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“Bologna Città 30 non si ferma, pronto il nuovo piano”: dopo la sentenza del Tar Lepore tira dritto e attacca il governo. Ecco cosa farà il Comune
Uno stop momentaneo ma nessun passo indietro. Il sindaco di Bologna ha già pronto il “piano B” dopo la bocciatura da parte del Tar del provvedimento con il quale il Comune ha istituito il limite di velocità a 30 chilometri orari in circa il 70% del territorio cittadino. “La Città 30 non si ferma”, assicura Matteo Lepore che – nel corso di una conferenza stampa – ha annunciato i prossimi passi del Comune: “Abbiamo già pronto il nuovo provvedimento, con un’istruttoria eseguita su migliaia di strade, per motivare strada per strada come ci chiede il Tar”. LA SENTENZA DEL TAR Il Tribunale amministrativo ha, infatti, accolto il ricorso di un tassista annullando gli atti adottati dal Comune, sottolineando che questi sono stati presi con “motivazioni generiche“. In pratica il Tar ha ricordato che è il Codice della strada, in primis, e le altre normative nazionali a stabilire i limiti di velocità: agli enti proprietari della strada (i Comuni, in questo caso) è data la possibilità di fissare limiti anche più bassi ma solo ad determinate condizioni indicate da una direttiva del Ministero delle Infrastrutture. Quindi un’eccezione alla norma che deve essere motivata caso per caso. Per i giudici amministrativi questo “limite di velocità generalizzato” non è adeguatamente motivato e quindi “l’individuazione delle strade assoggettate al limite di 30 km/h non risulta essere avvenuta nel rispetto della vigente normativa”. Così arriva l’annullamento degli atti istitutivi della Città 30 “fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare”. IL NUOVO PROVVEDIMENTO Ed ecco la contromossa del Comune. Non ci sarà “nessun ricorso” al Consiglio di Stato “perché vogliamo andare avanti”, sottolinea Lepore ricordando che “la pronuncia non mette in discussione il merito della misura”, riconoscendo invece “il potere del Comune di riesercitare la funzione pianificatoria e di disciplina dei limiti di velocità”. “Metteremo in campo un nuovo provvedimento che seguirà le indicazioni del Tar. L’unico effetto della sentenza è burocratico: una tonnellata di carta in più per rifare ciò che già funzionava”, aggiunge il primo cittadino di Bologna. LE SCHEDE STRADA PER STRADA Tra l’altro il Comune di Bologna si era già preparato a questo possibile scenario, “cominciando già a predisporre schede che, strada per strada, riportano in dettaglio i criteri previsti dalla nuova Direttiva”. Per contrastare il modello Città 30 lanciato da Bologna, infatti, il ministro Matteo Salvini a gennaio 2024 ha firmato una nuova direttiva che ha reso ancora più restrittiva la possibilità data ai Comuni di modificare i limiti di velocità. Il Tar non ne ha tenuto conto perché la direttiva è successiva all’istituzione della Città 30 a Bologna, ma adesso invece bisognerà considerarla. “Un lavoro che avrà quale unico effetto quello di aumentare in modo spropositato il livello di burocrazia legato ad una misura che si è dimostrata ad oggi la più efficace nel tutelare la vita delle persone in strada”, ribatte l’amministrazione comunale. COSA SUCCEDE ADESSO Le schede strada per strada sono in fase di ultimazione e saranno ulteriormente vagliate alla luce dei criteri esposti dal Tar nella sentenza. Al termine della revisione, l’amministrazione comunale emetterà i nuovi atti istitutivi della Città 30. In attesa della predisposizione dei nuovi provvedimenti, molte strade di Bologna torneranno con il limite a 50 km/h. Ma non tutte. Le zone a 30 km/h esistenti prima al 31 dicembre 2023 rimangono attive, a partire dal centro storico, in quanto non interessate dalla sentenza del Tar. Tutto questo prima dei nuovi atti per ripristinare la Città 30. L’amministrazione annuncia inoltre l’avvio della “fase 2”, con un piano di interventi per il biennio 2026-27 che prevede opere di moderazione del traffico (anche con l’inserimento diffuso di dissuasori