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“Se mi scrivete in privato e sul vostro profilo vedo foto con vostra moglie, faccio uno screenshot e glielo mando immediatamente”: YesJulz crea il panico tra i campioni del Super Bowl
Segni particolari, bellissima, ma pericolosissima per molte coppie sposate. L’influencer YesJulz ha fatto impallidire i giocatori della NFL, subito dopo la vittoria dei Seattle Seahawks al Super Bowl LX. È bastato un semplice post su X per creare il panico: “Se mi scrivete in privato e sul vostro profilo vedo foto con vostra moglie, faccio uno screenshot e glielo mando immediatamente”. Dopo il messaggio, YesJulz ha spiegato che sono fioccati molti messaggi privati in cui diversi giocatori le avrebbero scritto: “Non sono sposato e non ho una fidanzata”. Negli anni l’influencer è stata al centro di diverse voci su presunte relazioni con atleti di fama, incluso LeBron James, affermazioni che ha sempre categoricamente smentito. Nel marzo 2024, la donna è stata allontanata dal team di Kanye West durante il lancio del progetto Vultures, una serie di album collaborativi del superduo ¥$, composto dal rapper Kanye West (Ye) e dal cantante/produttore Ty Dolla $ign. Invece il giornalista e scrittore Milo Yiannopoulos le ha notificato una sanzione di 7,7 milioni di dollari per presunte violazioni degli accordi di riservatezza. In risposta, la donna ha divulgato pubblicamente comunicazioni private dello staff. YesJulz, al secolo Julieanna Marie Goddard, influencer, imprenditrice e talent manager americana di origini portoricane e italiane, è nata a Miami il 2 marzo 1990. Figura di spicco nel panorama dei media digitali e dell’intrattenimento, è fondatrice dell’agenzia creativa 1AM Entertainment. L'articolo “Se mi scrivete in privato e sul vostro profilo vedo foto con vostra moglie, faccio uno screenshot e glielo mando immediatamente”: YesJulz crea il panico tra i campioni del Super Bowl proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scoppia il giallo su Bad Bunny: regala la maglietta della performance al Super Bowl ai dipendenti di Zara, ma compaiono in vendita su Vinted a mille euro
Per la sua performance al Super Bowl dell’8 febbraio Bad Bunny ha rinunciato ai brand di lusso (come Schiaparelli che lo aveva vestito in occasione dei Grammy Awards) per indossare un completo firmato Zara, reinterpretato come una divisa da football. Una scelta in linea con il suo desiderio di restare vicino alle persone comuni. Il look, progettato insieme agli stylist Storms Smoov e Marvin Douglas, era carico di significati: il numero 64, anno di nascita della madre, e allo stesso tempo riferimento alle prime vittime ufficiali dell’uragano Maria a Porto Rico nel 2017. Ai piedi, le nuove adidas Badbo 1.0, lanciate proprio in occasione dello show, hanno completato un outfit diventato subito virale. Alla fine aveva ragione lui: non serviva imparare lo spagnolo. Il rapper portoricano ha voluto fare un regalo ai dipendenti del quartier generale di Zara a La Coruña, in Spagna, dove è stato creato il suo outfit, regalando a ognuno di essi una maglietta simile a quella indossata da lui durante l’half time. Il magazine spagnolo Quincemil15000, ha pubblicato il biglietto di ringraziamento dell’artista, firmato con il vero nome: “Grazie per il tempo, il talento e il cuore che avete dedicato a questo progetto. Grazie per averlo reso reale. Questo spettacolo è stato anche vostro. Spero che vi piaccia. Ci vediamo presto“. Un atto gentile e generoso, ma c’è un ma… Trascorsi alcuni giorni, sulla celebre piattaforma Vinted, specializzata in articoli di seconda mano, sono comparse proprio le magliette donate dal rapper, complete di biglietto di ringraziamento, proposte in vendita a cifre esorbitanti, con prezzi addirittura oltre i mille euro. L'articolo Scoppia il giallo su Bad Bunny: regala la maglietta della performance al Super Bowl ai dipendenti di Zara, ma compaiono in vendita su Vinted a mille euro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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A Sanremo 2026 non si canta ancora ma tra Pausini, Pucci e il SuperBowl sullo sfondo si sente già un gran chiasso
