Tra Italia e Irlanda del Nord è già una battaglia di nervi anche fuori dal
campo, tra dichiarazioni e provocazioni. Ma nell’altra semifinale playoff per
andare ai Mondiali del 2026 tra Usa, Canada e Messico, c’è già tensione anche
“in campo”. Parliamo di Galles e Bosnia, che si affronteranno il 26 marzo. Chi
vince, sfida la vincitrice di Italia–Irlanda del Nord. A pochi giorni dal match
tra le due nazionali, è scoppiata una polemica con protagonista il
centrocampista ex Roma Benjamin Tahirovic, una delle colonne della nazionale
bosniaca e dei danesi del Brondby.
Ma cosa c’entra il Brondby con il match? La squadra danese è allenata da Steve
Cooper, tecnico gallese. Tahirovic infatti nelle ultime quattro partite – che
sono anche quelle di avvicinamento ai playoff – ha giocato soltanto 13 minuti,
scatenando la rabbia del commissario tecnico bosniaco Sergej Barbarez, che si è
scagliato contro Cooper: “Tahirovic mi ha riferito cose al limite
dell’incredibile – ha spiegato Barbarez in conferenza -, che probabilmente sono
strettamente connesse con la nazionalità del suo allenatore di club. Anche
perché Cooper gli ha augurato buona fortuna per tutto, ma non per la nazionale”.
Il ct ha inoltre dichiarato che, secondo quanto raccontato dal calciatore, a
Tahirovic sarebbe stato promesso un ritorno tra i titolari dopo la pausa delle
nazionali. Una scelta quindi secondo il ct della Bosnia legata a fargli perdere
il ritmo partita in vista della sfida playoff, con la Bosnia che appunto sfiderà
il Galles.
Accuse di sabotaggio che hanno alzato numerose polemiche e hanno spinto lo
stesso Brondby a smentire in maniera seccata la questione attraverso le parole
del responsabile della comunicazione del club, Soren Hanghoj, che ha definito le
accuse “una grande speculazione”. Hanghoj ha spiegato che le motivazioni della
scelta sono state già chiarite pubblicamente e “sono di natura disciplinare e
non hanno alcun collegamento con le nazionali”. Secondo fonti bosniache, nelle
ore successive, lo stesso Tahirovic dal ritiro della sua nazionale avrebbe
contattato telefonicamente Steve Cooper per scusarsi, parlando di “false accuse”
e spiegando di essere stato mal interpretato dal ct Barbarez.
L'articolo Playoff Mondiali, scoppia il caso Tahirovic. Il ct della Bosnia
accusa il tecnico gallese del Brondby: “Cose al limite dell’incredibile”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Mondiali di Calcio 2026
La prima regola per evitare psicodrammi recita: non prendere gol. Eppure è
proprio il tema della difesa ad agitare il percorso di avvicinamento della
Nazionale alla settimana decisiva del calcio italiano. Giovedì alle ore 20.45 a
Bergamo gli azzurri sfidano l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff
Mondiali. Il primo match da dentro-fuori, sperando di arrivare alla finale
contro Bosnia o Galles di martedì 31 marzo. Da ieri i convocati del ct Gennaro
Gattuso sono al lavoro a Coverciano. Ma al primo allenamento erano assenti
proprio i tre potenziali titolari della difesa: Gianluca Mancini, Riccardo
Calafiori e Alessandro Bastoni. In realtà il difensore dell’Inter si è allenato,
ma a parte.
L’allarme retroguardia è ben noto a Gattuso, che ha visto precipitare la
situazione negli ultimi giorni. Mancini ha accusato un fastidio al polpaccio
durante Roma–Lecce: è uscito all’intervallo, in tempo per evitare lesioni,
stando a quanto emerso dagli esami svolti a Firenze. Il difensore giallorosso
avrebbe un affaticamento muscolare, ma non è detto che riesca a recuperare entro
giovedì. Stesso discorso per Calafiori, che ha giocato circa mezz’ora nella
finale di Carabao Cup persa dall’Arsenal e “ha sentito un dolorino”, stando alle
parole di Gattuso.
