La cantante e attrice Carlotta Pinto fa parte del cast di “Mare Fuori 6” e
interpreta Marika, che non condivide le stesse ambizioni della sorella Sharon
(Cartisia Somma). Marika coltiva, invece, il sogno del canto e troverà
un’inaspettata alleata proprio in IPM. Non è facile per lei affrancarsi e
liberarsi dall’influenza di Sharon, che continua a osteggiare il suo sogno.
“Prima avevo provato a partecipare a X Factor 2025. – ha raccontato Pinto a
Fanpage – Avevo superato tutte le fasi dei casting ed ero pronta per la fase
delle Auditions. Proprio in quel momento, però, è arrivata la chiamata per il
set. Non avevo mai preso lezioni di recitazione, ma sapevo che cercavano
qualcuno che sapesse cantare e ho deciso di giocarmi tutto. Ho rinunciato al
talent per la serie, non mi sarei mai aspettata di vincere il provino, è stato
incredibile.
Carlotta Pinto ha i capelli rasati a zero e la decisione viene da lontano: “Ho
dato un taglio netto a 16 anni, è stato un atto di ribellione. In quel periodo
mi sentivo una pecora nera. Un giorno mi sono guardata allo specchio, ho preso
il rasoio di mio padre e ho fatto tutto da sola. Ricordo ancora la faccia di mia
madre quando tornò dalla spesa, era scioccata. Eppure, in quel momento mi sono
sentita libera. Quando sono arrivata ai provini per Mare Fuori i capelli stavano
ricrescendo, ma il regista Beniamino Catena mi ha guardata e ha deciso subito:
‘No, torna a rasarli’. È stato un modo per portare un pezzo della vera Carlotta
nel personaggio”.
E ancora: “Sicuramente ho avuto a che fare con l’ignoranza di chi non accetta la
diversità. Me ne hanno dette di tutti i colori: mi hanno dato della lesbica, che
per me non è un’offesa, sono arrivati a dirmi che sembravo malata, accusandomi
di offendere chi i capelli li perde per necessità. Mi hanno dato della
psicopatica e della malata mentale. Persino alcuni professori mi hanno giudicata
pesantemente, oggi quegli stessi docenti mi scrivono per farmi i complimenti, ma
io rispondo a tutti con un sorriso. Ho capito che non è un taglio di capelli a
fare la differenza, ma quello che hai dentro”.
L'articolo “Mi hanno dato della ‘malata, psicopatica e lesbica’. Alcuni
professori mi hanno giudicata. A un passo da X Factor, ho rinunciato”: parla
Carlotta Pinto di Mare Fuori 6 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - X-Factor
Francesco Gabbani è un uomo di parola. Il cantautore e giudice di X Factor aveva
promesso al suo “pupillo” del talent di Sky PierC che lo avrebbe coinvolto nelle
tappe del suo tour nei palazzetti, che ha preso il via il 7 marzo dal
Palaelachem di Vigevano sold out. E così è stato. Ad aprire il concerto PierC,
che nel corso della serata Francesco Gabbani ha poi voluto accanto a sé sul
palco per un emozionante duetto sulle note di “Buttalo via”.
Sul palco Francesco Gabbani è affiancato da una band ampliata che riunisce i
suoi storici compagni di viaggio: Lorenzo Bertelloni (tastiere), Leonardo Caleo
(chitarra), Marco Baruffetti (chitarra), Filippo Gabbani (batteria) e Giacomo
Spagnoli (basso), insieme a Will Medini (tastiere).
Poi c’è la sezione d’archi composta da Elisa Cavalazzi (violino), Andrea
Cavalazzi (violoncello), Fabio Longo (contrabbasso) e Francesco Mariotti
(viola).
Dopo il tour nei palazzetti Gabbani sarà impegnato con un nuovo tour estivo. Il
tour è prodotto da A1 Concerti.
L'articolo Francesco Gabbani mantiene la promessa e duetta con PierC di X Factor
durante il suo concerto – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si dice che l’unione faccia la forza. Sicuramente aiuta a dividere l’emozione,
se non proprio la strizza, di calcare il palco del Festival di Sanremo. Blind
(finalista di “X Factor 2020”), El Ma (concorrente di “X Factor 2024”) e Soniko
(nome d’arte di Niccolò Cervellin) lo hanno conquistato vincendo Area Sanremo,
assicurandosi così un posto tra le Nuove Proposte nella kermesse più famosa
d’Italia. All’Ariston l’inedita formazione nata soltanto pochi mesi fa porta
“Nei miei DM”, brano pop-dance che racconta un flirt all’epoca dei social,
attraverso il linguaggio della Gen Z fatto di messaggi, attese e desideri. “È
una canzone che parla di attrazione, attesa e connessione, ma lo fa con
leggerezza e con un’energia che ci rappresenta” spiegano i 3 giovani artisti a
FQMagazine. “Siamo un trio atipico: un rapper, una cantante dal background
internazionale e un DJ, e questa diversità è la nostra forza”.
La vostra formazione è nata da pochi mesi ma è già sul palco più importante
d’Italia. Buona la prima?
El Ma: È successo tutto così velocemente, non ci crediamo ancora. Ci conosciamo
da pochissimo e siamo molto soddisfatti di questo risultato.
Siete in gara con un brano atipico per Sanremo. La state vivendo come una sfida?
Blind: Vogliamo essere un po’ fuori dagli schemi, la pecora nera del gruppo.
Avere un brano diverso dagli altri e non la solita ballad però sta funzionando.
Se ora dovessimo aprire i vostri DM che cosa troveremmo?
Blind: Io ho la menzione del barbiere.
El Ma: Io sicuramente mia mamma che mi scrive e mi manda i reel motivazionali o
quelli dei cani.
Sui social vi hanno criticato perché la vostra canzone sarebbe troppo leggera.
