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Ordigno esploso davanti a una scuola ebraica di Amsterdam. Un movimento islamico rivendica. Il governo: “Attacco vile”
Nella prime ore di questa mattina, 14 marzo, un ordigno è esploso davanti a una scuola ebraica ad Amsterdam. Già ieri la polizia aveva arrestato quattro uomini con l’accusa di aver innescato una esplosione di fronte a una sinagoga di Rotterdam. È stato il municipio della città a denunciare il vile attacco, spiegando che l’esplosione è avvenuta contro il muro esterno della scuola, nel quartiere Buitenveldert della capitale olandese e ha causato solo danni limitati. L’attentato è stato presto rivendicato dal Movimento islamico dei Compagni di destra, Ashab Al Yamim, con un video pubblicato che sembrerebbe riprendere l’esplosione di un ordigno incendiario, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Il gruppo, di nuova formazione, aveva già rivendicato diversi attacchi di matrice antisemita in Belgio, Olanda e Grecia. Le indagini delle forze dell’ordine sono ancora in corso e si stanno concentrando sulle riprese di videosorveglianza: una persona sarebbe stata ritratta dalle videocamere mentre faceva esplodere l’ordigno davanti alla scuola. La sindaca Femke Halsema ha dichiarato con un comunicato che i cittadini ebrei della capitale olandese provano “paura e rabbia” e che l’antisemitismo sia ormai un fenomeno in crescita nel paese. “Questo è inaccettabile. Una scuola deve essere un luogo in cui i bambini possano imparare in sicurezza. Amsterdam deve essere un luogo in cui gli ebrei possano vivere in sicurezza”, ha affermato. A commentare la vicenda è stato anche il ministro olandese della Giustizia e della Sicurezza, David van Weel, che in un post su X ha dichiarato: “Due notti di fila, un vile attacco con un esplosivo contro un edificio ebraico. Prima a Rotterdam, ora ad Amsterdam”. Il riferimento di van Weel è a un altro attentato: nella notte tra il 12 e il 13 marzo, un altro ordigno era esploso all’esterno di una sinagoga a Rotterdam, causando un incendio e danni all’edificio. In giornata la polizia aveva poi fermato quattro giovani specificando come “non fosse ancora chiaro se i sospettati avessero intenzione di far esplodere un ordigno o di incendiare anche un’altra sinagoga”. La sindaca di Rotterdam, Carola Schouten, aveva dichiarato che l’attacco aveva causato “molta ansia tra i nostri concittadini ebrei”. L'articolo Ordigno esploso davanti a una scuola ebraica di Amsterdam. Un movimento islamico rivendica. Il governo: “Attacco vile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Hélène Swarth e le stelle immortali (Traduzione di Patrizia Filia)
Hélène Swarth (1859-1941) è stata una poetessa, novellista e traduttrice olandese, autrice di innumerevoli poesie pubblicate e le più vendute nel periodo tra il 1880 e il 1940. Nata ad Amsterdam, aveva trascorso gran parte della sua infanzia in Belgio. Le prime poesie le aveva scritte in francese, sotto l’influsso del poeta Alphonse de Lamartine, per poi passare alla lingua materna. A partire dalla sua raccolta d’esordio in nederlandese nel 1884, Eenzame bloemen (Fiori solitari) fino al 1920, tutte le sue raccolte pubblicate furono ristampate più volte. Dopo quell’anno, l’interesse per le sue nuove opere diminuirà sensibilmente, ma le antologie delle sue opere precedenti continueranno ad avere successo presso i lettori, almeno fino all’invasione tedesca dei Paesi Bassi. Swarth è l’unica autrice accolta nel movimento letterario innovatore “Tachtig” (Ottanta), sviluppatosi nei Paesi Bassi tra il 1880 e il 1894. All’inizio della sua carriera, allora lei ventenne, i critici letterari e i poeti legati al movimento l’avevano subito considerata una di loro. Il critico e poeta Pol de Mont l’aveva elogiata definendola “la prima tra tutte le poetesse olandesi del passato e dell’avvenire” e non meno fece Willem Kloos (1859-1938), poeta nonché iniziatore del movimento, considerandola “il cuore canoro della nostra letteratura”. Per inciso, quando nel 1892 uscì di Swarth l’antologia Poëzie, di Kloos non era ancora uscita la prima raccolta. Ma anni dopo, la tanto apprezzata poetessa venne ricoperta di critiche negative, con l’accusa di non rinnovare abbastanza la sua poesia e quindi di non essere più annoverabile nel movimento. Chissà, forse certi suoi colleghi poeti erano rimasti contrariati dal fatto che avesse più successo di loro e anche che non partecipasse di buon grado alle loro mondanità. Quando muore in tarda età nel paese di Velp, nell’Est dei Paesi Bassi, del grande interesse che le sue poesie avevano suscitato vi era rimasto pressoché nulla. Era caduta di colpo nell’oblio, al punto tale che la si pensava scomparsa da tempo. Due anni dopo la sua morte uscirà l’ultima delle sue tante raccolte, Zus (Sorella), che passerà inosservata. Ma del tutto dimenticata non lo è: molte città olandesi hanno una via che porta il suo nome, poeti contemporanei connazionali la rievocano, tra altri Gerrit Komrij, che ha incluso sette poesie