Un’altra morte sul lavoro, questa volta nella zona industriale di Modugno, alle
porte di Bari. Un operaio di 30 anni, originario di Andria, ha perso la vita
sabato mattina dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale su
cui stava lavorando. Secondo le prime informazioni, l’uomo si trovava sul
terrazzo della struttura, probabilmente su una superficie non portante, quando
ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto da un’altezza di circa sei metri.
L’impatto non gli ha lasciato scampo: il decesso sarebbe avvenuto sul colpo.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal dell’Area
Metropolitana della Asl di Bari, incaricati come organo tecnico di supporto
all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti sono in corso per chiarire con
precisione la dinamica dei fatti, verificare le condizioni di sicurezza del
cantiere e stabilire eventuali responsabilità. L’attenzione degli investigatori
si concentra in particolare sulla natura della superficie su cui il lavoratore
stava operando e sul rispetto delle misure di prevenzione previste per lavori in
quota. La Procura di Bari aprirà un fascicolo sull’accaduto e nei prossimi
giorni disporrà una consulenza medico-legale per determinare con esattezza le
cause del decesso.
L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro,
soprattutto in contesti ad alto rischio come quelli legati alle attività in
quota, dove il rispetto delle procedure e dei dispositivi di protezione
rappresenta un elemento decisivo per prevenire tragedie.
Solo pochi giorni fa, il 17 marzo, un altro incidente mortale si era verificato
in provincia di Bari, a Ruvo di Puglia. Un uomo di 72 anni era morto intorno
alle 5 del mattino all’interno della sua ditta, in via De Curtis, a causa di un
trauma da schiacciamento. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato
investito da un muletto durante una manovra effettuata da un operaio, poi
iscritto nel registro degli indagati. Inutili i soccorsi del 118, mentre i
carabinieri hanno avviato le indagini e posto sotto sequestro il mezzo
coinvolto. Sull’episodio la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio
colposo, con l’obiettivo di chiarire responsabilità e dinamica dell’accaduto.
L'articolo Operaio muore cadendo dal tetto di un capannone industriale a Modugno
(Bari) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Bari
La Dda di Bari ha chiesto l’archiviazione per Anita Maurodinoia, ex assessora
pugliese ai Trasporti, nell’inchiesta sul presunto scambio elettorale
politico-mafioso. L’inchiesta, nel febbraio 2024, portò all’esecuzione di 130
arresti. Centonove imputati sono già stati condannati in abbreviato. Maurodinoia
era indagata, ma dagli approfondimenti degli inquirenti non sono emersi elementi
tali da sostenere l’accusa a dibattimento. Per questo il pm Fabio Buquicchio,
che ha coordinato le indagini della Squadra mobile insieme al collega Marco
D’Agostino, ne ha chiesto l’archiviazione. Ora dovrà esprimersi il giudice per
le indagini preliminari.
L’inchiesta ruota attorno alla presunta compravendita di voti dalla malavita per
le elezioni amministrative di Bari del 2019. Personaggio principale
dell’inchiesta è l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, accusato di aver
comprato voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione della moglie, Maria
Carmen Lorusso, al consiglio comunale. Olivieri, ai domiciliari dal 2025 dopo
aver trascorso oltre un anno in carcere, è stato condannato in primo grado a 9
anni di reclusione. In quella tornata elettorale, oltre a Lorusso, attualmente
imputata a dibattimento, fu eletta anche Maurodinoia.
L’ex assessora resta imputata in udienza preliminare nell’ambito di un’altra
inchiesta su presunte elezioni truccate. Per la Procura, avrebbe fatto parte
della presunta associazione finalizzata alla corruzione elettorale che avrebbe
inquinato le Regionali del 2020 – quando la stessa Maurodinoia fu eletta con
quasi 20mila voti nella lista del Pd – e le comunali di Grumo Appula (2020) e
Triggiano (2021). Con lei e altri 16 è imputato anche il marito Sandro Cataldo,
fondatore del movimento politico Sud al centro e considerato il promotore della
presunta associazione.
