Al Rallye Monte-Carlo 2026, prima prova del Campionato del Mondo Rally FIA,
Toyota ha acceso i riflettori sulla sua nuova GR Yaris Aero Performance, insieme
a una serie di edizioni speciali pensate per appassionati e collezionisti.
La GR Yaris Aero Performance è l’interpretazione più recente di una hatchback ad
alte prestazioni che trae direttamente dalla pista le sue ragioni di essere. I
nuovi componenti aerodinamici (sviluppati e testati con il contributo di piloti
professionisti e delle competizioni del TOYOTA GAZOO Racing) migliorano
stabilità in rettilineo, aderenza in curva e capacità di raffreddamento, con
l’obiettivo di rendere ancora più efficace il legame tra guida sportiva e
controllo dinamico.
Monte-Carlo è stato anche il palcoscenico mondiale per un’edizione limitata ad
alto contenuto celebrativo: la GR Yaris Sébastien Ogier 9x World Champion
Edition. Questa versione nasce per omaggiare il nove volte campione del mondo
rally, con una configurazione tecnica e stilistica ispirata direttamente alle
preferenze del pilota francese. Tra gli elementi distintivi figurano modalità di
trazione integrale dedicate e una livrea esclusiva, oltre a dettagli interni
specifici che sottolineano il carattere celebrativo del modello.
Accanto a queste novità, Toyota ha mostrato al pubblico europeo anche la GR
Yaris MORIZO RR, dopo il debutto al Tokyo Auto Salon. Sviluppata con il
contributo diretto del “grande vecchio” Akio Toyoda, alias Morizo, questa
versione rappresenta una sintesi tra esperienza maturata nelle competizioni
endurance e applicazione stradale, con interventi mirati su sterzo, sospensioni
e aerodinamica, oltre a dettagli estetici esclusivi che la distinguono dal resto
della gamma.
La presenza del marchio giapponese al Monte-Carlo non si è tuttavia limitata
alle versioni stradali. In esposizione anche la GR Yaris Rally1, protagonista
nel WRC, e la GR Yaris Rally2 H2 Concept, prototipo alimentato a idrogeno
compresso. Quest’ultima anticipa uno scenario in cui le competizioni possono
evolvere verso soluzioni a basse emissioni mantenendo però intatte sonorità e
sensazioni tipiche del rally tradizionale.
L'articolo Al rally Monte-Carlo Toyota svela la nuova GR Yaris Aero Performance
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Toyota
Dopo un 2025 chiuso da protagonista sul mercato italiano, Toyota alza
ulteriormente l’asticella e apre il 2026 con un piano lanci fitto e trasversale,
pensato per rafforzare la propria strategia multi-tecnologica e presidiare tutti
i principali segmenti.
Nei primi sei mesi dell’anno sono infatti attesi numerosi debutti che coprono
citycar, SUV, veicoli commerciali e modelli premium, confermando l’approccio del
gruppo: non una sola tecnologia, ma più soluzioni per ridurre le emissioni e
rispondere a esigenze diverse. Ad aprire l’anno sarà Aygo X Hybrid, che porta la
tecnologia full hybrid nel segmento A-B, rendendola accessibile anche alla
mobilità urbana.
Nel segmento C-SUV è previsto l’arrivo della C-HR in versione 100% elettrica,
mentre tra i D-SUV debutterà la bZ4X Touring BEV, affiancata dal rinnovamento di
RAV4, proposta con motorizzazioni Hybrid e Plug-in Hybrid. Un’offerta che
consolida la presenza del marchio nei segmenti a maggiore diffusione, puntando
su elettrificazione e continuità di gamma.
Le novità coinvolgono anche i veicoli commerciali: Hilux arriverà sia in
versione mild hybrid sia full electric, segnando un passaggio rilevante
nell’evoluzione della gamma Professional, che nel 2025 ha registrato una
crescita particolarmente significativa sul mercato italiano.