di Swarth nel suo ampio florilegio dedicato alla poesia nederlandese dal 19mo al 20mo secolo, e Ramsey Nasr, che le ha riservato un posto nella serie di ventun filmati “Dichter Draagt Voor” (Il Poeta Recita), dedicata a poesie da lui scelte di poeti olandesi dal 14mo al 21mo secolo. Di Swarth ha scelto la poesia Sterren (Stelle), che si può ascoltare recitata da lui sul sito della serie: https://dichterdraagtvoor.nl/videos/sterren/ La foto che qui ritrae Hélène Swarth è del fotografo, litografo e editore belga-francese Jules Géruzet, è stata scattata il giorno del ventesimo compleanno della poetessa, e fa parte della collezione dell’Archivio Nazionale belga a Bruxelles. P.F. Stelle Oh, le sante stelle immortali, alte sopra il mio capo mortale, Dove la fede con la sua fiducia infantile un tempo mi aveva promesso un cielo, Quando questi occhi si chiuderanno per sempre e questo corpo sarà portato alla tomba, Oh, le stelle silenti e incomprensibili! oh, la misteriosa schiera della notte! Caro, il giorno è così frugale e frenetico, per piccole e materiali cose soltanto, E gli umani negano la propria anima e nessuno a chiedere la vita eterna. Vieni con me dove la santa notte chiama con i suoi occhi stellati, Dove un soffio d’amore ci aleggia intorno e la Speme con la sua coppa ci beve. Caro, un giorno moriremo entrambi, insieme o ognuno di noi da solo, E la tomba è così fonda e il cielo così alto e se Dio esiste nessuno lo sa. E non ho altro che la voce del mio cuore, che mi promette la vita eterna, E le sante stelle immortali, alte sopra il mio capo mortale. *** Rosso autunnale In un cupo verdognolo una vivace macchia di rosso: Un tetto che si arrossa, una fiamma di gladiolo, Una mela carnicina o una cresta di gallo, Mi conforterà per la morte dell’estate? Oh, la tragica e lenta caduta dal tronco Foglie scarlatte nel fossato brunastro La vitacea selvatica, o in sollecito scorrere Il suo sangue, rassegnato agnello sacrificale d’autunno. Una paura tremebonda mi afferra e mi spinge in avanti, Mi afferra per la gola e mi toglie il coraggio di vivere. Ad Ovest risplende un portale cremisi, Dietro il quale sospetto un crimine, strano e crudele. L’ottobre spietato ha ucciso il Sole; La sua spada è rossa, il suo mantello gocciola di sangue. *** Albero d’autunno Conosco un albero che se ne sta solo a morire, Con i suoi rami sottili allargati nell’aria, Come le ali di un uccello gigantesco: – vuole Rifuggire la terra dovendo rinunciare alla gioia. Oh, albero tenero, che sdegna i frutti pesanti E l’arancione sgargiante e le tinte incarnate! Luce eterea, come piumaggio sbiancato, la tua Fragile fronda che vaga sui sospiri del vento. Oh, albero! sento le tue foglie cadenti fremere I miei sogni azzurrini, come tristi ricordi. Sento un legame tra la tua esistenza e la mia. Allargo come te le braccia in un saluto, Mai posso raggiungere il cielo con esse: Sono radici oscure a soggiogare il mio volere. *** Ho consumato il mio giorno Ho consumato il mio giorno; così faccio con la mia vita. Gli uccelli cantavano forte i loro lugliatici canti mattutini, Il mio cuore cantava con loro, pieno di mestizia e desiderio. Ho ascoltato – e la mia pagina è rimasta bianca. Ho racchiuso però i suoni nella mia anima, Vedo ancora i raggi del sole fluttuare sull’erba, Odo ancora la melodia, – ma non ho scritto una parola. Lascio la mia triste arpa appesa alla fronda del salice. Oh uccelli, cantate soli! la vostra voce mi tiene avvinta. I freschi rami verdi farciti col vostro gorgheggio. Il mio orecchio è instancabile, ma le mie labbra tacciano! Voglio parlare – sento il mio occhio offuscato da una lacrima. E non sarebbe crudele pretendere da me un canto? Lasciate che nascondi il mio volto nel muschio vellutato! *** L’ombra del mio cane Giacevo in attesa, salma silente nella mia tomba, E pregavo il sonno di venire fresco a benedire. Giacevo pensando al mio cane fedele, Che ora dormiva solo nella terra fredda. Di colpo udii la porta del giardino aprirsi piano – Giacevo paralizzata, tremando per la paura. Oh, fai silenzio! è il passo familiare Di zampette lanuginose che salgono le scale. E di nuovo una porta, che si richiude misteriosa – Oh, è il mio cane, sgusciato fuori dalla sua tomba. Il freddo della tomba deve averlo di certo spinto Nel posticino sicuro, dove c’era la sua cuccia. L’arsura della tomba deve averlo di certo spinto Nella sua stanza, dove trovava l’acqua. – “Oh, dolce anima! oh, piccola anima! sei lì? La tua cuccia non c’è più, neppure l’acqua. È che non sapevo che saresti tornato, O avrei avuto cura di farti trovare tutto come prima. Non riesco ad alzarmi, giaccio paralizzata dalla paura, Ma voglio aiutarti, attendi – un attimino soltanto. Non sia mai che non sormonti il mio abbattimento!” – Ma udii chiaramente il mio cane bere. Bevette – e sospirò – e scese le scale – E tornò a dormire dolcemente nella sua tomba. 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Jutta Leerdam mette all’asta la sua tutina indossata ai Giochi: boom di offerte, battute anche le maglie di Milan e Psg
