“Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una”. Miriam Leone e
il magico mondo della finzione cinematografica. A pochi giorni dall’uscita di Le
cose non dette di Gabriele Muccino, dove Leone e Accorsi tornano a fare coppia,
ecco qualche frase a mezza bocca pronunciata dall’attrice catanese durante il
podcast di Gianluca Gazzoli. “Con Stefano è bello perché ogni volta che succede
(lavorare insieme ndr) ci lanciamo una piccola sfida, dove sappiamo che ci
sorprenderemo l’un l’altra e porteremo in scena qualcosa che ci sorprenderà.
Infatti alla fine di ogni scena piangiamo, ci abbracciamo, ci tiriamo pugnetti,
ci diciamo ma questa dove l’hai tirata fuori”.
Anche se a rivedere le scene insieme (Marylin ha gli occhi neri, 1992, 1993,
1994) di trovate sorprendenti fatichiamo a trovarne, Leone evoca una specie di
stramba litigata proprio con Accorsi all’epoca di 1992: “Avevamo discusso io e
Stefano per una scena, me lo ricordo, alla mensa di Cinecittà, mi ricordo che
abbiamo fatto un serio litigio, perché sono delle scene delicate, ma anche delle
scene cretinissime, perché immaginati due in una stanza con tutte le persone che
mi mimano l’atto sessuale, la cosa meno erotica del mondo. Avevamo accordato che
se avessimo fatto una cosa in scena, poi avremmo tolto una scena di sesso e io
ho detto “va bene dai, trattavamo no?” e lui dice che in realtà questo accordo
non me l’aveva mai dato, ma siamo amici lo stesso”.
Insomma, siamo dalle parti di Ultimo tango a… Cinecittà (Accorsi è stato
ideatore e protagonista della serie ndr) con Leone che però minimizza, elude,
spiazza sostenendo che le scene di sesso sui set sono più imbarazzanti per gli
uomini che per le donne, proprio per l’improvvisa presenza di quella cosa lì…:
“Hanno paura che possa avvenire qualcosa, ma non perché provino… ma spesso vedi
che loro sono in assoluto sbattimento, quello diventerebbe un momento molto
imbarazzante”.
L'articolo “Scene di sesso? Con Stefano Accorsi litigammo per girarne una. Sono
più imbarazzanti per gli uomini che per le donne”: la rivelazione di Miriam
Leone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Sesso
Emilia Clarke e Haley Lu Richardson sono le protagoniste di una nuova serie tv
thriller “Ponies”. Le due interpretano due donne che vivono una vita mondana
nell’Unione Sovietica degli Anni 70, mentre i loro mariti sono agenti della CIA.
Quando entrambe si ritrovano vedove, si ritrovano catapultate nel vivo
dell’azione. Durante la presentazione alla stampa Emilia Clarke però ha
confessato un aneddoto avvento sul set.
A quanto l’attrice ha avuto un’esperienza dolorosa durante le riprese di alcune
scene di sesso. In una intervista con The Wra, Clarke ha dichiarato di aver
baciato diversi suoi colleghi della serie.Un giorno di riprese, ha dichiarato di
aver baciato tre uomini per “ore”, riportando un infortunio fisico. “Faremo
finta di fare sesso. – mi avevano detto -. Quel giorno mi sono rotta una
costola“.
Richardson, che era sul set quel giorno, ha confermato la versione di Clarke,
aggiungendo: “L’ha fatto davvero. È un corpicino così piccolo e sensibile, che
si è rotta una costola”. Clarke ha scherzato dicendo che quando è andata dal
medico a causa della lesione alla costola, è stata sincera su come è successo.
“Ho fatto sesso tre volte!“.
Tuttavia, Clarke ha chiarito di essersi ripresa dopo che Richardson le ha
chiesto se la sua costola fosse guarita. “È quasi guarita – ha risposto -. Non
si è rotta del tutto. È solo spuntata un po’ fuori”.
Clarke ha recentemente dichiarato al New York Times che la trama di “Ponies” era
molto diversa dal suo ruolo più noto in “Game of Thrones”, dove interpretava la
principessa esiliata della dinastia Targaryen, Daenerys. Ha recitato nella serie
HBO cult dal 2011 al 2019.