L'articolo Chiesta l’archiviazione per l’ex assessora pugliese Maurodinoia (Pd)
nell’inchiesta sullo scambio elettorale politico-mafioso proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Apre la lattina di funghi trifolati e all’interno trova una blatta. È quanto
accaduto al supermercato Lidl di Mola, in provincia di Bari, dove un cliente ha
acquistato la scatoletta incriminata lo scorso 8 febbraio. Come racconta Il
Corriere del Mezzogiorno, l’insetto è stato trovato all’interno di una
confezione di funghi trifolati del brand Baresa. Secondo quanto dichiarato dal
cliente al quotidiano, il barattolo era perfettamente sigillato e integro al
momento dell’acquisto. Il prodotto è stato confezionato in uno stabilimento di
Padova. Il cliente ha scattato una foto all’insetto immerso tra i funghi e ha
scannerizzato lo scontrino, oltre ad aver segnalato l’accaduto sia al punto
vendita, sia al servizio clienti del supermercato Lidl.
Come riportato da Il Corriere del Mezzogiorno, il consumatore ha deciso di
andare oltre la segnalazione e di sporgere denuncia formale al Nas dei
carabinieri. Al momento, sul sito del Ministero della Salute non risultano
richiami del prodotto. Il cliente ha dichiarato di voler comprendere come sia
possibile che la blatta sia finita nel barattolo. Il consumatore ha specificato
di aver agito affinché nessun’altro cliente viva la sua stessa disavventura.
L’INCUBO BLATTE
Nel barattolo di funghi trifolati o dietro i mobili di casa, le blatte sono un
incubo per la maggior parte delle persone. Nell’estate del 2025, Roma fu invasa
da questi insetti. Come vi abbiamo raccontato, i quartieri Monte Mario, Acilia e
Torpignattara, Osteria del Curato e Gregna Sant’Andrea sono stati sottoposti a
interventi di disinfestazione per rimuovere le “blatte volanti”, appartenenti
alla specie periplaneta americana.
L'articolo Apre un barattolo di funghi trifolati e ci trova dentro una blatta:
la denuncia al Nas “per evitare che succeda ad altri” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il Tribunale di Bari ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati
di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista –
previsti dalla legge Scelba del 1952 – con la privazione dei diritti politici
per cinque anni. Sette di loro stati condannati anche per lesioni. Ai primi
cinque è stata inflitta la pena di un anno e sei mesi di reclusione, due anni e
sei mesi invece agli altri sette. Altri cinque imputati, invece, sono stati
assolti.
Il processo riguardava l’aggressione del 21 settembre 2018, nel quartiere
Libertà di Bari, ai danni di alcuni manifestanti antifascisti, di ritorno da un
corteo organizzato otto giorni dopo la visita dell’allora ministro dell’Interno
Matteo Salvini. Alla lettura del dispositivo erano presenti in Aula l’ex
europarlamentare di sinistra Eleonora Forenza, una delle vittime
dell’aggressione, e Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione
comunista, costituita parte civile insieme all’Anpi, alla Regione Puglia e al
Comune di Bari.
L'articolo Casapound, 12 condanne a Bari per riorganizzazione del partito
fascista proviene da Il Fatto Quotidiano.
Due auto e due storie diverse, stessa tragica sorte. Nella notte tra il 7 e l’8
febbraio sulle strade della provincia di Bari si sono verificati due tremendi
incidenti dalle dinamiche simili. Due ragazze sono morte e tre persone sono
rimaste ferite, tra cui un bambino. Il primo incidente è avvenuto intorno alle
due sulla provinciale 111 tra Mola di Bari e Rutigliano: una giovane 26enne del
posto stava viaggiando a bordo di un’auto quando il veicolo si è schiantato
contro un albero e la ragazza è morta sul colpo. Nell’impatto, il motore si è
staccato dalla macchina ed è stato scaraventato a decine di metri.
L’incidente – su cui le forze dell’ordine stanno indagando- ha coinvolto tre
persone, tra cui un minore di appena sette anni. Sul posto sono intervenuti i
vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza la zona e hanno estratto dalle
lamiere il corpo della 26enne e le altre vittime. Il personale del 118 ha
portato i feriti in ospedale, tutti in codice rosso: il piccolo è stato portato
al Policlinico di Bari, il secondo all’ospedale Di Venere e l’ultimo a Monopoli.
Il secondo episodio riguarda un incidente avvenuto sulla provinciale 67 tra
Bitritto e Bitetto, dove una ventenne è morta dopo lo sbandamento della sua
auto. Per cause ancora da accertare, durante una curva il veicolo è uscito di
strada ed è finito, anche in questo caso, contro un albero, senza coinvolgere
altre persone. C’è stato l’intervento dei soccorsi ma la conducente è morta sul
colpo.
