Chiara Cainelli è stata una delle concorrenti dell’edizione 2024-2025 del
“Grande Fratello”. Si è classificata al terzo posto, mentre a vincere è stata
Jessica Morlacchi. Sul settimanale Chi, l’ex gieffina ha spiegato di essersi
sottoposta ad una operazione chirurgica per rimuovere il doppio mento, un
complesso che l’ha accompagnata per gran parte della sua vita.
“Molto spesso dopo quel programma televisivo mi hanno paragonato a un maiale, mi
hanno chiamata Peppa Pig – ha affermato per questo doppio mento e
inevitabilmente mi hanno portato proprio farci caso e quasi a odiarlo. E quindi
hanno riportato proprio la mia attenzione su quel punto lì e mi sono sentita
molto spesso a disagio, molto spesso giudicata”.
E ancora: “Per assurdo magari anche se incontravo una persona per strada pensavo
mi stesse guardando lì e ridesse di me, nel senso che mi ero fatta queste
fisse”.
Nell’aprile dello scorso anno aveva dichiarato: “Peppa Pig? Secondo me non ci
assomiglio, io credo di assomigliare più a uno scoiattolo o un coniglietto, no?
C’hanno questi dentini che sono un po’ più sporgenti e quindi io credo di
assomigliare più a un castoro o uno scogliattolino, più che a Peppa Pig,
sinceramente. Quindi, ragazzi, potete darmi di tutti gli animali che volete. Oh,
a me piacciono gli animali, quindi non è mai un’offesa per me. Se volete
impegnarvi, impegnatevi di più se volete offendermi. Che poi, raga, non è che
non mi feriscano eh, io sono sensibile, queste cose mi colpiscono. Però,
fortunatamente, con gli anni ho saputo filtrarle quindi posso ironizzare su
queste cose qua. Anche perché sono molto consapevole della persona che sono e
dei miei difetti, quindi so che sono molto paffutella e quindi se mi date la
Peppa Pig, oh, raga, che vi devo dire? Va bene!”.
Ma le cose stavano diversamente. Tanto che oggi Cainelli ha serenamente
affrontato una operazione chirurgica alla luce del sole. dopo che in passato era
ricorda alle fiale di filler per allungare il mento: “Ma non era una soluzione
definitiva, soprattutto di profilo”.
L'articolo “Mi chiamano ‘Peppa Pig’, mi sono sentita a disagio. Per questo ho
deciso di rimuovere chirurgicamente il doppio mento”: lo rivela l’ex gieffina
Chiara Cainelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Chirurgia Estetica
L’ossessione per la chirurgia e per la medicina estetica ha travolto la Cina
negli ultimi anni. Vista la domanda crescente, soprattutto da parte di
giovanissimi, è nato un pericoloso sottobosco di cliniche dagli standard
discutibili e personale non qualificato che usa i social per promuovere i propri
servizi. Il governo ha deciso di mettere un freno, intensificando i controlli e
limitando le comunicazioni ingannevoli online o le pubblicità di interventi ad
alto rischio.
La medicina estetica è un settore in crescita un po’ ovunque, ma in Cina ha
conosciuto un boom particolare tra i millennial e la generazione Z, che
dispongono di una capacità di spesa maggiore delle generazioni precedenti. Ci
sono vari fattori culturali e sociali che pesano su queste scelte: in una
società altamente competitiva come quella cinese, l’aspetto fisico è una carta
in più da giocare per ottenere un lavoro prestigioso o un buon matrimonio.
Spesso sono proprio i genitori che, dopo gli esami, regalano ai figli interventi
e procedure per ritoccare il viso. In più, l’onnipresenza dei social, dei filtri
e delle immagini ritoccate ha normalizzato standard di bellezza irreali. Non
sono più solo influencer, personaggi pubblici o professionisti dello spettacolo
a ricorrere alla chirurgia estetica: sono studenti, a volte anche minorenni, e
giovani professionisti di qualsiasi settore. Si parla infatti di “visual
economy”, l’economia dell’aspetto fisico: un volto simmetrico e attraente non è
un lusso o un capriccio, ma un investimento sul futuro.