digitali luminosi che invitano a rallentare), riqualificazione urbana e messa in sicurezza in almeno 100 punti della città già nel 2026. Le risorse già stanziate nel Programma triennale dei lavori pubblici ammontano a circa 16 milioni di euro, tra fondi comunali ed europei. LO SCONTRO POLITICO CON IL GOVERNO Per semplificare il lavoro dei Comuni che intendono adottare il modello “Città 30” basterebbe mettere mano alla normativa nazionale. Ma è chiaro che governo Meloni e la maggioranza che lo sostiene siano orientati verso una posizione diametralmente opposta. La vicenda infatti, oltre che amministrativa, è a pieno titolo uno scontro politico. Prova plastica di ciò è l’esultanza subito dopo la sentenza del Tar del leader della Lega Matteo Salvini e del partito di Giorgia Meloni: Fratelli d’Italia, tra l’altro, ha fatto anche sapere di avere direttamente sostenuto i tassisti che hanno presentato ricorso. “Io penso che sia ideologico fermare le città che cercano di salvare vite introducendo dei provvedimenti innovativi come il nostro, che si poteva migliorare collaborando assieme. Non siamo noi che abbiamo deciso invece con l’avvocatura di Stato di sostenere il ricorso ai due tassisti”, replica Lepore. “Se lo Stato si mette contro le città, secondo me non sono le città ad avere un approccio ideologico, ma è lo Stato”, aggiunge il sindaco. Lepore ricorda anche che “il governo in questi due anni ha cercato di fermare e rallentare la Città 30, ma non è riuscito a fermare i morti sulle strade in Italia. Bologna invece è la città che li ha dimezzati”. Secondo i dati diffusi dal Comune, infatti, nei primi due anni di Città 30 sono state salvate 17 vite e si sono registrati 348 feriti in meno e 709 incidenti stradali in meno. “Questi numeri si traducono in un risparmio dei costi sociali da incidentalità stradale per la città di Bologna che sfiora i 66 milioni di euro”, sottolinea il Comune. “Noi non ci fermeremo anzi dobbiamo fare di più: la Città 30 sarà presto il destino di tutta l’Italia, come già accade in Europa”, avverte il sindaco di Bologna. L'articolo “Bologna Città 30 non si ferma, pronto il nuovo piano”: dopo la sentenza del Tar Lepore tira dritto e attacca il governo. Ecco cosa farà il Comune proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È morto Angelo Maggio, lo chef pugliese ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro un muretto
È morto Angelo Maggio. Lo chef 59enne pugliese è rimasto coinvolto in un incidente stradale sulla litoranea nord di Otranto, in provincia Lecce. Maggio stava rientrando dal lavoro quando, per cause da accertare, come riporta l’agenzia Ansa, ha perso il controllo della sua Fiat Idea che è finita contro un muretto a secco. Ogni tentativo del personale sanitario del 118 di salvargli la vita si è rivelato inutile. Immediato il cordoglio di amici e colleghi. “Ci stringiamo forte alla famiglia di Angelo Maggio, in questo momento di profondo dolore. – ha scritto Stefano Nisi – Perdiamo un collaboratore serio, un professionista instancabile, ma soprattutto una gran brava persona. Addio amico mio”. Fabiola Papadia ha dichiarato: “Averti ritrovato nella stagione estiva appena conclusa, dopo tanti anni di conoscenza, mi ha fatto un piacere immenso! Il ricordo sarà sempre quello di una persona un po’ imbronciata, quella di lavoratore instancabile e dal cuore d’oro! Ciao Angelo caro, sarai sempre nei ricordi di chi ha avuto il privilegio di conoscerti”. L'articolo È morto Angelo Maggio, lo chef pugliese ha perso il controllo della sua auto ed è finito contro un muretto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Assicurazioni, aumenti per 500mila automobilisti dopo un sinistro dichiarato
