Le vacanze e i viaggi di Pasqua potrebbero non essere immuni da ripercussioni
legate alla guerra in Iran. A partire dal mese prossimo, infatti, le compagnie
aeree potrebbero trovarsi ad affrontare carenze di carburante per aerei a causa
della chiusura dello Stretto di Hormuz. Secondo The Times, sarebbero a rischio
in particolare i voli a lungo raggio. Senza contare che gli operatori del
settore hanno lanciato un avvertimento legato al caro biglietti in arrivo:
l’associazione Airlines for Europe, che raggruppa le principali compagnie, ha
avvisato che l’impennata dei prezzi del petrolio porterà a possibile aumento
delle tariffe nel breve periodo.
Stando a un articolo del quotidiano britannico, le compagnie aeree sono già
state avvertire che da aprile dovranno affrontare carenze di carburante che
potrebbero innescare cancellazioni di voli verso le destinazioni più lontane,
anche nel periodo delle vacanze pasquali. A incidere sulla situazione è la
sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz che impedisce il passaggio delle
navi petroliere: uno stallo che sta portando all’esaurimento delle riserve che
non vengono reintegrate.
Tra i primi Paesi a lanciare l’allarme c’è stato il Vietnam, dipendente
dall’import del carburante per aerei da Cina e Thailandia: quest’ultimi due
Paesi hanno infatti tagliato l’esportazione per preservare le proprie riserve.
La previsione degli esperti del settore è che altri Paesi seguano questa linea,
portando rapidamente le compagnie aeree a dover scegliere se interrompere i voli
verso alcune destinazioni poiché non avrebbero modo di rifornirsi di carburante
per affrontare il viaggio di ritorno.
Al problema – sostiene The Times – non è immune anche la Gran Bretagna: sarebbe
vulnerabile a causa di un massiccio import da Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati
Arabi Uniti, tre Paesi del Golfo che in questo momento sono oggetto delle
rappresaglie dell’Iran agli attacchi di Israele e Usa. La penuria di carburante,
avvisano le compagnie aeree europee, avrà un effetto sui voli interni, anche
europei, perché i prezzi sono schizzati alle stelle, raddoppiando in Europa e
aumentando di quasi l’80% in Asia: questo porterà a un rincaro dei biglietti,
avvertono le compagnie aeree europee riunite a Bruxelles nell’associazione
Airlines for Europe. Air France-Klm, Sas e Finnair hanno già segnalato possibili
aumenti delle tariffe.
L'articolo Guerra in Iran, da aprile carenze di carburante per aerei: “A rischio
i voli a lungo a raggio”. Caro biglietti in arrivo proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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A gennaio di quest’anno, Southwest Airlines ha aggiornato la sua politica
“Customer of Size”, modificando le modalità di prenotazione dei voli per alcuni
passeggeri. Stando alle linee guida, i viaggiatori che potrebbero non rientrare
in un singolo posto sono ora tenuti ad acquistare “proattivamente” un posto
aggiuntivo. La politica, come riporta People, stabilisce inoltre che la
compagnia aerea può decidere, “a sua esclusiva discrezione”, quando sia
necessario un secondo posto per motivi di sicurezza, senza specificare misure o
criteri specifici, a parte la possibile invasione dei posti adiacenti.
LE REAZIONI DEI PASSEGGERI
Da quando questa modifica è entrata in vigore, diversi passeggeri hanno riferito
le proprie esperienze sui social. Come Erika DeBoer, che doveva viaggiare da
Omaha, Nebraska, a Las Vegas il 6 febbraio scorso. La trentottenne ha affermato
che, mentre le veniva imbarcato il bagaglio, un dipendente della Southwest le ha
comunicato che avrebbe dovuto acquistare un posto extra. Quando ha chiesto
spiegazioni, l’addetto le ha risposto che era per la “sicurezza e il comfort”
degli altri passeggeri. “La parte che mi colpisce di più sono le parole usate.
‘Sicurezza e comfort’ degli altri passeggeri. Continuavano a ripeterle come
robot, senza alcuna attenzione alla situazione reale”, racconta DeBoer. “Non mi
sono sentita umiliata, né imbarazzata, né sul punto di piangere. Ero
arrabbiata”, sottolinea. “Non provo alcuna vergogna per la mia taglia”.
Una volta a casa, DeBoer ha contattato Southwest e ha detto a People che le
avevano rimborsato il biglietto extra e il posto in classe superiore, oltre a un
buono da 150 dollari, “nella speranza che volassi di nuovo con loro”. DeBoer,
tuttavia, è ancora in attesa di una risposta da Southwest per chiarimenti sulla
loro politica.