Sul fronte premium, Lexus rafforzerà la propria offensiva elettrica con il nuovo
RZ BEV e con un ulteriore suv a elettroni di segmento superiore, ampliando la
propria offerta a zero emissioni.
Questo piano prodotto si inserisce in un contesto di risultati già solidi:
Toyota ha chiuso il 2025 come primo marchio estero in Italia, leader del mercato
full hybrid con una quota del 43%, e primo brand per vendite in 15 città
italiane. Un posizionamento costruito anche attraverso la democratizzazione
delle tecnologie, resa possibile dall’estensione dell’ibrido e delle soluzioni
elettrificate a tutta la gamma, dalla Aygo X fino alla RAV4.
Guardando oltre il 2026, il gruppo continua a investire nella mobilità del
futuro, come dimostra il progetto Woven City, il laboratorio urbano che Toyota
sta realizzando in Giappone, nella prefettura di Shizuoka, ai piedi del Monte
Fuji, nell’area dell’ex stabilimento di Higashi-Fuji. Una vera e propria
città-laboratorio pensata per sperimentare tecnologie legate alla mobilità,
all’energia e alla vita quotidiana, con l’uomo al centro. Un percorso che in
Italia si traduce anche in un’organizzazione “One Toyota”, una rete commerciale
snella e un investimento costante sulle persone, considerate un asset strategico
per sostenere la crescita dei prossimi anni.
L'articolo Dal full hybrid all’elettrico, il piano Toyota per il 2026 prende
forma proviene da Il Fatto Quotidiano.
Manager di lungo corso, il Vice President di Toyota Motor Europe Andrea Carlucci
è una delle voci più autorevoli nel dibattito continentale sulla transizione
dell’auto. Con un’esperienza maturata tra strategia di prodotto,
regolamentazione e analisi dei mercati, Carlucci rappresenta da anni il punto di
vista di un costruttore globale che ha scelto un approccio multilivello alla
decarbonizzazione, puntando su elettrico, ibrido e idrogeno senza rinunciare al
realismo industriale.
Lo abbiamo incontrato al Salone dell’auto di Bruxelles, in una fase cruciale per
il settore automobilistico, tra future regole sulle emissioni, rallentamento
della domanda elettrica e una crescente polarizzazione dei mercati europei. Ne è
nata una conversazione a tutto campo su tempi, tecnologie e rischi di una
transizione che, secondo il costruttore giapponese, non può essere affrontata
forzando il mercato ma accompagnando clienti e infrastrutture.
Il mercato europeo dell’auto dovrà misurarsi con potenziali nuove regole sulle
emissioni. Che impatto avranno su costruttori e clienti?
“È un tema complesso, che comporta rischi. Molto dipenderà dai singoli mercati e
da come verranno interpretate le eventuali nuove normative. È positivo che si
sia tornati a parlare di neutralità tecnologica, noi da sempre sosteniamo che il
vero nemico è l’anidride carbonica e non una tecnologia o l’altra. Tuttavia, la
“porticina” aperta dalle nuove proposte della Commissione europea sul 2035 è
molto più stretta di quanto si possa pensare: parliamo di un 10%, che è poca
cosa. Il valore della proposta è più simbolico che tecnico”.
Toyota continua comunque a investire sulle auto elettriche. Con quale approccio?
“Assolutamente sì. Abbiamo in programma diversi nuovi modelli EV. Il punto non è
se l’elettrico diventerà dominante, ma quando: è una questione di velocità. A
livello globale abbiamo studiato a fondo la domanda e non crediamo che nel 2030
l’Europa possa arrivare spontaneamente neppure al 50% di quota elettrica. Se si
forza la mano, il sistema troverà sempre il modo di sterzare e rimandare”.
Dal punto di vista dei consumatori, come sta cambiando la domanda?
