Tag - Infrastrutture

Pedaggi autostradali, il futuro è nello smartphone. Addio al “vecchio” telepedaggio?
Per oltre trent’anni il telepedaggio ha rappresentato la porta d’accesso alla mobilità senza soste ai caselli. Un piccolo apparecchio fissato al parabrezza, capace di dialogare con le antenne e far sollevare la sbarra senza fermarsi. Oggi però la trasformazione digitale sta cambiando anche questo simbolo delle autostrade italiane: il prossimo passo potrebbe essere l’eliminazione del dispositivo fisico, sostituito direttamente dallo smartphone. Il sistema di telepedaggio nasce alla fine degli anni Ottanta. Il principio di funzionamento è rimasto quasi immutato: un apparato a bordo dell’auto comunica con il casello e consente l’addebito automatico. Nel frattempo, però, lo smartphone è diventato il centro delle funzioni digitali quotidiane, dai pagamenti ai servizi di mobilità. Da qui l’idea di trasferire anche il pedaggio autostradale all’interno del telefono. Le nuove soluzioni allo studio si basano su tecnologie di identificazione a radiofrequenza o su comunicazioni criptate tra smartphone e infrastruttura. Quando il veicolo si avvicina al portale autostradale, il telefono trasmette i dati necessari all’identificazione e al pagamento, senza bisogno di dispositivi aggiuntivi. L’addebito avviene in automatico e sul display possono comparire informazioni su costi, traffico o percorsi alternativi. Lo scenario potrebbe essere quello dipinto nella foto sopra, generata con l’Intelligenza Artificiale. Tra i progetti più avanzati c’è quello sviluppato da MobiQ, società controllata dal gruppo giapponese Denso, già in fase di sperimentazione in mercati come Stati Uniti e Giappone. L’obiettivo è creare un ecosistema in cui veicolo, smartphone e infrastruttura dialogano in tempo reale, rendendo il pagamento del pedaggio quasi invisibile. I vantaggi non riguardano solo gli automobilisti. Per i gestori delle autostrade, l’eliminazione degli apparati fisici e dei sistemi di lettura tradizionali significa ridurre costi di distribuzione, manutenzione e gestione amministrativa. I pagamenti diventano immediati, i processi più snelli e l’infrastruttura può integrarsi con altri servizi digitali. Questa evoluzione si inserisce in una tendenza più ampia della mobilità connessa. Le tecnologie V2X (vehicle-to-everything) puntano a far comunicare auto, strade e servizi online per migliorare sicurezza, fluidità del traffico e gestione dei pagamenti. In questo scenario, lo smartphone diventa il vero hub della mobilità, capace di sostituire chiavi, carte e dispositivi dedicati. Non mancano però le incognite. L’introduzione di questi sistemi richiederà aggiornamenti tecnologici, accordi tra concessionarie e garanzie sulla sicurezza dei dati. Restano anche le questioni legate alla precisione del segnale e alla copertura di rete, elementi fondamentali per un servizio che deve funzionare in modo automatico e senza errori. E poi, bisognerà assicurarsi di avere sempre la batteria dello smartphone ben carica… L'articolo Pedaggi autostradali, il futuro è nello smartphone. Addio al “vecchio” telepedaggio? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fatti a motore
Autostrade
Infrastrutture
Altro che Ponte, la Tirrenica resta l’opera più incompiuta d’Italia: Salvini mette 0 euro. E (oltre a Giani) si arrabbia anche Fdi
I mal di pancia e le tensioni tra Fratelli d’Italia e la Lega hanno un nuovo fronte di battaglia: la Tirrenica, l’opera più incompiuta d’Italia. La Sat, la società che doveva costruirla è stata istituita nel 1968, ma dei 242 km da Livorno a Civitavecchia ne sono stati realizzati solo 40. Protagonisti dello scontro viario nel centrodestra sono due parlamentari toscani, il leghista Manfredi Potenti, 49 anni, senatore di Cecina, molto vicino a Matteo Salvini, e il parlamentare grossetano Fabrizio Rossi, 50 anni, ex coordinatore regionale dei meloniani toscani. Tutto è nato dal fatto che nella legge di bilancio il governo non ha stanziato un euro per la Tirrenica suscitando le ire del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che, a fine novembre 2025, aveva avuto – dice lui – impegni chiari da parte di Elisabetta Pellegrini, responsabile della struttura tecnica del Mit di Matteo Salvini, riguardo alla realizzazione dei lotti 5A e 5B da Fonteblanda a Pescia Fiorentina, nel tratto della vecchia Aurelia da