Di Leonardo Grimaldi
Nel mondo della skincare, i principi attivi sono il cuore di ogni prodotto
cosmetico: li ritroviamo nei sieri, nelle creme, ma ultimamente anche nei
prodotti a risciacquo di nuova generazione come i detergenti viso o gli
struccanti. Presenti in concentrazioni più o meno alte, questi ingredienti
lavorano sinergicamente per trattare condizioni quali macchie superficiali,
mancanza di idratazione o la perdita di tono e compattezza. Tuttavia, per
costruire una routine di cura della pelle che sia performante ma al tempo stesso
rispettosa del benessere cutaneo, è fondamentale selezionarli con estrema
attenzione, onde evitare il rischio di irritazioni o conseguenze dermatologiche
spiacevoli. La chiave per assicurarsi una pelle luminosa e in salute, infatti,
non è usare tutto ciò che sappiamo essere di tendenza sui social, ma combinare
le diverse formule attive con consapevolezza e strategia.
CONOSCERE IL PROPRIO TIPO DI PELLE PER RISULTATI VISIBILI
Prima di scoprire come utilizzare al meglio i principi attivi nella skincare
routine, è doverosa una precisazione: nella scelta e combinazione di due o più
trattamenti differenti, è fondamentale tenere conto della propria tipologia di
pelle. Come spiega a ilfattoquotidiano.it il dottor Nicolò Rivetti, dermatologo
di Doctolib.it, “conoscere il proprio tipo di pelle è fondamentale quando si
decide di combinare più principi attivi nella skincare routine, perché la
tolleranza cutanea, la funzione di barriera e la produzione di sebo variano
molto da persona a persona”. Inoltre, “dal punto di vista dermatologico, la
pelle non è un substrato uniforme: pelle secca, grassa, mista o sensibile
presentano differenze nella produzione sebacea, nell’idratazione dello strato
corneo e nell’integrità della barriera cutanea” precisa il dottor Rivetti. Per
questo motivo, “quando si decide di combinare più principi attivi nella propria
routine di skincare, è importante farlo con attenzione, perché l’associazione
non corretta di alcune molecole può ridurre l’efficacia dei trattamenti o
aumentare il rischio di irritazione cumulativa, soprattutto quando si utilizzano
molecole che agiscono sul rinnovamento epidermico.” Un buon metodo per
comprendere effettivamente quale sia il proprio tipo di pelle, secondo quanto
suggerisce lo specialista, consiste nel “lavare il viso con un detergente
delicato, senza applicare successivamente creme o cosmetici e attendere circa
una o due ore. Trascorso questo tempo, si può appoggiare sulla pelle un foglio
di carta assorbente o una blotting paper, premendo delicatamente su fronte,
naso, guance e mento. La quantità di sebo che rimane sulla carta permette di
avere un’indicazione orientativa della pelle”. Tuttavia, “è importante ricordare
che la percezione soggettiva del proprio tipo di pelle non è sempre precisa: una
valutazione dermatologica completa può fugare ogni dubbio” sottolinea il dottor
Rivetti.
ACIDO IALURONICO E CERAMIDI: EFFETTO BOOSTER PER L’IDRATAZIONE
Gli sbalzi termici, l’aria secca dell’ufficio o una poca idratazione quotidiana
hanno delle conseguenze anche sulla salute della pelle. Per prevenire e trattare
efficacemente la cosiddetta perdita di idratazione transepidermica (TEWL)
l’acido ialuronico può diventare un valido alleato della skincare routine
quotidiana. Il modo migliore per integrarlo può essere mediante un siero viso,
da applicare al mattino e alla sera dopo la detersione.
Una valida soluzione è il Multirepair HA Siero di Rilastil, studiato
appositamente con 3 tipi di acido ialuronico e un complesso di pre/post biotici
per supportare il microbiota cutaneo e rimpolpare le rughe provocate dalla
disidratazione. In alternativa, per una pelle rimpolpata effetto specchio, il
nuovo Fluido Idratante Revitalift Filler Glass Skin di L’Oréal Paris combina
l’acido ialuronico macro alla vitamina B3 e al pantenolo, per levigare la
texture cutanea ma senza rinunciare all’idratazione. Estratto fermentato di
genziana certificata Ecocert e un duo di acidi ialuronici ad alto e basso peso
molecolare sono invece gli ingredienti che compongono l’Hydra3 Booster di
Valmont, un siero leggero che aiuta a idratare ogni strato dell’epidermide e a
uniformare al contempo la grana della pelle.
Se soffrite di sensibilità e rossori diffusi, potete abbinare all’acido
ialuronico un trattamento a base di ceramidi, ossia dei lipidi costituenti la
barriera cutanea che agiscono da collante per trattenere l’acqua nella pelle e
proteggerla da aggressioni esterne. Come ultimo step della beauty routine, la
nuova Advanced RGN-6 di Skin Ceuticals è una crema viso formulata con
Bioceramide 603, ectoina e Acetil tetrapetide-9, una combinazione di ingredienti
altamente performanti in caso di discomfort, comparsa di arrossamenti o di
sensibilità post-laser.
