“La prevenzione è fondamentale”. L’appello arriva da Gianluca Galassi, centrale
della nazionale di pallavolo e della Gas Sales Bluenergy Piacenza, che oggi ha
annunciato di essersi sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione
di un tumore al testicolo. Il 28enne trentino, due volte campione del mondo con
la maglia azzurra, proprio pochi mesi fa è stato protagonista con l’Italia del
trionfo nelle Filippine.
“Ciao a tutti, c’è una cosa che dovete sapere e voglio che la sappiate
direttamente da me. Prima di tutto voglio ringraziare tutti i miei compagni di
squadra, lo staff e la Società per la grande riservatezza che hanno avuto in
questo mese”, esordisce Galassi nel suo messaggio. Poi spiega: “Mi è stato
diagnosticato un tumore al testicolo e sono stato sottoposto a un intervento
chirurgico. Ora dovrò affrontare analisi e controlli per capire quali saranno i
tempi di recupero. Ovviamente spero siano i più brevi possibili, per poter
tornare presto a fare ciò che amo: giocare a pallavolo“.
Poi il pallavolista lancia un appello: ” Per fortuna tutto è stato preso in
tempo, grazie alla prevenzione e ai controlli. Per questo voglio consigliarla
soprattutto a voi maschietti. Se anche solo uno di voi, dopo questo messaggio,
deciderà di fare un controllo in più, per me varrà più di una vittoria sul
campo”. Infine Galassi conclude: “Affronterò questo periodo di convalescenza a
casa, con Laura, Rey e Leonardo, che sono una fonte di amore inesauribile. Vi
prometto che tornerò il prima possibile sui campi“.
La Gas Sales Bluenergy Piacenza ha comunicato in una nota che “l’operazione,
perfettamente riuscita, è stata eseguita presso l’IEO di Milano dal Dottor
Gennaro Musi. Lo staff medico della Società biancorossa seguirà con attenzione
il decorso post-operatorio di Gianluca Galassi, monitorando quotidianamente la
situazione e valutando i suoi tempi di recupero“.
L'articolo “Mi è stato diagnosticato un tumore al testicolo, sono appena stato
operato. Fate un controllo in più”: l’appello di Gianluca Galassi proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Tag - Pallavolo
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel
tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai
mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di
calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket
sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una
stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei
“soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un
occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
VOLLEY: 10
Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il
volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento
d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da
vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai
Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel
2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la
guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione
olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili.
Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale
a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a
fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la
Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i
favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di
Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al
mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento
della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto
la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche
nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di
Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta.
TENNIS: 10
A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e
soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni.
L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha
conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha
ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il
2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da
Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno.
Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato
il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del
mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I
protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che
contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita
anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine
Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con
l’immensa Sara Errani.
Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima
volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli
Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros,
Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di
ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10
(Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking
Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22,
Darderi 25).
ATLETICA: 8
Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie
ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire
dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai
Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel
triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia
femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani
nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo
Fabbri nel peso.
A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a
squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei
5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e
Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in
lungo.
E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo
donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne),
argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo
uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui
quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20
rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo.
Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e
Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10
km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e
Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo.
MOTOGP: 7
Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti
visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto
dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9
podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però
in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente
mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste).
E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella:
il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva
cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte
le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in
più di lui… un problema evidentemente c’è.
NUOTO: 6
Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi
appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in
vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6
bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la
nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis
e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i
Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante.
Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7
medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione
azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e
Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km
knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria
Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara
individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo
Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro
3 metri misto.
È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma
anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei
50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo
a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò
Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni
olimpici (100 dorso e 100 rana).
E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50
farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la
dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla
semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro
poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per
Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così
come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista
l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025
positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio.
SPORT INVERNALI: 6
In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo
anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che
partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune
riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale
c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio
di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la
seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa
libera e quella di slalom gigante.
Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata
la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa
Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha
conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche
vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader
internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca
prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave
infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland
Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo.
Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è
stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a
vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio
importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per
l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le
prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più
esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista,
in altre sarà poco competitiva o addirittura assente.
CICLISMO: 5
La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra
diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per
esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava
tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della
classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella
classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn,
campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre.
Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di
ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di
memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un
corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a
essere competitiva ad altissimi livelli.
BASKET: 4
Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia,
Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso
Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere
negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione
continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e
la sua Slovenia già agli ottavi di finale.
Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono
fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular
season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono
arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate.
E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini,
che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in
classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi
presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici
dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro.
FORMULA UNO: 3
Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe
stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di
Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a
McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto.
Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di
prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso
al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre.
Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il
britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio.
Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo
primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su
Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente
maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi.
L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo.
CALCIO: 2
Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio.
Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al
mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel
2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la
sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di
qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche
a San Siro per 1-4.
Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due
edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale –
la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli
Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano –
sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di
Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie
superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono
era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia
della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello
delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche
generoso).
Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia
Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo
qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega
Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in
diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”),
salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a
far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate
inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica,
che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega
Serie A. L’ennesimo disastro.
L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime)
delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ieri sera ho giocato in casa. E non mi sono sentita in casa. In 12 anni di
carriera non avevo mai assistito né vissuto sulla mia pelle un atteggiamento del
genere da parte del pubblico che dovrebbe sostenere la propria squadra”. E’ un
passaggio della denuncia pubblica di Adhu Malual, opposto della Monviso Volley e
giocatrice della Nazionale italiana di pallavolo. Malual scrive in un post su
Instagram, accompagnando il testo con una sua foto in bianco e nero. L’azzurra,
25 anni, romana con genitori originari del Sud Sudan, racconta le cose
indicibili che ha sentito arrivare dagli spalti nella partita di campionato di
A1 che la sua squadra, Pinerolo, ha perso al tie-break contro Macerata. “Si può
sbagliare – scrive Malual -. Fa parte del gioco, fa parte del lavoro, fa parte
dell’essere umani. Quello che non fa parte di questo sport sono insulti, fischi
costanti, offese personali e sì commenti razzisti, rivolti non solo a me ma
anche ai miei familiari sugli spalti. Dal primo punto all’ultimo. Non per
spronare. Non per sostenere. Solo per colpire“.
“Sono fiera di essere italiana – continua Malual -. Sono fiera di giocare in uno
dei campionati più forti al mondo. Sono fiera di indossare la maglia azzurra,
perché l’amore che provo per questo Paese, che è la mia casa, è indescrivibile.
E non permetterò a nessuno di metterlo in discussione. I momenti no esistono per
tutti, in qualsiasi ambito. C’è una linea sottile tra il tifo e la mancanza di
rispetto. Ieri sera quella linea è stata superata più volte. E quando a pagarne
il prezzo non è solo l’atleta in campo, ma anche la squadra e la sua famiglia
sugli spalti, allora il problema non è sportivo. È umano. Io continuerò a fare
il mio lavoro. Con dignità. Con professionalità. Con rispetto per questo sport.
Ma una cosa va detta chiaramente: il silenzio, davanti a certi comportamenti,
non è più un’opzione. Ringrazio la società per il supporto dimostrato, e i
tifosi che riconoscono il mio impegno e comprendono il momento delicato”.
Mauro Fabris, presidente della Lega Volley femminile ha definito l’accaduto
“inaccettabile”. “Chiederemo l’intervento del giudice di Lega per verificare
quanto accaduto e chiederemo alla Federazione di informarsi con gli arbitri,
presenti sul campo, per un loro giudizio sui fatti – dice Fabris -. In ogni caso
crediamo che Monviso Volley sia in grado di individuare i responsabili di questa
vicenda indegna e proibire loro l’accesso in futuro al palazzetto. La Lega ha
sempre combattuto episodi di razzismo, intolleranza e violenza, verbale e non.
Nel nostro campionato giocano atlete da tutto il mondo, di 40 nazioni diverse,
con credi religiosi e culture differenti, senza che mai si registrino episodi
simili. Il nostro è il Campionato più bello del mondo anche perché ha saputo
valorizzare ciascuna di queste straordinarie atlete”.
