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“Pressioni quando dissentivo, dicevano che turbavo il mercato”, l’ex sindaco di Visibilia teste nel processo a Daniela Santanchè
“Ero stufo di fare dissenting opinion, di essere l’unica pecora nera, sembrava fossi un folle”. È uno dei passaggi più significativi della deposizione di Gianfranco Vitulo, ex sindaco di Visibilia Editore spa, ascoltato come teste nel processo in corso a Milano per falso in bilancio a carico della ministra del Turismo Daniela Santanchè e di altri 15 imputati. Il procedimento riguarda i bilanci della società editoriale fondata dalla stessa Santanchè, relativi agli anni dal 2016 in poi. Vitulo, commercialista ed espressione dei soci di minoranza — in particolare di Paola Ferrari De Benedetti — ha fatto parte del collegio sindacale di Visibilia dal 2016 al 2018. In aula ha spiegato di aver espresso per due anni pareri contrari sui conti della società perché, a suo avviso, “i budget del piano industriale triennale non confermavano il valore dell’avviamento indicato in bilancio”. Una valutazione che, ha ribadito più volte, lo lasciava “perplesso”, dal momento che “la società era in perdita e non guadagnava” e “venivano inserite in bilancio le imposte anticipate in presenza di perdite”. Rispondendo alle domande dei pm Marina Gravina e Luigi Luzi, Vitulo ha raccontato di aver subito pressioni ogni volta che formalizzava una dissenting opinion: “Avevo forte pressione perché dicevano che turbavo il mercato”. Alla domanda su chi esercitasse tali pressioni, ha richiamato un verbale dell’agosto 2016 facendo riferimento all’attuale ministra. “Mi dicevano che le mie affermazioni erano di dubbia qualità perché potevano influire sulla quotazione”. E ancora: “Mi veniva detto che sarei stato responsabile delle fluttuazioni del titolo”. Davanti al presidente del collegio, Giuseppe Cernuto, il testimone ha però precisato: “A parte quel verbale non ci sono state altre situazioni di pressione”, sfumando poi ulteriormente quando sollecitato dalle difese a indicare episodi concreti e soggetti responsabili. Ha anche riferito di non aver trovato ascolto né all’interno del collegio sindacale né presso la società di revisione: “Ho fatto presente le mie perplessità anche alla società di revisione, ma non sono stato nemmeno preso in considerazione”. Gli altri sindaci, ha aggiunto, ritenevano che le sue fossero “perplessità infondate”. Nel 2019, nonostante le stesse criticità riscontrate negli anni precedenti, Vitulo ha dato parere favorevole al bilancio 2018. Una scelta spiegata così in aula: “Ero stufo di essere l’unica pecora nera”. Ha chiarito che aveva comunque predisposto una nuova dissenting opinion, poi trasformata — d’intesa con gli altri sindaci — in una nota inserita nella relazione al bilancio. In quel passaggio si richiamava l’attenzione sull’impairment test e sui rischi legati ai dati previsionali: “Il test si fonda su dati che potrebbero non essere confermati e la cui variazione potrebbe influenzare i risultati”. Da qui la raccomandazione di “un attento e continuo monitoraggio degli obiettivi del piano”, perché in futuro avrebbero potuto emergere “motivazioni tali da dover rettificare il valore dell’avviamento”. Vitulo ha infine spiegato che il suo isolamento derivava anche dal fatto che le anomalie da lui segnalate non erano state ritenute fondate né dal Tribunale di Milano – sezione imprese, in una causa del 2016 promossa dai soci di minoranza, né dalla Guardia di finanza. L’attuale inchiesta è nata solo anni dopo, da un esposto dei nuovi soci di minoranza guidati dal finanziere Giuseppe Zeno, oggi parte civile. Nella stessa udienza è stato sentito anche Eugenio Moschini, ex direttore della rivista Pc Professionale, appartenente al gruppo Visibilia. Moschini ha riferito di “decine di incontri” con Santanchè tra il 2019 e il 2020, “sette dei quali registrati”, in alcuni casi “eravamo solo io e lei”. Riunioni che, ha detto, “servivano per far quadrare i bilanci”: “La chiave era ridurre i costi e aumentare le entrate, ci veniva detto tipo: ‘dovete ridurvi lo stipendio del 10%, se no vi lascio a casa oppure fate più pubblicità’”. Le registrazioni, effettuate all’insaputa della ministra, non sono entrate nel processo sul falso in bilancio, ma erano già emerse in un altro procedimento per presunta truffa aggravata all’Inps sulla cassa integrazione Covid, attualmente sospeso in attesa della decisione della Corte costituzionale. Moschini ha raccontato anche di pressioni editoriali: “Mi chiedevano di pubblicare articoli che in realtà erano pubblicità occulte ed ero passibile di provvedimenti dell’Ordine dei giornalisti. Per questo ho iniziato a registrare”. Il processo proseguirà il 26 febbraio con l’audizione di altri testimoni dell’accusa. L'articolo “Pressioni quando dissentivo, dicevano che turbavo il mercato”, l’ex sindaco di Visibilia teste nel processo a Daniela Santanchè proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Falso in Bilancio
