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“Ho visto l’auto arrivare, mio figlio Samuel stava per attraversare e questo gli ha fatto il pelo, mi si è gelato il sangue”: paura per Micol Olivieri, ex volto de “I Cesaroni”
Un attimo, un secondo appena, di quelli che possono cambiare tutto. Micol Olivieri, ex volto de I Cesaroni, ha raccontato tramite delle stories sul suo profilo Instagram il panico vissuto nelle scorse ore, quando il figlio minore Samuel (l’influencer ha anche un’altra figlia, la primogenita Arya, nata nell’ottobre 2014 dall’amore con il marito Christian Massella) ha rischiato di essere investito proprio davanti casa. “Eravamo fuori, stavo lasciando la macchina a mio marito così lo portava al parco” spiega, descrivendo una scena quotidiana che si è trasformata in un incubo. Poi il momento più drammatico: “Io ho visto l’auto che arrivava, Samuel stava per attraversare e questo gli ha fatto il pelo”, parole che rendono tutta la misura del pericolo sfiorato, seguite da quella reazione istintiva e potentissima: “Mi si è gelato il sangue”. Non una leggerezza, non una distrazione, ci tiene a precisare: “Loro sanno di non dover attraversare da soli”, ma “questa volta eravamo tutti insieme in strada, eravamo davanti casa”. Eppure non è bastato, perché il rischio può arrivare all’improvviso, anche quando si fa tutto nel modo giusto. Dallo spavento nasce anche lo sfogo, che diventa denuncia: “Qui fuori corrono tutti come dei pazzi e poi succedono le tragedie”, accusa, puntando il dito contro chi guida senza rispetto in contesti residenziali. Nessuna conseguenza fisica, per fortuna, ma la paura resta tutta in quelle parole, “mi si è gelato il sangue”, e nella consapevolezza che basta davvero un attimo perché tutto possa cambiare. L'articolo “Ho visto l’auto arrivare, mio figlio Samuel stava per attraversare e questo gli ha fatto il pelo, mi si è gelato il sangue”: paura per Micol Olivieri, ex volto de “I Cesaroni” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Autobus travolge una moto in centro a Milano: 4 feriti, nessuno grave
Un incidente stradale tra un mezzo Atm e una moto si è verificato questa mattina – 2 marzo – in centro a Milano. Quattro i feriti, nessuno dei quali sarebbe in gravi condizioni. È accaduto in via Senato, dove un autobus della linea 84 ha investito una moto. Ferito il motociclista, due passeggere e il conducente, tutti finiti in ospedale. Sul posto gli agenti della Polizia locale. L’incidente è avvenuto all’altezza del 5 di via Senato, proprio davanti all’Archivio storico, sul lato opposto, in una strada a senso unico dove si trova una corsia preferenziale per i mezzi pubblici. Secondo alcuni testimoni l’autobus della linea 84 avrebbe scartato per evitare un’auto travolgendo la moto. L’esatta dinamica è ancora da verificare, con gli accertamenti attualmente in corso da parte della Polizia Locale. I quattro feriti sono il motociclista, un uomo di 31 anni che è stato trasportato in codice giallo all’ospedale di Niguarda, il conducente del bus, un 52enne che è stato portato in codice verde al Fatebenefratelli, e due passeggere: una 60enne portata in giallo al Policlinico e una 35enne in verde al Fatebenefratelli. L'articolo Autobus travolge una moto in centro a Milano: 4 feriti, nessuno grave proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tre ciclisti investiti a Vigevano, donna si costituisce: ipotesi di investimento volontario in tutti i casi