L'articolo L’azzurra Adhu Malual si ribella agli insulti razzisti in campo:
“Sono fiera di essere italiana: il silenzio davanti a certi comportamenti non è
più un’opzione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Prima i malori, poi l’odore anomalo e l’interruzione della partita, che ha
salvato molte vite. Sabato sera, alcune atlete di volley femminile sono state
improvvisamente male durante il match tra Zafferana Volley e Volley ’96 Milazzo.
Il fatto è accaduto al palatenda di Zafferana Etnea, in provincia di Catania.
Durante il terzo set, sul punteggio di 1-1 e con il parziale di 3-5 a favore
della squadra ospite, sono arrivati i primi segnali di quello che stava
accadendo nel corso della partita.
La prima a sentirsi male è stata una giocatrice della squadra ospite, che ha
accusato un malore, è svenuta e dopo poco tempo ha ripreso conoscenza. Subito
dopo un’altra compagna di squadra ha accusato giramenti di testa e difficoltà
respiratorie. Sintomi che hanno iniziato a manifestarsi anche nelle altre
atlete.
A quel punto c’è stato l’intervento del 118, che ha visitato le due squadre. Una
dottoressa, insospettita da un odore anomalo, ha chiamato i vigili del fuoco. E
aveva ragione: una volta giunti sul posto ed aver effettuato dei rilievi, i
vigili hanno riscontrato la presenza di monossido di carbonio nella palestra.
Dopodiché, quindici persone sono state trasferite al pronto soccorso
dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Sei atlete della squadra ospite, una
giocatrice della squadra di casa e un adulto hanno fatto ricorso alla camera
iperbarica. Le altre sette persone sono state sottoposte all’ossigeno-terapia
nel pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi di Catania. Nella notte tutte le
persone sono state dimesse.
Su Facebook, l’account social della Volley ’96 Milazzo denuncia l’accaduto:
“Questa volta non possiamo stare zitti e non possiamo non agire”. “Il monossido
di carbonio è un gas letale e silenzioso. Oggi le nostre atlete hanno rischiato
la vita. E questo, per noi, è inaccettabile. Non possiamo fare silenzio. Non
possiamo non agire. Lo dobbiamo alle nostre ragazze, alle loro famiglie e a chi
ogni giorno entra in quella palestra”.
L'articolo Allarme monossido di carbonio durante la partita di volley a Catania:
in 15 finiscono in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ieri sera sono rinata! Ho vissuto qualcosa che non avrei mai immaginato di
passare: mi hanno sparato”. Comincia così un lungo post Instagram di Julia Rocha
Marques de Azevedo, pallavolista brasiliana che gioca con il Tijuca Tennis Club
di Rio de Janeiro. La pallavolista era in auto con il papà, quando a loro si è
avvicinata una banda di malviventi, che armati hanno sparato contro la portiera
del veicolo per rapinarli.
Tre i colpi partiti dalle armi dei rapinatori: due hanno colpito l’auto, il
terzo ha perforato il bagagliaio della Honda Civic e poi ha trapassato la
schiena della giocatrice. “Prima di tutto voglio tranquillizzare tutti, sto
bene. Il proiettile è entrato nella mia schiena, ma grazie a Dio non ha colpito
il mio midollo, è passato a 1 mm dalla collana vertebrale e non ha perforato
nessun organo, passando a meno di 1 cm dalla mia vescica, ma è uscito senza
causare grossi danni. Per poco la mia storia poteva essere un’altra… sono
letteralmente nata di nuovo”, ha dichiarato l’atleta brasiliana.
“Si stanno prendendo cura di me, sono in convalescenza e avrò bisogno di
allontanarmi per un po’ dalla pallavolo, che è la cosa che amo fare di più, per
riprendermi con calma. Ma starò bene e tornerò ancora più forte”, ha proseguito
Julia Rocha Marques de Azevedo, che ha poi concluso lanciando un vero e proprio
allarme sicurezza nella sua città.
