Tag - Sesso

Boom del sesso a tre o di gruppo, ma è la monogamia ad appagare di più gli italiani: tutti i numeri del Censis
Se siete ancora convinti che l’iniziazione sessuale sia una prerogativa marcatamente maschile o che il modello del partner unico per tutta la vita resista allo scorrere del tempo, dovrete aggiornare le vostre certezze. In un quarto di secolo, l’Italia ha silenziosamente ribaltato le proprie dinamiche sotto le lenzuola, riscrivendo tempistiche, abitudini e confini del desiderio. A certificarlo, a venticinque anni di distanza dall’ultimo grande studio sul tema, è il nuovo rapporto del Censis intitolato “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali”, presentato a Roma dal segretario generale Giorgio De Rita e dalla ricercatrice Sara Lena, e basato su un campione rappresentativo di mille cittadini tra i 18 e i 60 anni. LA PRIMA VOLTA: I RAGAZZI FRENANO, LE RAGAZZE ACCELERANO Il dato più dirompente riguarda l’età del primo rapporto sessuale, che registra uno storico scambio di ruoli. Se all’alba del nuovo millennio quasi la metà dei ragazzi (il 46,7%) aveva già fatto sesso prima di compiere 18 anni, oggi questa quota è crollata al 29,4%. Al contrario, le giovani donne si mostrano più precoci: la percentuale di chi ha il primo rapporto da minorenne è salita dal 29,3% del 2000 all’attuale 35,8%. Parallelamente, si sgretola il tabù femminile del partner unico. Nel 2000, ben il 59,6% delle donne dichiarava di aver avuto un solo uomo nella vita; oggi questa fetta si è ridotta drasticamente al 27,6%. Crescono in modo speculare le donne che hanno avuto tra i 2 e i 5 partner (dal 32% al 46,8%) e quelle che superano quota 6 (passate dall’8,4% al 21,8%). Anche tra i maschi la fedeltà all’unico partner crolla, passando dal 24,9% al 15,2%. IL PARADOSSO ITALIANO: PIÙ SESSO A TRE, MA VINCE LA MONOGAMIA Gli italiani del 2025 appaiono decisamente più disinibiti e aperti a sperimentare nuove “geometrie”. L’esplorazione del sesso a tre o di gruppo registra un vero e proprio boom: se nel 2000 l’aveva praticato almeno una volta solo lo 0,7% delle donne e il 3,2% degli uomini, oggi i numeri schizzano rispettivamente al 6,8% e al 20,1%. Tuttavia, questa inedita propensione alla trasgressione non si traduce nella fine della coppia tradizionale. Al contrario, l’80,4% degli intervistati dichiara di avere rapporti esclusivamente con il proprio partner stabile. Solo il 12% vive una sessualità prettamente occasionale, mentre un 6,2% affianca la relazione fissa a scappatelle saltuarie. E la monogamia sembra pagare in termini di appagamento: il 68,9% di chi vive una relazione stabile si dichiara soddisfatto della propria vita sessuale, contro appena il 29,8% dei single. QUANTO DURA E OGNI QUANTO SI FA? Il Censis ha stilato anche un vero e proprio cronoprogramma delle abitudini fisiche degli italiani, dividendoli in sei categorie di frequenza. Spicca un 27,3% di “regolari” (un rapporto a settimana) e un 29,9% di “attivi” (due o tre volte a settimana). L’élite dei “performanti”, capaci di fare sesso tutti i giorni, si ferma al 5,3%. Sul fronte opposto, ci sono i “saltuari” (21,9%, una volta ogni 1-4 mesi), gli “occasionali” (7,1%, una volta ogni 5-6 mesi) e un 8,5% di “astinenti”. Per quanto riguarda il cronometro sotto le coperte, la fetta più consistente del campione (il 44%) stima una durata del rapporto compresa tra i 16 e i 30 minuti. Il 35,5% si attesta tra i 6 e i 15 minuti, mentre le prestazioni oltre la mezz’ora riguardano il 17,1%. Solo il 3,4% ammette di non superare i 5 minuti. L’ALGORITMO DEL DESIDERIO: SOCIAL E PORNO In 25 anni è esplosa la rivoluzione digitale, che ha inevitabilmente colonizzato anche la sfera intima. Oggi un italiano su tre (il 32,5%) confessa di aver conosciuto partner sessuali tramite i social media. Il consumo di pornografia è un’abitudine consolidata per il 59,3% degli intervistati, con un netto divario di genere (lo guarda da solo il 76,6% degli uomini contro il 41,5% delle donne). Sorprende però il dato della fruizione di coppia: il 26% degli italiani guarda materiale a luci rosse insieme al partner, e quasi