Un ciclista investito e un automobilista in fuga: tutto faceva pensare all’ennesimo caso di pirateria stradale, ma l’ipotesi è che l’investimento sia stato volontario e che addirittura non sia stato un caso isolato, ma l’ultimo di una serie di tre incidenti, sempre ai danni di ciclisti. Una donna di 48 anni, residente nella provincia pavese, si è costituita venerdì sera in Questura a Pavia. La donna, che mostrava evidenti segni di squilibrio, si era presentata in quanto responsabile dell’ultimo investimento. Per gli investigatori potrebbe essere aver investito altre due persone. I tre investimenti, ora al vaglio degli inquirenti, sono avvenuti tutti a Vigevano. Il primo a metà pomeriggio in corso Milano: la macchina guidata dalla 48enne aveva urtato solo con lo specchietto una giovane ciclista. L’urto non aveva avuto conseguenze tanto che non c’era stato neanche bisogno dell’intervento del 118. Il secondo intorno alle 20,15 in corso Cavour dove un uomo era stato investito, ma se l’era cavata con una contusione alla mano. Decisamente peggio è andata a un uomo 49enne solo 5 minuti dopo. Travolto in viale Petrarca, la vittima è s tata rianimata sul posto e intubata. Dopo poco l’uomo è stato trasportato dall’elisoccorso di Como al policlinico San Matteo di Pavia e ricoverato in prognosi riservata. L’uomo, secondo le prime ricostruzioni, è stato anche derubato del suo marsupio, rimasto a terra dopo l’impatto, contenente una somma di contanti e i documenti della vittima. L'articolo Tre ciclisti investiti a Vigevano, donna si costituisce: ipotesi di investimento volontario in tutti i casi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Prato, bambina di tre anni muore investita da un’auto nella strada sotto casa
Una bambina di tre anni è stata investita e uccisa da un’auto domenica sera a Mercatale di Vernio, vicino Prato, poco dopo le ore 19 lungo la strada regionale 325, a pochi metri dalla sua abitazione. La bambina, secondo le prime ricostruzioni, stava tenendo la mano della madre, quando, per cause ancora da accertare, sarebbe fuggita correndo poi verso la carreggiata. In quel momento sopraggiungeva un’auto diretta verso Vernio: il guidatore non ha fatto in tempo a evitare l’impatto, descritto successivamente come violentissimo. La piccola sarebbe stata sbalzata per almeno cinque metri sull’asfalto. Sul posto sono intervenute due ambulanze: una della Croce Rossa Italiana di Vernio, con medico a bordo, e una seconda della Misericordia di Vaiano con infermiere. I sanitari hanno tentato di rianimare la bambina per quasi un’ora, ma ogni sforzo si è purtroppo rivelato vano. La madre, sotto choc dopo quanto accaduto, ha avuto un malore ed è stata soccorsa dal personale sanitario intervenuto sul posto. L’incidente mortale è avvenuto nei pressi dell’abitazione della famiglia della bambina deceduta. L’impatto è stato con una vettura di bassa cilindrata il cui conducente si è fermato a dare soccorso. La strada regionale 325 in quel tratto si sviluppa fra le case. Sconvolti i conoscenti che dalle abitazioni intorno sono accorsi a rendersi conto dell’accaduto ed hanno scoperto che era morta la loro piccola vicina. L'articolo Prato, bambina di tre anni muore investita da un’auto nella strada sotto casa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Camion invade la carreggiata opposta sull’A1 nel Fiorentino: ferito il conducente. Traffico bloccato e code
Mattinata di disagi sull’autostrada A1 Milano-Napoli nel tratto fiorentino dove un mezzo pesante ha invaso parzialmente la carreggiata opposta dopo aver urtato la barriera spartitraffico. L’incidente, avvenuto intorno alle 8:25 al chilometro 311 tra i caselli di Firenze Sud e Incisa Reggello, ha causato il blocco del traffico su entrambe le carreggiate e lunghe code in entrambe le direzioni. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, con due squadre e l’autogru, oltre ai soccorsi sanitari e meccanici, alla polizia stradale e al personale di Autostrade per l’Italia. Il conducente del camion, un uomo di 38 anni di origini straniere, è rimasto ferito ed è stato estratto dal mezzo dai soccorritori. Secondo le informazioni disponibili, è rimasto sempre cosciente ed è stato successivamente trasportato in ospedale in codice giallo. In un primo momento si sono registrati 3 chilometri di coda in aumento verso Roma e 4 chilometri in carreggiata opposta verso Firenze, dove la circolazione era