LE RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE DI CHI VOLA
C’è poi il caso di Grace Simpson, fermata al gate da un supervisore della
Southwest che l’aveva identificata come una potenziale “cliente di taglia
grande” e le aveva detto che avrebbe dovuto acquistare un posto aggiuntivo. “Gli
ho detto che avevo già volato da Norfolk a Baltimora senza problemi, quindi non
avrei acquistato un altro biglietto”, ricorda. Alla fine, racconta, il
supervisore le ha fornito una carta d’imbarco nuova di zecca, assegnandole un
posto vuoto nell’ultima fila dell’aereo senza costi aggiuntivi. “Questo livello
di discrezionalità sembra meno legato alla sicurezza e più al giudizio personale
e alla discriminazione“.
Entrambe le donne sottolineano che la loro delusione nei confronti della
politica della compagnia aerea non riguarda tanto l’acquisto di un secondo
posto, quanto piuttosto l’assenza di una logistica chiara e coerente su come
tale decisione viene presa. Simpson ha anche notato come questa imprevedibilità
creasse un’intensa ansia nei “passeggeri obesi”, che molto probabilmente sono
già in imbarazzo per il proprio corpo quando volano. DeBoer sottolinea: “Questa
mancanza di linee guida può essere assolutamente dannosa per la salute mentale
delle persone che lottano con l’immagine corporea e l’ansia da viaggio”,
afferma. “Se vogliono una politica ‘customer of size’ va bene e la rispetto, ma
devono esserci delle linee guida concrete, oltre alla discrezione di un
dipendente che guarda semplicemente qualcuno”.
L'articolo “Prima di salire sull’aereo mi hanno fatto comprare un secondo
biglietto a causa del mio peso. È stato come ricevere uno schiaffo in faccia”:
lo sfogo è virale proviene da Il Fatto Quotidiano.
La chiusura dei cieli del Medio Oriente sta avendo ripercussioni significative
sull’intero sistema aereo, conseguenza diretta dell’escalation della guerra in
Iran in corso. Si sta tracciando una revisione delle lossodromie, una messa a
punto delle rotte più semplici in termini aeronautici e consuete per i
viaggiatori: gli scali di Dubai, Abu Dhabi e Doha sono sempre stati abitudine
per le tratte aeree con destinazione Est e Sud-Est asiatico ma anche per mete
come Australia e Nuova Zelanda. Secondo Cirium, la fonte più affidabile al mondo
di analisi nel settore dell’aviazione, il 10% del traffico mondiale passa
attraverso questi hub. Il blocco dei cieli del Golfo comporta dunque un nuovo
disegno delle vie in quota possibili, con conseguente rincaro dei prezzi che
secondo gli ultimi dati arrivano anche al 900%. Gli specialisti segnalano che
già nei primi giorni di conflitto, giocoforza lo stop ai collegamenti dei tre
hub mediorientali, le tariffe avevano registrato lievi rialzi, ma con il passare
dei giorni si è verificato un vero e proprio inasprimento.
A causa della guerra in atto migliaia di voli sono stati cancellati, dirottati o
riprogrammati e sono ancora tantissimi gli italiani bloccati all’estero, sia nei
Paesi mediorientali che in quelli più lontani che avrebbero dovuto fare “tappa”
in uno degli scali del Medio Oriente per il rientro. Mentre l’attività della
Farnesina si intensifica per assistere i connazionali, i canali social diventano
una vetrina caotica di post e opinioni, tra influencer impauriti e guru
rassicuranti, c’è chi tenta di destreggiarsi in autonomia tra incognite e prezzi
folli, preparandosi a effettuare più scali per arrivare a destinazione.
Ma se la priorità è quella del rientro, non passa inosservata anche la gestione
delle prenotazioni già effettuate da molti viaggiatori che avevano pianificato
le partenze nei prossimi giorni e settimane, anche in previsione delle festività
di Pasqua a inizio aprile. L’effetto domino sta paralizzando le operazioni
aeroportuali, coincidenze e intere catene logistiche, e, oltre alla chiusura dei
cieli del Golfo, anche le tensioni tra Afghanistan e Pakistan mettono a
repentaglio uno dei due corridoi ancora aperti tra Asia e Europa (già chiuso
quello che sorvola Iraq e Golfo), contribuendo all’aumento dell’incertezza per i
viaggi ad alta quota.
