Nella Casa del Grande Fratello Vip, dove tutto sembra spettacolo, a volte arriva
una storia che spiazza e mette tutto in secondo piano. Niente strategie, niente
gioco: solo parole che pesano. Ibiza Altea sceglie di raccontare uno dei momenti
più duri della sua vita: la morte del suo compagno, padre di suo figlio. Lo fa
parlando con Lucia Ilardo, senza filtri, lasciando emergere un dolore che resta.
“Lui è morto quando mio figlio aveva 6 mesi”, dice, senza cercare effetti,
lasciando che sia la realtà a colpire.
Tutto parte da una domanda semplice, quasi innocente dell’ex concorrente di
Temptation Island: “Tu sei stata con lui fino ai tuoi 21 anni? Poi cosa è
successo?” Ibiza torna indietro nel tempo: lo ha conosciuto a 17 anni, è rimasta
incinta a 20 e ha scelto di portare avanti la gravidanza nonostante le
difficoltà. “Quando l’ha saputo, per lui era presto, è andato sotto shock, ma io
ero comunque decisa della mia scelta e lo volevo tenere. L’ho detto subito ai
miei genitori e mi hanno supportata. Ho continuato per la mia strada. Lui ci ha
messo un po’ a capirlo e poi si è riavvicinato. L’ha riconosciuto e siamo
tornati insieme”. Un percorso non lineare, fatto di allontanamenti e
riavvicinamenti. Ma è il passaggio successivo a segnare tutto: “Lui è morto
quando mio figlio aveva 6 mesi, in un incidente in macchina dopo la discoteca”.
Eppure, nel racconto di Ibiza, il dolore non è l’ultima parola. Al centro c’è
suo figlio, diventato la sua ancora: “Quando hai una creatura così bella e pura,
sono due le scelte: o vivi il dolore e ti butti giù o invece capisci e vai
avanti. Io e mio figlio ci siamo autocurati, è il mio mini me”. Oggi Ibiza
Altea, 26 anni, modella e attrice, porta con sé questa storia come una parte
essenziale della sua identità.
Nata ad Atlanta e cresciuta in Italia, è diventata nota al pubblico nel 2025 con
Too Hot To Handle.
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L'articolo “Il mio compagno è morto quando mio figlio aveva 6 mesi, in un
incidente in macchina dopo la discoteca”: Ibiza Altea si confessa al Grande
Fratello Vip proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Mediaset
Il ritorno di Paola Caruso sul piccolo schermo, questa volta come concorrente
del Grande Fratello Vip, si trasforma presto in un racconto personale e
straziante. Durante una conversazione notturna con Alessandra Mussolini e Renato
Biancardi, la showgirl crolla in lacrime, svelando la vera motivazione che l’ha
spinta a varcare la porta rossa: le cure di suo figlio Michele.
La storia clinica del piccolo Michele, nato dalla relazione con Francesco
Caserta, ha segnato gli ultimi anni della famiglia. Durante una vacanza in
Egitto nel novembre 2022, un farmaco somministrato al bambino si rivelò tossico
per il nervo sciatico, causando la perdita dell’uso della gamba. Da allora,
fisioterapia, tutori e delicati interventi chirurgici hanno scandito la vita di
Michele, che in Italia ha potuto tornare a camminare, ma senza recuperare
completamente la funzionalità dell’arto. “Che devo fare? Vado a rubare? Mi sento
in colpa a stare qui, ma che devo fare? Mio figlio sta un po’ meglio, ma la
strada è ancora lunga. A maggio devo andare negli Stati Uniti per operarlo di
nuovo, ed è per questo che voglio stare qui: per i soldi”, confessa Paola, con
la voce rotta dall’emozione. “Devi guadagnare, fai bene. Lavori. Ti fai
conoscere. Uno può avere un’opinione, poi invece esce questo spaccato dell’anima
del cuore, bellissimo. Ammazza, meno male che non piangi. Guarda come stai
piangendo per tuo figlio – ha poi aggiunto Alessandra Mussolini.