il 40% ritiene che aiuti a imparare cose nuove per migliorare l’intesa. Anche le pratiche digitali come il sexting (scambio di immagini esplicite) e la masturbazione a distanza tramite webcam coinvolgono percentuali che sfiorano il 30% tra i più giovani. L’OMBRA SUL CONSENSO E IL “VICTIM BLAMING” Se il quadro generale restituisce un Paese più libero e consapevole (il 16,3% dichiara di non riconoscersi in un’identità di genere netta ed esclusiva), emerge una preoccupante zona d’ombra sul tema cruciale del consenso e della violenza di genere. Da un lato, il 66,1% degli intervistati si dice sicuro di poter sempre comprendere quando una donna non desidera un rapporto. Dall’altro, resiste un retaggio culturale allarmante: quasi la metà del campione (il 47%) ritiene ancora che l’indossare abiti provocanti o l’uso di alcol e droghe espongano le donne al rischio di subire violenza. Un dato trasversale che unisce, quasi a parità di percentuali, uomini e donne, dimostrando come il pregiudizio della colpevolizzazione della vittima sia ancora profondamente radicato nella società italiana. L'articolo Boom del sesso a tre o di gruppo, ma è la monogamia ad appagare di più gli italiani: tutti i numeri del Censis proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Sesso
Censis
“Giro per bar, faccio sesso mordi e fuggi quando ne ho bisogno. Non voglio vivere con nessuno, dopo tre divorzi sto bene single”: Whoopi Goldberg senza freni
“Dopo tre divorzi sto bene single. Giro per bar, faccio sesso mordi e fuggi quando ne ho bisogno”. Whoopi Goldberg senza freni. La 70enne premio Oscar durante l’ultima puntata del suo programma The View ha voluto commentare l’articolo di una rivista dove una donna felicemente impegnata ammetteva la nostalgia dei suoi giorni da single. “Dopo tre divorzi sono felicemente single. Faccio il giro dei bar, vado in giro a divertirmi, e faccio sesso mordi e fuggi quando ne ho bisogno. Non sono sposata, non ho responsabilità”. Goldberg è stata sposate tre volte: dal 1973 al 1979 con Alvin Martin (padre della loro figlia Alex); dal 1986 al 1988 con David Claessen; dal 1994 al 1995 con Lyle Trachtenberg. “Sono in contatto con ognuno di loro, perché una volta erano miei amici. Non vuol dire che ci sentiamo spesso, ma li rispetto abbastanza. Non devo dormire con te, non devo mangiare con te, non devo fare tutte le cose che una relazione impone. Ma posso essere cordiale, perché non c’è nessuno con cui ho vissuto o con cui ho avuto una relazione che io odi davvero”. Goldberg ha sempre sottolineato la sua idiosincrasia per la vita di coppia: “Non voglio vivere con nessuno. Ho vissuto con mia figlia. È tutto quello che riesco a gestire. Negli ultimi vent’anni ho capito che non tutti sono portati per una relazione”. L'articolo “Giro per bar, faccio sesso mordi e fuggi quando ne ho bisogno. Non voglio vivere con nessuno, dopo tre divorzi sto bene single”: Whoopi Goldberg senza freni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Sesso
“Un cliente sposato si veste di nascosto con lingerie femminile. Un altro mi guarda in webcam con la moglie che dorme vicino”: i segreti della pornostar Amira Evans
Dietro le chat private e i messaggi diretti, la realtà spesso sorprende. Amira Evans, star del porno, racconta a Daily Star un mondo che pochi conoscono: uomini sposati, padri provvidenti e mariti “perfetti” che nascondono identità sessuali segrete alle loro mogli. “Gli uomini che mi scrivono non sono scapoli ricchi e disinibiti, ma mariti, padri provvidenti e sposati”, spiega. “Quello che mi sorprende non sono le fantasie sessuali, ma quanto siano comuni”. Dalle chat emerge un doppio mondo: uomini che spendono cifre importanti per interagire con lei o altre dominatrici. “Non è solo curiosità, è qualcosa che manca. Penso che molti di questi uomini siano in realtà abbastanza infelici. Perché altrimenti continuerebbero a tornare?”