“L’aspetto più malsano della medicina estetica in Cina in questo momento è che
alcune cliniche di medicina estetica vogliono solo fare soldi, senza considerare
i problemi di salute”, ha detto al Washington Post il chirurgo plastico Lin
Ruiyu, sottolineando come dieci anni fa fosse il “Far West”. Come accade in
altre parti del mondo, l’impennarsi della domanda ha favorito la nascita di
cliniche clandestine e “scuole” che promettono di formare medici estetici e
chirurghi in una settimana. I risultati, purtroppo, sono ben noti: sui giornali
e sui social si moltiplicano le storie di interventi andati male. C’è chi
racconta di tessuto necrotico, chi ha subito infezioni o ha dovuto gestire
rigidità innaturali. Il governo cinese è passato al contrattacco con una serie
di resoconti sui rischi di ogni procedura – dalla richiestissima blefaroplastica
al Botox – e nuove norme, più severe.
Già nel 2021 l’Amministrazione statale per la regolamentazione sul mercato aveva
vietato gli annunci in ambito medico-estetico che promuovevano “ansia
sull’aspetto fisico”. Successivamente Pechino ha rafforzato i controlli sulla
formazione dei medici per garantire la sicurezza dei pazienti. Lo scorso maggio
sono state emanate nuove linee guida che richiedono alle piattaforme social di
regolamentare la pubblicità in ambito medico, rimuovendo gli annunci non
conformi. Il governo ha avviato anche una massiccia campagna di
sensibilizzazione rivolta ai più giovani (e ai loro genitori) sulle possibili
complicazioni e la possibilità di traumi psicologici.
Oltre alla sicurezza sanitaria, il governo di Pechino è preoccupato di
un’eccessiva “occidentalizzazione” nel rapporto con lo specchio: l’ossessione
per l’aspetto fisico è ben lontana dall’ideologia nazionale fatta di orgoglio,
sobrietà e duro lavoro. Ma potrebbe già essere troppo tardi. Secondo un’analisi
riportata dal Washington Post, la Cina è il secondo mercato per la medicina
estetica dopo gli Stati Uniti. Una stima che somma sia gli interventi di
chirurgia vera e propria, sia le iniezioni (come filler e Botox) sia liposuzioni
e interventi di rimodellamento. Per molti giovani cinesi è una chance di
successo, emancipazione e libertà: e una volta ottenuta, è difficile tornare
indietro.
L'articolo “Più controlli e stop alle pubblicità di interventi estetici, sono
diventati un’ossessione”: le misure del governo cinese dopo ilboom di
“ritocchini” tra Millennial e GenZ proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Il lifting? Fatelo alla faccia di chi critica”. Ospite di La Volta Buona, nel
salotto di Caterina Balivo, l’attrice francese Nathalie Guetta ha parlato
apertamente dei ritocchi estetici a cui si è sottoposta, rivendicando la scelta
senza imbarazzi né giustificazioni. “Ho 67 anni”, ha detto subito l’interprete
del personaggio di Natalina in Don Matteo e sorella del noto dj David Guetta.
Durante la conversazione, incentrata su longevità e rapporto con il tempo che
passa, Guetta ha spiegato di prendersi cura del proprio viso con costanza: “Mi
impegno tanto, faccio tanta ginnastica facciale”, ha raccontato. Poi la
conferma, netta: “Mi sono rifatta”. Alla sorpresa della conduttrice, l’attrice
ha risposto senza esitazioni: “Sì, sono rifatta, un mini-lifting. Non ho potuto
resistere”. E ha subito tagliato corto su ogni possibile morbosità: “Sì, ma non
parliamone per tre ore”. Quindi ha aggiunto, rivolta al pubblico: “Fatelo, alla
faccia di chi critica”, ha detto, invitando chi lo desidera a non farsi
condizionare dal giudizio altrui.
L'articolo “Faccio tanta ginnastica facciale ma ho fatto un mini-lifting. Fatelo
alla faccia di chi critica”: Nathalie Guetta senza filtri proviene da Il Fatto
Quotidiano.