IL DIFFICILE RAPPORTO CON IL PADRE DEL BAMBINO
La discussione tocca anche il rapporto difficile con il padre del bambino. Paola
racconta di informarlo attraverso l’avvocato, visto che lui l’ha bloccata
ovunque: “Io lo informo. Non lo posso chiamare perché lui mi ha bloccato
ovunque. Tramite l’avvocato l’informo di ogni cosa. Io lo faccio perché non
voglio che domani mio figlio mi possa dire ‘Mamma, tu hai sbagliato’… Lui ha
sempre detto che non vedeva Michele perché il mio carattere lo disturba, e io ho
detto: ‘Guarda, non ci sono, adesso puoi prendere il bambino perché non ci sono
proprio’. E non mi ha risposto…”.
L'articolo “Che faccio? Vado a rubare? Mi sento in colpa, ma devo stare al GFVip
per i soldi, devo guadagnare per operare mio figlio in America”: lo rivela Paola
Caruso proviene da Il Fatto Quotidiano.
Milioni di italiani si recheranno alle urne domenica 22 e lunedì 23 marzo per
esprimere il proprio voto per il Referendum sulla giustizia. Potranno farlo
anche i concorrenti del “Grande Fratello Vip“, i vip rinchiusi nella casa più
spiata d’Italia da martedì 17 marzo possono lasciare temporaneamente la casa per
recarsi al seggio.
La produzione del reality Mediaset condotto da Ilary Blasi ha organizzato tutto
nei minimi dettagli, i concorrenti non potranno ovviamente votare nella casa o
in una città diversa dal loro comune di residenza. I vip che richiederanno di
uscire avranno il “permesso” del gruppo di lavoro, saranno accompagnati nella
loro città di residenza per poi rientrare, possibilmente, in giornata nella
casa.
Si tratterebbe di una sorta di uscita lampo, considerando che il reality ha
preso il via solo da qualche giorno, ma di fronte a un diritto sacro per tutti i
cittadini la produzione non può agire diversamente. Come ricorda il sito
Fanpage.it, era successa la stessa cosa alle elezioni politiche del 25 settembre
2022 con diverse modalità organizzative. In quel caso, considerando le norme
stringenti per la pandemia da Covid-19, i vip dovettero osservare quattro giorni
di quarantena prima di poter tornare in gioco. Alla conduzione del reality c’era
Alfonso Signorini che già nel 2020 con l’esplosione della pandemia si era
occupato di comunicare ai concorrenti, con l’aiuto di un esperto, quello che
stava accadendo nel mondo.
L'articolo I vip lasciano la casa del Grande Fratello per vorare al referendum
sulla giustizia: la procedura decisa da Mediaset proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Alla fine l’Autorità Garante delle comunicazioni, sollecitata da settimane, ha
battuto un colpo. Quindi esiste e lotta insieme a noi, verrebbe da dire
parafrasando un vecchio slogan post-sessantottino. Perché il dubbio di questa
campagna elettorale era stato quello di sempre; che ne è della par condicio,
dov’è l’Agcom? Con gli ultimissimi episodi di infrazione su Rete4 e le furbe
modalità notturne di garantire al No una presunta parità di trattamento sulle
reti Mediaset, si era avuta insomma la sensazione che l’Agcom non ci fosse o che
si fosse addormentata. Le ingiunzioni last minute a Rete4 e Nove, per quanto
sacrosante, giungono però in ritardo e solo a parziale compensazione dei danni
fatti da vari attori lungo tutta la campagna. Ciò anche per un sistema di
rilevamento, affidato a Geca Italia, che elabora dopo 4 giorni i dati
dell’ultima settimana rilevata e che in campagna elettorale tralascia di
monitorare gli esponenti politici come pure andrebbe fatto: un minuto di parola
di un politico di terza fascia non pesa quanto lo stesso tempo utilizzato dalla
premier o da un leader. Un sistema da rivedere, sperimentando magari anche altre
società per un monitoraggio più incisivo e puntuale.