Bastoni invece è fermo dal derby e dalla botta alla tibia rimediata commettendo
fallo su Rabiot. Sono passate più di due settimane, ma il difensore nerazzurro
non ha ancora smaltito la conclusione. “È un dolore gestibile“, avrebbe
commentato dopo il test svolto in campo a Coverciano. Più cauto però il ct in
conferenza stampa: “Verrà valutato giorno per giorno“. È una logica che riguarda
anche Mancini e Calafiori, pensando a un potenziale doppio impegno. Gattuso
vuole evitare di giocarsi un cambio affrettato contro l’Irlanda del Nord, ma
ragiona anche in prospettiva di un’eventuale finale, che si giocherebbe in
trasferta e vedrebbe di fronte sulla carta un’avversaria più ostica, che sia
Bosnia o Galles. Meglio avere i tre difensori al 100% per martedì.
Intanto però alla fine bisogna arrivarci. E con quale difesa? Guardando ai
convocati, le alternative sono chiare: Alessandro Buongiorno in mezzo, Federico
Gatti a destra e Giorgio Scalvini a sinistra. Se l’atalantino pare in ripresa,
gli altri due difensori chiamati da Gattuso non stanno invece attraversando un
bel periodo di forma. Al Napoli Buongiorno ha spesso faticato nel corso di
questa stagione, mentre nella Juventus di Spalletti finora Gatti non ha trovato
molto spazio. Eppure potrebbe toccare a loro tre, con Diego Coppola – oggi al
Paris FC – come unica alternativa integra fisicamente.
LA PROBABILE FORMAZIONE DELL’ITALIA CONTRO L’IRLANDA DEL NORD
Detto del rebus in difesa, la Nazionale di Gattuso contro l’Irlanda del Nord è
praticamente fatta. L’altro incerottato è Sandro Tonali, che però da oggi si
allena e il ct è convinto di avere a disposizione. Davanti, almeno dall’inizio,
spazio alla rodata coppia Kean–Retegui, con Pio Esposito alternativa a gara in
corso. Stesso discorso per Palestra: sull’esterno destro partirà Matteo
Politano, mentre il 21enne del Cagliari è pronto a entrare dalla panchina. Il
primo cambio a centrocampo potrebbe essere Pisilli.
ITALIA (3-5-2), ct Gattuso
Donnarumma
Mancini/Gatti, Bastoni/Buongiorno, Calafiori/Scalvini
Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco
Kean, Retegui
L'articolo Allarme difesa, i tre titolari in dubbio: la grana del ct Gattuso
verso i playoff Mondiali proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ho scelto io Bergamo e la Figc mi ha accontentato senza problemi”. Per la prima
volta da quando è stata scelta la sede dello spareggio per i Mondiali 2026,
Gennaro Gattuso ha spiegato i motivi della decisione. Lo ha fatto nella prima
conferenza stampa da Coverciano, a tre giorni dalla sfida di semifinale playoff
contro l’Irlanda del Nord. “Per esempio San Siro è divisa e può essere
pericolosa ai primi errori, aver giocato la mia prima partita lì è stata
importante, Bergamo è un catino, speriamo di non aver toppato”, ha spiegato il
commissario tecnico della nazionale italiana.
La giornata si è aperta con la notizia del forfait di Chiesa, considerato non al
meglio dopo i primi test fisici. Al suo posto è stato chiamato Nicolò Cambiaghi:
“Perché non è rimasto? Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che
uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io
devo accettarlo, nella vita al di là di una gara i rapporti sono importanti,
penso che non avendo grande conoscenza a livello medico, quando uno non sta bene
non si può insistere, ho sempre pensato così”, ha proseguito Gattuso.
Tra gli altri temi toccati dal commissario tecnico dell’Italia c’è anche quello
relativo al blocco Inter e alle difficoltà che il club sta attraversando
soprattutto da un punto di vista mentale e della personalità: “Su Dimarco fino a
10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri.
Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha
dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento
viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre
dimostrato di avere”.
A proposito di Inter, il tema si è poi spostato su Alessandro Bastoni, che ha
saltato l’ultima partita con l’Inter ma è comunque andato a Coverciano per
provare a recuperare: “Ringraziamo la professionalità di Bastoni: deve curarsi
bene, speriamo di averlo disponibile”. E sugli altri infortunati. “Scamacca ha
un problema all’adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico,
Mancini affaticamento ma niente a livello strumentale, Calafiori ieri piccolo
dolorino, ma lo avremo”.
Sarà una partita che si giocherà su dettagli, nervosa e che si potrà decidere su
episodi come spesso accade in questi casi: “Facciamo quello che dobbiamo fare,
con spensieratezza. Tutti sanno cosa devono fare. Non soffoco i ragazzi
standogli addosso H24. Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì
con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla
partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli
scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale
di Champions e ha vinto un Europeo”.
Infine anche una battuta sul calcio come uno dei pochi sport in cui l’Italia non
eccelle dopo gli ultimi trionfi alle Olimpiadi invernali, nel tennis, nella
pallavolo e in tanti altri sport considerati “minori” nella percezione generale:
“Gli altri vincono e noi no? Non c’è gelosia, solo grande ammirazione. Sono
cicli, per dire noi vincevamo nel calcio mentre nel tennis non eravamo
competitivi. Vedere vincere gli italiani nelle altre discipline mi gasa”.
L'articolo “Ho scelto io Bergamo, San Siro è pericoloso. Con Barella parlo tutti
i giorni”: parla Gattuso proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’entusiasmo per il ritorno di Federico Chiesa in Nazionale è durato
praticamente tre giorni. L’esterno del Liverpool – protagonista agli Europei
vinti nel 2021 – era stato convocato da Gattuso, ma è tornato a casa dopo alcuni
controlli fisici effettuati a Coverciano e non parteciperà alla sfida di
semifinale contro l’Irlanda del Nord, prevista per giovedì 26 marzo a Bergamo. A
comunicarlo è stata la Figc con una nota ufficiale sul proprio sito nella
mattinata di lunedì. “Verificate le sue condizioni fisiche una volta giunto
presso il Centro Tecnico Federale, è stato ritenuto non disponibile per le
prossime due partite. Al suo posto è stato chiamato il calciatore del Bologna
Nicolò Cambiaghi“.
Nessuna chiamata dunque per Zaniolo e Bernardeschi, tra gli esclusi “di lusso”
dai 28 convocati da Gennaro Gattuso. La scelta è ricaduta su Cambiaghi, di ruolo
simile a Chiesa (anche lui preferisce giocare sugli esterni), più brevilineo.
Un’altra assenza per Gattuso, che potrebbe dover rinunciare anche a Gianluca
Scamacca, presente in ritiro ma in fortissimo dubbio per la semifinale dopo il
problema fisico accusato sabato.
Per Federico Chiesa sarebbe stato il ritorno in azzurro a distanza di quasi due
anni dall’ultima volta, quando l’Italia fu eliminata dall’Europeo 2024 contro la
Svizzera. Gattuso lo ha “corteggiato” a lungo e nei mesi scorsi più volte Chiesa
aveva rifiutato la convocazione perché “non si sentiva pronto“. Questa volta era
riuscito a convincerlo. “Non si sentiva pronto e io ho bisogno di chi lo è
davvero, ha qualche problema da sistemare” aveva spiegato il ct dopo l’ultimo
“no” ricevuto. Stavolta sembrava fosse la volta buona, ma non è stato giudicato
nelle condizioni fisiche ottimali per affrontare le due partite (se l’Italia
dovesse battere l’Irlanda del Nord) che potrebbero portare l’Italia al Mondiale.