C’era una volta, in un regno non troppo lontano, una giovane principessa —
chiamiamola Bella. Viveva serena, finché la solita strega invidiosa, quella
degli specchi magici e delle stories filtrate, non le sussurrò: “Specchio,
specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?”. Da quel momento
cominciò la trasformazione. Prima un filler innocente, poi un botox
“preventivo”, poi un ritocchino per “armonizzare” il profilo, uno per
“illuminare” lo sguardo, uno per “bilanciare” il terzo medio. E a forza di
perfezionare, aggiustare, lisciare, gonfiare e ritoccare, Bella iniziò a perdere
ciò che aveva sin dall’inizio: la sua unicità.
Il risultato? Non più principessa, ma una versione sempre più simile alla strega
stessa — non per cattiveria, ma per abuso di incantesimi estetici. Finché lo
specchio — quello vero, non quello dei filtri — non riuscì più a capire chi
avesse davanti.
La realtà, negli ultimi mesi, ha offerto esempi fin troppo calzanti. Il caso più
clamoroso è stato quello di Meg Ryan, attrice amatissima, icona romantica degli
anni ’90, che ai CFDA Awards è apparsa con un volto così trasformato da generare
un vero terremoto mediatico. Non uno di quei “ritocchini” di cui si mormora
sottovoce, ma un cambiamento così radicale da far domandare al pubblico se la
persona sul palco fosse davvero lei. I social sono esplosi: “non la riconosco”,
“cosa le è successo?”, “perché rovinare un volto così bello?”. Lungi dall’essere
semplice gossip, la reazione globale ha mostrato un fatto evidente: persino le
donne abituate a vivere sotto i riflettori, circondate dai migliori consulenti e
professionisti, possono cadere nel sortilegio della giovinezza a tutti i costi.
Meg Ryan non è una colpevole: è un simbolo involontario di una cultura che non
perdona il tempo e non tollera un volto che mostri esperienza.
E accanto a lei, un’altra storia ancora più drammatica: quella di Linda
Evangelista, una delle supermodelle più celebrate della storia, il volto che
poteva “non alzarsi dal letto per meno di 10.000 dollari”. Linda non è caduta
nel tradizionale “troppo botox”, ma in un incantesimo tecnologico promesso come
miracoloso: un trattamento di criolipolisi che avrebbe dovuto “rimodellare” e
ringiovanire alcune aree del corpo. Il risultato, invece, è stato una rara ma
devastante complicanza che ha provocato deformità permanenti, gonfiori duri,
asimmetrie e un’ombra di tristezza che le ha tolto per anni la voglia di
mostrarsi in pubblico. Lei stessa ha raccontato di essersi nascosta, di aver
vissuto nella vergogna, di non riconoscere più il proprio corpo. Una strega
moderna non per scelta, ma per destino estetico sfuggito di mano. La sua
testimonianza è più potente di qualsiasi fiaba: se è successo a lei, simbolo
planetario di bellezza controllata e professionale, allora nessuno è immune
dall’incantesimo sbagliato.
È proprio dopo queste storie, così forti e così umane, che entra in scena la
protagonista più inattesa del nostro racconto: Fiona, la moglie di Shrek. La sua
storia sembra comica, ma in realtà è la fiaba più educativa del repertorio.
Anche lei avrebbe potuto scegliere di restare una principessa impeccabile,
elegante, patinata, “da copertina”. Sarebbe bastato un bacio del vero amore per
riportarla al volto perfetto. Invece il bacio rompe la maledizione e lei rimane
orchessa per sempre. E la cosa straordinaria è che Fiona non la vive come una
tragedia, ma come una liberazione. Mentre nel nostro mondo reale c’è chi si
trasforma per allontanarsi da sé, Fiona abbraccia la sua natura e trova proprio
lì la felicità. In un universo dominato da filtri e aspirazioni impossibili,
sarebbe la prima a postare: “Io così. Per sempre. E sto benissimo.”
La morale è inevitabile: la medicina e la chirurgia estetica non devono creare
nuove principesse di plastica o streghe intrappolate nei propri specchi. Devono
preservare, valorizzare e mantenere l’armonia naturale. Per riuscirci servono
misura, competenza e un professionista capace di dire “stop” quando
l’incantesimo sta per convertire la fiaba in una maledizione. Perché alla fine —
ed è bene ricordarlo — quella che vive davvero felice e contenta… è Fiona. E non
ha mai avuto bisogno di un filtro.
