Il Molise si prepara a sbarcare a Sanremo con uno spazio promozionale nel cuore
del Festival, per attirare visitatori e rilanciare l’immagine turistica della
regione. Però c’è un problema: i turisti non sanno che nel capoluogo di Regione
non passano i treni. Pochi giorni fa è stata organizzata una mobilitazione
permanente ed è stata lanciata una petizione per chiedere la riapertura della
stazione di Campobasso e il ripristino del servizio ferroviario, fermato sei
anni fa per consentire i lavori di ammodernamento ed elettrificazione. Nel 2019,
infatti, era stato firmato un accordo di programma tra Comune, Rete ferroviaria
italiana e Regione per il rifacimento della stazione e l’eliminazione dei
passaggi a livello. Da allora la tratta tra il capoluogo e Bojano è chiusa,
rendendo impossibile raggiungere in treno grandi città come Roma e Napoli.
L’iniziativa della petizione è stata presentata davanti alla stazione del
capoluogo molisano dalla sindaca civica Marialuisa Forte e da un gruppo di
consiglieri regionali: Alessandra Salvatore, Vittorio Facciolla e Micaela
Fanelli del Partito democratico insieme a Roberto Gravina e Angelo Primiani del
Movimento 5 stelle. Obiettivo: sollecitare il completamento dei lavori e
riportare i treni in città molto prima dell’ennesima scadenza annunciata. Il
problema, denunciano i promotori, è soprattutto la durata dei cantieri.
“Nell’ultima seduta ci è stato detto che i treni torneranno a partire da
Campobasso, in base alle previsioni, nel 2028”, ha evidenziato Salvatore,
capogruppo del Pd in Consiglio regionale.
“Questo per noi è inaccettabile, pretendiamo degli interventi decisi, perché si
può lavorare per lotti funzionali in più parti del percorso”, ha ribadito la
prima promotrice. Nel frattempo i costi dell’opera sono lievitati in modo
significativo, passando dai 120 milioni inizialmente previsti agli attuali 400
milioni. Sui ritardi pesano anche criticità tecniche. Il consigliere regionale
ed ex sindaco di Campobasso Roberto Gravina ha sottolineato “i tanti punti
interrogativi che pesano sui lavori e sugli imprevisti legati al crollo in una
galleria”. E ha aggiunto che “c’è una interrogazione in Parlamento con la quale
chiediamo di conoscere i dettagli di quanto accaduto e capire se c’è stata
superficialità nella progettazione”.
Per questo è nata la petizione online su Change.org, sostenuta dal
centrosinistra locale e dal “Presidio per non morire”, rappresentato da Filippo
Poleggi del Movimento Consumatori Molise. Il testo della petizione – che ha
raccolto mille firme nelle prime 24 ore – denuncia la situazione e le sue
conseguenze come gli enormi danni all’economia del posto e l’impatto sulla vite
dei pendolari. Secondo i firmatari, l’assenza di collegamenti su rotaie “aumenta
le difficoltà nei collegamenti interregionali e penalizza ulteriormente una
regione già svantaggiata dal punto di vista infrastrutturale”.
Il Consiglio regionale del Molise ha già approvato una mozione per chiedere al
Ministero dei Trasporti e a Rfi di completare i lavori entro il 2026, ma, si
legge ancora nella petizione, “i lavori procedono ancora a rilento e la città e
tutto il Molise centrale continuano a soffrire”. Da qui la richiesta di
accelerare: “Chiediamo che vengano effettuati sforzi straordinari per accelerare
il processo di ammodernamento, con l’obiettivo di ristabilire il servizio
ferroviario a Campobasso entro e non oltre il 2026”. I promotori chiedono anche
risorse aggiuntive, una migliore pianificazione e una comunicazione più efficace
tra le parti coinvolte. La mobilità, sottolineano le opposizioni, è “un diritto
fondamentale e costituzionale al pari della sanità e dell’istruzione”.
