“Non posso anticipare ulteriori dettagli sulla cerimonia di apertura. Posso solo
dirvi che ci sarà una sorpresa clamorosa del capo dello Stato, Sergio
Mattarella, paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con la regina
Elisabetta e James Bond“. Il vicedirettore delegato di Raisport Auro Bulbarelli,
telecronista della serata inaugurale dei Giochi di Milano Cortina, il 6 febbraio
a San Siro, ha rivelato una “sorpresa clamorosa” in vista dell’apertura delle
Olimpiadi invernali. Ma era un annuncio da non fare. O meglio, avrebbe dovuto
darlo il Quirinale.
Motivo per cui Bulbarelli è stato smentito pubblicamente – e in tempi abbastanza
rapidi – dal presidente del Coni Giovanni Malagò. “Le dichiarazioni
sensazionalistiche rilasciate oggi dal giornalista Rai Auro Bulbarelli in merito
alla partecipazione del Presidente della Repubblica alla cerimonia inaugurale
dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026 sono destituite di ogni fondamento“,
ha esordito in una nota Malagò.
Il Presidente della Repubblica – secondo quanto spiegato dal presidente del Coni
nella nota ufficiale – sarà accolto venerdì 6 febbraio allo stadio San Siro
dalla Presidente del Comitato Olimpico internazionale Kirsty Coventry e seguirà
un protocollo già definito da tempo col Quirinale, ma “qualsiasi altra
considerazione – con paragoni di cerimonie avvenute del passato – è frutto di
fantasia“, ha concluso Malagò. Il riferimento è alla frase di Bulbarelli
“paragonabile a quanto avvenuto a Londra 2012 con la regina Elisabetta e James
Bond”, ovvero quando due stuntman impersonarono la regina e Daniel Craig mentre
atterravano all’interno dell’Olympic Park con un paracadute.
Dal Colle trapela la “forte irritazione” per l’anticipazione non concordata.
L’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi, anche lui ignaro dell’annuncio,
ha sentito Bulbarelli e il direttore di RaiSport Paolo Petrecca. Sempre secondo
il quotidiano online, i vertici Rai valutano di togliere a Bulbarelli la
telecronaca della cerimonia d’apertura “per ragioni di opportunità“.
L'articolo “Ci sarà una sorpresa di Mattarella alla cerimonia d’apertura”: la
gaffe di Bulbarelli (RaiSport) sulle Olimipiadi. Malagò smentisce subito
proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Un totale di 196 atleti, di cui 103 uomini e 93 donne. Questi sono i numeri da
record della spedizione azzurra a Milano Cortina 2026. Mancano 11 giorni alla
cerimonia d’apertura e lunedì 26 il CONI ha ufficializzato la squadra olimpica.
Negli sport della neve saranno 109 gli atleti al via e 87 in quelli del
ghiaccio. L’Italia Team vuole migliorare il primato di 20 medaglie di
Lillehammer 1994, anche se gli azzurri dovranno sfatare un tabù. Dal 1932
l’Italia è l’unica Nazione ospitante ad aver ottenuto meno medaglie nei Giochi
in casa rispetto all’edizione precedente. A Torino 2006, infatti, ne vincemmo 11
contro le 13 di Salt Lake City 2002. Ma a Milano Cortina saremo competitivi in
13 sport su 16. Le discipline che in stagione ci hanno regalato almeno un podio,
più il curling e le possibili sorprese big air e slopestyle di freestyle e
snowboard. Intanto, nell’ultima settimana sono arrivate tre vittorie e 11 podi.
Sci alpino
Nello sci alpino Giovanni Franzoni ha vinto la discesa di Kitzbühel (Austria),
diventando il quarto italiano a imporsi sulla Streif dopo Kristian Ghedina
(1998), Dominik Paris (2013, 2017 e 2019) e Peter Fill (2016). In top-10 hanno
chiuso anche Florian Schieder, quarto, e Paris, settimo. Quest’ultimo è arrivato
ottavo in super G, con Mattia Casse sesto e Christof Innerhofer decimo. Dopo 292
giorni, è tornata in gara Federica Brignone, piazzandosi sesta nel gigante di
Kronplatz, con decima Lara Della Mea, che poi nel weekend a Spindleruv Mlyn
(Repubblica Ceca) ha chiuso settima.
Tra i convocati per lo slalom olimpico non sono mancate le sorprese. A
cominciare da Tommaso Saccardi, che in carriera si è qualificato una sola volta
per la 2ª manche. Ma più clamorosa è la chiamata della 16enne Giada D’Antonio.
