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“Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una. Sono più imbarazzanti per gli uomini che per le donne”: la rivelazione di Miriam Leone
“Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una”. Miriam Leone e il magico mondo della finzione cinematografica. A pochi giorni dall’uscita di Le cose non dette di Gabriele Muccino, dove Leone e Accorsi tornano a fare coppia, ecco qualche frase a mezza bocca pronunciata dall’attrice catanese durante il podcast di Gianluca Gazzoli. “Con Stefano è bello perché ogni volta che succede (lavorare insieme ndr) ci lanciamo una piccola sfida, dove sappiamo che ci sorprenderemo l’un l’altra e porteremo in scena qualcosa che ci sorprenderà. Infatti alla fine di ogni scena piangiamo, ci abbracciamo, ci tiriamo pugnetti, ci diciamo ma questa dove l’hai tirata fuori”. Anche se a rivedere le scene insieme (Marylin ha gli occhi neri, 1992, 1993, 1994) di trovate sorprendenti fatichiamo a trovarne, Leone evoca una specie di stramba litigata proprio con Accorsi all’epoca di 1992: “Avevamo discusso io e Stefano per una scena, me lo ricordo, alla mensa di Cinecittà, mi ricordo che abbiamo fatto un serio litigio, perché sono delle scene delicate, ma anche delle scene cretinissime, perché immaginati due in una stanza con tutte le persone che mi mimano l’atto sessuale, la cosa meno erotica del mondo. Avevamo accordato che se avessimo fatto una cosa in scena, poi avremmo tolto una scena di sesso e io ho detto “va bene dai, trattavamo no?” e lui dice che in realtà questo accordo non me l’aveva mai dato, ma siamo amici lo stesso”. Insomma, siamo dalle parti di Ultimo tango a… Cinecittà (Accorsi è stato ideatore e protagonista della serie ndr) con Leone che però minimizza, elude, spiazza sostenendo che le scene di sesso sui set sono più imbarazzanti per gli uomini che per le donne, proprio per l’improvvisa presenza di quella cosa lì…: “Hanno paura che possa avvenire qualcosa, ma non perché provino… ma spesso vedi che loro sono in assoluto sbattimento, quello diventerebbe un momento molto imbarazzante”. L'articolo “Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una. Sono più imbarazzanti per gli uomini che per le donne”: la rivelazione di Miriam Leone proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Mi sono rotta una costola girando una scena di sesso con tre uomini. La cosa più imbarazzante? Raccontarlo al medico”: Emilia Clarke svela l’incidente sul set
Emilia Clarke e Haley Lu Richardson sono le protagoniste di una nuova serie tv thriller “Ponies”. Le due interpretano due donne che vivono una vita mondana nell’Unione Sovietica degli Anni 70, mentre i loro mariti sono agenti della CIA. Quando entrambe si ritrovano vedove, si ritrovano catapultate nel vivo dell’azione. Durante la presentazione alla stampa Emilia Clarke però ha confessato un aneddoto avvento sul set. A quanto l’attrice ha avuto un’esperienza dolorosa durante le riprese di alcune scene di sesso. In una intervista con The Wra, Clarke ha dichiarato di aver baciato diversi suoi colleghi della serie.Un giorno di riprese, ha dichiarato di aver baciato tre uomini per “ore”, riportando un infortunio fisico. “Faremo finta di fare sesso. – mi avevano detto -. Quel giorno mi sono rotta una costola“. Richardson, che era sul set quel giorno, ha confermato la versione di Clarke, aggiungendo: “L’ha fatto davvero. È un corpicino così piccolo e sensibile, che si è rotta una costola”. Clarke ha scherzato dicendo che quando è andata dal medico a causa della lesione alla costola, è stata sincera su come è successo. “Ho fatto sesso tre volte!“. Tuttavia, Clarke ha chiarito di essersi ripresa dopo che Richardson le ha chiesto se la sua costola fosse guarita. “È quasi guarita – ha risposto -. Non si è rotta del tutto. È solo spuntata un po’ fuori”. Clarke ha recentemente dichiarato al New York Times che la trama di “Ponies” era molto diversa dal suo ruolo più noto in “Game of Thrones”, dove interpretava la principessa esiliata della dinastia Targaryen, Daenerys. Ha recitato nella serie HBO cult dal 2011 al 2019. L'articolo “Mi sono rotta una costola girando una scena di sesso con tre uomini. La cosa più imbarazzante? Raccontarlo al medico”: Emilia Clarke svela l’incidente sul set proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fare sesso con lui è impossibile, a meno che tu non voglia piangere”: Haley Baylee svela il motivo del divorzio con Matt Kalil. L’ex marito le fa causa per aver rivelato dettagli intimi
