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Allarme difesa, i tre titolari in dubbio: la grana del ct Gattuso verso i playoff Mondiali
La prima regola per evitare psicodrammi recita: non prendere gol. Eppure è proprio il tema della difesa ad agitare il percorso di avvicinamento della Nazionale alla settimana decisiva del calcio italiano. Giovedì alle ore 20.45 a Bergamo gli azzurri sfidano l’Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff Mondiali. Il primo match da dentro-fuori, sperando di arrivare alla finale contro Bosnia o Galles di martedì 31 marzo. Da ieri i convocati del ct Gennaro Gattuso sono al lavoro a Coverciano. Ma al primo allenamento erano assenti proprio i tre potenziali titolari della difesa: Gianluca Mancini, Riccardo Calafiori e Alessandro Bastoni. In realtà il difensore dell’Inter si è allenato, ma a parte. L’allarme retroguardia è ben noto a Gattuso, che ha visto precipitare la situazione negli ultimi giorni. Mancini ha accusato un fastidio al polpaccio durante Roma–Lecce: è uscito all’intervallo, in tempo per evitare lesioni, stando a quanto emerso dagli esami svolti a Firenze. Il difensore giallorosso avrebbe un affaticamento muscolare, ma non è detto che riesca a recuperare entro giovedì. Stesso discorso per Calafiori, che ha giocato circa mezz’ora nella finale di Carabao Cup persa dall’Arsenal e “ha sentito un dolorino”, stando alle parole di Gattuso. Bastoni invece è fermo dal derby e dalla botta alla tibia rimediata commettendo fallo su Rabiot. Sono passate più di due settimane, ma il difensore nerazzurro non ha ancora smaltito la conclusione. “È un dolore gestibile“, avrebbe commentato dopo il test svolto in campo a Coverciano. Più cauto però il ct in conferenza stampa: “Verrà valutato giorno per giorno“. È una logica che riguarda anche Mancini e Calafiori, pensando a un potenziale doppio impegno. Gattuso vuole evitare di giocarsi un cambio affrettato contro l’Irlanda del Nord, ma ragiona anche in prospettiva di un’eventuale finale, che si giocherebbe in trasferta e vedrebbe di fronte sulla carta un’avversaria più ostica, che sia Bosnia o Galles. Meglio avere i tre difensori al 100% per martedì. Intanto però alla fine bisogna arrivarci. E con quale difesa? Guardando ai convocati, le alternative sono chiare: Alessandro Buongiorno in mezzo, Federico Gatti a destra e Giorgio Scalvini a sinistra. Se l’atalantino pare in ripresa, gli altri due difensori chiamati da Gattuso non stanno invece attraversando un bel periodo di forma. Al Napoli Buongiorno ha spesso faticato nel corso di questa stagione, mentre nella Juventus di Spalletti finora Gatti non ha trovato molto spazio. Eppure potrebbe toccare a loro tre, con Diego Coppola – oggi al Paris FC – come unica alternativa integra fisicamente. LA PROBABILE FORMAZIONE DELL’ITALIA CONTRO L’IRLANDA DEL NORD Detto del rebus in difesa, la Nazionale di Gattuso contro l’Irlanda del Nord è praticamente fatta. L’altro incerottato è Sandro Tonali, che però da oggi si allena e il ct è convinto di avere a disposizione. Davanti, almeno dall’inizio, spazio alla rodata coppia Kean–Retegui, con Pio Esposito alternativa a gara in corso. Stesso discorso per Palestra: sull’esterno destro partirà Matteo Politano, mentre il 21enne del Cagliari è pronto a entrare dalla panchina. Il primo cambio a centrocampo potrebbe essere Pisilli. ITALIA (3-5-2), ct Gattuso Donnarumma Mancini/Gatti, Bastoni/Buongiorno, Calafiori/Scalvini Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco Kean, Retegui L'articolo Allarme difesa, i tre titolari in dubbio: la grana del ct Gattuso verso i playoff Mondiali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mondiali di Calcio 2026
“Ho scelto io Bergamo, San Siro è pericoloso. Con Barella parlo tutti i giorni”: parla Gattuso
“Ho scelto io Bergamo e la Figc mi ha accontentato senza problemi”. Per la prima volta da quando è stata scelta la sede dello spareggio per i Mondiali 2026, Gennaro Gattuso ha spiegato i motivi della decisione. Lo ha fatto nella prima conferenza stampa da Coverciano, a tre giorni dalla sfida di semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord. “Per esempio San Siro è divisa e può essere pericolosa ai primi errori, aver giocato la mia prima partita lì è stata importante, Bergamo è un catino, speriamo di non aver toppato”, ha spiegato il commissario tecnico della nazionale italiana. La giornata si è aperta con la notizia del forfait di Chiesa, considerato non al meglio dopo i primi test fisici. Al suo posto è stato chiamato Nicolò Cambiaghi: “Perché non è rimasto? Le teste dei giocatori non sono uguali, quando sento che uno è titubante devo fare una scelta, non se la sentiva ed è tornato a casa. Io devo accettarlo, nella vita al di là di una gara i rapporti sono importanti, penso