A Trieste un uomo è stato denunciato dalla polizia per aver chiuso due cani e un
gatto all’interno del bagno del suo appartamento per due settimane. Secondo
quanto riportato da Trieste News, l’episodio si è verificato lo scorso 14
gennaio. A lanciare l’allarme sono stati i vicini di casa del giovane
proprietario, che hanno avvisato la polizia dopo aver udito per giorni i lamenti
degli animali domestici.
Gli agenti hanno segnalato di aver trovato all’interno dell’appartamento,
situato in viale Campi Elisi, una situazione di degrado e di scarse condizioni
igienico sanitarie.
La polizia ha aperto la porta del bagno e ha liberato i cuccioli, apparsi
denutriti e disidratati. L’inquilino è stato identificato dagli agenti. L’uomo
ha dichiarato alla polizia di aver ricevuto gli animali da una coppia di amici e
di aver chiuso i due cani e il gatto nel bagno a causa di un impegno fuori
città.
I cuccioli sono stati trasferiti al canile sanitario del Comune di Trieste, dove
hanno ricevuto cure.
L'articolo Chiude gli animali domestici nel bagno di casa sua: la polizia
denuncia l’uomo e salva i cuccioli dal degrado proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Gatti
Vendono un gatto online per 30 euro su una piattaforma di seconda mano che vieta
la compravendita di animali. Albert, uno splendido esemplare felino bianco e
nero, era stato piazzato un mese fa con foto e didascalia su Vinted, sito
seguitissimo di compravendita di oggetti usati. Albert è stato “quotato” 30
sterline (34 euro circa), anche se vendere animali su Vinted è totalmente
vietato. A scorgere l’annuncio è stata Abi Left, la fondatrice di Left Paw Cat
Rescue, un’organizzazione inglese che recupera gatti randagi, abbandonati o in
brutte condizioni di salute.
È stata lei a contattare la venditrice e poi a recarsi di persona a ritirare
“l’acquisto”. La donna ha raccontato che la proprietaria non vedeva l’ora di
liberarsi del gatto e che molte persone l’avevano criticata per aver venduto
online il micio. A stretto giro di denuncia è arrivata la marcia indietro di
Vinted: “Non tolleriamo assolutamente questo tipo di comportamento. Vinted non è
un luogo per la vendita di animali, come stabilito nelle nostre regole”. “Quella
donna non aveva dato alcun reale valore alla vita del gatto”, ha spiegato la
Left. “Ora Albert è al sicuro, sappiamo che è nelle mani giuste e che non è
finito accidentalmente nelle mani sbagliate”, ha poi chiosato. La Left ha poi
aggiornato a gennaio le condizioni del micio affermando che è diventato tutt’uno
con la nuova proprietaria, che si fa finalmente accarezzare e tenere in braccio.
L'articolo Il gatto Albert messo in vendita su Vinted a 35 euro, una donna vede
l’annuncio e salva il micio: “La proprietaria non aveva dato alcun reale valore
alla vita” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo undici anni insieme, una donna ha deciso di sbarazzarsi della sua gatta. La
proprietaria di Pumpkin, il nome del micio, si è recata presso un centro
veterinario chiedendo che l’animale domestico venisse soppresso. Non perché
fosse malata o soffrisse, ma perché la signora non voleva più tenere la gattina
con sé. “Non sono più una persona da gatto”, ha dichiarato la donna. Dagli esami
è emerso che Pumpkin, nonostante l’età, è una gatta in salute, vigile e felice.
+
Il veterinario, dunque, ha rifiutato di praticare l’eutanasia al tenero micio.
Invece di assecondare la richiesta della proprietaria, il centro medico si è
fatto carico della gatta, accogliendola nella struttura. Lo staff ha segnalato
la situazione di Pumpkin all’Hard Knox Rescue, un’organizzazione che si occupa
degli animali randagi della contea di Orange, in California. Dall’ente sono
arrivate notizie negative.
Il rifugio, infatti, aveva terminato i posti disponibili e non aveva possibilità
di ospitare il micio. Il veterinario ha deciso di farsi carico di Pumpkin,
prendendosi cura del gatto nell’ambulatorio.