“Facciamo sentire la nostra voce per porre fine a queste inaccettabili
tempistiche di attesa e lavoriamo insieme per un futuro in cui il trasporto
ferroviario a Campobasso torni ad essere una realtà”, si legge nell’appello. Una
battaglia che, dopo anni di cantieri e ritardi, si allarga a mobilitazioni e
iniziative rivolte direttamente alla cittadinanza. Proprio come quelle per la
sanità regionale, con il sindaco d’Isernia che da fine dicembre dorme in tenda
davanti all’ospedale contro i tagli al servizio pubblico e una fiaccolata che ha
fatto scendere in strada migliaia di persone. Tutti segnali di protesta contro
la marginalità della Regione.
L'articolo Campobasso senza treni da sei anni, M5s e Pd lanciano una petizione:
“Non possiamo aspettare fino al 2028” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lo hanno beccato proprio mentre stava posizionando una decina di pietre sopra le
rotaie della ferrovia. Poi dopo averlo fermato, quando sono arrivati nella sua
abitazione per perquisirla, avrebbero ritrovato vario materiale riconducibile
all’area antagonista.
Per questi motivi un 20enne – come anticipato dal Tg1 sui suoi profili social –
è stato arrestato nel Bolognese. L’accusa mossa nei suoi confronti dalla procura
di Bologna, guidata da Paolo Guido, è attentato alla sicurezza dei trasporti. Il
fermo è avvenuto martedì sera nei pressi di Castel San Pietro, in un tratto dove
i militari dell’Arma sono intervenuti sulla base di una segnalazione.
> Arrestato dai carabinieri un 20enne nel #bolognese mentre collocava pietre
> sulle #rotaie. A casa del fermato è stato trovato vario materiale
> riconducibile all’area dell’estremismo antagonista.#Tg1
> pic.twitter.com/IsMhBF6gG5
>
> — Tg1 (@Tg1Rai) February 18, 2026
L'articolo “Stava mettendo pietre sui binari del treno”: arrestato 20enne nel
Bolognese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il giorno dopo i sabotaggi che hanno comportato ritardi monstre, cancellazioni
di treni e disagi per i passeggeri, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi,
ha convocato un Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che si
terrà lunedì pomeriggio al Viminale. Oltre ai vertici delle forze di polizia e
dell’intelligence, prenderanno parte alla riunione anche i dirigenti del Gruppo
Ferrovie dello Stato, a testimonianza dell’urgenza con cui le autorità intendono
affrontare la situazione. Un clima di crescente allarme segna la situazione
sulla rete ferroviaria italiana, dove ieri sono stati registrati nuovi atti di
sabotaggio che hanno paralizzato il traffico su due delle principali linee
dell‘Alta Velocità, Roma-Napoli e Roma-Firenze. Gli episodi, avvenuti poco prima
dell’alba, hanno avuto un impatto pesante sulla circolazione, con cancellazioni
e ritardi che hanno superato le due ore.
A causa di un danneggiamento ad un pozzetto e di cavi incendiati, il traffico
ferroviario è stato completamente interrotto fino a mezzogiorno, causando forti
disagi ai passeggeri. Stazioni come Milano e Bologna hanno registrato punte di
ritardi fino a 150 minuti. Tra i viaggiatori, molti si sono lamentati per i
disagi e per il danno economico subito, come nel caso di un passeggero costretto
a comprare un nuovo biglietto per un viaggio all’estero. “Sabotaggi o non
sabotaggi, si danneggiano solo le persone,” ha dichiarato uno dei viaggiatori
bloccati in attesa.