“Sono scioccata e incredibilmente ferita”. Haley Baylee ha commentato così a Page Six la scoperta della notizia della causa intentata contro di lei dall’ex marito, Matt Kalil. Il motivo che ha spinto l’ex giocatore della Nfl a denunciare Baylee riguarda le affermazioni della donna sulla fine del loro matrimonio. Durante una diretta su Youtube con lo streamer Marlon Garcia, la 33enne aveva dichiarato che la dimensione eccessiva del pene dell’ex marito l’ha spinta a chiedere il divorzio. In diretta Haley aveva detto: “È impossibile fare sesso con lui, a meno che tu non voglia piangere”. E ancora: “Era come due lattine di Coca-Cola impilate, forse anche tre”. Matt Kalil ha intentato una causa contro l’ex, sostenendo che i commenti siano “degradanti e profondamente personali”. L’ex atleta ha detto di essere stato sottoposto ad attenzioni indesiderate e “commenti invasivi” da parte delle persone sui social. Kalil ha deciso di intentare una causa contro Baylee poiché l’influencer avrebbe tratto vantaggio economico dai commenti, incrementando le visualizzazioni, le interazioni e la monetizzazione sui social. Kalil chiede un risarcimento da 75 mila dollari. LE PAROLE DI HALEY BAYLEE A PAGE SIX Page Six ha contattato Haley Baylee per un suo commento sull’accaduto. Lei si è detta “scioccata e incredibilmente ferita dopo aver ricevuto la notizia di questa denuncia”. L’influencer ha definito il contenzioso “straziante ed emotivamente logorante” e ha aggiunto che l’ex marito le ha spezzato il cuore. Baylee ha riportato a Page Six alcuni estratti della sua intervista in cui definisce Matt “il ragazzo più bravo del mondo”. L'articolo “Fare sesso con lui è impossibile, a meno che tu non voglia piangere”: Haley Baylee svela il motivo del divorzio con Matt Kalil. L’ex marito le fa causa per aver rivelato dettagli intimi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sesso in aereo? Quando si abbassano le luci succede di tutto, anche accanto a chi dorme. I passeggeri ci segnalano che trovano preservativi o macchie anche sui sedili”: le rivelazioni dei assistenti di volo
“Quando si abbassano le luci e la cabina sprofonda nel buio, succede di tutto”. È una frase che più di altre restituisce il clima raccontato dagli assistenti di volo nell’inchiesta del Corriere della Sera sul sesso in aereo. Un mondo parallelo che si attiva a 12 mila metri di quota, soprattutto sui voli notturni, quando i pasti sono finiti, il personale riduce i passaggi e gran parte dei passeggeri dorme. Tutto può cominciare con un messaggio. Non sul telefono, ma direttamente sullo schermo dell’intrattenimento di bordo. “Ciao, che fai?”, compare all’improvviso mentre l’aereo attraversa l’Atlantico. A scrivere è un altro passeggero, seduto a qualche fila di distanza, che propone un incontro nel bagno “a metà aereo”, indicando perfino come aprire la porta dall’esterno. È uno degli episodi che ha dato origine all’indagine del Corriere, durata dieci anni e costruita su centinaia di voli e decine di testimonianze dirette. Il sesso in volo, spiega l’inchiesta, non è un mito da raccontare una volta atterrati. È un fenomeno reale, minoritario ma costante, che coinvolge sia coppie stabili sia sconosciuti che si incontrano grazie alle app di dating: “Se sui profili scrivi il numero del volo o il posto – racconta uno degli intervistati – e dall’altra parte c’è qualcuno interessato che è sullo stesso aereo, hai già risolto metà del problema”. Il resto avviene a bordo. E qui entrano in gioco i racconti più duri del personale di cabina. “Non avete idea di cosa troviamo nei bagni”, spiega un’assistente di volo al Corriere. “Preservativi usati, liquidi biologici