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FILORGA-PEELING-DARK-SPOT
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LANCOME-RENERGIE-CREMA-COLLAGENE
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RILASTIL-SIERO-ACIDO-IALURONICO
COLLAGENE E RETINOLO: IL SEGRETO PER UNA PELLE UNIFORME E RIMPOLPATA
La maggior parte degli studi dermatologici confermano che, a partire dai 25
anni, la pelle perde tono e compattezza a causa di una minor produzione di
collagene. Se per contrastare gli effetti del cosiddetto photoaging è importante
applicare con costanza una protezione solare ad ampio spettro, esistono prodotti
cosmetici a base di questa proteina che permettono di mantenere elastica la
pelle giorno dopo giorno. Lo sa bene Lancôme, che di recente ha messo a punto
Rénergie Collagen Lift-Xtend Cream, un innovativo trattamento viso ispirato alla
procedura estetica del thread-lifting. Secondo test strumentali, questo soin
mira a ricostruire 10 anni di perdita di collagene con l’utilizzo costante. Per
potenziare l’effetto anti-age della routine, il collagene può essere combinato
con il retinolo, una forma di vitamina A rinomata per essere la più efficace nel
ridurre segni di invecchiamento, perdita di tono e la presenza di irregolarità
nella texture cutanea. Sviluppata per assicurare una pelle distesa e
ringiovanita è la nuova Retinol Correxion Deep Wrinkle Rich Cream di ROC, che
aiuta a ridurre 3 segni visibili dell’invecchiamento grazie alla combinazione di
retinolo ROC brevettato, ceramidi riparatrici e calcio rivitalizzante.
ACIDO TRANEXAMICO E VITAMINA C PER IL TRATTAMENTO DELLE MACCHIE
Non si dovrebbero avere se si facesse una corretta prevenzione quotidiana, ma
nel caso in cui la pelle sia segnata da macchie superficiali è importante
ricorrere a soluzioni specifiche come, ad esempio, l’acido tranexamico. Nello
specifico, si tratta di un principio attivo che agisce inibendo la produzione di
melanina per schiarire gradualmente le macchie da melasma o i comuni segni
post-acne. Lo si può ritrovare in differenti soluzioni cosmetiche, come ad
esempio il nuovo peeling Daily Peel Anti-Dark Spot di Filorga, che unisce al
complesso signature NCF del brand un pool di acidi esfolianti quali lattico e
tranexamico, con la promessa di minimizzare le macchie scure dopo 7 giorni di
utilizzo. In concentrazione minore ma ugualmente performante, l’acido
tranexamico diventa l’ingrediente chiave del nuovo Trattamento Notte The
Technologist di Veralab. In formula, questo principio attivo viene bilanciato
con fitosqualano e ceramide NP incapsulata, per rafforzare la barriera cutanea e
proteggere la pelle dalle irritazioni. Qualora vogliate potenziare l’azione
schiarente dell’acido tranexamico, potete abbinarlo alla vitamina C, optando per
una concentrazione più o meno alta in base al vostro grado di sensibilità
cutanea. Se non avete una pelle particolarmente reattiva, il siero Ampoule
Anti-OX di SVR è studiato con il 20% di vitamina C stabilizzata e glicerina per
favorire un incarnato luminoso, compatto e omogeneo giorno dopo giorno.
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VALMONT-HYDRA-3-BOOSTER
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VERALAB-THE-TECHNOLOGIST-CREMA-VISO
L'articolo Retinolo, vitamina C e acido ialuronico: combinare questi principi
attivi nel modo sbagliato può irritare la pelle. Le regole dei dermatologi
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Beauty e Benessere
C’è chi dice che sia la chiave per una chioma da spot pubblicitario e chi lo
accusa di essere solo un’altra mania da social. Il “doppio shampoo”, cioè,
lavare i capelli due volte di seguito nella stessa doccia, è il nuovo rituale
beauty che impazza su TikTok, con milioni di visualizzazioni e tutorial che
promettono miracoli di lucentezza e volume. Video dopo video, ragazze e ragazzi
con capelli lucidi come seta giurano che il segreto non è nella maschera
miracolosa o nell’olio di semi di lino, ma semplicemente nel… fare il bis. Ma
funziona davvero o è l’ennesima trovata virale?
Il principio è semplice: il primo shampoo serve a eliminare lo sporco, il sebo e
i residui di prodotti come lacca, gel o balsamo leave-in senza risciacquo; il
secondo, invece, dovrebbe penetrare meglio nella fibra capillare, detergendo in
profondità e preparando il terreno a un’asciugatura più leggera e vaporosa.
L’idea, a ben guardare, non è poi così nuova: molti parrucchieri professionisti
lo fanno da sempre, soprattutto quando i capelli sono particolarmente sporchi o
appesantiti. Ma sui social, come spesso accade, una pratica tecnica è diventata
un mantra collettivo, accompagnato da hashtag e video ipnotici.