Blind: Non leggo nemmeno certi commenti. Quando uscì “Cuore nero” (l’inedito
presentato a “X Factor”, ndr) avevo il doppio delle critiche, eppure il brano
era secondo in classifica. Nel bene o nel male basta che se ne parli. Noi
volevamo portare un pezzo che rimanesse in testa e non qualcosa di complesso, in
modo da intercettare un pubblico vasto, dal ragazzino all’adulto.
El Ma: L’anno scorso “Chiamo io, chiami tu” di Gaia si piazzò in fondo alla
classifica di Sanremo, ma è stata una di quelle che ha avuto maggior successo.
Puntiamo a qualcosa di simile.
Blind: Senza arrivare ultimi, però (ride, ndr).
Soniko: Le persone commentano quando una cosa non gli piace. È come con i
ristoranti: le recensioni si fanno se il ristoratore è un tuo amico, oppure
perché hai mangiato male. Difficilmente si fanno per esprimere apprezzamenti. A
fronte dei commenti negativi, comunque abbiamo molte più visualizzazioni di
tanti altri colleghi.
“Nei miei DM” è un brano che stava nel cassetto di Blind da qualche tempo ma il
tuo vecchio team non era convinto, è vero?
Blind: Sì, eppure per me aveva del potenziale. Quando è arrivata la proposta di
partecipare a questo progetto ho presentato diverse canzoni ed è stata scelta
proprio “Nei miei DM”.
Nelle vostre storie c’è stata una seconda occasione che ha rimescolato le carte
in tavola?
Blind: Per me è questa. Il mio manager attuale mi ha preso nel momento più
difficile e mi ha messo in condizioni di affrontare il palco dell’Ariston.
Essere a Sanremo è la mia seconda chance.
El Ma: L’anno scorso sono venuta in Italia e ho partecipato a “X Factor”, e ora
mi sta capitando quest’altra grandissima opportunità. Sono molto grata di aver
conosciuto Blind e Soniko.
Soniko: Nel mio caso si tratta di una prima possibilità davanti a un grande
pubblico, anche perché per due anni avevo smesso di fare musica.
Stavi per mollare tutto?
Soniko: Se non fossimo entrati a Sanremo avrei mollato e cambiato mestiere. Ne
avevo parlato anche col mio manager, questo sarebbe stato il mio “all in”. È
brutto far musica e arrivare ogni volta a un passo dall’obbiettivo senza mai
raggiungerlo.
Blind, dopo l’exploit del 2020 hai vissuto un periodo più in ombra. Che cosa era
successo?
Blind: Scelte sbagliate di persone sbagliate che mi seguivano. Poi ho affrontato
problemi personali, e non ho avuto più la forza di continuare a scrivere. È
stato difficile rimanere a galla.
Qual è stata la molla che ti ha fatto tornare la fame e la voglia di scrivere?
Blind: Quando ho divorziato.
Soniko è stato uno dei primi a realizzare un video musicale solo con
l’intelligenza artificiale. In quanto artisti come vi ponete nei confronti di
questo strumento, visto che non solo nascono brani fatti con l’IA ma anche
cantanti generati in questo modo?
Blind: Io non uso neanche ChatGPT, uso l’intelligenza artificiale solo per
creare animazioni di foto per ridere.
El Ma: Io la uso per la scuola, soprattutto per i compiti di matematica.
Soniko: A livello musicale voglio evitare di usare l’IA. Lo trovo molto triste e
penso che l’arte debba essere un’espressione della persona, non del computer. Mi
auguro che il suo uso venga limitato da normative.
In studio non vi capita di usarla nemmeno per degli input?
Soniko: Abbiamo tentato di usarla per cercare il titolo del nostro pezzo, ma
alla fine abbiamo tenuto “Nei miei DM”, che era una nostra idea.
El Ma, seguivi Sanremo già in Bulgaria?
El Ma: Sì, è famoso anche lì. La mia generazione non lo segue molto, ma quella
di mia nonna sì. In Bulgaria era la cosa più pazzesca che c’era in tv. Quando le
ho detto che sarei andata a Sanremo ha iniziato a piangere. Sono molto fiera di
poter portare gioia al mio Paese, perché sono la prima bulgara che canta sul
palco dell’Ariston.
C’è un corrispettivo di Sanremo lì?
El Ma: Purtroppo no, non abbiamo neanche “X Factor”. È anche per questo che sono
venuta in Italia, per cercare delle chance. Siamo persone molto ambiziose e
quando sappiamo cosa vogliamo siamo tanto determinate.
Questo trio si scioglierà dopo Sanremo o state pensando di portarlo avanti anche
dopo il Festival?
Blind: Adesso ci concentriamo su Sanremo, poi ognuno ha il proprio percorso ma
mai dire mai.
Soniko, è vero che hai una insospettabile passione per Pupo?
Soniko: Conosco tutte le sue canzoni grazie a mia mamma, che ci faceva fare ore
e ore di viaggi in auto con Pupo in loop. Ogni macchina che ha cambiato, l’ha
restituita con il cd di Pupo incastrato nel lettore da quanto lo riproduceva. La
sua preferita è “Forse”.
Potresti collaborare con lui remixando qualche suo vecchio successo.
Soniko: Sicuramente, anche perché ne ha scritti di molto belli. La canzone a cui
avevo pensato è “Su di noi”, ma è stata remixata già mille volte. Di certo però
mi piacerebbe farci due chiacchiere.