A Sanremo 2026 non si canta ancora, ma si sente già un gran chiasso. In fondo la musica è sempre stato l’ingrediente meno importante, come quei fiorellini messi lì a decorare il piatto nei ristornati gourmet. La sostanza vera è in tutto il circo mediatico che gira attorno a questa manifestazione, da 66 anni a questa parte. Quest’anno cominciamo proprio dall’abbronzatissimo direttore artistico Carlo Conti e le sue scelte discutibili, prima fra tutte quella della co-conduttrice, Laura Pausini. Tralasciando i gusti personali e il fatto che potrei ascoltare le sue canzoni solo sotto tortura, qui il tema è un altro. Si è scelto di puntare su un personaggio comodo, rassicurante, per nulla divisivo (se non per questioni musicali), insomma una che la tiene como todas e soprattutto che non prende mai una posizione netta su nulla. E infatti, Conti intuisce subito che lei è la donna giusta per il palco dell’Ariston, la donna giusta per la Rai, la donna giusta per la nostra premier Meloni. Ok, la scelta è giusta! Finalmente una co-conduttrice che non farà battutine sarcastiche sulla politica, che non scomoderà direttori di rete o ministri, una che starà su quel palco come emblema del fatti i cazzi tuoi che campi cent’anni e diventerai milionaria grazie all’America Latina. Sarà per questo che Carlo Conti ha deciso di bilanciare scegliendo Andrea Pucci come comico di punta del Festival. Chi? Andrea Pucci, quello che fece quella divertentissima battuta sui tamponi e Tommaso Zorzi “Abbiamo passato tutto l’anno scorso a farci tamponi, si entrava in queste strutture dove ti infilavano il tampone in una narice, se erano stron*i anche nell’altra, se erano ancora più stron*i in bocca, se invece ti chiamavi Zorzi, nel cu*o”, un comico irriverente, sagace, uno che non le manda a dire. Come quella volta che commentò una foto di Elly Schlein “Alvaro Vitali e Pippo Franco insieme. Già che ci sei dentista e orecchie no? Ridicola!”. Quello che per fare satira pungente sulla sinistra, li definì zecche. Quello che si scagliò contro i sardi, perché durante una serata in piazza ebbe un problema audio e non riuscì a terminare il suo imperdibile spettacolo e che gli ha spesso dedicato monologhi nei quale vengono descritti come piccolini, incazzati, con le sopracciglia di cashmere, insomma… una roba di un originale pazzesco, di un pungente straordinario. Andrea Pucci è il nostro Ricky Gervais, almeno così la pensa la nostra premier Giorgia Meloni, che si è spesa con una velocità inverosimile per difendere Pucci dalle critiche che lo hanno investito in questi giorni e che lo hanno costretto ad autoescludersi dal Festival. Ma Meloni non è la sola ad aver difeso a spada tratta il comico (?), per lui sono scesi in campo il vicepremier Antonio Tajani, Matteo Salvini e persino Ignazio La Russa. Insomma, una degna rappresentanza di difensori della libertà di pensiero e di satira. Certo, questo Pucci deve essere proprio uno bravo, per avere tutte queste importanti cariche dello Sato dalla sua parte. Che combinazione, questa parte è sempre molto a destra! Vedi a volte, il caso. In ogni caso, con buona pace di tutto il Governo Meloni schierato, Andrea Pucci non salirà sul palco di Sanremo probabilmente perché qualcuno con un po’ di interessi in ballo deve avergli