“Partiamo dal presupposto che lavare più spesso i capelli non li rovina”, spiega
Vanessa Di Filippo, erborista e consulente di cosmesi naturale. “Il doppio
shampoo può essere una buona idea in caso di cuoio capelluto con eccesso di sebo
oppure se usiamo più prodotti per lo styling, come nel caso dei capelli ricci,
in modo da rimuoverli totalmente. La cosa importante è utilizzare shampoo con
tensioattivi delicati e specifici per il tipo di capello. Risultano molto adatti
gli shampoo per lavaggi frequenti. Nel caso specifico dei capelli grassi
consiglio di preferire shampoo ad azione seboregolatrice che risulta essere
delicata ma efficace. Massaggiare poi il cuoio capelluto con movimenti delicati
circolari, usare lo shampoo solo sulle radici ed il balsamo solo sulle punte”.
Un approccio dolce, insomma, che evita il rischio di seccare i capelli o
stimolare eccessivamente la produzione di sebo, un effetto paradosso che può
verificarsi quando si esagera con prodotti troppo aggressivi. Gli esperti
concordano nel dire che il segreto non è tanto nel numero dei lavaggi quanto
nella qualità del prodotto e nel rispetto della cute. I tensioattivi, ovvero le
sostanze detergenti che fanno schiuma, possono variare molto: quelli derivati
dal cocco (come il coco-glucoside, decyl glucoside o sodium cocoyl isethionate),
per esempio, risultano più delicati e adatti all’uso frequente, mentre quelli
derivati dal petrolio (come sls e sles) sono più sgrassanti e quindi da usare
con cautela su cuoio capelluto sensibile o capelli fini.
Sul fronte scientifico, non ci sono evidenze che il doppio shampoo sia
indispensabile o miracoloso, ma può effettivamente aiutare in alcune situazioni
specifiche. Un primo lavaggio più veloce aiuta a rimuovere lo strato
superficiale di sporco e sebo, permettendo al secondo passaggio di essere più
efficace. Il risultato? Capelli più leggeri, radici più pulite e una sensazione
di freschezza che può durare di più. Ma attenzione: se i capelli fossero secchi,
trattati o ricci molto fini, due lavaggi consecutivi potrebbero risultare
troppo. In quel caso, meglio alternare la doppia detersione con una singola,
magari con uno shampoo ecobio.
Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. Il doppio shampoo può essere
davvero utile per chi vive in città, dove lo smog tende a depositarsi sui
capelli rendendoli opachi e pesanti, oppure per chi fa sport e suda molto, o
ancora per chi usa quotidianamente prodotti per lo styling come mousse, gel o
lacche. In questi casi due lavaggi consecutivi aiutano a eliminare completamente
residui e impurità, lasciando la chioma più ariosa e pulita più a lungo.
Ma non è una regola universale. Se i capelli sono sottili, secchi, trattati o la
cute è sensibile, il rischio è quello di “spogliare” la fibra del suo naturale
film idrolipidico, una sottile barriera di sebo e cheratina che serve a
mantenere il fusto morbido e protetto. Quando questo strato viene rimosso troppo
spesso, il capello perde elasticità, diventa più fragile e tende a spezzarsi o
incresparsi.
Per capire se il doppio shampoo fa davvero al caso nostro basta osservare la
risposta dei capelli nei giorni successivi: se appaiono lucidi, leggeri e
restano puliti più a lungo, è segno che la doppia detersione è adatta; se invece
risultano secchi, crespi o difficili da pettinare, meglio tornare al singolo
lavaggio o alternare le due modalità. In fondo, più che inseguire un trend, la
chiave è imparare ad ascoltare la propria chioma: è lei la miglior esperta di sé
stessa. Questo trend ha comunque il merito di aver riportato l’attenzione su un
gesto quotidiano che spesso compiamo in automatico. Lavare i capelli, in fondo,
è un atto di cura e di ascolto, che ci invita a osservare come il nostro corpo
reagisce e cambia. Doppio o singolo che sia, ciò che conta davvero è la qualità
di quel momento: il massaggio lento, il respiro, il prendersi qualche minuto per
sé con consapevolezza.
L'articolo Doppio shampoo: il trucco virale su TikTok funziona davvero?
L’esperta spiega quando lavare i capelli due volte aiuta e quando invece rischia
di rovinarli proviene da Il Fatto Quotidiano.
TikTok lo dice da anni, e adesso anche Michele Bravi giura sull’efficacia di
questo trucco per sgonfiare le borse sotto gli occhi. Tutto ciò che serve è …una
crema per le emorroidi. Avete letto bene: in un video pubblicato su TikTok, il
cantante ne parla mentre si prepara per il Festival di Sanremo. Mentre è nel
backstage in accappatoio giura: “Tutti si mettono la crema per le emorroidi
sotto gli occhi per alleviare le borse”. Non è un buon motivo per correre in
farmacia, anzi: secondo i dermatologi, sarebbe davvero meglio lasciarla lì
dov’è.