Daniela Santanchè
Visibilia
Olimpiadi Milano-Cortina, Santanché: “Ma perché tifare contro? Questa gente non so neanche se è italiana…” – Video
“Sono certa che faremo un’ottima figura, al di là di quelli che ce la stanno mettendo tutta con manifestazioni… Non so se sono italiani questi o cos’è che vogliono. Avremo l’Italia al centro del mondo, avremo capi di Stato e di governo, parteciperanno tutte le squadre del mondo in paesaggi, in strutture, in città, in paesi di montagna meravigliosi. Oggi perché bisogna tifare contro le Olimpiadi? Siamo tutti italiani, abbiamo tutti la maglia della Nazionale: tifiamo Italia”. Lo ha detto la ministra del Turismo, Daniela Santanché, a margine della presentazione del rapporto L’Europa dei grandi eventi associativi e corporate, alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Milano. “Questo è uno straordinario evento non soltanto sportivo, ma anche di promozione, che mette l’Italia nel centro del mondo. Fra pochi giorni a San Siro avremo miliardi di persone che si collegheranno… ma dov’è il nostro orgoglio italiano?” ha domandato la ministra. L'articolo Olimpiadi Milano-Cortina, Santanché: “Ma perché tifare contro? Questa gente non so neanche se è italiana…” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Daniela Santanchè
Olimpiadi Milano-Cortina 2026
“Ladra, dimettiti”. La ministra Santanché contestata all’apertura del forum sul turismo
“Grazie”. La ministra del turismo Daniela Santanché non fa in tempo a iniziare il discorso d’apertura del terzo forum internazionale del turismo a Milano che dalla platea si alza un contestatore. “Ladra, dimettiti” grida prima di essere allontanato dalla sala dalla polizia. “D’altra parte questa è la democrazia” commenta la ministra dal palco. L'articolo “Ladra, dimettiti”. La ministra Santanché contestata all’apertura del forum sul turismo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Turismo
Daniela Santanchè
I “sobri” auguri di Natale di Santanché con colbacco e stivali di pelliccia: “Li faccio a chi mi vuole bene e a chi mi vuole male” – Video
Se c’è un appuntamento natalizio immancabile è proprio quello che riguarda Daniela Santanché, che negli anni passati ci ha abituati a cene sfarzose con un mega centrotavola che non passa mai inosservato. Quest’anno la ministra del Turismo ha provato a essere un po’ più sobria, ma a giudicare dai commenti che accompagnano il suo video forse non ce l’ha fatta. Con colbacco e stivali impellicciati, sotto la neve (in una nota località sciistica?) Santanché ha augurato buon Natale “soprattutto ai lavoratori del settore turistico. Ma li faccio anche a chi mi vuole bene e a chi mi vuole male”. L'articolo I “sobri” auguri di Natale di Santanché con colbacco e stivali di pelliccia: “Li faccio a chi mi vuole bene e a chi mi vuole male” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Daniela Santanchè
Cortina, grana edilizia per mister Santanchè: la terrazza “vista Olimpiadi” del suo rifugio e abusiva e va demolita
Una grana edilizia si abbatte su El Camineto, il rifugio che si trova di fronte alle piste delle gare di sci alpino femminile delle Olimpiadi e della Coppa del Mondo. Si tratta del locale che da oltre un cinquantennio è un punto di riferimento dei vip, rilevato un paio d’anni fa da Flavio Briatore e da Dimitri Kunz, il compagno della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Briatore ha poi ceduto le proprie quote allo stesso Kunz e all’oligarca kazaco Andrey Toporov, proprietario di altri alberghi e ristoranti a Cortina. El Camineto è finito nelle polemiche pre-olimpiche perché rimarrà aperto durante le gare, a differenza di altri rifugi della zona, diventando anzi un punto privilegiato per cene e feste del comitato organizzatore costituito da Fondazione Milano Cortina 2026. Adesso il Comune interviene con il pugno di ferro e ordina al legale rappresentante della società “la demolizione della terrazza di nuova costruzione, posizionata a sbalzo rispetto al prato in pendenza sottostante e delle due strutture in legno riportanti dei camini in metallo sul tetto”. Mancherebbero, infatti, i permessi e le autorizzazioni. In questo