Una promessa dello sci azzurro, che però finora ha disputato tre gare in Coppa
del Mondo, non centrando mai la 2ª manche; mentre Emilia Mondinelli è già andata
quattro volte a punti, di cui due nelle ultime tre prove. Inaspettata è anche la
convocazione di Anna Trocker, che in Coppa del Mondo ha disputato un solo
slalom; mentre Giorgia Collomb è nel circuito da due stagioni e vanta un 16esimo
posto.
Biathlon
Nel biathlon l’Italia è salita a sette vittorie e 17 podi stagionali. A Nove
Mesto (Repubblica Ceca) gli azzurri si sono imposti nella staffetta mista.
Successo che nel format mancava dal novembre 2019 ed è arrivato grazie a
Dorothea Wierer, Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Tommaso Giacomel. Inoltre, nella
short individual Hofer è giunto terzo con il 20 su 20 al poligono. L’altoatesino
non saliva sul podio dal marzo 2022 e con i suoi 36 anni è diventato il
biathleta italiano più anziano a riuscirci. Un terzo posto è arrivato anche
nella mass start femminile grazie a Vittozzi, con Wierer settima; mentre al
maschile Hofer ha chiuso quinto.
Tra i convocati per i Giochi, il grande assente è Didier Bionaz. Al valdostano è
stato preferito a sorpresa Nicola Romanin, che in carriera ha disputato solo due
tappe di Coppa del Mondo. Bionaz nell’ultimo anno e mezzo sta avendo parecchie
difficoltà al poligono, ma sarebbe stato una pedina importante nella staffetta
maschile, dove ora i tecnici azzurri dovranno trovare un’alternativa e sperare
che limiti i danni.
Snowboard
Nello snowboard alpino Roland Fischnaller, che si prepara a vivere la settima
Olimpiade consecutiva, ha conquistato il terzo successo stagionale. L’azzurro si
è imposto nel gigante parallelo di Simonhöhe (Austria), con Aaron March terzo e
sempre leader della classifica generale davanti a Maurizio Bormolini. Sul podio
è salito anche il team formato da March e Lucia Dalmasso nel parallelo misto a
squadre, chiuso al secondo posto.
Sci di fondo
A Goms (Svizzera) lo sci di fondo ha festeggiato la piazza d’onore di Elia Barp
e Federico Pellegrino nella team sprint in pattinato, gara su cui l’Italia
punterà molto ai Giochi. La prima squadra azzurra è stata battuta solo dalla
Norvegia, mentre la seconda di Davide Graz e Martino Carollo ha chiuso quarta.
Piazzamento ottenuto anche da Simone Mocellini nella sprint in classico, che con
questo risultato si è assicurato la chiamata olimpica.
Slittino
Anche nello slittino l’Italia è salita sul podio, grazie ad Andrea Vötter e
Marion Oberhofer, terze nel doppio di Oberhof (Germania), con none Nadia
Falkensteiner e Annalena Huber. Al maschile, Ivan Nagler e Fabian Malleier sono
arrivati quinti ed Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner noni. Nel singolo, sia
Dominik Fischnaller che Verena Hofer sono giunti ottavi.
Pattinaggio di velocità
Nello speed skating, di scena a Inzell (Germania), è arrivato il terzo posto di
Andrea Giovannini nella mass start. Per il trentino è la terza top-3 stagionale
nel format, di cui una vittoria. Nei 5.000 metri Davide Ghiotto è arrivato
quinto e Michele Malfatti settimo. Nei 1.500 Daniele Di Stefano ha chiuso sesto,
mentre nei 3.000 femminili Francesca Lollobrigida è giunta nona.
Sci alpinismo
Nel Vertical di Andorra Matteo Sostizzo ha conquistato il primo podio in Coppa
del Mondo. Il vicentino è arrivato terzo nella gara vinta dallo svizzero Rémi
Bonnet. Al femminile, bella prova di Giulia Murada, quinta, e Alba De Silvestro,
settima. Quest’ultime e Michele Boscacci sono gli azzurri convocati per il
debutto olimpico dello sci alpinismo.
Ski cross
Nello ski cross Simone Deromedis ha mancato di un soffio la top-3 in gara 2 a
Veysonnaz (Svizzera). Il trentino in finale è stato chiuso dai rivali nella
prima curva piazzandosi quarto, ma ai Giochi partirà per vincere una medaglia.
Freestyle
Tra i convocati delle discipline del freestyle spicca Flora Tabanelli. La 18enne
bolognese, stella di big air e slopestyle, ha recuperato dall’infortunio al
crociato anteriore del ginocchio destro e farà il proprio debutto stagionale ai
Giochi, nella speranza che possa essere al 100% e puntare al podio.