Per quanto possa far sorridere, da anni questo beauty hack circola in rete come
“il rimedio segreto ed economico” che funziona meglio dei costosi prodotti per
il contorno occhi in commercio. Il trucco non è affatto nuovo: è un rimedio
casalingo che circola da molto prima che esistessero i social, e viene perfino
citato in un articolo dell’Orlando Sentinel del 1986 che ne attesta la
popolarità tra le concorrenti di Miss America. TikTok non si è inventata nulla,
lo ha semplicemente reso popolare, scatenando l’emulazione da una parte, e
l’allerta dei dermatologi dall’altra. Già nel 2022 un articolo di Allure metteva
in guardia i lettori, sconsigliando di usare la Preparation H (la più famosa
crema da banco per le emorroidi) sul viso, specialmente nella delicata zona del
contorno occhi.
Per certi versi, come dice Michele Bravi, il trucco funziona: la Preparazione H,
come altre creme simili, contiene fenilefrina, che restringe i vasi sanguigni.
Quindi nel contorno occhi può effettivamente ridurre il gonfiore e le borse. Ma
è un beneficio temporaneo, che svanisce insieme all’effetto vasocostrittore. Il
problema è che la crema per le emorroidi non è un cosmetico, è un farmaco, e
spesso contiene steroidi. È formulata per una zona specifica del corpo (che non
è di certo il viso): gli ingredienti possono essere mal tollerati nel contorno
occhi, se non proprio dannosi.
La buona notizia è che in commercio esistono ottime creme per il contorno occhi
(qui ne trovate alcune particolarmente amate) formulate in modo da essere sicure
ed efficaci. Tornare a dormire otto ore a notte, ora che è finito il Festival di
Sanremo, sicuramente aiuta!
> @michele_bravi best hack ever #emorroidi ♬ audio originale – michele_bravi
L'articolo Michele Bravi mette la crema per le emorroidi contro le occhiaie:
“Tutti lo fanno per alleviare le borse”. Il rimedio virale su TikTok si basa in
realtà su una grande bufala proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un paio di ore di sonno in meno, un drink in più o una cena più salata del
solito ed ecco che, la mattina dopo, gli occhi sono più spenti, più gonfi o con
occhiaie più pronunciate. Il contorno occhi è una zona estremamente delicata: la
pelle è più sottile rispetto al resto del viso e tende a segnarsi con molta
facilità, visto il continuo movimento delle palpebre. Per questo serve un
prodotto specifico con attivi che combattono gonfiore, ombre scure, rughe
sottili o pelle disidratata. E no, non basta la crema idratante che usiamo sul
resto del viso: come scegliere il contorno occhi, e quali ingredienti cercare.
LE CAUSE DELLE OCCHIAIE E COME CONTRASTARLE
Facciamo una doverosa premessa: le occhiaie non sono uguali per tutti. Possono
dipendere dalla mancanza di sonno, sì, ma anche da cause genetiche,
dall’iperpigmentazione, dall’età e dallo stile di vita. Per esempio: le occhiaie
pigmentate, causate da un accumulo di melanina, di solito tendono al marrone e
sono diverse dalle occhiaie bluastre: in quel caso, sono i capillari “visibili”
sotto alla pelle. Il fumo tende a peggiorare la situazione, così come un consumo
eccessivo di alcol. Bere la giusta quantità di acqua aiuta, così come ridurre il
sodio: non è un caso se dopo aver mangiato salato ci svegliamo con gli occhi più
gonfi. A questo punto entra in gioco la crema contorno occhi vera e propria, da
scegliere in base al problema da trattare.
ILLUMINARE E COMBATTERE LE OCCHIAIE SCURE
Nessuna crema potrà mai sostituire il correttore, è vero, ma esistono comunque
alcuni ingredienti che possono aiutare. Uno è la niacinamide, che lavora sulle
discromie e sull’iperpigmentazione: spesso è associata alla vitamina C, che
regala più luminosità. Alcuni contorno occhi anche contengono un pigmento giallo
o aranciato che, per effetto ottico, aiuta a neutralizzare il violaceo delle
occhiaie.
“SVEGLIARE” LO SGUARDO E RIDURRE IL GONFIORE
Anche gli occhi, la mattina, hanno bisogno di una tazzina di caffè. Molte creme
per il contorno occhi contengono infatti piccole percentuali di caffeina, capace
di agire sulla microcircolazione. Per una doppia sferzata di energia si può
scegliere un applicatore con sfere di metallo, che nell’immediato aiuta a
sgonfiare la zona interessata.
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AROMA-ZONE
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AUGUSTINUS BADER
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COMFORT ZONE
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DOLOMIA
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ERBORIAN (DA SEPHORA)
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ESPRESSOH
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GLOW ENERGIE
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ISDIN
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PURY BEAUTY
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RIMA D'ACQUA
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ROC
I CONTORNO OCCHI CHE LEVIGANO LE RUGHE SOTTILI
In caso di prime rughe o zampe di gallina, gli ingredienti più utili sono senza
dubbio retinolo, Bakuchiol e peptidi, che “sostengono” la pelle, restituendole
elasticità e compattezza. Con il retinolo serve qualche attenzione in più e – va
da sé – sempre, sempre la crema con Spf durante il giorno.
