“Gli ho chiesto milioni di volte se fosse innamorato di Manuela, mi ha sempre
detto di no”. Con queste parole Valeria Bartolucci, moglie di Louis Dassilva, al
momento unico imputato nel processo sull’uccisione di Pierina Paganelli, ha
rivendicato la convinzione che il marito non avesse avuto un movente passionale
per commettere l’omicidio di cui è accusato. La donna – che è indagata per
favoreggiamento e false informazioni al pubblico ministero – conferma poi
l’alibi del marito.
La moglie di Dassilva ha rivendicato questa convinzione, rispondendo alle
domande del pm Daniele Paci nel corso della nuova udienza al tribunale di
Rimini. La deposizione, interrotta due settimane fa, è proseguita con l’esame
della Procura cominciato alle 9.30 e terminato alle 12.50 di ieri. Bartolucci ha
raccontato dell’esistenza di una sorta di accordo con il marito: “Avevo una
certa tolleranza al fatto che non fosse proprio fedele – ha spiegato Bartolucci
– L’unico requisito che volevo nella relazione era l’onestà“.
Bartolucci ha poi aggiunto: “Ho sempre detto a mio marito che, qualora lui non
si fosse più sentito bene nella relazione e avesse provato sentimenti per
un’altra persona, ne avrebbe dovuto parlare onestamente”. Dassilva, come emerso
dalle indagini, aveva una relazione extraconiugale con la nuora della vittima,
Manuela Bianchi, ma la Bartolucci ha sottolineato: “Secondo me la loro non era
una storia d’amore – ha spiegato Bartolucci – se Dassilva voleva andare via con
il grande amore della sua vita, le porte erano aperte e nessuno glielo vietava.
Era anche indipendente economicamente. Se l’avesse veramente amata l’avrebbe
scelta. Non glielo avrei vietato“.
Durante l’udienza le sono state fatte sentire anche le urla della vittima nel
corso dell’omicidio, registrate dalla telecamera di un vicino la sera del 3
ottobre 2023. Sulla vicenda la moglie di Dassilva ha dichiarato: “Non ho mai
chiesto a Louis se sia stato lui” a commettere l’omicidio. “Ho sempre saputo che
ha fatto il militare presso la Gendarmeria del Senegal, senza un addestramento
per uccidere le persone. Queste informazioni da lui non le ho mai avute”. Alla
domanda del pm in cui le si chiedeva se al momento delle urla della vittima,
registrate dalla telecamera, Dassilva fosse uscito di casa, Bartolucci ha
risposto: “Era sul divano, lo affermo con certezza”.
L'articolo “Mi tradiva, ma la sera dell’omicidio era sul divano”, la moglie
conferma l’alibi di Dassilva accusato dell’omicidio di Pierina Paganelli
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il prossimo 20 febbraio, la città di Rimini inaugurerà nei prestigiosi spazi di
Palazzi dell’Arte Rimini, Palazzo del Podestà e Sala dell’Arengo un progetto
espositivo di grande rilievo scientifico e culturale: “Riviera Dream Vision –
Itinerari di moda. Storie, Codici, Immaginari”. Questa mostra non si configura
come una semplice esposizione di capi d’abbigliamento, ma come una vera e
propria analisi didattica del distretto produttivo romagnolo, capace di
trasformare l’artigianato d’eccellenza in un linguaggio artistico riconosciuto a
livello globale. Il percorso, che si estende su una superficie di oltre 1.400
metri quadrati, è stato curato da Katia Bartolini e Chiara Pompa con l’obiettivo
di illustrare come la creatività locale sia riuscita a influenzare il gusto
internazionale negli ultimi settantacinque anni. L’esposizione si articola
attorno a tre nuclei tematici fondamentali che permettono di comprendere la
complessità del sistema moda. Il primo riguarda l’eredità storica dei grandi
brand del territorio, come Alberta Ferretti, Moschino, Iceberg e Fuzzi, le cui
creazioni sono analizzate per evidenziare l’evoluzione dei materiali e delle
tecniche di sartoria. Il secondo pilastro è dedicato all’eccellenza calzaturiera
di San Mauro Pascoli, rappresentata da nomi storici quali Sergio Rossi, Giuseppe
Zanotti, Casadei, Pollini e Baldinini. In questa sezione, il visitatore può
osservare da vicino pezzi iconici realizzati per star mondiali come Michael
Jackson e Beyoncé, comprendendo come il “saper fare” artigianale diventi un
valore aggiunto imprescindibile per il lusso contemporaneo.