L'articolo “Mi sono rotta una costola girando una scena di sesso con tre uomini.
La cosa più imbarazzante? Raccontarlo al medico”: Emilia Clarke svela
l’incidente sul set proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sono scioccata e incredibilmente ferita”. Haley Baylee ha commentato così a
Page Six la scoperta della notizia della causa intentata contro di lei dall’ex
marito, Matt Kalil. Il motivo che ha spinto l’ex giocatore della Nfl a
denunciare Baylee riguarda le affermazioni della donna sulla fine del loro
matrimonio. Durante una diretta su Youtube con lo streamer Marlon Garcia, la
33enne aveva dichiarato che la dimensione eccessiva del pene dell’ex marito l’ha
spinta a chiedere il divorzio. In diretta Haley aveva detto: “È impossibile fare
sesso con lui, a meno che tu non voglia piangere”. E ancora: “Era come due
lattine di Coca-Cola impilate, forse anche tre”.
Matt Kalil ha intentato una causa contro l’ex, sostenendo che i commenti siano
“degradanti e profondamente personali”. L’ex atleta ha detto di essere stato
sottoposto ad attenzioni indesiderate e “commenti invasivi” da parte delle
persone sui social. Kalil ha deciso di intentare una causa contro Baylee poiché
l’influencer avrebbe tratto vantaggio economico dai commenti, incrementando le
visualizzazioni, le interazioni e la monetizzazione sui social. Kalil chiede un
risarcimento da 75 mila dollari.
LE PAROLE DI HALEY BAYLEE A PAGE SIX
Page Six ha contattato Haley Baylee per un suo commento sull’accaduto. Lei si è
detta “scioccata e incredibilmente ferita dopo aver ricevuto la notizia di
questa denuncia”. L’influencer ha definito il contenzioso “straziante ed
emotivamente logorante” e ha aggiunto che l’ex marito le ha spezzato il cuore.
Baylee ha riportato a Page Six alcuni estratti della sua intervista in cui
definisce Matt “il ragazzo più bravo del mondo”.
L'articolo “Fare sesso con lui è impossibile, a meno che tu non voglia
piangere”: Haley Baylee svela il motivo del divorzio con Matt Kalil. L’ex marito
le fa causa per aver rivelato dettagli intimi proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Quando si abbassano le luci e la cabina sprofonda nel buio, succede di tutto”.
È una frase che più di altre restituisce il clima raccontato dagli assistenti di
volo nell’inchiesta del Corriere della Sera sul sesso in aereo. Un mondo
parallelo che si attiva a 12 mila metri di quota, soprattutto sui voli notturni,
quando i pasti sono finiti, il personale riduce i passaggi e gran parte dei
passeggeri dorme. Tutto può cominciare con un messaggio. Non sul telefono, ma
direttamente sullo schermo dell’intrattenimento di bordo. “Ciao, che fai?”,
compare all’improvviso mentre l’aereo attraversa l’Atlantico. A scrivere è un
altro passeggero, seduto a qualche fila di distanza, che propone un incontro nel
bagno “a metà aereo”, indicando perfino come aprire la porta dall’esterno. È uno
degli episodi che ha dato origine all’indagine del Corriere, durata dieci anni e
costruita su centinaia di voli e decine di testimonianze dirette.
Il sesso in volo, spiega l’inchiesta, non è un mito da raccontare una volta
atterrati. È un fenomeno reale, minoritario ma costante, che coinvolge sia
coppie stabili sia sconosciuti che si incontrano grazie alle app di dating: “Se
sui profili scrivi il numero del volo o il posto – racconta uno degli
intervistati – e dall’altra parte c’è qualcuno interessato che è sullo stesso
aereo, hai già risolto metà del problema”. Il resto avviene a bordo. E qui
entrano in gioco i racconti più duri del personale di cabina. “Non avete idea di
cosa troviamo nei bagni”, spiega un’assistente di volo al Corriere.
“Preservativi usati, liquidi biologici sul lavandino, sul water, a volte persino
sulle pareti”. In alcuni casi, le condizioni sono tali da costringere
l’equipaggio a chiudere un bagno per tutta la durata del volo, con inevitabili
disagi per gli altri passeggeri. Non va sempre meglio fuori dai servizi
igienici: “Tracce le troviamo anche sui sedili”, raccontano più steward. “E
spesso sono i passeggeri che vengono dopo a segnalarcelo, indignati”. È qui che,
spiegano, il problema smette di essere una questione di morale e diventa una
questione di salute pubblica.
