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“La donna è diventata un pungiball, dove l’uomo sfoga la sua rabbia. I preparativi per il mio matrimonio? Sono sospesi (per ora)”: così Giorgio Pasotti
Giorgio Pasotti è pronto per tornare nel film tv “Rosso volante” lunedì 23 febbraio in prima serata su Rai 1. L’attore sarà Eugenio Monti, sciatore e bobbista, doppio Oro olimpico a Grenoble nel 1968 e campione di fair play, scomparso nel 2003. Il film è liberamente ispirato all’opera letteraria “Rosso ghiaccio: Eugenio Monti, dietro la leggenda” di Stefano Rotta, con la regia di Alessandro Angelini. Nel cast anche Andrea Pennacchi (Gianni Brera), Denise Tantucci (Linda Lee), Stefano Scandaletti (Sergio Siorpaes) e con Maurizio Donadoni (Podar). “Ho dovuto lavorare tanto fisicamente per poter avere il fisico di un bobbista che, all’epoca, spingeva questi affari di circa 75 chili per portarli a correre a quelle velocità. Poi ho imparato tutto sul bob che, prima di questo film, non conoscevo affatto”, ha dichiarato a Vanity Fair Pasotti. L’attore è anche a teatro con l’“Otello” di William Shakespeare, dove ricopre anche il ruolo di Iago. Storia di violenza e di relazioni insane: “La violenza sulle donne è sempre esistita, ma nei tempi di Shakespeare era un modo per sottolineare uno status di supremazia da parte dell’uomo. Oggi, mi sembra che siamo in una situazione ancora peggiore: la donna è diventata una sorta di pungiball, una cosa quasi inanimata dove l’uomo scatena tutte le sue ire, sfoga la sua rabbia e frustrazione. È diventato un fenomeno quasi di massa, incontrollabile, in cui sembra che si giustifichi la violenza nei confronti del genere femminile”. “Stiamo vivendo una sorta di cortocircuito in cui la società, a differenza di quando avevo io l’età di mia figlia, non aiuta più la famiglia dal punto di vista educativo. – ha continuato – Ad esempio, prendiamo la scuola: non deve essere solo il luogo in cui impari nozioni, ma deve essere anche quello in cui impari a vivere, a crescere. Invece, ora, se un insegnante si permette di dire qualcosa, scattano le denunce. Ovviamente, io non ho soluzioni, ma con il mio lavoro proprio a far riflettere”. Pasott ha chiesto la mano della compagna, l’attrice Claudia Tosoni con una proposta a sorpresa andata in scena sul palco durante lo spettacolo teatrale “La strana coppia” il 18 gennaio 2026 a Torino. I preparativi? “Sono stati sospesi (ride). No, scherzi a parte, è un periodo denso di impegni per entrambi, quindi abbiamo dovuto bloccarli per un po’. Ma ricominciamo presto”. L'articolo “La donna è diventata un pungiball, dove l’uomo sfoga la sua rabbia. I preparativi per il mio matrimonio? Sono sospesi (per ora)”: così Giorgio Pasotti proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Violenza sulle Donne
Serie TV
Film
Tutte pazze per le guance “melograno” di Cime Tempestose: ecco come copiare il trucco di Margot Robbie nel film (con gli stessi prodotti)
Avviso a tutte le fan del nuovo Cime Tempestose: non possiamo avere Jacob Elordi a domicilio, ma sicuramente possiamo avere le guance “melograno” di Margot Robbie nel film. L’attrice, sia sul set che sul red carpet, sfoggia un blush che la fa “arrossire” come dopo un bacio appassionato. O una corsa nella brughiera. LA SIMBOLOGIA DIETRO I BEAUTY LOOK DI CIME TEMPESTOSE Chi è già stato al cinema lo sa: il make up e i capelli di Margot Robbie nei panni di Catherine Earnshaw sono personaggi a tutti gli effetti. Man mano che la storia avanza Cathy si trasforma da selvaggia ragazza della brughiera a lady annoiata, sfoggiando acconciature incredibili e un trucco stravagante, arricchito con perle, eyeliner a forma di stella, labbra scure. Storicamente credibile? Per nulla. Visivamente appagante? Moltissimo. Una costante, durante tutto il film, sono le guance arrossate di Cathy: nella narrazione, sono il risultato della vita all’aperto e del vento incessante, ma riflettono anche il suo temperamento irruento e passionale. In qualche modo sono la firma di stile, tanto che l’attrice le ha sfoggiate di nuovo durante il tour promozionale del film. Sul red carpet ha sempre preferito make up molto naturali che attiravano l’attenzione sugli zigomi e sul blush. QUALI PRODOTTI HA USATO MARGOT ROBBIE SUL SET? Siân Miller, make up artist del film, ha “svelato” i prodotti che ha scelto per la protagonista – sorpresa – c’è anche un blush appena sbarcato in Italia. Si tratta del Flush Balm di Merit, precisamente nelle tonalità Après e