“Mio papà è un papà speciale e non lo lascerò mai da solo”. L’ennesima puntata
della serie Massimo Boldi e le sue figlie va in onda nel redivivo Scherzi a
Parte di lunedì 16 marzo su Canale 5. Il celebre “Cipollino” è rimasto vittima
di un machiavellico scherzo che è più difficile da riassumere rispetto
all’Ulisse di Joyce. In poche parole l’obiettivo degli autori del programma è
stato quello di far sbottonare Boldi sul legame affettivo spesso complesso che
lega lui alle figlie dopo la morte di sua moglie, e poi far sbucare in mezzo a
diversi figuranti sua figlia Micaela e fargli sciogliere entrambi in un
lacrimoso abbraccio modello Carramba che sorpresa. Lo scherzo è consistito
nell’organizzare un finto team di autori pronto a proporre un programma
all’attore che avrebbe dovuto fingersi un regista e non farsi mai riconoscere
durante i provini.
Ovviamente, essendo i figuranti tutti d’accordo ogni volta riconoscono Boldi
anche quando si traveste in modo assurdo per non farsi riconoscere. Alla fine
ecco la provinante che non lo riconosce. Boldi sembra contento, mentre la figlia
Micaela suggerisce in cuffia alla figurante cosa dire al Cipollino. “Mi sono
commossa perché mi ricordi il mio papà. Io so che agli altri dice che è fiero di
me, ma a me non lo dice, cosa posso fare secondo te? Tu come fai con le tue
figlie?”, chiede l’attrice. “Un genitore deve anche conquistarsi la stima dei
propri figli. Se non hai il coraggio di esprimere i tuoi sentimenti perché ti
sembra di essere ridicolo e lui vorrebbe farlo ma non lo fa allora rimane un
ibrido”, risponde Boldi da finto regista.
Il dialogo comunque continua: “Tu sei rimasto vedovo, hai dovuto fare entrambi i
ruoli”, fa lei. E lui: “Sì, devi tirarti su le maniche, però è dura. Le mie
figlie mi hanno aiutato. Ero io a dover dare una mano a loro. Quando la mamma è
morta, l’ultima aveva 13 anni. La cosa più bella che mi ha detto mia figlia è
che non mi lascerà mai solo, io ci credo”. A quel punto la figurante si assenta
per la toilette e al suo ritorno c’è Micaela. Ciao Massimo sei su Scherzi a
parte! “Mio papà è un papà speciale e non lo lascerò mai da solo”. Abbracci,
lacrime, stacco musicale, Pubblicità.
L'articolo “Mio papà è un papà speciale e non lo lascerò mai da solo”: Massimo
Boldi scoppia in lacrime per le parole della figlia, ma è su “Scherzi a Parte”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Canale 5
Il primo ciak è risuonato tra le strade di Milano, la città che lo ha visto
crescere e formarsi. Sono ufficialmente iniziate nel capoluogo lombardo le
riprese di “Il mio nome è Carlo”, il nuovo film per la televisione destinato ad
andare in onda prossimamente su Canale 5, interamente dedicato alla vita di
Carlo Acutis. Conosciuto ormai a livello globale come il “santo dei millennial”,
Acutis è la figura che più di ogni altra è riuscita a creare un ponte tra la
spiritualità tradizionale e le nuove generazioni, unendo la devozione religiosa
alle potenzialità della tecnologia.
IL CAST E LA PRODUZIONE
Coprodotta da RTI e Skipless Italia, la fiction vanta la regia di Giacomo
Campiotti, il quale ne firma anche la sceneggiatura a quattro mani insieme a
Carlo Mazzotta. Ad assumersi l’importante responsabilità di dare il volto al
protagonista quindicenne è Samuele Carrino, giovane talento che ha recentemente
commosso il pubblico prestando il volto ad Andrea Spezzacatena nel film “Il
ragazzo dai pantaloni rosa”. Al suo fianco, nel delicato ruolo della madre
Antonia Salzano, reciterà Lucia Mascino, interprete di grande esperienza e volto
noto del piccolo schermo grazie alle sue partecipazioni a serie di enorme
successo come “Suburra”, “Don Matteo” e “I delitti del BarLume”.