La gatta è rimasta in clinica per circa tre mesi. Durante questo periodo, lo
staff medico l’ha curata, asportandole anche una cisti sulla schiena e
rinnovandole i cicli vaccinali scaduti. Pumpkin è stata poi affidata a una
famiglia che le ha assicurato un’ampia camera e la compagnia di un atro micio,
come documentato con un video su Instagram.
L’introduzione della gatta nella nuova casa è stata graduale, dato che il micio
era abituato a vivere nella stessa abitazione da 11 anni. I volontari dell’Hard
Knox Rescue hanno reso nota la storia di Pumpkin per sensibilizzare sul tema
dell’abbandono degli animali.
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L'articolo “Dopo 11 anni non sono più una persona da gatto, potete
sopprimerlo?”: la richiesta shock di una donna a una clinica veterinaria
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Otto gatti trovati morti in appena due giorni, all’interno e nei dintorni di
Civita di Bagnoregio. È una scia di sangue che allarma e indigna l’intera
comunità del borgo in provincia di Viterbo, dove è scattata la caccia a un
presunto avvelenatore seriale che avrebbe preso di mira i felini accuditi dagli
abitanti e diventati, nel tempo, una vera attrazione per i visitatori.
I mici di Civita non sono animali randagi qualunque: da anni vengono curati e
protetti dalla popolazione e sono parte integrante dell’identità del paese,
tanto da essere protagonisti di una pagina Facebook dedicata esclusivamente a
loro. La loro presenza accompagna quotidianamente residenti e turisti che
raggiungono la celebre “città che muore”, uno dei luoghi più visitati del Lazio.
Negli ultimi giorni, però, qualcosa è cambiato. Otto gatti sono stati rinvenuti
senza vita e, secondo le prime informazioni, la causa più probabile è appunto
l’avvelenamento. Un’ipotesi che ha spinto il Comune a muoversi immediatamente e
a lanciare un appello pubblico.
A intervenire è stato il sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che nella
mattinata di oggi ha affidato ai social un messaggio duro: “Non pubblico foto
perché non è il caso, ma quanto accaduto all’interno di Civita è grave, molto
grave”, ha scritto il primo cittadino. “L’avvelenamento di diversi gatti non è
solo un gesto ignobile: è un fatto gravissimo, di una cattiveria inaccettabile e
che ha tutti i contorni di un atto criminale”. Profili ha sottolineato come
l’episodio non colpisca soltanto gli animali, ma l’intera comunità: “Chi ha
compiuto questo gesto ha colpito esseri indifesi e ha ferito l’intera comunità.
Civita non è e non sarà mai un luogo dove la violenza e la crudeltà possono
trovare spazio”, ha aggiunto.
Il sindaco ha quindi annunciato l’avvio di tutti gli accertamenti necessari:
“Come sindaco condanno con la massima fermezza quanto accaduto. Faremo tutti gli
accertamenti del caso, informando le autorità competenti, affinché venga fatta
piena luce sui fatti e i responsabili siano individuati”, ha spiegato,
rivolgendosi poi direttamente ai cittadini: “Chiedo a chiunque abbia visto o
sappia qualcosa di segnalarlo immediatamente”. Nel suo appello, Profili ha
ribadito il valore simbolico della tutela degli animali per il paese: “Difendere
gli animali significa difendere i valori fondamentali della nostra comunità”, ha
concluso.
L'articolo “È una cattiveria inaccettabile, chi ha visto o sa qualcosa lo dica
immediatamente”: otto gatti morti in due giorni, è caccia all’avvelenatore
seriale che sta uccidendo i felini simbolo di Civita di Bagnoregio proviene da
Il Fatto Quotidiano.
“Si udivano i latrati degli animali (verosimilmente cani) presenti all’interno
di entrambi gli appartamenti, animali che si dimenavano graffiando le porte
d’ingresso”. Questa è solo una parte del verbale redatto dall’ASL e dalla
polizia locale che si sono recati nuovamente in un appartamento segnalato, da
diversi condomini, a Santo Stefano Magra (La Spezia). Le prime denunce sono
partite però già nel 2024, lo riporta La Nazione.