che non avendo grande conoscenza a livello medico, quando uno non sta bene non si può insistere, ho sempre pensato così”, ha proseguito Gattuso. Tra gli altri temi toccati dal commissario tecnico dell’Italia c’è anche quello relativo al blocco Inter e alle difficoltà che il club sta attraversando soprattutto da un punto di vista mentale e della personalità: “Su Dimarco fino a 10 giorni fa sentivo grandi paragoni e tuttora continua ad avere ottimi numeri. Con Barella parlo tutti i giorni, sa che da lui ci si aspetta tanto perché ha dimostrato di essere un grande giocatore e perciò se ha un calo di rendimento viene bastonato. Da lui voglio ritmo, intensità, qualità che ha sempre dimostrato di avere”. A proposito di Inter, il tema si è poi spostato su Alessandro Bastoni, che ha saltato l’ultima partita con l’Inter ma è comunque andato a Coverciano per provare a recuperare: “Ringraziamo la professionalità di Bastoni: deve curarsi bene, speriamo di averlo disponibile”. E sugli altri infortunati. “Scamacca ha un problema all’adduttore, Bastoni uguale, Tonali oggi lavorerà a basso carico, Mancini affaticamento ma niente a livello strumentale, Calafiori ieri piccolo dolorino, ma lo avremo”. Sarà una partita che si giocherà su dettagli, nervosa e che si potrà decidere su episodi come spesso accade in questi casi: “Facciamo quello che dobbiamo fare, con spensieratezza. Tutti sanno cosa devono fare. Non soffoco i ragazzi standogli addosso H24. Serenità. Non posso pensare di stordirli fino a giovedì con messaggi continui e 10 sedute video al giorno. Bisogna approcciarsi alla partita sapendo quello che bisogna fare. Inoltre i miei giocatori non sono degli scappati di casa. C’è gente che ha vinto trofei, scudetti, è arrivata in finale di Champions e ha vinto un Europeo”. Infine anche una battuta sul calcio come uno dei pochi sport in cui l’Italia non eccelle dopo gli ultimi trionfi alle Olimpiadi invernali, nel tennis, nella pallavolo e in tanti altri sport considerati “minori” nella percezione generale: “Gli altri vincono e noi no? Non c’è gelosia, solo grande ammirazione. Sono cicli, per dire noi vincevamo nel calcio mentre nel tennis non eravamo competitivi. Vedere vincere gli italiani nelle altre discipline mi gasa”. L'articolo “Ho scelto io Bergamo, San Siro è pericoloso. Con Barella parlo tutti i giorni”: parla Gattuso proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gennaro Gattuso
Mondiali di Calcio 2026
Nazionale, attento Gattuso: il blocco Inter non sa reggere la pressione
Mettiamo da parte (ma fino a un certo punto) il campionato: è la settimana decisiva per il pallone italiano. Quella della semifinale contro l’Irlanda del Nord e – speriamo – della finale in Galles o Bonia: gli spareggi mondiali che decideranno se mancheremo la terza Coppa del mondo di fila sono le partite della vita per il nostro calcio. E ce le giochiamo con l’“ItalInter”: con tutto il rispetto parlando per i vari Bastoni, Barella, Dimarco, una nazionale di perdenti. In nazionale sono sempre esistiti i “blocchi”, gruppi di giocatori dello stesso club che arrivano in azzurro facendone le fortune, nel bene o nel male. Il periodo recente, forse il peggiore della storia della nazionale, coincide col blocco Inter: una constatazione che non vuol dire accollare interamente ai nerazzurri la crisi del movimento. Nel 2018, per fare un esempio, c’erano ancora le cariatidi dell’ItalJuve (i vari Buffon, Bonucci, Chiellini, ecc.) e le cose non andarono meglio. Tra i convocati, 23 su 28 provengono da altre squadre e sono uno più mediocre dell’altro. È indubbio però che l’ossatura sia formata dalla squadra egemone in Serie A nell’ultimo lustro, che ne determina le caratteristiche, lo spirito, persino il modulo: è fisiologico per certi versi che sia così (Spalletti agli ultimi Europei provò a fare di testa sua, mettendo tutti fuori ruolo, e si è visto il risultato), però significa anche affidarsi completamente a questo blocco. Il problema è che il gruppo nerazzurro non dà nessuna garanzia in vista dei playoff Mondiali, e quanto sta accadendo in Serie A lo dimostra. La definizione di “perdenti” è forse un po’ ingenerosa per giocatori che hanno fatto due finali di Champions in tre anni, battendo corazzate come Bayern e Barcellona in un panorama ormai proibitivo per le italiane (ce ne siamo accorti quest’anno), e vinto comunque due scudetti (anche se nel primo erano ancora telecomandati da Antonio Conte…). Magari vinceranno anche il prossimo, perché la classifica rimane favorevole nonostante la frenata delle ultime giornate. Il punto però è che con un vantaggio di 10 e addirittura 14 punti sulle inseguitrici non avrebbero dovuto nemmeno pensare di poterlo perdere. L’Inter è una squadra fragile, che in campo ha paura della propria ombra: sembrava aver