sul lavandino, sul water, a volte persino sulle pareti”. In alcuni casi, le condizioni sono tali da costringere l’equipaggio a chiudere un bagno per tutta la durata del volo, con inevitabili disagi per gli altri passeggeri. Non va sempre meglio fuori dai servizi igienici: “Tracce le troviamo anche sui sedili”, raccontano più steward. “E spesso sono i passeggeri che vengono dopo a segnalarcelo, indignati”. È qui che, spiegano, il problema smette di essere una questione di morale e diventa una questione di salute pubblica. Secondo le testimonianze raccolte, il momento “perfetto” arriva un paio d’ore dopo il decollo. “I pasti sono serviti, le luci si spengono, il rumore dei motori copre tutto e in corridoio non passa quasi nessuno”, spiegano gli assistenti. “È in quel momento che molti si alzano, vanno in bagno e non sempre da soli”. Il luogo più usato resta il bagno, soprattutto in Economy, dove è l’unico spazio realmente chiudibile. In Business e Prima classe, invece, la maggiore privacy favorisce altri comportamenti. “Attraversando la Prima classe – racconta un assistente – capita di vedere coppie dormire insieme nella stessa suite, anche se non sarebbe consentito”. In un altro caso, su un volo da Dubai a Mosca, un membro dell’equipaggio si accorge di cosa sta succedendo solo passando con il carrello del duty free: “Dalla coperta è uscita una ragazza all’improvviso. Dai movimenti era chiaro cosa stesse succedendo”. Il personale ammette che spesso non interviene: “A volte chiudiamo un occhio per evitare che la situazione degeneri”, spiegano. C’è il rischio di litigi, di passeggeri alterati dall’alcol, di dover coinvolgere la polizia all’atterraggio. “E poi – aggiungono i piloti – non facciamo controlli continui alle toilette: dopo i pasti è un po’ il liberi tutti”. Negli ultimi anni, però, il fenomeno ha fatto un salto ulteriore: “Molti passeggeri si filmano mentre fanno sesso in volo”, raccontano hostess e steward. “Quando li sorprendiamo, la risposta è quasi sempre la stessa: ‘Produciamo contenuti’”. Il riferimento è a OnlyFans e alle piattaforme per adulti, dove circolano numerosi video girati in cabina. Il dettaglio più inquietante, sottolinea il Corriere, è che sullo sfondo compaiono spesso altri passeggeri ignari, a volte riconoscibili. Non mancano poi episodi che coinvolgono direttamente gli equipaggi. Un pilota racconta di un assistente e di un supervisore scoperti a fare sesso in bagno: “Sono stati entrambi licenziati”. In un altro caso, l’identità di un membro del cabin crew è emersa solo dopo la pubblicazione di un video online, grazie alla divisa visibile nelle immagini. Le compagnie aeree, contattate dal Corriere, non commentano ufficialmente. Il timore, spiegano fonti interne, è quello di trasformarsi nel “vettore di riferimento” per il sesso in alta quota. Così il fenomeno resta confinato a segnalazioni interne, interventi discreti e silenzi pubblici. Dai dati raccolti, la pratica riguarda circa lo 0,05% dei passeggeri totali, una percentuale bassa, certo, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di persone. Numeri piccoli rispetto ai flussi globali, ma sufficienti a spiegare perché, come dicono gli assistenti di volo, “quando le luci si spengono, sull’aereo può succedere davvero di tutto”. L'articolo “Sesso in aereo? Quando si abbassano le luci succede di tutto, anche accanto a chi dorme. I passeggeri ci segnalano che trovano preservativi o macchie anche sui sedili”: le rivelazioni dei assistenti di volo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Il pene eretto può assumere la forma di un boomerang per adattarsi alla forma della vagina”: coppia fa sesso in una macchina per risonanze magnetiche