modo entro 60 giorni dovrà essere ripristinato lo stato dei luoghi, anche se gli imprenditori della ristorazione potranno presentare un “accertamento di compatibilità paesaggistica per le opere che risultano sanabili”. La decisione è firmata dal geometra Roland Garramone, responsabile del servizio di edilizia privata, ed è nata da una segnalazione del nucleo dei carabinieri forestali di Cortina, datata 18 dicembre 2025. La violazione urbanistico-edilizia e paesaggistica viene così descritta: “Si tratta di una ulteriore struttura rispetto alla terrazza esterna originaria, di fronte a questa, collegata con una scala metallica. La struttura di nuova costruzione, posizionata a sbalzo rispetto al prato in pendenza sottostante, chiusa ai lati da paratie trasparenti, risulta essere arredata da diversi tavoli e stufe aeree per esterno a fungo”. Inoltre “è stato accertato che la terrazza esterna originaria è stata chiusa nella parte superiore mediante tende parasole”, mentre “sul lato nord-est della struttura, sono state riscontrate due strutture in legno riportanti dei camini in metallo sul tetto”. Banalmente, El Camineto si è allargato. Ha presentato una richiesta di autorizzazione paesaggistica per l’“occupazione temporanea di suolo privato mediante l’installazione di un terrazzo semplicemente ancorato al suolo per un periodo superiore a 120 giorni e non superiore a 180 giorni”. L’istanza, secondo i tecnici comunali, non risulta inoltrata allo Sportello unico per le attività produttive del Comune, inoltre il superamento dei quattro mesi di occupazione rende necessaria l’autorizzazione paesaggistica che risulta invece mancante. Se il Comune attesta che l’installazione di tende parasole a copertura della terrazza del rifugio è eseguibile “in regime di edilizia libera e senza necessità dell’autorizzazione paesaggistica”, sanziona invece le altre parti dell’intervento, perché “risultano sprovviste di autorizzazione”. El Camineto si trova a Rumerlo, in una posizione che consente di vedere l’arrivo delle gare che si svolgono sulla storica pista Olimpia, ai piedi delle Tofane. Proprio in vista dell’appuntamento di febbraio-marzo è stato realizzato un nuovo spazio all’aperto, che ha attirato l’attenzione dei carabinieri, con conseguente segnalazione al Comune. È la terza grana edilizia che si abbatte su locali cortinesi. A ridosso del ponte dell’Immacolata il Comune aveva bloccato l’inaugurazione del nuovissimo Chalet Franz Kraler – Club Moritzino, per supposta incompletezza dei lavori. Negata l’agibilità e l’attività di ristorazione. I proprietari avevano però ottenuto che l’operatività dell’ordinanza comunale fosse sospesa – grazie a un ricorso ante causam – in attesa di una decisione del Tar del Veneto. In questo modo lo chalet aveva tenuto l’inaugurazione, anche se con una festa privata. Qualche giorno fa il Comune è intervenuto su una terrazza panoramica realizzata al rifugio Scoiattoli, che si trova nel paradiso naturale delle Cinque Torri. Anche in quel caso, ritenendo l’opera abusiva, ha ordinato la demolizione. L'articolo Cortina, grana edilizia per mister Santanchè: la terrazza “vista Olimpiadi” del suo rifugio e abusiva e va demolita proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Cortina
Daniela Santanchè
Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Santanchè presenta la ‘Venere’ in carne e ossa: “Servono offerte turistiche sempre più sexy. Chi l’ha scelta? Casting al ministero”
Daniela Santanchè, ministra del turismo del governo Meloni, ha presentato la “versione umana” della Venere di Botticelli, protagonista della campagna ‘Open to meraviglia’. Doveva farlo attraverso una breve intervista introduttiva, che causa un ritardo dell’intervistatrice, è diventato un monologo, dove la Ministra ha fatto un resoconto dell’anno turistico in Italia. “Noi siamo l’Italia degli 8000 campanili”. E ancora: “Il turismo non è né di destra né di sinistra”. Obiettivo “turismo in Italia 12 mesi l’anno perché” spiega Santanchè “noi italiani abbiamo una fortuna: non ci manca niente”. Non manca un’altra frase fatta come “c’è tantissima voglia di Italia nel mondo”. E aggiunge: “Noi dobbiamo aver una capacità di essere sempre più attrattivi con offerte turistiche che devono essere sempre più sexy”. Poi arriva Francesca Faccini, la ‘Venere’ in carne ed ossa. Lo scopo della giovane attrice è quella di dare visibilità ai luoghi turistici meno noti del Paese. Ma come è stata scelta la ragazza? “Io non ho partecipato, hanno fatto un casting al ministero e io devo ringraziare IG Italia e penso che la Venere l’abbiano scelta loro” spiega Santanchè. “No, non l’abbiamo scelta noi, l’ha scelta il ministero” afferma Pierluigi Pataleoni di IG Italia. “Noi abbiamo scelto le prime venti dopo una selezione di circa trecento ragazze”. Ma poi aggiunge: “Siamo arrivati a un casting finale di 50 persone, per arrivare fino a 10, ne sono rimaste 5 e poi Francesca è quella che è stata scelta”. L'articolo Santanchè presenta la ‘Venere’ in carne e ossa: “Servono offerte turistiche sempre più sexy. Chi l’ha scelta? Casting al ministero” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Turismo
