Ryanair ha dovuto risarcire con 4.350 sterline una passeggera, Denise Elliot,
dopo che la donna si è ustionata con il caffè durante un volo da Bournemouth a
Maiorca. Come raccontato dalla signora alla Bbc, il personale di bordo ha
servito alla 63enne un bicchiere di caffè privo del coperchio protettivo, dato
che erano esauriti. Pochi istanti dopo, Denise ha avvertito un forte senso di
calore sulle gambe e ha visto che il caffè le si era rovesciato addosso.
L’infermiera inglese ha commentato alla Bbc l’accaduto dicendo: “Ho appoggiato
la tazza sul tavolo, ma non so cosa sia successo dopo. Il caffè era tutto sulle
mie cosce, ma io non ho urtato il bicchiere, sennò sarebbe caduto di lato”.
Denise ha cercato di medicarsi da sola, trattando le ferite con degli impacchi
freddi a bordo dell’aereo.
La signora ha chiesto aiuto, senza ricevere adeguata assistenza dal personale.
Denise ha denunciato la compagnia aerea per la scarsa preparazione e il
disinteresse mostrato dall’equipaggio durante l’emergenza. Elliot ha aggiunto di
aver chiesto un asciugamano per medicare le ustioni. Gli hostess non hanno
potuto soddisfare la richiesta dato che a bordo non c’era nulla di adatto al
primo soccorso. La signora ha spiegato come si è medicata: “Ho messo il vestito
sulle gambe, ma avevo bisogno di qualcosa di assorbente imbevuto di acqua fredda
per poter abbassare la temperatura”. Inizialmente lo staff le ha portato della
carta asciutta, poi salviette per superfici contenenti alcol, inadatte per
tamponare un’ustione. La signora ha dichiarato che il trattamento riservatole è
stato “uno choc assoluto“. Le ferite si sono rimarginate dopo 8 mesi.
LA CAUSA CONTRO RYANAIR
Dopo l’accaduto, Denise Elliot ha deciso di intentare una causa contro Ryanair,
per lesioni personali. La donna si è appellata alla Convenzione di Montreal che
regola i viaggi aerei internazionali. La compagnia ha inizialmente negato ogni
responsabilità per l’accaduto. La Bbc ha contattato Ryanair per un commento
sulla questione, senza ricevere risposte. Alla fine, le parti hanno deciso di
chiudere la questione con un accordo extragiudiziale. La compagnia irlandese ha
risarcito Elliot con 4.350 sterline (circa 5 mila euro). Alla Bbc, la signora
Denise ha dichiarato di non aver voluto fare causa all’azienda per una questione
di soldi. La 63enne inglese ha commentato così la fine della vicenda:
“Immaginate se fossi stata una bambina o una persona anziana? Chissà cosa
sarebbe potuto succedere. Comunque sono davvero felice del risultato”.
L'articolo “Mi sono ustionata con il caffè in aereo, è stato uno choc assoluto.
Le hostess non avevano nulla per medicarmi”: Denise Elliot fa causa a Ryanair e
ottiene un risarcimento di oltre 4 mila euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Risarcimento
Una donna ha vinto una causa dopo che il marito ha involontariamente sparato al
cane. Come riporta il Daily Mail, il cagnolino della coppia è stato aggredito da
tre tassi sotto una capanna in giardino. L’uomo ha così sparato un colpo d’arma
da fuoco contro gli animali per spaventarli. Il proiettile ha centrato la zampa
del cagnolino, la cui salute era tutelata da una polizza contro gli infortuni.
Dopo aver curato l’animale, la donna ha chiesto il rimborso delle spese mediche
alla compagnia assicurativa Wakam. Quest’ultima, però, ha respinto la richiesta
della signora.
Wakam, infatti, ha sostenuto che la coppia avesse messo a repentaglio la vita
del cane e che il proiettile sparato dal marito non fosse una soluzione “né
proporzionata, né sicura” per l’animale. La compagnia ha inoltre sottolineato
come nel Regno Unito sia illegale sparare contro i tassi. La signora si è
rivolta al difensore civico finanziario Lindsey Woloski, che ha ordinato alla
compagnia assicurativa di rimborsare la coppia con 150 sterline.
LA LEGGE E LA RISPOSTA
Il difensore civico ha dato ragione alla donna. Secondo Woloski, infatti,
l’azione del proprietario del cane era “razionale e proporzionata” nel tentativo
di salvare il cucciolo e che, dunque, non c’era stata alcuna violazione della
polizza della compagnia. “Ritengo che, anziché mettere in pericolo il cane,
l’uso della pistola abbia effettivamente spaventato i tassi” ha aggiunto la
rappresentante legale.
“Capisco che i tassi stavano proteggendo una tana e che il timore era che
avrebbero sbranato il piccolo cane”, ha scritto la signora Woloski. E infine:
“Penso che la paura fosse razionale e che l’azione intrapresa fosse
proporzionata. È davvero un peccato che la zampa del cane sia rimasta
intrappolata”.