La popolarità di Jutta Leerdam è in continua ascesa: la pattinatrice olandese, oro e argento alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, aveva fatto parlare di sé non solo per record e medaglie, ma anche per qualche mossa di marketing un po’ troppo esplicita, tra reggiseni in vista e lacrime diventate pubblicità. Leerdam, fidanzata di Jake Paul e influencer sportiva di successo, questa volta però è protagonista di un’iniziativa benevola: con la vendita all’asta di alcuni cimeli indossati a Milano durante i Giochi, infatti, vuole ricavare dei soldi da donare a De IJsvereniging, lo skating club della piccola Pijnacker, la città dove ha iniziato a pattinare. E la raccolta di fondi procede a meraviglia. La tutina da gara con cui Leerdam ha corso a Rho, firmata dalla campionessa olandese, ha già ricevuto un’offerta superiore ai 9mila euro sul portale matchwornshirts.com. L’asta scade sabato 28 febbraio, quindi la cifra potrebbe ancora salire. Inoltre, la sua giacca del Team Olanda è arrivata a 4.826 euro, mentre anche per la semplice fascia per capelli indossata da Leerdam sono stati offerti più di 1300 euro. Per fare un raffronto, relativo ad altri cimeli messi all’asta dagli olimpionici olandesi, la tuta di Femke Kok – oro nei 1500 metri – non ha superato i 4mila euro per ora. Non solo. Sullo stesso portale sono in vendita in questo momento anche alcune storiche maglie di calcio e anche quelle indossate dai calciatori del Milan durante il match contro il Parma. Per la maglietta del Milan di Clarence Seedorf, firmata, l’offerta attuale è di 2609 euro. Quella di Alvaro Recoba dell’Inter non arriva nemmeno a 2mila. Anche la maglia autografata da Luka Modric, quella indossata contro il Parma, arriva a 3688 euro, comunque molto più bassa dell’offerta per la tuta di Leerdam. Le altre maglie dei rossoneri, Leao compreso, non superano i mille euro offerti. E lo stesso vale per le maglie indossate dai giocatori del Psg nell’ultima sfida di Champions contro il Monaco. In questo momento l’unico a “battere” la star del pattinaggio olandese è Kon Knueppel: la maglia indossata dal giocatore Nba nella sfida dei suoi Charlotte Hornets contro Cleveland supera i 10mila euro. L'articolo Jutta Leerdam mette all’asta la sua tutina indossata ai Giochi: boom di offerte, battute anche le maglie di Milan e Psg proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Voglio dedicarmi a lei, sarà un periodo difficile”: l’annuncio di Van Basten, ha lasciato il suo lavoro in tv
Marco Van Basten lascia almeno per il momento il suo lavoro in tv. L’ex attaccante del Milan – opinionista per Ziggo Sport – si dedicherà interamente alla moglie, alle prese con una malattia. “Voglio dedicarmi completamente alla guarigione di Liesbeth nei prossimi mesi. Sarà senza dubbio un periodo difficile, ma siamo molto fiduciosi in un esito positivo”, ha dichiarato Van Basten. L’annuncio dell’interruzione del rapporto di collaborazione con il pallone d’oro olandese è arrivato proprio dall’emittente televisiva: “Marco van Basten non apparirà più su Ziggo Sport per i prossimi mesi. Il canale sportivo lo ha annunciato oggi a nome del popolare analista di calcio ed ex calciatore di punta. Sua moglie Liesbeth è gravemente malata e nei prossimi mesi sarà sottoposta a cure intensive, in parte preventive“. A commentare la situazione anche Marcel Beerthuizen, direttore di Ziggo Sport: “Siamo profondamente sconvolti da questa notizia. Esprimiamo la nostra solidarietà a Liesbeth, Marco e alle loro famiglie e auguriamo loro tanta forza per il futuro“. Van Basten, 61enne, è ormai da diverso tempo una presenza costante a Ziggo Sport: l’ex attaccante del Milan partecipava sempre al talk Rondo, ma svolgeva spesso anche il ruolo di opinionista nei pre e post partita di match importanti a livello internazionale (sia Champions League che campionati diversi dall’Eredivisie). I due stanno insieme da tantissimi anni (erano già fidanzati quando Van Basten arrivò al Milan nel 1987) e hanno anche tre figli. Si sposarono nel 1993, con Van Basten che si presentò in stampelle per i problemi alle caviglie che lo hanno costretto a un ritiro prematuro a 30 anni. L'articolo “Voglio dedicarmi a lei, sarà un periodo difficile”: l’annuncio di Van Basten, ha lasciato il suo lavoro in tv proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Profumi, intimo, casalinghi e perfino food delivery: in Germania il commercio “mangiato” dalle catene olandesi