Ma facciamo un passo indietro. Si dice che Meloni e soci comunichino bene e che
è anche questo il segreto del loro permanente consenso. Con il referendum però
le cose pare stiano andando diversamente, sia a leggere i sondaggi fino a dieci
giorni fa che per ammissione di qualche ministro. Forse che le strategie
meloniane si sono improvvisamente inceppate, come accadde, un po’ più
precocemente, a Renzi? Di colpi alla narrazione referendaria destrorsa ce ne
sono stati, in particolare il clamoroso rovesciamento dei fatti di Rogoredo ha
vanificato con grande risonanza mediatica la pronta strumentalizzazione della
premier e dei suoi alleati. Il nervosismo della compagine governativa è
diventato evidente negli ultimi 15 giorni: dall’intervento a gamba tesa di
Meloni sul caso dei bambini della casa nel bosco alle recenti sollecitazioni di
qualche suo sodale che ha chiesto di utilizzare tutti i mezzi, anche quelli più
biecamente clientelari, per estorcere il Sì agli elettori. In una curiosa, e
speriamo beneaugurante, assonanza con gli inviti del 2016 di De Luca ai sindaci
campani, che li invitava ad apparecchiare fritture acchiappavoti per il
referendum renziano.
Forse non è accaduto come nel 1995 quando una campagna di spot devastante su
Mediaset fece vincere il No al ridimensionamento del monopolio tv di Berlusconi,
mettendo una pietra tombale su una possibile riforma, ma i tentativi di
forzature propagandistiche del fronte del sì si sono succedute in un crescendo
rossiniano. E qui torniamo al problema davvero grosso di un’Autorità poco
attrezzata per far fronte alle necessità di vigilanza: tra l’altro per
un’effettiva azione di deterrenza bisognerebbe vigilare giorno per giorno,
magari con riunioni quotidiane dell’Agcom, che invece nell’ultimo mese prima del
22 marzo si è riunita solo 3 o 4 volte!
L’azione di quest’ultima poi, già blanda di suo, quando c’è appare discutibile.
Oltre ai provvedimenti di ieri, 15 giorni fa aveva invitato La7 e Nove a
riequilibrare a favore del Sì la loro programmazione, ma non lo aveva fatto con
Rete4 (o anche Radio24) dove lo sbilancio per il Sì e a sfavore del No (per lo
stesso periodo) ha percentuali simili a quelle contestate a La7. E’ inutile
aggiungere le tante altre faziosità lasciate impunite, come Tommaso Cerno che
irride su Rai2 i portavoce del No, le interviste fiume a Meloni e la
preponderanza in questo ultimo periodo, tra gli esponenti politici, della
Presidente del Consiglio che ha goduto di una presenza tv tre volte superiore
rispetto al primo esponente dell’opposizione.
Tutto ciò ci conferma ancora una volta che la vigilanza sul rispetto della par
condicio in periodo elettorale non è una cosa seria: è tardiva, piena di buchi,
inefficace. Poi certo, non ci sarebbe bisogno di regole, sanzioni e par
condicio, come ha osservato Zaccaria, se non esistesse l’abnorme duopolio
Rai-Mediaset e il sistema fosse davvero plurale. Perché, attenzione, nonostante
il digitale e l’apparente proliferare di canali, la maggior parte di essi
appartengono al polo Rai-Mediaset che gestisce dai 2/3 ai 3/4 degli ascolti.
P.S.: Domanda per il Garante, ma perché Radio Radicale, così schierata per il Sì
e finanziata dallo Stato, non viene monitorata insieme alle altre radio?
L'articolo Questa par condicio non è una cosa seria: a cosa servono i richiami
di Agcom, così tardivi? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Manuela Arcuri ha scelto Le Iene per parlare di un tradimento difficile da
digerire, quello di un’amica fidata che, secondo l’attrice, ha provato a
“rubarle” il marito. Durante il monologo andato in onda nella puntata di ieri
sera, mercoledì 18 marzo, si è rivolta direttamente alla persona che l’ha
delusa: “Nella vita di ognuno di noi arriva un momento in cui capisci che da
solo non ce la farai. Un momento in cui senti il bisogno di chiedere aiuto, di
avere un’amica che ti consigli e che ti sostenga quando senti che ti tremano le
gambe. Ecco, ora immaginate che quell’amica vi tradisca. A me è successo”.