Postmodern. Il brand statunitense Merit, nato con una filosofia clean ed essenziale, è diventato famoso per i prodotti multifunzione e facili da usare nella “vita reale”. Con un eccezionale tempismo, è appena arrivato in Italia e i blush usati nel film sono disponibili sul sito al prezzo di 29 euro. In un’intervista ad Allure, la make up artist ha spiegato che si è in parte ispirata al trend social delle “pomegranade cheeks”, cioè delle guance “color melograno” che circolava un paio di anni fa sui social. ‹ › 1 / 3 SCREENSHOT 2026-02-17 165234 Crediti: Courtesy of Merit press office ‹ › 2 / 3 MERIT BEAUTY _ FLUSH BALM _ POSTMODERN Merit Beauty Flush Balm Postmodern - Crediti: Courtesy of Merit press office ‹ › 3 / 3 MERIT BEAUTY _ FLUSH BALM _ APRES Merit Beauty Flush Balm Apres - Crediti: Courtesy of Merit press office Il make up è coerente con l’estetica del film di Emerald Fennell: non un adattamento fedele, ma il sogno lucido di una quattordicenne che legge per la prima volta Cime Tempestose e lo immagina mescolando elementi di epoche diverse. Per le scene girate nel maniero di Wuthering Heights ha usato – prendere nota – un balsamo guance e labbra di Chanel nel colore Berry Boost. Per le riprese nella casa dei Linton ha affiancato al blush di Merit altri due prodotti: il virale Soft Pinch di Rare Beauty (colori Hope e Happy) e il Divine Cream Blush di Pat McGrath Labs. E qui sta il segreto per replicare le “guance melograno”, di nuovo di tendenza: usare prodotti liquidi, o in crema, da sfumare con le dita. L’obiettivo non è avere un fard da bambola, né scolpire gli zigomi, ma ricreare il naturale colore dato dall’afflusso di sangue nel viso. Abbiamo, insomma, il permesso di arrossire. Che è un po’ la reazione comune quando appare Jacob Elordi sullo schermo. L'articolo Tutte pazze per le guance “melograno” di Cime Tempestose: ecco come copiare il trucco di Margot Robbie nel film (con gli stessi prodotti) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Hollywood
Beauty e Benessere
Film
“Mi sono rotta una costola girando una scena di sesso con tre uomini. La cosa più imbarazzante? Raccontarlo al medico”: Emilia Clarke svela l’incidente sul set
Emilia Clarke e Haley Lu Richardson sono le protagoniste di una nuova serie tv thriller “Ponies”. Le due interpretano due donne che vivono una vita mondana nell’Unione Sovietica degli Anni 70, mentre i loro mariti sono agenti della CIA. Quando entrambe si ritrovano vedove, si ritrovano catapultate nel vivo dell’azione. Durante la presentazione alla stampa Emilia Clarke però ha confessato un aneddoto avvento sul set. A quanto l’attrice ha avuto un’esperienza dolorosa durante le riprese di alcune scene di sesso. In una intervista con The Wra, Clarke ha dichiarato di aver baciato diversi suoi colleghi della serie.Un giorno di riprese, ha dichiarato di aver baciato tre uomini per “ore”, riportando un infortunio fisico. “Faremo finta di fare sesso. – mi avevano detto -. Quel giorno mi sono rotta una costola“. Richardson, che era sul set quel giorno, ha confermato la versione di Clarke, aggiungendo: “L’ha fatto davvero. È un corpicino così piccolo e sensibile, che si è rotta una costola”. Clarke ha scherzato dicendo che quando è andata dal medico a causa della lesione alla costola, è stata sincera su come è successo. “Ho fatto sesso tre volte!“. Tuttavia, Clarke ha chiarito di essersi ripresa dopo che Richardson le ha chiesto se la sua costola fosse guarita. “È quasi guarita – ha risposto -. Non si è rotta del tutto. È solo spuntata un po’ fuori”. Clarke ha recentemente dichiarato al New York Times che la trama di “Ponies” era molto diversa dal suo ruolo più noto in “Game of Thrones”, dove interpretava la principessa esiliata della dinastia Targaryen, Daenerys. Ha recitato nella serie HBO cult dal 2011 al 2019. L'articolo “Mi sono rotta una costola girando una scena di sesso con tre uomini. La cosa più imbarazzante? Raccontarlo al medico”: Emilia Clarke svela l’incidente sul set proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Netflix vuole che nei film si ripeta la trama 3 o 4 volte, perché la gente sta al telefono mentre guarda”