LE TRE TAPPE DI UNA VITA STRAORDINARIA
Il racconto televisivo, condensato in circa cento minuti di pellicola, sceglie
di strutturarsi attraverso tre momenti anagrafici e spirituali cardine
dell’esistenza di Carlo. La narrazione prende il via dalla sua infanzia a sei
anni, un’età in cui il bambino manifestava già una sensibilità spirituale rara e
fuori dal comune. Il secondo atto esplora la fase degli undici anni,
descrivendolo come un ragazzino curioso e brillante, per poi culminare nell’anno
del suo primo affaccio al liceo. Siamo nel 2006, Carlo frequenta l’Istituto
Leone XIII di Milano, dove i professori lo ricordano affettuosamente come “il
Carlo delle domande” per la sua insaziabile voglia di comprendere il mondo. È la
fase di un adolescente consapevole e determinato, il cui percorso viene però
bruscamente interrotto da una leucemia fulminante che se lo porta via a soli
quindici anni.
Ciò che ha reso Carlo Acutis un simbolo assoluto di modernità è stata la sua
straordinaria passione per l’informatica. In un’epoca in cui il web iniziava a
plasmare le abitudini globali, Carlo utilizzava le sue competenze tecnologiche
per diffondere contenuti religiosi, dimostrando come la rete potesse diventare
un potente strumento di carità. Dopo le scene milanesi, il set è destinato a
spostarsi ad Assisi, luogo profondamente legato alla sua anima e oggi meta
incessante di pellegrinaggio. L’impatto della sua figura lo ha portato al
riconoscimento altissimo della santità nel 2025.
L'articolo Al via a Milano le riprese di “Il mio nome è Carlo”: la vita di
Acutis, il santo dei millennial, diventa un film per Canale 5 proviene da Il
Fatto Quotidiano.
La fine del matrimonio con Giovanni Di Gianfrancesco è al centro dell’intervista
che Manuela Arcuri concede a Verissimo sabato 7 marzo. Una relazione giunta al
capolinea dopo quasi 15 anni (di cui 4 da marito e moglie). “Abbiamo preso
questa decisione, perché purtroppo nella vita le cose cambiano, non me lo sarei
mai immaginato. Ho sempre creduto nella famiglia, nell’amore”, spiega l’attrice,
che in quanto figlia di genitori separati non avrebbe mai voluto far vivere a
suo figlio Mattia la separazione di mamma e papà.
LA FINE DEL MATRIMONIO
Ma come si è arrivati a questo punto? “Purtroppo ci siamo allontanati” continua
Arcuri parlando del rapporto con Di Gianfrancesco. “Ci siamo distratti e non
abbiamo più alimentato la coppia, ma ci siamo dedicati a nostro figlio.
Mancavano quelle attenzioni di cui entrambi abbiamo bisogno. Ci siamo dati
troppo per scontati e quando dai per scontato un po’ tutto, è l’inizio della
fine, la situazione ti sfugge proprio di mano”. Toffanin chiede se ci siano
stati dei segnali che qualcosa iniziava a non andare nel verso giusto: “Quando
uno cominciava a considerare di meno l’altro” ribatte l’attrice con onestà. “È
difficile dopo tanti anni mantenere l’entusiasmo, la passione sempre accesa, la
complicità. Dopo tanti anni subentra la monotonia e questo ti fa stancare del
rapporto. Oggi ho capito che bisogna tentare di tenere accesa quella fiamma che
tiene uniti i coniugi, al di là dell’amore per un figlio che non cambierà mai,
però come coppia a noi è mancato questo”.