IDRATARE LA PELLE SOTTILE E SEGNATA
La pelle sottile e delicata del contorno occhi si disidrata facilmente, creando
un effetto “carta velina stropicciata”. In una crema occhi idratante non possono
mancare acido ialuronico, ceramidi e squalano, che rimpolpano e nutrono la
barriera cutanea. Per un boost di idratazione sono molto utili i patch occhi:
l’occlusione che creano sulla pelle permette alle sostanze di cui sono infusi di
essere assorbite senza evaporare. È un accorgimento particolarmente importante
prima del make-up: se il contorno occhi non è idratato a dovere, è molto facile
che il correttore si screpoli o si fissi male. Quando si va di fretta, uno stick
idratante e rinfrescante specifico per la zona salva il trucco, ma non
sostituisce una buona skincare!
L'articolo Dal drink in più la sera alla carenza di sonno, gli occhi possono
apparire subito spenti e gonfi. Come rimediare? Ecco 5 semplici consigli
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il segreto meglio custodito tra chi ha i capelli lunghi è che l’agenda della
settimana va organizzata intorno al giorno in cui si lavano i capelli. Dopo la
palestra, sì, ma prima di una serata fuori. Tra pre-shampoo, maschere e messa in
piega lavarsi i capelli a volte è una fatica, più che un momento di cura di sé.
E porta via tempo. Ma non dev’essere per forza così: esistono prodotti (e
qualche trucco) per velocizzare l’asciugatura e avere una messa in piega
perfetta in meno tempo.
Sfatiamo un mito: per asciugare i capelli con il phon senza farsi venire un
crampo al braccio non serve aumentare la potenza o il calore. Anzi: si rischia
solo di danneggiare la fibra, e di avere capelli più crespi e ingestibili. Al
contrario, quando la fibra del capello è levigata l’acqua scivola via più
velocemente. Il primo trucco quindi è scegliere un asciugamano in microfibra,
che assorbe rapidamente l’acqua in eccesso. Il famoso “turbante” aiuta a
ottimizzare i tempi mentre ci si veste o ci si trucca. Secondo step: mai saltare
il termoprotettore, neanche quando si va di fretta. Anzi, scegliendolo bene,
aiuta ad avere i capelli in piega con la metà della fatica.
I SIERI E GLI SPRAY “QUICK DRY”
Immaginate di camminare sotto la pioggia con una giacca cerata o con un cappotto
di lana: quale dei due si asciugherà prima? Il concetto base è lo stesso: in
commercio esistono sieri, creme e spray che creano una pellicola protettiva
intorno al fusto, fanno scivolare l’acqua e velocizzano l’asciugatura. È
importante distribuirli con delicatezza: i capelli bagnati tendono a essere più
fragili e a spezzarsi più facilmente.
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HAIR BAR
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GHD
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L'OREAL PROFESSIONAL
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REDKEN
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AVEDA
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CLOUD NINE
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COLOR WOW
In commercio ne esistono tantissimi, studiati per capelli ricci e lisci: noi
abbiamo provato “Make it Fast”, l’acceleratore di asciugatura di Hair Bar. La
sua formula crea una pellicola speciale sui capelli che riduce la perdita di
umidità, permettendo loro di asciugarsi più velocemente senza diventare secchi.
Avvolge i capelli con una texture piacevole al tatto e leggera, che non li
appesantisce né li ingrassa.
L’ASCIUGACAPELLI ULTRAVELOCE GHD SPEED
A questo punto arriva l’asciugatura vera e propria con il phon. Per facilitare
la routine quotidiana, ghd ha appena lanciato un nuovo asciugacapelli “Speed”.
Grazie alla tecnologia brevettata “halo dual-airflow” combina un doppio flusso
d’aria calda e fredda: non si surriscalda mai e, sorprendentemente, è più
leggero da acceso che da spento. La maggior parte degli asciugacapelli aumenta
il calore per aumentare la velocità di asciugatura: ghd Speed bilancia potenza e
precisione per evitare danni da calore. Il risultato sono capelli morbidi e
senza crespo, come appena usciti dal salone. E per chi non vuole perder tempo
con spazzole e bigodini, esistono le styler ad aria calda: capelli da bagnati a
“in piega” con una passata o poco più.
L'articolo Come asciugare i capelli più velocemente, senza danni: i prodotti
professionali e i consigli proviene da Il Fatto Quotidiano.
La skincare ormai è entrata nella vita di tutti, ma non riguarda più solo il
viso: la nuova frontiera beauty è…lo scalpo. L’attenzione alla cura della pelle
infatti si è progressivamente estesa alla testa, grazie a una nuova
consapevolezza: la salute dei capelli parte dal follicolo e, di conseguenza, è
importante prendersi cura del cuoio capelluto. Lo shampoo non basta più: ora lo
scalpo si coccola con trattamenti specifici, sieri, massaggiatori e sedute di
head spa.