L'articolo Davanti ai mille casi di chirurgia estetica oltre il limite, io penso
a Fiona di Shrek: l’esempio più educativo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ho provato la sensazione di essere sfigurata in modo permanente“. Una donna,
Victoria Nelson, ha denunciato la famosa estetista Sonya Dakar per averle
causato cicatrici sul volto. La notizia arriva da Tiktok, dove la Nelson ha reso
noto di aver intentato l’azione legale contro la Dakar al California Board of
Barbering and Cosmetology. Come dichiarato, l’obiettivo della donna è quello di
ottenere “la revoca permanente della licenza dell’estetista e delle sue
colleghe”. L’utente di Tiktok aveva giù condiviso la sua esperienza come cliente
dell’estetista di Beverly Hills, in California, in un video risalente allo
scorso 26 agosto. La Nelson frequentava il centro estetico della Dakar dal 2021.
La vittima ha raccontato di aver applicato una soluzione liquida su entrambe le
guance e sulla fronte, lamentando un forte bruciore mai avvertito in precedenza.
Dopo essersi sciacquata il viso, la Nelson ha notato le cicatrici sul volto.
“Dopo aver pubblicato il mio video è diventato chiaro che Sonya è solo una mela
marcia”, così si è sfogata la vittima sui social.
“SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG”
Victoria ha puntato il dito contro le estetiste e, in particolare, la pratica
del peeling facciale: “Più mi addentravo in questa situazione, più diventava
evidente che lei potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un problema più
grande all’interno di questo settore”. La Nelson ha specificato che la sua
azione legale ha l’obiettivo di di contribuire a una soluzione che porti
maggiore trasparenza in un settore in cui tante donne hanno riposto la loro
fiducia. Alla denuncia della ragazza ha fatto seguito una seconda azione legale
contro la Dakar. Il California Board of Barbering and Cosmetology e l’ufficio
del Procuratore Generale della California hanno presentato una denuncia contro
lo studio della nota estetista e contro la sua licenza. Il documento, esaminato
da People, ha svelato che la Dakar ha già una denuncia a suo carico. Nel 2008,
la donna ha aggredito un ispettore che stava facendo dei controlli nel suo
salone di bellezza.
LA LICENZA REVOCATA
Il sito People ha svelato alcuni dettagli riguardo l’estetista. Nel 2011 il
California Board of Barbering and Cosmetology aveva revocato la licenza alla
Dakar e aveva condannato la donna a 3 anni di libertà vigilata. Come si legge
nel documento, la causa personale intentata dalla Nelson “rivendica diritti per
frode, concorrenza sleale, pratiche commerciali illegali, esercizio abusivo
della professione medica, nonché danni punitivi per un importo superiore a 35
mila dollari”. Victoria è rimasta particolarmente amareggiata dalla Dakar anche
per il rapporto di amicizia creatosi tra le due. Nel 2019, la Nelson aveva
postato un tiktok parlando dell’estetista come “una famiglia” per lei. Sonya e
la Dakar hanno interrotto i rapporti dal 2023 e diversi dermatologi a cui si è
rivolta Victoria le hanno rivelato che l’estetista ha utilizzato prodotti medici
non indicati per trattamenti estetici.
> @victoria.nelson
>
>
>
> sorry, it’s a bit long but it’s long overdue. This is my story about how
> celebrity esthetician, Sonya Dakar burned, scarred and irreparably damaged my
> face. I’m perpetually consciously and subconsciously covering it up, but I’m
> not sure why I’m the one who feels ashamed and like I have to hide something
> in this situation. In an ideal world, this would’ve all been handled privately
> and professionally..but after doing everything in my power to take the “right”
> steps and handle things the “right” way through the proper channels,
> unfortunately, I have been left no other option but to publicly share about
> such an incredibly vulnerable experience. All I ask is that you please be
> kind, and please.. be safe ????