“La decelerazione sulle EV è già nella testa dei clienti, e il mercato lo
dimostra. Come detto, il tema centrale è la velocità del cambiamento. Il 2035,
così come è stato impostato, resta un obiettivo irraggiungibile: lo abbiamo
sempre detto. Non significa mollare sull’elettrico, ma essere realistici sui
tempi“.
Uno dei problemi, da non sottovalutare, è anche l’accessibilità.
“Sì, perché i consumatori non vengono realmente accompagnati nella transizione.
Le auto piccole, ad esempio, stanno scomparendo mentre le normative, come l’Euro
7, sono sempre più stringenti. Se passa il messaggio che tutto deve essere
elettrico, si commette un errore: è una scelta politica, legittima, ma va
chiamata con il suo nome. E non tutta l’Europa è uguale: ci sono mercati dove le
elettriche funzionano bene e altri no”.
E per quanto riguarda le ibride plug-in, spesso molto criticate?
“Il plug-in è stato denigrato perché visto come una soluzione di compromesso e
perché qualcuno ne fa un uso scorretto. In realtà, se utilizzato nella giusta
maniera, è una tecnologia molto efficiente. Io stesso ricarico ogni giorno la
mia plug-in e uso pochissima benzina. Non è un’elettrica e non deve diventarlo:
l’autonomia in modalità elettrica ideale delle ibride alla spina resta intorno
ai 100-120 km, altrimenti si snatura il concetto”.
Toyota punta molto anche sull’idrogeno. Che ruolo può avere?
“Abbiamo un forte commitment sull’idrogeno, soprattutto per il trasporto
pesante, dove oggi è probabilmente la soluzione migliore. Non lo vediamo invece
come risposta per le auto cittadine. Il problema è sempre la velocità: mancano
infrastrutture, i costi sono elevati e l’ecosistema non è ancora maturo. Per
questo abbiamo creato una Hydrogen Factory. Ma servono incentivi, supporto
istituzionale e una visione di sistema, a partire da subito”.
Che scenario prevede per il mercato europeo nel 2026?
“Mi aspetto un mercato stabile, intorno ai 17 milioni di immatricolazioni, con
le elettriche tra il 25 ed il 30%. Ma l’Europa, soprattutto quella
dell’elettrone, va a doppia velocità: il Nord cresce, il Sud molto meno. In
Italia resteremo intorno a 1,5 milioni di unità totali. Il comparto dei privati
sta calando e credo sia un trend irreversibile, mentre crescono flotte e
noleggio. Oggi la salute del mercato va misurata sulla tenuta della rete e dei
nuovi canali”.
Qui al salone di Bruxelles ci sono molti marchi cinesi? Sono un’insidia per voi?
“Oggi pochi costruttori cinesi guardano a noi come competitor diretto, perché
giocano soprattutto sull’accessibilità, mentre Toyota non è percepita come un
marchio low cost. Detto questo, i loro progressi continueranno: hanno buoni
prodotti e reti in espansione. Prima o poi diventeranno nostri concorrenti
diretti”.
L'articolo Toyota Europe, Andrea Carlucci: “L’elettrico? Una questione di
velocità. Rischioso forzare i tempi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
‹ ›
1 / 5
TOYOTA HILUX
‹ ›
2 / 5
TOYOTA HILUX
‹ ›
3 / 5
TOYOTA HILUX
‹ ›
4 / 5
TOYOTA HILUX
‹ ›
5 / 5
TOYOTA HILUX
Il Toyota Hilux si presenta al pubblico europeo al Salone dell’Automobile di
Bruxelles 2026 con una nuova generazione che aggiorna in modo significativo uno
dei pick-up più noti e longevi del mercato. Un debutto che segna un passaggio
importante per il modello, chiamato oggi a confrontarsi con esigenze di
efficienza, sostenibilità e tecnologia sempre più centrali anche nel segmento
dei veicoli da lavoro.