consigliato (bene) di rifiutare una quasi accertata figura di me*da, soprattutto dopo la memorabile telecronaca della cerimonia di Milano-Cortina. Mentre Laura Pausini invece calcherà ancora una volta il palco dell’Ariston, con tutta la sua candida indifferenza a tutto ciò che è politico e culturale (come dimenticare il suo rifiuto ad intonare Bella Ciao in un programma spagnolo, definendo il canto popolare troppo politico e aggiungendo di non voler cantare canzoni politiche), perché in un Paese che si rispetti, i cantanti pensano a cantare o al massimo a presentare Sanremo. Peccato, perché proprio dall’America Latina, tanto cara alla nostra Laura nazionale, arriva una delle più belle lezioni di politica declinata in musica degli ultimi tempi. Bad Bunny, al secolo Benito Antonio Martinez Ocasio, è un artista portoricano, fresco di Grammy come miglior album dell’anno, si è esibito qualche sera fa durante l’Half Time del Super Bowl. Il suo show è stato epico e unico nel suo genere. Cantando e parlando interamente in spagnolo, ha trascinato tutti nella sua Porto Rico, tra la sua gente, nel cuore delle sue origini. Tralasciando per un attimo il capolavoro di scenografia nella quale si è esibito, tutto il suo show è stato un gigantesco, potente e importante messaggio politico. Durante l’evento più importante degli Stati Uniti, Bad Bunny ha scelto di rispondere all’America di Trump con la sua musica, con la sua cultura e le sue radici, con la gioia di essere portoricano, ma anche americano. Unire, non dividere, perché “The only thing more powerful than hate is love”. Forse la signora Pausini dovrebbe prendere esempio da certi artisti, che non solo decidono di prendere una posizione, ma lo fanno senza smettere di essere cantanti, senza nascondersi o uniformarsi per non fare troppo rumore. Lo fanno usando ciò che hanno, ciò che sono: la musica. L'articolo A Sanremo 2026 non si canta ancora ma tra Pausini, Pucci e il SuperBowl sullo sfondo si sente già un gran chiasso proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’ira di Trump contro Bad Bunny: “Terribile, nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e i balli sono disgustosi”. Ma è il SuperBowl più visto di sempre
“Buon Super Bowl, America! Il nostro Paese è più forte, più grande e migliore che mai e, IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!”. Pochi istanti prima dell’evento televisivo più atteso dell’anno, Donald Trump era sembrato sereno e fiducioso. Subito dopo l’Halftime Show però, il Presidente degli Stati Uniti si è nuovamente rivolto ai social per esprimere tutto il suo dissenso: “Lo show dell’Halftime del Super Bowl è assolutamente terribile, uno dei peggiori di SEMPRE!”. Questa è una storia che parte da lontano, storia che ha come protagonista Bad Bunny. L’artista portoricano a fine settembre del 2025 è stato nominato per esibirsi all’Halftime Show del Superbowl, il palco più prestigioso degli Stati Uniti. La scelta all’epoca aveva suscitato non poche critiche da parte della destra trumpiana, soprattutto per la nazionalità del cantante e per le sue idee politiche, oltre per il fatto che avrebbe cantato interamente in spagnolo. Di fatto è stato così, nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 2026 è andato in scena il primo e unico Halfitme show interamente in spagnolo, se non per un brevissimo contributo di Lady Gaga, che ha portato una versione riarrangiata di “Die With a Smile”. Ma i record non finiscono qui: secondo la NBC, é il più visto di sempre con 134,5 milioni di spettatori, superando il record del 2025 stabilito da Kendrick Lamar, che aveva contato 127,7 milioni di views su tutte le piattaforme. L’ira di Trump, che aveva cercato in tutti i modi di boicottare l’esibizione del portoricano, si è riversata in un post al veleno su Truth: “Non ha alcun senso, è un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza. Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e i balli sono disgustosi, specialmente per i bambini che stanno guardando da tutti gli Stati Uniti e dal resto del mondo. Questo ‘spettacolo’ è solo uno ‘schiaffo in faccia’ al nostro Paese, che sta stabilendo nuovi standard e record ogni singolo giorno — incluso il miglior mercato azionario e i migliori 401(k) della storia!”, ha scritto. Il tycoon e 46esimo presidente degli Stati Uniti ha continuato: “Non c’è nulla di ispiratore in questo disastro di Halftime Show e vedrete, riceverà grandi recensioni dai Fake News Media, perché non hanno la minima idea di cosa stia succedendo nel MONDO REALE — E, a proposito, la NFL dovrebbe sostituire immediatamente la sua ridicola nuova regola sul kickoff. MAKE AMERICA GREAT AGAIN! Presidente DONALD J. TRUMP”. Che questo Half Time Show del Super Bowl sarebbe stato uno dei più discussi degli ultimi anni lo si poteva intuire fin dal giorno dell’annuncio. Dal 28 settembre 2025 fino a quest’ultima notte, quattro lunghi mesi di critiche durissime da parte di una certa destra statunitense che ha visto la scelta di Bad Bunny come un affronto all’identità storica della manifestazione. Il portoricano, amatissimo in tutto il mondo e soprattutto negli Stati Uniti, è reduce dalla vittoria di tre Grammy Awards, tra cui quello per il miglior album con “Debi Tirar Mas Fotos”, ed è il primo artista a ottenere il “Grammy Album of the Year” con un prodotto interamente in lingua spagnola. Questa vittoria, a posteriori, è sintomo che la scelta degli organizzatori del Super Bowl, la NFL (National Football League), era giusta e intercettava pienamente il responso sia del pubblico, Debi Tirar Mas Fotos conta su Spotify più di dieci miliardi di ascolti, che della critica, per quello che è l’evento televisivo più seguito dell’anno. Proprio durante l’acceptance speech dei Grammy, Bad Bunny non ha fatto a meno di riaprire il dibattito politico che lo vedeva coinvolto, riferendosi anche ai recenti fatti di Minneapolis: “Prima di accettare questo premio e ringraziare Dio, voglio dire “ICE Out”. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani”. A Donald Trump questa decisione non è mai andata giù. All’epoca della nomina, il Presidente degli Stati Uniti in un’intervista al canale conservatore Newsmax Tv aveva ammesso di non conoscere neanche l’artista portoricano, chiamato dalla conduttrice Greg Kelly “Bad Bunny the Rabbit” e in più aveva aggiunto: “È una scelta ridicola, sono pazzi non so perché lo stiano facendo”. Il noto commentatore politico trumpiano Benny Johnson si era spinto più in là commentando su X: “Bad Bunny è un grande hater di Trump, non ha canzoni in inglese e diceva di aver cancellato il tour negli Stati Uniti perché non voleva che l’ICE fosse fuori dai suoi concerti. La NFL si sta distruggendo anno dopo anno”. La risposta dell’artista non si era fatta attendere. Durante la conduzione del Saturday Night Live, il 5 ottobre del 2025, Bad Bunny aveva risposto ai suoi detrattori, commentando in spagnolo la sua partecipazione al Superbowl. “Questa non è solo una vittoria per me stesso ma per tutti i latini e le latine nel mondo e qui negli Stati Uniti che hanno lavorato per aprire porte. Le nostre impronte e il nostro contributo in questo Paese, nessuno potrà mai portarceli via o cancellarli – e aveva ironicamente aggiunto – Potreste non aver capito niente di questo discorso, ma avete quattro mesi per imparare lo spagnolo”. Quattro mesi dopo, l’esibizione di Bad Bunny è riuscitissima, merito di una scenografia immersiva che