L’attrice ha raccontato di aver confidato i suoi segreti e le sue paure legate
alla crisi con il marito Giovanni Di Gianfrancesco proprio a chi poi l’ha
ferita: “Proprio la persona a cui avevo svelato ogni mio segreto, tutte le mie
ansie, tutte le mie paure. E proprio lei ha deciso di farmi del male. Ho vissuto
quel tradimento come una perdita, un lutto, un delirio in cui continuavo a
chiedermi: perché, ma perché? Non ho mai trovato una risposta o un senso. Tante
volte ho sognato di restituire tutto il dolore che avevo provato. Poi però mi
sono guardata allo specchio e mi sono ricordata di essere migliore di lei. E che
quel tradimento era servito per farmi capire chi fosse veramente lei”.
Il monologo si è concluso con un messaggio chiaro e diretto alla sua ormai ex
amica: “Mia cara amica, forse non ci crederai, ma io oggi mi sento più forte di
prima. E sono di nuovo pronta a fidarmi, a credere ancora e a ricominciare.
Perdonare? Forse. Forse un amore si può perdonare, ma un’amica mai. Soprattutto
se cerca di rubarti il marito”.
MANUELA ARCURI RACCONTA LA FINE DEL MATRIMONIO DOPO 13 ANNI
Nel frattempo, Manuela Arcuri sembra aver chiuso definitivamente il capitolo
della separazione da Giovanni Di Gianfrancesco , dopo 13 anni insieme. Alla
trasmissione Verissimo ha spiegato che la complicità di coppia si era lentamente
dissolta, “senza neanche accorgersene”: “È un piatto caldo che inizi a mangiare,
e lo trovi freddo”. Nonostante tutto, i rapporti restano sereni: “Ci vogliamo un
gran bene, cerchiamo di rimanere uniti per amore di Mattia”, il loro figlio.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, all’attrice spetteranno 6000 euro al
mese e la possibilità di vivere con Mattia nella villa di famiglia a Roma Sud.
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L'articolo “Forse un amore si perdona, un’amica mai. Soprattutto se cerca di
rubarti il marito”: lo sfogo di Manuela Arcuri a Le Iene proviene da Il Fatto
Quotidiano.
A poche ore dal debutto della nuova edizione del Grande Fratello Vip, in
programma martedì 17 marzo in prima serata su Canale 5 con il ritorno alla
conduzione di Ilary Blasi, il programma deve fare i conti con una triste
notizia: è morta Annalisa Petrini, storica caporedattrice e figura chiave dietro
le quinte del reality show. Scomparsa nella giornata di domenica 15 marzo 2026,
Petrini è stata per oltre vent’anni uno dei pilastri della trasmissione. Entrata
nel team fin dalla prima edizione del Grande Fratello nel 2000, ha contribuito
in modo determinante alla costruzione del racconto televisivo che ha
appassionato milioni di spettatori.
Dal 2004 aveva assunto il ruolo di caporedattrice e, con la nascita del GF Vip
nel 2016, aveva continuato a lasciare il segno anche nella versione dedicata ai
personaggi famosi. La sua morte, arrivata a meno di 48 ore dall’inizio della
nuova stagione, ha colpito profondamente l’intero ambiente televisivo. Non solo
una professionista stimata, ma anche un punto di riferimento umano per
concorrenti e colleghi, capace di accogliere e guidare chiunque varcasse la
celebre porta rossa.