>
> ♬ original sound – Victoria Nelson
L'articolo “Altro che estetista di grido, mi ha sfigurata in modo permanente con
un peeling per il viso”: la denuncia contro Sonya Dakar è virale su TikTok
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sonja Lahtinen continua a far parlare di sé per le dimensioni del suo seno, sul
quale ha investito oltre 34.315 sterline per ottenere quelli che definisce i
suoi “biggest assets”: protesi da due litri (2900 cc). La modella finlandese ha
spesso scherzato sulle proporzioni del suo décolleté, affermando che sono così
imponenti da “poterci appoggiare una tazza di caffè sopra”. Il suo percorso
estetico si inserisce in un dibattito più ampio, soprattutto dopo che un’altra
donna, nota come colei che ha il seno più grande del Regno Unito, ha
recentemente chiesto un intervento di riduzione. Pur avendo espresso il
desiderio di aumentare ulteriormente il volume, Sonja ha spiegato di aver
rinunciato a causa dei potenziali rischi chirurgici.
Nonostante ciò, non ha alcuna timidezza nel mostrare il suo aspetto. In un post
su Instagram riemerso dal 2024, la modella appare raggiante sul portico di casa,
vestita con pantaloni neri e una maglia a maniche lunghe color neutro. I
follower hanno subito notato che aveva scelto di non indossare il reggiseno,
dettaglio che ha attirato numerosi commenti. Accanto alle immagini, Sonja aveva
scritto: “Fa meno freddo qui al nord, amo la primavera”.
Il post ha raccolto centinaia di reazioni. Tra i messaggi di apprezzamento, un
fan ha scritto: “Che sia inverno o primavera, Sonja splende”. Un altro ha
aggiunto: “Che bella che sei mia regina”. Un terzo ha commentato: “Sei
fantastica, wow”. C’è stato anche chi ha notato il suo sorriso raggiante: “Hai
proprio un bel volto e un sorriso straordinario“. Non sono mancati, però, alcuni
utenti che hanno definito “inappropriate” mostrarsi senza reggiseno nel
quartiere.
Nel tempo, Sonja ha parlato apertamente del suo ricorso alla chirurgia,
affermando che il suo unico rimpianto è non aver scelto sin da subito una taglia
così grande. Tuttavia, dopo complicazioni successive all’ultimo intervento, ha
ammesso che ulteriori aumenti sarebbero troppo rischiosi. Ha anche discusso
delle difficoltà legate al suo seno molto voluminoso, dichiarando: “Non riesco
più a dormire a pancia in giù, è una sofferenza, ed è anche molto complicato
trovare dei vestiti che riesca ad indossare bene senza apportare delle
modifiche”.
Interrogata sulle motivazioni che l’hanno spinta verso protesi così grandi,
Sonja ha raccontato di essere stata ispirata dalle icone “glam” delle riviste
maschili degli anni ’90. Come ha ricordato: “Ho sempre pensato ‘wow, anche io
vorrei essere bella come loro!‘. Questa idea di bellezza mi ha accompagnato
lungo tutti questi anni”.
L'articolo Spende 34.315 per rifarsi il seno: chi è Sonja Lahtinen, la modella
finlandese che non si vergogna a mostrare i suoi “big assets” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Anastasia Pokreshchuk, modella ucraina diventata famosa online per i suoi
interventi estremi di chirurgia estetica, ha sorpreso i follower pubblicando sui
social alcune foto del passato che mostrano il suo volto prima delle
trasformazioni. Le immagini hanno rapidamente attirato l’attenzione dei suoi
775.000 follower su Instagram, molti dei quali sono rimasti colpiti dal
contrasto tra il suo look attuale e quello di anni fa. La 36enne content creator
ha ammesso apertamente di essersi sempre vista “diversa” prima di ricorrere ai
filler che l’hanno resa nota, aggiungendo nelle didascalie: “A dire il vero,
molto diversa”.
Da oltre un decennio Anastasia si sottopone a procedure estetiche che hanno
contribuito a definire le sue caratteristiche più celebri: guance molto
pronunciate, labbra voluminose, mascella squadrata e mento affinato.
