Tra Musk e O’Leary è guerra di insulti. È bastata una scontata proposta
commerciale del patron di X per far andare su tutte le furie il vulcanico
padrone di Ryanair. Musk aveva infatti proposto alla compagnia privata di volo
irlandese di installare sui suoi Boeing 737 (circa 600 velivoli ndr) i servizi
satellitari di Starlink in modo da rendere gli aerei Ryanair dotati di una rete
wi-fi durante il volo.
L’ad della compagnia aerea Michael O’Leary aveva però rifiutato la proposta: la
resistenza dell’antennina del wi-fi a livello aerodinamico avrebbe incrementato
il consumo di carburante degli aerei di almeno il 2% corrispondente pressappoco
a una perdita di 250 milioni di dollari l’anno.
O’Leary aveva anche aggiunto che il wi-fi sarebbe stato “superfluo” per i voli
di breve chilometraggio e durata, anche perché la politica di Ryanair per tenere
i prezzi bassi richiede l’oramai proverbiale digiuno del superfluo in volo a
livello di servizi. Musk, che ha già venduto il servizio Starlink a compagnie
come Lufthansa e Scandinavian Airlines, si è permesso di rilanciare sostenendo
educatamente che forse O’Leary è “male informato” sulla questione dei costi
relativi al consumo superiore di carburante.
Apriti cielo. O’Leary, che non in quanto a freni e coloritura nella
comunicazione non ha mai badato a limiti, in una intervista ad una radio
irlandese ha definito Musk “un idiota” e X “una fogna”: “Non sa niente di
aviazione e di resistenza aerodinamica, per cui non è necessario prestare
attenzione a quello che dice. È un idiota, molto ricco, ma pur sempre un idiota
che controlla una piattaforma come X che è una fogna”.
Non perdere la pazienza sarebbe stato difficile anche per un Giobbe, figuriamoci
per un altro fumantino come Musk. “Il CEO di Ryanair è un completo idiota:
licenziatelo”, ha risposto Musk su X accusando poi O’Leary di aver sbagliato”di
un fattore 10” l’impatto di Starlink sul consumo di carburante. Tra i tanti
commenti un utente suggerisce poi a Musk di silurare direttamente O’Leary,
acquisendo Ryanair. A Musk l’onore della chiosa: “Buona idea”.
L'articolo “Quanto mi può costare comprarti Ryanair?”: Elon Musk lancia il
sondaggio su X e partono gli insulti. L’ad della compagnia aerea O’Leary: “È un
idiota, molto ricco” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Ryanair
Gennaio è il mese perfetto per prenotare una vacanza. L’influenza del Blue
Monday (il giorno più triste dell’anno) spinge le persone a iniziare a
programmare i viaggi estivi. Nel settore del turismo è radicata la promozione
“early bird”, che permette di organizzare una vacanza a prezzi vantaggiosi.
Dunque, prima prenoti e meno spendi. Tale promozione, pensata per stimolare la
domanda in un periodo di bassa attività, incoraggia ad agire tempestivamente per
ottenere vantaggi sul prezzo. Il modello soddisfa tanto i viaggiatori, che
possono risparmiare, quanto i tour operator, che hanno modo di organizzarsi in
anticipo e di ridurre il rischio di posti invenduti.
La tecnica dell’early bird non riguarda, però, solo i viaggi. Tra i tour
operator che offrono più vantaggi ci sono WeRoad e la compagnia aerea Turkish
Airlines, che propongono sconti fino a 300 euro se si prenota in anticipo la
propria vacanza estiva. Alla compagnia turca si aggiunge Ryanair, che propone
importanti sconti per volare nelle principali città europee. Il meccanismo è
stato copiato anche dalla Biennale di Venezia, che ha appena messo in vendita i
biglietti per la Biennale Arte del 2026.
L'articolo Organizzare un viaggio a gennaio costa meno rispetto agli altri mesi:
cos’è e come funziona la tecnica “early bird”, prima prenoti e meno spendi
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ryanair ha dovuto risarcire con 4.350 sterline una passeggera, Denise Elliot,
dopo che la donna si è ustionata con il caffè durante un volo da Bournemouth a
Maiorca. Come raccontato dalla signora alla Bbc, il personale di bordo ha
servito alla 63enne un bicchiere di caffè privo del coperchio protettivo, dato
che erano esauriti. Pochi istanti dopo, Denise ha avvertito un forte senso di
calore sulle gambe e ha visto che il caffè le si era rovesciato addosso.