superato il trauma degli zero titoli dello scorso anno, ma in realtà se lo porterà sempre con sé perché certi dolori non si dimenticano. E in questo sono proprio gli italiani, i leader tecnici ed emotivi di questa squadra, i più compromessi: non sono dei fenomeni, funzionano solo in un preciso meccanismo tattico (quello creato da Simone Inzaghi, che Chivu era riuscito solo temporaneamente a rivitalizzare nella prima parte della stagione) e non hanno nemmeno un cuor di leone. L’involuzione di Barella pare irreversibile, Bastoni dall’episodio di Juve-Inter non è stato più lo stesso. C’è anche, evidentemente, un tema fisico, perché la squadra è di nuovo arrivata cotta nel momento decisivo di stagione, e il più spompato di tutti è proprio Dimarco, tornato ad avere un’autonomia di un tempo scarso a partita. L’unico che sembra ribellarsi al copione è Pio Esposito, che infatti non appartiene al gruppo storico, non ne condivide le ferite, ha dalla sua l’incoscienza e l’energia dei 20 anni. Però nemmeno si può scaricare tutta questa pressione sulle spalle di un ragazzino. Vale per l’Inter, e di conseguenza per l’ItalInter. C’è anche pizzico di sfortuna nelle tempistiche. Perché se queste due partite fossero capitate in un altro momento in cui l’Inter volava, probabilmente le premesse sarebbero state diverse. Invece questi playoff ricordano sinistramente la sfida in Norvegia nel giugno 2025, partita a cui l’Italia arrivò dopo la disfatta dell’Inter in finale di Champions, incassando un sonoro 3-0 che ha compromesso l’intero girone di qualificazione. Onestamente, pensare di giocarci la partita della vita con questi giocatori, in questo stato di forma fisico e mentale, fa venire i brividi. Gattuso dovrebbe esserne consapevole. Ma d’altra parte, che alternative ha? Questo passa il convento, l’ItalInter è comunque la miglior nazionale, l’unica possibile. Con tutti i suoi limiti, speriamo basti almeno per battere Irlanda del Nord e Galles. X: @lVendemiale L'articolo Nazionale, attento Gattuso: il blocco Inter non sa reggere la pressione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Chiesa lascia il ritiro della Nazionale per problemi fisici: “È stato ritenuto non disponibile”
L’entusiasmo per il ritorno di Federico Chiesa in Nazionale è durato praticamente tre giorni. L’esterno del Liverpool – protagonista agli Europei vinti nel 2021 – era stato convocato da Gattuso, ma è tornato a casa dopo alcuni controlli fisici effettuati a Coverciano e non parteciperà alla sfida di semifinale contro l’Irlanda del Nord, prevista per giovedì 26 marzo a Bergamo. A comunicarlo è stata la Figc con una nota ufficiale sul proprio sito nella mattinata di lunedì. “Verificate le sue condizioni fisiche una volta giunto presso il Centro Tecnico Federale, è stato ritenuto non disponibile per le prossime due partite. Al suo posto è stato chiamato il calciatore del Bologna Nicolò Cambiaghi“. Nessuna chiamata dunque per Zaniolo e Bernardeschi, tra gli esclusi “di lusso” dai 28 convocati da Gennaro Gattuso. La scelta è ricaduta su Cambiaghi, di ruolo simile a Chiesa (anche lui preferisce giocare sugli esterni), più brevilineo. Un’altra assenza per Gattuso, che potrebbe dover rinunciare anche a Gianluca Scamacca, presente in ritiro ma in fortissimo dubbio per la semifinale dopo il problema fisico accusato sabato. Per Federico Chiesa sarebbe stato il ritorno in azzurro a distanza di quasi due anni dall’ultima volta, quando l’Italia fu eliminata dall’Europeo 2024 contro la Svizzera. Gattuso lo ha “corteggiato” a lungo e nei mesi scorsi più volte Chiesa aveva rifiutato la convocazione perché “non si sentiva pronto“. Questa volta era riuscito a convincerlo. “Non si sentiva pronto e io ho bisogno di chi lo è davvero, ha qualche problema da sistemare” aveva spiegato il ct dopo l’ultimo “no” ricevuto. Stavolta sembrava fosse la volta buona, ma non è stato giudicato nelle condizioni fisiche ottimali per affrontare le due partite (se l’Italia dovesse battere l’Irlanda del Nord) che potrebbero portare l’Italia al Mondiale. LA LISTA DEI CONVOCATI Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli); Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli); Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle); Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta). L'articolo Chiesa lascia il ritiro della Nazionale per problemi fisici: “È stato ritenuto non disponibile” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mondiali, ecco i convocati di Gattuso per la semifinale contro l’Irlanda del Nord: sorpresa Palestra, torna Chiesa | la lista