La dinamica di questi atti criminosi sembra ripercorrere quanto accaduto nei
giorni scorsi a Bologna e Pesaro, dove analoghi atti di sabotaggio erano stati
rivendicati da gruppi anarchici. Questo legame ha spinto le forze dell’ordine a
rafforzare la vigilanza, implementando un monitoraggio costante delle aree più
sensibili e un incremento dei pattugliamenti lungo le linee ferroviarie. “Questi
sono atti odiosi contro i lavoratori e contro l’Italia,” ha dichiarato ieri
Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti. “Abbiamo aumentato i
controlli per stanare i responsabili e impedire ulteriori danni.”
Nel frattempo, la polizia ferroviaria, insieme alla Digos, ha avviato le
indagini per individuare i responsabili ritenendo che dietro i sabotaggi ci sia
un chiaro intento doloso. Un’ipotesi che alimenta il timore che gli attacchi
possano essere parte di una campagna mirata a creare disordini in concomitanza
in coincidenza con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
L'articolo Caso sabotaggi, Piantedosi convoca il Comitato nazionale per l’ordine
e la sicurezza. Lunedì vertice al Viminale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Due episodi verificati, un terzo in fase di accertamento. Secondo Ferrovie dello
Stato, ci sono stati di nuovo sabotaggi sulle linee dell’alta velocità
Napoli-Roma e Roma-Firenze, dove la circolazione è rallentata per permettere ai
tecnici di ripristinare le infrastrutture. La notizia è arrivata direttamente
con una nota Fs, in cui il gruppo ha spiegato che la sala operativa di RFI ha
segnalato un’anomalia fra Salone e Labico e i tecnici intervenuti sul posto
hanno riscontrato danni ai cunicoli contenenti i cavi che gestiscono la
circolazione dei treni e la bruciatura degli stessi. Non solo. Sull’alta
velocità Roma-Firenze, per un altro atto doloso fra Tiburtina e Settebagni, i
treni stanno registrando ritardi e deviazioni. Fs ha anche spiegato che è in
corso di accertamento un terzo episodio fra Capena e Gallese, sempre sulla linea
alta velocità Roma-Firenze. Sono in corso i rilievi dell’autorità giudiziaria
per accertare quanto accaduto. Al termine dei rilievi, sarà possibile effettuare
l’intervento dei tecnici di Rfi per il ripristino.
Al momento, tuttavia, la circolazione è alquanto difficoltosa, con ritardi fino
a 90 minuti. Sul tabellone degli arrivi della Stazione Termini un Frecciarossa
in arrivo da Milano segna un ritardo di un’ora e mezzo. Viaggiano con un ritardo
attorno ad un’ora altri sei convogli, con un treno proveniente da Napoli e uno
da Mantova serviti dalle diverse società. Molti i treni con ritardi attorno ai
20-30 minuti. E nel frattempo impazza la polemica politica. “Odiosi atti
criminali contro i lavoratori e contro l’Italia. È stata aumentata la vigilanza
e abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti, sperando che
nessuno minimizzi o giustifichi gesti criminali che mettono a rischio la vita
delle persone” ha detto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.
L'articolo Altri sabotaggi sulla linea dell’Alta Velocità, treni in ritardo in
mezza Italia. Salvini: “Staneremo i delinquenti” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il Gruppo FS ha presentato nei giorni scorsi il nuovo logo Frecciarossa e
annunciato l’accelerazione del rinnovo della flotta con l’arrivo di 46 nuovi
convogli. All’evento, svoltosi a Milano Centrale, era esposto anche un
Frecciarossa 1000 con la “Effe” rinnovata sul muso e il nuovo marchio applicato
su fiancate e interni.
Sorprende questo cambio di logo le anche perché le FFS (svizzere) hanno lo
stesso logo dal 1972 e le DB (tedesche) il loro dal 1955 (con leggere modifiche
nel 1994).
Le FS evidentemente sentono la necessità di cambiare qualcosa per motivi non
meglio specificati. Solitamente il marketing non cambia un logo di ottima fama.