L’infermiera inglese ha commentato alla Bbc l’accaduto dicendo: “Ho appoggiato
la tazza sul tavolo, ma non so cosa sia successo dopo. Il caffè era tutto sulle
mie cosce, ma io non ho urtato il bicchiere, sennò sarebbe caduto di lato”.
Denise ha cercato di medicarsi da sola, trattando le ferite con degli impacchi
freddi a bordo dell’aereo.
La signora ha chiesto aiuto, senza ricevere adeguata assistenza dal personale.
Denise ha denunciato la compagnia aerea per la scarsa preparazione e il
disinteresse mostrato dall’equipaggio durante l’emergenza. Elliot ha aggiunto di
aver chiesto un asciugamano per medicare le ustioni. Gli hostess non hanno
potuto soddisfare la richiesta dato che a bordo non c’era nulla di adatto al
primo soccorso. La signora ha spiegato come si è medicata: “Ho messo il vestito
sulle gambe, ma avevo bisogno di qualcosa di assorbente imbevuto di acqua fredda
per poter abbassare la temperatura”. Inizialmente lo staff le ha portato della
carta asciutta, poi salviette per superfici contenenti alcol, inadatte per
tamponare un’ustione. La signora ha dichiarato che il trattamento riservatole è
stato “uno choc assoluto“. Le ferite si sono rimarginate dopo 8 mesi.
LA CAUSA CONTRO RYANAIR
Dopo l’accaduto, Denise Elliot ha deciso di intentare una causa contro Ryanair,
per lesioni personali. La donna si è appellata alla Convenzione di Montreal che
regola i viaggi aerei internazionali. La compagnia ha inizialmente negato ogni
responsabilità per l’accaduto. La Bbc ha contattato Ryanair per un commento
sulla questione, senza ricevere risposte. Alla fine, le parti hanno deciso di
chiudere la questione con un accordo extragiudiziale. La compagnia irlandese ha
risarcito Elliot con 4.350 sterline (circa 5 mila euro). Alla Bbc, la signora
Denise ha dichiarato di non aver voluto fare causa all’azienda per una questione
di soldi. La 63enne inglese ha commentato così la fine della vicenda:
“Immaginate se fossi stata una bambina o una persona anziana? Chissà cosa
sarebbe potuto succedere. Comunque sono davvero felice del risultato”.
L'articolo “Mi sono ustionata con il caffè in aereo, è stato uno choc assoluto.
Le hostess non avevano nulla per medicarmi”: Denise Elliot fa causa a Ryanair e
ottiene un risarcimento di oltre 4 mila euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una violenta turbolenza in alta quota ha costretto un volo Ryanair a rientrare
in emergenza nel Regno Unito, causando il ferimento di alcune persone a bordo. È
accaduto nel pomeriggio di domenica 28 dicembre sul volo FR1211, partito da
Birmingham e diretto a Tenerife Sud, in Spagna. Secondo quanto ricostruito,
l’aereo – un Boeing 737 Max da 197 posti – era decollato alle 15:05 ora locale
quando, raggiunta la quota di crociera di circa 37 mila piedi (oltre 11 mila
metri), ha incontrato una fase di forte turbolenza mentre si trovava sopra la
Francia, a una cinquantina di chilometri da Brest. In quel momento i piloti
hanno deciso di interrompere il volo e di tornare indietro, lanciando il codice
di emergenza “7700”, utilizzato per segnalare situazioni critiche.
I dati della piattaforma Flightradar24 mostrano che il velivolo ha inizialmente
mantenuto una traiettoria regolare durante il rientro, per poi avviare una
rapida discesa che lo ha portato, nel giro di circa dieci minuti, a scendere a
poco più di tremila metri di quota. L’atterraggio a Birmingham è avvenuto circa
cinquanta minuti dopo l’inversione di rotta. Secondo alcune testimonianze
raccolte, la turbolenza si sarebbe verificata mentre era in corso il servizio di
cabina. Gli assistenti di volo stavano passando tra i corridoi con i carrelli
quando l’aereo è stato colpito dagli scossoni, causando lesioni definite lievi
ad alcune persone a bordo.