Che la soglia dell’attenzione dell’utente medio delle piattaforme in streaming sia bassa, questo si sa. Una pubblicità, una notifica di Whatsapp o una mail urgente alla quale rispondere, creano la visione di un film o una serie tv frammentata. Così ci si ritrova a riprendere il filo della narrazione, una volta esauriti i compiti improvvisi e bypassate le distrazioni, senza ricordarsi cosa stesse accendendo proprio nel punto in cui si è interrotto lo streaming. Così Netflix è corsa ai ripari e ha chiesto agli sceneggiatori dei suoi film di inserire in alcuni punti un protagonista che faccia da raccordo e ripeta, in qualche modo, la trama principale del film. A rivelarlo è stato Matt Damon, durante la presentazione del film Netflix “The Rip”, che lo vede protagonista con il collega e amico di sempre Ben Affleck. L’attore in una intervista al programma Joe Rogan Experience, ha tracciato un bilancio del mondo del cinema e di come esso sia cambiato proprio in virtù del proliferare delle piattaforme in streaming. “Gli spettatori dedicano a un film a casa un livello di attenzione molto diverso rispetto alla sala cinematografica, – ha detto Damon -. Netflix tende a spostare le scene d’azione all’inizio del racconto, per catturare subito il loro interesse. Dietro le quinte, si discute della possibilità di ripetere la trama tre o quattro volte nei dialoghi, tenendo conto del fatto che molti spettatori guardano il film mentre sono al telefono”. E ancora: “Abbiamo imparato che il modo tradizionale di costruire un film d’azione prevede di solito tre grandi scene: una nel primo atto, una nel secondo e una nel terzo. La maggior parte del budget viene investita in quella del terzo atto, perché è il finale. Ora invece ti chiedono: ‘Possiamo farne una enorme nei primi cinque minuti? Vogliamo che la gente resti incollata’. E non sarebbe male se ripetessi la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché la gente guarda il film mentre è al telefono”. Poi ci sono le doverose eccezioni. “Non sempre le produzioni Netflix si piegano alle regole del mercato – ha aggiunto Affleck -. Guardi Adolescence e ti accorgi che non fa niente di tutto questo. Ed è fottutamente fantastica. Ed è anche cupa: tragica e intensa. Racconta di un uomo che scopre che suo figlio è accusato di omicidio. Ci sono lunghe inquadrature della nuca dei due personaggi. Salgono in macchina, nessuno dice una parola”. “The Rip”, disponibile su Netflix già dal 16 gennaio, mette al centro la fiducia tra una squadra di poliziotti di Miami che inizia a vacillare dopo aver scoperto milioni di dollari in contanti in un deposito abbandonato. Quando forze esterne vengono a conoscenza dell’entità del sequestro, tutto è messo in discussione, incluso di chi potersi fidare. L'articolo “Netflix vuole che nei film si ripeta la trama 3 o 4 volte, perché la gente sta al telefono mentre guarda” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task… Una marea di serie tv cult (e nuove) sono in arrivo con Hbo Max: i titoli, il prezzo e come abbonarsi
Benvenuta in Italia, Hbo Max. La home page sembra quella di Netflix, tanto a breve avranno ufficialmente lo stesso proprietario, ma i titoli pronti fin dal primo giorno di fruizione stuzzicano già gli amanti del binge watching. Dalle prime ore di martedì 13 gennaio 2026 sulla home italiana di Hbo Max campeggia il lanciatissimo film per gli Oscar Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, fresco vincitore di 4 Golden Globe. Attesissima anche la seconda stagione di The Pitt, anch’essa celebrata ai Globe con il premio alla miglior serie drammatica. Per l’Italia, già pronta è la visione di Nonostante, film diretto da Valerio Mastandrea. Mentre per A Knight of the Seven Kingdoms, altro spin off legato all’universo Game of Thrones, bisogna attendere il 19 gennaio i già fedelissimo abbonati del primo giorno possono accedere all’immenso e iconico archivio Hbo Original: The Wire, Veep, The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task, House The Penguin, And Just Like That…, Friends, I Soprano, Six feet under, Sex and the City, Succession. Sul fronte delle produzioni esclusive italiane, settore piuttosto amato dai fruitori delle piattaforme streaming, bisogna attendere un po’ di rodaggio degli algoritmi e il 20 febbraio arriverà anche il Portobello di Marco Bellocchio, biopic su Enzo Tortora. A seguire la serie Melania Rea – Oltre il caso, diretta dal sempre attento Stefano Mordini con Mari Esposito e Daniele Rienzo e che ripercorre lo sconvolgente femminicidio del 2011, il medical drama 500 battiti; Peccato, il mockumentary comedy diretto da Valerio Vestoso con protagonista Emanuela Fanelli; In utero, la serie creata da Margaret Mazzantini, diretta da Maria Sole Tognazzi e ambientata all’interno di una clinica per la fertilità a Barcellona con