è isolato. Sempre secondo quanto riferito dal Corriere, pochi giorni prima un’altra auto addobbata con luci natalizie era finita al centro di un episodio ben più grave. Il conducente aveva ignorato un alt della polizia locale, dando origine a un inseguimento lungo la statale 16, conclusosi con uno schianto contro un muretto nel comune di Bitritto. Alla guida c’era un 20enne con precedenti penali, arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane è rimasto lievemente ferito, mentre le due persone a bordo dell’auto sono risultate illese. Durante i controlli, gli agenti hanno sequestrato il veicolo, le luci installate e anche alcuni arnesi da scasso trovati all’interno dell’abitacolo. L’auto, inoltre, era già sottoposta a fermo amministrativo per precedenti violazioni del codice della strada. Gli episodi hanno spinto le forze dell’ordine a ribadire che modifiche di questo tipo non sono consentite senza specifiche autorizzazioni e che l’uso di luci non omologate può creare rischi concreti per la sicurezza stradale. L'articolo “Sono un pericolo per la circolazione”: stop alle auto “albero di Natale”. La moda impazza sui social ma scattano le multe proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Maria è veramente libera perché sa obbedire. Dovremmo dirlo a qualche femminista”: frasi choc nell’omelia di monsignor Laterza
“Maria è veramente libera. Libera perché sa obbedire. Maria è la donna veramente più libera del mondo, dovremmo dirlo a qualche femminista. Maria è la donna più libera del mondo perché ha saputo obbedire”. Polemica per le frasi choc monsignor Giuseppe Laterza, nunzio apostolico in Repubblica Centrafricana e Ciad, pronunciate durante l’omelia nel quinto giorno di novena in preparazione al Natale nella cattedrale di Conversano, a Bari. La celebrazione è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Cattedrale e il video sta già facendo discutere. “Maria continua a far discutere”, scrive sui social Tea Dubois, coordinatrice per la Puglia della ‘Rete delle donne costituenti’, parlando di “cultura patriarcale“. “Ciò che colpisce – aggiunge – è usarla contro le donne per continuare a dire loro come devono vivere, cosa devono fare del proprio corpo, quanto sacrificarsi”. “Per me semplicemente una donna – continua – umile ebrea rifugiata, che sceglie di mettere a rischio la sua reputazione, sicurezza e vita. Maria – conclude Dubois – si espone senza garanzie, non si sottomette, è coraggio femminile quello che ancora oggi segna le difficoltà di tante donne nell’esercizio dell’autodeterminazione”. L'articolo “Maria è veramente libera perché sa obbedire. Dovremmo dirlo a qualche femminista”: frasi choc nell’omelia di monsignor Laterza proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Perché, senza il Sud Italia, non esisterebbe Babbo Natale
Sapevate che senza il Sud Italia, probabilmente, non esisterebbe il forte mito di Babbo Natale, simbolo di questi giorni festivi? Mi spiego meglio. Anzitutto, va detto che la sua figura è diventata iconica soprattutto grazie alla Coca Cola che nel 1931, in occasione del Natale, volle puntare su una campagna di marketing innovativa, così si rivolse al disegnatore Haddon Sundblom, chiedendo di creare un Santa Claus diverso, che ispirasse gioia e simpatia. L’illustratore trasse spunto dalle vecchie illustrazioni di un fumettista (Thomas Nast) ma soprattutto da una poesia – del 1823 – di Clement Clarke Moore, A Visit from St. Nicholas, ambientata durante la Vigilia, che raccontava l’arrivo in una casa statunitense di San Nicola, pieno di doni per i bambini. Qui, per la prima volta, il Santo veniva descritto con le guance rosse, una barba bianca e vestito con una pelliccia. Così la Coca Cola iniziò una campagna martellante, durata decenni, con protagonista un Babbo Natale paffuto, vestito di rosso (da qui il colore distintivo della bibita) e bianco, con una lunga barba e il sorriso contagioso. E che c’entra il Mezzogiorno? Beh, il Santo, raffigurato tradizionalmente (guarda caso) con una lunga barba e una veste rossa, è il Patrono della città di Bari, che ospita i suoi resti. Nato a Patara nel 270, la sua vita è celebre per numerosi miracoli e gesti caritatevoli. Secondo alcuni scritti, i sui genitori morirono di peste, così ereditò un patrimonio vastissimo che decise di devolvere in beneficenza, regalando cibo e denaro che faceva passare attraverso i camini (guarda un po’) e le finestre delle case dei più bisognosi. Basti pensare che la tradizione secondo cui la befana riempia di regali le calze dei bambini e papà Natale porti i doni sotto l’albero trae ispirazione proprio dalle gesta del Santo: appresa l’estrema povertà di un uomo che non riusciva ad offrire alle proprie figlie una dote con cui farle sposare, costringendole alla prostituzione, decise di intervenire in segreto. Così, di notte, lanciò tre sacchi di monete d’oro attraverso la finestra della loro stanza, facendole cadere nelle calze appese ad asciugare e assicurando così alle ragazze il denaro necessario per un matrimonio dignitoso. La verità è che dedicò la vita difendendo i deboli, aiutando i bisognosi e distribuendo ricchezze ai poveri, il che alimentò molte leggende, come quella che lo