“Il nuovo logo Frecciarossa rappresenta un’evoluzione coerente con il percorso
industriale che stiamo portando avanti – ha dichiarato Gianpiero Strisciuglio,
amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia – ed è il simbolo di
un rinnovamento che accompagna la crescita del brand, puntando su innovazione e
qualità del servizio”. Il marchio sarà progressivamente esteso a tutta la flotta
e ai principali spazi e supporti Trenitalia, a partire dalle FRECCIALounge di
Roma Termini e Milano Centrale, per poi raggiungere gli altri touchpoint.
Alle dichiarazioni di principio si sono però affiancati dati difficilmente
percepibili dai passeggeri, che registrano rincari tariffari nelle giornate e
negli orari di punta e un aumento dei treni in ritardo. Sul fronte ambientale è
stato evidenziato un tasso di riciclabilità della flotta del 97,1% e un recupero
dei materiali del 98,2%, anche grazie a motori elettrici di nuova concezione.
Molti utenti si attendevano però indicazioni più concrete sulle performance
operative: nel 2025, in media, un Frecciarossa su tre ha registrato ritardi
rilevanti. Dall’evento non sono emersi impegni specifici per migliorare
regolarità e puntualità nel 2026, né valutazioni sul livello di saturazione dei
principali nodi ferroviari o su eventuali rimodulazioni dell’offerta. Nessun
dato è stato fornito sul load factor (coefficiente di riempimento) né
sull’andamento economico del segmento Alta Velocità.
L’elevata frequenza dei treni AV, in particolare sulla Roma–Napoli, ha inoltre
effetti negativi sulla circolazione dei treni pendolari e merci. Da tempo
l’offerta appare superiore alla capacità dei nodi ferroviari. Se la competizione
tra Frecciarossa (Gruppo FS) e Italo (Gruppo MSC) ha inizialmente favorito
l’aumento delle frequenze e la riduzione delle tariffe, oggi l’offerta risulta
molto elevata mentre i prezzi non mostrano più la stessa dinamica ribassista.
Sulla Milano–Napoli circolano circa 160 treni al giorno, con punte di una corsa
ogni 20 minuti. L’offerta complessiva è di circa 75.200 posti quotidiani (470
per treno). In Spagna, tra Madrid e Barcellona, i collegamenti sono circa 90 al
giorno, numero analogo alla Parigi–Lione; in Francia, tuttavia, i convogli
possono trasportare oltre 1.000 passeggeri, per un’offerta superiore a 90mila
posti giornalieri, nonostante un minor numero di treni.
Una possibile soluzione per decongestionare i nodi di Bologna, Firenze e Roma
potrebbe essere l’impiego sistematico di convogli in doppia composizione (400
metri complessivi), mantenendo invariata la capacità ma riducendo il numero
delle tracce orarie e migliorando la puntualità.
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la crescita del traffico aereo
sulla Milano Linate–Roma Fiumicino nonostante la crescita del numero di treni
sulla stessa tratta. Se nel 2021 solo il 9% dei viaggiatori tra Milano e Roma
sceglieva l’aereo, nel 2024 la quota è salita al 18%, con 1.053.000 passeggeri e
un incremento del 21% rispetto al 2023.
Le ragioni sono principalmente due: il prezzo e l’affidabilità. Un viaggio
andata e ritorno in aereo può costare mediamente poco meno di 100 euro (con
aumenti nei weekend), mentre per l’Alta Velocità si superano mediamente i 200
euro per un biglietto Standard Trenitalia e poco meno per una tariffa Smart di
Italo. Inoltre, per chi viaggia frequentemente per lavoro, la puntualità resta
un fattore decisivo: la certezza dell’orario di arrivo rappresenta oggi un
elemento competitivo cruciale.
L'articolo FS cambia il logo dei Frecciarossa ma non spiega ritardi e
inaffidabilità proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il grave incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Adamuz, in Andalusia,
ripropone con forza il tema della sicurezza ferroviaria non solo in Spagna, ma
in tutta Europa.