Il nuovo Hilux mantiene l’impostazione tecnica che ne ha costruito la
reputazione nel tempo, a partire dal telaio a longheroni, garanzia di robustezza
e affidabilità anche negli utilizzi più impegnativi. La configurazione a doppia
cabina resta centrale nell’offerta, con un abitacolo più curato e funzionale,
pensato per conciliare le esigenze professionali con un comfort adeguato all’uso
quotidiano.
La novità principale riguarda la gamma delle motorizzazioni, che si amplia in
chiave elettrificata seguendo la strategia multi-tecnologica del costruttore.
Per l’Europa sono previste due soluzioni principali: una versione diesel dotata
di sistema mild hybrid a 48 volt e una variante completamente elettrica a
batteria, proposta per la prima volta e con un’autonomia massima di 380 km.
Il mild hybrid abbina il motore diesel da 2,8 litri a un supporto elettrico che
contribuisce a rendere la marcia più fluida ed efficiente, soprattutto nelle
fasi di partenza e a basse velocità. Questa configurazione consente di
preservare le qualità operative del modello, con una capacità di carico fino a
una tonnellata e una capacità di traino che raggiunge le 3,5 tonnellate,
elementi fondamentali per l’utilizzo professionale.
Accanto a questa versione come detto debutta l’Hilux a batteria, dotato di
trazione integrale elettrica e pensato per un impiego prevalentemente urbano e
periurbano. La batteria agli ioni di litio consente percorrenze adeguate alle
attività quotidiane di molte flotte e operatori, offrendo al tempo stesso la
possibilità di lavorare a zero emissioni allo scarico.
Dal punto di vista del design, il pick-up mostra un’evoluzione coerente con
l’immagine del modello: linee più moderne, frontale ridisegnato, gruppi ottici
più sottili e una presenza su strada rafforzata. Anche l’interno beneficia di un
aggiornamento, con una plancia più razionale, materiali migliorati e una
dotazione di sistemi di assistenza alla guida pensata per aumentare sicurezza e
facilità d’uso.
L’arrivo sul mercato europeo del nuovo Hilux è previsto nella seconda metà del
2026. Con questa generazione, Toyota rinnova un modello storico adattandolo alle
nuove richieste del mercato, senza rinunciare alla vocazione pratica e alla
solidità che ne hanno fatto un riferimento nel segmento dei pick-up.
L'articolo Toyota Hilux, debutto europeo a Bruxelles. Ora è anche 100% elettrico
– FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
‹ ›
1 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
2 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
3 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
4 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID GR SPORT
‹ ›
5 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID GR SPORT
‹ ›
6 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
7 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
8 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
9 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
‹ ›
10 / 10
TOYOTA AYGO X HYBRID
Guidare oggi la Toyota Aygo X Hybrid sulle colline intorno a Firenze ha un
valore che va oltre il semplice test drive. Proprio qui, nel 2012, Toyota
presentava la prima Yaris ibrida al mercato italiano, aprendo una strada che
allora sembrava di nicchia. Tredici anni dopo, su queste stesse strade, il
cerchio si chiude: Aygo X diventa la prima full hybrid del segmento A e porta a
compimento un traguardo simbolico, con l’intera gamma del costruttore giapponese
ora elettrificata al 100%.
Nel traffico fiorentino e nei saliscendi appena fuori città, la Aygo X Hybrid
conferma la sua vocazione urbana. Le dimensioni compatte (è lunga 3,77 metri)
restano uno dei suoi punti di forza, così come la posizione di guida leggermente
rialzata, che aiuta nella visibilità e rende tutto più semplice tra parcheggi
stretti e incroci affollati. Il design aggiornato, con il frontale ridisegnato e
le nuove (vivaci) colorazioni, è riconoscibile ma senza eccessi: non bisogna
stupire a tutti i costi.
Dentro, l’ambiente è essenziale ma curato. Lo spazio è sfruttato bene per
quattro persone e il bagagliaio da 231 litri risponde alle esigenze quotidiane.