Secondo le testimonianze raccolte, il momento “perfetto” arriva un paio d’ore
dopo il decollo. “I pasti sono serviti, le luci si spengono, il rumore dei
motori copre tutto e in corridoio non passa quasi nessuno”, spiegano gli
assistenti. “È in quel momento che molti si alzano, vanno in bagno e non sempre
da soli”. Il luogo più usato resta il bagno, soprattutto in Economy, dove è
l’unico spazio realmente chiudibile. In Business e Prima classe, invece, la
maggiore privacy favorisce altri comportamenti. “Attraversando la Prima classe –
racconta un assistente – capita di vedere coppie dormire insieme nella stessa
suite, anche se non sarebbe consentito”. In un altro caso, su un volo da Dubai a
Mosca, un membro dell’equipaggio si accorge di cosa sta succedendo solo passando
con il carrello del duty free: “Dalla coperta è uscita una ragazza
all’improvviso. Dai movimenti era chiaro cosa stesse succedendo”.
Il personale ammette che spesso non interviene: “A volte chiudiamo un occhio per
evitare che la situazione degeneri”, spiegano. C’è il rischio di litigi, di
passeggeri alterati dall’alcol, di dover coinvolgere la polizia all’atterraggio.
“E poi – aggiungono i piloti – non facciamo controlli continui alle toilette:
dopo i pasti è un po’ il liberi tutti”. Negli ultimi anni, però, il fenomeno ha
fatto un salto ulteriore: “Molti passeggeri si filmano mentre fanno sesso in
volo”, raccontano hostess e steward. “Quando li sorprendiamo, la risposta è
quasi sempre la stessa: ‘Produciamo contenuti’”. Il riferimento è a OnlyFans e
alle piattaforme per adulti, dove circolano numerosi video girati in cabina. Il
dettaglio più inquietante, sottolinea il Corriere, è che sullo sfondo compaiono
spesso altri passeggeri ignari, a volte riconoscibili. Non mancano poi episodi
che coinvolgono direttamente gli equipaggi. Un pilota racconta di un assistente
e di un supervisore scoperti a fare sesso in bagno: “Sono stati entrambi
licenziati”. In un altro caso, l’identità di un membro del cabin crew è emersa
solo dopo la pubblicazione di un video online, grazie alla divisa visibile nelle
immagini.
Le compagnie aeree, contattate dal Corriere, non commentano ufficialmente. Il
timore, spiegano fonti interne, è quello di trasformarsi nel “vettore di
riferimento” per il sesso in alta quota. Così il fenomeno resta confinato a
segnalazioni interne, interventi discreti e silenzi pubblici. Dai dati raccolti,
la pratica riguarda circa lo 0,05% dei passeggeri totali, una percentuale bassa,
certo, ma pur sempre pari a 2,5 milioni di persone. Numeri piccoli rispetto ai
flussi globali, ma sufficienti a spiegare perché, come dicono gli assistenti di
volo, “quando le luci si spengono, sull’aereo può succedere davvero di tutto”.
L'articolo “Sesso in aereo? Quando si abbassano le luci succede di tutto, anche
accanto a chi dorme. I passeggeri ci segnalano che trovano preservativi o
macchie anche sui sedili”: le rivelazioni dei assistenti di volo proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tra i tanti posti strambi dove consumare un rapporto sessuale, una coppia ha
avuto l’ardire di scegliere come alcova una macchina per risonanze magnetiche.
Era il 1991 e Ida Sabelis e il suo fidanzato Jupp accettarono la sfida in nome
della ricerca. Il curioso esperimento fu ideato dal loro amico, lo scienziato
olandese Menko Victor “Pek” van Andel, che voleva vedere cosa succedesse
realmente all’interno del corpo durante l’amplesso. I risultati costituirono una
novità assoluta in campo medico e divennero il pezzo forte di un articolo del
British Medical Journal (BMJ) pubblicato nel 1999.