LA SALUTE DEI CAPELLI PARTE DAI FOLLICOLI
Nascosto e a lungo trascurato rispetto ai capelli, ora lo scalpo si è preso una
rivincita, diventando la nuova “big thing” del settore della bellezza. Le
ricerche su Google che coinvolgono questa parte del corpo sono triplicate in
breve tempo e non è solo una tendenza: curare lo scalpo, detergerlo e idratarlo
correttamente previene bruciore, prurito, cute grassa e desquamazione. Inoltre,
se il cuoio capelluto è alterato, i capelli ne risentiranno. L’obiettivo è
trovare un equilibrio: se la barriera lipidica è sana e intatta, la cute sarà
protetta dagli agenti esterni, e i follicoli riceveranno un corretto afflusso di
sangue e nutrienti.
I SIERI SPECIFICI PER IL CUOIO CAPELLUTO
Nel settore della cura dei capelli, il focus si è progressivamente spostato da
prodotti capaci di “riparare i danni” a prodotti per “rinforzare le radici”. Per
questo, l’offerta si è moltiplicata: la classica combinazione shampoo&balsamo è
stata implementata con prodotti specifici come gli oli da massaggiare prima
dello shampoo, gli scrub esfolianti, i sieri e le maschere specifiche per la
cute. Anche Dyson, famoso per gli styler di ultima generazione, ha presentato la
prima formula dedicata alla cura e alla protezione del cuoio capelluto: Amino.
Si tratta di un siero dalla consistenza leggerissima da applicare tra le sezioni
dei capelli: non unge, non appesantisce e non ha bisogno di essere risciacquato.
È impercettibile, insomma, ma lavora silenziosamente per idratare e rinforzare
il cuoio capelluto grazie al mix di 11 aminoacidi, niacinamide ed ectoina. I
test clinici hanno dimostrato che l’utilizzo quotidiano contribuisce a ridurre
la caduta dei capelli e l’accumulo di sebo.
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OUAI
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AVEDA
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DYSON
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FOREO
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L'ORÉAL
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OLAPLEX
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SEPHORA
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WHAMISA
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YVES ROCHER
DALLA HEAD SPA AL FILTRO PER LA DOCCIA
Questa nicchia nasce al confine tra skincare e haircare: oltre a sieri e
trattamenti leave-in, sono diventati popolari device tecnologici per massaggiare
lo scalpo o stimolare i follicoli. Uno su tutti: la spazzola LED che sfrutta il
potere della luce rossa, esattamente come le maschere LED per il viso. I saloni
di bellezza hanno cavalcato il trend, importando dall’Oriente alcuni trattamenti
popolari in Corea e in Giappone per purificare e massaggiare scalpo e capelli.
Le cosiddette “Head Spa” sono la nuova ossessione beauty, e stanno guadagnando
popolarità soprattutto sui social. Volete superarvi? Cambiate il filtro della
doccia. Non tanto per una questione di igiene (periodicamente va comunque
pulito) ma di bellezza: su TikTok spopolano filtri da montare nella cabina
doccia per filtrare calcare e metalli e garantirsi acqua “pulitissima” sui
capelli. Dove c’è un trend, c’è sicuramente un business.
L'articolo La nuova frontiera della skincare è la testa: il boom dei prodotti
per lo scalpo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Avviso a tutte le fan del nuovo Cime Tempestose: non possiamo avere Jacob Elordi
a domicilio, ma sicuramente possiamo avere le guance “melograno” di Margot
Robbie nel film. L’attrice, sia sul set che sul red carpet, sfoggia un blush che
la fa “arrossire” come dopo un bacio appassionato. O una corsa nella brughiera.
LA SIMBOLOGIA DIETRO I BEAUTY LOOK DI CIME TEMPESTOSE
Chi è già stato al cinema lo sa: il make up e i capelli di Margot Robbie nei
panni di Catherine Earnshaw sono personaggi a tutti gli effetti. Man mano che la
storia avanza Cathy si trasforma da selvaggia ragazza della brughiera a lady
annoiata, sfoggiando acconciature incredibili e un trucco stravagante,
arricchito con perle, eyeliner a forma di stella, labbra scure. Storicamente
credibile? Per nulla. Visivamente appagante? Moltissimo.
Una costante, durante tutto il film, sono le guance arrossate di Cathy: nella
narrazione, sono il risultato della vita all’aperto e del vento incessante, ma
riflettono anche il suo temperamento irruento e passionale. In qualche modo sono
la firma di stile, tanto che l’attrice le ha sfoggiate di nuovo durante il tour
promozionale del film. Sul red carpet ha sempre preferito make up molto naturali
che attiravano l’attenzione sugli zigomi e sul blush.
QUALI PRODOTTI HA USATO MARGOT ROBBIE SUL SET?
Siân Miller, make up artist del film, ha “svelato” i prodotti che ha scelto per
la protagonista – sorpresa – c’è anche un blush appena sbarcato in Italia. Si
tratta del Flush Balm di Merit, precisamente nelle tonalità Après e Postmodern.
Il brand statunitense Merit, nato con una filosofia clean ed essenziale, è
diventato famoso per i prodotti multifunzione e facili da usare nella “vita
reale”. Con un eccezionale tempismo, è appena arrivato in Italia e i blush usati
nel film sono disponibili sul sito al prezzo di 29 euro.