La novità è Palestra, del Cagliari. Il ritorno è quello di Federico Chiesa. La spina dorsale è sempre la stessa, ovvero Bastoni, Barella, Dimarco, ovvero il gruppo Inter. Sono 28 gli azzurri convocati dal commissario tecnico Gennaro Gattuso per l’Italia impegnata giovedì 26 marzo alle 20.45 allo Stadio di Bergamo nella semifinale degli spareggi verso il Mondiale contro l’Irlanda del Nord. Il volto nuovo come detto è quello di Marco Palestra, difensore del Cagliari classe 2005 alla prima chiamata in Nazionale maggiore. Torna a vestire la maglia azzurra Federico Chiesa, campione d’Europa nel 2021 e lontano dalla Nazionale da EURO 2024. Prima convocazione con Gattuso anche per Giorgio Scalvini e Niccolò Pisilli, assenti rispettivamente dal marzo e dal novembre 2024. LA LISTA Portieri: Elia Caprile (Cagliari), Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Alex Meret (Napoli); Difensori: Alessandro Bastoni (Inter), Alessandro Buongiorno (Napoli), Riccardo Calafiori (Arsenal), Andrea Cambiaso (Juventus), Diego Coppola (Paris FC), Federico Dimarco (Inter), Federico Gatti (Juventus), Gianluca Mancini (Roma), Marco Palestra (Cagliari), Giorgio Scalvini (Atalanta), Leonardo Spinazzola (Napoli); Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Bryan Cristante (Roma), Davide Frattesi (Inter), Manuel Locatelli (Juventus), Niccolò Pisilli (Roma), Sandro Tonali (Newcastle); Attaccanti: Federico Chiesa (Liverpool), Francesco Pio Esposito (Inter), Moise Kean (Fiorentina), Matteo Politano (Napoli), Giacomo Raspadori (Atalanta), Mateo Retegui (Al-Qadsiah), Gianluca Scamacca (Atalanta). L'articolo Mondiali, ecco i convocati di Gattuso per la semifinale contro l’Irlanda del Nord: sorpresa Palestra, torna Chiesa | la lista proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Mondiali di Calcio 2026
Ansia per la Nazionale: infortunio per Tonali, rischia di saltare i playoff. Ma c’è fiducia: come sta e quando può tornare
Infortunio e sostituzione per Sandro Tonali durante il match di Champions League tra Barcellona e Newcastle, terminata 7-2, con la squadra blaugrana che si è qualificata per i quarti di finale. Il centrocampista azzurro è stato costretto a uscire dal campo al 55esimo, nel secondo tempo, per un problema alla coscia sinistra. Un problema che tiene in apprensione il Newcastle, ma soprattutto la Nazionale italiana, che il 26 marzo – esattamente tra una settimana – affronterà l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff per andare al Mondiale. L’allarme sembra però rientrato, come riporta Sky Sport: Tonali ha un’edema e dovrebbe esserci ai playoff, ma domenica il Newcastle affronterà il Sunderland in un derby sentitissimo. La speranza dell’Italia è che Tonali non giochi, ma è improbabile. Nelle ore immediatamente successive al match Tonali si è sottoposto a una risonanza magnetica per provare a fare chiarezza sull’entità dell’infortunio: il Newcastle, e soprattutto l’Italia, restano in attesa dell’esito degli esami. Nel post gara l’allenatore del Newcastle, Eddie Howe, ha confermato il problema per Tonali e i dubbi sulla sua presenza nella prossima partita di campionato di domenica contro il Sunderland: “Direi che la presenza di Sandro è in dubbio. Ha qualcosa all’inguine, o alla gamba. Potrebbe essere un problema per noi”, ha spiegato Howe. Il focus è però più che altro sulla sfida playoff per i Mondiali, vista l’importanza di Tonali nell’undici di Gennaro Gattuso. L’ex Milan abbina quantità e qualità ed è tra i pochi ad aver acquisito tanta esperienza internazionale con la maglia del Newcastle. “Ho sentito ieri Tonali con Rino e il nostro medico De Carli, era più sereno rispetto al momento in cui è uscito dal campo, allarme c’è ma di livello molto moderato, le analisi hanno dato abbastanza rassicurazioni, cercheremo di recuperarlo con tutti i mezzi a disposizione. Noi e il Newcastle siamo in stretto collegamento. Oggi vedremo l’evoluzione della giornata ma mi sembra che ci siano condizioni di ottimismo”, ha dichiarato il presidente della Figc Gabriele Gravina. L'articolo Ansia per la Nazionale: infortunio per Tonali, rischia di saltare i playoff. Ma c’è fiducia: come sta e quando può tornare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La Rai si aggiudica i diritti in chiaro dei Mondiali. La gaffe nel comunicato: “35 partite, incluse quelle della Nazionale”
