Il blocco dei binari a Porta Susa, le recinzioni tagliate nell’aeroporto di
Caselle, i danneggiamenti alle Ogr e gli scontri all’esterno degli impianti di
Leonardo e l’assalto alla sede de La Stampa hanno portato 5 persone agli arresti
domiciliari – e altre 12 hanno l’obbligo di firma, oltre a un divieto di dimora
– nell’ambito di un’inchiesta della Digos, coordinata dalla procura di Torino.
Tutti gli episodi violenti erano nati da frange che si erano staccate nel corso
delle proteste Pro-Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla.
Le ipotesi avanzate dai magistrati nei confronti dei 18 antagonisti di Cua e del
Ksa al centro dell’inchiesta – undici sono uomini, 7 donne – sono, a vario
titolo, di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e
lesioni a pubblico ufficiale. Prima del blitz, la Digos aveva notificato il
decreto di fissazione degli interrogatori preventivi a 18 antagonisti per i
quali la procura aveva depositato una richiesta di misura cautelare, con
l’ipotesi per tutti degli arresti domiciliari.
Contestualmente all’esecuzione delle misure gli agenti della Digos, guidata
dalla dirigente Rita Fabretti, hanno effettuato tre perquisizioni domiciliari,
anche informatiche, con il supporto del Centro operativo per la sicurezza
cibernetica. Dopo che è scattata l’operazione, i collettivi vicini al centro
sociale Askatasuna hanno parlato di “repressione sulle lotte per la Palestina” a
Torino”: “Dai cortei oceanici che assediarono Leonardo all’ingresso dentro le
Ogr fino al blitz a città metropolitana e La Stampa, la procura di Torino
continua a costruire il proprio castello di carte”, scrivono.
Tra i reati, aggiungono gli autonomi, “ci sono i blocchi stradali e ferroviari,
indice della volontà sia di colpire una pratica messa in atto da migliaia e
migliaia di persone in tutta Italia, sia del fatto che il movimento di settembre
e ottobre ha fatto veramente paura”. “A Torino da mesi si stanno susseguendo
operazioni di polizia quasi settimanali contro le lotte, in un attacco che non
accenna a fermarsi, ma anche le lotte non si fermano, saremo già da questo
weekend a Livorno per il convegno ‘Per realizzare un sogno comune’ organizzato
dalla rete Infoaut. Sarà un momento di condivisione e di analisi di come
organizzarci insieme all’altezza della fase e del periodo che stiamo
attraversando”.
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polizia: 5 antagonisti ai domiciliari e 12 obblighi di firma proviene da Il
Fatto Quotidiano.
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Lo hanno beccato proprio mentre stava posizionando una decina di pietre sopra le
rotaie della ferrovia. Poi dopo averlo fermato, quando sono arrivati nella sua
abitazione per perquisirla, avrebbero ritrovato vario materiale riconducibile
all’area antagonista.
Per questi motivi un 20enne – come anticipato dal Tg1 sui suoi profili social –
è stato arrestato nel Bolognese. L’accusa mossa nei suoi confronti dalla procura
di Bologna, guidata da Paolo Guido, è attentato alla sicurezza dei trasporti. Il
fermo è avvenuto martedì sera nei pressi di Castel San Pietro, in un tratto dove
i militari dell’Arma sono intervenuti sulla base di una segnalazione.
> Arrestato dai carabinieri un 20enne nel #bolognese mentre collocava pietre
> sulle #rotaie. A casa del fermato è stato trovato vario materiale
> riconducibile all’area dell’estremismo antagonista.#Tg1
> pic.twitter.com/IsMhBF6gG5
>
> — Tg1 (@Tg1Rai) February 18, 2026
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Bolognese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Se il governo Meloni attende una nuova guerriglia in stile Torino, per le
contestazioni alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, certamente rimarrà
deluso. In città tra domani e domenica 8 febbraio sono previste diverse
manifestazioni di dissenso, organizzate dal Cio, acronimo del Comitato
insostenibili olimpiadi. Le hanno chiamate Utopiadi e ad animarle sarà l’area
antagonista milanese e non solo. Si badi antagonista o area autonoma che nulla
ha a che vedere con il blocco nero osservato per le strade del capoluogo
piemontese alla fine del grande corteo per lo sgombero del centro sociale
Askatasuna.
A Torino a gestire la protesta (armata) è stata l’area anarco-insurrezionalista
arrivata anche dalla Spagna, Francia e Germania. A Milano si osserverà ben altra
musica. A partire dai 10mila che sabato 7 febbraio scenderanno in piazza alle
15. Qui, come detto, l’anima è antagonista e legata ai centri sociali. Il
corteo, che da piazza Medaglie d’oro arriverà fino al quartiere Corvetto
sfiorando la sede del Villaggio Olimpico, ha una marcata connotazione politica,
legata alla protesta ambientale, alla lotta per la casa e ad altre tematiche.
Attese circa 10mila persone che certo non mancheranno di far sentire la propria
voce anche con azioni importanti. Esclusa però la presenza dell’area anarchica o
dei casseurs.
Il paragone con il primo maggio del 2015 è del tutto fuori luogo. I protagonisti
milanesi di allora, oggi assenti, avevano collegamenti importanti ad esempio con
l’area anarchica anche straniera che prese il sopravvento su quella autonoma
anche allora organizzatrice del corteo. A questo giro, però, non vedremo black
bloc e guerriglia. Ma se il 7 resta il clou della tre giorni, già questa sera è
prevista un po’ di animazione quando la fiaccola arriverà in piazza Duomo in
concomitanza con una assemblea studentesca all’università Statale, dove decine
di manifestanti sono assiepati nella sede di via Sforza in attesa del passaggio.
Domani, poi, con la fiaccola olimpica che arriverà allo stadio Meazza per
l’inaugurazione dei giochi, è atteso un corteo nel quartiere di San Siro.
Appuntamento alle 18 in piazza Selinunte, location ormai nota per i cantati trap
della Seve 7oo. Il corteo dovrebbe svolgersi in modo pacifico e snodarsi per le
strade del quartiere che si trovano a ridosso dello stadio. I mezzi della
polizia rimarranno ai lati per evitare scontri soprattutto con i ragazzi di
seconda e terza generazione che qui sono presenti in grande numero.
Nella serata del 6 febbraio alla vigilia del grande corteo sono poi attese
azioni estemporanee. Tra queste l’occupazione di uno stabile. Dove come e
quando, resta un’incognita. Si sa solo che ci sarà un’occupazione e che durerà
solo una notte. L’azione sarà tollerata dalle forze dell’ordine. Domenica 8
febbraio invece sarà una domenica dedicata allo sport popolare che animerà i
quartieri della città. Questo il programma delle utopiadi. Sabato 7 febbraio
resta certamente la giornata più calda. Detto della probabile assenza dell’area
anarchica, vista in città l’ultima volta per i cortei pro-Cospito, i centri
sociali saranno tanti e si attendono azioni eclatanti ma non violente come
quelle osservate durante il grande corteo dello scorso settembre per lo sgombero
del Leoncavallo quando la protesta colorò di rosa fuxia il Pirellino finito
nell’inchiesta milanese sull’urbanistica.
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Azioni eclatanti, occupazioni e 10mila in piazza. Ma gli anarchici non ci
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