Dopo l’atterraggio sono intervenuti i servizi di emergenza aeroportuali per
prestare assistenza. A confermare l’accaduto è stata la stessa compagnia aerea:
“Il volo FR1121 è rientrato all’aeroporto di Birmingham poco dopo il decollo a
causa di turbolenza aerea”, ha spiegato via e-mail al Corriere una portavoce di
Ryanair. “L’aeromobile è atterrato normalmente, dopodiché i passeggeri sono
scesi e sono rientrati in terminal, dove a un piccolo numero di loro è stata
prestata assistenza medica“. Una volta concluse le verifiche e l’assistenza ai
passeggeri coinvolti, il volo è stato riprogrammato. “Il volo è poi proseguito
verso Tenerife alle 21:06 ora locale”, ha aggiunto la compagnia.
L'articolo Il volo Ryanair Birmingham-Tenerife viene investito da una
turbolenza, allarme a 11 mila metri: diverse persone ferite, piloti costretti ad
invertire la rotta proviene da Il Fatto Quotidiano.
La tragedia è stata sfiorata, ma fortunatamente senza conseguenze per i
passeggeri. Un aereo Ryanair diretto a Faro, in Portogallo, è entrato in
collisione con un camion cisterna all’aeroporto di Edimburgo intorno alle 10 del
mattino. L’impatto è avvenuto mentre il velivolo stava iniziando a muoversi
verso la pista. Tutti i passeggeri sono stati fatti sbarcare e nessuno è rimasto
ferito, come confermato dalle autorità aeroportuali e dalla compagnia.
Secondo quanto riportano i media britannici, l’aereo aveva già completato
l’imbarco ed era in fase di rullaggio quando l’ala ha urtato la cabina del mezzo
di rifornimento carburante. Un passeggero ha raccontato allo Scottish Sun: “È
stato spaventoso. Il pilota è intervenuto all’interfono cercando di minimizzare,
ma non sembrava una cosa da poco. L’aereo stava appena iniziando a muoversi
verso la pista e per fortuna non andavamo a velocità elevata”.
Un portavoce dell’aeroporto di Edimburgo ha confermato che si è verificato un
“incidente”, ma ha smentito categoricamente che ci sia stato un incendio o un
rischio immediato: “Non c’è stato alcun impatto sulle operazioni
dell’aeroporto”. La gestione dell’episodio, spiegano dallo scalo, è stata rapida
e la situazione è stata risolta in circa 30 secondi, consentendo uno sbarco
ordinato dei passeggeri. Anche Ryanair ha fornito una ricostruzione ufficiale
dell’accaduto. In una nota, un portavoce della compagnia ha dichiarato: “Questo
volo da Edimburgo a Faro si stava preparando alla partenza quando l’estremità
dell’ala è entrata in contatto con la cabina di un camion cisterna. I passeggeri
sono sbarcati normalmente ed è stato predisposto un aeromobile sostitutivo per
operare il volo verso Faro”. Il nuovo aereo è poi decollato con alcune ore di
ritardo, intorno alle 12.15-12.30, come risulta anche dai dati di FlightRadar24
per il volo FR5667, inizialmente previsto alle 10.05.
Sul posto è intervenuto anche lo Scottish Fire and Rescue Service. Un portavoce
ha spiegato: “Siamo stati allertati alle 10.04 di lunedì 22 dicembre per
assistere i partner in un incidente che ha coinvolto un aeromobile all’aeroporto
di Edimburgo. In via precauzionale sono stati mobilitati sei mezzi dei vigili
del fuoco e risorse specialistiche, ma la maggior parte è stata successivamente
richiamata e solo un mezzo è rimasto sulla scena per coordinarsi con
l’aeroporto. L’intervento si è concluso dopo aver verificato che non fosse
necessaria ulteriore assistenza”. Nonostante l’assenza di feriti e il rapido
ripristino delle operazioni, l’episodio ha generato tensione tra i passeggeri.