. Amira racconta episodi emblematici: un cliente sposato si veste di nascosto con lingerie femminile e nasconde i suoi giocattoli nella sacca da golf. “Mi ha detto: ‘Non deve mai scoprirlo'”, spiega. Altri la guardano in webcam mentre la moglie dorme accanto. “Le luci erano spente e lui usava il telefono per illuminarsi il volto. Era in un certo senso orgoglioso, tipo: ‘Oh, è così trasgressivo, lei dorme nel letto, guarda mia moglie’. Penso che volesse che lo rimproverassi per essere stato cattivo”. Secondo Amira, il desiderio di essere dominati o umiliati è comune, così come la dominazione finanziaria: “Uso un linguaggio degradante perché è quello che vogliono. Nella loro vita privata si comportano come se andasse tutto bene. Ma di sopra, nel loro tempo, fantasticano sull’essere completamente dominati. Sta succedendo una vita doppia enorme”. Alcuni conducono vite tradizionali, tra figli e routine religiosa, eppure chiedono cose che la loro partner non potrebbe mai immaginare. “Molti dicono: ‘Non deve mai scoprirlo'”. Per Amira, questa doppia vita rivela una realtà più ampia: “Penso che gli uomini siano più onesti con le escort che con le loro mogli. Ci raccontano tutto. A volte penso di non rovinare relazioni, sto solo rivelando ciò che è già rotto”. E conclude: “Gli uomini non sono soddisfatti come fingono. E me lo raccontano tutti”. L'articolo “Un cliente sposato si veste di nascosto con lingerie femminile. Un altro mi guarda in webcam con la moglie che dorme vicino”: i segreti della pornostar Amira Evans proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pornografia
Sesso & Volentieri
Sesso
Incontri online
Scoperta un’orgia nel bagno turco comunale: “traditi” dal tasto d’emergenza premuto per sbaglio nella foga
Presi dalla foga e dalla passione del sesso, non si sono accorti che avevano schiacciato il tasto di emergenza posizionato sulla parete del bagno turco. Così l’addetto alla sicurezza del centro comunale di Lugano si è recato immediatamente al bagno turco e ha scoperto il “fattaccio”. Come riporta il sito Tio – Le notizie dal Ticino che specifica che i fatti risalirebbero a gennaio, un gruppo di cinque persone sarebbe stato sorpreso a compiere atti osceni nel bagno turco comunale. I protagonisti di questa storia sono stati definiti “insospettabili” da un testimone. E se davvero volevano mantenere l’anonimato, non è stato possibile perché sono stati condotti fuori dal bagno turco e identificati dalla polizia. Con un comunicato gli agenti hanno specificato “che sul posto non erano presenti minorenni e che, allo stato attuale, non risulta alcuna denuncia di parte. Dunque, non vi sono i presupposti per procedere sotto il profilo penale”. “Sono atti gravi, che non si compiono in luogo pubblico, accessibile anche ad altre persone. – ha dichiarato Roberto Badaracco, vicesindaco di Lugano – Abbiamo fatto gli accertamenti e poi, sulla base delle risultanze, è stato valutato il da farsi. È stata adottata l’opzione per noi più diretta: la diffida. In questo modo vietiamo l’accesso alle strutture balneari comunali alle persone identificate a tempo indeterminato. Abbiamo eliminato il pericolo alla base”. L'articolo Scoperta un’orgia nel bagno turco comunale: “traditi” dal tasto d’emergenza premuto per sbaglio nella foga proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Sesso
Polizia
Lugano
“Il mio fidanzato non voleva fare sesso fuori dal matrimonio. Ci siamo sposati e in luna di miele ho scoperto che ha un micro pene”: lo sfogo di una sposina
Il sesso prima del matrimonio? C’è, ancora oggi, chi riesce ad attenersi alla antica tradizione. E ci sono coppie che non si pongono assolutamente il problema fino alla fatidica prima notte di nozze. È quello che è accaduto a due sposini che hanno coronato il loro giorno più bello per poi organizzare una luna di miele indimenticabile. Lei ha sempre rispettato il desiderio di lui di non avere rapporti sessuali prima delle nozze, ma poi qualcosa è andato storto… Come riporta il Daily Star, la sposina si è sfogata con gli amici più stretti perché ha scoperto il neo marito le ha raccontato una serie di bugie, inventandosi tutto per impedirle di scoprire il suo micropene prima del matrimonio. La coppia si è frequentata per un anno prima che lui le facesse la proposta, per poi sposarsi dopo un fidanzamento di sei mesi. La