L’ADDIO AD ANNALISA PETRINI DA RICORDI E COMMOZIONE
Il dolore per la scomparsa di Annalisa Petrini si è riversato immediatamente sui
social, dove colleghi ed ex protagonisti del Grande Fratello hanno voluto
condividere ricordi personali e parole cariche di affetto. Tra i messaggi più
intensi spicca quello di Cristina Plevani, la prima storica vincitrice del
programma, che ha ripercorso il loro primo incontro con una memoria vivida:
“Avevo già fatto il primo colloquio il 15 giugno a Milano e a luglio ero stata
chiamata per scendere a Roma. Prendo il treno, prendo la metro mai presa in vita
mia, sbaglio a prenderla, rimedio con un taxi e arrivo, in anticipo. Mi siedo a
mangiare in una tavola calda e sento una voce: ‘Ciao, tu sei Cristina e vieni da
Iseo?’. Mi chiesi chi potesse conoscermi a Roma. Era Annalisa”. Un ricordo che
racconta molto del carattere accogliente e attento della caporedattrice, capace
di far sentire tutti a casa sin dal primo momento.
La Plevani ha poi aggiunto parole ancora più intime: “Sei entrata nel cuore mio
(e di tutti gli altri) diventando famiglia legata al Grande Fratello… Sono corsa
nel tuo ufficio. 25 anni erano passati. Sempre uguale, sempre Annalisa. Eri
accogliente con tutti gli ospiti. Speravo fossi ancora dietro alla scrivania…
Invece… Ciao Annalisa”. Anche la produzione, attraverso Endemol Shine Italy, ha
voluto ricordarla come una “colonna portante” del programma tramite un post
social, e ha sottolineato il vuoto lasciato da una figura che per oltre
vent’anni ha contribuito in modo decisivo al successo del format. Un ricordo che
sarà condiviso anche in apertura della nuova edizione del Grande Fratello VIP,
dove l’intero staff le renderà omaggio.
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L'articolo È morta Annalisa Petrini, era la storica caporedattrice del “Grande
Fratello”. L’intero staff del reality show le renderà omaggio in diretta alla
prima puntata proviene da Il Fatto Quotidiano.
La puntata di “Chi vuol essere milionario” in onda domenica 15 marzo 2026 su
Canale 5 ha regalato uno dei momenti più emozionanti della stagione.
Protagonista è stato Valerio, receptionist di Taranto, che ha conquistato
200.000 euro con una scalata rapida e brillante. Dopo le qualifiche, i tre
finalisti erano Eugenio, Roberta e Valerio. Il pugliese ha deciso di puntare in
alto fin dalla settima domanda da 150.000 euro: domande su Homer Simpson,
Groenlandia, Led Zeppelin, Utah Jazz e persino un video generato dall’IA con Tom
Cruise e Brad Pitt sono state superate senza esitazioni. Alla domanda decisiva
da 200.000 euro, sul film in cui Marcello Mastroianni pronuncia la frase
“Piangere si può farlo anche da soli, ma ridere bisogna essere in due”, Valerio
ha risposto correttamente “Una giornata particolare”.
Subito dopo la vittoria, l’emozione ha preso il sopravvento in studio. Gerry
Scotti lo ha guardato con attenzione: “Ti vedo emozionato, lo sai? Sai che io ho
sempre il fazzolettino, eh? Non entro in studio senza”. Poi ha aggiunto: “Non te
l’ho chiesto prima perché la cosa bella qui è raccontarsi e conoscere i
protagonisti e non parlare di soldi. Ma adesso te lo chiedo perché è una cifra
importante. Cosa ci faresti con questi soldi?”.
Valerio, con gli occhi rigati di lacrime, ha risposto: “Mi piacerebbe cambiare
casa e fare qualcosa per un reparto di oncologia pediatrica della mia città,
Taranto. Poi naturalmente tutte quelle che sono le cose pratiche”. Lo stesso
Scotti, visibilmente commosso, ha scherzato e riflettuto sul significato del
momento: “Pure a me cosa mi è venuto in mente di darti l’unico fazzolettino che
avevo… Questo quiz non è solo un gioco. Si raccontano delle storie, dei sogni,
dei desideri, delle aspirazioni e si celebra la passione, la preparazione, la
bravura di ragazzi come questo signore seduto di fronte a me”.