Le catene olandesi stanno guadagnando fette di mercato In Germania. L’espansione darà loro la possibilità di raggiungere una fascia di clientela molto più ampia, a fronte di bassi costi di logistica. Molte catene dei Paesi Bassi, d’altronde, forti di maggiore elasticità nelle gerarchie interne, hanno gettato le basi già nei primi anni 2000, offrendo prodotti di qualità a costi più economici. Ad esempio, nella profumeria, dove ci sono articoli che anche in tempo di crisi trovano buona accoglienza perché molti si concedono ancora piccoli lussi anche quando non possono più permettersi grosse spese. E l’olandese Rituals ha ormai 260 punti commerciali a fronte dei 340 del concorrente tedesco Douglas. La tendenza, peraltro, si vede anche nei discounter di abbigliamento e casalinghi: Hunkemöller, rivenditore specializzato in biancheria intima, calze e lingerie, ha oltre 330 filiali; il rivenditore di abbigliamento discount Zeeman ne vanta più di 100; il marchio di moda G-Star Raw, poi, annovera 40 negozi; il rivenditore di elettronica Coolblue ne ha già sette e conta di aggiungerne altri 30 entro il 2029; mentre la catena di vendita di prodotti per casa, giardino e cucina Dille & Kamille ha aperto già undici punti vendita. L’emittente tedesca ZdF evidenzia d’altronde il successo, in Germania, anche dei servizi online olandesi, come Picnic che consegna di generi alimentari a clienti in 250 città; Shop Apotheke che distribuisce medicinali; ma anche la piattaforma Lieferando, dell’olandese Just Eat Takeaway. La distribuzione tedesca al dettaglio ha invece subito la chiusura di almeno 4.500 punti vendita nel 2025. I negozianti hanno dapprima perso clienti con la pandemia, poi molti acquirenti sono rimasti legati agli acquisiti in rete. Esaurito l’ossigeno di aiuti dallo Stato, sono così rimati schiacciati da affitti sempre più cari, soprattutto nei centri storici con clienti scoraggiati anche dalla mancanza di parcheggi. Quand’anche l’Ufficio federale di statistica abbia registrato nell’anno appena concluso un insperato aumento di fatturato di circa il 2,4%, secondo gli esperti del settore è stato l’effetto della ristrutturazione di Amazon che ha generato vendite mai registrate prima in Germania. E il commercio online, pur ritornato inferiore alle vendite al dettaglio, ha registrato un aumento di quasi l’11%. Un’espansione del fatturato al dettaglio d’altronde non basta a mascherare le incertezze economiche generali. Il Cancelliere Friedrich Merz all’inizio dell’anno ha scritto agli alleati esortandoli a trovare la coesione necessaria per realizzare il rilancio. Quanto gli possa riuscire è ancora difficile da dire: le componenti del tripartito hanno visioni molto diverse. Basti rimarcare che il capo della Cancelleria Thorsten Frei (CDU) si è pronunciato per una revisione del contratto di governo e il capogruppo parlamentare della SPD Matthias Miersch ha replicato che si devono ancora realizzare tutti i programmi sottoscritti. La SPD, ad esempio, vorrebbe un aggravio dell’imposta di successione e tolleranza per immigrati con un impiego o prospettive di averlo, la CDU/CSU invece vorrebbe una riduzione delle imposte alle imprese e una politica di respingimenti più rigida. Mentre il governo è già stato sull’orlo del collasso con la riforma, in effetti solo abbozzata, delle pensioni. Il Bundesverband der Deutschen Industrie, la Confindustria tedesca, non è soddisfatto “si sta facendo troppo poco a livello politico e troppo lentamente”, manda a dire. La base industriale tedesca è “in caduta libera”, ha affermato recentemente in un’intervista il presidente del BDI Peter Leibinger, la flessione della produzione industriale per quattro anni consecutivi non è “un calo ciclico, ma un declino strutturale”. Anche Helena Melnikov, amministratore delegato della Camera di commercio e industria tedesca, vede chiari segnali di deindustrializzazione: “Dal 2019, abbiamo perso 400.000 posti di lavoro solo nell’industria. Non torneranno così rapidamente e dietro di loro ci sono persone che non hanno più quel lavoro”, ha dichiarato alla ARD, sottolineando anche il numero record di fallimenti: “Perdiamo 60 aziende al giorno, che chiudono definitivamente”. Lo Stato punta alla crescita attraverso investimenti finanziati dal debito: non solo l’industria bellica, ma anche il settore edile possono aspettarsi maggiori ordinativi. Tuttavia, senza riforme la situazione non migliorerà ammoniscono gli economisti, per i quali è indispensabile abbattere le imposte sui costi energetici e i redditi di impresa, frenare i costi salariali e gli accessori burocratici. Anche le piccole e medie imprese nell’incertezza si asterranno da nuovi progetti. In controtendenza, peraltro, le aziende tedesche hanno registrato per il terzo mese di fila un aumento degli ordinativi e ci sono segnali positivi nella nascita di nuove start-up: secondo l’associazione di categoria nell’anno appena concluso ne sono state fondate più di 3.500 e riguardano soprattutto le tecnologie di intelligenza artificiale. Segnali che danno ossigeno al governo. Il tessuto economico tedesco, fortemente orientato alle esportazioni, trarrà anche prevedibilmente complessivamente vantaggio dall’accordo con il Mercosur. 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“È vietato avere questi gatti, si rischiano multe fino a 1500 euro”: scatta il divieto in Olanda, ecco le razze fuori legge (e il motivo)