LA LISTA DEI CONVOCATI
Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi
Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli);
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo
Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC),
Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma),
Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola
(Napoli);
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi
(Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali
(Newcastle);
Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise
Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo
Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).
L'articolo Chiesa lascia il ritiro della Nazionale per problemi fisici: “È stato
ritenuto non disponibile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
La novità è Palestra, del Cagliari. Il ritorno è quello di Federico Chiesa. La
spina dorsale è sempre la stessa, ovvero Bastoni, Barella, Dimarco, ovvero il
gruppo Inter. Sono 28 gli azzurri convocati dal commissario tecnico Gennaro
Gattuso per l’Italia impegnata giovedì 26 marzo alle 20.45 allo Stadio di
Bergamo nella semifinale degli spareggi verso il Mondiale contro l’Irlanda del
Nord. Il volto nuovo come detto è quello di Marco Palestra, difensore del
Cagliari classe 2005 alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Torna a vestire
la maglia azzurra Federico Chiesa, campione d’Europa nel 2021 e lontano dalla
Nazionale da EURO 2024. Prima convocazione con Gattuso anche per Giorgio
Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti rispettivamente dal marzo e dal novembre
2024.
LA LISTA
Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi
Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli);
Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo
Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC),
Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma),
Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola
(Napoli);
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi
(Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali
(Newcastle);
Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise
Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo
Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta).
L'articolo Mondiali, ecco i convocati di Gattuso per la semifinale contro
l’Irlanda del Nord: sorpresa Palestra, torna Chiesa | la lista proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“La Fifa non può risolvere i conflitti geopolitici, ma ci impegniamo a
utilizzare il potere del calcio e della Coppa del Mondo Fifa per costruire ponti
e promuovere la pace, poiché i nostri pensieri vanno a coloro che soffrono a
causa delle guerre in corso”. Queste le parole del presidente della Fifa Gianni
Infantino in una nota al termine del consiglio della federazione internazionale
che si è svolto oggi. La guerra in continua, il Medio Oriente è in fiamme, Trump
‘minaccia‘ l’Iran a proposito della loro presenza ai Mondiali di giugno che si
giocheranno tra Usa, Canada e Messico, ma Gianni Infantino continua a fingere
che sia tutto ok dal suo universo parallelo.
“La Fifa auspica che tutte le squadre partecipanti alla Coppa del Mondo
competano in uno spirito di fair play e rispetto reciproco. Abbiamo un
calendario. Presto avremo la conferma delle 48 squadre partecipanti e vogliamo
che la Coppa del Mondo si svolga come previsto”, ha aggiunto Infantino, che ha
ha lanciato un appello alla pace e ha ribadito il ruolo chiave del calcio nel
riunire le persone in tempi di continuo tumulto geopolitico. Ma solo qualche
giorno fa l’amico Donald Trump dichiarava: “La nazionale di calcio iraniana è
benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro
vita e sicurezza“, aveva scritto il presidente Usa, “consigliando” di fatto
all’Iran di non presentarsi ai Mondiali.
“Donald Trump ha dichiarato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza
della nazionale iraniana e certamente noi non andremo in America“, ha
successivamente affermato il presidente della federazione calcistica iraniana
Mehdi Taj in una dichiarazione pubblicata sull’account X dell’ambasciata
iraniana in Messico. “Stiamo attualmente negoziando con la Fifa per disputare le
partite dell’Iran ai Mondiali in Messico”.
L’Iran dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles, poi l’Egitto a
Seattle. Il ritiro pre-torneo della squadra è attualmente programmato a Tucson,
in Arizona e nelle scorse settimane Abolfazl Pasandideh, ambasciatore iraniano
in Messico, ha denunciato “la mancanza di cooperazione del governo statunitense
in merito al rilascio dei visti e al supporto logistico” per la delegazione
iraniana in vista dei Mondiali, in una dichiarazione pubblicata sul sito web
dell’ambasciata. Insomma, tutto tranne che il clima di cooperazione e promozione
della pace di cui parla Infantino.