RIENTRI PER CHI È BLOCCATO NEGLI EMIRATI E MALDIVE: PARTENZE DA MUSCAT E VOLI
SPECIALI DA MALÈ
Il blocco dei tre hub mediorientali ha destinato l’aeroporto internazionale
Muscat come punto di riferimento per i rimpatri di migliaia di viaggiatori,
complici i rapporti storici d’intesa dell’Oman con Teheran. La capitale omanita
che affaccia sullo stretto di Hormuz, fa da cerniera nello strappo del Golfo e
dallo scorso lunedì accoglie migliaia di viaggiatori, turisti ma anche residenti
che abitano all’estero, provenienti via terra da Dubai, Abu Dhabi, Doha e altri
luoghi degli Emirati, che sono riusciti ad avere accesso a voli commerciali
facilitati dalla Farnesina e a voli charter e di linea prenotati privatamente.
La Farnesina, oltre a ricordare a tutti i connazionali presenti nell’area di
registrarsi qualora non l’avessero ancora fatto all’App ViaggiareSicuri oppure
sul sito www.dovesiamonelmondo.it per ricevere aggiornamenti sugli sviluppi e
sulle modalità di assistenza, informa quotidianamente anche sul numero di
connazionali già rientrati in Italia. Secondo l’ultimo comunicato, in data 5
marzo, la Task Force Golfo continua ad operare schedulando ulteriori partenze
per gli italiani rimasti bloccati nella regione: l’ultimo aggiornamento attesta
due voli in partenza da Muscat diretti a Fiumicino, con a bordo un totale di
circa 350 connazionali, ma anche da Malé, capitale delle Maldive, con due aerei
diretti rispettivamente a Fiumicino e Malpensa con a bordo circa 60 passeggeri,
principalmente persone fragili.
RIMBORSI E DIRITTI DEI VIAGGIATORI
In questa situazione in continua evoluzione che oltre a vedere numerosi voli
intercontinentali costretti a deviare verso aeroporti alternativi, lasciando i
passeggeri in scali non previsti, segna anche un riscrivere le regole del gioco
commerciale, dove le big indiscusse delle compagnie aeree mediorientali lasciano
più margine e prospettiva alle grandi competitor come Turkish Airlines,
Singapore Airlines e le compagnie cinesi, ma anche alle piccole realtà di
compagnie aeree private che rincarano fino a migliaia di Euro i biglietti. Ma in
questa caotica realtà, alle volte paradossale, ci sono delle certezze per i
viaggiatori da non dimenticare.
“Anche in presenza di una guerra, l’assistenza non viene meno. È un obbligo
inderogabile”. A dichiararlo Felice D’Angelo, ceo di ItaliaRimborso, da anni
punto di riferimento nazionale nella tutela dei diritti dei viaggiatori. Mai
come in questo particolare periodo è fondamentale ricordare che gli obblighi di
assistenza previsti dal Regolamento CE 261/2004 restano pienamente validi,
nonostante la natura straordinaria dell’evento. In questo caotico scenario la
Claim Company ha attivato una unità speciale di crisi dedicata alla gestione
dell’emergenza, con l’obiettivo di fornire assistenza immediata, orientamento
normativo e supporto operativo ai passeggeri coinvolti.
I diritti dei passeggeri devono essere rispettati. Anche in casi eccezionali, la
compagnia è tenuta a completare il viaggio con mezzi alternativi e a garantire
assistenza. L’aspetto fondamentale da non dimenticare è quello di conservare
ogni documento di spesa sostenuta durante l’attesa. Come sottolinea D’Angelo:
“Se la compagnia non è reperibile, è fondamentale conservare ogni ricevuta,
scontrino o fattura. Tutte le spese documentate possono essere rimborsate”.
VOLI GIÀ PRENOTATI: MODIFICHE E CANCELLAZIONI
L’instabilità geopolitica comporta incertezza anche per la gestione dei viaggi
già prenotati per le prossime settimane e per le vacanze di Pasqua, soprattutto
per quanto riguarda mete turistiche come Thailandia e Maldive che prevedono
scali nell’area mediorientale. Ad oggi, il Ministero degli Affari Esteri non ha
emesso alcun divieto di viaggio verso queste ed altre destinazioni turistiche
dell’Est e Sud-Est asiatico. Le agenzie di viaggio stanno gestendo la complessa
situazione cercando di organizzare soluzioni alternative al fine di assicurare
la partenza ai clienti che richiedono di modificare o rinviare le prenotazioni,
prendendosi carico di eventuali costi aggiuntivi.