Il nuovo schermo da 7 pollici rende l’abitacolo più moderno e i comandi sono
intuitivi, in linea con l’approccio pratico di quest’auto.
La vera novità, come detto, è sotto il cofano. Aygo X adotta lo stesso
powertrain della Toyota Yaris, nella versione da 116 cavalli, con emissioni di
CO₂ di 85 g/km. I numeri raccontano un salto netto rispetto al passato: 0-100
km/h in 9,2 secondi, velocità massima di 172 km/h e consumi dichiarati fino a 27
km con un litro di benzina. Valori unici, che al volante, si traducono in una
guida più sciolta, soprattutto quando si esce dal contesto urbano. E che
soprattutto dovrebbero mettere in un certo imbarazzo la concorrenza, estera ma
soprattutto italiana.
In città si viaggia spesso in elettrico, con partenze fluide e silenziose,
mentre sui percorsi extraurbani la maggiore potenza permette di affrontare
sorpassi e salite senza la sensazione di essere sempre al limite. Non diventa
un’auto sportiva, attenzione, ma è chiaramente più pimpante rispetto alla Aygo
delle origini. Sterzo leggero, raggio di sterzata ridotto e assetto orientato al
comfort la rendono nondimeno facile da gestire anche nei percorsi più tortuosi.
I numeri raccontano bene il peso del modello in Italia. Dal 2005 a oggi sono
state vendute 337 mila Aygo nel nostro Paese. Nel solo 2025, Aygo X ha raggiunto
24 mila unità, conquistando una quota del 14% nel segmento. Il 20% della
produzione totale europea (77 mila vetture), inoltre, è finito sul mercato
italiano. Un ruolo centrale anche per Toyota nel suo complesso: la filiale
italiana chiuderà il 2025 con circa 130 mila auto vendute, pari a una quota di
mercato vicina all’8%.
La gamma Aygo X Hybrid, infine, è articolata su quattro allestimenti. Si parte
dalla versione Aygo X, proposta a 20.850 euro (che diventano 17.950 in caso di
rottamazione) chiavi in mano, già completa nella dotazione di sicurezza e con il
nuovo sistema ibrido di serie. Il livello Icon sale a 23.350 euro (20.400 con
rottamazione), aggiungendo dettagli estetici e tecnologici più ricercati. La
Premium, a 24.950 euro (22.400), punta su finiture più curate, infotainment
evoluto e possibilità di tetto in tela. Al vertice si colloca la prestazionale
GR SPORT, a 25.950 euro (23.400), riconoscibile per look specifico, cerchi da 18
pollici e assetto dedicato.
L'articolo Toyota Aygo X Hybrid, la prova de Il Fatto.it – Piccola e ibrida da
primato – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
‹ ›
1 / 5
TOYOTA E LEXUS
‹ ›
2 / 5
TOYOTA E LEXUS
‹ ›
3 / 5
LEXUS LFA CONCEPT
‹ ›
4 / 5
LEXUS LFA CONCEPT
‹ ›
5 / 5
LEXUS LFA CONCEPT
A quindici anni dal debutto della LFA originale, Lexus torna a parlare il
linguaggio delle supercar presentando la LFA Concept, una coupé completamente
elettrica presentata insieme ai nuovi modelli Toyota GR GT e GR GT3 nell’ambito
della strategia sportiva di Toyota Gazoo Racing.
Il nome è importante: la prima LFA, prodotta in 500 esemplari, viene ancora oggi
ricordata per il suo V10 aspirato da 4,8 litri, per la risposta immediata
dell’acceleratore e per un sound che è diventato parte del suo mito. Ora il
luxury brand nipponico sceglie una strada diversa: una sportiva a batteria
sviluppata per dimostrare che anche un BEV può essere pensato intorno al piacere
di guida.
Il telaio è in alluminio e le proporzioni sono da supercar classica: 4,69 metri
di lunghezza, 2,04 di larghezza, 1,19 di altezza e un passo di 2,72 metri.