IL TRADIMENTO DEGLI AMICI
A portarli alla rottura non sono state terze persone: “È come un piatto caldo
che quando chiacchieri con una persona, poi inizi a mangiare e lo trovi freddo”
fa sapere Manuela Arcuri. Un tradimento però c’è stato. “Sono stata tradita, ma
da un gruppo di amici” dichiara la star di tante fiction Mediaset. “Sono sempre
stati importanti per me, era un gruppo di amici che frequentavamo insieme io e
Giovanni. Ci sono state amiche che quando io ho raccontato della crisi coniugale
e mi sono confidata con loro, purtroppo si sono avvicinate a Giovanni, mi hanno
tradito in questo senso qua. Amiche che ritenevo tali, ma non lo erano. In
questi momenti di difficoltà capisci chi hai realmente intorno”. Altri amici
maschi, invece, si sarebbero allontanati “perché non avevano più la coppia di
amici. Sono stata pugnalata alle spalle e questo mi ha ferito tantissimo”.
I RAPPORTI OGGI TRA MANUELA ARCURI E L’EX MARITO
Delusione a parte, oggi i rapporti tra Manuela e Giovanni sono più che buoni,
proprio per amore del figlio Mattia. Di recente hanno anche fatto una vacanza
insieme: “Abbiamo vissuto quei giorni da famiglia, e io e Giovanni l’abbiamo
gestita molto bene” dice orgogliosa a Silvia Toffanin.
L'articolo “Io e Giovanni ci siamo separati. Sono stata tradita dalle amiche, mi
hanno pugnalata alle spalle”: lo sfogo di Manuela Arcuri proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Davide Bonolis è tra gli ospiti che si raccontano a Verissimo nella puntata di
sabato 7 marzo. Il figlio di Paolo Bonolis e Sonia Bruganelli approda nello
studio di Silvia Toffanin per la prima volta senza genitori. Non è comunque da
solo, perché con lui c’è la fidanzata Martina Dotti, con la quale ha una
relazione da circa 10 mesi. A farli incontrare è stato il calcio. “Ci siamo
conosciuti a una mia partita di calcio, io giocavo – Davide fa il calciatore,
ndr – lei era lì per fare interviste sportive e ci siamo conosciuti. L’ho vista
entrare ed è stato colpo di fulmine”. Martina fa sapere che si conoscevano già
tramite social, ma non si erano mai visti dal vivo. “Lui era un po’ timido, non
si esponeva tanto” spiega la ragazza.
IL LEGAME CON IL NONNO E LA LOTTA CON IL PESO
Oggi Davide è sereno, ma nel suo passato c’è una ferita di cui torna a parlare
anche a Verissimo dopo averlo raccontato tempo fa sui social. “Sono successe
tante cose in quel periodo, anche la morte di mio nonno, lì ero all’apice
dell’obesità, ero 104 chili“, spiega il giovane Bonolis, che a causa di una
malattia si era dovuto allontanare per 6 mesi dal calcio e aveva iniziato a
prendere peso e a chiudersi in sé stesso per la paura di essere giudicato e
deriso. In quel frangente il nonno, a cui era molto legato, è stato per lui un
grande punto fermo: “Era tutto per me, faceva tutto per me, combatteva tanto per
questa cosa, cercava di aiutarmi nel dimagrire, ma non avevo uno stimolo per
farlo”.
A dargli la spinta per invertire la rotta è stata proprio la dipartita del
nonno: “Se n’è andato all’improvviso, stava bene, quella sera avrei dovuto
dormire a casa sua come ogni weekend” racconta nel talk show di Canale 5,
“invece è stato forse il secondo sabato in 20 anni che non ho dormito a casa sua
e quella notte lui se n’è andato. Quella è una cosa che m’ha segnato. Uno choc,
ma è stato anche uno stimolo. Ho voluto renderlo felice perché quand’era in vita
non sono riuscito a renderlo felice sotto questo punto di vista (il
dimagrimento, ndr)”.