Foto d’archivio
L'articolo Bari, due giovani morte in incidenti stradali nella notte. Tra i
feriti un bambino di 7 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una esplosione è avvenuta poco dopo le ore 13 ad Adelfia, nel Barese: è crollato
un edificio al piano terra di via Oberdan. I vigili del fuoco sono al lavoro per
spegnere l’incendio e cercare eventuali persone rimaste intrappolate sotto le
macerie. Sul posto ci sono anche i carabinieri.
A provocare l’esplosione, secondo una prima ricostruzione, una fuoriuscita da
una bombola di gas.
Articolo in aggiornamento
L'articolo Esplosione ad Adelfia, crollata una palazzina: si cercano persone
sotto le macerie proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quando è arrivato il 118 aveva dichiarato che il suo scopo era di volersi
“rimettere alla volontà di Dio” e adesso è gli arresti domiciliari per aver
tentato di uccidere sua madre anziana e malata oncologica: lo scorso 15
dicembre, l’uomo aveva spento i macchinari che tenevano in vita la donna,
allettata da tempo nella propria abitazione.
A chiamare i soccorsi era stata un’infermiera che era venuta in casa per
prestare assistenza alla signora, notando subito che tubi e sondini erano a
terra. L’ambulanza è intervenuta sul posto e ha portato la vittima all’ospedale
Di Venere: la donna è ancora ricoverata in condizioni molto gravi.
Suo figlio è un professionista ed è l’unico parente che vive con lei. Arrestato
per tentato omicidio, il 48enne è stato interrogato dal giudice per le indagini
preliminari Giuseppe Montemurro ma si era avvalso della facoltà di non
rispondere. La Procura di Bari ne aveva chiesto il divieto di avvicinamento alla
madre, ma l’interessato aveva rifiutato il braccialetto elettronico e gli è
stata disposta la custodia cautelare in casa.
L'articolo Spegne i macchinati che tengono in vita la madre malata: arrestato
per tentato omicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il cielo di Bari non è stato attraversato da alcun meteorite lo scorso 10
gennaio. L’ipotesi che circolava sul web è stata smentita da Prisma (Prima Rete
Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera) che, tramite le
sue telecamere, ha escluso che il boato e il forte bagliore registratisi a
Casamassima siano frutto della caduta di una roccia spaziale. L’Inaf (Istituto
Nazionale di Astrofisica) ha fatto chiarezza: il solco nel terreno è stato
causato da un’altra tipologia di deflagrazione. Secondo le autorità, la luce e
il forte rumore sono la conseguenza di un grosso petardo o un fuoco d’artificio
esploso in un campo.
Sulla questione è intervenuto anche Albino Carbognani, astronomo dell’Inaf. Lo
scienziato ha smentito l’ipotesi della caduta di un meteorite. L’esperto ha
dichiarato: “Un oggetto di questo tipo avrebbe creato un cratere di 100 metri di
diametro. Ma non ci sono crateri”. L’astronomo ha aggiunto che la detonazione
sarebbe legata a un petardo o a un fuoco d’artificio: “Può darsi che qualcuno
dovesse smaltire gli avanzi di Capodanno”.
> Nella serata tra il 10 e l’11 gennaio 2026, numerose segnalazioni in Puglia,
> in particolare nel Barese, hanno riferito di un forte boato e di un improvviso
> bagliore nel cielo. L’istante è stato catturato da una telecamera a
> Casamassima e diffuso su Facebook dal gruppo Amo… pic.twitter.com/Rc4NU2X9fs
>
> — Repubblica (@repubblica) January 12, 2026
L'articolo Risolto il mistero del meteorite caduto a Casamassima, la spiegazione
degli scienziati “Niente Ufo, il bagliore e il boato sono stati causati da un
grosso petardo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Che il cancro vi divori tutti! Che i vostri figli e tutto ciò che avete
muoiono!”. Questo il messaggio diffuso da Rachele Risaliti, moglie di Gaetano
Castrovilli, centrocampista del Bari contro l’Avellino. Messaggi ricevuti in
direct da un utente e condiviso dalla moglie del centrocampista, che ha scritto:
“Sempre più spesso – scrive Risaliti – si leggono commenti e/o messaggi di
questo spessore, uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente. Il calcio
dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono
veramente amareggiata, triste e schifata da tutto questo”.