consentita su due corsie. Successivamente, poco prima delle 10, il tratto tra Firenze Sud e Incisa in direzione Roma, inizialmente chiuso, è stato riaperto, ma il traffico ha continuato a scorrere su una sola corsia. La situazione è ulteriormente peggiorata con il passare delle ore: si registrano infatti 6 chilometri di coda in aumento verso Roma e 5 chilometri di rallentamenti verso Firenze, dove la circolazione resta ridotta. L'articolo Camion invade la carreggiata opposta sull’A1 nel Fiorentino: ferito il conducente. Traffico bloccato e code proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Autostrade
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Wanna Marchi investita da un’auto sulle strisce: “La mia faccia è stravolta, i sassi mi sono penetrati ovunque, ho sbattuto sul marciapiede. Sono devastata”
Brutto incidente per Wanna Marchi in via Del Ricordo a Milano alle 17 di mercoledì 11 febbraio. È la stessa Marchi a raccontare tutto con un lungo video social: “La mia faccia è un po’ stravolta, oserei dire un po’ tanto le mie mani, dappertutto, cioè praticamente io sono devastata. Vi racconto cosa è successo. Allora, ieri ero fuori con Charlotte, come solito (…) facciamo la nostra passeggiata e Signori, io ricordo solo una macchina che mi arriva qua e io ero sulle strisce pedonali e poi cado in avanti sul marciapiede, sento tutti i sassi che mi penetrano nelle mani, nella faccia, un male terribile”. “Però sinceramente non ricordo come mai mi sono trovata su un’ambulanza seduta – ha raccontato – e mi chiedevano come mi chiamassi ma non ricordavo nulla, ma cercavo il cane. La signora dell’ambulanza, mi ha detto: ‘l’ha preso una portiere di un palazzo qui vicino’. La cosa grave è che non sapevo dove abitavo poi io avevo il cellulare nel taschino evidentemente loro l’hanno preso e cercavano i numeri dei miei figli. Non volevo andare all’ospedale mi sono rifiutata assolutamente soprattutto quando mi hanno detto che mi portavano in un’ospedale dove hanno fatto morire mio marito, a me non mi prendete, avete capito bene?”. E ancora: “Dico guardi che io sto benissimo, ho solo tanto male perché avevo male, certo sì, anche perché guardate come sono, però all’ospedale non sono voluto andare, per primo è arrivato Davide che ringrazio perché lui comunque arriva sempre nei momenti del bisogno non so perché lui arriva bello come un dio e arriva e mi dice ‘come stai dai andiamo all’ospedale’, no non voglio andare all’ospedale e lui mi ha chiesto ‘ascolta ma tu lo sai chi sei?’. Appunto perché lo so, non voglio articoli sul giornale, non voglio niente, voglio tornare a casa mia…”. Poi però la voglia di raccontare ha prevalso: “Perché anche questa è colpa di chi fa i semafori sbagliati, gli stop sbagliati, gli incroci sbagliati e alle teste di cazzo che parcheggiano in modo sbagliato”. Poi la Marchi ha parlato approfonditamente del suo nuovo libro disponibile su Amazon “La verità è che io cucino così”. Perché business is business. L'articolo Wanna Marchi investita da un’auto sulle strisce: “La mia faccia è stravolta, i sassi mi sono penetrati ovunque, ho sbattuto sul marciapiede. Sono devastata” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Wanna Marchi
Bari, due giovani morte in incidenti stradali nella notte. Tra i feriti un bambino di 7 anni
Due auto e due storie diverse, stessa tragica sorte. Nella notte tra il 7 e l’8 febbraio sulle strade della provincia di Bari si sono verificati due tremendi incidenti dalle dinamiche simili. Due ragazze sono morte e tre persone sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Il primo incidente è avvenuto intorno alle due sulla provinciale 111 tra Mola di Bari e Rutigliano: una giovane 26enne del posto stava viaggiando a bordo di un’auto quando il veicolo si è schiantato contro un albero e la ragazza è morta sul colpo. Nell’impatto, il motore si è staccato dalla macchina ed è stato scaraventato a decine di metri. L’incidente – su cui le forze dell’ordine stanno indagando- ha coinvolto tre persone, tra cui un minore di appena sette anni. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno messo in sicurezza la zona e hanno estratto dalle lamiere il corpo della 26enne e le altre vittime. Il personale del 118 ha portato i feriti in ospedale, tutti in codice rosso: il piccolo è stato portato al Policlinico di Bari, il secondo all’ospedale Di Venere e l’ultimo a Monopoli. Il secondo episodio riguarda un incidente avvenuto sulla provinciale 67 tra Bitritto e Bitetto, dove una ventenne è morta dopo lo sbandamento della sua auto. Per cause ancora da accertare, durante una curva il veicolo è uscito di strada ed è finito, anche in questo caso, contro un albero, senza coinvolgere altre persone. C’è stato l’intervento dei soccorsi ma la conducente è morta sul colpo. Foto d’archivio L'articolo Bari, due giovani morte in incidenti stradali nella notte. Tra i feriti un bambino di 7 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Bologna Città 30 non si ferma, pronto il nuovo piano”: dopo la sentenza del Tar Lepore tira dritto e attacca il governo. Ecco cosa farà il Comune
Uno stop momentaneo ma nessun passo indietro. Il sindaco di Bologna ha già pronto il “piano B” dopo la bocciatura da parte del Tar del provvedimento con il quale il Comune ha istituito il limite di velocità a 30 chilometri orari in circa il 70% del territorio cittadino. “La Città 30 non si ferma”, assicura Matteo Lepore che – nel corso di una conferenza stampa – ha annunciato i prossimi passi del Comune: “Abbiamo già pronto il nuovo provvedimento, con un’istruttoria eseguita su migliaia di strade, per motivare strada per strada come ci chiede il Tar”. LA SENTENZA DEL TAR Il Tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso di un tassista annullando gli atti adottati dal Comune, sottolineando che questi sono stati presi con “motivazioni generiche“. In pratica il Tar ha ricordato che è il Codice della strada, in primis, e le altre normative nazionali a stabilire i limiti di velocità: agli enti proprietari della strada (i Comuni, in questo caso) è data la possibilità di fissare limiti anche più bassi ma solo ad determinate condizioni indicate da una direttiva del Ministero delle Infrastrutture. Quindi un’eccezione alla norma che deve essere motivata caso per caso. Per i giudici amministrativi questo “limite di velocità generalizzato” non è adeguatamente motivato e quindi “l’individuazione delle strade assoggettate al limite di 30 km/h non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa”. Così arriva l’annullamento degli atti istitutivi della Città 30 “fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare”. IL NUOVO PROVVEDIMENTO Ed ecco la contromossa del Comune. Non ci sarà “nessun ricorso” al Consiglio di Stato “perché vogliamo andare avanti”, sottolinea Lepore ricordando che “la pronuncia non mette in discussione il merito della misura”, riconoscendo invece “il potere del Comune di riesercitare la funzione pianificatoria e di disciplina dei limiti di velocità”. “Metteremo in campo un nuovo provvedimento che seguirà le indicazioni del Tar. L’unico effetto della sentenza è burocratico: una tonnellata di carta in più per rifare ciò che già funzionava”, aggiunge il primo cittadino di Bologna. LE SCHEDE STRADA PER STRADA Tra l’altro il Comune di Bologna si era già preparato a questo possibile scenario, “cominciando già a predisporre schede che, strada per strada, riportano in dettaglio i criteri previsti dalla nuova Direttiva”. Per contrastare il modello Città 30 lanciato da Bologna, infatti, il ministro Matteo Salvini a gennaio 2024 ha firmato una nuova direttiva che ha reso ancora più restrittiva la possibilità data ai Comuni di modificare i limiti di velocità. Il Tar non ne ha tenuto conto perché la direttiva è successiva all’istituzione della Città 30 a Bologna, ma adesso invece bisognerà considerarla. “Un lavoro