La Rai trasmetterà 35 partite dei prossimi Mondiali di calcio, che si disputeranno tra giugno e luglio 2026 in Usa, Canada e Messico. Viale Mazzini ha annunciato in una nota di essersi ” aggiudicata i diritti esclusivi di trasmissione multipiattaforma in chiaro di una selezione di 35 incontri”. Con una gaffe nel comunicato: “Includono la partita d’apertura, tutte le partite della Nazionale italiana, le semifinali e la finale”. Peccato che l’Italia non sia ancora certa di partecipare alla Coppa del Mondo Fifa 2026: la squadra del ct Gattuso dovrà guadagnarsi la partecipazione ai playoff, dove affronterà l’Irlanda del Nord (il 26 marzo) ed eventualmente la vincente di Galles-Bosnia (il 31 marzo). Visti i precedenti – l’Italia ha saltato gli ultimi due Mondiali – sarebbe meglio non dare nulla per scontato, come invece fa la Rai. Il comunicato prosegue specificando che la tv pubblica si è aggiudicata anche i “diritti radiofonici non esclusivi di tutte le gare della competizione” e che “garantirà un’ampia copertura del torneo, mediante la trasmissione di almeno 32 partite su Rai 1 e l’offerta di highlights e clip di tutti gli incontri della competizione in ogni notiziario, programma e contenitore sportivo (inclusi gli account ufficiali Rai sui social media)”, si legge ancora nella nota. “Quando il grande sport chiama, Rai risponde. E lo fa senza compromessi, offrendo ai telespettatori una copertura eccezionale dell’evento”, esulta l’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, che nelle sue parole cerca quanto meno di rimediare alla gaffe: “I 35 incontri comprendono la partita di apertura, tutte le partite della nazionale italiana (alla quale auguriamo di qualificarsi), le semifinali, la finale”. Poi l’ad conclude: “Siamo felici di poter offrire a tutti gli italiani di assistere a una partita per giornata di gara in diretta sulla Rai”. Un modo anche per rispondere alle polemiche delle ultime settimane per la gestione delle sport a Viale Mazzini: la tv di Stato, già travolta dalle polemiche per il caso Petrecca, ha perso anche i diritti delle Atp Finals di tennis, che da quest’anno saranno visibili in chiaro su Mediaset. Un altro pezzo di offerta sportiva che è scomparso dal servizio pubblico, dopo la Serie A di basket, il 6 Nazioni di rugby, numerose classiche di ciclismo e la Coppa Italia di calcio. Ora arriva la parziale rivincita con i Mondiali, ma la scommessa della Rai sarà vinta solo in caso di presenza dell’Italia. Anche solo per scaramanzia, sarebbe meglio aspettare la sera del 31 marzo. L'articolo La Rai si aggiudica i diritti in chiaro dei Mondiali. La gaffe nel comunicato: “35 partite, incluse quelle della Nazionale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Se queste sono le condizioni, meglio non farlo”: lo sfogo di Gattuso, salta lo stage dell’Italia in vista dei playoff per i Mondiali
“Se queste sono le condizioni, lasciamo perdere. Meglio non farlo”. Anche Gennaro Gattuso – tra i pochi fiduciosi – getta la spugna. Niente stage: l’Italia avrà giusto un paio di allenamenti (dopo quattro mesi) per preparare la sfida playoff per andare ai mondiali del 2026 contro l’Irlanda del Nord. La notizia non è ancora ufficiale, ma lo diventerà a metà della prossima settimana quando la Lega calcio renderà noti anticipi e posticipi di due giornate di campionato, quelle dell’1 e dell’8 febbraio e il calendario dei quarti di finale della Coppa Italia (4 e 11 febbraio). E quindi il commissario tecnico della nazionale Gennaro Gattuso dovrà preparare le due sfide più importanti dell’anno per il calcio italiano senza i due allenamenti a Coverciano invocati mesi fa. “Non sta a me decidere, abbiamo un presidente. Io faccio l’allenatore. Certo che più giorni abbiamo meglio è“, aveva detto il ct azzurro dopo il sorteggio dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026, che vedrà la Nazionale affrontare prima l’Irlanda del Nord in semifinale a Bergamo il 26 marzo poi eventualmente in trasferta la vincente della sfida tra Galles e Bosnia il 31. La Lega ha deciso di no. E la spiegazione è semplice: la prima idea era spostare per intero la trentesima giornata, quella in programma il 22 marzo. Mai presa in considerazione dai vertici del calcio per gli impegni nazionali (Coppa Italia) e internazionali (coppe europee) negli infrasettimanali di febbraio e marzo e soprattutto per questioni legate ai diritti televisivi. Ma con il passare del tempo è svanita anche l’idea stage. L’opzione percorribile era liberare due giorni (più i viaggi) in una delle prime due settimane di febbraio, il 2 e il 3 o più probabilmente il 9 e 10, inserendo solo un quarto di finale di Coppa Italia e tre nell’altra settimana. In questo modo Gattuso avrebbe dovuto rinunciare soltanto ai calciatori della nazionale impegnati in Coppa Italia e a quelli all’estero (i club stranieri hanno da subito detto no). Ma a ciò si aggiungeva – come riporta il Corriere della Sera – la non volontà della Lega comunque di rinunciare al posticipo di campionato del lunedì per questioni di diritti e quindi economiche. A quel punto il commissario tecnico dell’Italia si è arreso: meglio non farlo. Sarebbe stato una stage per pochi intimi e quindi inutile. Adesso la Lega si impegnerà a cercare di anticipare più partite possibili nella trentesima giornata del 22 marzo, per provare ad anticipare il raduno di Coverciano: quella domenica è in programma Fiorentina–Inter, ma se i viola dovessero qualificarsi per gli ottavi di Conference, spostare il match anche al sabato sarebbe molto difficile. E sarebbe comunque un contentino. L'articolo “Se queste sono le condizioni, meglio non farlo”: lo sfogo di Gattuso, salta lo stage dell’Italia in vista dei playoff per i Mondiali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Oggi l’esordio dell’Italia nella United Cup, il “secondo” trofeo per nazioni: cos’è, regolamento, calendario e convocati