L'articolo “A Sanremo siamo la pecora nera del gruppo. Dopo X Factor è stato
difficile restare a galla, non avevo le forze. Il divorzio mi ha sbloccato”:
Blind debutta al Festival con El Ma e Soniko proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Mi hanno visto morire e poi mi hanno visto rinascere”. Blind si confessa nel
monologo a “Le iene“. Il finalista di “X Factor 2020” racconta il periodo
difficile vissuto dopo il talent di Sky, quando la strada per lui sembrava
spianata verso il successo. Invece, nel giro di pochi mesi, i riflettori su di
lui si sono spenti. “Pensavo di essere arrivato, scrivevo, ora sono qua in alto,
ma erano solo cazzate” racconta. “Da zero a 100 è incredibile, pazzesco, una
droga, ma da 100 a 0 ti fai male, molto male: successo, amicizie sbagliate,
manager sbagliati che mi hanno mangiato soldi energia e fiducia. Resti solo”.
DAL MATRIMONIO FALLITO ALLA RINASCITA, FINO A SANREMO
A quel punto il rapper si è rifugiato in un amore che è sfociato nel matrimonio,
ma anche quello è naufragato: “Ho puntato tutto su un matrimonio che mi ha
allontanato dalla mia famiglia, da mia madre che non ho visto per 4 anni. Poi il
matrimonio finisce, ti senti vuoto, non credi più nelle persone e nell’amore”.
Proprio nel momento peggiore, però, sulla strada di Blind si è palesata la
possibilità di ricominciare. “Un giorno seduto in un bar quando non ti aspetti
più niente un cagnolino mi viene incontro, dietro di lui c’era un uomo, il mio
nuovo manager, da lì tutta la mia vita è cambiata, la persona giusta“.
L’artista, che sarà tra le Nuove Proposte di Sanremo 2026 come membro di un
inedito terzetto formato da lui, El Ma e Soniko, conclude così il proprio
intervento: “Ho capito una cosa: ci si può perdere ma si può sempre tornare.
Essere in difficoltà non vuol dire aver fallito ma averci provato. Cadere,
rialzarsi e rinascere”.
L'articolo “Quando è finito il matrimonio mi sono sentito vuoto, non credevo più
in niente. Un giorno un cagnolino mi è venuto incontro, dietro di lui c’era un
uomo e la mia vita è cambiata”: così Blind proviene da Il Fatto Quotidiano.
A X Factor 2025 Delia Buglisi ha tracciato un percorso segnato da una precisa
scelta d’identità: fare del siciliano il suo segno distintivo e di
riconoscimento. Di lei, molti hanno apprezzato la voce, la grinta,
l’attaccamento alla terra. Altri, invece, hanno criticato la sua decisione di
cantare in dialetto, ma “a me va bene così, non si può piacere a tutti”.
La cantautrice ha le idee chiare sulla strada artistica che vuole intraprendere:
“La Sicilia mi ha influenzato in primis nell’essere sincera. Ho l’istinto del
vulcano, sono molto spontanea – spiega a FqMagazine –. Dal punto di vista
musicale, la contaminazione viene da influenze arabe e sicule. E poi dagli
esempi di cantautori siciliani come Franco Battiato e Rosa Balistreri, che
omaggio nel mio concerto”. Dopo alcune date nella sua regione, il tour nei
teatri “Sicilia Bedda” (che prende il nome dal singolo pubblicato all’interno
del talent di Sky), ha fatto registrare il tutto esaurito il 13 febbraio al
Teatro degli Arcimboldi di Milano e continuerà toccando, tra le altre città,
anche Torino, Palermo, Roma e Napoli. Durante la serata delle cover al Festival
di Sanremo 2026, la cantautrice catanese classe 1999 sarà ospite di Serena
Brancale e canterà “Besame Mucho” insieme a lei e Gregory Porter. Per Delia, che
è cresciuta suonando il pianoforte e con la musica in casa fin da bambina, “il
coronamento di un sogno”.
Com’è nata la tua passione per la musica?
Sono cresciuta a casa con mio zio che è un pianista classico, già da piccola ho
avuto un contatto diretto con la musica: cantavo, ma non avevo mai approfondito
questo aspetto. Ho cominciato un po’ a suonare a orecchio e mia madre si è resa
conto che avevo una predisposizione innata. Ho preso lezioni e a un certo punto
non ho potuto smettere di ascoltare la vocina nella testa che mi diceva di
seguire questa passione.
Ed è arrivato X Factor 2025. Se dovessi fare un bilancio, cosa ti ha regalato il
programma?
Tanta consapevolezza, soprattutto della costruzione dello spettacolo: quando si
sale sul palco bisogna pensare solo alla musica e non a ciò che rimane dietro le
quinte. Io ero facilitata perché i professionisti di X Factor mi trattavano
davvero come una principessa, mi permettevano di concentrarmi solo
sull’esibizione. Questo aspetto l’ho traslato anche fuori dalla trasmissione,
riesco a essere consapevole.
L’esibizione di “Sei bellissima” è stata una di quelle che ti ha più emozionato.
Cosa significa per te questa canzone?
È un urlo di dolore, è una canzone così tanto iconica che a volte ci si
concentra solo sulla melodia. Io, purtroppo come tantissime altre donne, ho
sofferto a causa di un uomo: l’unica cosa a cui mi appigliavo era accontentarmi
dei suoi complimenti. Succede che facciamo passare la violenza psicologica o
fisica in secondo piano per amore. Ho cantato “Sei bellissima” per tutte le
donne che, come me, si sono accontentate di questa condizione. Sono situazioni
che non si superano e non devono essere cancellate, perché dimenticare non serve
a nessuno.
All’interno del programma con il tuo giudice Jake La Furia si è creata una bella
sintonia. Qual è stato il consiglio più prezioso che ti ha dato?
Io e Jake abbiamo instaurato un rapporto molto speciale. Sono una persona molto
ansiosa ed è un aspetto di me che, come le mie emozioni, tendevo a nascondere.
Lui se n’è accorto e mi ha fatto capire che le fragilità che celavo erano in
realtà la mia forza. Mi ha aiutato a essere me stessa e anche emotiva quando
serve.
Tu stessa hai dichiarato di sentirti spesso una “pecora nera”.