L'articolo Mondiali, Trump ‘minaccia’ l’Iran e Infantino continua a vivere in un
universo parallelo: “Il potere del calcio per promuovere la pace” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Infortunio e sostituzione per Sandro Tonali durante il match di Champions League
tra Barcellona e Newcastle, terminata 7-2, con la squadra blaugrana che si è
qualificata per i quarti di finale. Il centrocampista azzurro è stato costretto
a uscire dal campo al 55esimo, nel secondo tempo, per un problema alla coscia
sinistra. Un problema che tiene in apprensione il Newcastle, ma soprattutto la
Nazionale italiana, che il 26 marzo – esattamente tra una settimana – affronterà
l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff per andare al Mondiale. L’allarme
sembra però rientrato, come riporta Sky Sport: Tonali ha un’edema e dovrebbe
esserci ai playoff, ma domenica il Newcastle affronterà il Sunderland in un
derby sentitissimo. La speranza dell’Italia è che Tonali non giochi, ma è
improbabile.
Nelle ore immediatamente successive al match Tonali si è sottoposto a una
risonanza magnetica per provare a fare chiarezza sull’entità dell’infortunio: il
Newcastle, e soprattutto l’Italia, restano in attesa dell’esito degli esami. Nel
post gara l’allenatore del Newcastle, Eddie Howe, ha confermato il problema per
Tonali e i dubbi sulla sua presenza nella prossima partita di campionato di
domenica contro il Sunderland: “Direi che la presenza di Sandro è in dubbio. Ha
qualcosa all’inguine, o alla gamba. Potrebbe essere un problema per noi”, ha
spiegato Howe.
Il focus è però più che altro sulla sfida playoff per i Mondiali, vista
l’importanza di Tonali nell’undici di Gennaro Gattuso. L’ex Milan abbina
quantità e qualità ed è tra i pochi ad aver acquisito tanta esperienza
internazionale con la maglia del Newcastle. “Ho sentito ieri Tonali con Rino e
il nostro medico De Carli, era più sereno rispetto al momento in cui è uscito
dal campo, allarme c’è ma di livello molto moderato, le analisi hanno dato
abbastanza rassicurazioni, cercheremo di recuperarlo con tutti i mezzi a
disposizione. Noi e il Newcastle siamo in stretto collegamento. Oggi vedremo
l’evoluzione della giornata ma mi sembra che ci siano condizioni di ottimismo”,
ha dichiarato il presidente della Figc Gabriele Gravina.
L'articolo Ansia per la Nazionale: infortunio per Tonali, rischia di saltare i
playoff. Ma c’è fiducia: come sta e quando può tornare proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La presenza o meno dell’Iran ai Mondiali del 2026 previsti tra Stati Uniti,
Canada e Messico assume sempre di più i contorni di un caso. La vicenda – che va
avanti ormai da quasi un mese, dalla guerra scatenata il 28 febbraio da Stati
Uniti e Israele contro l’Iran – si arricchisce infatti di un nuovo capitolo:
dopo aver praticamente annunciato la rinuncia alla Coppa del Mondo nei giorni
scorsi, adesso stando a quanto dichiarato dal presidente della federazione
calcistica iraniana Mehdi Taj, l’Iran sta “negoziando” con la Fifa per spostare
le partite del primo turno dei Mondiali dagli Stati Uniti al Messico. Una
richiesta però non semplice da soddisfare e che porta ancora più complicazioni.
Tutto dopo che Trump aveva “minacciato” la nazionale iraniana, mentre Infantino
e la Fifa continuano a prendere tempo e fingere che vada tutto bene.
“Donald Trump ha dichiarato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza
della nazionale iraniana e certamente noi non andremo in America“, ha affermato
il presidente della federazione calcistica iraniana Mehdi Taj in una
dichiarazione pubblicata sull’account X dell’ambasciata iraniana in Messico.
“Stiamo attualmente negoziando con la Fifa per disputare le partite dell’Iran ai
Mondiali in Messico”.