Short track
Nello short track l’Italia ha perso una pedina importante per le staffette. Il
16 gennaio agli Europei, Martina Valcepina si è fratturata tibia e perone della
gamba destra e ha dovuto rinunciare alla quinta Olimpiade. Al suo posto è stata
convocata Gloria Ioratti.
Curling
A Cortina, nel torneo femminile di curling, l’Italia sarà rappresentata da
Stefania Constantini, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli, Marta Lo
Deserto e Rebecca Mariani. Quest’ultima, figlia del direttore tecnico della
Nazionale, Marco Mariani, è stata preferita ad Angela Romei, che in
un’intervista a La Stampa ha fatto scoppiare il caso.
L'articolo Verso Milano-Cortina, il punto sugli azzurri: spedizione da record
per puntare alle 20 medaglie. Franzoni la nuova speranza, tra certezze e
sorprese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Massimiliano Milozzi, delegato provinciale del Coni di Chieti finito nella
bufera dopo la premiazione della tifoseria locale – rappresentata durante la
cerimonia anche da quattro ultras sottoposti a Daspo – ha rassegnato le
dimissioni al presidente regionale Antonello Passacantando. Come riferito dal
Coni regionale, Milozzi ha inviato una mail al presidente in cui ha rimesso il
suo mandato. Il presidente regionale ha poi comunicato la decisione al
presidente nazionale del Coni, Luciano Buonfiglio, che martedì scorso aveva
chiesto ufficialmente un passo indietro a Milozzi. “Serve attenzione anche a
livello territoriale e condanno fortemente quello che è successo a Chieti”,
erano state le sue parole.
L’episodio risale al 16 gennaio, alla Festa Provinciale dello Sport del Coni
Chieti. In quella circostanza, infatti, a ritirare sul palco la targa dedicata
alla Curva Volpi (parte ultras del Chieti) c’era una delegazione di sei persone,
di cui quattro con provvedimento Daspo, cioè il divieto di accedere alle
manifestazioni sportive che viene spesso decretato dai questori di tutta Italia
nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi.
La “festa provinciale dello sport” organizzata dal Coni di Chieti, in Abruzzo,
si è così trasformata in poche ore in un caso, con le foto dei soggetti
“daspati” che hanno fatto presto il giro del web. Prima e dopo di loro, infatti,
sullo stesso palco sono saliti campioni dello sport, dirigenti e Stelle al
merito sportivo, compreso il comandante della Polizia Locale. Il Coni, dal canto
suo, si era difeso spiegando che il premio era per l’intera tifoseria e che non
sapeva chi di loro avrebbe ritirato la targa in memoria di Michael Luciani, un
giovane sostenitore del Chieti scomparso lo scorso ottobre in un incidente
stradale.
Guardando più attentamente la foto sul palco, però, ben presto in tanti si sono
accorti che della delegazione facevano parte anche quattro ultras sanzionati dal
questore di Chieti con provvedimenti che vanno dai 2 ai 9 anni. Tra loro anche
il leader della Curva Volpi, Francesco Salvatore, sottoposto a Daspo con
l’accusa di aver partecipato ad alcuni scontro con la tifoseria dell’Avezzano.
Un altro dei premiati è accusato di aver partecipato ad “agguati ai tifosi
avversari” con l’episodio culminante della “sottrazione di una sciarpa
biancazzurra a un uomo e a suo figlio sedicenne, fermati, minacciati e rapinati
all’una e mezza della notte”. L’invito dell’ente “descriveva l’appuntamento come
un’occasione per celebrare ‘il valore umano e sociale dello sport‘ e la
gratitudine verso chi ‘costruisce educazione e comunità'”.
Il sindaco della città, Diego Ferrara, aveva preferito non commentare, anche se
sul sito dell’amministrazione c’è un post celebrativo della serata e del premio
alla memoria del tifoso scomparso, compresa la citazione del premio speciale
alla Curva Volpi per “l’attaccamento alla città e ai colori neroverdi”. Al
contrario, invece, il Coni abruzzese aveva affidato la replica al suo
presidente, Antonello Passacantando. “La targa destinata alla Curva Volpi del
Chieti Calcio – ha dichiarato – è stata attribuita alla tifoseria nel suo
insieme e non ai singoli componenti, per l’attaccamento alla società sportiva e
l’impegno sociale e solidale più volte dimostrato nel tempo. I rappresentanti
della Curva sono stati invitati in quanto tali. Non vi era alcuna conoscenza
preventiva sull’identità di chi avrebbe materialmente ritirato il
riconoscimento. Tutto si è svolto in assoluta buona fede, con l’unico intento di
valorizzare un gesto di inclusione e memoria“.