A oltre 30 anni da quel giorno, Ida ha condiviso qualche riflessione durante una
chiacchierata nel podcast “What Was It Like”: “Questa è stata una delle prime
macchine per la risonanza magnetica in assoluto, quindi scattare le foto ha
richiesto un po’ di tempo – ha spiegato la donna -, C’era un ordine dalla sala
controllo di mantenere la posizione per, non so, un minuto. Quindi è stato
esilarante in questo senso”.
La posizione però non era delle più comode. Ida, oggi professoressa di
antropologia organizzativa alla Vrije University di Amsterdam, ha spiegato che
il piano originale era di catturare immagini nella posizione del missionario. Lo
spazio angusto all’interno del macchinario, li costrinse tuttavia a escogitare
un altro piano. “Jupp e io ci siamo infilati in quella macchina e abbiamo
iniziato a fare le nostre cose. Non è stato romantico, è stato più un atto
d’amore e una performance. Per fortuna non siamo diventati claustrofobici”.
La donna, che è ancora legata a Jupp, aveva già spiegato in altre occasioni di
aver partecipato all’esperimento in quanto appassionata dei diritti delle donne
e voleva contribuire a migliorare la comprensione del corpo femminile in
medicina. Vedere le immagini per la prima volta è stato illuminante. “Quando le
ho viste ho pensato, ‘Aww, ecco come ci incastriamo’”, ha dichiarato a Vice nel
2019.
La coppia aveva optato per la posizione a cucchiaio durante l’esame, spiegando
che quella del missionario “è una posizione che per me non produce quasi nessuna
eccitazione”. Ma quali sono state le due scoperte più importanti
dell’esperimento? Che le vagine non sono dritte e che i peni possono piegarsi
per adattarsi alla curvatura naturale dell’organo femminile. Le scansioni del
rapporto tra Ida e Jupp hanno infatti rivelato che un pene eretto può assumere
la forma di un “boomerang”, ovvero può piegarsi verso l’interno per adattarsi
alla forma del corpo della donna, senza causare alcun dolore all’uomo. Si tratta
di scoperte che hanno messo in discussione le convinzioni risalente al XV secolo
che l’organo maschile entrasse in maniera dritta nella vagina di una donna e
altrettanto dritto ne uscisse, e che le vagine avessero una forma cilindrica.
(Foto British Medical Journal – BMJ)
L'articolo “Il pene eretto può assumere la forma di un boomerang per adattarsi
alla forma della vagina”: coppia fa sesso in una macchina per risonanze
magnetiche proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Eteroflessibile”. In Gran Bretagna, questa parola è diventata ormai di uso
comune, tanto da entrare a far parte di alcuni dizionari. Ma che cosa significa?
Una persona eteroflessibile è eterosessuale e, al tempo stesso, aperta a
esperienze con persone del proprio sesso. Il termine è nato nel gergo
statunitense nel 2022 e racchiude un’ampia gamma di preferenze sessuali, che va
dalle persone che non escludono un incontro omosessuale ad altre che si
considerano quasi bisessuali.
I responsabili dell’app Feeld, destinata agli utenti che esplorano la non
monogamia etica, il poliamore e il kink, non rivelano esattamente quante persone
siano iscritte alla piattaforma, ma confermano che la quota di utenti che si
considerano eteroflessibili è aumentata del 200%. Due terzi di questi sono
Millennial (nati tra i primi anni ’80 e il 1996), mentre il 18% appartiene alla
Generazione Z.
NON SOLO I GIOVANI
Non sono solo i giovani ad avventurarsi in nuove pratiche sessuali. L’azienda
fondatrice dell’app di dating sostiene che il 15.5% degli utenti appartiene alla
generazione dei “Boomer“, le persone nate tra il 1965 e il 1980. Tra le persone
che hanno lavorato all’app c’è il dottor Luke Brunning, docente presso
l’Università di Leeds, specializzato in filosofia dell’amore, del sesso e delle
relazioni.
Il professore ha dichiarato che “la crescita esplosiva dell’eteroflessibilità
suggerisce che la curiosità sta diventando culturalmente accettabile,
soprattutto tra gli utenti più giovani”. Il dottor Brunning ha parlato
dell’esistenza dell’omoflessibilità, che consiste nell’essere attratti
principalmente dal proprio sesso, ma con il potenziale di provare un’attrazione
anche per una persona di sesso opposto.