sposina, dunque ha scoperto, il micropene del marito solo la prima notte di nozze, quando erano già in luna di miele. Lei afferma di sentirsi “tradita” e ritiene che lui abbia deliberatamente tenuto la cosa segreta fino al matrimonio: “Mio marito, appena sposato, voleva aspettare il matrimonio per avere rapporti sessuali e mi ha sorpresa con un micropene durante la luna di miele. Quindi, ci siamo frequentati solo per sei mesi. Siamo stati fidanzati per altri sei e ci siamo sposati. Sono appena tornata dalla luna di miele un paio d’ore fa. Mio marito non è una persona religiosa, dice solo di essere all’antica. Un paio di volte siamo andati vicini a fare sesso, ma non è mai andato oltre. Ci ho provato, ma lui si è sempre fermato quando la situazione è diventata ‘troppo’” E ancora: “Comunque, arriviamo ad oggi…Sono io la stronza per averci pensato troppo e per essermi arrabbiata perché ho aspettato la mia prima notte di nozze per scoprire che probabilmente non è così ‘all’antica’ come dice di essere? Non ho intenzione di umiliarlo e onestamente non so nemmeno come affrontare l’argomento e non sto cercando consigli. Ho fatto finta di niente e mi sono lasciata andare, ma, non so. Mi sento un po’ presa in giro. Come se mi avesse detto una mezza verità o come se mi avesse nascosto qualcosa intenzionalmente”. L'articolo “Il mio fidanzato non voleva fare sesso fuori dal matrimonio. Ci siamo sposati e in luna di miele ho scoperto che ha un micro pene”: lo sfogo di una sposina proviene da Il Fatto Quotidiano.
Matrimonio
Sesso & Volentieri
Sesso
“Con il clitoride ho un ottimo rapporto. È un pisellino, quando raggiunge il piacere si indurisce. La mia prima volta a 19 anni, ero rimasta l’unica a non averlo ancora fatto”: le confessioni di Arisa
Arisa risponde alle domande ‘piccanti’ di MySecretCase. Amore, affettività, ma anche sesso. “Che rapporto ho con il clitoride? Ottimo, è tutto. Senza di lui non può avvenire niente”, sono le parole dell’artista. “È il centro del piacere femminile, un organo che serve solo al piacere” le dice la sua interlocutrice, “Sì, è un piccolo pisellino” risponde la cantante. “Se voi notate effettivamente quando raggiunge il piacere, non che raggiunge un’erezione di secrezione, ma si indurisce leggermente”. ARISA E L’AMORE La voce de La notte vede una foto di quando era piccola: “Cosa avrei voluto dire sull’amore a questa bimba? Che non ci sarà nessuno che potrà amarla più del principino che ha dentro”. Quindi è la volta di uno scatto che la ritrae adolescente: “E sul sesso? Che il sesso è una cosa molto bella, però è bella solo con chi ami, per me”. LA SUA PRIMA VOLTA Arisa, reduce dal quarto posto a Sanremo 2026 con Magica favola, si apre anche sulla sua prima volta: “A 19 anni, anche io l’ho fatto perché tutte le mie amiche lo avevano fatto da anni e io ero rimasta l’unica a non averlo fatto“. E chiude: “È giusto mandare questo messaggio: ognuno ha i suoi tempi e che è meglio farlo quando vale la pena, con chi vale la pena, che possa farci conservare un bellissimo ricordo perché deve essere una cosa bella”. L'articolo “Con il clitoride ho un ottimo rapporto. È un pisellino, quando raggiunge il piacere si indurisce. La mia prima volta a 19 anni, ero rimasta l’unica a non averlo ancora fatto”: le confessioni di Arisa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Sesso
Arisa
Il tempo delle donne: desiderio e memoria in Sound of Falling. Un imponente e importante film femminile e femminista
Mai avremmo pensato, da maschi, di raccontare un così imponente e importante film femminile e femminista, di donne e prima di tutto per le donne (la prossima settimana ne racconteremo un altro dall’afflato simile). Sound of Falling della 41enne berlinese Mascha Schilinski – in sala temerariamente con I Wonder dal 26 febbraio – è un film estremamente complesso ma anche terribilmente affascinante. Non parliamo di noiosa artificiosità o di furbesco atteggiamento egoriferito (ogni riferimento italiano è voluto), bensì di una ricomposizione dell’idea stessa di cinema, un flusso di coscienza (vagamente alla Malick) e di immagini dove viene