Mi è sempre piaciuto esserlo perché la pecora nera si distingue rispetto alle
altre. Non lo vedo come un difetto. Sono contenta che la mia diversità, sia
artistica che come persona un po’ sopra le righe sotto alcuni aspetti, sia
diventata un punto di forza. Ho sempre pensato che potesse esserlo. Ma finché
ero la sola, mi chiedevo se fossi pazza e visionaria. Quando mi sono resa conto
che la gente mi apprezzava proprio per questo, qualcosa nella mia testa è
cambiato e ho accolto me stessa.
Eppure, per la scelta di cantare in siciliano, sono arrivate anche diverse
critiche dal web. Ti hanno fatto male?
Nel momento in cui prendi una posizione netta, come ho fatto io cercando di
portare la lingua siciliana al pubblico, è normale che ci sia chi non apprezzi,
per gusto o altri motivi. A me va bene così, non lo soffro e non posso piacere a
tutti. Ci sono anche persone che stimano quello che faccio perché rivivono
situazioni in cui non si trovavano da tanto o si sentono più vicini alla loro
terra. Oppure, semplicemente, si sono appassionate per la mia personalità e
veracità.
Nel tuo singolo “Sicilia Bedda” canti “Chi me lo fa fare di andarmene senza
tornare”. Cosa manca perché l’esodo di siciliani si plachi?
Purtroppo la Sicilia è una terra che ha tanto passato ma al momento non un
futuro. Basterebbe investire e cercare di capire che non è destinata a morire. È
una regione capace di risorgere dalle proprie ceneri. È necessario dare
speranza, non ghettizzarla troppo o pensare che non abbia bisogno di essere
considerata.
Cosa ti piace della tua terra e cosa invece apprezzi di meno?
È una domanda difficile, sia di una visione che dell’altra potrei citare più
elementi. Mi piace molto il calore della gente, è il primo cambiamento di cui mi
accorgo quando vado fuori dalla Sicilia. Mi infastidisce, invece, che non ci
preoccupiamo abbastanza per la nostra regione. Siamo così presi dalla sua
bellezza che non ci rendiamo conto che la stiamo uccidendo con le nostre stesse
mani. C’è un po’ di strafottenza.
Su Instagram hai parlato di silenzio e abbandono delle regioni colpite
dall’uragano Harry e devolverai i proventi del merchandising venduto online alla
Protezione Civile. Cosa ti fa più male di questa situazione?
Mi molesta più di tutto che certe notizie finiscano sempre nel dimenticatoio e
nel silenzio. Però mi fa piacere vedere che il popolo siciliano, ma anche
calabrese e sardo, sia capace di rimboccarsi le maniche. Al contrario di ciò che
a volte dicono di noi, siamo figli di una terra di lavoratori. Ho sempre sognato
di poter dare dei contributi per questo tipo di situazioni e non riesco a
rimanere indifferente. Ora cerco di sfruttare la mia visibilità per aiutare
persone che in questo momento hanno bisogno di aiuto.
Tra pochi giorni duetterai con Serena Brancale a Sanremo su “Besame Mucho”. Cosa
significa per te salire sul palco dell’Ariston?
È il coronamento di un sogno. Per tutti i cantanti, Sanremo è uno dei palchi più
importanti del mondo. La gioia per me è doppia perché canterò con Serena, di cui
sono super fan da molto tempo. Mi ha dato fiducia: non è scontato ed è la
manifestazione della grandissima artista, ma soprattutto persona che è.
Il 13 febbraio a Milano hai cantato nella prima data del tour fuori dalla
Sicilia. Avevi aspettative?
Non mi aspettavo il sold out, come non immaginavo il tutto esaurito che ho
ottenuto negli altri teatri d’Italia. L’obiettivo è quello, ma nel pratico non
prevedi che succeda, soprattutto così tante volte. Per me, è l’opportunità di
poter portare in giro per l’Italia e l’Europa quella parte di Sicilia che per
motivi lavorativi non posso vivere. Creo un mio spazio in cui mostro come
percepisco la mia regione e come mi abbia influenzato sotto diversi aspetti.
L'articolo “Ho sofferto per un uomo. Facciamo passare la violenza psicologica o
fisica in secondo piano per amore. La Sicilia? Abbandonata e la stiamo
uccidendo”: parla Delia di X Factor proviene da Il Fatto Quotidiano.
Lorenzo Fragola si è raccontato Luca Casadei nel nuovo episodio del podcast “One
More Time” (OnePodcast): dal divorzio dei genitori al difficile rapporto con il
padre, passando all’amore per la musica fino alla sua esperienza a X Factor nel
2014 da cui è uscito vincitore. Poi i bassi e la difficoltà di trovare la luce.
“A CASA DI MIO PADRE LA FASE PIÙ DIFFICILE DELLA MIA VITA”
“Il liceo lo dovevo fare per forza a Catania. Alla fine ci ritroviamo a casa di
mio padre a Catania. Lì è iniziata forse un po’ la fase più difficile della vita
perché, secondo me, lui ha preso sottogamba il fatto di avere dei figli e di
gestirli quotidianamente. Ha iniziato a innervosirsi subito, siamo iniziati a
diventare un fastidio. Ha iniziato a mettere una serie di regole e la parte di
cura non gli interessava e quindi noi iniziavamo anche a soffrire questa cosa.
Ci trovavamo ospiti di una cameretta, non avevamo accesso neanche nelle altre
camere. Allora una volta ho scavato nei cassetti, ho trovato le chiavi, ho fatto
trovare tutto aperto e mi sono fatto trovare in salone sdraiato, non da mio
padre, ma dalla compagna. Le ho risposto a tono, sapendo che sarebbe arrivato
mio padre. Chiuse la porta a chiave, abbassò le serrande e me le diede con la
cinghia, con la cintura. Psicologicamente era devastante, cioè, le botte non le
sentivo ma psicologicamente è come se ti chiudo la chiave perché non voglio fare
sentire gli altri che te le sto dando. Poi non è che durante il giorno era una
persona che beveva e arrivava e alzava le mani. Non era quel tipo di persona,
era una persona che conosceva quel modo per essere genitore, per insegnare”.