Stangata di inizio anno per oltre mezzo milione di automobilisti italiani: secondo l’osservatorio di Facile.it, tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2025, vedranno peggiorare la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto. Sul fronte delle tariffe assicurative, a dicembre 2025 il premio medio RC auto calcolato in Italia è stato di 629,24 euro: in aumento dell’1,51% rispetto a 6 mesi fa (quando era pari a 619,90 euro), ma in calo del 2,27% se confrontato col valore registrato a dicembre 2024 (643,86 euro). Il 2026 inizia col calo della quota di sinistri con colpa dichiarati, diminuita del 14% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, gli automobilisti dovranno fare i conti con l’aumento dell’imposta che grava sulle garanzie accessorie infortuni conducente e assistenza stradale, che dal primo gennaio 2026 sale al 12,5%. “Sebbene contenuto rispetto al passato, nell’ultimo semestre le tariffe hanno mostrato un trend di crescita”, spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it: “Il 2026 si apre invece con segnali positivi: il calo della frequenza dei sinistri, ad esempio, potrebbe portare ad una maggiore stabilità sul fronte dei prezzi, anche se non mancano alcune nubi all’orizzonte. Il valore medio dei sinistri è ancora elevato e pesa sui conti delle imprese di assicurazioni e il rincaro dell’imposta che grava sulle garanzie di assistenza stradale e infortuni conducente potrebbero, di contro, far lievitare il conto finale”. Scorrendo la graduatoria delle aree in cui si è registrato percentualmente il maggior numero di denunce di incidenti con colpa, al primo posto si posiziona la Liguria, dove il 2,06% degli automobilisti vedrà quest’anno aumentare il premio dell’RC auto. Seguono i guidatori di Marche (2,01%) e Sardegna (1,96%). Le percentuali più basse, invece, sono state rilevate in Calabria (0,89%), Basilicata (1,20%) e Friuli-Venezia Giulia (1,22%). Guardando infine alla professione dell’assicurato emerge come gli agenti di commercio siano risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,51%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i pensionati (1,86%) e gli impiegati (1,82%). “Dati interessanti emergono analizzando il profilo di chi vedrà peggiorare la propria classe di merito a seguito di un sinistro con colpa; guardando al sesso dell’assicurato, ad esempio, emerge che la percentuale è più alta tra le donne (1,74%) rispetto agli uomini (1,42%)”, si legge in una nota ufficiale: “Scomponendo il campione su base anagrafica, invece, emerge che, tendenzialmente, all’aumentare dell’età cresce la percentuale di automobilisti che hanno denunciato un sinistro con colpa; ad eccezione della fascia con età compresa tra i 35 e i 44 anni, che è risultata essere quella con il valore più basso (1,23%), la percentuale aumenta gradualmente passando dall’1,40% rilevato tra i 19-24enni all’1,73% degli automobilisti con età 65-74 anni arrivando, tra gli over 75, addirittura a 2,24%”. L'articolo Assicurazioni, aumenti per 500mila automobilisti dopo un sinistro dichiarato proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Angelika Hutter fugge dalla comunità e viene investita: nel 2023 uccise con l’auto una famiglia
In comunità per scontare la pena di triplice omicidio stradale, si è allontanata ed è stata investita da un’auto. Angelika Hutter è ora in gravissime condizioni. Il 6 luglio del 2023 la designer tedesca di 34 anni travolse in auto e uccise il piccolo Mattia Antoniello, il padre Marco (47 anni) e la nonna Maria Grazia Zuin (64 anni). La famiglia era di Favaro Veneto e si trovava in vacanza a Santo Stefano di Cadore, in provincia di Belluno. In carcere fino al marzo del 2024, alla donna era stata riconosciuta l’infermità mentale e le era stato imposto di scontare la pena nella struttura “Don Girelli” di Ronco all’Adige, in provincia di Verona. Domenica 28 dicembre, Angelica ha scavalcato la siepe ed è evasa: la scena è stata ripresa dalle videocamere di sorveglianza e il personale ha subito allertato le forze dell’ordine. La fuga della donna era in direzione della strada lì vicino, la Provinciale 19. All’altezza di via Saletto, però, è stata investita da un suv, una Volvo 760c guidata da un 77enne veronese. Sul posto sono intervenuti la Polizia stradale di Legnago per i rilievi e Verona emergenza per portare via la donna in ambulanza. Arrivata in stato di incoscienza, la donna è ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Borgo Trento. Ancora da chiarire le dinamiche dell’incidente. L'articolo Angelika Hutter fugge dalla comunità e viene investita: nel 2023 uccise con l’auto una famiglia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Investe e uccide 75enne a Leini nella notte di Natale: si costituisce 21enne
