Lorenzo Fragola si è raccontato Luca Casadei nel nuovo episodio del podcast “One
More Time” (OnePodcast): dal divorzio dei genitori al difficile rapporto con il
padre, passando all’amore per la musica fino alla sua esperienza a X Factor nel
2014 da cui è uscito vincitore. Poi i bassi e la difficoltà di trovare la luce.
“A CASA DI MIO PADRE LA FASE PIÙ DIFFICILE DELLA MIA VITA”
“Il liceo lo dovevo fare per forza a Catania. Alla fine ci ritroviamo a casa di
mio padre a Catania. Lì è iniziata forse un po’ la fase più difficile della vita
perché, secondo me, lui ha preso sottogamba il fatto di avere dei figli e di
gestirli quotidianamente. Ha iniziato a innervosirsi subito, siamo iniziati a
diventare un fastidio. Ha iniziato a mettere una serie di regole e la parte di
cura non gli interessava e quindi noi iniziavamo anche a soffrire questa cosa.
Ci trovavamo ospiti di una cameretta, non avevamo accesso neanche nelle altre
camere. Allora una volta ho scavato nei cassetti, ho trovato le chiavi, ho fatto
trovare tutto aperto e mi sono fatto trovare in salone sdraiato, non da mio
padre, ma dalla compagna. Le ho risposto a tono, sapendo che sarebbe arrivato
mio padre. Chiuse la porta a chiave, abbassò le serrande e me le diede con la
cinghia, con la cintura. Psicologicamente era devastante, cioè, le botte non le
sentivo ma psicologicamente è come se ti chiudo la chiave perché non voglio fare
sentire gli altri che te le sto dando. Poi non è che durante il giorno era una
persona che beveva e arrivava e alzava le mani. Non era quel tipo di persona,
era una persona che conosceva quel modo per essere genitore, per insegnare”.
“DOPO LA MORTE DI MIO PADRE HO FATTO UN GRANDE LAVORO”
Sul percorso interiore che lo ha portato a perdonare suo padre: «Dopo che è
morto mio padre ho dovuto fare un grande lavoro per calarmi nei suoi panni,
senza però il suo contributo o il contributo di altri per mettere insieme i
pezzi e ricostruire una storia. Uno dei passaggi che personalmente ho vissuto e
che ha dato origine alla rabbia è stato non trovare un perché di certe cose.
Vederlo poi, soprattutto negli ultimi momenti di vita, che è passato dall’essere
una persona mega dura, eroica a una persona che faceva fatica a stare nel mondo
perché fisicamente era impossibilitato: lì sono riuscito a intravedere un po’
del bambino di mio padre che non avevo conosciuto. L’ho voluto perdonare intanto
per farmi un favore, è un po’ egoista, però perché, se no non sarei andato
avanti e non avrei risolto tante cose che stavano inficiando la mia vita e poi
perché autonomamente e quasi spontaneamente sono riapparsi dei ricordi belli».
“A X FACTOR MI SONO APPOGGIATO MOLTO A FEDEZ”
“Ai tempi eri totalmente isolato, non avevi accesso a tv, radio, ovviamente
cellulare ed è stato molto difficile in realtà, non me lo sono vissuto molto
bene. Intanto non mi sentivo io all’altezza di quel contesto lì, perché non
avevo veramente nessun tipo di esperienza, ma nessuna. Non ero mai stato su un
palco con un microfono, mai stato in uno studio di registrazione e allo stesso
tempo si aspettavano molto da me perché era andato bene il mio provino (…) Mi
sono appoggiato molto a Fedez perché era una prima volta anche per lui da
giudice e quindi era un po’ una cosa che stavamo facendo insieme. Anche lui era
molto giovane, abbiamo legato molto all’inizio. Per me era una cosa bella perché
mi stava succedendo in quel momento, ma non mi ero fermato a pensare che questo
potesse diventare la mia vita”.
“DOPO IL SUCCESSO ERO ‘PADRONE DI ME STESSO’, PERÒ ERO MOLTO SOLO”
“Mi sentivo inadeguato e questo sentimento è durato tantissimo, si rifletteva
anche nel pensiero: ‘è successo a me ma forse per fortuna, cioè ci sono tante
persone brave che però non stanno vivendo quello che sto vivendo io’. Ci ho
messo un bel po’ per dirmi un minimo: ‘sei capace’. Da Bologna in cui preparavo
l’esame di Pasolini a due Sanremo e due tour. La mia identità si stava
costruendo a livello personale perché era cambiato il contesto intorno a me. Ero
a Milano da solo, in una città completamente diversa, con degli impegni e dei
pesi e una disponibilità economica completamente diversa. Per la prima volta ero
‘padrone di me stesso’, però ero molto solo. Le persone che conoscevo lì
facevano tutte parte del lavoro, la maggior parte erano persone più grandi e la
maggior parte erano persone di cui non avevo fiducia. Il mio modo per
preservarmi in tutto quello che mi stava succedendo era chiudermi in casa.
Attorno, tolto il lavoro, non c’era più niente”.
(Video tratto dal podcast “One More Time” (OnePodcast) di Luca Casadei)
L'articolo “Risposi a tono. Mio padre chiuse la porta a chiave, abbassò le
serrande e me le diede con la cintura. Psicologicamente era devastante”: così
Lorenzo Fragola proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - X-Factor
Si è classificato secondo a X Factor 2025, il suo inedito “Punto” ha già oltre
quattro milioni di streaming su Spotify ed è stabilmente in top 100 FIMI tra i
singoli. Damiano Caddeo, in arte eroCaddeo, ha 27 anni è nato a Modena, ma
cresciuto in Sardegna e ora di base a Torino, all’interno del talent di Sky ha
conquistato il pubblico e piano piano ha scalato la classifica ad un passo dalla
vittoria.