Dal primo gennaio 2026 nei Paesi Bassi non è più consentito possedere nuovi gatti Scottish Fold o Sphynx. Il governo olandese ha introdotto il divieto con l’obiettivo di fermare la diffusione di razze considerate geneticamente problematiche e potenzialmente dannose per la salute degli animali, anche se molto apprezzate dal pubblico per il loro aspetto distintivo. Il provvedimento riguarda i gatti con le orecchie piegate, come gli Scottish Fold, e quelli privi di pelo, come gli Sphynx. Secondo le autorità olandesi, le caratteristiche che rendono queste razze riconoscibili e ricercate sono direttamente collegate a patologie che compromettono il loro benessere. Il divieto non è retroattivo: chi possedeva già uno di questi animali prima dell’entrata in vigore della norma potrà continuare a tenerlo, a condizione che il gatto sia stato regolarmente microchippato entro la fine del 2025. Per chi viola la legge sono previste multe fino a 1.500 euro. Nel caso degli Scottish Fold, le orecchie piegate sono il risultato dell’osteocondrodisplasia, una malattia genetica che colpisce lo sviluppo delle ossa e della cartilagine. Questa condizione può causare dolori cronici, rigidità articolare, zoppia e difficoltà nei movimenti. Non esiste una cura risolutiva e la gravità dei sintomi varia da animale a animale, ma il rischio di sofferenza resta elevato per tutta la vita del gatto. I gatti senza pelo, come gli Sphynx, presentano problemi di natura diversa ma altrettanto rilevanti. La mancanza di pelliccia rende più difficile la regolazione della temperatura corporea e aumenta l’esposizione a infezioni, soprattutto alle orecchie, dove l’assenza di peli facilita l’accumulo di sporco. La pelle è inoltre più vulnerabile alla luce solare, con un rischio maggiore di sviluppare tumori cutanei. Il divieto è il punto di arrivo di un percorso avviato da tempo. Già dal 2014 nei Paesi Bassi era vietato allevare alcune razze di animali domestici considerate dannose per il loro stesso benessere, comprese proprio quelle senza pelo e con le orecchie piegate. Tuttavia, la normativa non impediva l’importazione e la vendita, permettendo di fatto la prosecuzione del mercato. I primi progetti per un divieto più ampio su possesso e commercio risalgono al 2023. Jean Rummenie, ministro della Pesca, della Sicurezza alimentare, dell’Orticoltura e della Conservazione della natura, ha spiegato che il benessere animale è una delle priorità del suo mandato. “È inaccettabile che animali vengano sottoposti a sofferenze non necessarie solo per soddisfare preferenze estetiche”, ha dichiarato, sottolineando come la tutela degli animali debba prevalere sulle mode. L'articolo “È vietato avere questi gatti, si rischiano multe fino a 1500 euro”: scatta il divieto in Olanda, ecco le razze fuori legge (e il motivo) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Amsterdam, in fiamme la storica chiesa di Vondelkerk: “Pioggia di scintille, crollato il campanile”
La chiesa di Vondelkerk ad Amsterdam, a pochi passi dal Rijksmuseum e dal Museo Van Gogh, è stata colpita da un incendio scoppiato poco dopo mezzanotte. La torre campanaria e parte della sezione centrale sono crollate. La struttura “non può più essere salvata”, ha annunciato la Regione di Sicurezza di Amsterdam-Amstelland, ma secondo le autorità le pareti dell’edificio rimangono in piedi e non rischiano ulteriori crolli. I vigili del fuoco stanno ancora lavorando per spegnere l’incendio, scrive ancora l’agenzia di stampa olandese Anp. Tutte le case intorno alla chiesa sono state evacuate. Secondo le autorità, il vicino Vondelpark non sarebbe in pericolo. “Si tratta di un incendio molto intenso”, ha dichiarato il sindaco di Amsterdam Femke Halsema poco dopo l’inizio dell’incendio. “La nostra prima preoccupazione e priorità ora è il benessere e le case dei residenti più prossimi”. Un giornalista della testata Nl Times ha visto i vigili del fuoco suonare i campanelli delle case immediatamente circostanti; diverse persone sono poi uscite dalle loro abitazioni. Scrive ancora il Nl Times che “parti della sommità della chiesa, risalente a 154 anni fa, si erano già staccate dopo che l’incendio era continuato per un’ora. Il rogo ha causato una “enorme pioggia di scintille” che si è diretta verso est, ha dichiarato un portavoce dei servizi di emergenza della regione. La Vondelkerk, si legge sul sito del Comune, risale al 1872 e per molti anni è stata una frequentata chiesa cattolica nota anche come Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Circa un secolo dopo l’edificio, gravemente trascurato, fu minacciato di demolizione. Tuttavia fu elaborato un piano per restaurare e riqualificare la chiesa, e nel 1980 fu istituita una fondazione per renderlo possibile. La chiesa, sempre secondo il sito, era diventata dunque un luogo per eventi e concerti. L'articolo Amsterdam, in fiamme la storica chiesa di Vondelkerk: “Pioggia di scintille, crollato il campanile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Auto si lancia sulla folla in Olanda: 9 feriti, tre sono gravi. Alla guida una 56enne