Tra i tanti posti strambi dove consumare un rapporto sessuale, una coppia ha avuto l’ardire di scegliere come alcova una macchina per risonanze magnetiche. Era il 1991 e Ida Sabelis e il suo fidanzato Jupp accettarono la sfida in nome della ricerca. Il curioso esperimento fu ideato dal loro amico, lo scienziato olandese Menko Victor “Pek” van Andel, che voleva vedere cosa succedesse realmente all’interno del corpo durante l’amplesso. I risultati costituirono una novità assoluta in campo medico e divennero il pezzo forte di un articolo del British Medical Journal (BMJ) pubblicato nel 1999. A oltre 30 anni da quel giorno, Ida ha condiviso qualche riflessione durante una chiacchierata nel podcast “What Was It Like”: “Questa è stata una delle prime macchine per la risonanza magnetica in assoluto, quindi scattare le foto ha richiesto un po’ di tempo – ha spiegato la donna -, C’era un ordine dalla sala controllo di mantenere la posizione per, non so, un minuto. Quindi è stato esilarante in questo senso”. La posizione però non era delle più comode. Ida, oggi professoressa di antropologia organizzativa alla Vrije University di Amsterdam, ha spiegato che il piano originale era di catturare immagini nella posizione del missionario. Lo spazio angusto all’interno del macchinario, li costrinse tuttavia a escogitare un altro piano. “Jupp e io ci siamo infilati in quella macchina e abbiamo iniziato a fare le nostre cose. Non è stato romantico, è stato più un atto d’amore e una performance. Per fortuna non siamo diventati claustrofobici”. La donna, che è ancora legata a Jupp, aveva già spiegato in altre occasioni di aver partecipato all’esperimento in quanto appassionata dei diritti delle donne e voleva contribuire a migliorare la comprensione del corpo femminile in medicina. Vedere le immagini per la prima volta è stato illuminante. “Quando le ho viste ho pensato, ‘Aww, ecco come ci incastriamo’”, ha dichiarato a Vice nel 2019. La coppia aveva optato per la posizione a cucchiaio durante l’esame, spiegando che quella del missionario “è una posizione che per me non produce quasi nessuna eccitazione”. Ma quali sono state le due scoperte più importanti dell’esperimento? Che le vagine non sono dritte e che i peni possono piegarsi per adattarsi alla curvatura naturale dell’organo femminile. Le scansioni del rapporto tra Ida e Jupp hanno infatti rivelato che un pene eretto può assumere la forma di un “boomerang”, ovvero può piegarsi verso l’interno per adattarsi alla forma del corpo della donna, senza causare alcun dolore all’uomo. Si tratta di scoperte che hanno messo in discussione le convinzioni risalente al XV secolo che l’organo maschile entrasse in maniera dritta nella vagina di una donna e altrettanto dritto ne uscisse, e che le vagine avessero una forma cilindrica. (Foto British Medical Journal – BMJ) L'articolo “Il pene eretto può assumere la forma di un boomerang per adattarsi alla forma della vagina”: coppia fa sesso in una macchina per risonanze magnetiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Spopola il fenomeno “eteroflessibilità”: dai giovani agli over 60 sulle app di dating la nuova frontiera del sesso. Ecco di cosa si tratta
“Eteroflessibile”. In Gran Bretagna, questa parola è diventata ormai di uso comune, tanto da entrare a far parte di alcuni dizionari. Ma che cosa significa? Una persona eteroflessibile è eterosessuale e, al tempo stesso, aperta a esperienze con persone del proprio sesso. Il termine è nato nel gergo statunitense nel 2022 e racchiude un’ampia gamma di preferenze sessuali, che va dalle persone che non escludono un incontro omosessuale ad altre che si considerano quasi bisessuali. I responsabili dell’app Feeld, destinata agli utenti che esplorano la non monogamia etica, il poliamore e il kink, non rivelano esattamente quante persone siano iscritte alla piattaforma, ma confermano che la quota di utenti che si considerano eteroflessibili è aumentata del 200%. Due terzi di questi sono Millennial (nati tra i primi anni ’80 e il 1996), mentre il 18% appartiene alla Generazione Z. NON SOLO I GIOVANI Non sono solo i giovani ad avventurarsi in nuove pratiche sessuali. L’azienda fondatrice dell’app di dating sostiene che il 15.5% degli utenti appartiene alla generazione dei “Boomer“, le persone nate tra il 1965 e il 1980. Tra le persone che hanno lavorato all’app c’è il dottor Luke Brunning, docente presso l’Università di Leeds, specializzato in filosofia dell’amore, del sesso e delle relazioni. Il