Tra i brani interpretati sul palco i grandi classici della musica italiana come
“E penso a te” di Lucio Battisti e “La cura” di Franco Battiato. “Affrontare
canzoni così importanti è stata la sfida più grande – ha raccontato il giovane
cantautore a FqMagazine –. Mi ha fatto crescere anche nell’interpretazione dei
miei brani. Avevo sempre cantato cover, ma mai pubblicate”.
A X Factor eroCaddeo è arrivato alla finale di Piazza del Plebiscito, lo scorso
4 dicembre, sotto la guida di Achille Lauro. “Ci siamo trovati soprattutto
nell’approccio alla scrittura, mi ha dato consigli che volevano essere più
conferme, ho percepito tanta stima. Il fatto che andassimo d’accordo ha reso
l’esperienza una bella gita più che un percorso tortuoso. È stata una camminata
con un amico”. A circa un mese di distanza dalla fine del talent, l’artista
pubblica il suo primo disco “scrivimi quando arrivi (punto)”.
Perché hai scelto questo titolo?
È letteralmente un messaggio whatsapp che mi mandava spesso una persona, che è
quella per cui ho scritto tutti i pezzi. Mi sembrava semplice, lo scriviamo e lo
diciamo spesso.
In “Metti che domani te ne vai” dici “Mi chiedevo se la vita da adulti è avere
dei dubbi ma tenerli per me”. Ti sei risposto a questa domanda?
Sto ancora cercando di farlo. Però mi accorgo che mi tengo per me tanti dubbi
perché ho paura delle risposte. A volte non posso permettermi di entrare in
paranoia con tutte le cose che ci sono da fare e da pensare nella vita.
“E a darsi baci sono tutti bravi ma studiano a memoria” canti in “Cani”. Pensi
che ci sia poca verità nelle relazioni?
Intendo dire che siamo abituati a compiere sempre le stesse azioni e quando le
ripetiamo in continuazione ce ne dimentichiamo anche l’essenza, il motivo per
cui lo facevamo. Baciarsi dovrebbe essere ogni volta una dichiarazione d’amore,
ma lo si fa a volte anche quando la relazione si sta chiudendo e non si provano
più gli stessi sentimenti. Il ragionamento vale anche per quando ci si dice “ti
amo”. Diventa un’abitudine.
“Punto” è tra i brani di X Factor quello che regge in classifica, come mai?
Non lo so, non cerco spiegazioni. Sono contento sia piaciuto. Se devo pensarci,
è un brano molto semplice nella scrittura: non ci sono parole assurde mai dette
prima, né punchline. Il segreto, secondo me, è proprio la semplicità.
Che bilancio fai dell’esperienza all’interno del talent?
Sono stato bene, mi sono divertito. Mi sta dando tanto e ora sto raccogliendo i
frutti del lavoro. La parte più difficile sono stati gli anni prima di X Factor.
Soprattutto gli ultimi due.
Perché?
Ho cambiato la mia vita, ho messo in discussione tutto. Facevo il grafico a
tempo indeterminato a Cagliari e mi sono trasferito a Torino con il mio migliore
amico Michele, con cui lavoro. Sono stato in disoccupazione per diversi mesi, un
po’ folle perché non avevo molti soldi: avevamo forse 500 euro in due. Poi ho
trovato impiego come commesso part-time e avevo tre giorni liberi in cui
scrivevo le canzoni. È stato difficile, anche dal punto di vista psicologico.
A X Factor hai più volte usato la parola “persona” per indicare la tua
fidanzata. Sul web si pensava potesse anche essere un compagno. Perché la scelta
di un termine neutro?
Mi sembra che con il neutro vada bene tutto, che sia un compagno o una compagna
non ho problemi.
Torniamo al disco. In “Odio il caffè” usi la metafora di questa bevanda per
descrivere la fine di una relazione. Come mai la scelta di questa immagine?
Intanto perché odio veramente il caffè. E poi il caffè la mattina è casa,
quell’odore lo senti e può far riaffiorare ricordi collegati a delle persone. Il
significato del brano è questo: odio il caffè perché mi manchi e non sopporto il
fatto che mi ricordi di te.
L’album si chiude con la cover di “No potho reposare”, brano della tradizione
popolare sarda. Che significato ha per te averlo nel disco?
Da quando mi sono allontanato dalla Sardegna mi sono accorto del legame che ho
con la mia regione. Oltre a essere uno dei brani più importanti della mia terra,
credo che “No potho reposare” sia anche un bell’omaggio. E poi è coerente con
l’anima del disco perché parla di un amore così forte da non riuscire a farti
dormire. Lo adoro, ne ho pure fatto una cover qualche mese fa sui social.
A proposito di social. Perché la scelta di un profilo Instagram tutto in bianco
e nero?
Con Michele, con cui lavoriamo insieme da cinque anni, abbiamo provato qualunque
cosa. Prima ci dedicavamo a contenuti molto complicati. Piano piano, sia per
mancanza di soldi che di tempo abbiamo cominciato a togliere tutto, anche i
colori. Abbiamo scelto il bianco e nero perché la mia idea è che su ogni canzone
ognuno debba aggiungere la propria esperienza. In qualche modo, darle i colori
che preferisce. In più, esteticamente era un’opzione che mi piaceva.