Il 2026 del tennis si apre con la United Cup, torneo internazionale per squadre nazionali miste, che va in scena in Australia. Il torneo è iniziato il 2 gennaio, ma oggi – 4 gennaio – ci sarà l’esordio dell’Italia nella competizione contro la Svizzera nel gruppo C. Il format prevede team composti da un massimo di tre uomini e tre donne, che si affrontano su tre match: un singolare maschile, un singolare femminile e un doppio misto. Le nazioni partecipanti sono 18, suddivise in sei gironi da tre squadre (divisi tra Perth e Sydney). Una sorta di Coppa Davis, che però si gioca in un periodo più ristretto di tempo e che soprattutto non ha la stessa valenza e importanza mediatica. Per l’Italia scenderanno in campo Flavio Cobolli e Jasmine Paolini. I CONVOCATI DELL’ITALIA Come già anticipato, ogni squadra può portare un massimo di tre uomini e tre donne nel torneo. Per l’Italia i due big saranno Flavio Cobolli e Jasmine Paolini, che saranno anche i due singolaristi “titolari”. Nel doppio misto è molto probabile che al doppio misto giocheranno Andrea Vavassori e Sara Errani. * Flavio Cobolli (n.22 Atp) * Jasmine Paolini (n.8 Wta) * Andrea Pellegrino (n.140 Atp) * Nuria Brancaccio (n.152 Wta) * Andrea Vavassori (n.14 doppio) e Sara Errani (n.3 doppio) UNITED CUP, COME FUNZIONA La formula della United Cup prevede una fase a gironi round-robin. A qualificarsi ai quarti di finale sono le prime di ogni gruppo (quindi sei) insieme alle due migliori seconde classificate (una per città). Anche i criteri di partecipazione alla competizione sono semplici: dieci nazioni accedono in base ai cinque migliori uomini e alle cinque migliori donne iscritti, mentre le altre otto squadre grazie alla classifica combinata tra il giocatore e la giocatrice con la classifica migliore. I GIRONI E LE SQUADRE GRUPPO A USA: Taylor Fritz, Coco Gauff, Mackenzie McDonald, Varvara Lepchenko, Christian Harrison, Nicole Melichar-Martinez. Capitano: Michael Russell SPAGNA: Jaume Munar, Carlos Tabrner, Inigo Cervantes, Jessica Bouzas-Maneiro, Andrea Lazaro Garcia, Yvonne Cavalle-Reimers. Capitano: Miguel Sanchez ARGENTINA: Sebastian Baez, Solana Sierra, Marco Trungelliti, Maria Lourdes Carle, Guido Andreozzi, Nicole Fossa Huergo. Capitano: Sebastian Gutierrez GRUPPO B CANADA: Felix Auger-Aliassime, Victoria Mboko, Alexis Galarneau, Kayla Cross, Cleeve Harper, Gabriela Dabrowski. Capitana: Gabriela Dabrowski BELGIO: Zizou Bergs, Elise Mertens, Kimmer Coppejans, Greet Minnen, Sander Gillé, Lara Salden. Capitano: Christopher Heyman CINA: Zhang Zhizhen, Zhu Lin, Te Rigele, You Xiaodi, Wang Aoran. Capitano: Wu Di GRUPPO C ITALIA: Flavio Cobolli, Jasmine Paolini, Andrea Pellegrino, Nuria Brancaccio, Andrea Vavassori, Sara Errani. Capitano: Stefano Cobolli FRANCIA: Arthur Rinderknech, Geoffrey Blancaneaux, Leolia Jeanjean, Edouard Roger-Vasselin, Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah. Capitano: Lucas Pouille SVIZZERA: Stan Wawrinka, Belinda Bencic, Jakub Paul, Celine Naef, Luca Castelnuovo, Naïma Karamoko. Capitano: Stan Wawrinka GRUPPO D AUSTRALIA: Alex de Minaur, Maya Joint, Jason Kubler, Maddison Inglis, John-Patrick Smith, Storm Hunter. Capitano: Lleyton Hewitt REPUBBLICA CECA: Jakub Mensik, Barbora Krejcikova, Dalibor Svrcina, Linda Fruhvirtova, Adam Pavlasek, Miriam Skoch. Capitano: Jiri Novak NORVEGIA: Casper Ruud, Malene Helgo, Viktor Durasovic, Astrid Brune Olsen, Ulrikke Eikeri. Capitano: Christian Ruud GRUPPO E GRAN BRETAGNA: Emma Raducanu, Billy Harris, Mimi Xu, Lloyd Glasspool, Olivia Nicholls. Capitano: Tim Henman GRECIA: Stefanos Tsitsipas, Maria Sakkari, Stefanos Sakellaridis, Despina Papamichail, Petros Tsitsipas, Sapfo Sakellaridi. Capitano: Petros Tsitsipas GIAPPONE: Shintaro Mochizuki, Naomi Osaka, Yasutaka Uchiyama, Nao Hibino. Capitano: Go Soeda GRUPPO F GERMANIA: Alexander Zverev, Eva Lys, Patrick Zahraj, Laura Siegemund, Kevin Krawietz, Mina Hodzic. Capitano: Alexander Zverev POLONIA: Hubert Hurkacz, Iga Swiatek, Daniel Michalski, Katarzyna Kawa, Jan Zielinski, Katarzyna Piter. Capitano: Mateusz Terczynski PAESI BASSI: Tallon Griekspoor, Suzan Lamens, Guy den Ouden, Eva Vedder, David Pel, Demi Schuurs. Capitano: Tallon Griekspoor IL CALENDARIO DELL’ITALIA Domenica 4 gennaio Italia vs Svizzera (ore 10 italiane) – Primo match: Jasmine Paolini vs Belinda Bencic – A seguire: Flavio