Il treno ad alta velocità Frecciarossa 1000, gestito dalla società ferroviaria
Iryo, controllata da Fs International che fa parte del Gruppo Ferrovie dello
Stato, era partito da Malaga ed era diretto a Madrid. Sono deragliati gli ultimi
tre vagoni del convoglio, che hanno invaso la linea adiacente sulla quale stava
transitando un treno delle ferrovie spagnole (Renfe) diretto a Huelva. L’impatto
tra i due convogli ha fatto precipitare alcune carrozze sotto un terrapieno a
circa quattro metri di profondità. Lo scontro ha causato, a tutt’oggi, 41 morti
e 150 feriti.
In attesa di un approfondimento delle indagini, questo incidente riporta alla
mente un’altra sciagura avvenuta in Grecia, a Tempe, in Tessaglia, dove un treno
Intercity, gestito da una società (TrainOSE, oggi Hellenic Train) controllata al
100% dal gruppo FS, provocò 57 vittime e oltre 85 feriti nello scontro con un
treno merci. È purtroppo così che l’opinione pubblica nazionale è venuta a
conoscenza dell’internazionalizzazione delle attività del gruppo ferroviario
italiano, solo in occasione di questi gravi incidenti. È da qui che oggi si può
prendere spunto per chiedersi se tali “operazioni imprenditoriali” siano
realmente profittevoli — economicamente, tecnologicamente e strategicamente —
per il nostro Paese.
Negli ultimi anni le FS hanno varato un piano di espansione dell’Alta velocità
che, con la liberalizzazione delle reti continentali, ha coinvolto non solo la
Spagna, ma anche Grecia, Francia, Germania, Austria e Svizzera. Oltre al
successo in termini di traffico dell’alta velocità italiana, va però ricordato
che i conti economici di questo segmento non risultano particolarmente positivi
per il gruppo FS e che il sistema si regge in larga parte grazie ai sussidi
statali. Un sistema che avrebbe bisogno di un vero “tagliando”, vista la
saturazione delle linee e gli effetti negativi — minore manutenzione, riduzione
degli spazi nei nodi — che hanno penalizzato il trasporto pendolare.
Il business dell’Alta velocità appare poco chiaro. Se in Italia può essere
compreso un consistente sostegno pubblico ai treni AV — anche se il “tagliando”
resta necessario, visto il peggioramento della puntualità — diventa invece
difficile spiegare il costo dell’aggiudicazione, nel 2017, della gara per i
treni ellenici, pari a 45 milioni di euro, in assenza di altri acquirenti. A ciò
vanno aggiunti, dal 2023, i costi legati all’incidente di Tempe, per il quale,
in occasione del suo secondo anniversario, i familiari delle vittime hanno
riempito di proteste le piazze greche, ancora in cerca di verità e di
indennizzi.
Per Iryo (51% FS, 25% Air Nostrum,24%Globalvia), nata nel 2021, FS ha investito
somme rilevanti per l’acquisizione del pacchetto di maggioranza, mentre
recentemente la società ha stanziato un miliardo di euro per l’acquisto di 20
nuovi treni Frecciarossa 1000, prodotti in Italia da Hitachi e Alstom (aziende
che, tuttavia, non sono italiane).
Con una certa insistenza, a poche ore dal deragliamento, ha preso piede
l’ipotesi che la causa dell’incidente sia da ricercare in un cedimento
infrastrutturale, in particolare di una saldatura che teneva insieme due rotaie
lunghe. Una tipologia di incidente che riporta alla mente il caso di Pioltello,
dove otto anni fa la rottura di un giunto provocò il deragliamento di un treno
regionale diretto a Milano: tre donne persero la vita e si contarono oltre cento
feriti. RFI, solo dopo alcuni giorni di indagini, fece emergere l’ipotesi del
cedimento di un giunto usurato, ipotesi che venne poi confermata come causa del
disastro. Una gravissima ed evidente carenza manutentiva, anche perché il
problema era noto e l’intervento di riparazione era stato ripetutamente
rinviato. Tale responsabilità fu successivamente accertata anche in sede
processuale.