La situazione non poteva prevedere un trasferimento degli animali. Così le forze
dell’ordine hanno redatto un “verbale di blocco”: il proprietario poteva tenere
con sé i suoi ventuno cani, sei gatti e uccelli “con l’impegno di procedere a
una graduale cessione per farli vivere in ambiente compatibile alla loro
natura“.
Nessun miglioramento nei mesi successivi, anzi le segnalazioni dei vicini di
casa si sono moltiplicate. Da qui il cambio di passo.
Il 16 dicembre l’ordinanza: “I proprietari devono pulire e igienizzare i locali,
eseguire tutte le operazioni di sanificazione e ripristino delle condizioni
igienico-sanitarie dei locali eliminando ogni fonte di pericolo per la salute
pubblica. Ai fini di ottemperare all’ordinanza, ove occorra, si provveda
all’immediata collocazione in altri siti compatibili alla loro natura, degli
animali ancora eventualmente presenti. Decorso inutilmente il termine, il Comune
di Santo Stefano di Magra procederà d’ufficio all’esecuzione delle attività”.
È l’ultimo atto nei confronti dei proprietari dell’appartamento ormai
attenzionato dal Comune.
L'articolo “Escrementi sul pavimento, odore nauseabondo, latrati e graffi sulla
porta”: ventuno cani, sei gatti e uccelli rinchiusi in un appartamento proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Una lavatrice caricata distrattamente è quasi costata la vita a un gatto. I
protagonisti della storia sono una signora di Induno Olona, nel varesotto, e il
suo micio Anacleto. Come raccontato a Varesenews, la sera della Vigilia la donna
stava badando ai fornelli e alla tavola da imbandire. Tra le faccende da
sbrigare c’era un’ultima lavatrice prima dell’arrivo degli ospiti. La
proprietaria del micio ha infilato nel cestello i vestiti da lavare, senza
notare che nella lavatrice c’era il suo gatto Anacleto. La donna si è accorta
dell’assenza dell’animale in serata: “Verso sera cerco il mio adorato gatto per
somministrargli delle goccine. Non lo trovo da nessuna parte. Mi si apre un
flash e apro l’oblò della lavatrice e vedo la coda“.
La signora ha subito interrotto il lavaggio e ha aperto il cestello per mettere
in salvo Anacleto. La donna ha chiamato il veterinario, il dottor Mario Motta,
che le ha consigliato di far salire la temperatura del gatto. Dopo la
conversazione telefonica, l’uomo si è recato sul posto nonostante alcuni
problemi di salute: “Stavo male, ma questo lavoro prevede qualche sacrificio
durante le feste, così sono andato”.
LE CONDIZIONI DI ANACLETO
Al suo arrivo, il dottor Motta ha stretto Anacleto tra alcune bottiglie riempite
con dell’acqua calda. Al gatto sono stati somministrati antibiotici e del
cortisone. All’animale è stata applicata una flebo e già nella notte di Natale
la sua temperatura si era alzata. A Santo Stefano la lieta notizia: “Anacleto ha
iniziato di nuovo a mangiare”. Il veterinario ha raccontato di essere
intervenuto più volte per salvare i gatti “centrifugati” in lavatrice: “Non
sempre la cosa si è risolta in maniera positiva, specialmente se il programma di
lavaggio prevede alte temperature”. Il dottor Motta ha dichiarato anche che
spesso i gatti si infilano nella lavatrice perché sono curiosi e restano dentro
il cestello a dormire. L’intervento tempestivo del veterinario e la magia del
Natale hanno aiutato Anacleto, che ora può contare “solo” su sei vite.