Oltre all’aspetto logistico, a incidere è anche l’altra faccia che una crisi
internazionale comporta: la dimensione emotiva, la paura di volare e il terrore
di sentirsi, ancora una volta, insicuri. Un effetto a catena che agisce
inconsciamente e risveglia timori sopiti, facendo leva sulla memoria di un
passato non troppo distante che ha inoculato un’inquietudine diffusa la quale
può comportare anche la scelta di non partire. Sono già tantissime le
cancellazioni di voli e prenotazioni di soggiorni, in attesa di auspicabili
tempi migliori.
L'articolo Cieli chiusi sul Medio Oriente: migliaia di voli cancellati e prezzi
fino al 900%. Ecco come sapere se il proprio volo sarà cancellato e come
chiedere rimborsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il video di un’assistente di volo è diventato virale per aver condiviso un
momento sorprendente avvenuto durante le festività natalizie. Brittney Bluitt,
che nel tempo libero fa l’attrice, inizialmente pensava che un passeggero le
avesse lasciato la spazzatura, tra cui un sacchetto per il vomito, utile per i
momenti di turbolenza. Ma al tatto quel sacchetto sembrava contenere altro. Da
qui la sorpresa, un generoso passeggero ha lasciato alla fortunata una lauta
mancia in dollari. “Quel momento ha cambiato completamente tutta la mia vita”,
ha dichiarato con sorpresa la Bluitt.
L’assistente di volo stava camminando lungo il corridoio dell’aereo, quando un
passeggero le ha consegnato un sacchetto per il vomito chiuso e le ha detto:
“Questo è per te”. La donna ha ammesso di aver pensato che l’uomo stesse
scherzando e che il sacchetto contenesse qualcosa da buttare via.
“Onestamente pensavo che mi stesse porgendo qualcosa da buttare via – ha
raccontato la Bluitt a People -. Quando ho finito di servire le bibite al resto
dei passeggeri, ho portato il sacchetto che mi era stato consegnato in cambusa,
senza pensarci troppo. Mentre mi sono messa a pulire dopo il servizio, mi è
venuto l’istinto di aprire il sacchetto per il vomito. All’interno, ho scoperto
che ogni passeggero aveva bordo ha lasciato una mancia all’interno del sacchetto
come regalo di Natale. Quel momento ha cambiato completamente tutta la mia
vita”.
E infine: “È stato allora che mi sono resa conto davvero. I soldi erano quello
di cui avevo bisogno in quel momento. Nel sacco per il vomito c’erano 208
dollari. So che potrebbe non sembrare una cifra enorme per alcuni, ma per me è
stata una benedizione incredibile”.
> @brittneybluittofficialBlessed! That’s all ????????????????♬ Won’t He Do It –
> Koryn Hawthorne
L'articolo Assistente di volo trova il sacchetto del vomito pieno di soldi:
“Quel momento ha cambiato completamente tutta la mia vita. Una benedizione” – IL
VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un problema tecnico allo scalo e la fitta nebbia hanno bloccato per ore
l’aeroporto di Orio al Serio, a Bergamo, provocando numerosi disagi ai
passeggeri tra ritardi e voli cancellati. Tutto questo in un fine settimana di
grande traffico aereo, visto il ponte della Befana. Il guasto al “sistema di
avvicinamento strumentale Enav” si è registrato poco prima delle 18 di sabato e
a questo si sono aggiunte le “condizioni di bassa visibilità in pista”, come
spiega domenica mattina in una nota Sacbo, la società di gestione dello scalo.
Così è iniziata una lunga notte di problemi per migliaia di passeggeri coinvolti
e i disagi sono continuati anche domenica.
Sono in tutto 63 i voli in arrivo che hanno registrato ritardi, cancellazioni o
dirottamenti su altri scali e 39 quelli in partenza cancellati o riprogrammati,
tra ieri sera e questa mattina. Alcuni passeggeri si sono accampati nei corridoi
dell’aeroporto, altri hanno optato per passare la notte in hotel o per mettersi
in viaggio in bus, taxi o auto, con conseguenti spese extra. Durante la notte
non sono mancate tensioni tra i passeggeri e il personale di terra a causa delle
lunghe attese: è dovuta anche intervenire la polizia.