protagonista Sergio Castellitto; infine le docuserie Gina Lollobrigida: Diva contesa – sulla battaglia per l’eredità della diva -, e Saman – La verità nascosta, rievocazione dello straziante omicidio di una giovane pachistana assassinata dal suo clan familiare islamico per aver rifiutato un matrimonio combinato. Dalle produzioni internazionali appena avrà finito la sua cavalcata nelle sale sarà disponibile Norimberga, il film storico con Russell Crowe nei panni del nazista Goring e Rami Malek in quello dello psichiatra che tenterà di curarlo dopo che il gerarca è stato catturato e imprigionato dagli alleati. I prezzi? Come tutte e altre piattaforme online. Tre i piani mensili tra cui il “Base”, con pubblicità a 5,99 euro (due dispositivi, Full Hd); lo Standard a 11,99 euro (due dispositivi, Full Hd e fino a 30 download con limitazioni) e il Premium a 16,99 euro (quattro dispositivi, 4K Ultra HD, Dolby Atmos dove disponibile e 100 download con limitazioni). Hbo Max offrirà anche per 3 euro in più al mese il pacchetto Sport (dentro ci sono anche il Roland Garros e parecchio ciclismo) con la trasmissione in diretta dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 inclusi in ogni piano di abbonamento. L'articolo The White Lotus, Euphoria, True Blood, Task… Una marea di serie tv cult (e nuove) sono in arrivo con Hbo Max: i titoli, il prezzo e come abbonarsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“L’unica foto che non vedrò mai è la mia da morto”: Oliviero Toscani raccontato nel nuovo documentario su Sky Arte
“L’unica foto che non riuscirò mai a vedere è la mia da morto”. Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua – in esclusiva su Sky Arte il 13 gennaio alle 21 – si conclude con una risata di Toscani stesso che seppellirà il mondo. E un omaggio all’immensità creativa di un unicum mondiale, morto un anno fa a Cecina a 83 anni, non poteva che ripercorrere ed esaltare uno spirito così irriverente, unendo supersonicamente i puntini, clack dopo clack delle diapositive che scorrono, rulli di negativi che esondano, di una vita irrefrenabile, inesausta (“non mi sono mai annoiato, non sopporto chi mi dice di essere stanco”) a scattare foto che cambieranno letteralmente il mondo. La prima è già malizia e magnetismo di un 14enne che seguendo il padre, fotoreporter del Corriere spedito a Predappio nell’agosto del 1957 per immortalare la tumulazione di Mussolini, scorge tra la folla una donnina minuta vestita di nero mezza nascosta tra marcantoni, donna Rachele. Dal realismo beffardo alla metaforico/simbolico spinto il passo è breve. ‹ › 1 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_JONES Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 2 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_PATTI-SMITH Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 3 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI _AUTORITRATTO_2 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 4 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI__1989 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 5 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_1989 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 6 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_ANDY WAHROL Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 7 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_ARCHIVIO-BENETTON_1996 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 8 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_ARCHIVIO-BENETTON_1992 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 9 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_ARCHIVIO-BENETTON_PROVINI_2 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 10 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_ARCHIVIO-BENETTON_PROVINI_1 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 11 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_AUTORITRATTO Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 12 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_AUTORITRATTO_4 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 13 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_AUTORITRATTO_3 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 14 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_BACIO Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 15 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_BACIO_2 Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 16 