La signora Woloski ha aggiunto che l’uomo stava cercando di spaventare gli
animali e che pensava che il colpo di fucile potesse essere una soluzione
efficacie per spaventare i tassi “feroci e arrabbiati”. Il difensore civico ha
concluso sottolineando che il proprietario dell’animale non stava violando la
legge ai sensi del Protection of Badgers Act 1992 (ossia la legge sulla
protezione dei tassi), poiché stava solo cercando di spaventare i tassi
piuttosto che ucciderli. La rappresentante della coppia ha ordinato alla
compagnia assicurativa Wakam di risarcire la coppia con 150 sterline per “aver
causato ulteriore stress e disagio rifiutando, ingiustamente, il risarcimento”.
L'articolo Il marito spara involontariamente al cane per difenderlo dai tassi:
la moglie ottiene dall’assicurazione dell’animale domestico un risarcimento di
150 sterline proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una commissione internazionale per il risarcimento dei danni di guerra
all’Ucraina. La convenzione istitutiva è stata promossa questa mattina dal
Consiglio d’Europa è stata adottata a L’Aja, nel Paesi Bassi, dov’è in visita in
queste ore il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il nuovo organismo dovrà
quantificare gli effetti dell’invasione russa ed esaminare le richieste di
risarcimento sulla base del registro dei danni che conta già oltre 86 mila
segnalazioni. Il fondo per i risarcimenti verrà istituito nel 2026 e potrebbe
essere finanziato anche con gli asset russi congelati. Il trattato è stato
adottato alla presenza di Zelensky, del premier olandese Dick Schoof e del
segretario generale del Consiglio d’Europa Alain Berset, insieme al ministro
degli Esteri ucraino Andrii Sybiha.
La nuova commissione opererà sulla base del registro dei danni istituito nel
maggio 2023 e sarà chiamata a esaminare richieste per centinaia di miliardi di
euro legate ai bombardamenti russi, alle violazioni dei diritti umani e ai
crimini di guerra perpetrati dall’inizio dell’invasione del febbraio 2022. La
cerimonia di firma è ancora in corso e l’elenco dei Paesi aderenti sarà reso
noto a breve: alla vigilia si prevedeva la partecipazione di 35 Stati, uno dei
livelli di adesione più elevati mai registrati per un trattato del Consiglio
d’Europa nei suoi 76 anni di storia.
Al momento hanno annunciato la loro adesione Andorra, Austria, Belgio, Croazia,
Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Islanda,
Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Monaco,
Montenegro, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Repubblica di Moldavia,
Romania, San Marino, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina e Regno Unito.
L’organismo diventerà operativo dopo almeno 25 ratifiche, un processo che
potrebbe richiedere circa un anno. Secondo la Banca Mondiale, la ricostruzione
dell’Ucraina nel prossimo decennio richiederà 524 miliardi di dollari (447
miliardi di euro), quasi tre volte il Pil del Paese nel 2024. Una stima
destinata ad aumentare, poiché non include i danni del 2025, anno segnato da
un’intensificazione degli attacchi russi contro servizi pubblici, trasporti e
infrastrutture civili.
“Responsabilità, risarcimenti e ricostruzione devono far parte del processo di
pace per Kiev. Non si può guardare soltanto al breve periodo” perché in gioco
“c’è il futuro dell’Ucraina e delle persone colpite dalla guerra”, ha detto
Berset, arrivando alla conferenza a L’Aja. Il prossimo passo sarà – nel 2026 –
l’istituzione del fondo per i risarcimenti. Ma resta aperto il nodo delle fonti
di finanziamento. “E’ una domanda fondamentale: le risorse potranno arrivare dai
Paesi stessi, dagli asset russi congelati e da ulteriori contributi”, ha
spiegato il segretario generale del Consiglio d’Europa, dicendosi fiducioso
sulla possibilità di trovare una soluzione e “mantenere l’Europa unita”
nonostante le divergenze tra i Paesi. “La responsabilità” per i danni di guerra
“non è mai facile da mettere in pratica – ha aggiunto Berset -, ma la domanda
fondamentale è: che tipo di mondo vogliamo? Un mondo in cui prevalgono violenza,
guerra, distruzione e impunità? O un mondo basato su relazioni pacifiche, stato
di diritto, dialogo e responsabilità?”.
“Questa guerra, e la responsabilità della Russia, devono diventare un esempio
chiaro in modo che altri imparino a non scegliere l’aggressione”, ha commentato
Zelensky su X, riferendo del suo intervento alla Conferenza diplomatica per il
recepimento della Convenzione. “Oggi, quest’anno, vengono create cose per
l’Ucraina che avrebbero dovuto iniziare molto tempo fa, almeno nel 2014 –
insiste il leader ucraino – Speriamo che il Tribunale per l’aggressione russa
inizi davvero il suo lavoro, non solo per noi, ma per tutti coloro che vogliono
la pace in Europa”. L’auspicio è anche “inizi a funzionare ogni meccanismo per i
risarcimenti, dal Registro dei danni alla Commissione – si legge – ai pagamenti
effettivi e riceva un sostegno internazionale forte e adeguato, in modo che le
persone possano percepire davvero che ogni danno provocato dalla guerra può
essere risarcito“.
L'articolo Ucraina, nasce la Commissione per il risarcimento dei danni di
guerra: “Richieste per centinaia di miliardi di euro” proviene da Il Fatto
Quotidiano.