L'articolo Alla “festa dello sport” aveva premiato degli ultras con Daspo: si è
dimesso il presidente provinciale del Coni di Chieti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Lo spirito olimpico non contempla il gioco d’azzardo”. È partito da Milano, in
nome dei valori dello sport, un appello al governo per ritirare il progetto di
istituire una nuova lotteria di Stato per finanziare le spese del Comitato
olimpico nazionale italiano, il Coni, coinvolto direttamente nell’organizzazione
dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026. Una quindicina di enti e
associazioni impegnati nel sociale e nel contrasto alla ludopatia hanno
sottoscritto un documento: “Il governo, con un emendamento al disegno di legge
di bilancio, intende istituire un nuovo gioco numerico a totalizzazione
nazionale denominato Win for Italia Team, volto a finanziare il Comitato
olimpico nazionale. Come istituzioni, professionisti, associazioni, enti ed
organizzazioni impegnate in vari modi nel contrasto delle patologie legate alle
dipendenze e al gioco d’azzardo, chiediamo che l’emendamento venga ritirato”, si
legge. “Lo spirito olimpico non può e non deve in alcun modo essere associato
all’azzardo“, prosegue il documento. “Lo diciamo da Milano, città che si prepara
ad ospitare le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali. I dati più recenti segnalano
un aumento dei disturbi legati al gioco d’azzardo patologico, con il record di
157 miliardi di euro giocati dagli italiani nel 2024, e milioni di famiglie alle
prese con le conseguenze sanitarie ed economiche di queste patologie. Liberiamo
le Olimpiadi dall’azzardo”, è la conclusione.
I sottoscrittori sono il Coordinamento lombardo della campagna “Mettiamoci in
gioco“, la Cgil Milano, Libera Milano, Forum Terzo Settore Milano, Arci Milano,
Movimento Slot Mob, Casa della Carità, Caritas Ambrosiana, Cisl Milano
Metropoli, Uil Milano Lombardia, Acli Milano, Fondazione Arché, il Partito
democratico della città metropolitana di Milano e la senatrice Pd Cristina
Tajani. Illustrando l’iniziativa in conferenza stampa, il segretario generale
della Cgil di Milano Luca Stanzione ha sottolineato che “lo sport dovrebbe
promuovere riscatto, solidarietà e inclusione, non sfruttare le fragilità delle
persone. L’iniziativa del governo e della maggioranza alimenta il gioco
d’azzardo, una dipendenza che vediamo ogni giorno nel rapporto con i lavoratori
e nei nostri servizi: è una sofferenza reale della società, un elemento
strutturale del disagio sociale che va affrontato politicamente”, denuncia.
Silvio Ziliotto, del coordinamento di “Mettiamoci in Gioco”, ha aggiunto: “Il
gioco d’azzardo patologico è un fenomeno devastante, che crea voragini nel
tessuto sociale, già profondamente lacerato da molte problematiche. Colpisce
ormai fasce di popolazione che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili:
ragazzi e giovanissimi, pensionati, disoccupati, famiglie”.
Una severa critica alla nuova lotteria è venuto anche da Stefano Vaccari,
deputato Pd coordinatore dell’intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione
sui rischi del gioco d’azzardo: “È presentata come uno strumento per promuovere
la pratica sportiva e finanziare il Coni, mentre decine di migliaia di persone
hanno problemi di ludopatia, con ricadute pesantissime sulle famiglie, sui
servizi sociali, sulla sanità pubblica. È un fenomeno strutturale, non
marginale, e cresce quando cresce l’offerta”. Di un autentico “cortocircuito
culturale e sociale” parla anche don Marco Pagniello, direttore della Caritas
Italiana. “Lo sport ha una vocazione educativa, inclusiva, comunitaria.
L’azzardo, invece, alimenta solitudine, debito e fragilità. Nei nostri centri di
ascolto incontriamo ogni giorno persone schiacciate dal sovraindebitamento,
spesso aggravato proprio dall’azzardo. Non possiamo far finta che questa
connessione non esista”.
La Caritas dubita anche della presunta straordinarietà della misura:
“L’esperienza degli ultimi anni mostra come interventi presentati come
temporanei tendano, di fatto, a diventare strutturali. È accaduto nel 2009, con
l’introduzione delle VideoLottery nel decreto Abruzzo per finanziare la
ricostruzione de L’Aquila, così come con l’aggiunta della quarta estrazione
settimanale del Lotto per sostenere la Romagna, colpita dalle alluvioni. Misure
annunciate come limitate nel tempo e poi rimaste operative per anni. Oggi il
rischio è che logiche analoghe si ripropongano, non più per rispondere a
emergenze circoscritte, ma come soluzione stabile a esigenze di bilancio,
normalizzando progressivamente il ricorso all’azzardo”.