In un’intervista ad Allure, la make up artist ha spiegato che si è in parte
ispirata al trend social delle “pomegranade cheeks”, cioè delle guance “color
melograno” che circolava un paio di anni fa sui social.
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SCREENSHOT 2026-02-17 165234
Crediti: Courtesy of Merit press office
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MERIT BEAUTY _ FLUSH BALM _ POSTMODERN
Merit Beauty Flush Balm Postmodern - Crediti: Courtesy of Merit press office
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MERIT BEAUTY _ FLUSH BALM _ APRES
Merit Beauty Flush Balm Apres - Crediti: Courtesy of Merit press office
Il make up è coerente con l’estetica del film di Emerald Fennell: non un
adattamento fedele, ma il sogno lucido di una quattordicenne che legge per la
prima volta Cime Tempestose e lo immagina mescolando elementi di epoche diverse.
Per le scene girate nel maniero di Wuthering Heights ha usato – prendere nota –
un balsamo guance e labbra di Chanel nel colore Berry Boost. Per le riprese
nella casa dei Linton ha affiancato al blush di Merit altri due prodotti: il
virale Soft Pinch di Rare Beauty (colori Hope e Happy) e il Divine Cream Blush
di Pat McGrath Labs.
E qui sta il segreto per replicare le “guance melograno”, di nuovo di tendenza:
usare prodotti liquidi, o in crema, da sfumare con le dita. L’obiettivo non è
avere un fard da bambola, né scolpire gli zigomi, ma ricreare il naturale colore
dato dall’afflusso di sangue nel viso. Abbiamo, insomma, il permesso di
arrossire. Che è un po’ la reazione comune quando appare Jacob Elordi sullo
schermo.
L'articolo Tutte pazze per le guance “melograno” di Cime Tempestose: ecco come
copiare il trucco di Margot Robbie nel film (con gli stessi prodotti) proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Prima ne ha parlato Hailey Bieber, poi Elisabetta Canalis: il segreto di
bellezza meglio custodito tra le star è…il sangue. Per la precisione il Prf
(fibrina ricca di piastrine) un trattamento di medicina rigenerativa che
utilizza proprio il sangue della stessa paziente per stimolare i naturali
processi dell’epidermide dall’interno.
IL TRATTAMENTO DI ELISABETTA CANALIS
Elisabetta Canalis ha raccontato di essere fan del Prf in una serie di storie su
Instagram, in cui mostra il “prima” e “dopo” in una clinica di Beverly Hills, il
Plastic Surgery Group. “Io adoro questo trattamento – dice nel video – perché
utilizza i tuoi fattori di crescita per stimolare la rigenerazione dei tessuti
ed è più naturale”. In un’altra storia, copre leggermente il viso e dichiara:
“(Fa) un po’ male, ma…”. Come a dire: ne vale assolutamente la pena.
COME FUNZIONA IL PRF
Il Prf fa parte dei trattamenti iniettabili di nuova generazione e mira a
potenziare i processi di autoriparazione del corpo umano. Si preleva una piccola
sostanza di sangue dalla paziente e, attraverso un processo di centrifugazione,
si ottiene una sostanza gelatinosa ricca di piastrine, leucociti e fattori di
crescita. Questo processo ha diverse applicazioni: è largamente usato in
odontoiatria, in medicina estetica per ridurre le rughe e il cedimento della
pelle, ma si usa anche per potenziare la crescita di capelli. Tra i vantaggi c’è
quello di minimizzare i rischi di reazione allergica. Di recente, anche la
modella e imprenditrice beauty Hailey Bieber ha ammesso di farne uso,
preferendolo al botox.
L'articolo Cos’è il Prf, il segreto di bellezza delle star da Hailey Bieber a
Elisabetta Canalis: come funziona il trattamento, quali sono i benefici e quali
i rischi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ormai si vedono un po’ ovunque: le maschere Led per il viso sono la nuova
ossessione di bellezza. Sono facili da riconoscere perché sembrano uscite da
Star Wars, emettono una sorta di luce rossa e hanno rapidamente invaso i social
media e le serie tv: compare anche in una scena di Emily In Paris. Ma la vera
domanda è: funzionano davvero? “Come tanti altri device cosmetici, queste
maschere imitano quelle utilizzate in ambito medico e fisioterapico per
stimolare i tessuti”, spiega a ilfattoquotidiano.it Mariuccia Bucci, Past
President Isplad e Dermatologo Plastico. “Sui social vengono presentate come
strumenti miracolosi che ringiovaniscono la pelle in poche settimane: possono
essere usate, ma riducendo le aspettative”.
COSA SONO E COME FUNZIONANO LE MASCHERE A LED PER IL VISO
Fino a poco tempo fa i trattamenti a luce Led si potevano effettuare solo dal
dermatologo o nei centri di medicina estetica: erano una terapia all’avanguardia
per le cicatrici, le infiammazioni e le rughe. “Led è un acronimo: sta per diodo
a emissione di luce. Viene emessa un’energia luminosa che però non sviluppa
calore – spiega l’esperta – Queste maschere usano la luce rossa e, in alcuni
casi, il vicino infrarosso perché agisce di più a livello cellulare: migliora la
microcircolazione, l’ossigenazione dei tessuti e alcuni processi metabolici
cellulari a livello dei mitocondri (le batterie energetiche delle cellule,
ndr)”.