Un’auto guidata da una donna di 56 anni è finita contro la folla durante una parata natalizia, provocando 9 feriti, di cui tre in gravi condizioni. È successo a Nunspeet, cittadina a 70 chilometri da Amsterdam, la sera del 22 dicembre. Secondo il giornale “Telegraaf”, la polizia ritiene che si sia trattato di un incidente e non di un atto intenzionale, anche se le indagini continuano. La donna, lievemente ferita e residente nella località della provincia di Gelderlan, è stata arrestata, e pare che quanto accaduto sia stato causato da un malore, ha dichiarato la sindaca di Nunspeet, Céline Blom, citata dai media locali. “La conducente dell’auto potrebbe essersi sentita male, ma non lo sappiamo ancora”, ha affermato. “In ogni caso, non sembra che sia stato intenzionale”. “I miei pensieri sono con i feriti e le loro famiglie – ha fatto sapere Rob Jetten, che dovrebbe essere il prossimo premier olandese – Enorme gratitudine e rispetto ai servizi di emergenza che stanno fornendo le migliori cure possibili”. Secondo diversi media le persone facevano parte di un gruppo che si trovava sulla Elburgerweg per una parata natalizia. Lichtjestour Elburg ha comunicato su Facebook che la sfilata di veicoli decorati non si svolgerà. L'articolo Auto si lancia sulla folla in Olanda: 9 feriti, tre sono gravi. Alla guida una 56enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Dal 1 gennaio è vietato avere un gatto Scottish Fold e Sphynx, non sapete quanta sofferenza nascondano quei musetti”: l’annuncio del governo olandese
Hanno conquistato i social con le loro piccole orecchie piegate o la pelle nuda e vellutata, sono diventati simboli di stile e status, spesso esibiti anche da celebrità internazionali. Ma dietro l’immagine tenera e fotogenica di alcuni gatti di razza si nasconde una realtà fatta di dolore, fragilità fisica e malattie croniche. È partendo da questa consapevolezza che l’Olanda ha deciso di intervenire in modo drastico, mettendo al bando due delle razze feline più popolari: Scottish Fold e Sphynx. Dal 1° gennaio, nei Paesi Bassi sarà vietato non solo allevare – cosa già proibita da tempo – ma anche acquistare e quindi possedere gatti appartenenti a queste razze. Il provvedimento, pubblicato a fine ottobre sulla Gazzetta ufficiale olandese, nasce dall’esigenza di chiudere una falla normativa che permetteva comunque di aggirare il divieto, acquistando animali online o all’estero e importandoli nel Paese. La legge non ha valore retroattivo: chi possiede già uno Scottish Fold o uno Sphynx potrà continuare a tenerlo, ma sarà obbligato a microchippare l’animale e a registrarlo ufficialmente. Un passaggio che equivale, di fatto, a dichiararne il possesso. Chi viola le nuove regole rischia una multa. Le autorità olandesi scoraggiano inoltre la partecipazione di questi gatti a concorsi e competizioni basate sull’aspetto estetico. Nel testo del divieto si legge che “i gusti degli esseri umani in fatto di razze non dovrebbero prevalere sulla sofferenza permanente degli animali”. “Per me il benessere degli animali è una priorità”, ha dichiarato il sottosegretario Jean Rummenie. “Non è giusto che gli animali soffrano inutilmente a causa delle loro caratteristiche fisiche”. Una posizione condivisa dall’associazione nazionale dei veterinari olandesi, la KNMvD, che ha accolto la misura come “un passo importante per ridurre l’allevamento e la detenzione di animali con caratteristiche fisiche dannose”. Nella nota si sottolinea anche il ruolo dei veterinari “nel riconoscere, registrare e discutere questi problemi con i proprietari”. Le motivazioni sanitarie alla base del divieto sono dettagliate e documentate. Gli Scottish Fold, riconoscibili per le orecchie piegate in avanti, sono portatori di una mutazione genetica che colpisce cartilagini e ossa: questa anomalia può causare ossa che crescono in modo eccessivo e si fondono, provocando dolore anche al semplice contatto. Tra i problemi segnalati figurano narici più strette del normale, talvolta ridotte a una fessura, unghie che tendono a incarnirsi nei polpastrelli e una predisposizione a patologie come il fegato policistico e malformazioni di cuore, fegato e diaframma. Per gli Sphynx, selezionati per l’assenza di pelo, il decreto è altrettanto esplicito: “L’alopecia nei gatti Sphynx è stata coltivata tramite selezione da un gatto canadese senza pelo nato nel 1966″, si legge nel testo, che precisa come questa caratteristica derivi da “una mutazione in un gene autosomico recessivo”. L’assenza di pelo funzionale espone questi gatti a scottature solari e a un rischio maggiore di tumori della pelle. La mancanza di pelo nei condotti uditivi favorisce l’accumulo di sporco e aumenta la probabilità di infezioni alle orecchie. I cuccioli, inoltre, hanno difficoltà significative nella regolazione della temperatura corporea e sono più vulnerabili alle infezioni respiratorie. Anche negli adulti la termoregolazione resta problematica, perché disperdono più calore rispetto ai gatti con il pelo. A questo si aggiunge l’assenza o la riduzione di baffi e vibrisse, elementi fondamentali per la percezione sensoriale felina. Il caso olandese si inserisce in un dibattito