L’abitacolo è stato progettato per creare una relazione diretta tra il driver e
la vettura, con una postura di guida naturale e comandi concentrati attorno al
pilota. Al momento la Casa non ha liberato alcuna informazione su potenza,
batteria, autonomia o tempistiche di produzione.
La LFA Concept nasce all’interno di un rinnovato contesto culturale che in Lexus
viene definito attraverso il principio dello Shikinen Sengu, il passaggio di
competenze e tradizioni alle nuove generazioni. È l’idea di un’eredità tecnica
che si evolve senza perdere continuità.
Insieme alla coupé elettrica, Toyota Gazoo Racing ha presentato due nuovi
modelli. La GR GT, pensata per la strada, è una sportiva sviluppata insieme ai
piloti per ottenere un comportamento dinamico coerente con la filosofia GR. La
GR GT3, invece, segue i regolamenti della categoria e rappresenta il nuovo
impegno ufficiale del marchio nelle competizioni GT3, una delle arene più
competitive del motorsport internazionale.
Il messaggio che traspare è semplice: Toyota e Lexus vogliono presidiare allo
stesso tempo tradizione e futuro. Da un lato le sportive termiche e le
competizioni attraverso i programmi GR, dall’altro lo sviluppo di una
generazione di auto elettriche capaci di mantenere un carattere sportivo
autentico.
La LFA Concept, almeno nelle intenzioni, è il simbolo di questa doppia
direzione. Resta da capire quando e come il prototipo si tradurrà in un modello
di serie. Ma il solo fatto che Lexus sia tornata a usare il nome LFA indica la
volontà di rientrare nel territorio delle supercar.
L'articolo Lexus riaccende il mito LFA, la nuova supercar sarà elettrica. Toyota
presenta anche GR GT e GR GT3 – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
‹ ›
1 / 6
TOYOTA BZ4X
‹ ›
2 / 6
TOYOTA BZ4X
‹ ›
3 / 6
TOYOTA BZ4X
‹ ›
4 / 6
TOYOTA BZ4X
‹ ›
5 / 6
TOYOTA BZ4X
‹ ›
6 / 6
TOYOTA BZ4X
Toyota aggiorna in profondità il suo SUV elettrico bZ4X, introducendo interventi
che puntano a colmare le lacune della prima generazione in termini di autonomia,
prestazioni e comfort. Il modello ora offre due tagli di batteria agli ioni di
litio, da 57,7 o 73,1 kWh, per configurazioni a trazione anteriore o integrale.
La variante con capacità maggiore consente di superare i 560 km dichiarati nel
ciclo WLTP, mentre la ricarica in corrente continua resta fissata a 150 kW, con
tempi attorno ai 28 minuti per passare dal 10 all’80%. Toyota introduce inoltre
il pre-condizionamento della batteria, pensato per migliorare la ricarica in
condizioni ambientali avverse e ridurre le variazioni di performance in inverno,
uno dei punti critici del modello precedente.
Il sistema di propulsione è stato riprogettato: l’e-Axle integra motore,
trasmissione e inverter in un modulo più compatto ed efficiente, con un
incremento netto delle prestazioni. Nella versione a trazione integrale la
potenza raggiunge i 252 kW, rendendo il bZ4X uno dei modelli più performanti del
marchio al di fuori della gamma sportiva GR. L’efficienza beneficia dell’uso di
semiconduttori in carburo di silicio, che riducono le dispersioni energetiche.
Questi miglioramenti dovrebbero tradursi in un vantaggio reale e costante
nell’utilizzo quotidiano, soprattutto su lunghi tragitti autostradali, dove
molti EV mostrano consumi ben più elevati rispetto ai valori omologati.