È durata poche ore la caccia agli occupanti dell’auto pirata che ha investito e ucciso un 75enne a Leini, nel Torinese, senza fermarsi per prestare soccorso. L’incidente era avvenuto nella notte di Natale. Nelle scorse ore, una 21enne residente a Volpiano, sempre in provincia di Torino, ha bussato alla porta della caserma dei carabinieri consegnandosi. La giovane è stata denunciata. L’anziano era stato travolto sulle strisce pedonali della rotonda tra via Lombardore e via Coppi e trascinato per oltre venti metri. L’uomo era morto sul colpo. La giovane ha fornito ai militari le indicazioni per ritrovare l’auto utilizzata, una Fiat Grande Punto grigia intestata alla madre, che era stata abbandonata in una zona periferica di Leini. Il veicolo è stato sequestrato. Dagli accertamenti dei carabinieri della stazione di Leini e del nucleo radiomobile della compagnia di Venaria è emerso che a bordo dell’auto si trovavano anche il fratello ventenne della conducente e un’altra ragazza di 18 anni, amica dei due. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Ivrea, i tre sono stati denunciati in stato di libertà per omissione di soccorso, mentre alla ventunenne è contestato anche l’omicidio stradale. L'articolo Investe e uccide 75enne a Leini nella notte di Natale: si costituisce 21enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scontro all’alba tra un’auto e un bus dell’Atac: morta a Ostia una 27enne. S’indaga per omicidio stradale
Scontro mortale nella mattinata di oggi, 22 dicembre, a Roma. Alle 05,30, cioè alle prime luci dell’alba, un incidente ha coinvolto un bus della linea 04 dell’Atac e una Fiat 500 bianca. L’impatto è stato particolarmente critico per le due ragazze a bordo della vettura: una è morta a seguito delle ferite riportate. L’amica – una 26enne – è attualmente ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Grassi di Ostia, dov’è arrivato in codice giallo anche l’autista del bus, un uomo di 52 anni. La vittima, 27enne, è una cittadina italiana originaria della Costa d’Avorio. Era lei al volante della Fiat, finita anche in una cunetta: secondo quando riporta Roma Today, sarebbe stata estratta dalle lamiere. L’impatto è avvenuto in via dei Romagnoli a Ostia, nel quadrante sud della Capitale, strada che ora è stata temporaneamente chiusa tra via Garessio e via Gambaro. Lo scontro sarebbe stato – a detta delle prime ricostruzioni dei vigili del fuoco – frontale. Sul posto, considerato un punto pericoloso in quanto centro di diverse intersezioni, sono intervenuti i medici del 118, i pompieri di Ostia e gli agenti della Polizia Locale del XII gruppo Monteverde. Si indaga sulla dinamica dell’incidente, a gestire il caso la polizia locale di Roma Capitale. I due mezzi di trasporto sono stati sequestrati: i loro parabrezza si presentavano distrutti. Si indaga per omicidio stradale, mentre sarà disposta l’autopsia per il corpo della giovane vittima. L'articolo Scontro all’alba tra un’auto e un bus dell’Atac: morta a Ostia una 27enne. S’indaga per omicidio stradale proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milano, vittime in incidenti stradali sulle piste ciclabili: assolto l’assessore comunale Granelli perché “il fatto non sussiste”