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_BAMBINI Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 17 / 18 ©OLIVIERO_TOSCANI_LINGUACCE Crediti: Oliviero Toscani ‹ › 18 / 18 COURTESY_THERESE-FRARE_CONCEPT-OLIVIERO_TOSCANI Crediti: Oliviero Toscani “Le cose vere succedono se non sono pianificate”. E Toscani letteralmente scavalca le regole dello spazio e del tempo andando a ribaltare alfa e omega della fotografia di moda in quel di una New York finto maledetta tra Warhol e Patti Smith (che impreziosisce di poesia e politica il documentario) facendo saltellare, ridere, muovere le modelle. “Chi mi ama mi segua” sarà lo slogan stampigliato su due splendide chiappe coperte da un succinto jeans nel 1971. I Jesus Jeans scomoderanno Pasolini sul Corriere, la Chiesa e Lotta Continua. La pubblicità per vestiti e abiti non sarà più la stessa. Toscani è controcultura purissima, torsione umana attorno all’obiettivo. Infrangere le regole della moda poi è nulla a confronto di quello che succederà appena dopo. “Toscani non è un fotografo, ma un’artista che ha scelto il medium della foto”, spiegano amici e conoscenti nel documentario. E nel 1980 ecco il big bang. Tramite Elio Fiorucci Toscani conosce Luciano Benetton e il messaggio nella cornice della moda (il marchio verdolino United colors of Benetton) diventa pensiero. Toscani fotografa preti e suore che si baciano, cavallo nero che monta cavallo bianco, piazzerà un condom chilometrico sull’obelisco di Parigi, spoglierà Luciano Benetton mettendolo pure in una vetrina. Poi ci sarà il neonato fotografato ancora tumefatto appena partorito, la celebre foto del moribondo di Aids, i ritratti dei condannati a morte negli Stati Uniti, le modelle anoressiche, il rullo di prodotti sopra le immagini terribili delle guerra nella ex Jugoslavia. L’immagine al centro della comunicazione come nessuno prima di lui. Estroso, funambolico, spesso con luce sovraesposta, il click toscaniano è un pugno nello stomaco, è l’attivazione dell’ “essere osservati”, è l’ovvio che diventa sovversivo. Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua è diretto da Fabrizio Spucchies e da lui scritto con Mariaromana Casiraghi. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Sky Arte (@skyarte) L'articolo “L’unica foto che non vedrò mai è la mia da morto”: Oliviero Toscani raccontato nel nuovo documentario su Sky Arte proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Da Crans-Montana al Festival del cinema di Cannes 2012: Jessica Moretti posa armata con Sacha Baron Cohen per la promozione del film “The Dictator”
Si aggraverebbe ulteriormente la posizione di Jessica Moretti, moglie di Jacques e proprietaria del bar Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, dove è avvenuto la tragedia che ha ucciso 40 persona durante la notte di Capodanno. Secondo la testata svizzera Insider Paradeplatz, Moretti si è precipitata su per le scale del locale non appena è scoppiato l’incendio nel seminterrato, avrebbe afferrato la cassa contenente gli incassi di Capodanno e sarebbe uscita velocemente dal bar. Nel frattempo, alcuni testimoni sostengono che abbia lanciato l’allarme a gran voce per l’incendio, lasciando che la musica continuasse. Secondo Jessica Moretti, le fontane pirotecniche – poste sulle bottiglie e che hanno causato l’incendio- venivano occasionalmente utilizzate durante il servizio dello champagne per “creare un’atmosfera”. “Non le ho mai chieste, ma non le ho mai proibite”, ha detto la donna, come riporta il giornale Tages Anzeiger. Al netto della vicenda giudiziaria, sempre i media locali hanno anche scovato nel passato di Jessica Moretti, trovando qualche comparsata nel mondo dello spettacolo. In particolare è emersa una foto in cui la diretta interessata era presente al Festival del cinema di Cannes 2012, mentre posa davanti all’Hotel Carlton con un kalashnikov finto in mano e al fianco di Sacha Baron Cohen, durante la promozione mondiale del film “The Dictator”. Jessica ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro come modella. Tre anni dopo con il marito Jacques si è lanciata nel mondo dell’imprenditoria con alcuni investimenti, tra cui l’acquisto di Le Constellation, poi diventato uno locali più frequentati di Crans-Montana. L'articolo Da Crans-Montana al Festival del cinema di Cannes 2012: Jessica Moretti posa armata con Sacha Baron Cohen per la promozione del film “The Dictator” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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