Un aspetto centrale del percorso didattico è rappresentato dal dialogo costante
tra la moda e l’immaginario cinematografico di Federico Fellini. In coincidenza
con il cinquantesimo anniversario del film “Il Casanova”, la mostra espone
preziosi costumi di scena originali, tra cui l’imponente abito del Doge,
provenienti dal Fellini Museum. Questa sezione spiega visivamente come il cinema
abbia fornito una grammatica di segni e visioni che gli stilisti hanno
successivamente assorbito e reinterpretato nelle loro collezioni. Non si tratta
quindi solo di guardare al passato, ma di capire come la memoria storica nutra
costantemente la creatività del presente. L’elemento di innovazione tecnica più
rilevante è l’integrazione di sistemi di Intelligenza Artificiale e Realtà
Aumentata sviluppati in collaborazione con il VarLab dell’Università di Bologna.
Attraverso l’uso di algoritmi di “machine learning”, le installazioni digitali
analizzano i pattern grafici e le texture storiche dei marchi esposti per
proiettare scenari visivi inediti.
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PART - PALAZZI COMUNALI 1000PX (1)
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SERGIOROSSI_GALLERYLAST
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ZANOTTI_SIGNATURE_THESLIM_2.0_B
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MANIFESTO VERT
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FUZZI (1)
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BALDININI_3
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COSTUMIN CASANOVA 3
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ALBERTAFERRETTIRENDEOMAGGIOAVENEZIA_12
Questo processo didattico permette di visualizzare la “decomposizione” di
un’opera di design, mostrando come un colore o una linea del passato possano
essere trasformati in nuovi linguaggi estetici. Il visitatore è così invitato a
interagire con il contenuto digitale, comprendendo che l’Ia non sostituisce
l’estro umano, ma funge da potente strumento di archiviazione predittiva e
supporto alla progettazione. “Rimini e la moda – sottolinea il Sindaco di
Rimini, Jamil Sadegholvaad – hanno una storia, nel bene e nel male, con tanti
punti di contatto: l’aver dato senso e significato a quel presente fatto di
sogni, desideri, speranze e delusioni. Spesso di Rimini si è detto e si dice che
sia una città che anticipa le mode: il tema è la consapevolezza del presente, di
chi siamo e su questo costruire un contesto individuale e collettivo in cui in
tanti possono trovare ispirazione, ambizione o perfino conflitto positivo….” La
mostra sarà aperta per tre mesi dal 20 febbraio al 24 maggio (da martedì a
domenica, dalle 10.00 alle 19.00).
L'articolo Riviera Dream Vision: a Rimini la moda diventa un percorso culturale
tra storia, cinema e futuro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una bimba di appena 6 anni veniva lasciata fuori dalla porta di casa senza
vestiti, sola per ore insieme al fratellino di sette anni, senza cibo e
impossibilitata a rientrare, mentre la madre andava bar. Per questo la donna, 40
anni, è ora indagata per maltrattamenti. Il giudice di Rimi, Raffaele Deflorio,
ha disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla figlia. È
stata depositata anche una segnalazione ai servizi sociali per il primo figlio
per il quale sarà valutata la capacità genitoriale della donna. La piccola era
costretta a fare docce fredde come punizione, andava a scuola con il grembiule
sporco di escrementi e aveva i capelli tagliati solo da una parte.
La vicenda è venuta alla luce quando la bambina si è confidata con una maestra,
dicendo: “Adesso mi ammazza”. L’insegnante ha subito segnalato la situazione ai
servizi sociali, che hanno avviato accertamenti urgenti. Una prima conferma è
arrivata da un sopralluogo nell’abitazione della donna, effettuato da
un’assistente sociale, che ha rilevato ambienti poco curati, pavimenti sporchi e
una cucina non igienica. La piccola si è poi confidata una seconda volta con la
maestra, raccontando episodi di violenza, soprattutto quando la madre abusava di
alcolici o quando il fratello interveniva durante le sfuriate. In uno degli
episodi, la donna avrebbe colpito il bambino facendogli uscire sangue dal naso.
La situazione sarebbe peggiorata quando la madre si è resa conto di essere sotto
osservazione e che la figlia aveva parlato con un adulto.
Nel corso del procedimento, la bambina è stata ascoltata in audizione protetta
davanti al gip e alla psicologa del tribunale. Ha raccontato che nei momenti di
maggiore aggressività della madre si rifugiava in camera, chiudendosi dentro
insieme al fratellino e pregando, in attesa che le sfuriate passassero. La
vicenda ha radici lontane: già nel 2017, dopo un intervento della polizia a casa
della donna, erano stati attivati i servizi sociali. Lo scorso novembre, il
padre aveva presentato un esposto denuncia a carico dell’ex compagna,
evidenziando come la relazione fosse stata fin dall’inizio problematica. Il
giudice ha affidato la bambina al padre, mentre per il fratello maggiore è stata
avviata una valutazione della capacità genitoriale da parte dei servizi sociali.