L'articolo Spopola il fenomeno “eteroflessibilità”: dai giovani agli over 60
sulle app di dating la nuova frontiera del sesso. Ecco di cosa si tratta
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il giusto equilibrio tra sesso e sentimenti in alcuni casi è assai difficile da
raggiungere. Di certo qualche problema se l’è posto una lettrice del Daily Star
che ha mandato una mail per consultarsi con l’esperta dei sentimenti Jane
O’Gorman. La fidanzata disperata esordisce subito: “La mia amica dice che devo
fare sesso ogni volta che il mio ragazzo lo desidera, altrimenti lo perderò”.
Poi entra nello specifico del bizzarro consiglio: “Mi fa notare che è un bravo
ragazzo, con i soldi, e che altre ragazze lo accetteranno se non lo soddisfo e
lo rendo felice in camera da letto. Ha ragione? Crede che la chiave per una
relazione felice sia essere sempre disponibile a far l’amore. In fondo cos’è
un’ora del mio tempo se mantiene vivo l’interesse del mio ragazzo?”.
“Ma non sempre mi sento sexy o sicura del mio corpo. – confessa – Non posso
semplicemente lasciare quello che sto facendo e andare a letto a comando. Devo
prepararmi sia mentalmente che fisicamente. La mia amica è molto più
sessualmente attiva di me. Temo che se adotto il suo atteggiamento non mi
lascerà mai in pace”.
Jane ha risposto senza indugio: “La tua amica è libera di condurre la sua
relazione come preferisce, ma tu sei un’altra persona. È fantastico che abbia
trovato una soluzione che funziona per lei, ma non puoi permetterle di
convincerti a seguire il suo esempio se quello che suggerisce non ti sembra
giusto”.
Per poi concludere: “Credo che la persona con cui dovresti parlare di sesso sia
il tuo partner. Se avete esigenze diverse in camera da letto, allora discutetene
e accettate un compromesso in modo che nessuno dei due si senta trascurata”.
L'articolo “La mia amica dice che devo fare sesso ogni volta che il mio ragazzo
lo desidera, altrimenti lo perderò. Ma io non mi sento sexy”: la disperazione di
una fidanzata proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ogni giorno la rubrica di consigli del Daily Star, firmata da Jane O’Gorman,
riceve lettere che raccontano fragilità, desideri e dilemmi della vita
quotidiana dei suoi lettori. Ci si trova letteralmente di tutto e alcune di
queste storie diventano poi virali sul web. È il caso della lettrice che scrive:
“Ho rapporti sessuali con la coppia di vicini. Era un gioco, ora è un incubo”.
Nella sua lunga lettera, la donna — che vive in un condominio — racconta di aver
iniziato nel 2023 una relazione consensuale con i suoi vicini, marito e moglie.
Un’esperienza che, nelle sue intenzioni, doveva rimanere un diversivo. Col
tempo, però, la situazione è degenerata. “La moglie è estremamente
imprevedibile. Un minuto accusa il marito di prestarmi troppa attenzione, quello
dopo dice di essere innamorata di me”, scrive. Il marito, a sua volta, “è un
tipo sfacciato che pretende sesso sempre più estremo, anche quando non ne ho
voglia”. Il coinvolgimento emotivo si è intrecciato con questioni economiche:
“Lei dice che sono la sua migliore amica e poi mi pressa per farmi prestare dei
soldi”. L’aspetto più preoccupante, però, è la mancanza di confini. “Viviamo
porta a porta: bussano ogni volta che sono annoiati o eccitati. Mi sento una
pedina nel loro matrimonio disfunzionale”. Ogni tentativo di allontanarsi
finisce allo stesso modo: “Mi pregano di non lasciarli”.
La replica di Jane O’Gorman è chiara, decisa e senza giri di parole. “Devi
essere forte. Dì ai tuoi vicini che è finita e riprenditi la tua vita”, scrive
l’esperta. Jane sottolinea che la situazione è diventata tossica: “Ti stanno
risucchiando le energie. Non esisti per intrattenerli o soddisfarli”. Le
dinamiche di coppia dei vicini non possono ricadere sulla lettrice: “Se non
riescono a far funzionare il loro matrimonio, non è un tuo problema. Ogni minuto
che passi con loro è un minuto sottratto alla tua vita, ai tuoi amici, ai tuoi
potenziali partner”. La conclusione è netta: “È un gioco che ha superato ogni
limite. Ora devi proteggerti”.