vide portare in vita tre bimbi uccisi da un macellaio, motivo per cui è considerato il protettore dei bambini. E, ancora, placò una tempesta salvando dei marinai, mito che contribuì a farlo venerare in modo particolare dai marinai. Successivamente alla sua morte, avvenuta nel 343 a Myra, i marinai baresi portarono le sue reliquie a Bari nel 1087, per proteggerle e custodirle. Qui costruirono una Basilica in suo onore, rendendo la città meta di pellegrinaggio ed esportando il mito di Santa Claus nel mondo. Non è un caso che il suo nome derivi dal tedesco Sankt Klaus. Poi, con la forte emigrazione europea di fine Ottocento, il termine arrivò ‘storpiato’ Sanctus Nicolaus in terra americana che, a sua volta, fu riproposto in Italia come ‘Santa Claus’. Quindi, se volete visitare la sua vera dimora, non dovete recarvi al Polo Nord o in Lapponia (favolette recenti): basta andare a Bari, precisamente a Largo Elia Abate 13 e visitare la sua casa eterna, la meravigliosa Basilica di San Nicola, il Santo mitizzato a Bari che ispirò scrittori, la Coca Cola e infine il Babbo Natale che tutti noi conosciamo! L'articolo Perché, senza il Sud Italia, non esisterebbe Babbo Natale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Universitari incatenati a Bari: “Ritardo nell’erogazione delle borse di studio”. L’azione di Cambiare Rotta
Un gruppo di studentesse del gruppo ‘Cambiare Rotta su Bari’ si è incatenato questa mattina davanti alla sede barese dell’Adisu, l’Agenzia per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia, per protestare “contro il grave ritardo nell’erogazione delle borse di studio“. “Nei giorni scorsi – spiegano – è arrivata la comunicazione ufficiale che gli studenti idonei non riceveranno la borsa entro il 31 dicembre”. L’agenzia “ha annunciato che circa 4.400 studenti idonei – continuano – riceveranno la borsa solo nei primi mesi del 2026”, mentre “la Regione Puglia dichiara di aver approvato uno stanziamento di 21 milioni di euro a favore dell’Adisu, ma i fondi non sono ancora stati trasferiti, causando ulteriori ritardi. Nel frattempo, migliaia di studenti si trovano ad affrontare difficoltà economiche concrete, dovendo sostenere spese di affitto, trasporti e vita quotidiana senza alcun sostegno”. “Questa situazione – denunciano gli studenti – rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi anni“, visto che “nella manovra finanziaria, la ministra Bernini annuncia 250 milioni di euro aggiuntivi per il diritto allo studio, ma questo dato nasconde i pesanti tagli all’università effettuati lo scorso anno. In realtà, la manovra comporta una riduzione di almeno 150 milioni di euro destinati al diritto allo studio e ai servizi essenziali per gli studenti”. Nel frattempo “aumentano le spese militari, – aggiungono – in linea con le scelte politiche del governo e dell’Unione europea. Le priorità restano quindi riarmo e militarizzazione, a discapito di un diritto allo studio realmente garantito”. La richiesta degli studenti è di “un incontro con il direttore dell’Agenzia per il diritto allo studio universitario” e “che venga fissata una data di erogazione di tutte le borse di studio per gli studenti idonei il prima possibile”. L'articolo Universitari incatenati a Bari: “Ritardo nell’erogazione delle borse di studio”. L’azione di Cambiare Rotta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Immaginiamo una manina che lo stringeva forte. Aiutateci a farlo tornare tra le braccia giuste”: l’appello per riportare a casa l’orsacchiotto di peluche perso in aeroporto
All’aeroporto di Bari è stato smarrito un orsacchiotto. La notizia arriva da Facebook, dove la pagina social dello scalo ha postato una foto alla ricerca del proprietario del peluche. “Oggi, accanto al nostro grande albero di Natale, abbiamo trovato un piccolo amico che sembra essersi perso” si legge. Tra gli utenti è iniziata la ricerca del proprietario del giocattolo: “Immaginiamo una manina che lo stringeva forte prima di un viaggio, una corsa tra gli imbarchi, un check in all’ultimo secondo, un attimo di distrazione e lui è rimasto qui, da solo“, queste le parole che si leggono sotto la foto dell’orsacchiotto. L’APPELLO SOCIAL L’aeroporto di Bari si è appellato ai viaggiatori e agli utenti sui social: “Se riconoscete questo orsacchiotto, o pensate che possa appartenere a un piccolo viaggiatore, vi invitiamo a contattarci. Vogliamo davvero che possa riabbracciare presto la sua famiglia“. Il Natale è una festa da passare in famiglia o, quantomeno, in compagnia. “Aiutateci a farlo tornare tra le braccia giuste” ha aggiunto la pagina social dello scalo intitolato all’ex pontefice Karol Wojtyla “perché a Natale, nessuno dovrebbe restare solo”. La pagina ha invitato la famiglia del bimbo che ha perso l’orsacchiotto a scrivere alla mail ufficiostampa@aeroportidipuglia.it, casella di posta elettronica valida per chiunque sappia indicare chi ha smarrito il giocattolo. L'articolo “Immaginiamo una manina che lo stringeva forte. Aiutateci a farlo tornare tra le braccia giuste”: l’appello per riportare a casa l’orsacchiotto di peluche perso in aeroporto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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