L'articolo Milano-Cortina, appello contro la nuova lotteria di Stato per
finanziare i Giochi: “Liberiamo le Olimpiadi dall’azzardo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
L’hanno chiamato “Win for Italia Team”, “Vinci per la nazionale italiana”. Ma il
nome, neanche troppo accattivante, non cambia la sostanza: in manovra spunta
l’ennesimo gioco d’azzardo di Stato, seppure pensato con un nobile (?) intento.
Sistemare il bilancio traballante del Coni, che perde milioni ogni anno. È una
delle misure previste nell’ultimo pacchetto di riformulazioni alla Legge di
Bilancio arrivata in commissione al Senato. I dettagli dovranno essere regolati
da un provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli entro
60 giorni dall’approvazione della legge. Intanto si può dire che si tratterà di
un gioco numerico a totalizzatore, quindi sostanzialmente una lotteria, senza
alcuna attinenza con i risultati sportivi. Dovrebbe sfruttare una licenza
esistente di Sisal, che così potrà diventare una specie di “sponsor” del Coni,
visto che saranno previste partnership e iniziative promozionali con le
nazionali olimpiche. Il 65% della raccolta sarà destinato a montepremi (in linea
con quanto previsto per i giochi simili), il 26,5% finirà nelle casse del Coni
per il finanziamento dei progetti dell’Italia Team.
Alla proposta hanno lavorato per mesi i tecnici del Coni, insieme a quelli del
governo, in particolare del Ministero dell’Economia e dell’Agenzia dei Monopoli.
Per certi versi, si tratta di un ritorno all’antico: per decenni il Comitato
olimpico e l’intero movimento si sono retti sui proventi del vecchio Totocalcio:
una soluzione studiata nel dopoguerra dallo storico presidente Onesti e da
niente di meno che un giovanissimo Giulio Andreotti, per superare il problema
della dipendenza dalla politica dopo il fascismo. Un sistema che è andato avanti
fino al 2003, quando dopo la riforma del settore si è tornati ad un
finanziamento governativo, istituzionalizzato di recente dall’ex ministro
Giorgetti nel 2018. E proprio l’esperienza del passato, evidentemente, ha
fornito ispirazione per superare le difficoltà del presente.
Come raccontato più volte di recente dal Fatto, il bilancio del Coni è diventato
un colabrodo negli ultimi anni, dopo che la riforma di Giorgetti ha spostato
soldi e potere alla partecipata Sport e Salute. Il Comitato semplicemente spende
più di quanto possa permettersi, soprattutto nell’anno olimpico: i conti non
stanno in piedi e il governo era costretto sistematicamente a rabboccare il
finanziamento annuale per metterci una pezza. Era successo lo scorso anno,
quando il governo aveva attinto dal tesoretto del 32% spettante allo sport, ma
il problema si riproporrà anche nel 2026. Dunque, al netto di queste toppe, era
necessario trovare una soluzione strutturale.
Detto, fatto. L’addio di Malagò – che negli ultimi anni aveva creato per i suoi
interessi personali un clima di conflittualità permanente con la politica – e la
ripresa di un dialogo collaborativo col governo favorito dal nuovo presidente
Buonfiglio, ha portato ad una soluzione al primo colpo, in questa manovra. Nella
Legge di Bilancio erano già stati stanziati, a partire dal 2027, 10 milioni di
euro in più all’anno per il Comitato. Adesso si aggiunge “Win for Italia Team”,
col 26,5% della sua raccolta: chiaro che questi introiti – essendo il gioco
ancora in fase di lancio – sono ancora tutti da quantificare. Ma comunque, tra
gli uni e gli altri, il Coni (senza Malagò) dovrebbe aver risolto per anni i
suoi problemi. Certo, qualcuno potrebbe far notare che questo non è nemmeno un
gioco sullo sport, ma solo per lo sport. Chiedersi se le scommesse, senza alcuna
componente di merito come invece poteva avere il caro vecchio Totocalcio, siano
davvero lo strumento migliore per finanziare lo sport italiano. Obiettare che il
gioco d’azzardo non è compatibile coi suoi valori, e con la lotta alla ludopatia
sbandierata da tutti i politici. Però son sempre soldi.
X: @lVendemiale
L'articolo La soluzione del governo per salvare il bilancio traballante del
Coni? Una bella lotteria (in barba alla lotta alla ludopatia) proviene da Il
Fatto Quotidiano.