L’abitacolo è stato rivisto con maggiore attenzione al comfort: nuovo sistema
multimediale da 14 pollici, materiali aggiornati (in parte riciclati),
isolamento acustico migliorato e una console centrale completamente
riprogettata. Anche il design esterno cambia senza stravolgere: frontale più
definito, gruppi ottici aggiornati e affinamenti aerodinamici che cercano di
ridurre consumi e rumorosità. La versione AWD conserva un’identità da SUV
tradizionale, con capacità di traino fino a 1.500 kg e un’impostazione che vuole
mantenere un certo livello di versatilità, elemento non scontato in un mercato
elettrico dove molti modelli privilegiano efficienza e linee filanti a scapito
della praticità.
Nel complesso, il nuovo bZ4X rappresenta un aggiornamento mirato a rendere il
progetto più competitivo in un segmento sempre più affollato e popolato da
modelli che puntano su autonomia elevata ed efficienza. Le modifiche introdotte
sono sostanziali e riguardano sia la parte tecnica sia il comfort a bordo, con
l’obiettivo di offrire un’esperienza più completa e in linea con gli standard
attuali del mercato.
L'articolo Toyota aggiorna il suv elettrico bZ4X. Design incisivo, più potenza e
autonomia – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nel panorama della mobilità del futuro, l’ultima proposta mostrata allo Japan
Mobility Show 2025 da Toyota ha catturato l’attenzione più di molte concept car
tradizionali. Si tratta di una piccola capsula elettrica e autonoma pensata per
trasportare un solo bambino, accompagnandolo in sicurezza fino a scuola. Un’idea
che sembra uscita da un racconto di fantascienza, ma che riflette con
sorprendente lucidità le direzioni verso cui si stanno muovendo robotica e
intelligenza artificiale applicate ai trasporti.
Il prototipo, chiamato Kids Mobi, ha linee morbide e un’estetica volutamente
giocosa: fari LED che cambiano espressione, sensori sagomati come orecchie e
quattro ruote completamente carenate. L’accesso avviene dal tettuccio,
un’apertura che permette anche ai più piccoli di entrare senza aiuti esterni.
All’interno, un assistente digitale denominato “UX Friend” interagisce con il
passeggero, accompagnandolo durante il tragitto e offrendo una presenza
rassicurante. Oltre alla componente ludica, il veicolo integra sistemi avanzati
dedicati alla sicurezza: sensori, monitoraggio remoto e funzioni di guida
autonoma progettate per affrontare scenari urbani complessi, almeno in ambiente
di test.
La visione è affascinante, ma porta con sé questioni pratiche che non possono
essere ignorate. In Giappone, dove il contesto urbano è più ordinato e la
cultura del rispetto delle regole stradali è radicata, un prototipo simile
potrebbe trovare terreno fertile. In Paesi come l’Italia, caratterizzati da
traffico imprevedibile e infrastrutture spesso poco adatte alla micromobilità,
immaginare un bambino che si muove autonomamente su un veicolo senza conducente
appare meno immediato. Mancano inoltre, per il momento, informazioni concrete su
batteria, piani industriali e possibili tempi di commercializzazione.
La presentazione del prototipo si inserisce nel più ampio programma di ricerca
che Toyota sta portando avanti nel settore della mobilità autonoma di piccole
dimensioni, un filone che comprende anche robot di assistenza personale e
micro-veicoli elettrici destinati agli spostamenti brevi. L’azienda sta
sviluppando piattaforme software unificate per il controllo remoto, sistemi di
comunicazione V2X per dialogare con infrastrutture e attraversamenti pedonali
intelligenti e pacchetti di sensori derivati dai modelli di guida autonoma già
testati su flotte sperimentali. La Kids Mobi rientra in questo ecosistema come
veicolo dimostrativo, utile a verificare l’integrazione delle tecnologie su
mezzi ultracompatti e a raccogliere dati su comportamento, sicurezza e risposta
degli utenti più giovani.
L'articolo Toyota Kids Mobi, la micro-capsula autonoma per gli spostamenti dei
più piccoli proviene da Il Fatto Quotidiano.