scolpito da zero il tempo del racconto, rievocando senza gerarchie e priorità l’esistenza di diverse donne – bambine, adolescenti, adulte, anziane – vissute in quattro epoche differenti in una fattoria di campagna della regione settentrionale tedesca dell’Altmark. I punti di vista, i punti di ascolto, le voci narranti si alternano di continuo abbracciando oltre un secolo tra quattro ragazze e le loro famiglie: Alma (Hanna Heckt) è una bimbetta bionda che vive nella fattoria attorno al 1910 e sulla quale grava un ingenuo continuo confrontarsi con la morte; Erika (Lea Drinda) occupa la fattoria durante la Seconda Guerra Mondiale, sviluppando una morbosa attrazione per uno zio con una gamba amputata; Angelika (Lena Urzendowsky) è una ragazzina smaniosa e desiderosa di piacere nella Germania dell’Est degli anni ’80; e infine Lenka (Laeni Geiseler), direttamente ai giorni nostri, quando la campagna ha perso tutto l’idillio possibile per assumere i connotati borghesi. Intanto, in questo magma narrativo, un po’ racconto di formazione, un po’ crudele Nastro bianco alla Haneke, è come se le quattro protagoniste (più qualche decisiva altra donna di contorno, madri inquiete e impazzite, serve disperate) si specchiassero continuamente tra loro con rimandi simbolici all’acqua, alla terra e al mondo animale, riformulando di continuo le loro pulsioni più profonde, indicibili, non socialmente conformi e accettabili: sesso e morte e tutto ciò che ci gravita attorno, con una particolare tensione per l’elemento erotico disfunzionale (occhiate e voglie tra parenti). Schilinski, più che seguire un filo narrativo tradizionale, accosta turbolente sensazioni, vibranti sentimenti, occhiate tra epoche diverse e tra donne diverse, mantenendo sempre al centro del terremoto dei sensi sia le mura della fattoria, ma soprattutto quell’aia, quel cortile centrale immenso che confina con una natura fluviale, sabbiosa e boscosa che odora di mistero ed echi del passato. L’impianto fotografico e scenografico mostra un ulteriore scarno verismo, con tonalità trattenute di marroni, di grigi e di blu che non si accendono mai. Sound of Falling s’impone per la sua spiazzante originalità visiva e la tragica esposizione di un desiderio femminile inafferrabile, ininquadrabile, tortuoso e respingente, ma proprio per questo di un’imbarazzante e sconvolgente sincerità. Tre quarti del cast tecnico sono donne (comprese sceneggiatrice, montatrice, responsabile del suono, scenografa, costumista e truccatrice). L'articolo Il tempo delle donne: desiderio e memoria in Sound of Falling. Un imponente e importante film femminile e femminista proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cinema
Sesso
Femminismo
“Guardare video porno in coppia? Sì, i miei preferiti sono quelli amatoriali, ma se sono troppo brutti…”: Fulminacci a tinte ‘hot’
Intervista decisamente hot per Fulminacci. Il cantante, classificatosi tra i primi 5 nella classifica della sala stampa stilata ieri al termine della prima serata del Festival, risponde alle domande piccanti di MySecretCase. Un modo per entrare più nell’intimità (è il caso di dirlo) del cantautore e conoscere qualcosa di lui che altrimenti sarebbe ben più difficile sapere. È UNA QUESTIONE DI MISURE “Mediamente un ‘pipo’ italiano in erezione misura 20 cm, vero o falso?” gli domandano. “Spero falso” replica Fulminacci, “Perché sai quanti ne misura, media nazionale?” gli chiedono. “15” risponde l’artista, ma la risposta esatta è 13,12 cm: “Ammazza, bene” osserva lui. FILMATI IN COPPIA, SÌ O NO? Altro argomento ‘bollente’: “Guardare porno insieme al partner è dannoso per la relazione, vero o falso?“. Fulminacci non ritiene sia dannoso, e a proposito dell’abitudine di guardarli in coppia dice: “Mi è capitato, molto più spesso da solo però“. E ancora: “Più amatoriali o meno?”. “Forse i miei preferiti, sì” ammette il cantautore, “dipende poi, perché poi ci sono anche gli amatoriali troppo brutti... e quando sono troppo brutti non…”. L'articolo “Guardare video porno in coppia? Sì, i miei preferiti sono quelli amatoriali, ma se sono troppo brutti…”: Fulminacci a tinte ‘hot’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Sesso