Daniela Santanchè
Compravendita della villa di Alberoni, chiesta l’archiviazione dell’inchiesta dai pm di Milano
Nessuna evidenza e nessun reato. La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione dell’indagine con al centro la compravendita della villa in Versilia di Francesco Alberoni, acquistata da Dimitri Kunz D’Asburgo, compagno di Daniela Santanchè, e da Laura De Cicco, moglie del Presidente del Senato Ignazio La Russa per 2,45 milioni e rivenduta a gennaio 2023, in meno di un’ora dal rogito, all’imprenditore Antonio Rapisarda per 3,45 milioni. L’inchiesta, in cui è indagato solo Rapisarda, è coordinata dai pm Matina Gravina e Luigi Luzi, del pool guidato dall’aggiunto Roberto Pellicano, ed è stata aperta in seguito a una Sos, ossia una segnalazione di operazione sospetta dell’Antiriciclaggio di Bankitalia per via del maxi affare che ha fruttato un milione di euro. Una vicenda su cui il nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza ha effettuato accertamenti su una serie di ipotesi, tra cui il riciclaggio e il finanziamento illecito ai partiti, a cui non sono stati trovati i riscontri. Secondo la ricostruzione, la villa di Forte dei Marmi appartenuta al sociologo scomparso nell’estate 2023, è stata acquistata da Kunz e Laura De Cicco, con un preliminare di vendita del 22 luglio 2022, per 2 milioni e 450 mila euro, cifra ritenuta congrua per un immobile di 350 metri quadrati su tre livelli con giardino e piscina e che necessitava di lavori di manutenzione. Ma il gennaio successivo, il compagno della ministra del Turismo e la moglie della seconda carica più alta dello Stato hanno rivenduto l’immobile in meno di un’ora all’imprenditore Antonio Rapisarda per 3 milioni e 450 mila euro. Una plusvalenza di un milione in pochissimo tempo su cui si sono focalizzate le indagini che hanno portato ad appurare che il denaro è stato usato per scopi personali. Indagini che non hanno restituito alcuna evidenza tale da poter essere inquadrata in un reato. Per questo è stata proposta l’archiviazione dai due pm che si stanno occupando del ‘pacchetto’ di procedimenti che riguardano Daniela Santanchè. La senatrice, in merito a Visibilia, è tra gli imputati per falso in bilancio e per truffa aggravata per la vicenda della Cassa integrazione a zero ore chiesta e ottenuta durante il Covid. Mentre si sta attendendo il deposito della relazione del curatore che riguarda il fallimento di Bioera. L'articolo Compravendita della villa di Alberoni, chiesta l’archiviazione dell’inchiesta dai pm di Milano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Procura di Milano
Ignazio La Russa
Daniela Santanchè
Santanché: “Il ristorante del mio compagno unico aperto durante Milano-Cortina? È uno svantaggio. Perdita di tempo rispondere a queste domande”
“Non è un vantaggio, ma uno svantaggio dover rimanere aperti in un periodo in cui sappiamo che proprio quella zona sarà solo per la famiglia olimpica”. Alla domanda del Fattto.it sul perché il ristorante “El Camineto” di cui è socio il suo compagno Dimitri Kunz potrà rimanere aperto mentre gli altri no, la ministra del turismo Daniela Santanché prova a schermirsi. “Non credo che il ministro del Turismo debba rispondere a questa domanda perché non sono così informata” inizia a rispondere, per poi dichiarare che secondo “quello che ho capito parlando in famiglia è che non è un vantaggio perché ci saranno delle convenzioni a prezzi diversi rispetto a quelli che fa il Caminetto”. Eppure rispetto ad altri rifugi, che dovranno chiudere per mancanza di sciatori da metà gennaio a metà marzo, l’esercizio di lusso potrà rimanere aperto. Ma per la ministra del turismo, rispondere a questa domanda, rappresenta una “perdita di tempo”. L'articolo Santanché: “Il ristorante del mio compagno unico aperto durante Milano-Cortina? È uno svantaggio. Perdita di tempo rispondere a queste domande” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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