“DOPO LA MORTE DI MIO PADRE HO FATTO UN GRANDE LAVORO”
Sul percorso interiore che lo ha portato a perdonare suo padre: «Dopo che è
morto mio padre ho dovuto fare un grande lavoro per calarmi nei suoi panni,
senza però il suo contributo o il contributo di altri per mettere insieme i
pezzi e ricostruire una storia. Uno dei passaggi che personalmente ho vissuto e
che ha dato origine alla rabbia è stato non trovare un perché di certe cose.
Vederlo poi, soprattutto negli ultimi momenti di vita, che è passato dall’essere
una persona mega dura, eroica a una persona che faceva fatica a stare nel mondo
perché fisicamente era impossibilitato: lì sono riuscito a intravedere un po’
del bambino di mio padre che non avevo conosciuto. L’ho voluto perdonare intanto
per farmi un favore, è un po’ egoista, però perché, se no non sarei andato
avanti e non avrei risolto tante cose che stavano inficiando la mia vita e poi
perché autonomamente e quasi spontaneamente sono riapparsi dei ricordi belli».
“A X FACTOR MI SONO APPOGGIATO MOLTO A FEDEZ”
“Ai tempi eri totalmente isolato, non avevi accesso a tv, radio, ovviamente
cellulare ed è stato molto difficile in realtà, non me lo sono vissuto molto
bene. Intanto non mi sentivo io all’altezza di quel contesto lì, perché non
avevo veramente nessun tipo di esperienza, ma nessuna. Non ero mai stato su un
palco con un microfono, mai stato in uno studio di registrazione e allo stesso
tempo si aspettavano molto da me perché era andato bene il mio provino (…) Mi
sono appoggiato molto a Fedez perché era una prima volta anche per lui da
giudice e quindi era un po’ una cosa che stavamo facendo insieme. Anche lui era
molto giovane, abbiamo legato molto all’inizio. Per me era una cosa bella perché
mi stava succedendo in quel momento, ma non mi ero fermato a pensare che questo
potesse diventare la mia vita”.
“DOPO IL SUCCESSO ERO ‘PADRONE DI ME STESSO’, PERÒ ERO MOLTO SOLO”
“Mi sentivo inadeguato e questo sentimento è durato tantissimo, si rifletteva
anche nel pensiero: ‘è successo a me ma forse per fortuna, cioè ci sono tante
persone brave che però non stanno vivendo quello che sto vivendo io’. Ci ho
messo un bel po’ per dirmi un minimo: ‘sei capace’. Da Bologna in cui preparavo
l’esame di Pasolini a due Sanremo e due tour. La mia identità si stava
costruendo a livello personale perché era cambiato il contesto intorno a me. Ero
a Milano da solo, in una città completamente diversa, con degli impegni e dei
pesi e una disponibilità economica completamente diversa. Per la prima volta ero
‘padrone di me stesso’, però ero molto solo. Le persone che conoscevo lì
facevano tutte parte del lavoro, la maggior parte erano persone più grandi e la
maggior parte erano persone di cui non avevo fiducia. Il mio modo per
preservarmi in tutto quello che mi stava succedendo era chiudermi in casa.
Attorno, tolto il lavoro, non c’era più niente”.
(Video tratto dal podcast “One More Time” (OnePodcast) di Luca Casadei)
L'articolo “Risposi a tono. Mio padre chiuse la porta a chiave, abbassò le
serrande e me le diede con la cintura. Psicologicamente era devastante”: così
Lorenzo Fragola proviene da Il Fatto Quotidiano.
Si è classificato secondo a X Factor 2025, il suo inedito “Punto” ha già oltre
quattro milioni di streaming su Spotify ed è stabilmente in top 100 FIMI tra i
singoli. Damiano Caddeo, in arte eroCaddeo, ha 27 anni è nato a Modena, ma
cresciuto in Sardegna e ora di base a Torino, all’interno del talent di Sky ha
conquistato il pubblico e piano piano ha scalato la classifica ad un passo dalla
vittoria.
Tra i brani interpretati sul palco i grandi classici della musica italiana come
“E penso a te” di Lucio Battisti e “La cura” di Franco Battiato. “Affrontare
canzoni così importanti è stata la sfida più grande – ha raccontato il giovane
cantautore a FqMagazine –. Mi ha fatto crescere anche nell’interpretazione dei
miei brani. Avevo sempre cantato cover, ma mai pubblicate”.
A X Factor eroCaddeo è arrivato alla finale di Piazza del Plebiscito, lo scorso
4 dicembre, sotto la guida di Achille Lauro. “Ci siamo trovati soprattutto
nell’approccio alla scrittura, mi ha dato consigli che volevano essere più
conferme, ho percepito tanta stima. Il fatto che andassimo d’accordo ha reso
l’esperienza una bella gita più che un percorso tortuoso. È stata una camminata
con un amico”. A circa un mese di distanza dalla fine del talent, l’artista
pubblica il suo primo disco “scrivimi quando arrivi (punto)”.
Perché hai scelto questo titolo?
È letteralmente un messaggio whatsapp che mi mandava spesso una persona, che è
quella per cui ho scritto tutti i pezzi. Mi sembrava semplice, lo scriviamo e lo
diciamo spesso.
In “Metti che domani te ne vai” dici “Mi chiedevo se la vita da adulti è avere
dei dubbi ma tenerli per me”. Ti sei risposto a questa domanda?