Alcuni hanno riferito di aver ricevuto voucher da 3 sterline da spendere
all’interno dello scalo in attesa del nuovo imbarco. “È una barzelletta”, ha
commentato uno dei viaggiatori, citato dai media locali. L’aeroporto di
Edimburgo ha infine confermato che le partenze successive hanno registrato
disagi minimi, e che l’incidente non ha avuto effetti significativi sul traffico
aereo della mattinata.
Credit foto: Reddit
L'articolo Aereo Ryanair si scontra con una cisterna piena di carburante,
evacuati tutti i passeggeri a bordo: “È stato spaventoso, per fortuna non
andavamo a velocità elevata” proviene da Il Fatto Quotidiano.
E alla fine, dopo le indagini antitrust, è scattata la multa per Ryanair.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha condannato la compagnia
aerea a pagare oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante
dall’aprile del 2023 ad almeno l’aprile del 2025. Una constatazione che deriva
anche dalle quote di mercato di Ryanair, la quale trasporta circa il 40% dei
passeggeri nelle rotte da e per l’Italia. Una dominanza che, nella visione
dell’autorità, ha consentito – secondo l’authority – alla compagnia di agire in
modo indipendente da concorrenti e consumatori.
L’accusa principale era che Ryanair attuasse una strategia per ostacolare alle
agenzie di viaggio l’acquisto di voli sul sito ryanair.com: tutti ostacoli che
favoriscono l’acquisto di biglietti direttamente dai passeggeri, a discapito
dell’intermediazione offerta dalle agenzie.
Prima di tutto, secondo l’Antitrust, Ryanair ha imposto delle procedure di
riconoscimento facciale ai consumatori che compravano i biglietti tramite
agenzie fisiche. Successivamente, ha bloccato le prenotazione delle agenzie
digitali – come Booking ed Expedia – con il blocco dei metodi di pagamento e la
cancellazione degli account riconducibili a esse.
Infine, Ryanair ha imposto delle partnership alle agenzie di viaggio digitali e
l’utilizzo della piattaforma Travel Agent Direct alle agenzie fisiche: ostacoli
che hanno impedito alle agenzie di offrire i voli in combinazione con altri
servizi legati al turismo. Come armi, Ryanair ha utilizzato il blocco
intermittente delle prenotazioni e una campagna di comunicazione aggressiva nei
confronti delle agenzie.
Secondo l’Antitrust, tutte queste condotte hanno comportato una diminuzione
della vendita di biglietti per le agenzie tradizionali e del traffico internet
per quelle digitali. Una situazione che penalizza l’offerta nel mercato del
turismo e riduce la concorrenza tra le agenzie, peggiorando la quantità e la
qualità dei servizi offerti ai consumatori.
L'articolo Ryanair, multa dell’Antitrust da 255 milioni: “Abuso di posizione
dominante” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un oggetto di uso quotidiano nella cabina di pilotaggio, una visiera parasole,
si stacca all’improvviso e cade sui comandi. Pochi istanti dopo, uno dei due
motori si spegne mentre l’aereo è ancora in fase di salita. È una sequenza
insolita, quasi surreale, quella ricostruita dagli investigatori polacchi
sull’emergenza che ha coinvolto un Boeing 737 Max di Malta Air — compagnia del
gruppo Ryanair — decollato da Cracovia e diretto a Bergamo Orio al Serio.
L’episodio risale all’8 dicembre 2025. Secondo il rapporto preliminare della
Commissione statale polacca che indaga sugli incidenti aerei, il velivolo aveva
appena superato gli 8.000 piedi di quota quando l’equipaggio ha segnalato
un’anomalia critica. Durante la salita verso i 10.000 piedi, uno dei motori si è
improvvisamente fermato.
LA CHIAMATA DI EMERGENZA E IL RIAVVIO DEL MOTORE
Di fronte alla perdita di un propulsore, i piloti hanno lanciato un messaggio di
urgenza “PAN PAN”, utilizzato per indicare una situazione seria ma ancora sotto
controllo. L’aereo ha interrotto la salita, mantenendo la rotta, mentre
l’equipaggio tentava il riavvio del motore. Il riavvio è riuscito. Il Boeing 737
Max — certificato per volare anche con un solo motore operativo — ha quindi
potuto proseguire il viaggio fino a Bergamo, senza ulteriori conseguenze per i
passeggeri, tra cui anche viaggiatori italiani.