L'articolo “Sono ostaggio dei miei vicini, abbiamo iniziato a fare sesso estremo
insieme per gioco ma ora mi bussano ogni volta che sono annoiati o eccitati”:
una lettrice racconta il suo triangolo sessuale al Daily Star proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Un fidanzato tradito ha scritto disperato all’esperta dei sentimenti del Daily
Star, Jane O’Gorman. Nella mail che è stata recapitata alla rubrica “Dear Jane”,
l’anonimo sfortunato ha raccontato la sua incredibile vicenda: “La prima volta
che ho beccato la mia ragazza a letto con un altro ragazzo, mi ha detto che era
stato un errore e che le dispiaceva. L’ho perdonata”.
Ma il “caso” si è ripetuto: “La seconda volta ha annunciato che non le
dispiaceva perché stava semplicemente iniziando una ‘ricerca’. Ha spiegato che
aveva intenzione di lasciare il suo lavoro d’ufficio e diventare una ‘studiosa
del sesso online'”.
E ancora: “Lei ha ha affermato che il suo amante era un attore porno che le dava
consigli. Ora si lamenta che dovrei esserle grata per essersi messa in
discussione con una vita diversa, che ci porterà a una vita lussuosa e viaggi
all’estero. Ma non voglio una prostituta online come fidanzata! Voglio indietro
la vecchia. Quando la accuso di tradirmi e di trattarmi come un’idiota, mi
accusa di essere al passo coi tempi. Davvero?“.
Jane ha premesso: “Già due volte hai beccato la tua ragazza in flagranza di
reato. Non devi accettare nulla che ti metta a disagio. Sono sicuro che la
promessa di una vita lussuosa e di viaggi all’estero sia allettante, ma la tua
ragazza sta dicendo sciocchezze. Chi dice che guadagnerà una fortuna online?”.
L'articolo “Ho beccato la mia ragazza a letto con un attore porno. Ha detto che
era per una ricerca che ci renderà ricchi”: lo sfogo disperato di un fidanzato
tradito proviene da Il Fatto Quotidiano.
Niente sesso, siamo giovani. Parrebbe (e dico parrebbe perché, di anno in anno,
escono sondaggi e studi con esiti diversi, tocca starci dietro come si può),
insomma, parrebbe che i ragazzi della gen Z (13 – 28 anni), facciano poco sesso.
Poco o nulla, a dirla tutta. Il Guardian ha pubblicato un maxi report con i dati
del Centers for Disease Control and Prevention e risulta che, nel 2021, il 30%
degli adolescenti affermava di aver avuto rapporti sessuali almeno una volta
nella vita, rispetto al 38% del 2019 e con un enorme calo rispetto a tre decenni
fa, quando più della metà dichiarava di aver avuto rapporti. Uno dice, sì ma lo
studio riguarda gli Stati Uniti e invece tutto il mondo è paese, mai che un
detto popolare sbagli: una ricerca pubblicata sul Journal of Sex Research
esamina dati raccolti nell’ultimo decennio e relativi alla vita erotica di
180mila teenager in 33 nazioni. In 25 di queste nazioni il numero di giovani che
riferivano di avere avuto un’esperienza sessuale si è sensibilmente abbassato, e
non è aumentato in nessuno dei paesi presi in esame. Sicché, i giovani ritardano
la prima esperienza sessuale. Pornografia? Pandemia? Lo vediamo poi. Fatto sta
che, tra i ragazzi della Gen Z, un uomo su tre non ha mai fatto sesso con un
partner, per le donne siamo a una su cinque (Kinsey Institute in collaborazione
con Lovehoney). Potremmo citare altri studi ma il punto chiaro è che i ragazzi
delle GenZ trovano il sesso – così come lo intentiamo noialtri, e attenzione che
non è un dettaglio da poco – niente affatto fondamentale. E le domande si
affollano nella nostra testa (di Millennial, o Gen X o quel che è): perché?
Hanno capito qualcosa che alle generazioni precedenti è sfuggito? Lo fanno, sì,
ma in modo diverso?