professore ha dichiarato che “la crescita esplosiva dell’eteroflessibilità suggerisce che la curiosità sta diventando culturalmente accettabile, soprattutto tra gli utenti più giovani”. Il dottor Brunning ha parlato dell’esistenza dell’omoflessibilità, che consiste nell’essere attratti principalmente dal proprio sesso, ma con il potenziale di provare un’attrazione anche per una persona di sesso opposto. L'articolo Spopola il fenomeno “eteroflessibilità”: dai giovani agli over 60 sulle app di dating la nuova frontiera del sesso. Ecco di cosa si tratta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“La mia amica dice che devo fare sesso ogni volta che il mio ragazzo lo desidera, altrimenti lo perderò. Ma io non mi sento sexy”: la disperazione di una fidanzata
Il giusto equilibrio tra sesso e sentimenti in alcuni casi è assai difficile da raggiungere. Di certo qualche problema se l’è posto una lettrice del Daily Star che ha mandato una mail per consultarsi con l’esperta dei sentimenti Jane O’Gorman. La fidanzata disperata esordisce subito: “La mia amica dice che devo fare sesso ogni volta che il mio ragazzo lo desidera, altrimenti lo perderò”. Poi entra nello specifico del bizzarro consiglio: “Mi fa notare che è un bravo ragazzo, con i soldi, e che altre ragazze lo accetteranno se non lo soddisfo e lo rendo felice in camera da letto. Ha ragione? Crede che la chiave per una relazione felice sia essere sempre disponibile a far l’amore. In fondo cos’è un’ora del mio tempo se mantiene vivo l’interesse del mio ragazzo?”. “Ma non sempre mi sento sexy o sicura del mio corpo. – confessa – Non posso semplicemente lasciare quello che sto facendo e andare a letto a comando. Devo prepararmi sia mentalmente che fisicamente. La mia amica è molto più sessualmente attiva di me. Temo che se adotto il suo atteggiamento non mi lascerà mai in pace”. Jane ha risposto senza indugio: “La tua amica è libera di condurre la sua relazione come preferisce, ma tu sei un’altra persona. È fantastico che abbia trovato una soluzione che funziona per lei, ma non puoi permetterle di convincerti a seguire il suo esempio se quello che suggerisce non ti sembra giusto”. Per poi concludere: “Credo che la persona con cui dovresti parlare di sesso sia il tuo partner. Se avete esigenze diverse in camera da letto, allora discutetene e accettate un compromesso in modo che nessuno dei due si senta trascurata”. L'articolo “La mia amica dice che devo fare sesso ogni volta che il mio ragazzo lo desidera, altrimenti lo perderò. Ma io non mi sento sexy”: la disperazione di una fidanzata proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono ostaggio dei miei vicini, abbiamo iniziato a fare sesso estremo insieme per gioco ma ora mi bussano ogni volta che sono annoiati o eccitati”: una lettrice racconta il suo triangolo sessuale al Daily Star
Ogni giorno la rubrica di consigli del Daily Star, firmata da Jane O’Gorman, riceve lettere che raccontano fragilità, desideri e dilemmi della vita quotidiana dei suoi lettori. Ci si trova letteralmente di tutto e alcune di queste storie diventano poi virali sul web. È il caso della lettrice che scrive: “Ho rapporti sessuali con la coppia di vicini. Era un gioco, ora è un incubo”. Nella sua lunga lettera, la donna — che vive in un condominio — racconta di aver iniziato nel 2023 una relazione consensuale con i suoi vicini, marito e moglie. Un’esperienza che, nelle sue intenzioni, doveva rimanere un diversivo. Col tempo, però, la situazione è degenerata. “La moglie è estremamente imprevedibile. Un minuto accusa il marito di prestarmi troppa attenzione, quello dopo dice di essere innamorata di me”, scrive. Il marito, a sua volta, “è un tipo sfacciato che pretende sesso sempre più estremo, anche quando non ne ho voglia”. Il coinvolgimento emotivo si è intrecciato con questioni economiche: “Lei dice che sono la sua migliore amica e poi mi pressa per farmi prestare dei soldi”. L’aspetto più preoccupante, però, è la mancanza di confini. “Viviamo porta a porta: bussano ogni volta che sono annoiati o eccitati. Mi sento una pedina nel loro matrimonio