Cobolli vs Stan Wawrinka – A seguire: doppio misto Martedì 6 gennaio Italia vs Francia (ore 3 italiane) Primo match: Flavio Cobolli vs Arthur Rinderknech A seguire: Jasmine Paolini vs Leolia Jeanjean o Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah A seguire: doppio misto UNITED CUP, IL CALENDARIO COMPLETO Di seguito il calendario completo con orari italiani: 2 gennaio 3.00 Spagna-Argentina (Gruppo A) – Perth 10.00 Grecia-Giappone (Gruppo E) – Perth 3 gennaio 00.30 Belgio-Cina (Gruppo B) – Sydney 3.00 Francia-Svizzera (Gruppo C) – Perth 7.30 Australia-Norvegia (Gruppo D) – Sydney 10.00 USA-Argentina (Gruppo A) – Perth 4 gennaio 00.30 Germania-Olanda (Gruppo F) – Sydney 3.00 Gran Bretagna-Giappone (Gruppo E) – Perth 7.30 Canada-Cina (Gruppo B) – Sydney 10.00 Italia-Svizzera (Gruppo C) – Perth 5 gennaio 00.30 Rep.Ceca-Norvegia (Gruppo D) – Sydney 3.00 USA-Spagna (Gruppo A) – Perth 7.30 Germania-Polonia (Gruppo F) – Sydney 10.00 Gran Bretagna-Francia (Gruppo E) – Perth 6 gennaio 00.30 Canada-Belgio (Gruppo B) – Sydney 3.00 Italia-Francia (Gruppo C) – Perth 7.30 Australia-Rep.Ceca (Gruppo D) – Sydney 7 gennaio 00.30 Polonia-Olanda (Gruppo F) – Sydney 3.00 vincente Gruppo A vs miglior seconda Perth 10.00 vincente Gruppo C vs vincente Gruppo E 8 gennaio 7.30 QF 3: vincente Gruppo B-miglior seconda Sydney 9 gennaio 7.30 QF 4: vincente Gruppo D vs vincente Gruppo F – Sydney 10 gennaio 00.30 SF1: vincente QF2 vs vincente QF3 – Sydney 7.30 SF2: vincente QF1 vs vincente QF 4 – Sydney 11 gennaio 7.30 Finale – Sydney UNITED CUP, DOVE VEDERLA Tutte le partite della United Cup, torneo misto tra nazioni, saranno trasmesse in chiaro su SuperTennis, con disponibilità anche sulle piattaforme SuperTennis Plus e SuperTenniX. Match visibili anche in streaming su Tennis Tv. L'articolo Oggi l’esordio dell’Italia nella United Cup, il “secondo” trofeo per nazioni: cos’è, regolamento, calendario e convocati proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nazionale Italiana
Quando nello sport vince il gruppo. Il 2025 delle squadre azzurre tra luci e qualche tribolazione
Ogni anno si chiude con la celebrazione dei vincenti, nello sport non mancano premi, cerimonie e articoli che inneggiano ai migliori. I campioni che ci hanno fatto sognare, quelli che con i loro record hanno alzato l’asticella della capacità umane (espressione figurata non scelta a caso, vedi Duplantis), gli atleti da copertina che accentrano a sé ogni attenzione. I migliori sono indiscutibilmente il traino per ogni disciplina, ma le squadre? Per questo 2025 ho scelto di gettare un faro sulle squadre, le nostre nazionali, quelle che hanno vinto, spesso dominato, talvolta senza includere nel loro organico la stella assoluta. Il caso più eclatante e per questo esaltante è quello dell’Italia di maschile di Coppa Davis, “orfana” di Jannik Sinner e anche di Lorenzo Musetti, si è confermata campione regalandoci emozioni ancora più forti delle precedenti. La squadra di Filippo Volandri, con Matteo Berrettini e Flavio Cobolli su tutti, hanno alzato l’Insalatiera in casa, quasi una consacrazione per un movimento intero che annovera pure le ragazze, anche loro, confermatesi sul tetto del mondo con la seconda Billie Jean King Cup. In questo caso citazione obbligatoria per Jasmine Paolini e Elisabetta Cocciaretto, principali artefici del successo in terra di Cina sotto la guida di Tathiana Garbin. Parliamo di squadre, e dobbiamo ringraziare anche chi è sceso in campo poco o per nulla: Simone Bolelli, Lorenzo Sonego e Andrea Vavassori tra gli uomini; Sara Errani, Lucia Bronzetti e Tyra Caterina Grant per le donne. Ho aperto questo post e mi sono dilungato su questa vittoria perché ha un sapore, un significato particolare, non solo per le assenze dei due migliori giocatori nel ranking ma perché si tratta di un successo di squadra, in uno sport che esalta principalmente l’individualità. ‹ › 1 / 4 ITALIA VS SPAGNA - TENNIS, FINALE COPPA DAVIS 2025 ‹ › 2 / 4 FINALE BILLIE JEAN KING CUP - ITALIA VS USA ‹ › 3 / 4 FINALE BILLIE JEAN KING CUP - ITALIA VS USA ‹ › 4 / 4 ITALIA VS SPAGNA - TENNIS, FINALE COPPA DAVIS 2025 Altre discipline sono fortemente individuali ma questa è stata, per me, la ciliegina sulla torta in un anno che ci ha regalato il successo doppio, sia per gli uomini che per le donne, anche ai Campionati Mondiali di Pallavolo. Ferdinando De Giorgi e Julio Velasco sono i traghettatori di due gruppi d’oro di ragazzi e ragazze che rappresentano, forse, una nuova “generazione di fenomeni”. Ai Mondiali di scherma in Georgia, a Tbilisi, abbiamo mancato i titoli individuali ma gli ori a squadre di fioretto (Tommaso Marini, Guillaume Bianchi, Filippo Macchi, Alessio Foconi) e sciabola maschile (Luca Curatoli, Michele Gallo, Matteo Neri, Pietro Torre) confermano come