A dicembre hai scritto sul tuo profilo che a 16 anni avevi mandato un provino a
X Factor con la timidezza e l’incoscienza che ogni tanto vengono ancora fuori.
Che diresti al Damiano del 2015?
Direi che ha fatto bene a inviare il provino. Se non avessi avuto
quell’incoscienza, che oggi a volte riaffiora, non mi sarei trasferito a Torino.
Da lì, poi, è cambiato tutto: ho fatto bene a sbagliare, a provarci. Perché se
non provi, non sbagli e non cresci.
L'articolo “Ho lasciato un indeterminato. In due vivevamo con 500 euro, ho fatto
il commesso e nei giorni liberi scrivevo canzoni. È stata dura dal punto di
vista psicologico”: eroCaddeo dopo X Factor proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sono stati resi noti da “X Factor 2025” i risultati del televoto delle puntate.
Ci sono diverse sorprese nell’analizzare l’andamento puntata dopo puntata.
Effettivamente la vincitrice rob si merita l’appellativo di “underdog”, partita
sfavorita poi convinto il pubblico.
Secondo una analisi dettagliata comparsa su X ad opera di Davide Maistrello, si
evince che la cantautrice ha surclassato senza tentennamenti il super favorito
della vigilia PierC, “crollato” nel gradimento, a causa del suo inedito “Neve
sporca”. Tomasi non è mai stato in partita, mentre Tellynonpiangere non si è
salvato per un pelo. Delia? Osannata dal pubblico in sala e da Jake La Furia ha
avuto un andamento tutto sommato altalenante.
Quello che è certo è che la vincitrice di “X Factor 2025” non solo ha potuto
contare su una fandom fedele, ma ha anche “rosicchiato” fan dai suoi avversari.
Un gradimento che le ha consentito di trionfare agevolmente.
> ???????????? ANALISI RISULTATI TELEVOTO #XF2025, A THREAD ????????????
>
> Because why not? A cinque giorni dalla finalissima di Piazza del Plebiscito,
> Sky Italia ha diffuso i risultati completi di questa edizione e ci sta di
> tirare un po’ le somme di quello che è stato e che poteva essere ????
> pic.twitter.com/8xO0VClBlj
>
> — Davide Maistrello (@ge_aldrig_upp) December 9, 2025
L'articolo X Factor 2025, le analisi del televoto: rob ha scalato le classifiche
piano piano, superando PierC “affossato” dall’inedito. Tellynonpiangere non si è
salvato per un pelo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Voce potente, personalità non indifferente. PierC (vero nome Piercesare Fagioli,
ndr), di certo, non è passato inosservato all’ultima edizione di X Factor 2025,
che ha visto trionfare rob. Sin dalle prime selezioni i giudici hanno
convintamente ripetuto che era sicuramente uno dei candidati alla vittoria, poi
il cantante si è assestato al quarto posto, arrivando però alla Finalissima di
Piazza del Plebiscito a Napoli. PierC ha lasciato un lavoro “sicuro” per
dedicarsi anima e corpo alla musica.
Al netto della felicità di essere in Finale e del fatto che siete tutti amici,
c’è stato davvero un attimo in cui hai pensato di vincere?
Diciamo che sono partito a ‘livello mediatico’ col botto. Sono il classico
esempio di chi entra papa esce cardinale. Detto questo, è stato dal Bootcamp che
ho capito che avrei potuto vincere.
Poi cosa è successo?
Ho fatto un mio percorso anche personale. Ho metabolizzato tante cose e durante
la permanenza nel loft con gli altri concorrenti ho vissuto tutto con molta
serenità, senza avere il peso delle aspettative addosso.
Di certo hai lasciato un lavoro “sicuro” nel campo della finanza/computer
science. Cosa ti ha spinto a farlo?
Nel dicembre 2024 ho capito che avevo un grande sogno nel cassetto e che era
davvero arrivato il momento di provarci seriamente. Ho studiato per la
Triennale, mi sono messo sotto con la magistrale poi ad un certo punto ho detto
‘avete rotto il ca**o’ (ride, ndr) e quindi ho capito che era giunto il momento
di prendermi il fatidico anno sabbatico per provarci. Al netto dei pareri degli
altri.
Cosa si aspettava la tua famiglia da te?
Sicuramente era chiaro che avevo alle spalle un progetto molto chiaro e
strutturato. Ma in realtà ho sempre studiato da piccolo musica, il pianoforte al
Conservatorio, è stata ed è una passione totalizzante, suonavo, cantavo, facevo
serate a Milano…Tutto ciò che ho fatto mi ha reso consapevole di chi io sia a 24
anni. Ed è anche una fortuna che non abbia fatto questa esperienza a X Factor a
16 o 18 anni.
Però hai partecipato a “Ti lascio una canzone” a 13 anni…
Verissimo, ma era un’altra esperienza più adatta ai bambini. Non ho cantato
tanto e quanto avrei voluto anche perché eravamo in dieci. Ma ho vissuto
emozioni incredibili come quella di cantare con Gino Paoli ‘Il cielo in una
stanza’.
Per aver scelto la musica hai vissuto momenti difficili?
Sì. Essendo una passione totalizzante è accaduto che magari dicessero che ero
uno sfigato, solo perché al posto di andare a giocare a calcio suonavo.
Intendiamoci non era proprio bullismo, ma sono anche consapevole di essere una
persona particolare. Sono felice di essere così e tutte le persone care che sono
presenti nella mia vita, che si contano sulle dita di una mano, mi amano e mi
accettano per come sono.