L’Iran dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles, poi l’Egitto a
Seattle. Il ritiro pre-torneo della squadra è attualmente programmato a Tucson,
in Arizona e nelle scorse settimane Abolfazl Pasandideh, ambasciatore iraniano
in Messico, ha denunciato “la mancanza di cooperazione del governo statunitense
in merito al rilascio dei visti e al supporto logistico” per la delegazione
iraniana in vista dei Mondiali, in una dichiarazione pubblicata sul sito web
dell’ambasciata.
La situazione legata alla partecipazione dell’Iran si complica quindi sempre di
più. Inizialmente, nei giorni successivi allo scoppio della guerra, la FIFA –
come riportato dal sito della BBC – aveva dichiarato di “monitorare gli
sviluppi”. Da lì non ha mai preso posizione e anzi, al contrario, il presidente
Gianni Infantino ha continuato a fingere che tutto andasse bene, parlando di
“grande festa” e di “Iran benvenuto al Mondiale, me l’ha assicurato il
presidente Trump”. A quelle dichiarazioni avevano fatto seguito le parole di
Ahmad Donjamali – ministro dello Sport iraniano – che aveva praticamente
annunciato la rinuncia della nazionale alla competizione: “Questo governo
corrotto ha assassinato il nostro leader, in nessuna circostanza abbiamo le
condizioni per partecipare alla Coppa del Mondo“.
Ma proprio quando Infantino parlava di “festa”, “Iran benvenuto” e “calcio che
unisce”, è arrivato un messaggio di Donald Trump che sapeva quasi di minaccia:
“La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia
appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza“, aveva scritto il
presidente Usa. Dopo le dichiarazioni del tycoon, ora c’è una proposta a
sorpresa: l’Iran sarebbe disposto a giocare, ma chiede di disputare le partite
in Messico invece che negli Stati Uniti. Una soluzione che, se accolta,
comporterebbe conseguenze pesanti sull’organizzazione del torneo, tra
spostamenti di interi gironi, modifiche al calendario e riassegnazione delle
sedi. E se l’Iran superasse il girone? Anche in quel caso sarebbero necessari
spostamenti. A questo punto la palla passa alla FIFA, adesso chiamata
obbligatoriamente a decidere tra esigenze politiche, logistiche e sportive, in
uno scenario sempre più delicato e complesso. E al Mondiale mancano meno di tre
mesi.
L'articolo L’Iran apre al Mondiale, ma a una sola condizione: giocare in
Messico. Ora la Fifa è chiamata a prendere posizione proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Nonostante Gianni Infantino stia da giorni tentando di negare l’evidenza, i
prossimi Mondiali di calcio che si giocheranno a giugno e luglio tra Messico,
Canada e in primis Stati Uniti sono destinati a diventare il simbolo di un mondo
diviso, tra guerra in Medio Oriente e tensioni geopolitiche globali. “Trump mi
ha assicurato che l’Iran è benvenuto“, aveva detto il presidente della Fifa. E
ancora: “Grazie al presidente, dimostra che il calcio unisce“. Frasi smentite in
poco più di 24 ore da un post pubblicato sul social Truth dallo stesso Trump.
Altro che unione e accoglienza, il messaggio sa quasi di minaccia, quanto meno
suona come un avvertimento: “La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai
Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e
sicurezza“, ha scritto il presidente Usa.
In realtà in questo è il regime di Teheran a non avere nessuna intenzione di
mandare la propria Nazionale ai Mondiali di calcio. Ieri lo ha chiarito anche il
ministro dello Sport. D’altronde, sono un Paese aggredito dall’attacco congiunto
di Usa e Israele, difficile pensare che possano volare proprio negli Stati Uniti
per giocare a pallone come se nulla fosse. Anzi, Teheran ha chiesto che siano
gli Usa ad essere esclusi dallo sport, sulla scorta del precedente della Russia.
Ovviamente, non accadrà mai: il doppiopesismo del Comitato olimpico
internazionale, al di là delle differenti circostanze, è noto. Mentre la Fifa di
Infantino è legata mani e piedi all’amministrazione Trump.