riprende le reference visive del suo ultimo album con semplici elementi quali l’iconica sedia bianca di plastica, le piante di banano, i tralicci della corrente che svettano tra gli alberi. Bad Bunny ha chiuso lo show intonando “God Bless America” e subito dopo ha citato tutti gli stati del continente, sbugiardando quella nota supponenza di alcuni cittadini statunitensi che ancora oggi utilizzano la parola America come metonimia degli Stati Uniti, escludendo tutti gli altri Stati dell’America Centrale e del Sudamerica. L'articolo L’ira di Trump contro Bad Bunny: “Terribile, nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e i balli sono disgustosi”. Ma è il SuperBowl più visto di sempre proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bad Bunny festeggia con Lady Gaga e Ricky Martin l’orgoglio portoricano al Super Bowl. Donald Trump disgustato: “Terribile. Uno schiaffo alla Nazione”
Grande successo ieri 8 febbraio per Bad Bunny che ha portato sul palco del Super Bowl 60 Lady Gaga, Ricky Martin e l’orgoglio portoricano, mentre i Green Day e Charlie Puth hanno suonato prima della partita. L’evento sportivo e musicale è stato un evento ricco di star, con Chris Pratt e Jon Bon Jovi che hanno presentato le squadre. Lo spettacolo di Bad Bunny durante l’intervallo ha celebrato la cultura portoricana con le apparizioni di Lady Gaga e Ricky Martin. L’esibizione ha presentato immagini inconfondibili della cultura portoricana e un matrimonio reale, celebrato allo stadio. I Green Day hanno reso omaggio al 60esimo anniversario del campionato NFL con un mix di successi. Brandi Carlile e Charlie Puth hanno eseguito canzoni patriottiche, mentre Coco Jones ha aperto con “Lift Every Voice and Sing”. Celebrità come Travis Scott, Jay-Z e Brad Pitt sono state avvistate al Levi’s Stadium. Bad Bunny ha ricreato sul palco Porto Rico nella California settentrionale, “Dio benedica l’America!” ha gridato verso la fine, una delle poche frasi in inglese nei 13 minuti di spettacolo dell’intervallo. Poi ha fatto l’appello delle nazioni del Nord, Sud e Centro America, tra cui Uruguay, Colombia, Venezuela, Cuba, Stati Uniti e Canada. Una sfilata di bandiere di queste nazioni ha sfilato attraverso le piantagioni di zucchero che hanno costituito il fulcro dello spettacolo. Dopo l’elenco delle nazioni, e alla fine dello spettacolo, ha dichiarato: “Mi Patria Puerto Rico, seguimos aquí”, ovvero “Mia patria Porto Rico, siamo ancora qui”. Il trentunenne ha iniziato l’esibizione tra i solchi delle finte piantagioni di canna da zucchero, passando davanti a inconfondibili immagini portoricane, tra cui contadini con cappelli di paglia, anziani che giocavano a domino e un chiosco di granite, mentre eseguiva la sua hit reggaeton del 2022 “Tití Me Preguntó”. Portava un pallone da football e indossava una maglia da football completamente bianca con il numero 64 e il suo vero cognome, Ocasio. Poi si è piazzato in cima a una piccola casa rosa con dei ballerini nel giardino anteriore e ha cantato “Yo Perreo Sola”, per poi salire su un pick-up mentre cantava “EOO”. La scena si è spostata su un matrimonio, dove la coppia si è separata per rivelare Lady Gaga come prima ospite a sorpresa. Si è unita a Bad Bunny nell’esecuzione di “Baile Inolvidable“. Gaga ha tenuto il suo spettacolo durante l’intervallo del Super Bowl nel 2017. La coppia si è effettivamente sposata durante lo spettacolo, come ha riferito l’ufficio stampa di Bad Bunny, che ha affermato di aver fatto da testimone e di aver firmato il loro certificato di matrimonio. Bad Bunny ha poi fatto irruzione nel suo “NuevaYol” in un finto parcheggio di un centro commerciale. Ricky Martin, una star portoricana di una generazione precedente, si è unito a lui per “Lo Que Le Pasó a Hawaii”. Lo spettacolo è arrivato una settimana dopo che la superstar trentunenne ha vinto il Grammy per l’album dell’anno con “Debí Tirar Más Fotos”. Per la cronaca sportiva: i Seattle Seahawks hanno conquistato il Super Bowl, travolgendo i New England Patriots 29-13 nella sfida disputata al Levìs Stadium di Santa Clara, in California. Per i Seahawks, campioni della National Football Conference, si tratta del secondo titolo. Il running back Kenneth Walker III è stato nominato Mvp dell’incontro. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da NFL (@nfl) DONALD TRUMP: “È STATO TERRIBILE” “L’halftime show del Super Bowl è assolutamente terribile, uno dei peggiori di sempre! Non ha senso, è un affronto alla grandezza dell’America e non rappresenta i nostri standard di successo, creatività o eccellenza”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato l’esibizione del rapper portoricano Bad Bunny. “Nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio e la danza è disgustosa, soprattutto per i bambini piccoli che lo guardano da tutti gli Stati Uniti e da tutto il mondo”, ha spiegato. “Questo ‘spettacolò è solo uno ‘schiaffo in faccià al nostro Paese, che ogni giorno stabilisce nuovi standard e record, compresi il miglior mercato azionario e i migliori fondi pensione della storia! Non c’è nulla di stimolante in questo pasticcio di spettacolo dell’intervallo e, state a vedere, riceverà ottime recensioni dai media che diffondono fake news, perché non hanno la minima idea di cosa stia succedendo nel mondo reale. E, a proposito, la Nfl dovrebbe sostituire immediatamente la sua ridicola nuova regola sul calcio d’inizio”, ha concluso. L'articolo Bad Bunny festeggia con Lady Gaga e Ricky Martin l’orgoglio portoricano al Super Bowl. Donald Trump disgustato: “Terribile. Uno schiaffo alla Nazione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Agenti ICE, lasciate quel lavoro di me**a. Trump vi scaricherà. Venite dalla nostra parte”: Billie Joe Armstrong dei Green Day scalda l’atmosfera del Super Bowl
Alla vigilia della cerimonia del Super Bowl, Billie Joe Armstrong dei Green Day, che si esibirà oggi 8 febbraio nel pre partita, ha implorato gli agenti dell’ICE di dimettersi, affermando che alla fine sarebbero stati comunque messi prima alle strette e poi da parte dall’amministrazione Trump. L’occasione per l’appello è stata una esibizione per Spotify venerdì scorso. “A tutti gli agenti dell’ICE là fuori, ovunque siate – ha detto Armstrong dal palco -, lasciate il vostro lavoro di merda. Lasciate quel lavoro di merda che avete. Perché quando tutto questo sarà finito (e prima o poi finirà) Kristi Noem, Stephen Miller, JD Vance, Donald Trump, vi molleranno come una fottuta abitudine. Venite da questa parte”. Armstrong ha anche modificato alcuni testi della band per fare riferimento a temi di attualità. Cantando “Holiday”, ha cambiato le parole da “il rappresentante della California ha la parola” a “il rappresentante dell’Isola di Epstein ha la parola”. Prima di quella stessa canzone, Armstrong ha fatto una dedica, dicendo: “Questo va a Minneapolis”. Inoltre, come fa ormai da anni, Armstrong ha cantato “Non faccio parte dell’agenda MAGA” invece di “…parte di un’agenda redneck” in “American Idiot”. I Green Day si esibiranno nella cerimonia pre-partita del Super Bowl LX. Bad Bunny si esibirà durante l’halftime show, una scelta controversa per alcuni esponenti di destra degli Stati Uniti. L'articolo “Agenti ICE, lasciate quel lavoro di me**a. Trump vi scaricherà. Venite dalla nostra parte”: Billie Joe Armstrong dei Green Day scalda l’atmosfera del Super Bowl proviene da Il Fatto Quotidiano.
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