Nel dettaglio, dei voli in arrivo dalle 18 di ieri a questa mattina, 34 sono
stati dirottati su altri scali, 21 sono stati cancellati e 8 ritardati e
riprogrammati per la giornata di oggi. Di conseguenza, sono stati cancellati 26
voli previsti in partenza, mentre 6 sono stati operati da altri scali e altri 7
riprogrammati oggi. Nel frattempo, spiegano ancora da Sacbo, il problema tecnico
al sistema di avvicinamento strumentale è stato “risolto intorno alla
mezzanotte“. Sacbo, con il proprio personale e quello addetto alla sicurezza
aeroportuale, fa sapere di avere “provveduto ad attivare nell’immediato il piano
di assistenza ai passeggeri, con il supporto della Protezione Civile di Dalmine
per quanti sono rimasti in attesa nell’aerostazione, e agevolando i
trasferimenti di quelli che hanno scelto di rientrare nelle rispettive sedi o i
cui voli sono stati operati da altri aeroporti”.
I disagi hanno coinvolto anche la squadra della Roma, reduce dalla partita con
l’Atalanta di sabato a Bergamo. Come tantissimi altri passeggeri, anche i
giallorossi di mister Gasperini sono rimasti bloccati. I giallorossi avrebbero
dovuto ripartire per la Capitale da Orio al Serio. Hanoo così raggiunto in
autobus l’aeroporto di Milano Linate per un volo nella notte diretto a Roma e
che è poi decollato regolarmente.
Più complessa la situazione di un gruppo di bergamaschi in vacanza in Lapponia
rimasto bloccato a Rovaniemi, nel nord della Finlandia: nella notte la
temperatura nella località lappone è scesa a -28 gradi. Il volo Ryanair FR4312,
previsto inizialmente per le 21 di sabato, è stato prima posticipato e poi
gestito con ore di attesa senza comunicazioni ai passeggeri. Ancora a
mezzogiorno di domenica i passeggeri erano bloccati in Lapponia. “Dopo ore di
totale assenza di comunicazioni ufficiali – hanno raccontato al sito de L’Eco di
Bergamo – ci è stato semplicemente detto che potevamo lasciare l’aeroporto e
tornare il giorno successivo, senza alcun aiuto per trovare una sistemazione.
Gli hotel risultano tutti al completo e uscire dall’aeroporto significa
affrontare temperature di circa -28°C, senza un luogo dove andare né soluzioni
alternative”, hanno aggiunto.
L'articolo Un guasto tecnico e la nebbia bloccano l’aeroporto di Orio al Serio:
disagi per i passeggeri tra ritardi e voli cancellati proviene da Il Fatto
Quotidiano.
E alla fine, dopo le indagini antitrust, è scattata la multa per Ryanair.
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha condannato la compagnia
aerea a pagare oltre 255 milioni di euro per abuso di posizione dominante
dall’aprile del 2023 ad almeno l’aprile del 2025. Una constatazione che deriva
anche dalle quote di mercato di Ryanair, la quale trasporta circa il 40% dei
passeggeri nelle rotte da e per l’Italia. Una dominanza che, nella visione
dell’autorità, ha consentito – secondo l’authority – alla compagnia di agire in
modo indipendente da concorrenti e consumatori.
L’accusa principale era che Ryanair attuasse una strategia per ostacolare alle
agenzie di viaggio l’acquisto di voli sul sito ryanair.com: tutti ostacoli che
favoriscono l’acquisto di biglietti direttamente dai passeggeri, a discapito
dell’intermediazione offerta dalle agenzie.
Prima di tutto, secondo l’Antitrust, Ryanair ha imposto delle procedure di
riconoscimento facciale ai consumatori che compravano i biglietti tramite
agenzie fisiche. Successivamente, ha bloccato le prenotazione delle agenzie
digitali – come Booking ed Expedia – con il blocco dei metodi di pagamento e la
cancellazione degli account riconducibili a esse.
Infine, Ryanair ha imposto delle partnership alle agenzie di viaggio digitali e
l’utilizzo della piattaforma Travel Agent Direct alle agenzie fisiche: ostacoli
che hanno impedito alle agenzie di offrire i voli in combinazione con altri
servizi legati al turismo. Come armi, Ryanair ha utilizzato il blocco
intermittente delle prenotazioni e una campagna di comunicazione aggressiva nei
confronti delle agenzie.
Secondo l’Antitrust, tutte queste condotte hanno comportato una diminuzione
della vendita di biglietti per le agenzie tradizionali e del traffico internet
per quelle digitali. Una situazione che penalizza l’offerta nel mercato del
turismo e riduce la concorrenza tra le agenzie, peggiorando la quantità e la
qualità dei servizi offerti ai consumatori.
L'articolo Ryanair, multa dell’Antitrust da 255 milioni: “Abuso di posizione
dominante” proviene da Il Fatto Quotidiano.