disfunzionale”. Ogni tentativo di allontanarsi finisce allo stesso modo: “Mi pregano di non lasciarli”. La replica di Jane O’Gorman è chiara, decisa e senza giri di parole. “Devi essere forte. Dì ai tuoi vicini che è finita e riprenditi la tua vita”, scrive l’esperta. Jane sottolinea che la situazione è diventata tossica: “Ti stanno risucchiando le energie. Non esisti per intrattenerli o soddisfarli”. Le dinamiche di coppia dei vicini non possono ricadere sulla lettrice: “Se non riescono a far funzionare il loro matrimonio, non è un tuo problema. Ogni minuto che passi con loro è un minuto sottratto alla tua vita, ai tuoi amici, ai tuoi potenziali partner”. La conclusione è netta: “È un gioco che ha superato ogni limite. Ora devi proteggerti”. L'articolo “Sono ostaggio dei miei vicini, abbiamo iniziato a fare sesso estremo insieme per gioco ma ora mi bussano ogni volta che sono annoiati o eccitati”: una lettrice racconta il suo triangolo sessuale al Daily Star proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho beccato la mia ragazza a letto con un attore porno. Ha detto che era per una ricerca che ci renderà ricchi”: lo sfogo disperato di un fidanzato tradito
Un fidanzato tradito ha scritto disperato all’esperta dei sentimenti del Daily Star, Jane O’Gorman. Nella mail che è stata recapitata alla rubrica “Dear Jane”, l’anonimo sfortunato ha raccontato la sua incredibile vicenda: “La prima volta che ho beccato la mia ragazza a letto con un altro ragazzo, mi ha detto che era stato un errore e che le dispiaceva. L’ho perdonata”. Ma il “caso” si è ripetuto: “La seconda volta ha annunciato che non le dispiaceva perché stava semplicemente iniziando una ‘ricerca’. Ha spiegato che aveva intenzione di lasciare il suo lavoro d’ufficio e diventare una ‘studiosa del sesso online'”. E ancora: “Lei ha ha affermato che il suo amante era un attore porno che le dava consigli. Ora si lamenta che dovrei esserle grata per essersi messa in discussione con una vita diversa, che ci porterà a una vita lussuosa e viaggi all’estero. Ma non voglio una prostituta online come fidanzata! Voglio indietro la vecchia. Quando la accuso di tradirmi e di trattarmi come un’idiota, mi accusa di essere al passo coi tempi. Davvero?“. Jane ha premesso: “Già due volte hai beccato la tua ragazza in flagranza di reato. Non devi accettare nulla che ti metta a disagio. Sono sicuro che la promessa di una vita lussuosa e di viaggi all’estero sia allettante, ma la tua ragazza sta dicendo sciocchezze. Chi dice che guadagnerà una fortuna online?”. L'articolo “Ho beccato la mia ragazza a letto con un attore porno. Ha detto che era per una ricerca che ci renderà ricchi”: lo sfogo disperato di un fidanzato tradito proviene da Il Fatto Quotidiano.
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I ragazzi fanno davvero meno sesso dei loro nonni? La Gen Z, le relazioni e l’Intelligenza Artificiale
Niente sesso, siamo giovani. Parrebbe (e dico parrebbe perché, di anno in anno, escono sondaggi e studi con esiti diversi, tocca starci dietro come si può), insomma, parrebbe che i ragazzi della gen Z (13 – 28 anni), facciano poco sesso. Poco o nulla, a dirla tutta. Il Guardian ha pubblicato un maxi report con i dati del Centers for Disease Control and Prevention e risulta che, nel 2021, il 30% degli adolescenti affermava di aver avuto rapporti sessuali almeno una volta nella vita, rispetto al 38% del 2019 e con un enorme calo rispetto a tre decenni fa, quando più della metà dichiarava di aver avuto rapporti. Uno dice, sì ma lo studio riguarda gli Stati Uniti e invece tutto il mondo è paese, mai che un detto popolare sbagli: una ricerca pubblicata sul Journal of Sex Research esamina dati raccolti nell’ultimo decennio e relativi alla vita erotica di 180mila teenager in 33 nazioni. In 25 di queste nazioni il numero di giovani che riferivano di avere avuto un’esperienza sessuale si è sensibilmente abbassato, e non è aumentato in nessuno dei paesi presi in esame. Sicché, i giovani ritardano la prima esperienza sessuale. Pornografia? Pandemia? Lo vediamo poi. Fatto sta che, tra