Qual è il tuo punto di forza?
Una persona che mi conosce per davvero, poi difficilmente mi abbandona. Ripeto,
sono strano, particolare e pesante ma quando faccio entrare nella mia vita
qualcuno è difficile che mi lasci andare e difficilmente lascio andare via io.
Finita la terza media, al Liceo è stato tutto più facile integrarmi con gli
altri perché ero più protetto e ho conosciuto persone più ‘pacate’…
A proposito di critiche, ti ha ferito il “non saltellare” di Achille Lauro?
Le mie lacrime erano dovute alla tensione della Semifinale, perché ero
soddisfatto di aver fatto bene pezzi difficilissimi, ero grato a Gabbani che mi
ha regalato la sua fiducia e ha creduto tanto nelle mie possibilità. Il discorso
di Achille credo fosse diretto al fatto che il mondo esterno è senza rete di
protezione e che il saltellare può essere considerata una cosa ridicola.
Probabilmente era un consiglio dettato anche dalla sua esperienza personale.
E tu che ne pensi?
Lo so benissimo che non sono l’archetipo dell’accattivante, ma credo di essere
credibile in quello che faccio e penso che il pubblico l’abbia recepito con le
diverse standing ovation in studio.
Invece Giorgia che consiglio ti ha dato?
Mi ha tenuto la mano nei momenti più delicati. Con lei ho fatto una foto quando
ho partecipato a ‘Ti lascio una canzone’. La amo per la sua vocalità e perché è
la rappresentazione più riuscita di tutto il mondo di voci bellissime che
abbiamo. Ha una musicalità incredibile. E poi è una persona molto bella dal
punto di vista umano. Con me porterò sempre il grande abbraccio che mi ha dato
dopo le prove generali a Piazza del Plebiscito per la Finale di X Factor. Ha una
presa molto salda. Mi ha consigliato di fare sempre quello che desidero e di non
farmi trascinare in cose che non sento mie.
A tal proposito come mai avete scelto proprio “Neve sporca”?
È stato il momento più difficile del mio percorso iper veloce, molto tosto. Ho
letto che questo brano è piaciuto e non è piaciuto. Va bene lo stesso, ma vorrei
dire che dietro ci sono tre autori dietro importanti Frada, Raige e Leonardo
Grillotti.
Ci sono mai state altre opzioni?
Sì in inglese e in italiano. Ma anche io avevo dei brani che però non erano
adatte al programma.
Perché?
Troppo particolari e non tanto commerciali. Sono state valutate, ma abbiamo
abbandonato questa strada quando è arrivata ‘Neve Sporca’. Non è immediata come
canzone, complicata anche musicalmente, ma il testo l’ho sentito molto mio.
Aprirai le date del prossimo tour di Gabbani, hai già un team che ti segue?
Conoscere Gabbani è stato stupendo. È un artista immenso che crede in me più di
quanto io creda in me stesso. Cantautori di spessore come lui non ce ne sono
tantissimi . Sono in contatto con il suo team di lavoro. Del resto la mia
partecipazione a X Factor aveva un obbiettivo.
Quale?
Dire a tutti: ok io sono qui, qualcuno ha il piacere di lavorare con me e
costruire una progettualità assieme?
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L'articolo “Mi dicevano che ero sfigato perché suonavo e non giocavo a calcio.
Ho lasciato il posto sicuro per provare X Factor, il mio futuro è qui”: il
racconto di PierC proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non ha vinto Roberto Fico perché è il più bravo, ma solo perché ben oltre il 50%
non sono andati a votare. Dunque hanno vinto loro il partito più numeroso
d’Italia ma il meno ascoltato, gli astensionisti, alle ultime elezioni per il
presidente della Regione. Il peggior record di non votanti registrato nelle
storia della Campania.
Dalla piazza virtuale del campo largo alla piazza reale che pure è un altro
problema. Povera Piazza Plebiscito, simbolo italiano più eclatante della mala
amministrazione. Ma ’sto governo di destra dove guarda, sempre dalla parte
sbagliata? Il sindaco Manfredi, il supersindaco, presidente dell’Anci,
associazione nazionale dei Comuni d’Italia, cioè proprio quello che dovrebbe
dare il buon esempio, fa propaganda, come la destra. Napoli meta preferita dei
turisti (ma va…) con la sua politica “festa, farina e forca”, vecchio slogan dei
reali Borboni, ha svenduto l’anima antica della città a un pullman di turisti
straccioni e basso/spendenti. Per Natale metà strutture alberghiere e bnb sono
ancori vuoti.
I conti non tornano – I costi dei concerti in Piazza Plebiscito tutto il mese di
settembre, svenduta a Gigi D’Alessio e company per 7000 euro al giorno, sono già
sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Manfredi se ne fotte, lui
va avanti per la sua strada. Sordo e cieco alle proteste dei cittadini che non
vogliono il centro della città blindato per concerti, strimpellamenti, teatrini
e mercatini.
In Piazza Plebiscito, il cuore del centro più storico della città, la vita
quotidiana è insopportabile per i residenti per danno acustico, inquinamento, e
aggiungo il danno ai monumenti scossi dai volumi che superano di gran lunga i
decibel consentiti nei centri abitati (ieri durante la finale di X Factor
oscillavano sui 90, non dovrebbero oltrepassare i 50), traffico in tilt,
sicurezza… (come ci arriva un’ambulanza, meno male che i vecchietti della zona
godono tutti di buona salute).