L'articolo Incidenti e sicurezza ferroviaria: l’espansione di Fs all’estero è
davvero un profitto per l’Italia? proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un pezzo di rotaia saltato via, all’altezza di una saldatura tra due tratti di
binario, potrebbe spiegare la dinamica del disastro ferroviario di Adamuz, in
Andalusia, nel quale si contano decine di morti. A causare il deragliamento di
un treno di Iryo, compagnia ferroviaria partecipata da Ferrovie dello Stato, che
ha provocato a sua volta la fuoriuscita dai binari di un convoglio di Renfe,
l’operatore statale spagnolo, sarebbe stata la rottura di una saldatura di due
rotaie.
C’è una frame di un video diffuso dalla Guardia Civil a testimoniare un vuoto di
circa una trentina di centimetri dell’infrastruttura. È lì che il convoglio Alta
Velocità di Ilyo, un treno con quattro anni di anzianità e revisionato solo
pochi giorni fa, è uscito dalla rotaia. Tre vagoni – dal sesto all’ottavo – sono
deragliati finendo nella “corsia” opposta dove, venti secondi dopo, è arrivato
il treno di Renfe provocando un devastante impatto a 200 chilometri orari.
A quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, la saldatura tra due pezzi di binario
sarebbe saltata: il passaggio delle prime carrozze dell’Ilyo – sulle ruote ci
sarebbero dei segni – avrebbe allargato lo spazio fino a quando l’ottava non ha
più avuto un “appoggio”, deragliando e portando con sé anche la sesta e la
settima. Una dinamica che – per certi versi – ricorda quella dell’incidente di
Pioltello.
Quel vuoto di circa 30 centimetri tra i binari rappresenta il “punto zero” dal
quale è partita l’inchiesta degli investigatori spagnoli. Se l’innesco
dell’incidente verrà confermato bisognerà poi procedere a ritroso, anche perché
in quel tratto negli scorsi mesi sono stati segnalati diversi disguidi che
avevano costretto il gestore dell’infrastruttura Adif, cioè il corrispettivo
spagnolo di Rfi, a rallentare la marcia dei treni. L’ultimo risaliva al 23
dicembre, quando Adif aveva spiegato che tra Adamuz e Cordova c’era stato un
“guasto a uno degli scambi”.
Tutto ciò nonostante, come detto dal ministro dei Trasporti Oscar Puente, la
linea fosse stata interessata da lavori a maggio con un investimento da 700
milioni di euro. Un mese dopo, il Partito Popolare aveva presentato
un’interrogazione per chiedere chiarimenti riguardo ai guasti in quel tratto
lungo la linea dell’Alta Velocità. Non solo: sui social circola una lettera
dell’8 agosto firmata dal sindacato dei macchinisti Semaf.
Si dicono preoccupati le “vibrazioni” lungo quattro tratte dell’Alta Velocità,
compreso la Madrid-Siviglia-Malaga, cioè quella del deragliamento parlando di
una “degradazione profonda e veloce del materiale rotabile” a causa dell’alto
numero di treni di passaggio. E aggiungevano: “I nostri colleghi di diverse
compagnie ferroviarie lo hanno segnalato al Responsabile della circolazione di
Adif, senza ottenere alcuna misura” per ridurre i rischi. Al momento,
ovviamente, è prematuro collegare in via diretta l’allarme dei macchinisti alla
causa dell’incidente. Ma la segnalazione di agosto dimostra come quella tratta
fosse già stata oggetto di discussioni tra Adif, l’Agenzia per la sicurezza
ferroviaria spagnola e i lavoratori.