i ragazzi della Gen Z, un uomo su tre non ha mai fatto sesso con un partner, per le donne siamo a una su cinque (Kinsey Institute in collaborazione con Lovehoney). Potremmo citare altri studi ma il punto chiaro è che i ragazzi delle GenZ trovano il sesso – così come lo intentiamo noialtri, e attenzione che non è un dettaglio da poco – niente affatto fondamentale. E le domande si affollano nella nostra testa (di Millennial, o Gen X o quel che è): perché? Hanno capito qualcosa che alle generazioni precedenti è sfuggito? Lo fanno, sì, ma in modo diverso? AH, LA MONOGAMIA Sperimentano, amano senza distinzione di genere, e sognano la monogamia. Ce lo dice un sondaggio, sempre ripreso dal Guardian: i giovani della Gen Z idealizzano l’avere un solo partner per la vita. Un recente report dell’app di dating Feeld — che ha intervistato 3.310 persone dai 18 ai 75 anni in 71 paesi — ha scoperto che l’81% della Gen Z fantastica su relazioni monogame. “Fantasticare” non vuol dire volere ma sono dettagli: com’è il famoso modo di dire ‘stai attento a ciò che desideri perché potrebbe avverarsi?”. Non facciamo i vecchi avvelenatori di pozzi. Al contrario dei ragazzi, tra il 75 e l’80% dei Millennials, della Gen X e dei Baby boomer fantastica invece su relazioni aperte. ‘Quanta bellezza, quanta promiscuità”, ma dai 29 anni anni in su. O forse così bello non è? Perché se i Millennials e la Gen X preferiscono la non-monogamia etica (24% e 27%) e i Boomer preferiscono gli “amici di letto” (27%), la Gen Z parrebbe essersi stufata di parlare del poliamore. C’è un tweet diventato virale nel lontano 2022, nessuna memoria di ferro, lo ha ripreso Vogue India poco tempo fa: “Quando vedi una coppia in una relazione aperta, la vera domanda è: chi dei due l’ha proposta e chi dei due piange ogni notte?”. Secondo l’autrice del pezzo, Saachi Gupta, così la penserebbero i ragazzi, anche perché una buona percentuale non ha mai avuto una relazione seria con una persona, figuriamoci con più persone contemporaneamente. La Gen Z “subisce il fascino di quello che è più semplice anche perché da quando il dating si è spostato nel mondo digitale, è diventato sempre più complicato”. Quindi c’è bisogno di rassicurazioni. Il poliamore nasce per creare una struttura non gerarchica, dove l’amore non coincide con il possesso, solo che la non-monogamia, così come la vive oggi la Gen Z, finisce per riprodurre le stesse gerarchie, spesso a vantaggio degli uomini. Insomma, le relazioni aperte non sono soltanto divertimento e libertà e i più giovani parrebbero pensare che forse vale la pena sognare – almeno quello – un rapporto unico, che duri il più a lungo possibile. Non ci sono riusciti quelli più grandi di loro (i divorzi aumentano persino in terza età), ma chissà mai. Tra l’altro il sogno della monogamia porta con sé anche quello delle nozze perché secondo il Times solo il 21% dei giovani è d’accordo con l’idea che “il matrimonio sia irrilevante”, mentre vent’anni fa – tra i millennials – la percentuale era del 39%. I RAGAZZI FANNO DAVVERO MENO SESSO DEI LORO NONNI? Il Kinsey Institute e l’azienda di sex toys Lovehoney hanno messo insieme le forze per tirare fuori una classifica su ‘generazioni e sesso’ (immaginatelo pronunciato da Tony Effe). Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) —> fanno sesso 47 volte l’anno cioè 0,9 volte a settimana Generazione X (45 – 60 anni circa) —> fanno sesso 62 volte l’anno cioè 1,2 volte a settimana Millennial (27 – 44 anni circa) —> fanno sesso 73 volte l’anno, cioè 1,4 volte a settimana Gen Z (13 – 27 anni circa) —> fanno sesso 36 volte l’anno cioè 0,7 volte a settimana Ora, a parte le battute possibili sui decimi, parrebbe che in effetti i giovani facciano meno sesso dei loro nonni. Ma sempre nello stesso report si legge che quasi il 40% della Gen Z definisce sesso attività non penetrative. Sono lontani i tempi in cui fare sesso era indice di virilità o femminilità e persino una sorta di prova di normalità. PORNOGRAFIA, PANDEMIA E TUTTO QUANTO ‘È praticamente ovvio’ che se si cerca un fattore principale e rilevante sul come