Sex influncer, virtual girlfriend, stupri nel cyberspazio. Sesso e intimità nell’epoca dell’IA nel libro “Amanti sintetici”: “Soluzioni tecnologiche di un’economia della solitudine”
Sexfluencer, virtual girlfriend, stupri nel cyberspazio. Il sesso, le relazioni, l’intimità nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale sono serviti. Amanti sintetici (Il pensiero scientifico editore) è una mappatura seria, succinta e puntuale su un terreno apparentemente pruriginoso e facilone, come quello che riguarda l’esplosione di attenzione e uso delle nuove tecnologie generative di contenuti nella sfera del desiderio e dell’eros. I casi di cronaca sull’ampio e seguitissimo tema sono diventati oramai dei must da clickbait. Nel libro ne vengono sommariamente ricordati alcuni bizzarri come quello del produttore musicale che prima si dispera quando un aggiornamento del software resetta la conversazione con la sua assistente virtuale Sol, poi tornata “in vita” lei, lui le chiede di sposarla e a quel punto è la moglie del produttore, quella in carne ed ossa, a chiedere il divorzio. Per capire la direzione verso cui volge il rigoroso e breve saggio scritto da Davide Bennato, sociologo dei media digitali presso il Dipartimento di Discipline dell’Università di Catania, va citata una sua curiosa intuizione: “Probabilmente nel prossimo futuro, per comprendere il nostro rapporto con le IA, più che ad Asimov dovremo guardare ai fratelli Grimm”. Il riferimento da un lato è sì all’autore di fantascienza statunitense, nato russo, e ai suoi robot formali e asettici; dall’altro alla regina di Biancaneve che cercava conferma della propria bellezza rivolgendosi al suo specchio che le rispondeva sempre in maniera accondiscendente (comportamento sicofantico, di “adulazione insincera”, segnatevelo). Questo per dire che l’immersione nel nuovo corso relazionale ed intimo con la IA è sicuramente orientato ad algoritmi che “tendono a massimizzare la soddisfazione dell’utente”, quindi alle risposte che più preferisce piegate più all’accondiscendenza che all’affidabilità. “Il mercato sta rispondendo con degli artefatti ad hoc verso questo nuovo tipo di consumatore – scrive Bennato – in cerca di ‘soluzioni a bassa intensità’ per appagare il proprio senso di vuoto. E qui si inseriscono artefatti come i chatbot da compagnia, le virtual girlfriend, i sexbot: soluzioni tecnologiche per un consumatore isolato all’interno di un’economia della solitudine”. In Amanti sintetici, grazie anche al felice attingere a celebri e riconoscibili esempi cinematografici (Il tagliaerbe l’avevamo come rimosso, grazie) – vengono elencate le modalità “emergenti” dell’intimità digitale: quella digital (contenuti porno personalizzati e interazioni con avatar e influencer), la synthetic (simulacri corporei) e la virtual intimacy (esperienza immersiva attraverso mondi virtuali). Nella prima modalità, volenti o nolenti, ci siamo imbattuti tutti. Almeno tutti quelli che hanno profili social. Parliamo della figura delle sex-influencer che pullulano su Instagram o Reddit. “Influencer, modelle, performer (…) identità sintetiche che stanno invadendo il sociale e che sono oramai indistinguibili dagli esseri umani reali”. Cl4udia, ad esempio, creata da due studenti, è puro algoritmo di intelligenza artificiale generativa, ed ha fatto intascare ai suoi due creatori parecchi soldini vendendo sue foto di un corpo nudo fisicamente inesistente. Nella seconda modalità rientrano le virtual girlfriend che sono forse, agli occhi dei non addetti ai lavori, l’evoluzione della relazionalità intima nell’evo IA più perniciosa, profonda, a suo modo inquietante. Si tratta di chatbot di intelligenza artificiale progettati per simulare relazioni intimi ed emotive. Basta scaricare una app e l’isolamento emotivo comincia a sfumare. Ci è finito già anche Musk che grazie a Grok ha creato ben tre avatar interattivi: la ragazza anime sexy, un panda irriverente e un clone di mister Gray di Cinquanta sfumature di grigio. Chiaro, il Giappone, terra di bambolotti e bambolone