A prendere posizione a distanza di qualche giorno è stato lo stesso Castrovilli
nelle sue storie Instagram, dove ha condiviso un messaggio del capitano
Francesco Vicari. “L’intento di questo post che ho sentito di voler pubblicare
non è quello di ‘fare di tutta l’erba un fascio’, ma di ricordare che nel mondo
del calcio ci sono principi, valori e persone che, ad ogni livello, concorrono a
fare di questo sport uno spettacolo straordinario. Tifosi, addetti ai lavori,
calciatori, dirigenti, società sono l’anima di questo GIOCO. Uniamoci e diciamo
basta a tutto ciò che non è in linea con il senso profondo dello sport”, così
Castrovilli nelle storie su Instagram.
“Leggere queste parole non solo mi ha profondamente disgustato, ma ha aperto una
voragine nel mio cuore perché augurare la malattia a qualcuno è INACCETTABILE.
In questo mondo delirante stiamo normalizzando e banalizzando comportamenti
gravissimi. E non penso solo alle persone che hanno ricevuto quelle minacce ma a
tutti coloro che lottano per sopravvivere”. Il riferimento è appunto agli
insulti ricevuti dalla moglie su Instagram, con parole pesantissime.
“Personalmente ho visto bambini malati nelle corsie di ospedali che avevano
ancora voglia di giocare nonostante il loro tempo fosse limitato. Invece noi
“ADULTI” abbiamo dimenticato che il calcio nasce come un gioco e tale dovrebbe
restare. Trovo INAMMISSIBILE ledere la dignità di un calciatore che, prima di
tutto, è una Persona. PARLO come uomo, come padre, marito e come figlio. In
questi giorni di festa dove le città sono vestite di addobbi luminosi abbiamo
dimenticato il senso profondo del Natale: Pace, amore, speranza e perdono”, ha
proseguito il centrocampista del Bari riportando il messaggio del capitano del
Bari, Francesco Vicari.
“Riflettiamo sui valori profondi della vita, spesso oscurati dalla frenesia
quotidiana e dal senso di rabbia che alberga dentro di noi. Mi sento
profondamente vicino alle persone che in questo momento stanno vivendo nel
dolore della malattia e a chi viene insultato e minacciato”, si legge ancora nel
messaggio.
Poi conclude: “Vorrei che scegliessimo con cura le parole che utilizziamo perché
la violenza verbale non è molto diversa da quella fisica e può avere effetti
devastanti su chi non ha la forza di andare oltre certe parole. Amo ciò che
faccio e posso dire lo stesso di tutti i miei compagni che ammiro e ringrazio
per non aver mollato nonostante le difficoltà”.
L'articolo “Leggere queste parole ha aperto una voragine nel mio cuore”: lo
sfogo di Castrovilli dopo gli insulti social ricevuti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il sindaco di Rutigliano, Giuseppe Valenzano, ha firmato un’ordinanza a tutela
della salute pubblica a seguito dell’incendio di un capannone industriale
all’interno del centro logistico Terminal Puglia, sulla strada provinciale 84
che collega Rutigliano ad Adelfia, nel Barese. Nell’ordinanza il sindaco dispone
di “limitare le uscite all’aperto e le attività fisiche esterne” e “tenere
chiuse porte e finestre”, oltre al “divieto temporaneo di consumo di frutta e
verdura provenienti da orti e giardini privati”, con “particolare tutela per
bambini, anziani e soggetti fragili”. Le prescrizione hanno effetto immediato,
fino alla trasmissione dei risultati Arpa, quando potrebbero essere presi
ulteriori e diversi provvedimenti. “L’evento – si legge nel provvedimento
comunale – ha determinato una significativa emissione di fumi potenzialmente
nocivi per la salute umana e per l’ambiente”. Il sindaco fa sapere che Arpa
Puglia è intervenuta con propri tecnici per effettuare rilievi, campionamenti
ambientali e l’analisi dei fumi scaturiti dall’incendio. “Allo stato attuale –
spiega – non sono ancora disponibili gli esiti delle analisi” e, per questo,
“sussiste una situazione di potenziale rischio per la salute pubblica”. Per
l’area interessata dalle emissioni potenzialmente nocive, è stata disposta la
trasmissione dell’ordinanza anche ai Comuni di Casamassima, Turi e Sammichele di
Bari. Il sindaco, con un’altra ordinanza, ha poi ha attivato il Centro operativo
comunale per la gestione dell’emergenza, evidenziando che l’evento “potrebbe
comportare rischi per la popolazione e per i lavoratori delle aree limitrofe”.
Video Facebook
L'articolo Bari, maxi-incendio in un capannone industriale: “Restate in casa con
finestre chiuse”. Il video del rogo proviene da Il Fatto Quotidiano.