“Il fatto non sussiste“. Con questa motivazione Marco Granelli, ex assessore comunale di Milano alla Mobilità, è stato assolto dall’accusa di omicidio stradale in due processi con rito abbreviato che riguardavano la morte di due donne in incidenti stradali in relazione a presunte irregolarità nella realizzazione di piste ciclabili. Il primo caso era quello di Cristina Scozia, la 39enne deceduta dopo essere stata travolta da una betoniera il 20 aprile 2023 mentre era in bici tra via Sforza e corso di Porta Vittoria, vicino al Palazzo di Giustizia, in pieno centro a Milano. L’altro riguardava la morte della 38enne Veronica D’Incà, investita da un camion il primo febbraio 2023 mentre viaggiava a bordo della sua bici su una ciclabile in viale Brianza, zona piazzale Loreto. Nei due processi sono stati assolti anche tre dirigenti comunali imputati. Le motivazioni delle due sentenze arriveranno tra 30 giorni. La procura aveva chiesto di condannare Gramelli, oggi assessore comunale alla Cura del territorio. Per il caso della morte di D’Incà la pm Barbara Benzi, il 13 novembre, aveva chiesto un anno e 4 mesi per l’assessore. Mentre il 25 settembre il pm Mauro Clerici – sempre del pool guidato dall’aggiunta Tiziana Siciliano – aveva chiesto la condanna ad un anno per Granelli per la vicenda della morte di Cristina Scozia. La richiesta di pena di un anno per quel caso aveva riguardato anche due dirigenti comunali che rispondevano, come Granelli, delle presunte irregolarità nei tracciati della pista e anche loro assolti oggi dall’accusa di concorso nell’omicidio stradale. L’autotrasportatore della betoniera, invece, ha patteggiato. Anche nell’altro processo abbreviato era imputato un dirigente comunale, assolto, e l’autista del tir che è stato rinviato a giudizio. Per lui il processo inizierà a febbraio. Dalla consulenza e dagli accertamenti dei pm, nel caso della morte di Scozia, era stato evidenziato che non c’erano cordoli di protezione per separare la carreggiata per le auto dalla ciclabile. Pista peraltro, per l’accusa, dipinta a terra e con segnalazioni poco chiare sulle svolte, all’altezza di un semaforo. La vittima era stata investita per il cosiddetto “angolo cieco” e il guidatore della betoniera non avrebbe visto la bicicletta durante la manovra di svolta a destra al semaforo. Simile la dinamica e le contestazioni nel secondo processo. I legali di Granelli, rappresentato dall’avvocato Franco Rossi Galante, e dei dirigenti comunali, avevano chiesto, invece, al gup le assoluzioni, facendo leva su proprie consulenze nelle quali si evidenziava che il comportamento dei rappresentanti dell’amministrazione fu regolare. E l’assenza di un rapporto causa-effetto con le morti. L’assessore e i dipendenti comunali erano finiti imputati in qualità di responsabili della pianificazione e della programmazione della viabilità della città. I pm li accusavano, a vario titolo, nel caso dell’aprile di due anni fa di aver firmato l’ordinanza del settembre 2020 “di istituzione della corsia ciclabile in via Francesco Sforza” e “aver disposto” nei pressi della Biblioteca Sormani “segnaletica non conforme alle prescrizioni del codice della strada (…) in quanto contraddittoria” e “atta a cagionare confusione negli utenti della strada” e “a incrementare il pericolo”. Alla fine il giudice per l’udienza preliminare Alberto Carboni ha assolto Granelli e i tre dirigenti di Palazzo Marino. “Sono chiaramente molto soddisfatto, ma il mio primo pensiero va alle due donne uccise e alle altre vittime della strada, perché tutti dobbiamo fare di più per evitarne altre”, ha commentato l’assessore comunale. Granelli era presente in aula, così come nelle precedenti udienze. “Sono soddisfatto perché la sentenza evidenzia che abbiamo rispettato il codice della strada – ha aggiunto – ma lo sforzo che dobbiamo fare è quello di migliorare e innovare le città attraverso una mobilità che non separa e che tutela le persone più deboli in strada. Si tratta – ha proseguito – di due incidenti con angolo cieco, abbiamo una tecnologia per evitarlo e dobbiamo usarla”. Il pensiero dell’assessore è andato anche “a tutti i dirigenti e progettisti che collaborano” per la mobilità: “Abbiamo una classe di professionisti – ha chiarito – che devono continuare a fare il loro lavoro al massimo e al meglio”. E ha concluso: “Ho sempre avuto fiducia nelle giustizia e questa sentenza dice che ci sono persone capaci di fare bene il proprio lavoro. Non mi ha fatto piacere questa esperienza, ma la fiducia riposta nella giustizia è stata ripagata”. L'articolo Milano, vittime in incidenti stradali sulle piste ciclabili: assolto l’assessore comunale Granelli perché “il fatto non sussiste” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scontro tra scooter con due studenti e un’auto: muore 16enne e gravissimo 17enne