LA SEPARAZIONE DEI GENITORI
Quindi si passa a parlare del rapporto con i genitori: “Mamma è il mio punto
debole” dice della Bruganelli, “con lei riesco a parlare tanto, con papà non
riesco a farmi vedere fragile. Mamma mi ha sempre aiutato, per questo son
contento che con Martina ha un ottimo rapporto”. Ma come ha gestito lui, da
figlio, la separazione dei genitori? “Essendo l’unico maschio ho dovuto un po’
equilibrare la cosa, perché mamma ha un nuovo compagno (Angelo Madonia, ndr) io
volevo sapere chi fosse, ho conosciuto Angelo prima di tutti e ho cercato di
unire la famiglia, parlare a papà di Angelo…”. Quindi la confessione sul padre:
“Credo che papà ci sia rimasto un po’ male e ho cercato di star vicino a
entrambi. Quello che voglio è il bene di entrambi. Una separazione non la vivi
mai bene però Angelo è una bravissima persona, son contento che sia accanto a
mamma, e spero che papà trovi una persona per lui”.
Malgrado l’amore coniugale sia finito, Bruganelli e Bonolis continuano a essere
famiglia: “Sia mamma che papà sono stati bravi” continua Davide. “Siamo ancora
una famiglia unitissima, per noi figli è come se non si fossero mai separati.
Mangiamo insieme, viaggiamo insieme, facciamo tante cose insieme. Sono stati
bravisssimi”, conclude.
L'articolo “Quando è arrivato Angelo Madonia, papà ci è rimasto male. Una
separazione non si vive mai bene”: le parole di Davide Bonolis, figlio di Paolo
e Sonia Bruganelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel 2023 è tornata con la sorella Paola a fare “Furore” sulle scene musicali,
(ri)partendo dal palco di Sanremo. Quel momento di festa, però, per Chiara Iezzi
non è stato dei più semplici, perché si è trovata a fare i conti con una fase
personale delicata. “Stavo affrontando un periodo di depressione e attacchi di
panico” racconta a Verissimo nella puntata del 28 febbraio.
IL RITORNO A SANREMO
“La bellissima idea di tornare a Sanremo era meravigliosa e al tempo stesso mi
sentivo insicura di non riuscire a essere al mio meglio su un palco così bello e
difficile, perché Sanremo ti incute timore, vuoi essere perfetto”. La cantante
prosegue mettendo in luce la difficoltà di gestire un passo così importante a
fronte di fragilità che in quel periodo stava vivendo anche nelle piccole cose
di tutti i giorni: “Una parte di me pensava: ‘Non so se ci riesci ad affrontare
tutto questo col sorriso. A casa fai fatica a uscire per una passeggiata, e
improvvisamente ti ritroverai sotto i riflettori a Sanremo’“.
COME STA OGGI CHIARA IEZZI
Chiara Iezzi non si nasconde dietro un dito: “Questo ha lasciato probabilmente
spazio a incomprensioni perché la gente mi vedeva strana, intontita,
probabilmente anche per la cura che stavo seguendo, per i farmaci“. Tuttavia
quanto accaduto le ha dato modo di aprirsi e raccontarsi al pubblico: “Non è
stato un segno di debolezza come credevo, condividere con gli altri aiuta”. E a
Silvia Toffanin che le domanda come si senta oggi, risponde: “Sono ancora in
cura, però è risolto tutto quello è stato il momento più difficle perché c’era
tanta esposizione, ma poi la cura ha funzionato molto bene, quindi mi sento più
sicura e tranquilla”.
L'articolo “A Sanremo la gente mi vedeva intontita, dicevano che non avevo
voglia. Erano i farmaci, stavo affrontando depressione e attacchi di panico”: le
parole di Chiara Iezzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Rita De Crescenzo arriva a Verissimo. La tiktoker napoletana è ospite di Silvia
Toffanin nella puntata in onda domenica 22 febbraio e racconta la sua storia
travagliata, dal passato come tossicodipendente a ricordi di violenza subìta non
solo da lei in prima persona ma anche dal figlio, recentemente vittima di un
accoltellamento per mano di “un ragazzo del nostro stesso quartiere, per una
‘guardata’ tra di loro” spiega Rita, che assicura: “Ora sta meglio”.