L’avvocato Antonella Esposito, polso battagliero del Comitato Felix, continua a
raccogliere firme su firme e manda petizioni su petizioni al sindaco chiedendo
di liberare la piazza dal fracasso. Hanno chiesto al sindaco di essere ricevuti
per proporre alternative alle sue scelte scellerate, spostare gli eventi in
altre zone anche più periferiche per stimolare altre microeconomie e dare luce
nuova a zone più degradate. Da Palazzo san Giacomo: tutto tace, è il copione del
sindaco.
Corsa al Flash Mob – Il 13 dicembre allo ore 10.30 di fronte alla prefettura per
protestare contro l’ennesimo deturpamento della piazza e richiamare il sindaco
al rispetto dei luoghi pubblici, alla realizzazione del decentramento che
prevede l’allargamento dei servizi e attrattive anche nei quartieri periferici.
E focus sulla mancanza di capacità amministrativa, di gestione e di visone
politica. Ieri sera, giovedì, giornata lavorativa, in scena la chiassosissima
finale di X Factor in Piazza Plebiscito, biglietti gratuiti per 10mila
partecipanti. Immaginate il delirio.
Proprio l’anno scorso l’ispettorato del Lavoro aveva controllato i lavoratori
addetti allo smontaggio del palco e aveva scoperto 21 operai in nero e
situazioni pericolose per la sicurezza. Come cadeaux Manfredi quest’anno gli
ridà la piazza. Vergogna!
Buone notizie – Il Teatro San Carlo riapre en grandeur la stagione lirica sabato
6 dicembre con Medea di Luigi Cherubini, regia di Mario Martone. La scelta del
regista napoletano per rappresentare questa opera è sicuramente la più indicata.
Mario, come pochi, sa scavare nell’animo degli interpreti per regalare emozioni
e nuove narrazioni. Il dramma va in scena con artisti di calibro internazionale,
Sondra Radvanovsky nei panni di Medea e Anita Rachvelishvili in quelli di Néris.
Da poco si è insediato il nuovo Sovrintendente Fulvio Adamo Macciari,
proveniente dal Teatro Comunale di Bologna (auguri!). E cosa ha fatto Manfredi
ha cercato di bloccare la nomina del Sovrintendente con vari ricorsi per
giochetti politici e mirati al suo pieno controllo.
Intanto ci vorranno tre giorni per smontare le ingombranti impalcature di X
Factor che occupano la piazza, così chi arriverà sabato alla Prima al San Carlo
troverà Piazza del Plebiscito orribilmente occupata.
L'articolo Continua l’occupazione di Piazza Plebiscito: immaginate il delirio di
10mila fan alla finale XFactor proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alla fine a vincere X Factor 2025 è stata rob con la sua voce potente e il
carisma punk-rock sul palco. I 16mila presenti in Piazza del Plebiscito, a
Napoli, hanno applaudito la vincitrice quasi “annunciata” sia dai suoi stessi
colleghi alla vigilia che dai bookmakers. “Il momento di svolta è avvenuto nel
secondo Live, – ha affermato la vincitrice – quando ho cantato Ti sento. Paola
Iezzi è stata fondamentale nel percorso, è riuscita a migliorarmi in tutti gli
aspetti”. La conduttrice Giorgia ha accolto sul palco la vincitrice nel tripudio
generale. Al quarto posto si è classificato PierC, al terzo Delia e secondo
eroCaddeo.
Rob – che ha conquistato anche un contratto discografico con Warner Music Italia
– è una studentessa di 20 anni proveniente da Trecastagni (Catania). Il vero
nome è Roberta Scandurra ed è una cantautrice che ama sperimentare attraverso i
suoi brani autobiografici. Nel 2022 aveva vinto il Tour Music Fest con il titolo
di “Artist of the year”.
Alcuni professori del college le avevano assegnato una borsa di studio grazie
alla quale, a giugno 2023, ha potuto frequentare un workshop di Songwriting alla
Berklee di Boston. Settimana dopo settimana, seguendo i consigli della sua
giudice Paola Iezzi, si è scatenata sul palco di X Factor 2025 con il suo
pop-punk-rock.
Ha proposto e riletto in questa chiave brani come “Call Me” di Blondie, “Driver
License” di Olivia Rodrigo vers. JXDN, “Heads Will Roll” degli Yeah Yeah Yeahs,
“You Oughta Know” di Alanis Morissette, “Ti sento” dei Matia Bazar, “What’s Up?”
delle 4 Non Blondes, “Bring Me to Life” degli Evanescence, “Un’emozione da poco”
di Anna Oxa, “Decode” dei Paramore.
Il suo inedito si chiama “Cento ragazze” e racconta la fine di una storia
d’amore come una vera e propria crisi d’astinenza.
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X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
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X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
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DELIA A X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
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PIERC A X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
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EROCADDEO A X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
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ROB A X FACTOR LA FINALE A NAPOLI
L'articolo X Factor 2025, vince rob dall’animo punk rock e la voce che
“spettina” a ogni ascolto: “La mia svolta? Dopo ‘Ti Sento’ dei Matia Bazar.