L'articolo Il gatto Anacleto finisce nella lavatrice, la padrona se ne accorge
solo dopo il lavaggio. Il veterinario che lo ha salvato: “Stavo male, ma non
potevo non andare” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Hanno conquistato i social con le loro piccole orecchie piegate o la pelle nuda
e vellutata, sono diventati simboli di stile e status, spesso esibiti anche da
celebrità internazionali. Ma dietro l’immagine tenera e fotogenica di alcuni
gatti di razza si nasconde una realtà fatta di dolore, fragilità fisica e
malattie croniche. È partendo da questa consapevolezza che l’Olanda ha deciso di
intervenire in modo drastico, mettendo al bando due delle razze feline più
popolari: Scottish Fold e Sphynx. Dal 1° gennaio, nei Paesi Bassi sarà vietato
non solo allevare – cosa già proibita da tempo – ma anche acquistare e quindi
possedere gatti appartenenti a queste razze. Il provvedimento, pubblicato a fine
ottobre sulla Gazzetta ufficiale olandese, nasce dall’esigenza di chiudere una
falla normativa che permetteva comunque di aggirare il divieto, acquistando
animali online o all’estero e importandoli nel Paese.
La legge non ha valore retroattivo: chi possiede già uno Scottish Fold o uno
Sphynx potrà continuare a tenerlo, ma sarà obbligato a microchippare l’animale e
a registrarlo ufficialmente. Un passaggio che equivale, di fatto, a dichiararne
il possesso. Chi viola le nuove regole rischia una multa. Le autorità olandesi
scoraggiano inoltre la partecipazione di questi gatti a concorsi e competizioni
basate sull’aspetto estetico. Nel testo del divieto si legge che “i gusti degli
esseri umani in fatto di razze non dovrebbero prevalere sulla sofferenza
permanente degli animali”. “Per me il benessere degli animali è una priorità”,
ha dichiarato il sottosegretario Jean Rummenie. “Non è giusto che gli animali
soffrano inutilmente a causa delle loro caratteristiche fisiche”. Una posizione
condivisa dall’associazione nazionale dei veterinari olandesi, la KNMvD, che ha
accolto la misura come “un passo importante per ridurre l’allevamento e la
detenzione di animali con caratteristiche fisiche dannose”. Nella nota si
sottolinea anche il ruolo dei veterinari “nel riconoscere, registrare e
discutere questi problemi con i proprietari”.
Le motivazioni sanitarie alla base del divieto sono dettagliate e documentate.
Gli Scottish Fold, riconoscibili per le orecchie piegate in avanti, sono
portatori di una mutazione genetica che colpisce cartilagini e ossa: questa
anomalia può causare ossa che crescono in modo eccessivo e si fondono,
provocando dolore anche al semplice contatto. Tra i problemi segnalati figurano
narici più strette del normale, talvolta ridotte a una fessura, unghie che
tendono a incarnirsi nei polpastrelli e una predisposizione a patologie come il
fegato policistico e malformazioni di cuore, fegato e diaframma.
Per gli Sphynx, selezionati per l’assenza di pelo, il decreto è altrettanto
esplicito: “L’alopecia nei gatti Sphynx è stata coltivata tramite selezione da
un gatto canadese senza pelo nato nel 1966″, si legge nel testo, che precisa
come questa caratteristica derivi da “una mutazione in un gene autosomico
recessivo”. L’assenza di pelo funzionale espone questi gatti a scottature solari
e a un rischio maggiore di tumori della pelle. La mancanza di pelo nei condotti
uditivi favorisce l’accumulo di sporco e aumenta la probabilità di infezioni
alle orecchie. I cuccioli, inoltre, hanno difficoltà significative nella
regolazione della temperatura corporea e sono più vulnerabili alle infezioni
respiratorie. Anche negli adulti la termoregolazione resta problematica, perché
disperdono più calore rispetto ai gatti con il pelo. A questo si aggiunge
l’assenza o la riduzione di baffi e vibrisse, elementi fondamentali per la
percezione sensoriale felina.
Il caso olandese si inserisce in un dibattito più ampio sul cosiddetto
“maltrattamento genetico”, che riguarda non solo i gatti ma anche molte razze
canine selezionate per tratti estremi. In Italia il tema era stato sollevato già
due anni fa da Save The Dogs, con un appello dedicato agli animali brachicefali,
allevati per avere musi schiacciati e crani tondeggianti a discapito della
salute. Oltre all’Olanda, anche la Norvegia ha introdotto norme simili, mentre
alcuni Stati australiani stanno seguendo la stessa direzione. “La scelta del
governo olandese di vietare la vendita di due razze brachicefale di gatti è una
decisione molto apprezzabile”, commenta Ermanno Giudici, scrittore e creatore
del blog “Il patto tradito”. “Vietare il commercio degli animali brachicefali
significa vietare la sofferenza imposta esclusivamente per ragioni estetiche,
riconoscendo a questi animali il diritto di vivere e respirare normalmente”.