mai i ragazzi della Gen Z abbiano una diversa considerazione del sesso e della sua importanza, quasi tutti dicano “eh, colpa della pornografia”. E invece – pur essendo importante rilevare che i ragazzi iniziano a guardare siti hard presto, troppo presto, tra gli 11 e i 13 anni – il peso del consumo di hard è del 15 o 20% (UCLA Porn & Youth, Kinsey Institute 2023, Common Sense Media 2022). Sì, è innegabile che la pornografia abbia un effetto inibitorio, creando una specie di ansia da performance, che sia ‘distorsiva’ rispetto ai corpi degli attori e delle attrici e che sia anche anestetizzante, perché la gratificazione è immediata. Ma ci sono altri fattori da tenere in conto. Ci sarebbe pure un modo di dire napoletano da usare all’uopo – chi sa sa – ma una delle prime cause che inibiscono la ricerca di rapporti fisici è l’ansia. Sempre lei, si traveste, cambia d’abito, ma si riconosce facile. La Gen Z vive l’atto sessuale come qualcosa che richiede stabilità emotiva, non come sfogo. Se non si sentono “sicuri dentro”, non lo fanno (fonti: Pew 2023–24, Gallup Youth Mental Health, UCLA 2022–25). Finito? No perché non va dimenticato che i giovani della Gen Z hanno passato un pezzo non irrilevante della loro età d’oro in casa, durante la pandemia di Covid. Sicché, due anni di socializzazione reale saltati a pie’ pari, aumento della dipendenza dagli spazi digitali, perdita o quantomeno ridimensionamento delle relazioni amorose in essere. Meno occasioni, meno sesso (fonti: UCLA COVID Social Development Study; Oxford Internet Institute). C’è un altro elemento, che cambia proprio il paradigma rispetto ai Millennial. Per la Gen Z l’atto sessuale è subordinato allo stato emotivo, non il contrario. “Se non mi sento al sicuro, non faccio sesso”, poche storie. Altro fattore, importante: la cultura del consenso. La paura di violare limiti senza accorgersene. O l’ansia perché una situazione non è così chiara. C’è tanta, tantissima strada da fare in materia di educazione sessuale – a partire dalle scuole – ma questi dati ci dicono che qualcosa si è fatto, che ci si muove nella giusta direzione su consenso e attenzione all’altro. MENO SESSO MA ANCHE MENO INTIMITA’? Ora vorrei dire, così gratuitamente, che Sesso Occasionale di Tananai non m’è mai piaciuta e non mi piace nemmeno ora ma quel “troviamoci una casa e non finiamoci più/Nel sesso occasionale” poteva evitarmi centinaia di parole. Tornando sul pezzo, pare che la Gen Z stia slegando l’idea di intimità da quella di sesso. Condivide paure, fragilità, orientamenti e identità. Come a dire, per noialtri che abbiamo ormai l’età dei datteri, l’intimità iniziava dal corpo, per loro dal linguaggio. Se la vicinanza emotiva diventa più importante del contatto fisico, è naturale che la soglia per il sesso si alzi. Qui torna in pista la monogamia, perché i ragazzi la sognano? Dentro un legame stabile, sicuro, silenzioso quando serve, il sesso può tornare ad avere un senso non come prova, ma come scelta? Per smorzare questo tono romantico va detto che la Gen Z è la prima ad avere a disposizione IA generativa e chatbot fin dall’inizio e a usarli spesso nella propria vita sentimentale. Come dire, l’Intelligenza Artificiale fa loro compagnia e dà loro consigli. Penseranno sia una forma d’amore? Speriamo di no, ma il discorso sarebbe lungo e non rimane che chiudere con una citazione sul sempiterno cambiamento delle relazioni sentimentali. “Pensai a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e gli dice: ‘Dottore, mio fratello è pazzo. Crede di essere una gallina’. E il dottore gli dice: ‘Perché non lo interna?’. E quello risponde: ‘E a me poi le uova chi me le fa?’. Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io delle relazioni tra uomo e donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali e pazze e assurde, ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova”. L'articolo I ragazzi fanno davvero meno sesso dei loro nonni? La Gen Z, le relazioni e l’Intelligenza Artificiale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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