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Dalla Arctic Metagaz può nascere una catastrofe ambientale: mi rammenta la situazione del porto di Napoli
il caso della Arctic Metagaz alla deriva nel canale di Sicilia merita delle riflessioni aggiuntive anche facendo un raffronto con l’attuale “sviluppo” in corso del Porto di Napoli. Oltre a due serbatoi di gasolio ancora pieni, sulla nave ci sono almeno altre 700 tonnellate di Gnl. Il rischio disastro ambientale è elevatissimo. La nave gasiera è stata probabilmente sabotata dai droni dei nostri “amici” ucraini e ora vaga come una bomba ad orologeria alla deriva nel Mediterraneo centrale. La Arctic Metagaz ha un potenziale di trasporto di circa 60mila tonnellate di Gnl. Il potenziale energetico racchiuso nei serbatoi è di gran lunga maggiore persino della esplosione nucleare che fu fatta detonare a Hiroshima. Il Gnl è composto principalmente da metano. Il potere calorifico inferiore del metano è di circa 50 MJ/kg (megajoule per chilogrammo). Massa: 60.000 t = 60.000.000 kg. Rapportando quindi il solo valore energetico potenziale a quello della bomba di Hiroshima si deduce che il contenuto energetico di 60mila tonnellate di Gnl equivale a decine di volte l’energia della bomba di Hiroshima – esclusivamente in termini di potenziale energetico liberato, assolutamente non certo di radioattività liberata. Il Gnl ancora contenuto costituisce quindi così il rischio di un’esplosione termica massiccia e immediata; il gasolio rappresenta invece il rischio di una catastrofe ambientale a lungo termine nel caso in cui si versasse in mare, creando una macchia oleosa che rischierebbe di soffocare le coste della verdissima isola di Gozo (Malta) o di Linosa (Italia). In caso di incendio, il gasolio potrebbe agire come “stoppino”, mantenendo le fiamme accese molto più a lungo e rendendo quasi impossibile lo spegnimento dei serbatoi di Gnl per via delle temperature estreme. Questa combinazione rende la nave una doppia minaccia: un’esplosione colossale seguita da un disastro ecologico persistente. Il calore sprigionato e l’espansione del gas nel caso di worst-case scenario creerebbero comunque un evento termico di proporzioni colossali. Adesso riflettiamo sul Porto di Napoli. Nonostante l’ennesimo stop alla costruzione nel Porto di un impianto a Gnl, è già in corso di realizzazione la creazione di una piattaforma di ricarica navale a Gnl (e sono stati già investiti a tale scopo oltre 50 milioni di euro) non più all’interno del Porto ma direttamente in mezzo al golfo di Napoli giusto davanti alla città di Ercolano. Ricordiamo che nell’eruzione pliniana del 79 d.C. abbiamo registrato il massimo dei terrificanti flussi piroclastici proprio ad Ercolano, molto più che a Pompei. Le centinaia di scheletri di cittadini di Ercolano sono oggi la terrificante testimonianza di questo evento. Oggi sui fondali di Ercolano sono state identificate almeno altre tre rime di frattura del Vesuvio con bocche vulcaniche potenzialmente attive. Ispra ci indica che nel Comune di Napoli ma in particolare all’interno del Porto sono censite ben 9 aziende a potenziale incidente rilevante tra cui la Q8, che doveva delocalizzare decenni fa perché tutti i depositi ricadono comunque in zona gialla del Vesuvio, dove in caso di eruzione minima, come quella del 18 marzo 1944 di cui proprio oggi festeggiamo gli 82 anni, è prevista la ricaduta di ceneri bollenti sino a 300 kg per metro quadro. In zona gialla del Vesuvio abbiamo quindi in deposito da decenni decine di milioni di litri di benzine, gasolio, gpl e gnl. Queste amare ma forse non folli riflessioni purtroppo a mio parere sono solo l’ennesima e drammatica dimostrazione della reale incapacità di programmare uno “sviluppo” sostenibile e compatibile con le specificità naturali di Napoli da parte dei nostri politici e imprenditori. E’ notizia di ieri che nello stesso braccio di mare in cui si trova la nave gasiera, Eni ha identificato giacimenti di gas naturale non inferiori a 28 miliardi di metri cubi. Una quantità immensa. Quello stesso braccio di mare vede migliaia di migranti rischiare la vita anche solo nella speranza di potere arrivare in Italia. Quanta follia umana di imperi lontani da noi dobbiamo ancora subire prima di potere pensare a donare pace, sanità gratis e farmaci ai nostri fratelli libici e africani in cambio semplicemente di gas a buon prezzo, senza depositi esplosivi sotto vulcani attivi ma semplicemente con metanodotti sottomarini di poche centinaia di km dalle nostre coste? L'articolo Dalla Arctic Metagaz può nascere una catastrofe ambientale: mi rammenta la situazione del porto di Napoli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il relitto della metaniera russa Arctic Metagaz si avvicina alle coste di Malta. “Se esplodesse sarebbe una catastrofe”