IL PARASOLE E LA LEVA DEL MOTORE
La parte più delicata della vicenda riguarda la dinamica che avrebbe portato
allo spegnimento del motore. Nel documento preliminare, l’autorità investigativa
polacca parla genericamente di un impatto “dell’oscurante parasole con la leva
di avviamento del motore”. Un dettaglio che solleva interrogativi tecnici. La
leva del carburante — o di avviamento del motore — è progettata con sistemi di
sicurezza che ne impediscono lo spostamento accidentale: per interrompere il
flusso di carburante è necessario sollevare la leva e spingerla all’indietro. Un
semplice urto, come quello di un oggetto caduto, difficilmente dovrebbe essere
sufficiente a causare lo spegnimento di un motore. Per questo gli investigatori
non escludono altre ipotesi: un possibile difetto della leva, una posizione non
corretta dopo il decollo, oppure un movimento involontario di un pilota nel
tentativo di bloccare la caduta del parasole o rimuoverlo dai comandi.
LE INDAGINI E I PUNTI ANCORA OSCURI
Nel suo aggiornamento, la Commissione polacca non ha specificato quale dei due
motori sia stato coinvolto, né ha chiarito come il parasole fosse fissato prima
dell’evento. Non è stato inoltre stabilito con certezza se l’oggetto abbia
colpito direttamente i comandi del motore o se siano intervenute altre
circostanze concomitanti. Resta anche da chiarire perché, dopo l’atterraggio,
l’aereo sia rimasto fermo a terra per circa 50 ore prima di tornare operativo il
10 dicembre sulla tratta Bergamo–Bologna. Un tempo tecnico che suggerisce
controlli approfonditi, in attesa di verifiche più dettagliate sull’affidabilità
dei sistemi coinvolti.
L'articolo Il parasole si stacca all’improvviso, cade sui controlli e spegne un
motore mentre l’aereo è in volo a 10 mila metri d’altezza: panico sul volo
diretto a Bergamo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Chiusa l’istruttoria del Garante per il mercato la concorrenza (Agcm) sulla
compagnia aerea Ryanair che ora rischia una maximulta, compresa nella forbice
tra 500 milioni e il miliardo di euro. Lo scrive Il Corriere della Sera,
ricostruendo l’indagine condotta dall’Antitrust: il sospetto è che il vettore
abbia abusato di una posizione dominante. Il verdetto, annuncia la testata, è
atteso per il 22 dicembre. Il 30 novembre la compagnia ha consegnato le sue
memorie all’Autorità, il 10 dicembre si è svolta l’audizione: si chiude così un
fascicolo aperto nel settembre 2023.
L’ACCUSA DELL’ANTITRUST: “ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE”
Secondo l’Antitrust, Ryanair avrebbe abusato della sua posizione dominante nel
mercato italiano del trasporto aereo. Il vettore controlla quote tra il 38% e il
50% sulle rotte domestiche ed europee. In che modo avrebbe ulteriormente
ristretto la concorrenza? Rendendo sempre più difficile, per le agenzie di
viaggio fisiche e online, vendere i biglietti Ryanair. Lo scopo sarebbe indurre
i passeggeri all’acquisto solo sul sito della compagnia, limitando il confronto
dei prezzi, la libertà di scelta e la concorrenza. Ad esempio imponendo la
verifica facciale ai clienti che si rivolgono alle agenzie online. Oppure il
sistema di blocco automatico per le prenotazioni ritenute “anomale”. L’Antitrust
contesta anche i contratti di distribuzione con le agenzie di viaggio,
considerati “squilibrati”. Sul tavolo dell’Autorità per concorrenza e il mercato
sono giunti decine di “memorie” firmate dai tour operator: tutte concordano nel
denunciare gli ostacoli nella vendita dei biglietti Ryanair. Secondo l’Authority
la posizione dominante “non è contestabile”. E sarebbe stata usate per limitare
la concorrenza e la libertà di scelta degli utenti.