Grave incidente a Pozzuoli, nel Napoletano. Coinvolti due ragazzi, un 16enne e un 17enne in sella allo stesso scooter, diretti all’istituto “Pareto” di Arco Felice. Il più giovane dei due, Vincenzo Sepe, era di Marano ed è morto a seguito dell’impatto. È di Bacoli invece il 17enne, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli. È in prognosi riservata e sarebbe in pericolo di vita. L’incidente è avvenuto in via Fasano, e non sono chiare le circostanze che han portato lo scooter a scontrarsi contro un’auto. Sul luogo immediati i soccorsi del 118 e le forze dell’ordine. A fornire ulteriori dettagli sulle cause, oltre alle indagini della Polizia Municipale del comune, sarà l’autopsia sulla salma del giovane disposta dalla Procura. La dinamica ricorda fortemente l’incidente avvenuto in Romagna questa mattina, che ha coinvolto due ragazze dirette a scuola in sella allo stesso scooter e che ha visto la morte di una delle due. L'articolo Scontro tra scooter con due studenti e un’auto: muore 16enne e gravissimo 17enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Incidenti Stradali
Pozzuoli
Incidente tra auto e moto: 18enne muore mentre va a scuola, ferita l’amica
Grave incidente a Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini. Sulla strada Marecchiese è deceduta a seguito di un incidente stradale – avvenuto alle 7.30 di questa mattina – una ragazza, appena 18enne, proveniente proprio da Santarcangelo. La giovane era alla guida dello scooter Honda SH 125 e stava andando a scuola insieme a un’amica, quando – secondo la prima ricostruzione – ha effettuato un sorpasso ed è stata travolta da un’auto condotta da una 46enne, una Dacia Sandero intenta a svoltare alla sinistra del mezzo a due ruote. La coetanea, che viaggiava come passeggera, è rimasta ferita ed è ricoverata in prognosi riservata al Bufalini di Cesena. Non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto i soccorritori del 118 dell’Ausl Romagna e la polizia stradale di Rimini che ha ricostruito il sinistro. In stato di choc la donna alla guida dell’auto. L'articolo Incidente tra auto e moto: 18enne muore mentre va a scuola, ferita l’amica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milano, fa un incidente e poi si aggrappa all’altra auto per non farla fuggire: grave un 30enne
Incidente tra due auto, i due conducenti scendono, parlano, litigano, uno dei due decide di fuggire e l’altro – per non farlo scappare – decide di aggrapparsi alla macchina e viene trascinato per circa 100 metri. È accaduto intorno alle 17 di domenica 14 dicembre, in viale Marche, nella zona Nord di Milano. Le due auto hanno avuto un incidente, ma uno dei due coinvolti – dopo aver litigato con il conducente dell’altra vettura – ha deciso di salire sulla sua e fuggire. A quel punto il trentenne si è aggrappato all’auto, ma l’altro ha ugualmente ingranato la marcia ed è partito trascinandolo per circa cento metri fino all’incrocio con via Murat. Adesso la Polizia Locale lo sta cercando, mentre i soccorritori del 118 hanno trasportato il ferito, cosciente e con contusioni multiple ma in codice rosso, all’ospedale Fatebenefratelli. Un incidente senza particolari conseguenze e che poteva finire con una normalissima constatazione amichevole, alla fine ha causato un ferito grave. Ora l’uomo, un trentenne, si trova ricoverato all’ospedale Fatebenefratelli. Non dovrebbe comunque trovarsi in pericolo di vita. Il fuggitivo intanto non è ancora stato trovato. L'articolo Milano, fa un incidente e poi si aggrappa all’altra auto per non farla fuggire: grave un 30enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
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