“Allo stesso tempo, è impossibile non provare una profonda tristezza per la
violenza che viviamo. Non si può normalizzare e tanto meno proteggere chi
sceglie di fare del male. La vita è il nostro bene più prezioso, e ieri la mia è
stata risparmiata da un miracolo”, ha concluso la pallavolista prima dei
ringraziamenti finali ai medici, alla famiglia, agli amici e a chiunque le abbia
mostrato supporto sui social.
L'articolo “Mi hanno sparato. Il proiettile è entrato nella mia schiena ma è
uscito senza causare grossi danni”: la storia choc della pallavolista Julia
Rocha Marques de Azevedo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La vita dell’atleta è solitudine. Se non hai la fortuna di vivere a casa e –
credo che l’80% degli atleti non viva con i propri genitori – quando ti svegli,
sei da sola: fai colazione, vai in palestra, torni, pranzi, torni in palestra,
ceni e vai a dormire. E sei sempre sola. Sempre. E quindi succede che ti abitui,
che comincia a piacerti quella solitudine”. Mai banale Paola Egonu nelle sue
dichiarazioni. La pallavolista italiana ha parlato ai microfoni di GQ Italia,
che l’ha nominata atleta dell’anno. Miglior opposto in Champions League, miglior
opposto all’ultima Nations League ed Mvp nell’ultima Supercoppa Italiana vinta
con la Pro Victoria, Paola Egonu con la nazionale italiana femminile di volley
ha vinto gli ultimi Mondiali e la medaglia d’oro alle Olimpiadi.
Nel corso dell’intervista ha affrontato diversi aspetti, tra cui appunto quello
della solitudine dell’atleta: “Poi vedi i tuoi coetanei e magari succede
qualcosa: chiami i genitori, oh Dio, è successo questo, quello, si chiacchiera,
si sta al telefono. Nella vita dell’atleta non hai il tempo di fermarti, di
piangere, di parlare. Appena c’è un problema devi reagire, andare oltre. Perché
siamo abituate ad andare a una velocità molto più alta”, ha spiegato Egonu. “È
difficile però essere comprese sempre, perché non viviamo le stesse cose, cioè
non vivono in prima persona le emozioni che vivo io. Però è importantissimo
avere qualcuno che ti supporta e che ti ascolta”.
La pallavolista italiana – oggi fidanzata con il pallavolista Leonardo Puliti –
è entrata poi maggiormente nel dettaglio del concetto, spiegando tutte le
difficoltà che un’atleta può avere nel corso della quotidianità e della
pianificazione della propria vita. “Io sono una donna e ho desideri di
maternità. Ci sono nove mesi in cui devi stare ferma, il tuo fisico cambia, non
sai se riuscirai a tornare a quel livello, quindi se vuoi un figlio, o lo fai
prima, interrompi la carriera, torni, ma se non sei in grado, smetti e ti manca.
È il momento giusto? Come si fa a dire, ‘adesso riprendo’?“.
E qui – secondo Paola Egonu – la differenza tra un atleta uomo e una donna: “Nel
senso che quando un uomo fa un figlio, può scegliere di tornare immediatamente
in campo. È una questione legata al corpo e al recupero. Per me è un grandissimo
conflitto, come si fa a tornare a giocare? E riuscirei a mantenere un certo
livello? Per adesso ho messo un limite di tempo, poi si vedrà”.
26 anni. Troppo presto ancora per iniziare a pensare al ritiro, ma Egonu ha già
le idee chiare a riguardo: “Non ci ho ancora pensato, però sicuramente vorrei
avere il coraggio di smettere nel momento giusto della mia carriera, per potermi
costruire la vita dopo e non avere paura dell’incognito che c’è dopo, appunto, e
continuare ad andare avanti, ma in maniera diversa”.
L'articolo “Nella vita dell’atleta non hai il tempo di fermarti, di piangere.
Succede che ti abitui, che comincia a piacerti la solitudine. Poi vedi i tuoi
coetanei e magari succede qualcosa”: parla Egonu proviene da Il Fatto
Quotidiano.