LA COMPAGNIA RESPINGE GLI ADDEBITI
Per respingere le accuse di strozzare il mercato Ryanair ha scritto un documento
di oltre 200 pagine nelle quali sostiene che i blocchi delle prenotazioni
servirebbero alla sicurezza e al contrasto delle frodi. La compagnia rivendica
tariffe più basse e nessun obbligo a stringere accordi con le agenzie di
viaggio. Contesta la presunta posizione dominante, misurata dal Garante
trascurando la concorrenza su scala globale. Secondo l’azienda, come riporta Il
Corriere, l’Agcm si sarebbe macchiata di una “grave mistificazione dei fatti”,
sposando la versione delle agenzie di viaggio.
L'articolo Ryanair rischia multa da un miliardo: chiusa l’indagine
dell’Antitrust per abuso di posizione dominante proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ci riserviamo il diritto di non servire chi indossa tute da maranza“. È bastata
una frase, piazzata su uno sfondo blu istituzionale, per trasformare la consueta
e pungente ironia social di Ryanair in una polemica. Quella che doveva essere
l’ennesima “card” divertente, in linea con lo stile irriverente della compagnia
irlandese, si è trasformata infatti in un boomerang d’immagine. Accompagnata
dalla didascalia perentoria “Facciamo noi le regole”, l’ultima trovata social
della compagnia ha scatenato un’accesa discussione nei commenti, dividendo il
web tra chi applaude e chi grida al razzismo.
Fino a oggi, il social media management di Ryanair Italia aveva abituato i
follower a battute taglienti sui disagi dei viaggiatori, dal “passaporto scaduto
in aeroporto” alle dimensioni microscopiche dei bagagli a mano, fino a meme su
chi “indossa 7 strati di vestiti per risparmiare”. Ma questa volta il bersaglio
non è una situazione, bensì una categoria di persone. Il termine “maranza”, nato
negli anni Ottanta a Milano per indicare i “paninari” di periferia, ha assunto
negli ultimi anni una connotazione sociologica ben precisa, spesso utilizzata
per etichettare gruppi di adolescenti, frequentemente di origine nordafricana o
di seconda generazione, caratterizzati da un abbigliamento sportivo vistoso (le
famose tute griffate) e da atteggiamenti talvolta considerati molesti.
Utilizzare questo termine in una comunicazione ufficiale, secondo molti
osservatori e utenti, significa strizzare l’occhio a stereotipi razzisti e
classisti, sdoganando l’idea di una selezione della clientela basata non sul
comportamento, ma sull’apparenza e sull’origine.
La sezione commenti sotto i post di Instagram e X (ex Twitter) è diventata
immediatamente un campo di battaglia, confermando la natura polarizzante del
messaggio. Da un lato, c’è chi ha colto la palla al balzo per sfogare
intolleranza: “Fuori i maranza dall’Italia”, scrive un utente, mentre un altro
esulta prevedendo una “radicale impennata di prenotazioni” se la regola fosse
applicata davvero. Dall’altro, la condanna è netta. Molti utenti hanno
sottolineato la pericolosità del messaggio: “Guardando quanti contenuti razzisti
o di estrema destra avete scatenato nei commenti, pare chiaro a chi strizzate
l’occhio”, nota un follower, mentre altri auspicano che l’account venga chiuso
per incitamento all’odio. Non manca chi, con la stessa ironia usata
dall’azienda, ne sottolinea l’ipocrisia. Ryanair è pur sempre la compagnia aerea
più economica d’Europa, non un club esclusivo. “Preparatevi al fallimento“,
avverte qualcuno, mentre un altro utente sferra l’attacco finale: “Grande
strategia per la regina delle low cost, dove notoriamente salgono quelli con le
giacche di tweed”.
Nonostante la bufera e le accuse di aver promosso un messaggio discriminatorio,
da Dublino (e dagli uffici italiani della comunicazione) tutto tace. Il post non
è stato rimosso, non ci sono state scuse né chiarimenti.
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L'articolo “Non serviamo chi mette tute da maranza, facciamo noi le regole”: il
post social di Ryanair scatena le polemiche. Gli utenti: “Siete la regina delle
low cost, non un club per gente in tweed” proviene da Il Fatto Quotidiano.