DAL TERZO AL PRIMO CLASSIFICATO: IL NUOVO FORMAT DEL TORNEO CONFERMA LA VITTORIA
DI VALERIO
Quando è arrivata la domanda da 300.000 euro sul crollo del Campanile di San
Marco nel 1902, Valerio ha scelto con prudenza di fermarsi. Nel nuovo formato
“Chi vuol essere milionario – Il Torneo”, infatti, la vittoria non si decide in
un’unica scalata: si assiste a tre turni separati verso il milione, con il terzo
classificato che gioca per primo, seguito dal secondo e infine dal primo. A
vincere la puntata è chi accumula il montepremi più alto e, in caso di parità,
chi si era classificato meglio nella fase iniziale del gioco. In pratica,
Valerio avrebbe dovuto attendere le scalate di Eugenio e Roberta per confermare
definitivamente i suoi 200.000 euro. Entrambi, però, si sono fermati alla
domanda 6, non riuscendo a superare la cifra conquistata dal pugliese.
L'articolo “Ma come mi è venuto in mente di darti il mio unico fazzoletto”:
Gerry Scotti in lacrime per il gesto di Valerio a ‘Chi vuol essere milionario’
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un incontro tra sorrisi, strette di mano e una curiosa sorpresa scenografica.
Pier Silvio Berlusconi e Checco Zalone si sono ritrovati nella sede Mediaset di
Cologno Monzese per celebrare il trionfo di Buen Camino, il film italiano più
visto di sempre in Italia, e hanno approfittato dell’incontro per discutere di
nuovi progetti.
Nelle foto della giornata i due sorridono insieme e, in uno scatto, battono il
cinque e si scambiano anche un “pugnetto” amichevole. A catturare l’attenzione
c’è anche una statua rossa di scena, fatta trovare a sorpresa da Giampaolo
Letta, vicepresidente e amministratore delegato di Medusa, ispirata al
protagonista del film: un ricco erede vanitoso e superficiale, con gli occhiali
da sole del brand italiano Eyepetizer, proprio come il personaggio interpretato
da Zalone.
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PIER SILVIO BERLUSCONI E CHECCO ZALONE
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PIER SILVIO BERLUSCONI E CHECCO ZALONE
BUEN CAMINO: IL VIAGGIO DI CHECCO ZALONE RE AL BOXOFFICE
Buen Camino, diretto da Gennaro Nunziante, racconta la storia di un ricco
fabbricante di divani costretto a lasciare la vita agiata quando la figlia
adolescente scompare. La ricerca lo porta sul Cammino di Santiago, trasformando
il viaggio in un percorso di redenzione e riconciliazione.
Con oltre 65,6 milioni di euro incassati e più di 8,1 milioni di spettatori,
Buen Camino ha superato Quo vado? ed è diventato il film italiano più visto di
sempre, conquistando anche il secondo posto assoluto nella storia del box office
nazionale, dietro solo ad Avatar.
L'articolo Checco Zalone e Pier Silvio Berlusconi, a sorpresa, si danno il
cinque a Cologno Monzese: a “benedirli” l’enorme statua rossa con la faccia
dell’attore proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ospitata di Fabrizio Corona, con successiva imitazione, a “La Pennicanza”
sembra aver creato un clima a dir poco glaciale tra Rosario Fiorello e Mediaset.
L’ex re dei paparazzi ha messo nel mirino i vertici e i volti di punta del
Biscione, con l’azienda che ha formulato una richiesta danni di 160 milioni di
euro. Nella puntata in onda il 27 febbraio, chiacchierando con la sua spalla
Fabrizio Biggio, lo showman siciliano, pur non facendo nomi, ha raccontato che i
vertici del Biscione non avrebbero permesso a un volto dell’azienda di
partecipare alla trasmissione in onda su Radio 2.