più ampio sul cosiddetto “maltrattamento genetico”, che riguarda non solo i gatti ma anche molte razze canine selezionate per tratti estremi. In Italia il tema era stato sollevato già due anni fa da Save The Dogs, con un appello dedicato agli animali brachicefali, allevati per avere musi schiacciati e crani tondeggianti a discapito della salute. Oltre all’Olanda, anche la Norvegia ha introdotto norme simili, mentre alcuni Stati australiani stanno seguendo la stessa direzione. “La scelta del governo olandese di vietare la vendita di due razze brachicefale di gatti è una decisione molto apprezzabile”, commenta Ermanno Giudici, scrittore e creatore del blog “Il patto tradito”. “Vietare il commercio degli animali brachicefali significa vietare la sofferenza imposta esclusivamente per ragioni estetiche, riconoscendo a questi animali il diritto di vivere e respirare normalmente”. Giudici ricorda come il mondo veterinario e le associazioni per la tutela degli animali chiedano da tempo campagne informative per far comprendere “quanta sofferenza nascondano quei musetti che tanto piacciono”. Li definisce, senza mezzi termini, “belli da morire”. L'articolo “Dal 1 gennaio è vietato avere un gatto Scottish Fold e Sphynx, non sapete quanta sofferenza nascondano quei musetti”: l’annuncio del governo olandese proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Jan van der Haar e le apocalissi della vita (Traduzione di Patrizia Filia)
Jan van der Haar (Paesi Bassi, 1960) è poeta e traduttore letterario. Ha pubblicato finora tre raccolte di poesie: nel 2012 Vrolijk scheppen (Creare con allegria), nel 2014 Ouderliefde (Amore genitoriale) e nel 2019 Eerst de bries, daarna de bomen (Prima la brezza, poi gli alberi). Nel 2011 vince il premio Poëzie-award per la poesia “De ruil” che apre la raccolta Vrolijk scheppen, nell’ambito del festival Utrecht su Utrecht. Nel 2015 tre sue poesie, tradotte da Gandolfo Cascio, escono in Italia nel terzo numero di «Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea». Nel 2022 altre tre sue poesie, sempre tradotte da Gandolfo Cascio, escono nel quarto numero della rivista italiana «Letteratura e Pensiero». Ha tradotto in nederlandese raccolte poetiche di Giorgio Bassani (Epitaffio), Elsa Morante (Alibi) e Eugenio Montale (Altri versi), nonché circa settanta opere in prosa quali, tra altre, Solus ad solam e Notturno di Gabriele d’Annunzio; Kaputt, La Pelle e altre cinque opere di Curzio Malaparte; Il giardino dei Finzi-Contini, Gli occhiali d’oro e Dentro le mura di Giorgio Bassani; Giù la piazza non c’è nessuno di Dolores Prato; Le piccole virtù, Lessico famigliare e Mai devi domandarmi di Natalia Ginzburg; la pentalogia M di Antonio Scurati e Prima di noi di Giorgio Fontana. Prima di conoscerlo personalmente, mai mi sarei immaginata che questo infaticabile traduttore olandese di molti autori italiani di gran peso potesse essere anche poeta, e poeta di tanta leggerezza e ironia, presenti sia quando scrive di sé o del mondo che lo circonda. Si potrebbe dire che è la leggerezza e l’ironia della disperazione, scaturite da una vita intensamente vissuta, a volte tribolata, dall’infanzia fino alla maturità, quest’ultima bellamente immortalata nella foto di Saar Rypkema. Allora, traducendolo non posso fare a meno di sorridere con affetto a quell’adolescente in vacanza in Zelanda, confrontato con la sua incerta identità e con la voglia e il timore di scoprire in cosa consistono davvero le apocalissi. Traducendolo ritrovo l’adolescente che sono stata, altrettanto incerta e in ricerca. P.F. *** Zomer in Zeeland I Streekromans lezen op je buik zoals Een nest vol tuinfluiters op het tapijt in de pronkkamer. Je laten afleiden door minder leeslustigen die je Bloody Mary lieten horen en je plooiden naar de schrik der zee. Het was zomer en dit was je grote logeervakantie. Je leefde want je wist niet beter en de wereld wilde jou doen uitvinden. Misschien lag er wat verborgen in de vette worstenballen bij het ontbijt. Je was al voorgelicht in de wonderen van het Zwarte Woud die scholen in een pengetekende gevarendriehoek. Je snapte er geen bal van vond het allerminst alarmerend er was zoveel wat je niet snapte en je was niet bang. Je verheugde je op de zondagse bolus. * Estate in Zelanda I Leggere romanzi regionali come Un nido pieno di beccafichi disteso prono sul tappeto del soggiorno. Lasciarti distrarre dalla meno voglia di leggere che Mary la Sanguinaria ti suscitava e che ti piegava al dominatore dei sette mari. Era estate ed era la tua grande vacanza da ospite. Vivevi perché non sapevi fare altro e il mondo voleva che tu scoprissi. Forse c’era qualcosa di nascosto negli unti polpettoni a colazione. Eri già informato delle meraviglie Della Foresta Nera figurate in un triangolo di avvertimento disegnato a penna. Non ci capivi un tubo senza trovarlo per niente allarmante e c’era così tanto che non capivi e non avevi paura. Ti rallegravi pensando al dolce domenicale. *** Zomer in Zeeland II Je was op zoek zonder te weten waarnaar. Je sloop