Sto ancora cercando di farlo. Però mi accorgo che mi tengo per me tanti dubbi
perché ho paura delle risposte. A volte non posso permettermi di entrare in
paranoia con tutte le cose che ci sono da fare e da pensare nella vita.
“E a darsi baci sono tutti bravi ma studiano a memoria” canti in “Cani”. Pensi
che ci sia poca verità nelle relazioni?
Intendo dire che siamo abituati a compiere sempre le stesse azioni e quando le
ripetiamo in continuazione ce ne dimentichiamo anche l’essenza, il motivo per
cui lo facevamo. Baciarsi dovrebbe essere ogni volta una dichiarazione d’amore,
ma lo si fa a volte anche quando la relazione si sta chiudendo e non si provano
più gli stessi sentimenti. Il ragionamento vale anche per quando ci si dice “ti
amo”. Diventa un’abitudine.
“Punto” è tra i brani di X Factor quello che regge in classifica, come mai?
Non lo so, non cerco spiegazioni. Sono contento sia piaciuto. Se devo pensarci,
è un brano molto semplice nella scrittura: non ci sono parole assurde mai dette
prima, né punchline. Il segreto, secondo me, è proprio la semplicità.
Che bilancio fai dell’esperienza all’interno del talent?
Sono stato bene, mi sono divertito. Mi sta dando tanto e ora sto raccogliendo i
frutti del lavoro. La parte più difficile sono stati gli anni prima di X Factor.
Soprattutto gli ultimi due.
Perché?
Ho cambiato la mia vita, ho messo in discussione tutto. Facevo il grafico a
tempo indeterminato a Cagliari e mi sono trasferito a Torino con il mio migliore
amico Michele, con cui lavoro. Sono stato in disoccupazione per diversi mesi, un
po’ folle perché non avevo molti soldi: avevamo forse 500 euro in due. Poi ho
trovato impiego come commesso part-time e avevo tre giorni liberi in cui
scrivevo le canzoni. È stato difficile, anche dal punto di vista psicologico.
A X Factor hai più volte usato la parola “persona” per indicare la tua
fidanzata. Sul web si pensava potesse anche essere un compagno. Perché la scelta
di un termine neutro?
Mi sembra che con il neutro vada bene tutto, che sia un compagno o una compagna
non ho problemi.
Torniamo al disco. In “Odio il caffè” usi la metafora di questa bevanda per
descrivere la fine di una relazione. Come mai la scelta di questa immagine?
Intanto perché odio veramente il caffè. E poi il caffè la mattina è casa,
quell’odore lo senti e può far riaffiorare ricordi collegati a delle persone. Il
significato del brano è questo: odio il caffè perché mi manchi e non sopporto il
fatto che mi ricordi di te.
L’album si chiude con la cover di “No potho reposare”, brano della tradizione
popolare sarda. Che significato ha per te averlo nel disco?
Da quando mi sono allontanato dalla Sardegna mi sono accorto del legame che ho
con la mia regione. Oltre a essere uno dei brani più importanti della mia terra,
credo che “No potho reposare” sia anche un bell’omaggio. E poi è coerente con
l’anima del disco perché parla di un amore così forte da non riuscire a farti
dormire. Lo adoro, ne ho pure fatto una cover qualche mese fa sui social.
A proposito di social. Perché la scelta di un profilo Instagram tutto in bianco
e nero?
Con Michele, con cui lavoriamo insieme da cinque anni, abbiamo provato qualunque
cosa. Prima ci dedicavamo a contenuti molto complicati. Piano piano, sia per
mancanza di soldi che di tempo abbiamo cominciato a togliere tutto, anche i
colori. Abbiamo scelto il bianco e nero perché la mia idea è che su ogni canzone
ognuno debba aggiungere la propria esperienza. In qualche modo, darle i colori
che preferisce. In più, esteticamente era un’opzione che mi piaceva.
A dicembre hai scritto sul tuo profilo che a 16 anni avevi mandato un provino a
X Factor con la timidezza e l’incoscienza che ogni tanto vengono ancora fuori.
Che diresti al Damiano del 2015?
Direi che ha fatto bene a inviare il provino. Se non avessi avuto
quell’incoscienza, che oggi a volte riaffiora, non mi sarei trasferito a Torino.
Da lì, poi, è cambiato tutto: ho fatto bene a sbagliare, a provarci. Perché se
non provi, non sbagli e non cresci.
L'articolo “Ho lasciato un indeterminato. In due vivevamo con 500 euro, ho fatto
il commesso e nei giorni liberi scrivevo canzoni. È stata dura dal punto di
vista psicologico”: eroCaddeo dopo X Factor proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sono stati resi noti da “X Factor 2025” i risultati del televoto delle puntate.
Ci sono diverse sorprese nell’analizzare l’andamento puntata dopo puntata.
Effettivamente la vincitrice rob si merita l’appellativo di “underdog”, partita
sfavorita poi convinto il pubblico.
Secondo una analisi dettagliata comparsa su X ad opera di Davide Maistrello, si
evince che la cantautrice ha surclassato senza tentennamenti il super favorito
della vigilia PierC, “crollato” nel gradimento, a causa del suo inedito “Neve
sporca”. Tomasi non è mai stato in partita, mentre Tellynonpiangere non si è
salvato per un pelo. Delia? Osannata dal pubblico in sala e da Jake La Furia ha
avuto un andamento tutto sommato altalenante.
Quello che è certo è che la vincitrice di “X Factor 2025” non solo ha potuto
contare su una fandom fedele, ma ha anche “rosicchiato” fan dai suoi avversari.
Un gradimento che le ha consentito di trionfare agevolmente.
> ???????????? ANALISI RISULTATI TELEVOTO #XF2025, A THREAD ????????????
>
> Because why not? A cinque giorni dalla finalissima di Piazza del Plebiscito,
> Sky Italia ha diffuso i risultati completi di questa edizione e ci sta di
> tirare un po’ le somme di quello che è stato e che poteva essere ????