“Ora però devo dire una cosa. Finisco con una polemica, non la volevo fare, ma
la faccio. Però non farò nessun nome. Una certa persona, che lavora in una certa
azienda, sarebbe dovuta venire qui da noi. Questa persona lavora in un’azienda
che non è la Rai. In questi giorni, questa persona era in Rai, ieri (26
febbraio) era a Sanremo e ha partecipato a diversi programmi di questa azienda”,
ha spiegato Fiorello, “A un certo punto questa persona chiede a noi: ‘Ragazzi
posso venire a trovarvi, posso venire in trasmissione?’. Noi gli abbiamo detto
di sì, perché ci faceva tanto piacere. Però questa persona ha chiamato la sua
azienda, per avere il permesso di poter venire. Però – ha continuato lo showman
– questa azienda ha risposto di no, dicendo che non poteva venire qui da noi. A
questo punto io mi sono detto, ‘stava al Festival di Sanremo che è Rai, è andata
nel programma della mattina di Radio 2, che è Rai, ma quindi se hanno detto no
per il nostro programma, allora il problema sono io!‘. Adesso ho paurina”.
“TUTTA MEDIASET ORMAI CE L’HO CONTRO, MA IN PARTICOLARE I PIANI ALTI. CHI? I
PIER PIANI, PROPRIO I PIER PIANI”
Nei giorni precedenti aveva riportato il “fastidio” di Mediaset confidato da
Antonio Ricci, papà di “Striscia la notizia“: “Non solo i comici, ma si sono
arrabbiati anche altri. Ora lo dico, perché è una cosa che mi hanno detto. Tutta
Mediaset ormai ce l’ho contro, ma in particolare i piani alti. Chi? I Pier
piani, proprio i Pier piani. Oggi un amico che lavora lì, lo posso dire, è
Antonio Ricci, mi ha detto, ‘ma sai che ce l’ha con te pure… lui, Pier piano. Ma
non è solo lui, anche un altro Pier piano di sotto, che infatti non mi chiamava
più da diversi giorni. E tutto questo solo perché faccio alcune imitazioni di
alcuni personaggi che sono sgraditi a loro e non dovrei. Però in tutto questo
caos ho avuto la solidarietà di alcuni comici puri, di quelli che fanno stand-up
comedian. Loro mi hanno detto ‘abbiamo visto che hai fatto incavolare tutte
queste persone, ottimo lavoro!’. Che bello! Mai, non mi era mai successa una
cosa del genere”.
Non solo, nel corso di una diretta Instagram con Biggio, Fiorello aveva rivelato
che una donna famosa nominata nei video di Falsissimo gli avrebbe scritto un
messaggio molto duro: “Se la sono presa davvero. Tutti quelli su cui io ho fatto
battute sono tutti arrabbiati, tutti permalosissimi e tutti molto incavolati.
Ora dico tutti i nomi di quelli che si sono arrabbiati per le battute che
facciamo in radio, faccio come Corona. Amici che non mi saluteranno più, di cui
una in particolare, di lei nello specifico mi dispiace. Lei mi ha scritto un
messaggio di fuoco, ma senza motivo. Solo perché ho detto che ho guardato
Fabrizio Corona, come tutti. Quanti hanno guardato i video di Corona? Noi per il
mestiere che facciamo… figurati se non guardiamo Corona, figurati se non ho
guardato anche io Corona. Tra l’altro non è che ho guardato le puntate intere,
ma gli spezzoni che – come a tutti – arrivano sul cellulare”, aveva concluso
senza fornire il nome della diretta interessata.
L'articolo Fiorello confessa cosa sta facendo Mediaset: “Hanno bloccato un
ospite che voleva venire qui in radio. È andato in diverse trasmissioni Rai ma
qui no, il problema sono io” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Mediaset ha raggiunto un’intesa per l’acquisizione dei diritti televisivi free
to air delle Nitto ATP Finals di tennis per il prossimo ciclo pluriennale, a
partire dal 2026, ampliando ulteriormente la propria offerta di grande sport in
chiaro“. Con una nota stampa l’azienda conferma la notizia anticipata da
Dagospia. Un colpo a sorpresa per il Biscione e il ko tecnico per il servizio
pubblico che saluta il torneo di tennis: “L’accordo porterà sulle reti e sulle
piattaforme del Gruppo una selezione di otto tra i migliori incontri di uno
degli eventi più seguiti del calendario tennistico internazionale, con i top
player del ranking mondiale”, continua Mediaset.