RITA DE CRESCENZO E LA TOSSICODIPENDENZA
Diventata mamma per la prima volta a 12 anni, De Crescenzo ha 3 figli, e per 30
anni ha dovuto fare i conti con la tossicodipendenza. Un problema che in certi
frangenti l’ha distolta anche dal suo ruolo di genitore. “Francesco, il piccolo,
cucinava per me perché non mangiavo. Mi sento in colpa per quel che ho fatto
passare a loro. Non mangiavo perché mi drogavo tutto il giorno. Poi quando
scappavo di casa mi veniva a cercare”.
LA CHIRURGIA PLASTICA E L’APPELLO CONTRO LA DROGA
A Silvia Toffanin che le fa notare come sia molto cambiata con la chirurgia
plastica, la tiktoker spiega di aver fatto “due punturine al viso, tre
addominoplastiche, liposuzioni, il fondoschiena, tutti interventi sbagliati.
Infatti ora basta”. E aggiunge: “Ho due slim, intervento di riduzione allo
stomaco. Ero quasi 98 kg, oggi mi sento meglio. Mi sento più leggera, mi posso
allacciare le scarpe, riesco a salire le scale. Vorrei portare mio marito a fare
il botox, ma non vuole fare niente”. Quando la conduttrice le mostra una foto
del passato, risalente a un periodo precedente gli interventi, De Crescenzo
commenta: “Che brutto ricordo, qua non stavo bene. Stavo male, vedi che fa la
droga?“, e chiude con un appello: “Guardate ora. Quindi, stop alla droga, non
usatela, fa male“.
L'articolo Rita De Crescenzo e la foto dal passato prima della chirurgia:
“Vedete cosa fa la droga? Non usatela, fa male”, l’appello a “Verissimo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Con mio fratello non avevo proprio rapporto, lo tenevo molto distante perché lo
ritenevo diverso, mi sono comportato come si comportano oggi le persone che non
riconoscono la malattia”. Chi parla è Andreas Muller, che ospite a Verissimo il
22 febbraio racconta il legame con il fratello Daniel che, come raccontato dal
ballerino, in passato è stato bullizzato per la sua disabilità.
ANDREAS E IL RAPPORTO CON IL FRATELLO DANIEL
Una condizione, quella di Daniel, che in un primo momento anche Andreas
rigettava: “Inizialmente l’ho escluso, perché ero molto piccolo, in quella fase
d’età in cui sei adolescente, fai gruppo con gli amici, cerchi di essere solo
dove c’è la cosa cool, la cosa figa, e mio fratello secondo me non era figo in
quel momento, era diverso, quindi io in primis l’ho ignorato”. Le cose tra di
loro sono poi cambiate: “Sono arrivato a costruire quello che secondo me oggi è
un rapporto speciale perché viene prima di tutto, come le mie figlie. Mi ha dato
l’input a realizzare tante cose nella mia vita, non avrei mai ballato se non
fosse stato per lui, gli devo tanto“. Come raccontato più volte, infatti, è
stato proprio Daniel a spingere il fratello a tentare la strada di Amici:
“Probabilmete oggi avrei vissuto un’altra vita, non avrei fatto neanche il
ballerino perché la vedevo una cosa troppo distante dal mio mondo”.
L’AMORE PER VERONICA PEPARINI E PER LE LORO BAMBINE
Nel corso dell’intervista, Muller spende parole pure per la moglie Veronica
Peparini. Il loro legame si è evoluto, da quando hanno avuto le figlie, Ginevra
e Penelope. “Con Veronica ci siamo uniti più che mai, sicuramente non siamo più
amanti, complici come due innamorati, siamo genitori ma questa cosa mi piace
molto perché ci rende ancora più solida come famiglia”. E a proposito di
famiglia chiosa: “Ho scoperto che abbracciare una figlia è bellissimo, ma
ricevere un abbraccio da loro è ancora più bello”.