La nave metaniera russa Arctic Metagaz, colpita lo scorso 4 marzo probabilmente da droni navali ucraini al largo della costa di Malta, è alla deriva da giorni. Il relitto si sta avvicinando, spinto dai venti, verso la costa maltese e se dovesse esplodere, spiegano le autorità locali, causerebbe danni catastrofici. Il governo maltese ha attivato un piano di emergenza per prevenire una “catastrofe a terra“. La nave è attualmente a 50 miglia nautiche (meno di 100 chilometri) a sudovest di Malta. I venti la stanno spingendo al momento in direzione della costa occidentale di Gozo. “Tutto dipende dalla direzione del vento, ma se continua così potrebbe arrivare tra domenica notte e lunedì mattina” ha riferito una fonte al Times of Malta. Le autorità della Valletta da ieri stanno collaborando con quelle italiane per scongiurare una catastrofe ambientale predisponendo l’intervento di tre rimorchiatori per evitare che il relitto possa entrare nelle acque territoriali dell’arcipelago. Le forze aeree maltesi (Afm) stanno sorvolando sopra la nave alla deriva tre volte al giorno per monitorare la sua posizione. Si stima che a bordo della Arctic Metagaz ci siano ancora 700 tonnellate di gas liquefatto. Sempre il Times of Malta riporta che anche ieri sono state registrate esplosioni. “Non sappiamo se sarà possibile salire a bordo e assicurare il relitto ai rimorchiatori, né è stato ancora stabilito dove potrebbe essere trainato, ma stiamo cercando di identificare un punto di sufficiente profondità” dichiarano le autorità maltesi, che spiegano come l’idea sia quella di l’affondamento dell’imbarcazione che, nonostante i gravi danni, ha ancora intatti due dei suoi quattro depositi di gas. Il rischio maggiore per La Valletta è quello di contaminazione delle acque che metterebbe in crisi l’approvvigionamento idrico dell’intero arcipelago, totalmente affidato agli impianti di desalinizzazione marina. Rimane la paura anche per una possibile esplosione del relitto a contatto con le coste maltesi o con altre navi: “Se esplodesse vicino alla costa le conseguenze sarebbero catastrofiche”. L'articolo Il relitto della metaniera russa Arctic Metagaz si avvicina alle coste di Malta. “Se esplodesse sarebbe una catastrofe” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ti diamo 25 mila euro se rinunci alla patente”: il piano del governo di Malta per abbattere il traffico
Saresti disposto a rinunciare alla tua patente di guida, e di conseguenza all’uso della tua auto, in cambio di 25 mila euro? Quello che potrebbe sembrare un sondaggio provocatorio è in realtà la base di un provvedimento reale appena varato dal governo di Malta. L’esecutivo locale ha infatti deciso di pagare letteralmente i propri cittadini per non guidare, con l’obiettivo di ridurre il numero di patenti attive e sfoltire un parco circolante che ha reso la congestione stradale un problema quotidiano insostenibile. UN PROBLEMA DI DENSITÀ DA RECORD Per comprendere la logica di questo provvedimento, è necessario guardare ai numeri. Malta è uno dei Paesi europei con la più alta densità di veicoli in rapporto alla popolazione e alla superficie territoriale. Nell’arcipelago risiedono infatti circa 550 mila persone su appena 316 chilometri quadrati. Negli ultimi anni, complici la rapida crescita demografica e il costante afflusso turistico, la rete viaria maltese ha iniziato a faticare enormemente a reggere i flussi quotidiani, rendendo il traffico uno dei temi più discussi e critici nella vita pubblica del Paese. COME FUNZIONA IL “DRIVING LICENCE SURRENDER SCHEME” Il programma governativo, denominato Driving Licence Surrender Scheme, mira specificamente alla fascia di popolazione che più di frequente si affaccia per la prima volta al mondo dell’automobile. Per evitare usi opportunistici dei fondi, sono stati previsti paletti molto rigidi: * Età e residenza: L’iniziativa è riservata ai giovani fino a 30 anni, a condizione che siano residenti nell’arcipelago da almeno sette anni. * Requisiti della patente: Per partecipare bisogna possedere una patente di categoria B da almeno dodici mesi. Inoltre, il conducente deve avere una fedina stradale immacolata: non deve mai aver subito sospensioni o revoche della licenza. * La rinuncia: Una volta accettata la domanda, il cittadino deve consegnare fisicamente il documento alle autorità. Da quel momento, perde il diritto di guidare per l’intero periodo dell’accordo. EROGAZIONE A RATE E LIMITI DI BUDGET L’incentivo non viene versato in un’unica maxi-soluzione, ma è accuratamente frazionato per coprire il periodo di rinuncia alla guida: la somma è divisa in cinque rate annuali da 5 mila euro ciascuna. L’accesso alla misura avviene secondo l’ordine di presentazione delle domande e, soprattutto, nei limiti dei fondi disponibili. Il governo maltese ha stanziato un budget di circa 5 milioni di euro all’anno. Tradotto in numeri reali, il programma è progettato per coinvolgere al massimo un migliaio di giovani alla volta, puntando a togliere progressivamente un numero significativo di auto private dalle strade congestionate dell’isola. Una misura sicuramente drastica, pensata per ripensare la mobilità quotidiana alla radice. Chissà se un’idea del genere potrà essere d’ispirazione anche per l’Italia? L'articolo “Ti diamo 25 mila euro se rinunci alla patente”: il piano del governo di Malta per abbattere il traffico proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Segna in rovesciata, si sfila la maglia e poi tenta la scusa più incredibile: espulso tra le risate