che avrà quale unico effetto quello di aumentare in modo spropositato il livello di burocrazia legato ad una misura che si è dimostrata ad oggi la più efficace nel tutelare la vita delle persone in strada”, ribatte l’amministrazione comunale. COSA SUCCEDE ADESSO Le schede strada per strada sono in fase di ultimazione e saranno ulteriormente vagliate alla luce dei criteri esposti dal Tar nella sentenza. Al termine della revisione, l’amministrazione comunale emetterà i nuovi atti istitutivi della Città 30. In attesa della predisposizione dei nuovi provvedimenti, molte strade di Bologna torneranno con il limite a 50 km/h. Ma non tutte. Le zone a 30 km/h esistenti prima al 31 dicembre 2023 rimangono attive, a partire dal centro storico, in quanto non interessate dalla sentenza del Tar. Tutto questo prima dei nuovi atti per ripristinare la Città 30. L’amministrazione annuncia inoltre l’avvio della “fase 2”, con un piano di interventi per il biennio 2026-27 che prevede opere di moderazione del traffico (anche con l’inserimento diffuso di dissuasori digitali luminosi che invitano a rallentare), riqualificazione urbana e messa in sicurezza in almeno 100 punti della città già nel 2026. Le risorse già stanziate nel Programma triennale dei lavori pubblici ammontano a circa 16 milioni di euro, tra fondi comunali ed europei. LO SCONTRO POLITICO CON IL GOVERNO Per semplificare il lavoro dei Comuni che intendono adottare il modello “Città 30” basterebbe mettere mano alla normativa nazionale. Ma è chiaro che governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene siano orientati verso una posizione diametralmente opposta. La vicenda infatti, oltre che amministrativa, è a pieno titolo uno scontro politico. Prova plastica di ciò è l’esultanza subito dopo la sentenza del Tar del leader della Lega Matteo Salvini e del partito di Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia, tra l’altro, ha fatto anche sapere di avere direttamente sostenuto i tassisti che hanno presentato ricorso. “Io penso che sia ideologico fermare le città che cercano di salvare vite introducendo dei provvedimenti innovativi come il nostro, che si poteva migliorare collaborando assieme. Non siamo noi che abbiamo deciso invece con l’avvocatura di Stato di sostenere il ricorso ai due tassisti”, replica Lepore. “Se lo Stato si mette contro le città, secondo me non sono le città ad avere un approccio ideologico, ma è lo Stato”, aggiunge il sindaco. Lepore ricorda anche che “il governo in questi due anni ha cercato di fermare e rallentare la Città 30, ma non è riuscito a fermare i morti sulle strade in Italia. Bologna invece è la città che li ha dimezzati”. Secondo i dati diffusi dal Comune, infatti, nei primi due anni di Città 30 sono state salvate 17 vite e si sono registrati 348 feriti in meno e 709 incidenti stradali in meno. “Questi numeri si traducono in un risparmio dei costi sociali da incidentalità stradale per la città di Bologna che sfiora i 66 milioni di euro”, sottolinea il Comune. “Noi non ci fermeremo anzi dobbiamo fare di più: la Città 30 sarà presto il destino di tutta l’Italia, come già accade in Europa”, avverte il sindaco di Bologna. L'articolo “Bologna Città 30 non si ferma, pronto il nuovo piano”: dopo la sentenza del Tar Lepore tira dritto e attacca il governo. Ecco cosa farà il Comune proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È morto Angelo Maggio, lo chef pugliese ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro un muretto