FOTO DI ARCHIVIO
L'articolo Bimba di 6 anni lasciata nuda fuori casa e picchiata: madre 40enne
indagata. Disposto l’allontamento proviene da Il Fatto Quotidiano.
Scovato e smascherato da Striscia La Notizia con l’inviato Max Laudadio, il
“mago di Rimini” che sosteneva di poter guarire dal Covid e da altre malattie
con filtri e misteriose polverine, è stato condannato a 10 mesi e a una multa
per l’esercizio abusivo della professione di omeopata e per aver violato i
sigilli dell’autorità apposti su alcune confezioni di erbe che utilizzava come
medicamenti. Il Tribunale lo ha invece assolto perché il fatto non sussiste per
il reato di truffa.
Orfeo Bindi, 70 anni, era finito nel registro degli indagati perché prescriveva
“pozioni” miracolose per prevenire il Covid, curare malanni e ridurre il cancro.
La pubblica accusa, rappresentata dal vice pubblico ministero onorario, Simona
Bagnaresi, aveva citato come testimoni la maggior parte dei 30 clienti di Bindi,
ma nessuno di questi ha dichiarato di essersi sentito truffato. Insomma gli
credevano e forse gli credono ancora. Nessuno ha denunciato e nessuno di
conseguenza si era costituito parte civile. Sentiti tutti a sommarie
informazioni degli inquirenti, avevano quindi spiegato di non sentirsi
raggirati. Anche se la prestazione del guaritore, come testimoniato dal servizio
del programma di Canale 5, si aggirava intorno ai 100 euro.
L’uomo, su cui avevano eseguito gli accertamenti del caso i militari della
Guardia di Finanza, in un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Davide
Ercolani, era accusato di aver prescritto erbe mediche che chiamava “polverine”
promettendo la guarigione da patologie compreso il coronavirus. Gli
investigatori delle Fiamme gialle aveva eseguito un’ordinanza del gip, Benedetta
Vitolo nei confronti di Bindi, sospeso dall’esercizio della professione di
medico omeopata. Quindi il rinvio a giudizio e il processo. Il legale di Bindi,
l’avvocato Antonio Giacomini del Foro di Forlì, ha annunciato il ricorso in
appello.
L'articolo Condannato il “mago” di Rimini che sosteneva di guarire il Covid con
le polverine proviene da Il Fatto Quotidiano.
Grave incidente a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini. Sulla strada
Marecchiese è deceduta a seguito di un incidente stradale – avvenuto alle 7.30
di questa mattina – una ragazza, appena 18enne, proveniente proprio da
Santarcangelo.
La giovane era alla guida dello scooter Honda SH 125 e stava andando a scuola
insieme a un’amica, quando – secondo la prima ricostruzione – ha effettuato un
sorpasso ed è stata travolta da un’auto condotta da una 46enne, una Dacia
Sandero intenta a svoltare alla sinistra del mezzo a due ruote.
La coetanea, che viaggiava come passeggera, è rimasta ferita ed è ricoverata in
prognosi riservata al Bufalini di Cesena. Non sarebbe in pericolo di vita. Sul
posto i soccorritori del 118 dell’Ausl Romagna e la polizia stradale di Rimini
che ha ricostruito il sinistro. In stato di choc la donna alla guida dell’auto.
L'articolo Incidente tra auto e moto: 18enne muore mentre va a scuola, ferita
l’amica proviene da Il Fatto Quotidiano.
Scivola sull’impepata di cozze, si taglia il mento e la Corte d’Appello condanna
il ristorante a risarcire la vittima con 15mila euro. La caduta della giovane
cliente è avvenuta in un locale di Rimini nel 2018. La ragazza era scivolata su
una pozza di sugo di cozze, caduto a terra pochi istanti prima da un vassoio e
non pulito dai camerieri. L’incidente aveva portato la vittima in ospedale, dove
i medici l’hanno medicata con alcuni punti di sutura al mento. Per il taglio
comunque permanente rimasto sul suo viso dopo l’intervento dei sanitari, la
ragazza è ricorsa ad un avvocato per denunciare l’accaduto e chiedere un
risarcimento che in primo grado non è stato per le sufficiente tanto che il caso
è finito in appello dove la cifra di risarcimento, tra danni e spese legali, è
stata triplicata.