Paola Iezzi fondamentale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si accendono i riflettori della Finalissima di X Factor 2025, in Piazza del
Plebiscito a Napoli per il secondo anno consecutivo. Giorgia apre le danze dalle
ore 21, in diretta su Sky, in streaming su NOW, e in simulcast anche in chiaro
su TV8 e con un pubblico di 16mila persone a riempire la piazza. Ad aprire il
collegamento con Napoli sarà Mariasole Pollio alla guida dell’ultimo
appuntamento con il suo Ante Factor, a pochi metri dalla Piazza, con ospiti,
anticipazioni e incursioni speciali, Mariasole sarà in diretta già dalle 20
I finalisti sono: Delia, della squadra di Jake La Furia; eroCaddeo, il cui
mentore è Achille Lauro; PierC, seguito da Francesco Gabbani; rob, supportata da
Paola Iezzi. Tra loro, solo uno sarà eletto vincitore. Secondo i bookmakers, ma
anche gli altri finalisti che si sono prestati ad un gioco sui canali social del
talent, a spuntarla dovrebbe essere rob, dalla voce potente e con dentro il
ritmo del rock.
Super ospite Laura Pausini che proporrà il nuovo singolo estratto dall’album “Io
Canto 2”, in uscita nel 2026, “Ritorno ad amare“ di Biagio Antonacci pubblicato
nel 2001 come primo estratto da “9/NOV/2001”. Poi arriva Jason Derulo che torna
con un tour europeo di 25 date che inizierà alla fine di gennaio e proseguirà
fino all’inizio di marzo 2026.
L'articolo X Factor 2025, la Finalissima a Napoli: la scaletta, chi sono i 4
concorrenti in gara, i due superospiti e chi potrebbe vincere (e spiazzare
tutti) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tutto pronto per la Finalissima di X Factor 2025 che si terrà, domani 4 dicembre
in prima serata dalle 21 su Sky, Now e Tv8 in chiaro, per il secondo anno
consecutivo in Piazza del Plebiscito a Napoli. A condurre l’ultimo atto dello
show Sky Original prodotto da Fremantle c’è naturalmente Giorgia. Sul palco,
come super ospiti: Laura Pausini e la popstar internazionale Jason Derulo.
L’appuntamento sarà anticipato alle 20 da una puntata speciale di Ante Factor
con Mariasole Pollio.
A contendersi la vittoria eroCaddeo (squadra di Achille Lauro); PierC (squadra
di Francesco Gabbani); Delia (squadra di Jake La Furia) e Rob (squadra di Paola
Iezzi). Il favorito per i bookmakers? Rob.
Prima dell’inizio della conferenza stampa di chiusura a Napoli, Francesco
Gabbani e Achille Lauro, protagonisti di una infuocata lite alla Semifinale, a
favore di telecamere e non hanno posato abbracciandosi e sorridendo: “Ci
vogliamo bene, vedete?”. Pace fatta.
Poi ha preso la parola Giorgia: “Non c’è due senza tre alla conduzione di X
Factor? Vedremo, io non so se arrivo a fine dicembre (ride, ndr). Questo è stato
un anno che mi sono goduta di più, perché avevo meno angoscia di fare. È stato
bello, e anche i giudici hanno contribuito a creare un’atmosfera davvero
piacevole. Sanremo? Non so se me lo farebbero fare e, in ogni caso, non ne sarei
capace”.
Non tutti i vincitori di X Factor hanno poi avuto successo nelle classifiche, ma
Jake La Furia dice la sua e tuona: “La top 50 è una gara di furti. Le
classifiche non seguono necessariamente delle dinamiche di merito, ma spesso
quelle discografiche, che sono vere e proprie dinamiche industriali. Non ci si
ritrova lassù per merito di altri. Oramai tutto si misura in numeri, 1, 1, 10, 1
miliardo. Le dinamiche sono cambiate”.
La visibilità di un singolo talent show è ancora sufficiente per lanciare una
carriera musicale? “La carriera del musicista è insistere, è resistere. Vince
chi resiste”. così Achille Lauro. Proprio uno dei finalisti dello scorso anno
Lorenzo Salvetti della squadra di Lauro, ora è passato ad “Amici”: “Sono rimasto
in contatto con la mamma con la quale ci siamo confrontati. Ha 17 anni e bisogna
lasciargli fare tutte le esperienze che la vita gli offre. Ogni opportunità è
preziosissima per crescere e trovare se stesso”.
Concorda Giorgia: “Io mi sono formata negli Anni 90, quando dovevi avere una
band e suonare nei club. Oggi funziona in un altro modo. Il talent è diventato
il principale veicolo per farsi conoscere. Non è strano che un artista ne faccia
più di uno, è semplicemente il modo in cui oggi si cerca di emergere”. Anche
Paola Iezzi è d’accordo: “È lo scouting di oggi”.
Jake La Furia ha puntato il dito contro l’ossessione per le metriche digitali.
“Il gradimento della musica si misura ormai solo in numeri. È colpa nostra,
delle major, del sistema intero. Una volta dovevi costruire un percorso. Adesso,
gli scout delle etichette hanno già pronte le prossime dieci generazioni di
artisti basandosi solo sui loro numeri sui social. Di conseguenza, gli artisti
vanno dove possono essere aiutati a fare numeri”, conclude. Per Francesco
Gabbani “i numeri non sono l’unico indice di monitoraggio. Secondo me, c’è
ancora margine per costruire carriere basate sulla credibilità, che non
dipendano esclusivamente dai grandi numeri“.