L'articolo Il binario rotto e l’allarme dei macchinisti per le vibrazioni: le
ipotesi sull’incidente dei treni in Andalusia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Grave incidente ferroviario lungo la linea dell’alta velocità che collega Madrid
e la regione meridionale dell’Andalusia, in Spagna. Due treni si sono scontrati
nei pressi della stazione di Adamuz, vicino Cordoba, provocando almeno ventuno
vittime confermate e un centinaio di feriti, dei quali 25 gravi, con alcuni
passeggeri che sono ancora intrappolati nei vagoni coinvolti, secondo la Guardia
Civil, i servizi di emergenza e testimoni.
Secondo una prima ricostruzione fornita da Adif, le infrastrutture ferroviarie
spagnole, l’incidente si è verificato alle 19:39, quando un treno della
compagnia Iryo in servizio tra Malaga e Madrid Puerta de Atocha, con 317 persone
a bordo, è deragliato nei deviatoi di ingresso alla via 1 della stazione di
Adamuz. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da ilfattoquotidiano.it, tutto è
successo in corrispondenza di uno scambio che potrebbe non aver funzionato
correttamente. Al momento, fanno sapere, è solo un’ipotesi. L’ottavo vagone del
treno Iryo è uscito dai binari e avrebbe fatto deragliare anche il sesto e il
settimo. Proprio in quel momento passava un treno dell’alta velocità della
statale Alvia (Renfe) nell’altra direzione – proveniente da Madrid e diretto a
Huelva – che ha travolto il convoglio Etr 1000 di fabbricazione italiana (era
entrato in servizio appena due anni fa) e gestito dalla società Iryo. Iryo è il
marchio dei treni operati da Ilsa, consorzio composto da Ferrovie dello Stato
International (51%), Air Nostrum e Globalvia. Come scrive El Pais, l’operatore
Iryo è il secondo per quota di mercato in Spagna e dispone di 20 treni di ultima
generazione ETR-1000 prodotti da Hitachi.
La circolazione ferroviaria fra Madrid e la regione Andalusia è stata
immediatamente sospesa, con pesanti disagi per migliaia di utenti per il rientro
domenicale, mentre le autorità della regione, che hanno attivato il livello 1 di
emergenza di Protezione Civile, parlano di un bilancio “molto grave” e ancora
provvisorio. “L’impatto è stato terribile provocando quindi il deragliamento dei
due primi vagoni del treno (Alvia) di Renfe”, ha dichiarato il ministro dei
Trasporti, Oscar Puente, in un messaggio su X. “Il numero di vittime non può
essere confermato in questo momento”, ha detto.
Intorno alle 23 del 18 gennaio, il responsabile dei vigili del fuoco di Adamuz
ha detto all’emittente pubblica Tve: “Stiamo dando priorità alle persone vive,
lavoriamo nei vagoni cercando superstiti sotto un ammasso di poltrone, lamiere e
bagagli”. A raccontare le scene di panico e caos numerosi testimoni, tra cui il
giornalista di Radio Nacional de Espana (Rne), Salvador Jimenez, che viaggiava
sul treno partito da Malaga e ha testimoniato in diretta l’accaduto. “Siamo
partiti da Malaga alle 18:40 in orario. Alle 19:45 c’è stato un impatto, è
sembrato un terremoto che ha scosso tutti i vagoni. Io ero nel primo”, ha
raccontato Jimenez. Il personale ha utilizzato martelli di emergenza per rompere
i finestrini, per cercare di far evacuare i passeggeri.
L'articolo Spagna, incidente tra due treni in Andalusia: almeno 21 morti. A
deragliare il convoglio Iryo, operatore partecipato dall’italiana Fs proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Per le categorie dei pendolari e degli studenti, il 2026 si apre con gli
scioperi di venerdì 9 e sabato 10 gennaio. Il primo fronte critico è quello dei
trasporti. Il 9 gennaio si ferma il trasporto aereo con mobilitazioni nazionali
dei lavoratori di Vueling Airlines (dalle ore 10 alle 18), EasyJet (dalle 00:00
alle 23:59) e Assohandler (dalle 13:00 alle 17:00). A Milano la Filt Cgil ha
promosso lo sciopero di Swissport Italia per 24 ore, con possibili disagi ai
check-in, imbarchi e gestione bagagli.