Le Nitto ATP Finals, con la vittoria di Jannik Sinner contro Carlos Alcaraz
nell’ultima edizione, si svolgeranno a Torino dal 15 al 22 novembre all’Inalpi
Arena: “Con questo accordo, Mediaset ancora una volta offre gratuitamente un
evento sportivo di grande prestigio ai telespettatori italiani”, conclude la
nota. La manifestazione ha generato un impatto economico di 591 milioni di euro
(fonte Boston Consulting Group), un impatto sociale di 386 milioni (fonte Open
Economics) e 230mila spettatori paganti.
Soprattutto però, lo scontro finale tra i due campioni aveva regalato al
servizio pubblico ascolti record: sommati con quelli in pay tv, aveva ottenuto
sette milioni di telespettatori con il 36,6% di share, risultando la partita di
tennis più vista di sempre. La tv di Stato, già travolta dalle polemiche per il
caso Petrecca, perde i diritti di un appuntamento irrinunciabile per milioni di
italiani, dopo l’esplosione di Jannik Sinner. Quest’anno, tra l’altro, anche
Lorenzo Musetti potrebbe confermarsi tra i primi otto e tornare a Torino.
Il caso in poche ore è diventato politico. “Quella dei diritti delle Atp Finals
è l’ennesima batosta per la Rai. La nuova gestione, invece di investire sul
rilancio e sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra volerlo dismettere
pezzo dopo pezzo. Rossi si sta comportando, di fatto, da liquidatore del
servizio pubblico, non da chi dovrebbe difenderlo e valorizzarlo”, è il commento
dei componenti del Partito Democratico in commissione di vigilanza Rai. “La
perdita di questo appuntamento è una grave perdita per il servizio pubblico
radiotelevisivo. Le dimissioni di Petrecca sono ormai imprescindibili”,
concludono gli esponenti dem.
Protesta anche il Movimento Cinque Stelle. “Dopo la figuraccia olimpica di
Petrecca arriva un’altra mazzata per la Rai sempre sul fronte sportivo: le ATP
Finals sfuggono al servizio pubblico per passare a Mediaset. Ma com’è possibile
che proprio quando il tennis è al top della popolarità in Italia e mentre si
celebra l’importanza dello sport, si arrivi a questa debacle? E non ci parlino
di questioni economiche perché sono mesi che denunciamo sprechi allucinanti:
Tommaso Cerno con una striscia quotidiana, il ritorno di Claudio Brachino, e
trasmissioni come Far West, che meriterebbe di cambiare nome in Flop West, visti
gli ascolti bassissimi a fronte di costi rilevanti. Una situazione di collasso
resa ancora più grave dal fatto che ci è impedito discuterne in commissione di
Vigilanza perché vogliono imporci una candidata espressione di Forza Italia e
dunque gradita a Mediaset, concorrente di nome ma a quanto pare non di fatto.
Siamo sempre di più in una situazione di emergenza assoluta”, le parole di Dario
Carotenuto, capogruppo dei pentastellati in Vigilanza Rai.
In una nota anche la preoccupazione dei dipendenti Rai e del sindacato: “Usigrai
e il Cdr di Raisport esprimono grande preoccupazione per il fatto che la Rai
abbia perso i diritti delle Atp Finals di tennis. Dopo la Serie A di basket, il
6 Nazioni di rugby, numerose classiche di ciclismo come la Freccia Vallone e il
Giro delle Fiandre, oltre alla Coppa Italia di calcio, un altro pezzo di offerta
sportiva che scompare dal servizio pubblico. Ci aspettiamo ora che, a fronte di
queste dolorose rinunce, l’azienda investa acquisendo i diritti di altri eventi
sportivi di pari interesse per il pubblico”.
L'articolo Un altro smacco per la Rai: Mediaset si prende i diritti tv delle Atp
Finals di tennis. E Sinner diventa un caso politico proviene da Il Fatto
Quotidiano.