la scherma resti per noi un serbatoio inesauribile di medaglie. Per chiudere con le affermazioni iridate di questo 2025, andiamo indietro di 11 mesi. Nello sci alpino ai mondiali di Salbach dove è arrivato l’oro nella combinata a squadre miste: Giorgia Collomb e Lara Della Mea sul gradino più alto del podio con Filippo Della Vite e Alex Vinatzer. ‹ › 1 / 3 PALAZZO CHIGI - LA PREMIER GIORGIA MELONI INCONTRA LE NAZIONALI ITALIANE FEMMINILE E MASCHILE DI PALLAVOLO ‹ › 2 / 3 MONDIALI DI SCI - ITALIA VINCE L'ORO CON VINATZER, DELLA VITE, DELLA MEA E COLLOMB TRIONFANO NEL PARALLELO A SAALBACH 2025 ‹ › 3 / 3 TOMMASO MARINI - SCHERMA Passo alle squadre italiane protagoniste e vincenti a livello europeo: quella azzurra di beach soccer maschile ha vinto per la quarta volta l’Euro Beach Soccer League: quella femminile di Softball si è confermata una superpotenza conquistando il 14° titolo su 25 edizioni, le altre 11 sono andate ai Paesi Bassi, un’alternanza incredibile. Il metallo più prezioso, sempre a livello europeo, è arrivato anche nello Short Track, a Dresda, con la staffetta composta da Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Gloria Ioriatti e Arianna Sighel nei 3.000 metri. Ancora le donne protagoniste agli Europei di ciclismo su pista in Belgio con l’oro nell’inseguimento a squadre per Martina Fidanza, Martina Alzini, Vittoria Guazzini e Chiara Consonni. Il traino di una stella assoluta come Nadia Battocletti ci porta alla conquista del titolo europeo a squadre nella corsa su strada a Lovanio. La trentina conquista la 10 km ma l’affermazione collettiva arriva grazie al settimo posto di Sofiia Yaremchuk e al nono di Valentina Gemetto. Gli azzurri dell’atletica, a Madrid, bissano il successo di due anni prima in Polonia e vincono di nuovo l’Europeo a squadre. La Nazionale del dt Antonio La Torre esulta grazie alla “solita” Nadia Battocletti nei 5000 metri e i successi di Leonardo Fabbri nel peso e Larissa Iapichino nel salto in lungo. Ben più nutrito il gruppo di campionesse europee della ginnastica ritmica, agli Europei di Tallinn in Estonia. Sofia Raffaeli, Tara Dragas, Alice Taglietti, Chiara Badii, Serena Ottaviani, Alexandra Naclerio, Laura Paris, Sofia Sicignano, Giulia Segatori sono state le nostre ragazze d’oro. Stesso metallo prezioso nell’all-around a squadre per Manila Esposito, Alice D’Amato, Manila Giulia Perotti, Emma Fioravanti e Sofia Tonelli che hanno vinto nella ginnastica ritmica. Medaglia d’oro e record del mondo agli Europei di Nuoto in vasca corta di Lublino per Leonardo Deplano, Lorenzo Zazzeri, Silvia Di Pietro e Sara Curtis nella staffetta 4×50 stile libero mista e stesso risultato per la staffetta maschile 4X50 stile libero composto sempre da Leonardo Deplano e Lorenzo Zazzeri con Giovanni Guatti e Thomas Ceccon. Record dei campionati e oro anche nella 4×50 mixed di Francesco Lazzari, Simone Cerasuolo, Silvia Di Pietro e Sara Curtis. Un lungo elenco certo, ma lo sarebbe ugualmente, quello delle squadre da cui magari ci si aspettava di più. Da una su tutte, ci saremmo aspettati e ci aspettiamo di meglio, la nazionale di calcio di Gennaro Gattuso ha vissuto un 2025 tribolato e a fine marzo 2026 si gioca l’ultima possibilità per disputare i Mondiali di Calcio in Canada, Messico e Stati Uniti d’America. ‹ › 1 / 3 NADIA BATTOCLETTI BORNZO NEI 5000 MT. AI MONDIALI DI TOKYO ‹ › 2 / 3 IL COMMISSARIO TECNICO DELL'ITALIA GENNARO GATTUSO E FEDERICO DI MARCO IN CONFERENZA STAMPA ‹ › 3 / 3 LEONARDO DEPLANO, LORENZO ZAZZERI, SILVIA DI PIETRO E SARA CURTIS Inutile dire quanto sia necessario il gruppo, fare gruppo per mettere in campo tutto quello che è necessario per conseguire un obiettivo che manca da tanto, troppo tempo. Il collettivo può sopperire alle qualità dei singoli e anzi, elevarle per renderle da maglia azzurra, degne del nostro blasone e della nostra storia? Io lo spero e la qualificazione è un obiettivo minimo, non ci sarebbe da esultare troppo nel caso arrivasse, sarebbe appena un sospiro di sollievo. Ne farò uno di rassegnazione in caso contrario ma, per evitare delusioni, mi guardo intorno e cerco alternative anche inedite e prospettive a lungo raggio. A febbraio tiferò per nazionale azzurra di cricket che si è qualificata per la prima volta al Campionato del Mondo che si disputerà in India e Sri Lanka. Una squadra che è veicolo di integrazione, un gruppo di immigrati e oriundi che ci rappresenta in questa disciplina che nel 2028 esordirà anche alle Olimpiadi di Los Angeles. Chissà che le soddisfazioni “mondiali” e non solo arrivino proprio da questi nuovi italiani! L'articolo Quando nello sport vince il gruppo. Il 2025 delle squadre azzurre tra luci e qualche tribolazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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