La protesta proseguirà anche sul fronte ferroviario. Dalle ore 21 di venerdì 9
alle ore 21 di sabato 10 gennaio 2026 è stato proclamato uno sciopero nazionale
da alcune sigle sindacali autonome che interesserà il gruppo Fs italiane, con
possibili effetti su cancellazioni e ritardi anche al di fuori dell’orario
ufficiale. Per il trasporto regionale sono garantite fasce essenziali (dalle 6
alle 9 e dalle 18 alle 21 di sabato 10 gennaio). Parallelamente, è previsto uno
sciopero nazionale di 8 ore del personale Rfi, sempre tra le 21 del 9 e le 21
del 10, che potrebbe influire ulteriormente su servizi e collegamenti.
I disagi dei trasporti sono anticipati già l’8 gennaio da alcune mobilitazioni a
livello locale: ad esempio, uno sciopero del settore aereo a Venezia e Treviso
(dalle 11:30 alle 15:30), uno del trasporto pubblico locale a Bolzano (dalle
16:00 alle 20:00), l’astensione del trasporto pubblico locale EAV a Napoli per
24 ore nel rispetto delle fasce di garanzia e iniziative simili in Abruzzo.
Parallelamente, le agitazioni investiranno il mondo della scuola, con possibili
sospensioni delle lezioni o funzionamento ridotto delle attività didattiche nei
nidi, scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori. Docenti e personale
ATA di istituti pubblici, comunali e privati, di ogni ordine e grado, sono
chiamati a fermarsi in entrambe le giornate: lo sciopero è stato promosso dalle
organizzazioni sindacali FLP e CONALPE e le confederazioni sindacali CONFSAI e
CSLE. Sciopererà anche il personale del ministero dell’Istruzione e del merito.
L'articolo Sciopero di trasporti e scuole il 9 e 10 gennaio: tutti i settori
coinvolti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Almeno tredici persone hanno perso la vita in un incidente ferroviario in
Messico. Un treno interoceanico con a bordo 250 persone è deragliato nel comune
di Asunción Ixtaltepec, nei pressi della città di Nizanda, nello Stato
meridionale di Oaxaca. Secondo gli ultimi aggiornamenti, 139 persone sono fuori
pericolo e 98 sono rimaste ferite, di cui 36 in attesa di assistenza medica. Il
fatto è avvenuto su una linea ferroviaria che è strategica per le infrastrutture
del Paese: il corridoio interoceanico dell’istmo di Tehuantepec, infatti,
collega il Golfo del Messico all’Oceano Pacifico.
Su X, il governatore dell’Oaxaca, Salomon Jara Cruz, ha pubblicato un messaggio
per esprimere solidarietà alle vittime: “Siamo profondamente addolorati per
l’incidente ferroviario avvenuto nei pressi di Nizanda [. . . ] Il Governo dello
Stato esprime le sue più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno
perso la vita in questo tragico incidente. Offriamo il nostro pieno sostegno e
impegno alle famiglie di coloro che viaggiavano sul treno interoceanico”.
Le operazioni di ricerca e soccorso delle vittime sono state condotte dalla
Marina messicana, che ha schierato 360 militari, venti veicoli, quattro
ambulanze terrestri, tre aeroambulanze e un drone. Intanto, la Procura generale
del Messico ha avviato le indagini sull’incidente, fa sapere la Procuratrice
generale Ernestina Godoy Ramos in un post sui social media.
L'articolo Treno interoceanico con 250 persone a bordo deraglia in Messico:
almeno 13 morti e 98 feriti proviene da Il Fatto Quotidiano.