AH, LA MONOGAMIA
Sperimentano, amano senza distinzione di genere, e sognano la monogamia. Ce lo
dice un sondaggio, sempre ripreso dal Guardian: i giovani della Gen Z
idealizzano l’avere un solo partner per la vita. Un recente report dell’app di
dating Feeld — che ha intervistato 3.310 persone dai 18 ai 75 anni in 71 paesi —
ha scoperto che l’81% della Gen Z fantastica su relazioni monogame.
“Fantasticare” non vuol dire volere ma sono dettagli: com’è il famoso modo di
dire ‘stai attento a ciò che desideri perché potrebbe avverarsi?”. Non facciamo
i vecchi avvelenatori di pozzi. Al contrario dei ragazzi, tra il 75 e l’80% dei
Millennials, della Gen X e dei Baby boomer fantastica invece su relazioni
aperte. ‘Quanta bellezza, quanta promiscuità”, ma dai 29 anni anni in su. O
forse così bello non è? Perché se i Millennials e la Gen X preferiscono la
non-monogamia etica (24% e 27%) e i Boomer preferiscono gli “amici di letto”
(27%), la Gen Z parrebbe essersi stufata di parlare del poliamore. C’è un tweet
diventato virale nel lontano 2022, nessuna memoria di ferro, lo ha ripreso Vogue
India poco tempo fa: “Quando vedi una coppia in una relazione aperta, la vera
domanda è: chi dei due l’ha proposta e chi dei due piange ogni notte?”. Secondo
l’autrice del pezzo, Saachi Gupta, così la penserebbero i ragazzi, anche perché
una buona percentuale non ha mai avuto una relazione seria con una persona,
figuriamoci con più persone contemporaneamente. La Gen Z “subisce il fascino di
quello che è più semplice anche perché da quando il dating si è spostato nel
mondo digitale, è diventato sempre più complicato”. Quindi c’è bisogno di
rassicurazioni. Il poliamore nasce per creare una struttura non gerarchica, dove
l’amore non coincide con il possesso, solo che la non-monogamia, così come la
vive oggi la Gen Z, finisce per riprodurre le stesse gerarchie, spesso a
vantaggio degli uomini. Insomma, le relazioni aperte non sono soltanto
divertimento e libertà e i più giovani parrebbero pensare che forse vale la pena
sognare – almeno quello – un rapporto unico, che duri il più a lungo possibile.
Non ci sono riusciti quelli più grandi di loro (i divorzi aumentano persino in
terza età), ma chissà mai. Tra l’altro il sogno della monogamia porta con sé
anche quello delle nozze perché secondo il Times solo il 21% dei giovani è
d’accordo con l’idea che “il matrimonio sia irrilevante”, mentre vent’anni fa –
tra i millennials – la percentuale era del 39%.
I RAGAZZI FANNO DAVVERO MENO SESSO DEI LORO NONNI?
Il Kinsey Institute e l’azienda di sex toys Lovehoney hanno messo insieme le
forze per tirare fuori una classifica su ‘generazioni e sesso’ (immaginatelo
pronunciato da Tony Effe).
Boomer (nati tra il 1946 e il 1964) —> fanno sesso 47 volte l’anno cioè 0,9
volte a settimana
Generazione X (45 – 60 anni circa) —> fanno sesso 62 volte l’anno cioè 1,2 volte
a settimana
Millennial (27 – 44 anni circa) —> fanno sesso 73 volte l’anno, cioè 1,4 volte a
settimana
Gen Z (13 – 27 anni circa) —> fanno sesso 36 volte l’anno cioè 0,7 volte a
settimana
Ora, a parte le battute possibili sui decimi, parrebbe che in effetti i giovani
facciano meno sesso dei loro nonni. Ma sempre nello stesso report si legge che
quasi il 40% della Gen Z definisce sesso attività non penetrative. Sono lontani
i tempi in cui fare sesso era indice di virilità o femminilità e persino una
sorta di prova di normalità.