Nelle immagini condivise, la modella appare con i capelli tirati indietro, un
outfit semplice composto da jeans e una maglia larga, ben lontano dagli abiti
più audaci che sfoggia frequentemente oggi. Ha anche ricordato il periodo
precedente alle prime iniezioni, quando sfoggiava un sorriso naturale ammettendo
che a confronto le sue guance di ora le “fanno senso”.
Le fotografie hanno raccolto migliaia di like e un ampio dibattito nei commenti.
Molti utenti hanno detto di preferire il suo volto originario. Un commento
recita: “Eri molto bella senza iniezioni. Ad oggi, poche donne accettano loro
stesse. Sono molto dispiaciuta, ma tu dovresti trovare la tua bellezza nel modo
in cui sei”. Un altro ha scritto: “Eri davvero una bella donna prima dei
filler”. Un terzo ha aggiunto: “Anastasia, non vorrei criticarti in alcun modo,
ma eri bellissima senza interferenze. Apprezzati così come sei“.
Non sono mancati però apprezzamenti per il suo aspetto attuale. Tra i messaggi
più positivi, un utente ha dichiarato: “Sei sempre stata una bella persona, ma
ora sei diventata ancora più bella e luminosa. Un altro ha commentato: “Mi molto
come sei ora. Hai charme e sei incredibile”. Qualcuno ha aggiunto semplicemente:
“Mi piaci più ora”.
L'articolo La donna con le guance più grandi al mondo stupisce i suoi fan:
Anastasia Pokreshchuk pubblica una foto del suo volto prima della chirurgia
estetica proviene da Il Fatto Quotidiano.
I pericoli e i rischi di rivolgersi per qualsiasi tipo di intervento estetico
dovrebbero essere sempre eseguiti dai professionisti. Arriva da Arezzo la storia
della donna finita in coma dopo il trapianto di capelli. La segnalazione da
parte dei familiari della donna, 40 anni, che si è poi ripresa, ha portato
all’apertura di un’indagine: due persone sono state denunciate.
A indagare la Squadra mobile di Arezzo, che, coordinata dalla procura, ha
scoperto un’attività sanitaria abusiva all’interno di uno studio medico del
centro di Arezzo dove venivano eseguiti trapianti di capelli senza
autorizzazioni, senza requisiti igienico-sanitari adeguati e con personale privo
dell’abilitazione professionale.
Gli accertamenti sono partiti dopo la segnalazione dei familiari della
quarantenne, trovata in stato di incoscienza poche ore dopo aver subito
l’intervento, pubblicizzato come un semplice trattamento estetico. La donna è
stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Donato di Arezzo dove è stata
sottoposta a ripetute manovre di rianimazione e ricoverata in terapia intensiva
in coma farmacologico per due giorni.
La grave infezione sarebbe stata scatenata da una somministrazione impropria
dell’anestesia locale. La donna, ora fuori pericolo, ha raccontato agli
investigatori di essersi rivolta allo studio nella speranza di superare un
disagio personale e “non dover più ricorrere a parrucche ed extension”, convinta
di trovarsi in una struttura regolare.
Gli accertamenti hanno invece messo in luce un sistema illecito strutturato: a
eseguire gli interventi sarebbe stata una 40enne sudamericana, laureata in
medicina nel suo Paese ma con titolo non riconosciuto in Italia e non iscritta
all’Ordine. La donna operava in una stanza a lei dedicata, allestita nello
studio con postazioni e attrezzature chirurgiche sequestrate durante i
controlli. Le prestazioni venivano pagate in contanti per somme comprese tra
1.400 e 1.500 euro.
Secondo la polizia, il medico titolare dello studio, prossimo alla pensione, era
pienamente consapevole della mancanza di abilitazione della collaboratrice e
avrebbe tollerato l’attività, cercando inizialmente di assumersi da solo la
responsabilità dei fatti. I due indagati sono stati denunciati per esercizio
abusivo della professione medica e lesioni personali colpose gravissime, in
concorso. A entrambi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini
preliminari.
L'articolo Falsa chirurga esegue trapianti di capelli: donna finisce in coma ad
Arezzo proviene da Il Fatto Quotidiano.