> pic.twitter.com/8xO0VClBlj
>
> — Davide Maistrello (@ge_aldrig_upp) December 9, 2025
L'articolo X Factor 2025, le analisi del televoto: rob ha scalato le classifiche
piano piano, superando PierC “affossato” dall’inedito. Tellynonpiangere non si è
salvato per un pelo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Voce potente, personalità non indifferente. PierC (vero nome Piercesare Fagioli,
ndr), di certo, non è passato inosservato all’ultima edizione di X Factor 2025,
che ha visto trionfare rob. Sin dalle prime selezioni i giudici hanno
convintamente ripetuto che era sicuramente uno dei candidati alla vittoria, poi
il cantante si è assestato al quarto posto, arrivando però alla Finalissima di
Piazza del Plebiscito a Napoli. PierC ha lasciato un lavoro “sicuro” per
dedicarsi anima e corpo alla musica.
Al netto della felicità di essere in Finale e del fatto che siete tutti amici,
c’è stato davvero un attimo in cui hai pensato di vincere?
Diciamo che sono partito a ‘livello mediatico’ col botto. Sono il classico
esempio di chi entra papa esce cardinale. Detto questo, è stato dal Bootcamp che
ho capito che avrei potuto vincere.
Poi cosa è successo?
Ho fatto un mio percorso anche personale. Ho metabolizzato tante cose e durante
la permanenza nel loft con gli altri concorrenti ho vissuto tutto con molta
serenità, senza avere il peso delle aspettative addosso.
Di certo hai lasciato un lavoro “sicuro” nel campo della finanza/computer
science. Cosa ti ha spinto a farlo?
Nel dicembre 2024 ho capito che avevo un grande sogno nel cassetto e che era
davvero arrivato il momento di provarci seriamente. Ho studiato per la
Triennale, mi sono messo sotto con la magistrale poi ad un certo punto ho detto
‘avete rotto il ca**o’ (ride, ndr) e quindi ho capito che era giunto il momento
di prendermi il fatidico anno sabbatico per provarci. Al netto dei pareri degli
altri.
Cosa si aspettava la tua famiglia da te?
Sicuramente era chiaro che avevo alle spalle un progetto molto chiaro e
strutturato. Ma in realtà ho sempre studiato da piccolo musica, il pianoforte al
Conservatorio, è stata ed è una passione totalizzante, suonavo, cantavo, facevo
serate a Milano…Tutto ciò che ho fatto mi ha reso consapevole di chi io sia a 24
anni. Ed è anche una fortuna che non abbia fatto questa esperienza a X Factor a
16 o 18 anni.
Però hai partecipato a “Ti lascio una canzone” a 13 anni…
Verissimo, ma era un’altra esperienza più adatta ai bambini. Non ho cantato
tanto e quanto avrei voluto anche perché eravamo in dieci. Ma ho vissuto
emozioni incredibili come quella di cantare con Gino Paoli ‘Il cielo in una
stanza’.
Per aver scelto la musica hai vissuto momenti difficili?
Sì. Essendo una passione totalizzante è accaduto che magari dicessero che ero
uno sfigato, solo perché al posto di andare a giocare a calcio suonavo.
Intendiamoci non era proprio bullismo, ma sono anche consapevole di essere una
persona particolare. Sono felice di essere così e tutte le persone care che sono
presenti nella mia vita, che si contano sulle dita di una mano, mi amano e mi
accettano per come sono.
Qual è il tuo punto di forza?
Una persona che mi conosce per davvero, poi difficilmente mi abbandona. Ripeto,
sono strano, particolare e pesante ma quando faccio entrare nella mia vita
qualcuno è difficile che mi lasci andare e difficilmente lascio andare via io.
Finita la terza media, al Liceo è stato tutto più facile integrarmi con gli
altri perché ero più protetto e ho conosciuto persone più ‘pacate’…
A proposito di critiche, ti ha ferito il “non saltellare” di Achille Lauro?
Le mie lacrime erano dovute alla tensione della Semifinale, perché ero
soddisfatto di aver fatto bene pezzi difficilissimi, ero grato a Gabbani che mi
ha regalato la sua fiducia e ha creduto tanto nelle mie possibilità. Il discorso
di Achille credo fosse diretto al fatto che il mondo esterno è senza rete di
protezione e che il saltellare può essere considerata una cosa ridicola.
Probabilmente era un consiglio dettato anche dalla sua esperienza personale.
E tu che ne pensi?
Lo so benissimo che non sono l’archetipo dell’accattivante, ma credo di essere
credibile in quello che faccio e penso che il pubblico l’abbia recepito con le
diverse standing ovation in studio.
Invece Giorgia che consiglio ti ha dato?
Mi ha tenuto la mano nei momenti più delicati. Con lei ho fatto una foto quando
ho partecipato a ‘Ti lascio una canzone’. La amo per la sua vocalità e perché è
la rappresentazione più riuscita di tutto il mondo di voci bellissime che
abbiamo. Ha una musicalità incredibile. E poi è una persona molto bella dal
punto di vista umano. Con me porterò sempre il grande abbraccio che mi ha dato
dopo le prove generali a Piazza del Plebiscito per la Finale di X Factor. Ha una
presa molto salda. Mi ha consigliato di fare sempre quello che desidero e di non
farmi trascinare in cose che non sento mie.
A tal proposito come mai avete scelto proprio “Neve sporca”?
È stato il momento più difficile del mio percorso iper veloce, molto tosto. Ho
letto che questo brano è piaciuto e non è piaciuto. Va bene lo stesso, ma vorrei
dire che dietro ci sono tre autori dietro importanti Frada, Raige e Leonardo
Grillotti.
Ci sono mai state altre opzioni?