Una rovesciata da applausi, un’esultanza da ingenui e un cartellino rosso che sa di beffa. Succede nel campionato maltese, durante Hibernians–Valletta, in una scena che sembra uscita da una commedia di Lino Banfi più che da una partita di campionato. Il protagonista è Miullen, centravanti degli Hibernians. Quando la sua squadra è sotto nel punteggio, l’attaccante si inventa un gol spettacolare: rovesciata perfetta, pallone in rete e 1-1. Un gesto tecnico da copertina, di quelli che fanno scattare l’istinto primordiale dell’esultanza sfrenata. E infatti Miullen si lascia trascinare dall’entusiasmo: si sfila la maglietta e corre a festeggiare. Peccato per un dettaglio non proprio trascurabile: era già ammonito. E togliersi la maglia, regolamento alla mano, significa secondo giallo automatico. I suoi compagni lo guardano increduli, neanche corrono ad abbracciarlo. Sanno che il loro centravanti ha appena fatto una sciocchezza. Quando se ne rende conto, Miullen prova la carta della disperazione. Si toglie anche il Gps che indossava sui pettorali e tenta una spiegazione creativa: non voleva esultare in modo irregolare, stava semplicemente sfilando la pettorina aderente che ormai molti calciatori portano sotto la maglietta. Un tentativo di salvataggio in extremis che però non convince il direttore di gara. Nessun ripensamento, nessuna indulgenza: l’arbitro non se la beve ed estrae il cartellino giallo, con conseguente espulsione. Dalla rovesciata agli spogliatoi nel giro di pochi secondi. L'articolo Segna in rovesciata, si sfila la maglia e poi tenta la scusa più incredibile: espulso tra le risate proviene da Il Fatto Quotidiano.
Calcio
Malta
“Ho perso tutto. Mi hanno licenziata due giorni prima della vittoria”: lo sfogo di Miss Universo Malta
In una puntata del podcast “The SHE Word”, Miss Universo Malta Julia Ann Cluett ha riflettuto sui sacrifici fatti per partecipare ai concorsi di bellezza. Cluett ha infatti raccontato di essere stata licenziata dal proprio lavoro due giorni prima di essere incoronata Miss Universo Malta nel luglio 2025 e di essere rimasta senza stipendio per un totale di sette mesi. LA ‘DURA’ VITA DELLE REGINETTE DI BELLEZZA Tempo, impegno, dedizione e denaro: questi sono gli elementi che le reginette di bellezza devono possedere e mettere in campo per essere competitive sul palcoscenico di un concorso. Cluett ha fatto riferimento a quanto le è accaduto nel luglio 2025, quando è stata licenziata poco prima di vincere la selezione nazionale per Miss Universo: “Sono stata licenziata due giorni prima del concorso di Miss Universo Malta. Stavo persino cercando e trovando un appartamento in quel momento, quindi ho perso tutto“. La 28enne ha spiegato che, mentre si preparava a competere a livello internazionale, è rimasta disoccupata per altri 7 mesi in quanto non è riuscita a trovare lavoro mentre adempiva ai propri impegni prima come Miss Universo Malta, e poi intanto che si preparava a rappresentare il proprio Paese a Miss Universo in Thailandia per tre settimane. Quale azienda, si è chiesta la reginetta, potrebbe mai accettare una nuova dipendente sapendo già che si assenterà per diverse settimane? “Ho dovuto sacrificare il mio lavoro, un appartamento, uno stipendio per essere Miss Universo Malta“, le sue parole. IL RACCONTO A “THE SHE WORD” Cluett, attivista per la salute mentale, afferma di non aver preso alla leggera la decisione di procedere. E a quanto pare ha fatto bene, perché in Thailandia è stata tra le prime 12 finaliste da tutto il mondo. È stata anche nominata Miss Universo Europa e Medio Oriente, ma ricorda ancora il difficile periodo precedente alla competizione: “Ci sono stati molti momenti in cui mi chiedevo: ‘Come farò? Come farò a superare tutto questo?’ Ma bisogna farlo”, ha raccontato nel podcast. Malgrado tutte le difficoltà, non ha mai pensato di rinunciare al titolo nazionale e al posto a Miss Universo: “Mi dicevo: ‘Non avrò mai più questa opportunità. Era il mio momento”, ha concluso. L'articolo “Ho perso tutto. Mi hanno licenziata due giorni prima della vittoria”: lo sfogo di Miss Universo Malta proviene da Il Fatto Quotidiano.
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