Giudici ricorda come il mondo veterinario e le associazioni per la tutela degli
animali chiedano da tempo campagne informative per far comprendere “quanta
sofferenza nascondano quei musetti che tanto piacciono”. Li definisce, senza
mezzi termini, “belli da morire”.
L'articolo “Dal 1 gennaio è vietato avere un gatto Scottish Fold e Sphynx, non
sapete quanta sofferenza nascondano quei musetti”: l’annuncio del governo
olandese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Perché i gatti miagolano più spesso ai proprietari uomini che alle donne? A
questo semplice quesito ha provato a dare una risposta una ricerca di un team
dell’Università di Ankara, in Turchia, pubblicata su Ethology. La ricerca si
basa su filmati registrati da 31 proprietari di gatti. Ogni partecipante ha
registrato le reazioni dei propri amici felini al ritorno a casa, con l’invito a
comportarsi il più normalmente possibile. La risposta è sorprendente: i gatti
stravedono per i proprietari maschi “probabilmente perché gli uomini tendono a
essere più distaccati quando si tratta di dare attenzione ai propri animali
domestici”. Insomma un atteggiamento che metterebbe d’accordo molte donne, ma
anche uomini.
Secondo quanto riportato dal New York Times, i proprietari maschi hanno ricevuto
in media 4,3 vocalizzazioni (miagolii o fusa) durante i primi 100 secondi
dall’ingresso, rispetto a una media di 1,8 vocalizzazioni per le proprietarie
femmine. Si tratta di una differenza sostanziale, che non è stata influenzata
dall’età, dal sesso o dalla razza del gatto.
“I nostri risultati hanno mostrato che i gatti vocalizzavano più frequentemente
verso i loro padroni maschi, mentre nessun altro fattore demografico ha avuto un
effetto evidente sulla frequenza o sulla durata dei saluti”, hanno scritto i
ricercatori.
I documenti hanno riassunto un totale di 22 diversi tipi di comportamento, tra
cui lo sbadiglio (spesso un segno di stress nei gatti) e i comportamenti legati
al cibo (come dirigersi verso la ciotola del cibo). Le vocalizzazioni erano gli
unici comportamenti che cambiavano in base al sesso dei proprietari.
Due gruppi di comportamenti si verificavano solitamente contemporaneamente:
comportamenti sociali (come i gatti che alzavano la coda e si strofinavano
contro i proprietari) e comportamenti di spostamento (i gatti che scuotevano il
corpo e si grattavano). I ricercatori affermano che “questa è la prova dei
molteplici segnali che i gatti possono inviare quando salutano qualcuno”.
Le vocalizzazioni non erano strettamente correlate a nessuno dei due gruppi di
comportamenti, il che “suggerisce che si tratta di qualcosa che i gatti
gestiscono in modo indipendente e non necessariamente correlato ad altri aspetti
di questo studio, come il desiderio di cibo o la mancanza del proprietario”.
I ricercatori hanno formulato alcune ipotesi: “Le donne tendevano a prestare
maggiore attenzione ai gatti, erano generalmente più abili nel valutare le
emozioni dei gatti ed erano anche più propense a imitarne le vocalizzazioni. È
quindi possibile che i proprietari maschi necessitino di vocalizzazioni più
esplicite per notare e rispondere ai bisogni dei loro gatti, il che a sua volta
rafforza la tendenza dei gatti a usare comportamenti vocali più diretti e
frequenti per attirare la loro attenzione”.
L'articolo Perché i gatti sono più attratti dai padroni maschi? Il motivo è
semplice e metterebbe d’accordo molte donne proviene da Il Fatto Quotidiano.