L'articolo “Con mio fratello disabile non avevo rapporto, lo ritenevo diverso e
lo ignoravo”: le parole di Andreas Muller a “Verissimo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Kaspar Capparoni parla di sconfitta nel ricordare la fine del suo primo
matrimonio. Ospite di Verissimo nella puntata del 21 febbraio l’attore
ripercorre le tappe principali della propria vita privata e professionale. Tra
queste anche il momento in cui si è conclusa – con un’accusa ai danni di
Capparoni, poi caduta, di violenze domestiche – la relazione con la ex moglie.
“NON POTEVO AVVICINARMI AI MIEI FIGLI”
“Quando successe tutto quello, era una doppia sconfitta – perché quando
succedono certe cose si parla di sconfitta – e non lo volevo accettare” racconta
a Silvia Toffanin, “poi il fatto di avermi allontanato dai miei figli, non
potevo nemmeno avvicinarmi ai miei figli, perché c’era una roba che si erano
inventati, quindi mi avevano creato questo impedimento, per me è stato veramente
come se tutto quanto fosse crollato”. L’attore continua: “Devo ringraziare
questi due pargolini qua, che ormai una ha 32 anni, Sheherazade, e Joseph che mi
hanno dato la forza di continuare e di combattere, è strano che in una storia
d’amore si usi la parola combattere, però è così”.
L’AMORE PER LA SECONDA MOGLIE VERONICA
Da molti anni al suo fianco c’è la seconda moglie Veronica, da cui ha avuto
altri due figli. Di lei Kaspar dice: “Quando si ha la fortuna di incontrare una
persona che ti è di supporto, è più dell’amore. Oggigiorno si è molto egoisti,
si è sempre chiusi nel proprio io e quando sei così fortunato ad avere questi
incontri, che vuoi di più dalla vita?”.
L'articolo “La mia ex moglie mi ha allontanato dai miei figli, non potevo
avvicinarmi, mi è crollato tutto”: così Kaspar Capparoni a “Verissimo” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
“Nel 2013 feci un reality e mi presi un virus terribile, ebbi paura di finire
dal Padre Eterno. Mio figlio mi disse che si sarebbe occupato lui di me, mi ero
convinta che mi amasse veramente. E invece il giorno dopo parte per l’estero e
fa tutto il contrario”. A raccontarlo è Corinne Cléry che, a Verissimo,
ripercorre il rapporto turbolento con suo figlio Alexandre, culminato in un
procedimento giudiziario ancora in corso. Ospite nello studio di Silvia
Toffanin, nella puntata andata in onda sabato 21 febbraio, l’attrice di origine
francese racconta le difficoltà vissute negli anni a causa dei rapporti tesi con
suo figlio, che non vede da 9 anni: “Lui ha continuato sempre a sminuirmi e
mortificarmi. Si riduce a una parola sola: soldi”, spiega.
COSA AVEVA RACCONTATO A PROPOSITO DEL FIGLIO
Non è la prima volta che Cléry parla della sua situazione familiare a Toffanin.
Già a dicembre 2025, l’attrice classe 1950 aveva fatto luce sui suoi ultimi anni
e sul perché, a suo avviso, il rapporto con Alexandre si sarebbe incrinato: “Ho
subito tante violenze psicologiche da ammalarmi, poi sono guarita. Tutto quello
che ho fatto e che avevo l’ho fatto sempre con lui al centro del mio mondo,
forse ho fatto male a non dire le mie sofferenze né a dire quello che ha fatto
suo padre. Lui ha continuato sempre a sminuirmi e mortificarmi. Si riduce a una
parola sola: soldi. È stato un intreccio di manipolazione, facevo tutto quello
che voleva lui. Gli avevo anche intestato il casale in cui vivo adesso, gli ho
fatto la donazione perché eravamo una famiglia. Se mi sento ancora mamma? No”,
sostenne.