Grosseto al confine con il Lazio. Si era concordato, nell’incontro tra Giani e il ministero di Salvini, uno stanziamento di 300 milioni. Ma a sorpresa dalla manovra di Palazzo Chigi non è stato previsto neppure un euro per la Tirrenica: sorpresa, amara per i toscani tantopiù perché invece il governo i soldi per il collegamento da Latina all’Autosole li ha trovati. Da qui l’ira di Giani e le giustificazioni del salviniano Potenti che ha chiesto l’azzeramento del progetto: “Meglio ripartire da capo, occorre un nuovo progetto da parte dell’Anas perché quello vecchio è in scadenza e comunque riguardava un’opera nel frattempo ripensata”. Giani si è affrettato ad organizzare una conferenza stampa per attaccare la posizione di Potenti-Salvini: “Inaccettabile. La Toscana non sarà complice di rimpalli ed equivoci tesi alla non realizzazione di un’opera che ritiene strategica. Occorre invece finanziare ed iniziare i lavori per la realizzazione dei due lotti finali, che portano da Fonteblanda al confine con il Lazio. Per questo chiederò un incontro chiarificatore urgente al ministro Salvini. E’ il momento di uscire dalla commedia degli equivoci”. Per ora Salvini non ha risposto, ma a sorpresa è uscito in appoggio indiretto a Giani il meloniano Rossi che ha detto no a qualsiasi azzeramento, a tentativi che possono apparire delle proprie e vere perdite di tempo, ribadendo che per Fratelli d’Italia la Tirrenica è “un’opera cruciale”. D’altra parte Rossi appartiene ad un’area politica, la destra di matrice ex missina, che ha avuto nell’ex ministro Altero Matteoli un sostenitore convinto della Tirrenica, quasi una bandiera politica da sventolare soprattutto contro la sinistra riottosa alla realizzazione dell’autostrada. Nel 2011 Matteoli – morto nel 2017 per le conseguenze di un incidente sull’Aurelia, a Capalbio – da ministro, annunciò che nel 2016 la Tirrenica sarebbe stata realizzata. Dieci anni dopo non solo l’autostrada non è stata inaugurata, ma è stata addirittura declassata a superstrada, denominata “Corridoio tirrenico”, gestito non più da Sat ma dall’Anas. Costi ridotti all’osso (da quattro a poco più di un miliardo) e niente pedaggio per gli utenti. Nonostante questo, il governo non riesce a realizzare i lotti 5 A e 5B per mettere in sicurezza il tratto più pericoloso e incidentato della vecchia Aurelia. “Un tratto ormai diventato un cimitero”, denuncia il sindaco di Capalbio Gianni Chelini. L'articolo Altro che Ponte, la Tirrenica resta l’opera più incompiuta d’Italia: Salvini mette 0 euro. E (oltre a Giani) si arrabbia anche Fdi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Matteo Salvini
Infrastrutture
Ministero delle infrastrutture
Treno interoceanico con 250 persone a bordo deraglia in Messico: almeno 13 morti e 98 feriti
Almeno tredici persone hanno perso la vita in un incidente ferroviario in Messico. Un treno interoceanico con a bordo 250 persone è deragliato nel comune di Asunción Ixtaltepec, nei pressi della città di Nizanda, nello Stato meridionale di Oaxaca. Secondo gli ultimi aggiornamenti, 139 persone sono fuori pericolo e 98 sono rimaste ferite, di cui 36 in attesa di assistenza medica. Il fatto è avvenuto su una linea ferroviaria che è strategica per le infrastrutture del Paese: il corridoio interoceanico dell’istmo di Tehuantepec, infatti, collega il Golfo del Messico all’Oceano Pacifico. Su X, il governatore dell’Oaxaca, Salomon Jara Cruz, ha pubblicato un messaggio per esprimere solidarietà alle vittime: “Siamo profondamente addolorati per l’incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Nizanda [. . . ] Il Governo dello Stato esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso la vita in questo tragico incidente. Offriamo il nostro pieno sostegno e impegno alle famiglie di coloro che viaggiavano sul treno interoceanico”. Le operazioni di ricerca e soccorso delle vittime sono state condotte dalla Marina messicana, che ha schierato 360 militari, venti veicoli, quattro ambulanze terrestri, tre aeroambulanze e un drone. Intanto, la Procura generale del Messico ha avviato le indagini sull’incidente, fa sapere la Procuratrice generale Ernestina Godoy Ramos in un post sui social media. L'articolo Treno interoceanico con 250 persone a bordo deraglia in Messico: almeno 13 morti e 98 feriti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Messico
Mondo
Incidenti
America
Treni