I DATI DEGLI ASCOLTI
La finale arriva al culmine di un’edizione che ha segnato i valori più alti dal
2020. La fase dei Live Show ha ottenuto una media di 2 milioni di spettatori in
Total Audience, con una crescita nella serata del giovedì sia su pay (+3%) che
su free-to-air (+4% rispetto al 2024). Durante i Live sono stati espressi oltre
20,2 milioni di voti, con un incremento del +21% sulla scorsa stagione. La
semifinale è stata la più votata nella storia del programma, con oltre 5,3
milioni di preferenze. Le interazioni Social TV Audience hanno superato i 5
milioni, registrando una crescita del +34% rispetto all’anno precedente.
L'articolo “Ci vogliamo bene”: dopo la lite è pace tra Francesco Gabbani e
Achille Lauro a X Factor 2025. Jake La Furia tuona: “La top 50 è una gara di
furti”. Chi sono i finalisti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si è fermato a un passo dalla finale di Piazza del Plebiscito in programma
giovedì 4 dicembre a Napoli, ma a X Factor Alessandro Tomasi, 17 anni e
originario di Marcon (Venezia), ha convinto fin dalle audizioni giudici e
pubblico. Sotto la guida di Jake La Furia, nel suo percorso all’interno del
talent di Sky ha interpretato brani del cantautorato italiano come quelli di
Dalla e Battisti, ma anche canzoni di puro pop come “Story of my life” degli One
Direction. Dal tavolo dei giudici sono arrivati complimenti, ma anche
osservazioni critiche. “Le ho usate per crescere – racconta il giovane
cantautore a FqMagazine –. La prima puntata, quando mi sono esibito con
“Lucciole” di Blanco, mi è stato fatto notare che dovevo scandire meglio le
parole. Nella settimana successiva ci ho lavorato molto. Penso il secondo live
sia andato meglio, quindi quando Gabbani è ritornato sul tema, sul momento mi è
un po’ dispiaciuto. Quel consiglio, però, mi ha spinto a stare ancora più
attento al modo in cui cantavo”. Da quel momento, non gli sono più state mosse
critiche del genere. Lui, che suona pianoforte e chitarra e produce le sue
canzoni, tiene i piedi per terra e lavora al futuro. E sui social scrive: “Ora
inizia la mia musica”.
Sei arrivato a un passo dalla finale. Ci sei rimasto male per l’eliminazione?
Dalla semifinale mi aspettavo di tutto. Pensavo di poter arrivare a Napoli e
Jake mi aveva detto che crederci fosse fondamentale, ma ero consapevole che
sarei potuto uscire. Non ho rimpianti, i quattro finalisti sono tutti
fortissimi. Mi è dispiaciuto andare al ballottaggio con Caddeo perché siamo
molto amici. Ma le parole che ha detto sul palco anche al mio posto (era
mezzanotte e Tomasi non poteva apparire in tv in quanto minorenne, ndr) hanno
dimostrato l’amicizia e la fratellanza del gruppo di 15 artisti che convivevano
nel loft.
Che bilancio fai in generale dell’esperienza a X Factor?
È stato assurdo. Quando mi sono presentato alle audition non avevo messo in
conto niente di ciò che poi è successo: il percorso, la reazione del pubblico, i
commenti positivi dei giudici. Mi sono iscritto a X Factor con la volontà di far
sentire la mia musica e trasmettere il mio modo di viverla. Era la vetrina
perfetta. Ho un ricordo nitido di tutte le tappe: i bootcamp, le last call e la
paura delle sedie. E poi i live, in cui sono passato dal dover riempire il palco
da solo ad avere una coreografia pazzesca alle spalle e magari anche dei
ballerini in scena insieme a me.
Alle audizioni hai cantato “Era già tutto previsto” di Cocciante, un brano del
1975. Perché lo hai scelto?
Questo brano parla della mia storia, rivivo il mio passato. In generale scelgo
le canzoni non tanto per l’epoca o un genere che mi definisce, ma per quello che
mi trasmettono. Se cantandole mi emoziono, mi sfogo, mi diverto o piango, vuol
dire che sono quelle giuste. Ed è il caso di quella spettacolare di Cocciante.
Su Instagram hai scritto di essere cresciuto come artista ma soprattutto come
persona. In cosa ti senti più “grande?”
Come persona mi sento molto cresciuto perché convivere un mese e mezzo in
quell’ambiente, sempre con le stesse persone, oggettivamente aiuta a maturare. E
in più non avevo mai vissuto da solo. Non ho mai pensato di non farcela, ho
visto l’esperienza come un sogno da cui non mi sono mai voluto svegliare. Dal
punto di vista artistico ho potuto lavorare con professionisti come Jake, i
vocal coach e chi sta alla produzione. Ho anche condiviso il mio tempo e la mia
arte con persone anagraficamente più grandi e diverse da me.
Con qualcuno hai creato un rapporto speciale?
Ho legato con tutti, magari con tempi diversi. Sono timido, ma anche molto
socievole. Il rapporto un po’ più speciale si è creato con Caddeo e
Tellynonpiangere anche perché scherzavamo spesso insieme. In modo particolare
con Damiano (eroCaddeo, ndr) ho parlato molto. Non ci hanno ripreso perché era
passata mezzanotte e io essendo minorenne non potevo comparire in tv, ma quando
ci siamo salutati, lui si è commosso. Quel momento è stato il simbolo della
nostra amicizia e la dimostrazione che lui è una grande persona. In generale,
nel loft non c’è stata competizione, ma solo voglia di crescere insieme.
Un aneddoto della tua esperienza a X Factor?
Prima che iniziasse la fase dei live ho evitato di giocare a calcetto, fare
esercizi fisici e sudare. Puntualmente appena entrato nel loft mi sono
raffreddato, per fortuna non ho starnutito sul palco (ride, ndr). Durante la
prima esibizione ero molto emozionato e avevo pure il naso chiuso, ma l’ho
portata a casa.