Con l’esplosione dei beauty device da usare in casa, queste maschere sono
entrate nella routine di molte persone, non solo star o influencer (Kim
Kardashian e Victoria Beckham sono due grandi fan). I prezzi, però, non sono
proprio alla portata di tutti: parliamo di dispositivi da diverse centinaia di
euro. Una maschera Led senza fili di ultima generazione – più comoda da
indossare – può arrivare a costare anche più di 800 euro.
Prima di fare questo investimento, quindi, ci sono alcuni fattori da
considerare. Primo: non sono tutte uguali. Oltre alle famose maschere con luce
rossa, esistono quelle a luce blu, a verde o gialla, e hanno benefici diversi,
come spiega la dottoressa Bucci. “La rossa ha una lunghezza d’onda che varia tra
i 630 e 640 nanometri e viene utilizzata per supportare i processi coinvolti
nella produzione di collagene. Quella blu agisce sulle ghiandole sebacee e sui
batteri responsabili dell’acne, mentre la gialla migliora la luminosità. Infine
c’è la luce verde, che in teoria lavora sulle discromie”.
L'articolo Maschere a Led per il viso, funzionano davvero? Il parere degli
esperti riguardo l’ultima ossessione di bellezza virale sui social e su Netflix
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Niente paura: è tutto stramaledettamente in linea con le leggi sulla donazione
degli organi e sui codici etici. Ma ciononostante fa arricciare la pelle. Nel
cuore di Manhattan si sta superando infatti l’ennesima frontiera della medicicna
estetica: l’uso del grasso corporeo da donatore cadavere. Il grasso come un
qualsiasi altro tessuto o organo,viene infatti donato da pdonatori deceduti per
rinforzare liposuzioni andate a male o fianchi e curve non pù prominenti. Ma
attenzione, il grasso in questione deve essere sterilizzato, privato del DNA,
certificato come “eticamente sourced”. E sempre più richiesto. A New York il
prodotto più noto si chiama AlloClae, ed è diventato un oggetto di culto tra
donne magre, ex pazienti di Ozempic e celebrity minori in cerca di volumi
“naturali”. Naturali nel risultato, non certo nell’origine.Quelli del New York
Post hanno raccolto la storia di Stacey, 34 anni, professionista della finanza,
che racconta di aver speso quasi 45 mila dollari per ridisegnare fianchi e
glutei con grasso proveniente da un corpo donato alla scienza. “All’inizio
sembra inquietante”, ammette, “ma questo tipo di tessuto viene usato in medicina
da decenni. È regolamentato. È come riciclare”.
Il linguaggio è quello dell’economia circolare applicata al corpo umano. Il
grasso diventa una risorsa, un materiale biologico “off the shelf”, pronto
all’uso per chi non ne produce abbastanza o non vuole subire nuove liposuzioni.
Secondo i chirurghi che lo utilizzano, AlloClae funziona come un innesto
strutturale: non solo riempie, ma sostiene. È diverso dal grasso autologo,
spiegano, perché conserva una sorta di “impalcatura” tridimensionale che
garantisce forma e stabilità.
Il boom del grasso da donatore non è casuale. Arriva dopo l’esplosione dei
farmaci dimagranti, che hanno svuotato corpi e conti correnti. Dimagrire
velocemente significa spesso perdere volume dove non si vorrebbe: seno, glutei,
viso. E non tutte hanno abbastanza tessuto da “riciclare” da sole. “È una
soluzione per corpi impoveriti”, spiegano i medici. Anche per correggere vecchi
interventi estetici falliti, lasciando meno cicatrici e tempi di recupero quasi
nulli. Il prezzo, però, resta elitario: tra i 30 e i 50 mila dollari. Un lusso
biologico che alcune pazienti paragonano a una borsa Hermès: non necessario, ma
altamente simbolico.
Il punto più controverso resta l’origine del materiale. Non basta essere
donatori di organi: il grasso proviene da donazioni complete del corpo, con
criteri stringenti. Niente autopsie, niente patologie trasmissibili, consenso
esplicito. Le aziende parlano poco dei dettagli. I chirurghi rassicurano. Le
pazienti preferiscono non pensarci troppo. Dopo anni di filler sintetici,
siliconi e lifting estremi, la chirurgia estetica sembra ossessionata dall’idea
di naturalezza. Ma è una naturalezza costruita, filtrata, selezionata. Persino
“presa in prestito”. Il grasso dei morti, trasformato in promessa di autostima,
è il simbolo perfetto di questa fase: sostenibile a parole, costosa nei fatti,
rassicurante nel marketing, inquietante se ci si ferma a riflettere.
L'articolo “All’inizio sembra inquietante, ma è come riciclare”: prendere il
grasso corporeo dai cadaveri per rifarsi i glutei e le curve, l’ultima follia
della medicina estetica post Ozempic proviene da Il Fatto Quotidiano.