PORNOGRAFIA, PANDEMIA E TUTTO QUANTO
‘È praticamente ovvio’ che se si cerca un fattore principale e rilevante sul
come mai i ragazzi della Gen Z abbiano una diversa considerazione del sesso e
della sua importanza, quasi tutti dicano “eh, colpa della pornografia”. E invece
– pur essendo importante rilevare che i ragazzi iniziano a guardare siti hard
presto, troppo presto, tra gli 11 e i 13 anni – il peso del consumo di hard è
del 15 o 20% (UCLA Porn & Youth, Kinsey Institute 2023, Common Sense Media
2022). Sì, è innegabile che la pornografia abbia un effetto inibitorio, creando
una specie di ansia da performance, che sia ‘distorsiva’ rispetto ai corpi degli
attori e delle attrici e che sia anche anestetizzante, perché la gratificazione
è immediata. Ma ci sono altri fattori da tenere in conto. Ci sarebbe pure un
modo di dire napoletano da usare all’uopo – chi sa sa – ma una delle prime cause
che inibiscono la ricerca di rapporti fisici è l’ansia. Sempre lei, si traveste,
cambia d’abito, ma si riconosce facile. La Gen Z vive l’atto sessuale come
qualcosa che richiede stabilità emotiva, non come sfogo. Se non si sentono
“sicuri dentro”, non lo fanno (fonti: Pew 2023–24, Gallup Youth Mental Health,
UCLA 2022–25). Finito? No perché non va dimenticato che i giovani della Gen Z
hanno passato un pezzo non irrilevante della loro età d’oro in casa, durante la
pandemia di Covid. Sicché, due anni di socializzazione reale saltati a pie’
pari, aumento della dipendenza dagli spazi digitali, perdita o quantomeno
ridimensionamento delle relazioni amorose in essere. Meno occasioni, meno sesso
(fonti: UCLA COVID Social Development Study; Oxford Internet Institute). C’è un
altro elemento, che cambia proprio il paradigma rispetto ai Millennial. Per la
Gen Z l’atto sessuale è subordinato allo stato emotivo, non il contrario. “Se
non mi sento al sicuro, non faccio sesso”, poche storie. Altro fattore,
importante: la cultura del consenso. La paura di violare limiti senza
accorgersene. O l’ansia perché una situazione non è così chiara. C’è tanta,
tantissima strada da fare in materia di educazione sessuale – a partire dalle
scuole – ma questi dati ci dicono che qualcosa si è fatto, che ci si muove nella
giusta direzione su consenso e attenzione all’altro.
MENO SESSO MA ANCHE MENO INTIMITA’?
Ora vorrei dire, così gratuitamente, che Sesso Occasionale di Tananai non m’è
mai piaciuta e non mi piace nemmeno ora ma quel “troviamoci una casa e non
finiamoci più/Nel sesso occasionale” poteva evitarmi centinaia di parole.
Tornando sul pezzo, pare che la Gen Z stia slegando l’idea di intimità da quella
di sesso. Condivide paure, fragilità, orientamenti e identità. Come a dire, per
noialtri che abbiamo ormai l’età dei datteri, l’intimità iniziava dal corpo, per
loro dal linguaggio. Se la vicinanza emotiva diventa più importante del contatto
fisico, è naturale che la soglia per il sesso si alzi. Qui torna in pista la
monogamia, perché i ragazzi la sognano? Dentro un legame stabile, sicuro,
silenzioso quando serve, il sesso può tornare ad avere un senso non come prova,
ma come scelta? Per smorzare questo tono romantico va detto che la Gen Z è la
prima ad avere a disposizione IA generativa e chatbot fin dall’inizio e a usarli
spesso nella propria vita sentimentale. Come dire, l’Intelligenza Artificiale fa
loro compagnia e dà loro consigli. Penseranno sia una forma d’amore? Speriamo di
no, ma il discorso sarebbe lungo e non rimane che chiudere con una citazione sul
sempiterno cambiamento delle relazioni sentimentali. “Pensai a quella vecchia
barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e gli dice: ‘Dottore,
mio fratello è pazzo. Crede di essere una gallina’. E il dottore gli dice:
‘Perché non lo interna?’. E quello risponde: ‘E a me poi le uova chi me le fa?’.
Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io delle relazioni tra uomo
e donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali e pazze e assurde, ma credo
che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova”.
L'articolo I ragazzi fanno davvero meno sesso dei loro nonni? La Gen Z, le
relazioni e l’Intelligenza Artificiale proviene da Il Fatto Quotidiano.