IL PROGETTO DI CORINNE CLERY
Parole che, nell’intervista in onda il 21 febbraio, la donna ribadisce, pur
sottolineando che “oggi sono meno emotiva e più consapevole che è chiuso, che
non c’è più speranza né rabbia”, aggiunge. Nonostante gli ultimi anni siano
stati per lei complicati, racconta, Cléry rivela di aver iniziato a lavorare su
un nuovo progetto proprio dopo l’intervista concessa a dicembre a Verissimo: “Ho
ricevuto centinaia di messaggi di famiglie che vivono la mia situazione. Adesso
sto studiando per un mio progetto e mi sto avviando verso un pronto soccorso
emotivo per le famiglie, perché ricevo dei messaggi allarmanti. Un signore mi ha
scritto che aveva tentato il suicidio, lì mi si è aperto un mondo di sofferenze
e omertà delle famiglie”.
I CAMPANELLI D’ALLARME
Un rapporto dunque turbolento tra i due, che negli anni è stato segnato da
quelli che Cléry definisce campanelli d’allarme: “C’erano, ma solo oggi li
capisco. Non se ne parlava 50 anni fa. Una mia amica carissima, che lo conosce
da quando (Alexandre, ndr) aveva 2 anni e mezzo, me li racconta: ‘Ti ricordi
quando raccontava tante tante bugie quando andava a scuola?’, erano quasi da
film. Avrei dovuto capire quando lo trovavo nel bagno che si concentrava per
piangere, altre volte rubava la mia macchina senza patente, mi smontava le cose
e mi diceva che erano entrati in casa i ladri, piccole cose che oggi mi
preoccupano. Ho sbagliato. Ma all’epoca ero la classica mamma che tutto quello
che faceva suo figlio era stupendo, invece era un campanello d’allarme”, ammette
Cléry.
LA QUESTIONE DEL CASALE
Il rapporto con Alexandre, però, si rompe definitivamente quando lui diventa
adulto: “Da grande mi ha chiesto di fare un investimento all’estero, che io ho
fatto, non ho controllato perché era mio figlio, e invece lui era andato di
corsa a farsi un conto corrente, e i soldi andavano a lui e non
all’investimento. Lì sono iniziati i grandi problemi perché quando tu becchi la
persona in flagrante ti odiano”, sottolinea. A complicare ulteriormente una
relazione già difficile è il casale in cui Cléry vive. Anni prima, spiega la
donna, lei lo avrebbe donato al figlio, ma lui avrebbe cercato di venderlo.
A Toffanin l’attrice racconta perché avrebbe deciso di donarglielo: “Nel 2013,
da ottobre fino a dicembre, avevo fatto un reality dove ho preso un virus
terribile, che si chiama mosca del mango, che ti mangia dentro, quindi ho dovuto
fermarmi. Gli ho dato delle mansioni, mi sono presa paura perché davvero credevo
di andare dal Padre Eterno, gli ho intestato tutto, perché ho avuto paura e gli
ho detto: ‘Se mi succede qualcosa chi è che si occupa di me?’. Lui si sedette
sul letto e mi dice: ‘Io mamma’. Lì non capisco più niente, mi ero convinta che
mi amasse veramente. E invece il giorno dopo è partito per questo paese
all’estero e ha fatto tutto il contrario”. Decide così di avviare un
procedimento giudiziario e di raccontare la vicenda dal suo punto di vista. Ma
Alexandre avrebbe risposto con una querela per diffamazione: “Stiamo aspettando
l’archiviazione”, spiega però Cléry. Che per evitare di ritrovarsi in futuro in
situazioni simili ha deciso di affidarsi a un tutore legale: “Adesso dormo
tranquilla, ora nessuno mi può toccare perché c’è qualcuno che mi difende.