Sui social hai ringraziato Jake La Furia per il percorso fatto insieme. Qual è
il consiglio che ti ha dato che ti è più rimasto impresso?
Ci tengo a specificare che per me Jake è stato come un fratello maggiore e in
alcuni casi come un padre, nel senso che mi ha difeso a spada tratta. Non
ricordo se me l’abbia detto o lo abbia appreso per osmosi, ma tra i tanti
consigli, da lui ho imparato a essere più diretto, a non trattenere per
timidezza pareri e dubbi che potrebbero portare alcune situazioni ad aggravarsi.
Insomma, a dire le cose che per me non vanno.
Nel tuo inedito “Tatuaggi” parli di esperienze che non si possono cancellare e
di cicatrici che nascondi agli altri. Che messaggio vuoi dare?
Ho scritto questa canzone dopo che è venuta a mancare una persona a me cara. Non
puoi decidere quali sono le cose che restano e quelle che invece spariscono,
però devi imparare a conviverci e vivere anche il dolore, perché fa crescere. Il
mondo va veloce e si pensa che non ci si possa permettere di stare male, ma
credo che le emozioni e le sensazioni che viviamo, positive o negative, siano
necessarie.
Riuscire a mostrare le proprie cicatrici, invece, può essere a volte segno di
grande forza d’animo.
Le nascondevo perché sono timido e non voglio che i miei dolori siano un peso
per gli altri, voglio donare qualcosa di bello alle persone. Chi è più
estroverso, forse, riesce a parlare delle proprie cicatrici e a me piacerebbe
moltissimo essere in grado di farlo. La musica da questo punto di vista mi ha
aiutato, è stato il mio modo di aprirmi. Se non fossi stato così timido, forse
non avrei neanche scritto canzoni.
Voltiamo pagina. Giovedì 4 dicembre ci sarà la finale, il tuo pronostico sul
vincitore o vincitrice?
È veramente difficile scegliere, ma non solo per me. Anche per i bookmakers e
per il pubblico, io non scommetterei (ride, ndr). Per l’affetto che abbiamo
ricevuto, soprattutto noi che siamo arrivati in fondo, siamo un po’ tutti
vincitori. Sarà imprevedibile, ma se devo basarmi sulle sensazioni che ho,
soprattutto in base all’amore della gente, direi Rob. É passata direttamente in
finale dalla manche orchestra e dal vivo sembra abbia l’autotune integrato. Le
aspettative sono alte, ma lei può soddisfarle perché è veramente forte.
Adesso comincia la tua carriera. Ti senti pronto ad affrontare il mondo della
discografia?
Ho la fortuna di scrivere le mie canzoni e avere la necessità di farlo, ne ho
già un po’ pronte nate nella mia cameretta. Mi auguro di avere una carriera
lunga: so che si saranno picchi negativi che potrebbero arrivare già adesso,
come può essere vada tutto bene con un bel progetto. L’importante è essere
consapevoli e pronti. Ho accanto la mia famiglia e un team di persone che mi
vogliono bene. I bassi ci saranno, ma sarò pronto ad affrontarli.
L'articolo “X Factor è stato assurdo, Jake La Furia come un padre mi ha
consigliato a non dire sempre sì. Non ho giocato a calcetto per non ammalarmi e
rovinare le esibizioni. Chi vincerà? Rob”: parla Tomasi proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una delle finaliste di X Factor 2025, Delia, ha rivelato durante la Semifinale
di essere stata vittima di una relazione difficile. Proprio prima di cantare
“Sei Bellissima” di Loredana Bertè, performance che le ha consentito di superare
la Semifinale, ha rivelato di aver vissuto momenti intensi che l’hanno segnata.
“Ho subito violenza psicologica per anni, mi accontentavo e subivo – ha
raccontato la cantautrice siciliana -. È capitato che un’illusione e
l’umiliazione diventassero una routine, Sono ferite che, quando le guardi, non
hanno ancora una cicatrice”. Un capitolo dunque ancora non chiuso.
Paola Iezzi dopo l’esibizione si è commossa: “Hai emozionato tutti, ho ancora la
pelle d’oca. Mi auguro che le persone ti ascoltino, perché hai tanto da dire e
tanto da offrire come musicista”.
Delia con Rob, PierC e eroCaddeo iniziano le prove che culmineranno nella
finalissima di X Factor 2025. Giovedì 4 dicembre, in Piazza del Plebiscito a
Napoli.
Il sesto appuntamento in diretta dello show Sky Original prodotto da Fremantle,
su Sky Uno/+1, ha totalizzato 833mila spettatori con il 4,2% di share (1 milione
e 328 mila contatti unici e il 59% di permanenza), un dato – in crescita del +6%
rispetto allo stesso episodio di un anno fa – che rappresenta il miglior
risultato stagionale sui Live Show. La semifinale più vista delle ultime 5
edizioni nonché il secondo Live in assoluto più visto dal 2020 (finali escluse).
Immagini concesse da Sky; https://xfactor.sky.it/; La finalissima di X Factor
2025 è giovedì 4 dicembre alle 21 su Sky e in streaming su NOW, anche in
simulcast in chiaro su TV8
L'articolo “Ho subito violenza psicologica per anni, mi accontentavo e subivo.
Sono ferite senza cicatrice”: Delia si commuove a X Factor 2025 e va in
Finalissima proviene da Il Fatto Quotidiano.