Sì in inglese e in italiano. Ma anche io avevo dei brani che però non erano
adatte al programma.
Perché?
Troppo particolari e non tanto commerciali. Sono state valutate, ma abbiamo
abbandonato questa strada quando è arrivata ‘Neve Sporca’. Non è immediata come
canzone, complicata anche musicalmente, ma il testo l’ho sentito molto mio.
Aprirai le date del prossimo tour di Gabbani, hai già un team che ti segue?
Conoscere Gabbani è stato stupendo. È un artista immenso che crede in me più di
quanto io creda in me stesso. Cantautori di spessore come lui non ce ne sono
tantissimi . Sono in contatto con il suo team di lavoro. Del resto la mia
partecipazione a X Factor aveva un obbiettivo.
Quale?
Dire a tutti: ok io sono qui, qualcuno ha il piacere di lavorare con me e
costruire una progettualità assieme?
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L'articolo “Mi dicevano che ero sfigato perché suonavo e non giocavo a calcio.
Ho lasciato il posto sicuro per provare X Factor, il mio futuro è qui”: il
racconto di PierC proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non ha vinto Roberto Fico perché è il più bravo, ma solo perché ben oltre il 50%
non sono andati a votare. Dunque hanno vinto loro il partito più numeroso
d’Italia ma il meno ascoltato, gli astensionisti, alle ultime elezioni per il
presidente della Regione. Il peggior record di non votanti registrato nelle
storia della Campania.
Dalla piazza virtuale del campo largo alla piazza reale che pure è un altro
problema. Povera Piazza Plebiscito, simbolo italiano più eclatante della mala
amministrazione. Ma ’sto governo di destra dove guarda, sempre dalla parte
sbagliata? Il sindaco Manfredi, il supersindaco, presidente dell’Anci,
associazione nazionale dei Comuni d’Italia, cioè proprio quello che dovrebbe
dare il buon esempio, fa propaganda, come la destra. Napoli meta preferita dei
turisti (ma va…) con la sua politica “festa, farina e forca”, vecchio slogan dei
reali Borboni, ha svenduto l’anima antica della città a un pullman di turisti
straccioni e basso/spendenti. Per Natale metà strutture alberghiere e bnb sono
ancori vuoti.
I conti non tornano – I costi dei concerti in Piazza Plebiscito tutto il mese di
settembre, svenduta a Gigi D’Alessio e company per 7000 euro al giorno, sono già
sotto la lente d’ingrandimento della Corte dei Conti. Manfredi se ne fotte, lui
va avanti per la sua strada. Sordo e cieco alle proteste dei cittadini che non
vogliono il centro della città blindato per concerti, strimpellamenti, teatrini
e mercatini.
In Piazza Plebiscito, il cuore del centro più storico della città, la vita
quotidiana è insopportabile per i residenti per danno acustico, inquinamento, e
aggiungo il danno ai monumenti scossi dai volumi che superano di gran lunga i
decibel consentiti nei centri abitati (ieri durante la finale di X Factor
oscillavano sui 90, non dovrebbero oltrepassare i 50), traffico in tilt,
sicurezza… (come ci arriva un’ambulanza, meno male che i vecchietti della zona
godono tutti di buona salute).
L’avvocato Antonella Esposito, polso battagliero del Comitato Felix, continua a
raccogliere firme su firme e manda petizioni su petizioni al sindaco chiedendo
di liberare la piazza dal fracasso. Hanno chiesto al sindaco di essere ricevuti
per proporre alternative alle sue scelte scellerate, spostare gli eventi in
altre zone anche più periferiche per stimolare altre microeconomie e dare luce
nuova a zone più degradate. Da Palazzo san Giacomo: tutto tace, è il copione del
sindaco.
Corsa al Flash Mob – Il 13 dicembre allo ore 10.30 di fronte alla prefettura per
protestare contro l’ennesimo deturpamento della piazza e richiamare il sindaco
al rispetto dei luoghi pubblici, alla realizzazione del decentramento che
prevede l’allargamento dei servizi e attrattive anche nei quartieri periferici.
E focus sulla mancanza di capacità amministrativa, di gestione e di visone
politica. Ieri sera, giovedì, giornata lavorativa, in scena la chiassosissima
finale di X Factor in Piazza Plebiscito, biglietti gratuiti per 10mila
partecipanti. Immaginate il delirio.
Proprio l’anno scorso l’ispettorato del Lavoro aveva controllato i lavoratori
addetti allo smontaggio del palco e aveva scoperto 21 operai in nero e
situazioni pericolose per la sicurezza. Come cadeaux Manfredi quest’anno gli
ridà la piazza. Vergogna!
Buone notizie – Il Teatro San Carlo riapre en grandeur la stagione lirica sabato
6 dicembre con Medea di Luigi Cherubini, regia di Mario Martone. La scelta del
regista napoletano per rappresentare questa opera è sicuramente la più indicata.
Mario, come pochi, sa scavare nell’animo degli interpreti per regalare emozioni
e nuove narrazioni. Il dramma va in scena con artisti di calibro internazionale,
Sondra Radvanovsky nei panni di Medea e Anita Rachvelishvili in quelli di Néris.
Da poco si è insediato il nuovo Sovrintendente Fulvio Adamo Macciari,
proveniente dal Teatro Comunale di Bologna (auguri!). E cosa ha fatto Manfredi
ha cercato di bloccare la nomina del Sovrintendente con vari ricorsi per
giochetti politici e mirati al suo pieno controllo.
Intanto ci vorranno tre giorni per smontare le ingombranti impalcature di X
Factor che occupano la piazza, così chi arriverà sabato alla Prima al San Carlo
troverà Piazza del Plebiscito orribilmente occupata.
L'articolo Continua l’occupazione di Piazza Plebiscito: immaginate il delirio di
10mila fan alla finale XFactor proviene da Il Fatto Quotidiano.