Ora resta da capire quando verrà ufficializzata l’assenza dell’Iran ai Mondiali.
La prima Nazionale candidata per subentrare è l’Iraq, che ha vinto i playoff
della Confederazione asiatica. L’Iraq nel frattempo dovrebbe giocare a fine
marzo lo spareggio contro la vincente di Suriname-Bolivia, ma proprio per via
della guerra non può partire per il Messico. Il conflitto, insomma, sta già
pesantemente condizionando i prossimi Mondiali, quando al fischio d’inizio del
primo match mancano ormai 3 mesi. Nonostante l’ottimismo ostentato da Infantino,
la Coppa del Mondo di Trump si sta trasformando in un torneo divisivo e tetro.
Altro che “la festa fantastica” promessa dal presidente Fifa.
L'articolo Trump avvisa l’Iran: “La Nazionale è benvenuta ai Mondiali, ma non
credo sia appropriato per la loro vita e sicurezza” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L’Iran non parteciperà ai Mondiali di calcio del 2026 negli Stati Uniti, Canada
e Messico. Questo è l’annuncio del ministro dello Sport iraniano. Ahmad
Donjamali – ministro dello Sport dell’Iran appunto – ha infatti escluso la
presenza della nazionale al torneo in un’intervista televisiva, nonostante
l’invito arrivato dal presidente statunitense Donald Trump. A riportarlo è la
Frankfurter Allgemeine Zeitung. “Poiché questo governo corrotto ha assassinato
il nostro leader, in nessuna circostanza abbiamo le condizioni per partecipare
alla Coppa del Mondo“, ha dichiarato Donjamali.
Solo poche ore fa il presidente della Fifa, Gianni Infantino, aveva dichiarato
che Trump aveva assicurato la possibilità per la nazionale iraniana di
partecipare al torneo nonostante il conflitto in Medio Oriente. “Durante i
colloqui il presidente Trump ha ribadito che la squadra iraniana è naturalmente
la benvenuta a prendere parte al torneo negli Stati Uniti“, ha detto Infantino,
sottolineando che “un evento come la Coppa del Mondo serve più che mai a unire
le persone“. Il ministro iraniano ha però sostenuto che la situazione politica e
militare rende impossibile la partecipazione. “A causa delle azioni ostili
contro l’Iran ci sono state imposte due guerre negli ultimi otto o nove mesi e
diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi”, ha affermato.
Posizioni simili erano state espresse anche dal presidente della federazione
calcistica iraniana Mehdi Taj, che aveva evocato la possibilità di non inviare
la nazionale negli Stati Uniti qualora il torneo assumesse una dimensione
politica. Non è chiaro se le dichiarazioni del ministro rappresentino una
decisione definitiva, ma così sembra. L’Iran si era qualificato tra le prime
squadre per il Mondiale 2026, ottenendo il pass nel marzo dello scorso anno. Il
torneo inizierà l’11 giugno, con tutte le partite del girone della nazionale
iraniana previste negli Stati Uniti.
All’inizio di questa settimana, il direttore operativo della Coppa del Mondo
della Fifa, Heimo Schirgi, aveva dichiarato che il torneo era “troppo
importante” per essere rinviato a causa dei disordini globali causati dalla
guerra tra Stati Uniti e Israele e l’Iran. Ha affermato che la Fifa continua a
monitorare attentamente la guerra in Iran. “Fondamentalmente affrontiamo la
situazione giorno per giorno e prima o poi troveremo una soluzione“, ha
affermato Schirgi. “E la Coppa del Mondo ovviamente si svolgerà, giusto? La
Coppa del Mondo è troppo grande e speriamo che tutti coloro che si sono
qualificati possano partecipare”.
L'articolo L’Iran annuncia che non parteciperà ai Mondiali di calcio. Il
ministro dello Sport: “Non ci sono le condizioni” proviene da Il Fatto
Quotidiano.