È morto Angelo Maggio. Lo chef 59enne pugliese è rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla litoranea nord di Otranto, in provincia Lecce. Maggio stava rientrando dal lavoro quando, per cause da accertare, come riporta l’agenzia Ansa, ha perso il controllo della sua Fiat Idea che è finita contro un muretto a secco. Ogni tentativo del personale sanitario del 118 di salvargli la vita si è rivelato inutile. Immediato il cordoglio di amici e colleghi. “Ci stringiamo forte alla famiglia di Angelo Maggio, in questo momento di profondo dolore. – ha scritto Stefano Nisi – Perdiamo un collaboratore serio, un professionista instancabile, ma soprattutto una gran brava persona. Addio amico mio”. Fabiola Papadia ha dichiarato: “Averti ritrovato nella stagione estiva appena conclusa, dopo tanti anni di conoscenza, mi ha fatto un piacere immenso! Il ricordo sarà sempre quello di una persona un po’ imbronciata, quella di lavoratore instancabile e dal cuore d’oro! Ciao Angelo caro, sarai sempre nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di conoscerti”. L'articolo È morto Angelo Maggio, lo chef pugliese ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro un muretto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Assicurazioni, aumenti per 500mila automobilisti dopo un sinistro dichiarato
Stangata di inizio anno per oltre mezzo milione di automobilisti italiani: secondo l’osservatorio di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2025, vedranno peggiorare la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto. Sul fronte delle tariffe assicurative, a dicembre 2025 il premio medio RC auto calcolato in Italia è stato di 629,24 euro: in aumento dell’1,51% rispetto a 6 mesi fa (quando era pari a 619,90 euro), ma in calo del 2,27% se confrontato col valore registrato a dicembre 2024 (643,86 euro). Il 2026 inizia col calo della quota di sinistri con colpa dichiarati, diminuita del 14% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, gli automobilisti dovranno fare i conti con l’aumento dell’imposta che grava sulle garanzie accessorie infortuni conducente e assistenza stradale, che dal primo gennaio 2026 sale al 12,5%. “Sebbene contenuto rispetto al passato, nell’ultimo semestre le tariffe hanno mostrato un trend di crescita”, spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it: “Il 2026 si apre invece con segnali positivi: il calo della frequenza dei sinistri, ad esempio, potrebbe portare ad una maggiore stabilità sul fronte dei prezzi, anche se non mancano alcune nubi all’orizzonte. Il valore medio dei sinistri è ancora elevato e pesa sui conti delle imprese di assicurazioni e il rincaro dell’imposta che grava sulle garanzie di assistenza stradale e infortuni conducente potrebbero, di contro, far lievitare il conto finale”. Scorrendo la graduatoria delle aree in cui si è registrato percentualmente il maggior numero di denunce di incidenti con colpa, al primo posto si posiziona la Liguria, dove il 2,06% degli automobilisti vedrà quest’anno aumentare il premio dell’RC auto. Seguono i guidatori di Marche (2,01%) e Sardegna (1,96%). Le percentuali più basse, invece, sono state rilevate in Calabria (0,89%), Basilicata (1,20%) e Friuli-Venezia Giulia (1,22%). Guardando infine alla professione dell’assicurato emerge come gli agenti di commercio siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,51%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (1,86%) e gli impiegati (1,82%). “Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; guardando al sesso dell’assicurato, ad esempio, emerge che la percentuale è più alta tra le donne (1,74%) rispetto agli uomini (1,42%)”, si legge in una nota ufficiale: “Scomponendo il campione su base anagrafica, invece, emerge che, tendenzialmente, all’aumentare dell’età cresce la percentuale di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa; ad eccezione della fascia con età compresa tra i 35 e i 44 anni, che è risultata essere quella con il valore più basso (1,23%), la percentuale aumenta gradualmente passando dall’1,40% rilevato tra i 19-24enni all’1,73% degli automobilisti con età 65-74 anni arrivando, tra gli over 75, addirittura a 2,24%”. L'articolo Assicurazioni, aumenti per 500mila automobilisti dopo un sinistro dichiarato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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