Legalmente, non possono far niente. Ho ripreso tutte le mie forze anche
positive, perché c’è tanta gente che sta vivendo questo dramma silente”.
“VOGLIO FARE QUALCOSA PER CHI È NELLA MIA SITUAZIONE”
Il rapporto con il figlio sembra essersi deteriorato al punto che l’attrice non
lo vede da quasi nove anni: “È andata così. Sono una guerriera, ho tanta gente
che mi vuole bene. È completamente senza rabbia, è una missione la mia adesso,
per fare qualcosa per le altre donne e le altre famiglie”. Nonostante le
difficoltà, però, Cléry spiega di non aver perso le speranze: “Potrei
reincontrarlo in aula, però non mi vergogno, io non ho fatto niente, ho solo
dato. Le parole rimangono. Se c’è una legge divina, nel senso di giustizia, che
veda la buona fede che una mamma ha avuto, penso che sarà positivo”, conclude.
L'articolo “Non vedo mio figlio da 9 anni, non c’è più speranza. Gli ho
intestato tutto, credevo mi amasse veramente”: Corinne Cléry a “Verissimo”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Padri e figli, un tema che Gigi D’Alessio conosce bene, essendo lui papà di ben
6 creature. Il cantante è a C’è posta per te nella puntata in onda sabato 21
febbraio su Canale 5 come ospite della storia che vede protagonista Giovanna,
una 21enne che vuole far sapere al proprio genitore, fan di D’Alessio, quanto
bene gli voglia.
LE SCUSE DI GIOVANNA AL PADRE
La ragazza è intenzionata a chiedere scusa al papà, a cui – dice – spesso non ha
dimostrato il bene che gli vuole. A farla soffrire è stata la separazione dei
genitori: “Papà da quando tu e mamma vi siete lasciati avete fatto una scelta
difficile” racconta. “Ero troppo piccola, troppo arrabbiata e ferita per
apprezzarlo, oggi che sono più grande mi rendo conto di quante volte io sia
stata ingiusta nei tuoi confronti, e ti chiedo scusa se questa cosa ti ha fatto
soffrire, sei sempre stato e sempre sarai il papà migliore del mondo”. E ancora:
“Imparavo il mio nuovo modo di essere figlia, di due metà che non combaciavano
più, imparavo cosa significa dividere l’amore per la propria famiglia, anche se
avrei voluto tenerla in un solo posto, ma ero troppo piccola per dirtelo.
Sentivo fortissimo la tua mancanza, anche perché io ero innamoratissima di te,
delle tue coccole, delle tue braccia, sempre pronte a consolarmi”.
IL DISCORSO DI GIGI D’ALESSIO
Gigi D’Alessio, come detto, è la sorpresa che Giovanna ha riservato al papà. Il
cantante si confronta con l’uomo parlando della propria esperienza di persona
che ha affrontato due separazioni: “Anche io ho questa esperienza, anzi, io ho
la cattedra all’università. Ci porteremo sempre questi sensi di colpa, perché ci
sentiamo sempre noi colpevoli, poi soprattutto quando i figli sono piccoli esce
fuori la rabbia, io credo che a volte quando poi due persone si lasciano, è per
il bene dei figli, quando sono piccoli non possono capirlo, quando sono grandi e
vivono in una situazione tesa, non è bello”.
Il cantante prosegue, mettendo l’accento su come a volte, malgrado il desiderio
di una famiglia serena e sempre unita, ci si debba scontrare con la realtà:
“Quando due si lasciano la colpa è sempre a metà, nessuno ha sempre più ragione
dell’altro. È duro convivere con questo peso addosso, uno immagina sempre la
famiglia bella, la vita reale è un’altra […]”.
L'articolo “Noi padri separati ci sentiamo sempre in colpa, ma a volte quando
due si lasciano è per il bene dei figli”: le parole di Gigi D’Alessio a “C’è
posta per te” proviene da Il Fatto Quotidiano.