hun kamer in deed hun kledingkast op een kier bevoelde lingerie het ondergoed van de heer en vrouw des huizes: Chick was een dame op een man die aan haar vastgeangeld oogde. Je wist het wereldraadsel gestuit maar hoe moest dit nu afgehecht? Je bladerde angst en zucht door in een poedergeel licht van buiten dat je bij je positieven bracht. Tot de dochter des huizes tongde helle- kringen hemelsferen explosieven openden Avondsterren openbaarden apocalyptische tienerhersenspinsels die via de aorta en de kransslagaders je hart bereikten en er een potje van maakten worstelend met de janboel. * Estate in Zelanda II Eri in cerca senza sapere dove. Ti intrufolasti nella loro camera socchiudesti il loro armadio palpasti la biancheria intima del signore e della signora di casa: la rivista con una madama su un uomo come inchiodato a lei. Sapevi di esserti imbattuto nell’enigma del mondo ma cosa dovevi fare per scioglierlo? Sfogliasti angosce e sospiri nella luce di fuori giallognola che ti fecero tornare in te. Finché la figlia di casa non si mise a slinguare aprendo bolge infernali esplosive sfere celesti svelando stelle serali spiattellanti apocalissi adolescenziali che attraverso l’aorta e le arterie coronarie avrebbero raggiunto il tuo cuore provocando un tumulto in lotta con il caos che era il tuo. *** Zomer in Zeeland III Het platenmeubel was een toverdoos op poten die Sophietje ranja liet drinken met een rietje. En zo was alles nieuwer dan je nieuw wist. Boven stond de kaptafel van de gastvrouw met twee zijspiegels die onbekende slinkse kanten boden van je onvermoede profiel. IJzend viel je blik op een wit piepschuimen dameshoofd met een krullentooi: de pruik van je onechte tante voelde je. Hij glansde aubergine en geurde zacht naar sandelhout. Met trillende handen pakte je het wonder op en misschien is daar je zelfspot wel ontstaan. Je greep met een ruk naar een lipstick bracht die naar je mond. Hij maakte fiere felle vegen die je nog meer deden gruwen van je eigen ik en je mijmerde waarom ben ik ook geen vrouw dan kon ik iemand anders wezen iemand die zich van zichzelf zou weten te verlossen. Mocht de ultieme, tomeloze verlossing bestaan. * Estate in Zelanda III Il mobile dei dischi era una scatola magica su gambe che faceva bere a Ninuccia cedrate con la cannuccia. E così tutto era più nuovo di quanto tu trovassi nuovo. Al piano di sopra c’era la toletta della signora con due specchietti laterali che riflettevano lati sconosciuti del tuo inaspettato profilo. Il tuo sguardo cadde aborrito su una testa di donna di polistirolo bianco con sopra un copricapo ricciuto: era la parrucca della tua finta zia. Scintillava color melanzana e odorava leggermente di legno di sandalo. Con mani tremanti prendesti la meraviglia ed è forse proprio allora che nacque la tua autoironia. Con uno scatto afferrasti un rossetto e te lo portasti alle labbra. Impresse fieri sfregi sgargianti che ti fecero ancora più inorridire di te stesso e riflettesti sul perché non eri anche tu una donna nel qual caso avresti potuto essere qualcun altro in grado di liberarsi di se stesso. Fosse mai esistita l’ultima e smodata redenzione. *** Zomer in Zeeland IV De juunlucht zinnenprikkelde je wangen en de zilte kreten van de zwaluwen boven je hielden de verwachtingen laag gestemd. Het eten was telkens een dringende massa om doorheen te werken zonder morren met beschaafde ellebogen zonder smakken. Het Onze Vader van onechte tante was inmiddels uitgejengeld: ‘Uw naam worde hegeiligd…’ en dat hebeurde in de gemelen. O de gebakken eieren met spek sputterden in de pan en knisperden op je tarweboterham. Om de beurt klonk: ‘Here zehen deze spijze.’ De dochter des huizes gaf je goede bekomst: ‘Jananne zumme hen vrieje?’ Je schrok helegans. Het klonk alsof je mee moest naar het stadhuis. De trap op naar de hanenbalken naar het hokje met veel houtbetimmering en daar vlijde je de Zeeuwse Jacoba neer op een paardendeken om kuis en koninklijk over haar heen te buigen. * Estate in Zelanda IV L’aria cipollosa ti pizzicava le guance e le grida saline delle rondini sopra di te tenevano accordate basse le aspettative. Il pasto era ogni volta una massa pressante da ingollare senza brontolare masticando a bocca chiusa e con gomiti ben educati. Il Padre nostro della finta zia cominciava intanto a gragnolare: “Sia santificato il tuo nome…” e quello accadeva nei cieli. Oh le uova fritte in padella con la pancetta e sfrigolanti sulla tua fetta di pane. A turno risuonava: “Signore benedici questo cibo.” La figlia di casa ti dava più che a sufficienza: “Jananne vieni con me?” Da rimanerci stecchito. Come se tu dovessi accompagnarla all’altare. Dalle scale fino alle travi portanti fino al gabbiotto con rivestimenti in legno e lì ti mettevi a coccolare la zelandese Jacoba stesa su una coperta per cavalli chinandoti su di essa casto e solenne. L'articolo Jan van der Haar e le apocalissi della vita (Traduzione di Patrizia Filia) proviene da Il Fatto Quotidiano.
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