in 3D da tempo, è roba che spacca; ma anche qui i casi di cronaca perlopiù tragici abbondano. Come quello citato nel libro da Bennato, di quel ragazzino americano che prima ha sviluppato un legame emotivo profondo con Dany, un chatbot simil Game of thrones, poi confessando a lei le sue intenzioni suicide e non trovando in Dany alcun supporto adeguato (pardon, umano) si è tolto la vita. Ci sarebbe infine, nella terza modalità (virtual) pure lo stupro virtuale di una sedicenne che stava utilizzando un visore per la realtà virtuale. In linea di massima, però, in diverse indagini riportate in Amanti sintetici sono le donne quelle più scettiche e resistenti a questa trasformazione relazionale ed intima, ma che soprattutto come spiega Bennato, “quello tra fisico e digitale diventerà non più un’opposizione ma un continuum (…) e saremo noi a doverci chiedere non se chi si trova al nostro cospetto sia una macchina, ma se siamo noi ad essere veramente umani”. L'articolo Sex influncer, virtual girlfriend, stupri nel cyberspazio. Sesso e intimità nell’epoca dell’IA nel libro “Amanti sintetici”: “Soluzioni tecnologiche di un’economia della solitudine” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Intelligenza Artificiale
Libri
Libri e Arte
Sesso
Dimmi cosa vuoi a letto e ti dirò chi sei: un nuovo studio collega personalità e fantasie sessuali
Le nostre fantasie sessuali sono strettamente legate ai nostri tratti di personalità: è questo quanto emerge da un nuovo studio condotto dai ricercatori della Michigan State University che hanno pubblicato i propri risultati su PLOS One. Gli studiosi hanno analizzato i dati di 5.225 adulti negli Stati Uniti che hanno compilato due questionari standardizzati. Il primo questionario riguardava la frequenza complessiva delle fantasie e la frequenza delle fantasie su determinati temi, che rientravano in quattro ampie categorie: esplorative (come il tema di “partecipare a un’orgia”), intime (come “fare l’amore all’aperto in un ambiente romantico”), impersonali (incluso “guardare altri fare sesso”) o sadomasochiste (incluso “essere costretti a fare qualcosa”). Il secondo questionario rilevava invece tratti di personalità ampiamente riconosciuti come i cosiddetti Big Five: estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevroticismo e apertura mentale. L’analisi statistica dei dati ha mostrato che le persone con punteggi elevati in coscienziosità e gradevolezza riferivano fantasie sessuali meno frequenti in tutte e quattro le categorie. Queste persone, individui che si riconoscono maggiormente nei valori e nelle regole sociali, e che vivono la quotidianità con un equilibrio emotivo più stabile, potrebbero sentire meno l’esigenza di ricorrere alla dimensione immaginativa e trasgressiva della sessualità come forma di compensazione o evasione. Al contrario, le persone con un punteggio elevato di nevroticismo – cioè la predisposizione a sperimentare emozioni negative, tra cui rabbia, ansia, imbarazzo, irritabilità, instabilità emotiva e depressione – in particolare quelle con personalità più depressive, riferivano fantasie sessuali più frequenti. Non sono state osservate associazioni significative tra estroversione o apertura mentale e frequenza delle fantasie sessuali. Questi risultati sono stati confermati in tutte le quattro diverse categorie di fantasie. “Una delle implicazioni del presente lavoro – spiegano gli autori – è che le differenze individuali di personalità potrebbero essere utili nel predire la variazione nella frequenza delle fantasie sessuali, sebbene non siano del tutto ridondanti tra loro (e alcune associazioni siano relativamente piccole o modeste). Conoscere queste associazioni accresce ulteriormente il potere predittivo della personalità, dimostrando al contempo che la variazione nelle fantasie sessuali è comune”. Lo studio completo: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0329745&utm_source=pr&utm_medium=email&utm_campaign=plos006 L'articolo Dimmi cosa vuoi a letto e ti dirò chi sei: un nuovo studio collega personalità e fantasie sessuali proviene da Il Fatto Quotidiano.
Salute
Sesso