Come scrive il Resto del Carlino: “Nella sentenza della Corte d’Appello di
Bologna si legge che ‘la circostanza che il liquido oleoso fosse caduto pochi
istanti prima dal piatto che la dipendente stava trasportando, come riferito da
alcuni testimoni, non integra il caso fortuito, difettando sia il carattere
dell’imprevedibilità che quello della inevitabilità, ben potendo agevolmente
porvi rimedio anche nel giro di un minuto”.
La colpa, quindi, di camerieri e gestori del locale è stata quella di non aver
segnalato la caduta della sostanza oleosa, non aver delimitato l’area sporca del
pavimento e ovviamente di non aver pulito la macchia in maniera immediata. Alla
donna sono stati riconosciuti anche “danni morali” per il taglio sul mento che
le rimarrà permanentemente sul viso a vita.
L'articolo Scivola sull’impepata di cozze rovesciata dalla cameriera e si taglia
il mento: ristorante condannato a risarcirla con 15 mila euro proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Non è un epilogo inaspettato, ma è certamente doloroso”. Con una frase breve,
ma chiara, il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad ha descritto la situazione:
il Rimini calcio sta per fallire. E la squadra sta per essere esclusa dal Girone
B del campionato di Serie C. “Ce l’aspettavamo” ha continuato Sadegholvaad,
“viste le incredibili e vergognose vicende societarie che ormai si susseguono da
molti mesi. Siamo già in contatto con le Istituzioni calcistiche preposte per la
gestione di questa fase transitoria”.
COSA È SUCCESSO
In queste ultime ore, infatti, la società ha formalmente avviato la procedura di
liquidazione. Si tratta del primo passaggio propedeutico all’istanza di
fallimento che dovrebbe a breve prendere forma. Un dramma sportivo per la città
e per i calciatori, in costante contatto con l’AIC per provare a capire cosa
sarà del loro futuro che, al momento, sembra proprio segnato. Difficilmente,
infatti, il Rimini si potrà salvare, nonostante le istituzioni comunali stiano
provando a tenere in piedi ogni discorso. Con la procedura di liquidazione,
però, si è messa automaticamente in moto la macchina della Figc, che potrebbe a
breve portare all’esclusione del club dal campionato.
I PASSAGGI
Prima di tutto, il bilancio: a giugno 2025, la società ha dichiarato un passivo
di 4 milioni di euro. Pesantissimo, soprattutto vista la categoria di militanza
del club. Da queste perdite, di fatto, il Rimini non si è davvero mai più
ripreso. E ora che l’assemblea dei soci ha confermato la richiesta di
liquidazione, dovrebbe scattare automaticamente la decadenza dalla affiliazione
alla Lega di competenza, come espresso dall’articolo 16 delle N.O.I.F., le
regole interne della Federazione.
La Figc, di fatto, non può che prendere atto della situazione e arrivare a
deliberare, anche se le tempistiche non sono certe. La sensazione è che,
comunque, una decisione non tarderà ad arrivare: se non sarà per questi giorni,
dovrebbe essere per la prossima settimana e potrebbe portare all’esclusione del
Rimini dal campionato di Serie C. La stessa Lega Pro è in attesa di capire cosa
succederà, così come tutte le altre squadre del Girone: si tratta di una
situazione che si protrae da mesi e che ha trovato (o meglio, sta trovando) il
suo triste epilogo solo in questi giorni. Con un paradosso: l’8 aprile 2025, la
società vinceva la Coppa Italia di Serie C. Anche di quella, ora, non resterà
traccia.
L'articolo Il Rimini calcio sull’orlo del baratro: verso l’esclusione dalla
Serie C. L’ira del sindaco: “Vergognose vicende societarie” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il caso è emerso con la denuncia di una delle donne molestate, che si erano
rivolte a lui, funzionario all’ufficio per pratiche burocratiche. Un funzionario
della Prefettura di Rimini di 61 anni è indagato per violenza sessuale su donne
di origine straniera. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide
Ercolani, è condotta dalla squadra mobile della Questura di Rimini. La Procura
ha chiesto per l’uomo, 61enne, gli arresti domiciliari. L’indagato, difeso dalle
avvocate Claudia Puzone e Arianna Zanetti del foro di Rimini, sarà interrogato
in settimana dalla gip Raffaella Ceccarelli, come prevede l’istituto
dell’interrogatorio preventivo. L’indagine è terminata oggi 25 novembre,
giornata contro la violenza sulle donne. Dopo la denuncia, per il 61enne,
accusato di violenza sessuale commessa nell’espletamento delle proprie mansioni
di pubblico dipendente, è scattato il “codice rosso”.
L'articolo Violenza sessuale su donne straniere: indagato funzionario della
Prefettura di Rimini proviene da Il Fatto Quotidiano.